ITRM20060338A1 - Dispositivo per il lancio di dardi e oggetti da lancio in generale - Google Patents

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ITRM20060338A1
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pulley
tensor
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bending elements
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Pasquale Stanziale
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Nec Plus Ultra Srl
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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo:
"Dispositivo per il lancio di dardi e oggetti da lancio in generale"
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo per il lancio di dardi e oggetti da lancio in generale.
Nel settore della armi da lancio per utilizzi sportivi e amatoriali sono noti una pluralità di prodotti dalle svariate strutture e funzionamenti.
Tra questi sono note le balestre, costituite in genere da un arco di legno, corno, acciaio o materiali compositi, ad esempio a base di fibre di vetro o carbonio, o combinazione delle due, montato su di un fusto e destinate al lancio di dardi, fiecce, o altri oggetti.
Negli ultimi anni sono state sviluppate una molteplicità di soluzioni costruttive per tali strumenti, allo scopo di migliorarne le caratteristiche tecniche e, in pratica, garantire migliori prestazioni all'arma durante l'uso. Deve infatti essere compreso che un dispositivo come la balestra permette, tra le varie armi da lancio, da un lato notevole potenza e gittata, dall'altro, se confrontata con altre armi, una maggiore difficoltà d'uso, in particolare nella ricarica, e una minore maneggevolezza complessiva dello strumento.
I modelli più recenti di balestra riescono in parte a sopperire a tali problematiche, tuttavia, presentano in ogni caso numerosi svantaggi che rendono tale arma scarsamente diffusa nelle attività amatoriali e sportive. In primo luogo, le balestre note utilizzano dei cavi, fissati all'elemento flettente, per trasportare il dardo, che traslano ad alta velocità su un piano orizzontale durante il lancio.
In tale fase, il rischio di ferimenti alle mani è particolarmente rilevante, proprio per la rapidità del movimento.
Per quanto concerne la maneggevolezza complessiva dello strumento, inoltre, la configurazione stessa delle balestre tradizionali comporta una distribuzione dei pesi non equilibrata e, tale aspetto, diminuisce la precisione dell'arma.
Sempre a causa della configurazione strutturale, gli ingombri sono spesso particolarmente elevati, e l'arma è difficilmente trasportabile.
A causa delle elevate sollecitazioni a cui è sottoposta la struttura, le balestre note richiedono anche una struttura piuttosto massiccia, con un conseguente aumento dei pesi.
Si noti infine che le balestre realizzate secondo tecnica nota comprendono pulegge eccentriche posizionate alle estremità dei flettenti che, pur permettendo di rendere più agevole la parte finale del movimento di carica, aumentano le massa che viene spostata durante il lancio e, quindi, le sollecitazioni, la resistenza aerodinamica e la traccia acustica generata dal movimento dei flettenti.
Pertanto il problema tecnico che è alla base della presente invenzione è quello di fornire un dispositivo per il lancio di dardi e oggetti da lancio in generale, che consenta di ovviare agli svantaggi sopra menzionati con riferimento alla tecnica nota.
Tale problema è risolto dal dispositivo per il lancio di dardi e oggetti da lancio in generale secondo la rivendicazione 1.
La presente invenzione presenta alcuni rilevanti vantaggi. Il vantaggio principale consiste nel fatto che il dispositivo secondo la presente invenzione consente un'ottirna efficienza nel lancio, ed essendo al tempo stesso estremamente pratico nell'utilizzo e maneggevole.
Inoltre, si rivela particolarmente sicuro nell'utilizzo, evitando sostanzialmente qualsiasi rischio di infortunio all'utilizzatore.
Le sollecitazioni a cui la struttura del dispositivo secondo la presente invenzione è soggetta sono peraltro piuttosto contenute, consentendo minori pesi ed ingombri complessivi. Gli ingombri sono ulteriormente ridotti dalla possibilità di chiusura che il dispositivo offie.
Infine, la particolare configurazione utilizzata rende il dispositivo equilibrato nella distribuzione dei pesi, migliorando la precisione e la facilità di utilizzo.
Altri vantaggi, caratteristiche e le modalità d'impiego della presente invenzione risulteranno evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di alcune forme di realizzazione, presentate a scopo esemplificativo e non limitativo. Verrà fatto riferimento alle figure dei disegni allegati, in cui: la figura 1<è>una vista prospettica, parzialmente in sezione, di un dispositivo per il lancio di dardi e oggetti da lancio in genere secondo la presente invenzione;
la figura 2 è una vista laterale in sezione del dispositivo di figura 1;
la figura 2A è una vista secondo una sezione longitudinale dispositivo di figura 2;
la figura 3 una vista parziale in pianta che illustra il funzionamento del dispositivo secondo la presente invenzione;
la figura 4 è una vista prospettica che mostra il dispositivo di figura 1 in una configurazione richiusa.
Con riferimento inizialmente alla figura 1, un dispositivo per il lancio di dardi e oggetti da lancio 10 in generale è indicato genericamente con il numero 100 e comprende un fiisto 1, che presenta un'estensione sostanzialmente longitudinale.
Per maggiore chiarezza espositiva, nel seguito sarà indicato come estremità posteriore 14 l'estremità del dispositivo rivolta verso il corpo dell'utilizzatore e, conseguentemente, come estremità anteriore 17 quella ad essa opposta, che si affaccia quindi alla direzione di lancio dell'oggetto. I1 fusto 1 presenta una scanalatura 16, in corrispondenza di almeno una prima porzione 13, in corrispondenza della quale può essere ospitato l'oggetto da lancio 10, come illustrato in figura 2 e 2A.
La porzione 13 si estende sostanzialmente fino all'estremità posteriore 14 del dispositivo, in corrispondenza della quale è connesso un calcio 15, appoggiabile alla spalla dell'utilizzatore durante l'uso del dispositivo. Secondo una forma di realizzazione preferita, il calcio 15 è connesso mediante un sistema a cerniera al fusto 1, in maniera tale da poter essere ripiegato ed eventualmente rimosso.
La scanalatura 16, presenta anch'essa ad estensione longitudinale e permette di guidare l'oggetto 10 durante una fase di lancio, fase che sarà successivamente descritta, in maniera tale da seguire una determinata traie -ttoria di lancio.
Con riferimento nuovamente alla figura 1, il dispositivo secondo la presente invenzione comprende inoltre mezzi di spinta, indicati complessivamente con 4, che trasmettano la l'energia necessaria al lancio all'oggetto 10.
Secondo una forma di realizzazione preferita, i mezzi di spinta 4 sono realizzati da un sistema a catapulta, che comprende una coppia di pulegge di spinta 41, a ciascuna delle quali sono avvolte le rispettive estremità di un cavo di spinta 42.
Le pulegge di spinta 41 sono girevolmente connesse al telaio 1, ad una distanza dall'estremità posteriore 14 tale per cui l'oggetto 10 abbia una corsa sufficiente per il lancio.
Infatti, e con riferimento ora alla figura 3, il cavo 42, svolto dalle pulegge 41, si può estendere in direzione longitudinale tra le pulegge 41 stesse ed una posizione prossima all'estremità posteriore 16.
In maggiore dettaglio, una prima estremità del cavo di spinta 42<è>collegata ad una prima puleggia 41, dalla quale il cavo si estende sostanzialmente parallelo al fusto 1 ed alla guida 16. I1 cavo di spinta 42<è>quindi ripiegato su se stesso in modo da avvolgersi all'oggetto da lancio 10 in corrispondenza di un punto di appoggio 43.
Ripiegatosi sull'oggetto da lancio 10, il cavo si estende sempre sostanzialmente parallelo al fusto 1, fino a connettersi alla seconda puleggia 4 1, alla quale è collegato in corrispondenza di una sua seconda estremità. Risulta quindi evidente che, awolgendo e svolgendo il cavo di spinta 42 sulle pulegge 41, il punto di appoggio 43 si sposterà lungo la direzione longitudinale e, di conseguenza, la corsa dell'oggetto 10 sarà direttamente collegata, oltre che alla lunghezza della guida 16, all'interno della quale questo scorre, alla distanza che il punto di appoggio 43 può percorrere awolgendo il cavo di spinta 42 alle pulegge 41.
Pertanto, la posizione delle pulegge 41 e la lunghezza del cavo di spinta 42 potrà essere determinata dalla corsa richiesta per ottenere la gittata desiderata. È comunque evidente che la gittata sarà sicuramente influenza da molti differenti fattori, che tuttavia non verranno qui approfonditi in maggiore dettaglio essendo comunque alla portata di un tecnico del settore. Secondo una forma di realizzazione preferita, il cavo di spinta 42 aziona in particolare una slitta, non illustrata in figura, e posizionata in corrispondenza del punto di appoggio 43, in maniera da essere trascinata dai cavi.
L'oggetto da lancio 10 viene quindi trasportato tramite la slitta lungo la guida 16.
In ogni caso, il sistema a catapulta utilizzato, ed in generale i mezzi di spinta 4, se azionati con energia sufficiente sono tali da realizzare il lancio dell'oggetto 10.
Tuttavia, in una prima configurazione operativa, che, per ragioni che saranno di seguito evidenti, sarà di seguito indicata come fase di carica, nella quale l'oggetto da lancio viene posizionato in una posizione di lancio, i mezzi di spinta 4 possono essere liberamente azionati, quindi senza immagazzinare energia in alcun modo.
In altre parole, durante tale fase di carica, le pulegge di spinta 41 saranno sostanzialmente libere di ruotare, in modo che, quando al seguito di un lancio il cavo 42 si trova ad esse avvolto, potrà essere facilmente riportato indietro, verso l'estremità posteriore, estendendosi così per la lunghezza della guida 16.
Il cavo 42 può quindi essere bloccato in tale posizione, tramite un apposito sistema di aggancio, non illustrato in figura.
Con riferimento quindi alla figura 2, il sistema di aggancio può essere comandato tramite un grilletto 51, a seguito dell'azionamento del quale, il sistema di aggancio libera il cavo di spinta 42 che potrà nuovamente avvolgersi alle pulegge 41.
È comunque evidente che, per fornire l'energia sufficiente, le pulegge dovranno ruotare con velocità tale da garantire una spinta all'oggetto 10 che ne provochi il lancio secondo la gittata desiderata.
Per fornire tale quantità di energia, il dispositivo secondo la presente invenzione comprende un gruppo flettenti, indicato complessivamente con 2, illustrato nella figura 1 e connesso al fusto 1 in corrispondenza di una seconda porzione 12 dello stesso.
Secondo una forma di realizzazione preferita, il gruppo flettenti comprende una coppia di elementi flettenti 21, di forma a lamina e leggermente arcuati, disposti sostanzialmente paralleli al fusto 1 in posizioni opposte rispetto a quest'ultimo.
Gli elementi flettenti 21 sono inoltre fissati a due bracci estensibili 23, che si congiungono in corrispondenza di una base centrale 24, quest'ultima fissata al fusto 1 in corrispondenza della seconda porzione 12.
Si noti anche che i bracci estensibili sono connessi in corrispondenza di una zona sostanzialmente centrale degli elementi flettenti 21, in modo che, le loro rispettive estremità 25 possano flettersi, come illustrato in figura 3. Sempre con riferimento a questa figura, a dette estremità sono connessi rispettivi cavi tensori 31, che convergono ad una ulteriore puleggia 32, sulla quale sono avvolgibili.
I cavi tensori 31 e la puleggia 32, insieme a mezzi di azionamento di detta puleggia, che saranno illustrati di seguito, costituiscono mezzi tensori, indicati complessivamente con 3, di detto gruppo flettenti 2.
In altre parole, gli elementi flettenti 21 potranno essere flessi, e mantenuti in tale configurazione, tramite detti mezzi tensori, in maniera tale da fornire ed accumulare un'energia che potrà, come sarà descritto di seguito, essere utilizzata per il lancio dell'oggetto 10.
Con riferimento, infatti, alla figura 3, si noti che ruotando la puleggia 32, i cavi tensori 31 saranno awolti alla stessa, flettendo così gli elementi flettenti, che essendo realizzati in materiale tale da potersi deformare elasticamente durante l'awolgimento del cavo, immagazzineranno un'energia potenziale.
Al rilascio della puleggia, questa ruoterà in direzione opposta a quella di awolgimento, trascinata dagli elementi flettenti 21, con un'energia cinetica sostanzialmente pari all'energia precedente immagazzinata, ad esclusione delle normali dissipazioni che hanno luogo per attriti o per altre forme di perdita.
Anche in questo caso, non viene illustrato con maggiore dettaglio il dimensionamento dei mezzi tensori 3 e del gruppo flettente 2, nonché la scelta del materiale utilizzato, essendo comunque scelta alla portata di un tecnico del settore.
Infatti, l'energia che sarà fornita e di seguito rilasciata sarà sicuramente funzione del materiale e della dimensione degli elementi flettenti 21 e, il dimensionamento di cavi 31 e puleggia 32 sarà tale da poter flettere gli elementi suddetti con sufficiente facilità.
Nella fase di carica, i mezzi tensori 3 possono operare in maniera disgiunta dai mezzi di spinta 4. Pertanto sarà possibile avvolgere i cavi tensori alla puleggia 32, bloccare in posizione la puleggia in modo che gli elementi flettenti restino in posizione flessa e quindi accumulare energia che verrà sfruttata per il lancio dell'oggetto 10.
Separatamente a tale operazione, e soprattutto in maniera da essa indipendente, i mezzi di spinta potranno essere posizionati in modo che il punto di appoggio sia in posizione prossima all'estrernità posteriore 14 e sia mantenuto bloccato in posizione tramite il sistema di aggancio collegato al grilletto 51. In questo modo l'oggetto 10 potrà essere collocato agevolmente nella posizione di lancio.
Dopo tale fase preliminare, la puleggia 32 e ciascuna delle pulegge di spinta 41 vengono tra 1oro.girevolmente connesse e quindi rese tra loro solidali nei movimenti di rotazione, in modo che, la rotazione della puleggia 32 provochi una rotazione anche delle pulegge 41, quest'ultime, in particolare, essendo tra loro rotanti secondo versi opposti.
Tale caratteristica può, ad esempio, essere realizzata tramite un sistema di cavi ed ulteriori pulegge, non illustrati in figura, in maniera tale che possa essere trasmesso il moto dalla puleggia 32 alle pulegge di spinta 41.
Inoltre, può essere prevista una frizione che consente, alternativamente, di rendere indipendenti le pulegge.
Inoltre, può anche essere previsto un rapporto di trasmissione tra le pulegge, in maniera da moltiplicare la corsa delle pulegge di spinta 41, richiedendo queste una rotazione sufficiente a far percorrere all'oggetto 10 la guida 16, come precedentemente spiegato.
In altre parole, i mezzi di spinta 4 sono posti in trasmissione con i mezzi tensori 3, in maniera tale da cooperare nella fase di lancio dell'oggetto 10.
Tale cooperazione si realizza con la trasmissione dell'energia accumulata dal gruppo flettente ai mezzi di spinta 4.
Infatti, una volta che la puleggia 32 è sbloccata e può trasmettere il moto alle pulegge di spinta 41 tramite il sistema di cavi suddetto, l'energia accumulata dagli elementi flettenti 21 sarà trasmessa ai mezzi di spinta, ponendo in tensione il cavo di spinta 42, essendo questo bloccato tramite l'apposito sistema di aggancio.
Agendo quindi sul grilletto 51, il cavo di spinta 42 può essere rilasciato dal sistema di aggancio e, in questo modo, gli elementi flettenti 21 saranno liberi di ritornare nella posizione di riposo, rilasciando l'energia accumulata. Tuttavia, i cavi 31, connessi alle estremità degli elementi flettenti porranno in rotazione la puleggia 32 che, essendo ora connessa con le pulegge 41, entreranno anch'esse in rotazione, richiamando così anche il cavo di spinta 42.
Come precedentemente spiegato, il movimento del cavo di spinta 42 comporta anche lo spostamento del punto di appoggio 43, ed eventualmente della slitta, trascinando così anche l'oggetto 10 che, spinto con sufficiente energia, potrà essere lanciato.
Si noti, in ogni caso, che è previstounsistema di trasmissione tale per cui le due pulegge 41 notino in versi opposti a seguito della rotazione della puleggia 32.
Tale sistema di trasmissione non è illustrato in figura, essendo comunque alla portata di un tecnico del settore. Tuttavia è inteso che possono essere previsti sistemi di trasmissione più complessi, comunque rientranti nell'ambito di protezione definito dalle rivendicazioni di seguito esposte.
Pertanto, il dispositivo secondo la presente invenzione s h t t a un metodo di lancio che utilizza di seguenti passi: in primo luogo viene accumulata l'energia generata dalla flessione degli elementi flettenti 21. Al tempo stesso possono essere portati in una posizione di lancio i mezzi di spinta, nella quale l'oggetto può essere caricato, e bloccati in tale posizione, essendo, in questa fase, operanti indipendentemente e disgiuntamente dai mezzi tensori. Quindi, i mezzi di spinta e i mezzi tensori degli elementi flettenti 21 sono posti tra loro in cooperazione e, nella presente forma di realizzazione, tale operazione ha luogo mettendo in presa rispettive ruote dentate delle pulegge 32e41.
Una volta che i mezzi di spinta ed i mezzi tensori sono in cooperazione, i mezzi tensori possono essere sbloccati, in maniera tale da trasmettere l'energia accumulata dal gruppo flettente 2 ai mezzi di spinta 4.
L'energia viene quindi rilasciata all'azionamento del grilletto, richiamando i mezzi di spinta che spingono l'oggetto 10, provocandone il lancio.
Si noti che in questo modo è possibile evitare che siano presenti cavi che subiscono traslazioni ampie e rapide nelle zone in cui l'utilizzatore posiziona le mani, o comunque nelle quali potrebbe avvenire un'interferenza tra cavo e corpo dell'utilizzatore.
Questo aspetto si rivela quindi particolarmente vantaggioso per la sicurezza nell'utilizzo di dispositivo.
Inoltre, la procedura di carica risulta molto semplice ed agevole, essendo disgiunto l'accumulo di energia e il posizionamento dell'oggetto da lancio. La posizione degli elementi flettenti 21, nonché delle pulegge, è inoltre tale da offrire una migliore distribuzione complessiva delle masse nel dispositivo, rispetto alla armi da lancio note.
Infatti, la configurazione che il dispositivo secondo la presente invenzione permette di utilizzare, consente di ottenere una posizione del centro di massa sufficientemente prossima al centro geometrico.
La distribuzione delle masse è anche migliorata dalla presenza del calcio 15. La disposizione finora descritta consente inoltre di ottenere un'elevata corsa dell'oggetto, anche con corse limitate degli elementi flettenti, in questo modo riducendo la velocità dei flettenti, a beneficio di quella del dardo. Si noti, per inciso, che una minore corsa e velocità degli elementi flettenti comporta minori masse in movimento e quindi minori sollecitazioni alla struttura e minori movimenti indotti al dispositivo dal moto di ritorno degli elementi flettenti.
Sempre a beneficio delle riduzione delle sollecitazioni, anche il fissaggio degli elementi flettenti tramite i bracci in corrispondenza di una posizione sostanzialmente centrale, piuttosto che alle estremità come awiene nei dispositivi noti, consente una riduzione degli stress a cui è sottoposta la struttura e, conseguentemente, anche i bracci potranno essere così dimensionati in modo da avere minori ingombri e peso.
Con riferimento ora nuovamente alla figura 2, la rotazione della puleggia 32, tale da generare la flessione degli elementi flettenti durante la fase di carica, è realizzata per mezzo di appositi mezzi di azionamento comandati da una leva 37.
La leva 37 produce un moto di rotazione ad un meccanismo di carica 33, il quale aziona a sua volta una vite 34, connessa ad una coppia di ruote coniche 35 e 36, in maniera da generare la rotazione della puleggia 32.
La leva 37 può inoltre essere disinnestata e rimossa, o eventualmente ripiegata sul fusto, oppure ancora telescopica, in modo da facilitare il trasporto del dispositivo,
Si noti che il meccanismo di carica 33 può fungere anche da fieno, consentendo la rotazione in un'unica direzione, quella di carica, della puleggia 32.
Terminata la fase di carica, posti i mezzi tensori in trasmissione con i mezzi di spinta, il meccanismo di carica può essere disimpegnato dalla puleggia 32, ad esempio allontanando le ruote dentate 35 e 36, e pertanto interrompendo anche l'azione frenante sulla puleggia stessa.
Questo meccanismo di carica si rivela particolarmente semplice ed efficace, e, soprattutto, richiede sforzi molto modesti per accumulare anche quantità di energia elevate.
I1 meccanismo di carica può essere convenientemente ospitato in corrispondenza di una terza porzione anteriore 11 del fusto 1. In tale porzione può anche essere ospitato un sistema di azionamento elettrico del meccanismo di carica.
Per quanto concerne inoltre la pulegge 32, si noti che questa può presentare una forma a spirale, in maniera tale da rendere variabile il rapporto tra forza resistente offerta dagli elementi flettenti, e diametro della puleggia.
Infatti, inizialmente, la forza resistente dagli elementi flettenti sarà inferiore rispetto a quanto questi sono al massimo della loro deformazione e, di conseguenza, un diametro che si riduce progressivamente consente di agevolare la rotazione della puleggia 32 nella parte terminale della fase di flessione degli elementi flettenti.
Sempre con riferimento alla figura 2, si noti che le pulegge 32 e 41 sono entrambe girevolemente connesse alla base 24, detta base essendo amovibile dai telaio.
In questo modo, il dispositivo potrà essere utilizzato anche come un tradizionale arco, rimuovendo il gruppo flettenti ed i mezzi di spinta, ad esso connesso tramite la base 24.
È evidente che in questo caso, essendo rimosso il sistema di carica e non essendo provvista la guida 16, le pulegge 32 e 41 saranno mantenute in trazione, sostanzialmente in maniera analoga all'utilizzo di un normale arco. Con riferimento nuovamente alla figura 1, gli elementi flettenti 21 sono convenientemente alloggiati all'interno di appositi gusci 22, anch'essi connessi ai bracci 23.
Gli elementi flettenti sono perciò liberi di flettersi e tornare nella posizione di riposo mantenendosi all'interno dei gusci 22 che, conseguentemente, saranno prowisti di apposite aperture per il passaggio dei cavi 31.
Secondo una forma di realizzazione preferita, i gusci sono chiusi su 5 facce, mentre nel lato attraversato dai bracci e dai cavi, presentano una membrana flessibile che si presenta vantaggiosamente a tenuta.
In altre parole, gli elementi flettenti saranno ermeticamente contenuti dentro i gusci 22 essendo comunque liberi di flettersi al loro interno.
Questo aspetto si rivela particolarmente vantaggioso in quanto consente di ridurre la resistenza aerodinamica all'avanzamento degli elementi flettenti durante il moto di rilascio e la traccia acustica generata da tale moto.
Inoltre, riduce anche il rischio di ferimenti e interferenze in generale, causati dal movimento degli elementi flettenti, essendo contenuti all'interno di gusci solidali al fusto.
I gusci 22 fornisco anche una protezione dagli agenti esterni agli elementi flettenti,
Nel caso in cui sia utilizzata una chiusura ermetica, si realizza anche un incremento dell'energia accumulata e rilasciata grazie al differenziale di pressione creato con l'ambiente esterno in dipendenza della pressione ambiente.
Infine, tale sistema a tenuta consente l'utilizzo subacqueo del dispositivo e, la membrana suddetta consente di aumentare l'energia accumulata e rilasciata all'aumentare della profondità, essendo superiore la differenza di pressione tra l'interno del guscio e l'ambiente esterno.
Con riferimento ora alla figura 2, il grilletto 51 è collocato in corrispondenza di un blocco 5 che comprende un impugnatura 52 ed un supporto ottiche 6.
L'impugnatura 52 può essere ripiegata di 90" in maniera tale da disporsi al di sotto del fusto 1, sostanzialmente ad esso parallela.
Il supporto ottiche è convenientemente sorretto da un lato solo ed è anch'esso ripiegabile con una doppia rotazione di 180" circa all'indietro, intorno ad un'asse trasversale, e simultaneamente di circa 50" intorno ad un' asse longitudinale.
Quest'ultima rotazione avviene tramite una cerniera 61 prima in un verso, in maniera da permettere la rotazione di 180" del supporto, che altrimenti interferirebbe con il fusto, e quindi in verso opposto, per ripiegarlo al di sotto del fusto.
I1 gruppo 5 può essere rimosso dal fusto, in maniera tale da migliorarne ulteriormente la facilità di trasporto.
Eventualmente il dispositivo può essere utilizzato anche a gruppo 5, azionando manualmente il meccanismo di rilascio.
In generale, la configurazione richiusa è illustrata nella figura 4, nella quale anche gli elementi flettenti ed i gusci sono stati avvicinati al fusto 1, tramite il sistema di movimentazione realizzato tramite i bracci estensibili 23, che presentano allo scopo un sistema a doppia cerniera o in alternativa un sistema a pantografo, bloccabile nelle due posizione aperta e richiusa.
Idne, con riferimento nuovamente alla figura 1, il calcio 15 può essere ripiegato all'indietro, in maniera tale da essere disposto sostanzialmente parallelo al fusto 1.
I1 fusto 1 presenta quindi in corrispondenza dell'estremità anteriore 17 un'apertura nella quale può essere ospitato il calcio 15 di un secondo dispositivo secondo la presente invenzione.
In questo modo<è>possibile accoppiare più di un dispositivo in maniera da realizzare una guida 16 per il lancio di oggetti 10 più lunga, in maniera tale da ridurre l'accelerazione che questi subiscono durante il lancio.
Questo aspetto si rivela particolarmente vantaggioso per il lancio di oggetti più delicati, come ad esempio aeromodelli.
È anche inteso che il caricamento del dispositivo può anche awenire semplicemente portando in posizione di lancio il cavo di spinta 42, con le pulegge 41 in trasmissione con la puleggia 32, in modo che gli elementi flettenti 21 vengano flessi tramite il movimento dei mezzi di spinta stessi. In questo caso, pertanto, non è impiegato il meccanismo di carica 33 per la rotazione della puleggia 32.
La presente invenzione è stata fin qui descritta con riferimento a forme preferite di realizzazione. E da intendersi che possano esistere altre forme di realizzazione che afferiscono al medesimo nucleo inventivo, tutte rientranti nell'ambito di protezione delle rivendicazioni qui di seguito esposte.

Claims (24)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo (100) per il lancio di dardi e oggetti (10) da lancio in genere, comprendente un fusto (l), un gruppo flettenti (2) ad esso connesso e10 connettibile, detto gruppo flettenti (2) essendo atto ad accumulare e fornire energia utile al lancio di detto oggetto (lo), caratterizzato dal fatto di comprendere ulteriormente mezzi tensori (3) di detto gruppo flettenti (2) e mezzi di spinta (4) di detto oggetto (lo), detti mezzi di spinta (4) essendo atti alternativamente ad operare in maniera indipendente da detti mezzi tensori (3), durante una fase di posizionamento di detto oggetto in una posizione di lancio, e in cooperazione con detti mezzi tensori (3) durante una fase di lancio di detto oggetto (10) in maniera tale che detta energia utile al lancio sia trasmessa a detti mezzi di spinta (4).
  2. 2. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione precedente, in cui detti mezzi di spinta (4) comprendono un sistema a catapulta.
  3. 3. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione precedente, in cui detto sistema a catapulta comprende almeno una puleggia di spinta (41)-attorno alla quale è avvolgibile un cavo di spinta (42).
  4. 4. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione precedente, comprendente una coppia di pulegge (41) attorno alle quali sono avvolgibili rispettive estremità di detto cavo di spinta (42), detto cavo di spinta (42) essendo ripiegato su stesso in maniera tale da formare un punto di appoggio (43) in corrispondenza del quale viene collocato detto oggetto (10).
  5. 5. Dispositivo (100) una qualsiasi delle rivendicazioni precedente, in cui detti mezzi di spinta (4) sono atti a spingere una slitta scorrevole all'intemo di una guida (16).
  6. 6. Dispositivo (100) secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, comprendente un sistema di aggancio atto al bloccaggio di detti mezzi di spinta (4) in detta posizione di lancio.
  7. 7. Dispositivo (100) secondo una delle rivendicazioni da 3 a 5 e la rivendicazione 6, in cui detto cavo (42) è mantenuto in una configurazione svolta, e disposto sostanzialmente parallelo a detto fusto (1) tramite detto sistema di aggancio.
  8. 8. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione 6 o 7, in cui detta posizione di lancio è disposta in prossimità di un'estremità posteriore di detto fusto (1).
  9. 9. Dispositivo (100) secondo una delle rivendicazioni da 6 a 8, in cui detto sistema di aggancio è atto ad essere rilasciato tramite l'azione di un grilletto (51), in maniera tale da sbloccare detti mezzi di spinta (4).
  10. 10.Dispositivo (100) secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui detto gruppo flettenti (2) comprende almeno un elemento flettente (21).
  11. 11. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione precedente, comprendente una coppia di detti elementi flettenti (21), detti elementi flettenti (21) presentando una forma sostanzialmente arcuata, sviluppandosi sostanzialmente paralleli alla direzione longitudinale di detto fusto (1) ed essendo disposti in posizioni opposte rispetto a detto fùsto (1).
  12. 12. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione 10 o 11, in cui detti mezzi tensori (3) di detto gruppo flettenti (2) comprendono un'ulteriore puleggia (32) alla quale sono avvolgibili uno o più cavi tensori (3 l), detti cavi tensori (31) essendo connessi a detto o detti elementi flettenti (21).
  13. 13.Dispositivo (100) secondo la rivendicazione precedente e la rivendicazione 3, in cui detta puleggia di spinta (41) e detta ulteriore puleggia (32) sono selettivamente connettibili tra loro, in maniera tale da realizzare la cooperazione tra detti mezzi di spinta (4) e detti mezzi tensori (3), trasmettendo detta energia utile al lancio di detto oggetto (10).
  14. 14. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione 12 o 13, in cui detta ulteriore puleggia (32) è connessa ad una base (24), connessa o connettibile a detto fusto (1).
  15. 15. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione 14 quando dipendente dalla 13, in cui detta puleggia di spinta (41) è connessa a detta base (24).
  16. 16. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione 14 o 15, in cui detto o detti elementi flettenti (21) sono connessi a detta base (24) tramite bracci estensibili (23).
  17. 17. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione precedente, in cui detti bracci estensibili (23) sono atti a consentire movimenti di awicinarnento/allontanamento di detti bracci alda detto fusto (1).
  18. 18. Dispositivo (100) secondo una delle rivendicazioni da 10 a 17, in cui detto o detti elementi flettenti (21) sono alloggiati all'interno di gusci
  19. 19. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione precedente, in cui detti gusci (22) comprendono una membrana atta a realizzare una chiusura sostanzialmente ermetica di detti gusci (22).
  20. 20. Dispositivo (100) secondo la rivendicazione 18 o 19 e la rivendicazione 16 o 17, in cui detti gusci (22) sono fissati a detti bracci estensibili (23).
  21. 21.Dispositivo (100) secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni in cui detti mezzi tensori (3) sono azionati un meccanismo di carica (33) comandato da una leva (37).
  22. 22.Dispositivo (100) secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui detti mezzi di spinta(4), detti mezzi tensori (3) e detto gruppo flettenti (2) sono amovibili da detto fusto (1).
  23. 23.Dispositivo (100) secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, comprendente un supporto ottiche (6), detto supporto ottiche (6) essendo ripiegabile su detto fusto (1).
  24. 24. Dispositivo (100) secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, comprendente un calcio (15), detto calcio (15) essendo atto ad essere alloggiato in un'apposita apertura, in maniera tale da consentire la connessione di più dispositivi (100) secondo la presente invenzione.
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