ITRM20110560A1 - Migliorata composizione di cross-linking per il trattamento del cheratocono mediante iontoforesi - Google Patents

Migliorata composizione di cross-linking per il trattamento del cheratocono mediante iontoforesi Download PDF

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ITRM20110560A1
ITRM20110560A1 IT000560A ITRM20110560A ITRM20110560A1 IT RM20110560 A1 ITRM20110560 A1 IT RM20110560A1 IT 000560 A IT000560 A IT 000560A IT RM20110560 A ITRM20110560 A IT RM20110560A IT RM20110560 A1 ITRM20110560 A1 IT RM20110560A1
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Fulvio Foschini
Giulio Luciani
Marcello Stagni
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Sooft Italia Spa
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Description

“MIGLIORATA COMPOSIZIONE DI CROSS-LINKING PER IL TRATTAMENTO DEL CHERATOCONO MEDIANTE IONTOFORESIâ€
Descrizione
Campo della invenzione
La presente invenzione riguarda il settore medico-farmaceutico e, più precisamente il settore di preparati ad uso topico oftalmico da somministrare mediante iontoforesi per eseguire il cross-linking corneale del collagene nella cura del cheratocono.
Il cross-linking del collagene corneale indotto da riboflavina e UV-A à ̈ una pratica molto utilizzata in oftalmologia e consiste nella fotopolimerizzazione delle fibrille del collagene stromale con lo scopo di aumentarne la rigidità e la resistenza alla cheratoectasia progressiva del cheratocono attraverso l’azione combinata di una sostanza fotosensibilizzante e fotoassorbente, la riboflavina appunto, con l’irraggiamento mediante luce ultravioletta da illuminatore di tipo UV-A.
Lo scopo della presente invenzione à ̈ fornire una soluzione oftalmica a base di riboflavina quale migliorato agente di cross-linking, da somministrare mediante iontoforesi nella pratica del trattamento del cheratocono, o di altre malattie ectasiche corneali, con migliorate caratteristiche di permeazione e penetrazione della soluzione nello stroma corneale, riducendo considerevolmente il tempo necessario per il trattamento e migliorando la prestazione e gli esiti terapeutici.
Come il cervello, anche l’occhio à ̈ protetto da barriere biologiche (la barriera emato-oftalmica, la barriera emato-vitreale) che rendono difficoltosa la somministrazione di medicamenti ad una concentrazione sufficiente, specialmente nei segmenti posteriori dell’occhio. Attraverso la via sistemica (orale od intravenosa) à ̈ possibile somministrare ai tessuti interni dell’occhio solo una minima frazione della quantità iniziale di farmaco, e così risulta insufficiente.
Dal momento che l’applicazione topica di gocce oculari non riesce a trattare il segmento posteriore dell’occhio, essendo la penetrazione molto limitata (normalmente inferiore al 5%), tecniche di somministrazione locale di medicamenti all’occhio sono state sviluppate e sono oggetto di continuo ed intenso studio volto a migliorarne l’efficienza. L’iniezione diretta intorno all’occhio (peribulbare, retrobulbare), o all’interno dell’occhio (intraoculare), à ̈ molto traumatica. La terapia fotodinamica, che consiste nell’iniezione sistemica del medicamento e nella sua attivazione in situ utilizzando un laser a specifiche lunghezze d’onda, sfrutta la trasparenza della cornea ma presenta lo svantaggio per cui il paziente deve rimanere al buio, il medicamento deve essere modificato mediante l’aggiunta di un agente fotosensibilizzante che impedisce che il principio attivo agisca prima che sia attivato dalla luce, richiede inoltre l’impiego di strumentazioni particolari e costose per poter essere effettuato. Sono stati inoltre sviluppati numerosi dispositivi atti a veicolare in maniera continua o programmata medicamenti mediante l’uso di serbatoi di medicamento posti sulla superficie dell’occhio, e quindi non invasivo, o in forma di lenti od anelli nel sacco della congiuntiva. Tuttavia, il passaggio di sostanza al segmento posteriore dell’occhio à ̈ comunque limitato, per cui l’utilizzo di questi dispositivi à ̈ circoscritto al trattamento di patologie del segmento oculare anteriore, ad esempio, per il trattamento di congiuntiviti. Gli impianti intraoculari per il rilascio programmato di medicamenti posizionati chirurgicamente nell’umor vitreo presentano il grave rischio di danneggiare la retina per contatto, dal momento che per posizionare l’impianto sono richieste incisioni di dimensioni relativamente grandi (5 mm). Altro significativo svantaggio riguarda l’eventuale necessità di sostituire l’impianto, o di intervenire per interrompere o modificare il trattamento in funzione di come la patologia risponde al trattamento.
La iontoforesi oculare à ̈ un’altra tecnica per la somministrazione di principi attivi ad azione terapeutica che permette di ridurre la maggior parte degli svantaggi delle altre tecniche di somministrazione oculare. Infatti rende possibile, in maniera non invasiva, di raggiungere concentrazioni e tempi di residenza nell’occhio, e quindi efficienze di trasferimento uguali o maggiori di quelle ottenute con le altre tecniche dello stato dell’arte.
Il principio che sottende alla iontoforesi consiste nell’applicazione di un campo elettrico ad una composizione elettrolitica contenente almeno un medicamento allo scopo di trasportare il medicamento o i medicamenti nel corpo attraverso le membrane biologiche. La tecnica à ̈ da tempo usata clinicamente in dermatologia, nel trattamento dei disturbi osteoarticolari, ma più recentemente si à ̈ dimostrata particolarmente adatta per il trasferimento di principi attivi e farmaci nell’occhio.
Tuttavia, poiché l’occhio à ̈ estremamente differente dalla maggior parte degli organi degli altri distretti, la iontoforesi oculare deve presentare specificità tecniche differenti da quelle di altri tipi di iontoforesi (intensità e densità di corrente, durata e controllo del campo elettrico applicato, aspetti fisico-chimici della sostanza da somministrare, fenomeni elettrochimici che avvengono nella soluzione durante la somministrazione).
I richiedenti della presente domanda di brevetto hanno già descritto nella domanda di brevetto PCT/IT2011/000010 l’uso della iontoforesi per veicolare composizioni oftalmiche contenenti preferibilmente riboflavina od altri agenti che promuovono il cross-linking, concepiti per permeare lo stroma corneale nella pratica del cross-linking corneale del collagene nel trattamento del cheratocono ed altre condizioni ectasiche dell’occhio. L’applicazione iontoforetica di una composizione a base di riboflavina alla cornea che deve essere trattata con CXL à ̈ un metodo non-invasivo e molto efficace che può portare a migliori risultati rispetto a quelli raggiunti dai classici metodi di somministrazione per introdurre la riboflavina. Grazie all’aumentata efficienza di trasferimento promosso dalla corrente elettrica, il tempo di somministrazione à ̈ significativamente ridotto, e la procedura risulta molto più confortevole per il paziente.
Le composizioni oftalmiche descritte nella domanda di brevetto PCT/IT2011/000010 sono specificamente concepite per aumentarne la loro capacità di trasferimento all’interno ed attraverso l’occhio, mediante iontoforesi. In particolare, le composizioni descritte sono basate sulla riboflavina od altri agenti di cross-linking che allo stesso tempo sono caratterizzate anche da proprietà tampone. In tal modo le composizioni descritte migliorano la permeazione e la penetrazione nello stroma corneale senza dover procedere alla rimozione dell’epitelio corneale nella pratica del trattamento del cheratocono, o di altre malattie ectasiche della cornea, per mezzo del cross-linking corneale. Le soluzioni oftalmiche per essere trasferite mediante iontoforesi, devono avere un valore di pH iniziale nell’intervallo compreso tra 5 e 8 allo scopo di agire da agente tamponante e raggiungere un valore finale non superiore a 9.
Nonostante il considerevole miglioramento apportato dalla somministrazione oculare iontoforetica, tuttavia, rimane sempre particolarmente avvertita la necessità di migliorare l’efficacia del trasferimento oculare mediante iontoforesi allo scopo di ridurre ulteriormente i rischi di provocare bruciature, irritazioni e fenomeni di generale tossicità nei tessuti che alla lunga potrebbero limitare l’applicazione della iontoforesi oculare. E sarebbe desiderabile ridurre ulteriormente il tempo di realizzazione della iontoforesi per ridurre i rischi potenziali durante l’esecuzione della procedura e migliorare il comfort del paziente.
I parametri su cui à ̈ possibile porre l’attenzione per migliorare l’efficacia ed il buon esito del processo iontoforetico oculare sono molteplici e riguardano la zona di applicazione del campo elettrico, sclera piuttosto che cornea, quest’ultima particolarmente delicata; il minimizzare la densità del campo elettrico, l’area di applicazione e l’area dell’elettrodo; il controllo dell’intensità del campo applicato elettrico in modo da raggiungere una buona riproducibilità; il limitare il tempo di applicazione; ed infine, le caratteristiche della soluzione che deve essere trasferita.
DESCRIZIONE DELL’INVENZIONE
Sono qui descritte nuove formulazioni a base di riboflavina, adatte ad essere somministrate mediante iontoforesi per la cura del cheratocono, caratterizzate da una migliore penetrazione transepiteliale nello stroma corneale rispetto alle formulazioni dello stato dell’arte. La migliorata capacità di permeazione e di penetrazione nello stroma corneale, senza dover procedere alla rimozione dell’epitelio corneale nella pratica del trattamento del cheratocono, o di altre malattie ectasiche della cornea, per mezzo del cross-linking corneale, à ̈ stata valutata in funzione della rigidità corneale dell’occhio trattato con le formulazioni oggetto della presente invenzione rispetto a quelle dello stato della tecnica.
Così, un oggetto dell’invenzione consiste nel fornire una formulazione di un prodotto specifico a base di riboflavina, adatto alla permeazione della cornea, in vista del trattamento CXL, che deve essere trasferita alla cornea stessa mediante iontoforesi e successivamente irradiata mediante luce UV. Più in particolare, à ̈ un oggetto della presente invenzione fornire soluzioni particolarmente idonee per essere somministrate mediante iontoforesi, che abbiano valori di pH e di osmolarità in grado di garantire un flusso osmotico ottimale e nella direzione appropriata rispetto al trasferimento della soluzione di riboflavina che deve operare il cross-linking delle fibre del collagene dello stroma corneale in seguito ad irraggiamento con UV.
In una precedente domanda di brevetto non pubblica a nome del richiedente, la riboflavina presente nelle formulazioni à ̈ utilizzata nelle appropriate quantità scelte tra 0.001% e 1% in peso rispetto alla composizione, preferibilmente 0,1%. Nella presente invenzione la riboflavina usata à ̈ riboflavina fosfato in appropriata quantità; in particolare à ̈ preferibilmente presente in quantità tra 0.05% e 0.4% in peso della composizione, più preferibilmente tra 0.1% e 0.2%, ancora più preferibilmente tra 0.14% e 0.15%.
Poiché la iontoforesi sostanzialmente à ̈ la promozione di un movimento di una sostanza carica attraverso una membrana biologica mediante l’applicazione di un campo elettrico, osmolarità e pH sono grandezze fisiche molto importanti e determinanti dell’efficacia di trasferimento mediante iontoforesi di una soluzione. Quando il campo elettrico viene applicato attraverso una membrana e produce il movimento di solvente che conduce specie ioniche o neutre si stabilisce un flusso elettrosmotico che à ̈ proporzionale alla concentrazione delle specie ioniche e neutre del principio attivo che deve essere trasferito. La direzione del flusso elettrosmotico avviene nella direzione dei controioni della carica di membrana. Al valore di pH fisiologico (pH=7,4), la pelle, come la maggior parte delle membrane biologiche, comprese cornea e sclera, à ̈ carica negativamente. Pertanto, la corrente elettrosmotica potenzia il trasferimento anodico (+) del farmaco carico positivamente mentre viene ritardato il trasferimento catodico (-) del farmaco carico negativamente. A bassi valori di pH, la carica della superficie biologica vira a positiva e il flusso osmotico si inverte. Ciò spiega l’importanza del valore del pH della soluzione da somministrare mediante iontoforesi, che oltre a proteggere da danni a carico della congiuntiva e della cornea (l’occhio può tollerare un intervallo di pH piuttosto ampio ed il pH delle soluzioni oftalmiche può variare da 4,5 a 11,5, ma l’intervallo di valori di pH utili per prevenire danni corneali à ̈ da 6,5 a 8,5), mantiene anche il relativo contributo del flusso osmotico ad un livello e nella direzione appropriati. Inoltre, se la durata della corrente applicata à ̈ mantenuta breve, il numero di specie ioniche nella soluzione à ̈ stabile.
In una forma realizzativa preferita dell’invenzione le formulazioni a base di riboflavina fosfato usate mostrano parametri ottimali relativamente alle misurazioni di pH ed osmolarità. In particolare, le formulazioni secondo la presente invenzione hanno un valore di pH compreso tra 6,5 e 8, preferibilmente il valore di pH delle formulazioni à ̈ 7,0, mentre il valore di osmolarità delle formulazioni à ̈ compreso tra 90 mOSm/l e 300 mOsm/l, preferibilmente 96 mOS/l.
Nella domanda di brevetto internazionale WO 2009/001396 à ̈ stata descritta una soluzione oculare da utilizzarsi nella tecnica del cross-linking corneale per il trattamento del cheratocono contenente circa 0,05-0,25% in peso di riboflavina fosfato e circa 20% in peso di destrano descritta. In tale domanda il contributo innovativo del destrano garantisce una buona muco-adesività alla superficie oculare che assicura un miglior contatto e quindi una migliore permeazione dello stroma corneale da parte della soluzione di riboflavina. La presenza del destrano à ̈ stata mantenuta anche nelle soluzioni oftalmiche da utilizzarsi nella tecnica del crosslinking corneale per il trattamento del cheratocono che vengono trasferite mediante iontoforesi allo scopo di migliorare l’efficacia di trasferimento e ridurre i tempi di trattamento a cui il paziente deve essere sottoposto.
Sorprendentemente studi recentemente condotti dai richiedenti della presente domanda di brevetto hanno dimostrato che le caratteristiche di permeazione e di penetrazione della riboflavina nello stroma corneale, senza dover procedere alla rimozione dell’epitelio corneale nella pratica del trattamento del cheratocono o di altre malattie ectasiche della cornea, valutata a posteriori in funzione della rigidità corneale dopo trattamento CXL, risultano sensibilmente migliorate utilizzando soluzioni che, rispetto alle soluzioni descritte in WO 2009/001396, non contengono né destrano, né cloruro di sodio.
Ulteriori vantaggi e caratteristiche dell’invenzione risulteranno evidenti dalla descrizione particolareggiata dell’invenzione facendo riferimento anche all’acclusa figura che mostra a puro titolo esemplificativo, e non limitativo, alcune forme di realizzazione preferite dell’invenzione. La figura 1, rappresenta i risultati sperimentali ottenuti in una curva stress vs. tensione dell’occhio trattato con le formulazioni alla base della presente invenzione, la resistenza della cornea dell’occhio trattato e quindi l’efficacia di trasferimento della soluzione trattante la condizione di cheratocono, risulta ulteriormente e sensibilmente incrementata se la formulazione non contiene NaCl, ad ulteriore dimostrazione della rilevanza dell’osmolarità della soluzione terapeutica che deve essere trasferita mediante il processo iontoforetico.
Sorprendentemente, la mancanza di destrano e di NaCl nelle formulazioni nelle composizioni secondo la presente invenzione risulta essere caratterizzante ed innovativa, e fornisce inaspettati vantaggi quanto ad efficacia rispetto alle composizioni descritte nello stato dell’arte nel settore delle soluzioni oftalmiche somministrate mediante iontoforesi ed impiegate nel trattamento di chetarocono.
In particolare, proprio il basso valore di osmolarità, dovuto alla mancanza di cloruro di sodio, caratterizza la composizione che mostra la migliore prestazione in termini di aumentata resistenza dell’occhio trattato con cross-linking corneale in seguito a trasferimento iontoforetico di una soluzione a base di riboflavina.
Le soluzioni secondo la presente invenzione potrebbero ulteriormente comprendere un sistema tamponante per mantenere il valore del pH in intervallo ottimale compreso tra 6,9 e 7,2. Una varietà di sistemi tamponanti sono noti agli operatori esperti del settore e potrebbero essere impiegati in alcune realizzazioni secondo la presente invenzione. Tuttavia, in alcune realizzazioni preferite della presente invenzione il sistema sodio fosfato monobasico/dibasico fornisce un’adeguata capacità tamponante tale da mantenere il valore del pH nell’intervallo desiderato.
Le composizioni oftalmiche della presente invenzione contengono inoltre sali di EDTA in forma oftalmologicamente accettabile che possono essere associati, o non associati, a Tris-(idrossimetil)amminometano, detto anche trometamina.
Le composizioni oftalmiche della presente invenzione possono essere preparate nella forma tecnica di collirio e gocce oculari, gel, ed in ogni caso in tutte le forme tecniche farmaceutiche che rendono possibile un’applicazione corneale seguita da iontoforesi secondo le tecniche note; di seguito sono forniti esempi forniti a scopo illustrativo, senza implicare alcuna limitazione alla presente invenzione. Altri aspetti, vantaggi e modificazioni nell’ambito dello scopo dell’invenzione saranno apparenti agli esperti nel settore tecnico a cui l’invenzione attiene.
Composizioni farmaceutiche
Le composizioni farmaceutiche delle formulazioni oggetto dell’invenzione sono sotto riportate, in cui il dosaggio dei singoli componenti à ̈ espresso in percentuale in peso.
<ESEMPIO 1 ->PREP A
Ingrediente % in peso Riboflavina sodio fosfato 0,147 Sodio-EDTA 0,1 Tris-(idrossimetil)amminometano 0,05 NaH2PO4.2H2O 0,385 Na2HPO4.2H2O 0,217 NaCl 0,5 pH 7 Osmolarità (mOsM/Kg) 270
H2O In quantità a 100 ml
<ESEMPIO 2 ->PREP B
Ingrediente % in peso Riboflavina sodio fosfato 0,147 Sodio-EDTA 0,1 Tris-(idrossimetil)amminometano 0,05 NaH2PO4.2H2O 0,385 Na2HPO4.2H2O 0,217 pH 7 Osmolarità 96 mOsM/Kg H2O In quantità a 100 ml
DATI SPERIMENTALI
Allo scopo di valutare la migliorata capacità di penetrazione transepiteliale delle nuove formulazioni basate su riboflavina trasferite mediante iontoforesi rispetto a quelle note nello stato dell’arte in occhio di coniglio à ̈ stato condotto il seguente studio pilota in cui à ̈ stato considerato l’effetto del trasferimento sulla rigidità corneale.
Per lo studio sperimentale, che à ̈ stato condotto in osservanza delle dichiarazioni per l’impiego di animali nella ricerca oftalmica e sulla visione della Commissione Europea e dell’Associazione per la Ricerca nella Visione ed Oftalmologia (ARVO), sono stati utilizzati 12 conigli di ceppo GD79b (pigmentati) di età compresa tra 2 e 3 mesi e di peso compreso tra 2,0 e 2,5 kg. Tutti gli animali sono stati identificati mediante un marchio auricolare al loro arrivo ed esaminati nel periodo precedente al test fornendo particolare attenzione alle condizioni degli occhi. Tutti gli animali prima di essere sottoposti alla procedura sperimentale sono stati tenuti in osservazione per almeno tre giorni ed utilizzati solo in assenza di segni di malattia.
I dodici conigli pigmentati di ceppo GD79b sono stati suddivisi casualmente in quattro gruppi di tre animali ciascuno corrispondenti ai quattro tipi di trattamento considerati nello studio.
La tabella 1 sintetizza l’assegnazione degli animali nei quattro gruppi di trattamento.
TABELLA 1
Numero di Gruppo Tipo di Trattamento identificazione dell’animale 1 Applicazione per iontoforesi per 11
5 minuti ad 1mA di soluzione 9 della domanda di brevetto 4 RM2008A00472
2 Applicazione per iontoforesi per 6
5 minuti ad 1mA di soluzione PREP 7
A 3
3 Applicazione per iontoforesi per 2
5 minuti ad 1mA di soluzione PREP 12
B 5
4 Applicazione passiva tradizionale 10
per 30 minuti (0mA) di soluzione 1 della domanda di brevetto 8 RM2008A00472
- Gli animali del gruppo 1 hanno ricevuto un’applicazione corneale della soluzione della domanda di brevetto RM2008A00472 0.1% nell’occhio destro mediante iontoforesi per 5 minuti all’intensità di 1mA.
- Gli animali del gruppo 2 hanno ricevuto un’applicazione corneale della soluzione soluzione PREP A 0.1% nell’occhio destro mediante iontoforesi per 5 minuti all’intensità di 1mA.
- Gli animali del gruppo 3 hanno ricevuto un’applicazione corneale della soluzione soluzione PREP B 0.1% nell’occhio destro mediante iontoforesi per 5 minuti all’intensità di 1mA.
- Gli animali del gruppo 4 hanno ricevuto un’applicazione corneale della soluzione della domanda di brevetto RM2008A00472 0.1% nell’occhio destro per 30 minuti.
Procedura di iontoforesi
Gli animali sono stati sottoposti a iontoforesi oculare all’occhio destro, mentre l’occhio sinistro à ̈ stato utilizzato quale controllo non trattato, utilizzando un dispositivo iontoforetico che consiste di due componenti monouso: un applicatore oculare ed un elettrodo di ritorno, connesse ad un generatore riutilizzabile. L’ applicatore oculare, composto da un serbatoio in policarbonato di 10 mm di diameter e 4,5 mm di altezza, à ̈ stato riempito con la schiuma medica PUR (Advanced Medical Solutions BV - ref MCF03) ed un elettrodo in acciaio inossidabile (AISI 304) collegato tramite un cavo ad un generatore (catodo). L’elettrodo di ritorno à ̈ un ago intradermico di 25G, inserito nel collo dell’animale e collegato tramite una clip ed un cavo al generatore (anodo). Il generatore eroga una corrente costante con intervallo di regolazione da 0,25 mA a 2,5 mA (10 incrementi di 0,25 mA per la corrente) e 0,5 min – 5 min (10 incrementi di 0,5 min). Durante la procedura il voltaggio applicato viene misurato con un multimetro.
Irraggiamento ad UV
L’irraggiamento mediante UV-A per il cross-linking del collagene corneale con riboflavina à ̈ stato eseguito utilizzando il dispositivo medico VEGA CBM-X Linker costruito dalla società CSO Ophthalmic. Il dispositivo à ̈ dotato di una gamma di LED per l’emissione di luce alla lunghezza d’onda di 370 nm, un diaframma in grado di variare l’area che deve essere trattata, un sistema di messa a fuoco con due LED a luce rossa intermittenti, una micro-telecamera con monitor LCD per catturare le immagini del procedimento in tempo reale, una luce di fissazione coassiale incorporata sulla telecamera che consente al paziente di mantenere il corretto allineamento. La potenza viene controllata con un misuratore di potenza e mantenuta a 3,0 mW/cm<2>.
Tutti gli animali sono stati irraggiati per un totale di 30 minuti, mediante 6 fasi di irraggiamento della durata di 5 minuti. All’occorrenza, qualora durante l’irraggiamento la cornea diventa asciutta, à ̈ stata somministrata una goccia di soluzione salina. Al termine di ciascuna fase di irraggiamento la cornea à ̈ stata lavata con soluzione salina ed una goccia della soluzione da somministrare à ̈ stata aggiunta prima dell’inizio di ciascuna fase di irraggiamento.
Al termine dell’irraggiamento gli animali sono stati sacrificati con un†̃iniezione intravenosa di pentobarbital in sovradosaggio entrambi gli occhi sono stati velocemente campionati ed utilizzati per il saggio biomeccanico.
I risultati della valutazione biomeccanica degli occhi sottoposti ai quattro tipi di trattamento forniscono una indicazione della resistenza dell’occhio in seguito al procedimento di crosslinking corneale delle fibre di collagene e mette in evidenza le differenze nell’effetto prodotto dai quattro tipi di trattamento e le tre soluzioni usate a differente composizione.
I dati ottenuti sono indicati nella seguente tabella 2.
Tabella 2
CCT= spessore corneale centrale
RICROLIN = nome commerciale della soluzione corrispondente alla composizione descritta nella domanda di brevetto RM2008A00472.
I dati sono stati rappresentati in un grafico mostrato in figura 1, in cui lo stress viene rappresentato in funzione dell’allungamento o tensione.
Lo stress à ̈ indicativo della proprietà meccanica del campione calcolata come il rapporto tra la forza applicata ad una data sezione del campione divisa per la superficie della sezione, mentre l’allungamento rappresenta la variazione della lunghezza subita dal corpo diviso per la sua originaria lunghezza.
Come evidenziato dai dati grezzi ottenuti, rappresentati anche graficamente nella curva stress vs. tensione in figura 1, gli occhi che hanno subito il trattamento con la soluzione a base di riboflavina corrispondente alla formulazione PREP B (gruppo sperimentale 3), contenente riboflavina sodio fosfato, EDTA sodico e tampone fosfato ed acqua, trasferita iontoforeticamente, presentano uno spessore corneale centrale circa 3 volte maggiore, rispetto agli occhi di controllo e agli occhi che hanno subito cross-linking corneale ricevendo prima dell’irraggiamento UV-A, la soluzione a base di riboflavina PREP A (gruppo sperimentale 2), contenente anche destrano, o la soluzione, comprendente sia NaCl che destrano, trasferita sia mediante iontoforesi (gruppo sperimentale 1) che per assorbimento semplice (gruppo sperimentale 4), come precedentemente descritto rispettivamente nelle domanda di brevetto e RM2008A00472, PCT/IT2009/000392, PCT/IT2011/000010. Il maggiore spessore corneale centrale individuato negli occhi del gruppo sperimentale 3 à ̈ il risultato di una maggiore efficacia della soluzione PREP B nel promuovere il cross-linking delle fibre di collagene corneale in grado di conferire maggiore rigidità alla cornea. In questo modo l’utilizzo della soluzione PREP B risulta terapeuticamente più vantaggioso nel trattamento del cheratocono e di altre malattie corneali correlate.
Il dato sperimentale relativo alla aumentata resistenza dell’occhio trattato con cross-linking corneale, e quindi alla aumentata capacità di penetrazione e permeazione nella cornea da parte della composizione oggetto della presente invenzione priva di cloruro di sodio, la soluzione PREP B, appare in contrasto con quanto atteso sulla base delle nozioni del meccanismo iontoforetico: infatti, si suppone che la presenza di cloruro di sodio della soluzione da trasferire mediante iontoforesi comporti una aumentata conducibilità, ed una buona conducibilità della soluzione determina in genere un buon livello di trasferimento di masse dotate di carica elettrica.
Contrariamente a quanto atteso, probabilmente la presenza di cloruro di sodio in forma dissociata nella composizione che deve essere trasferita mediante iontoforesi esercita un effetto competitivo nei confronti del principio attivo (riboflavina fosfato) nel saturare le membrane sottoposte a iontoforesi; alternativamente, la presenza delle cariche dissociate del cloruro di sodio neutralizzano la carica della riboflavina fostato, o di altre specie chimiche che agiscono da potenziatori presenti nella composizione (ad esempio, sali di EDTA in forma oftalmologicamente accettabile), cariche negativamente ai valori di pH della sperimentazione, determinando una minore efficacia di trasferimento del principio attivo provocato dalla iontoforesi.
Attualmente i richiedenti della presente domanda di brevetto stanno conducendo ulteriori studi volti a comprendere il meccanismo chimico-fisico alla base di quanto osservato.

Claims (7)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Composizione oftalmica per il trattamento del cheratocono, da somministrare mediante iontoforesi corneale, in cui l’agente di cross-linking à ̈ riboflavina, od una soluzione di riboflavina fosfato, o una soluzione di riboflavina fosfato idrato, caratterizzata dal fatto di avere un valore di pH compreso tra 6,5 e 8,0, preferibilmente compreso tra 6,9 e 7,2, ancora più preferibilmente il valore di pH à ̈ 7,0, ed osmolarità compresa tra 90 mOsm/l e 300 mOsm/l, preferibilmente il valore di osmolarità à ̈ 96 mOsm/l.
  2. 2. Composizione oftalmica secondo la rivendicazione 1, in cui il valore di pH 7,0 à ̈ ottenuto tramite un sistema tampone comprendente sodio fosfato monobasico biidrato e/o sodio fosfato bibasico biidrato, in quantità appropriate.
  3. 3. Composizione oftalmica secondo la rivendicazione 1 e 2, caratterizzata dal fatto di comprendere ulteriormente sali, preferibilmente NaCl, in quantità tale che il valore di osmolarità finale della soluzione à ̈ compreso tra 90 mOsm/l e 300 mOsm/l, preferibilmente compreso tra 95 mOsm/l e 275 mOsm/l, ancora più preferibilmente il valore di osmolarità à ̈ 96 mOsm/l.
  4. 4. Composizione oftalmica secondo le rivendicazioni da 1 a 3, ulteriormente comprendente sali di EDTA in forma oftalmologicamente accettabile associati, o non associati, a Tris-(idrossimetil)amminometano.
  5. 5. Composizione oftalmica per il trattamento del cheratocono mediante iontoforesi corneale secondo la rivendicazione 3 caratterizzata dal fatto di avere la seguente formulazione: Riboflavina sodio fosfato 0,147 g Sodio-EDTA 0,1 g Tris-(idrossimetil)amminometano 0,05 g NaH2PO4.2H2O 0,385 g Na2HPO4.2H2O 0,217 g Acqua distillata a 100 g
  6. 6. Composizione oftalmica per il trattamento del cheratocono mediante iontoforesi corneale secondo la rivendicazione 3 caratterizzata dal fatto di avere la seguente formulazione: Riboflavina sodio fosfato 0,147 g Sodio-EDTA 0,1 g Tris-(idrossimetil)amminometano 0,05 g NaH2PO4.2H2O 0,385 g Na2HPO4.2H2O 0,217 g NaCl 0,5 g Acqua distillata a 100 g
  7. 7. Composizioni oftalmiche secondo le rivendicazioni precedenti preparate nella forma tecnica di collirio, gocce oculari, gel, ed in tutte le forme tecniche farmaceutiche che rendono possibile un’applicazione corneale seguita da ionoforesi corneale.
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