ITRM20130168U1 - Diottro configurato per ridurre le radiazioni elettromagnetiche nocive al sistema visivo - Google Patents

Diottro configurato per ridurre le radiazioni elettromagnetiche nocive al sistema visivo

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ITRM20130168U1
ITRM20130168U1 IT000168U ITRM20130168U ITRM20130168U1 IT RM20130168 U1 ITRM20130168 U1 IT RM20130168U1 IT 000168 U IT000168 U IT 000168U IT RM20130168 U ITRM20130168 U IT RM20130168U IT RM20130168 U1 ITRM20130168 U1 IT RM20130168U1
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IT
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diopter
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harmful
lens
reduce
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IT000168U
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Ramos Celia Sanchez
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Univ Madrid Complutense
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Description

“DIOTTRO CONFIGURATO PER RIDURRE LE RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE NOCIVE AL SISTEMA VISIVO”,
DESCRIZIONE
Campo del modello
Il presente modello si inserisce nel campo generale della medicina preventiva e della salute pubblica e riguarda, in modo particolare, un diottro configurato per ridurre le radiazioni nocive al sistema visivo.
Descrizione dell’arte nota
Le lunghezze d’onda nell’intervallo da 180 a 380 nm possono essere causa di fotocheratite e opacizzazione del cristallino. Nell’intervallo da 380 a 550 nm dello spettro visibile (luce violetta e blu), possono indurre lesioni fotochimiche alla retina (da 310 a 550 nm nell’occhio afachico). Il riscaldamento mediante assorbimento della radiazione visibile o IRA (da 400 nm a 1.200 nm) può comportare l’opacizzazione del cristallino oltre a erosioni corneali. A seguito della trasparenza dei mezzi oculari, la radiazione visibile e IRA (da 400 a 1.400 nm) può provocare danni termici alla retina. Nell’intervallo dell’IR A e B (da 800 a 3.000 nm), le lesioni termiche del cristallino sono riconducibili a un deterioramento delle sue proteine. Nella regione dell’IR B e C dello spettro (rispettivamente, da 1.400 a 3.000 nm e da 3.000 a 10.000 nm,), l’assorbimento si verifica soprattutto nella cornea e nell’umore acquoso. Oltre i 1.900 nm, la cornea è l’unico mezzo assorbente per cui le lesioni termiche interessano, in genere, questa struttura. Tale tipologia di lesione è riconducibile, quasi esclusivamente, all’esposizione alle radiazioni laser.
Nei brevetti ES2247946, ES2257976, ES2281301, ES2281303, ES2289957, ES2296552, ES2298089, ES2303484 ed ES2312284 ci si richiama alla problematica delle lunghezze d’onda corta nello spettro da 380 a 500 nm. Tuttavia, nessuno di questi documenti illustra i danni provocati dalle radiazioni comprese tra 180 e 10.000 nm.
Si delinea quindi l’esigenza di fornire un elemento atto a proteggere il sistema visivo dalle radiazioni nocive.
Descrizione del modello
Il presente modello viene a risolvere il problema sollevato nella descrizione dell’arte nota. Innanzitutto, il medesimo si riferisce a un diottro (in seguito, diottro del modello in oggetto) configurato in modo tale da ridurre le radiazioni nocive al sistema visivo e comprendente una sostanza in superficie o al suo interno in grado di modificarne le proprietà di trasmissione.
Nel modello in oggetto, il termine diottro, come da Manual de Óptica Geométrica (Manuale di ottica geometrica) (Felipe, 1998) è una superficie rifrangente, vale a dire una superficie che separa due mezzi con diverso indice di rifrazione.
In particolare, le radiazioni nocive al sistema visivo appartengono allo spettro infrarosso, ultravioletta e/o lunghezze d’onda dello spettro visibile le cui lunghezze d’onda sono comprese tra 180 nm e 10.000 nm.
Più specificatamente, le proprietà di trasmissione modificate dal diottro del modello in oggetto sono la riflessione, la rifrazione, l’assorbimento, la dispersione, la polarizzazione e/o il fenomeno dell’interferenza.
Più specificatamente, il diottro del modello in oggetto ha forma piano-parallela, piano-concava, piano-convessa; biconcava o biconvessa. Più specificatamente, la sostanza contenuta nel diottro del modello in oggetto viene selezionata fra pigmenti, sostanze metalliche, polimeri, composti inorganici, composti organici o un mix delle medesime.
Più specificatamente, il diottro del modello in oggetto ha forma curva. Più specificatamente, il diottro del modello in oggetto è munito di lente oftalmica. Più specificatamente, il diottro del modello in oggetto è una lente a contatto.
Più specificatamente, il diottro del modello in oggetto ha forma piana. Più specificatamente, il diottro del modello in oggetto è un filtro.
In un altro aspetto, il presente modello si riferisce ad un elemento contenuto nel diottro del modello in oggetto. Più specificatamente, si riferisce ad un paio di occhiali, superfici su infissi di finestre, porte o sistemi divisori di spazi, visori di caschi, superfici di copertura, rivestimenti, parasoli, tende da sole, ombrelloni. Descrizione particolareggiata del modello
Esempio 1: Diottro: lente a contatto
Si è proceduto a sciogliere 10.3 mg di un colorante convenzionale giallo, 4-Phenylazophenol, Solvent Yellow 7 (SY7), in 10.01 g di una soluzione monomerica contenente 66% di PEA, 30.5% di PEMA e 3.3% di BDDA. Ne è derivata una concentrazione di SY7 da 0.103 wt %. Sono stati, quindi, aggiunti 52.3 mg di bis 4-tert-butilcicloesilperossido bicarbonato come catalizzatore della polimerizzazione. Con una siringa, si è proceduto a iniettare la soluzione in uno stampo formato da due piatti di vetro, sovrapposti e uniti mediante clip di metallo e un anello di Teflon da 1mm. La soluzione si è estesa in strati da 1 mm. La polimerizzazione è avvenuta dopo aver inserito lo stampo in un forno a 65 ºC per 17 ore. Successivamente, si è provveduto ad aumentare la temperatura del forno fino a 100 ºC per altre 3 ore. Terminata la polimerizzazione, si è provveduto all’estrazione della lamina dallo stampo, all’espletamento delle verifiche di misura della protezione e si è provveduto al rispettivo taglio finale. In questo esempio, il diottro era rappresentato da una lente a contatto comprendente un pigmento giallo quale sostanza in grado di modificarne le proprietà di trasmissione. Più particolarmente, si è provveduto ad aumentare l’assorbimento delle lunghezze d’onda corta comprese tra 350 e 500 nm.
Esempio 2: diottro: lente oftalmica
Mediante calcolo dei parametri della lente, si è provveduto a selezionare gli stampi con superfici interne in vetro, regolarmente levigate costituenti il negativo perfetto delle superfici della lente. La miscela da polimerizzare, denominata prepolimero, costituita dal monomero e dal catalizzatore, è stata tenuta a bassa temperatura per evitare che la polimerizzazione avvenisse prima di iniettarla nello stampo. Il prepolimero vi è stato inserito a temperatura ambiente e si è poi provveduto ad agitare il tutto per eliminare le bolle d’aria. Quindi, lo stampo contenente il prepolimero iniettato è stato sistemato in un recipiente per relativa polimerizzazione a bagnomaria a 40 ºC per 12 ore. Decorso tale lasso di tempo, la temperatura è stata portata a 97 ºC per un’ora. Data la riduzione del volume della miscela nel corso della polimerizzazione, in tale processo si è provveduto a riempire lo stampo con il prepolimero.
Solidificato il polimero ed a taglio e levigazione avvenuti della lente, la medesima è stata immersa per 5 min. in una soluzione di pigmento giallo a 90 ºC per ridurre all'incirca del 10% l’assorbimento della luce violetta e blu.
Esempio 3: diottro: filtro su finestre di edifici e/o veicoli
Il diottro era rappresentato da un filtro, inserito in un vetro, contenente un pigmento giallo quale sostanza in grado di modificare le proprietà di trasmissione di tale diottro. In particolare, è aumentato l’assorbimento delle lunghezze d’onda corta comprese tra 350 e 500 nm.
Esempio 4: diottro: lente con superficie a specchio Per predisporre la lente con superficie a specchio ci si è avvalsi delle soluzioni di cui appresso:
Soluzione mista:
1.- 900 cm<3>di acqua distillata 30 g. di nitrato d’argento;
2.- 900 cm<3>di acqua distillata 20 g. di potassa caustica;
Soluzione di riduzione:
3.- 1000 cm<3>di acqua distillata 50 g. di glucosio.
Le soluzioni sono state tenute in bottiglie opache avendo cura di non esporle alla luce diretta.
Le superfici da argentare sono state strofinate con acido nitrico concentrato e risciacquate con acqua e poi asciugate con un panno di lino. Quindi, si è provveduto a versare sulla superficie una miscela, in parti uguali, della soluzione 2 e alcool. Dopo averla asciugata, è stata risciacquata nuovamente con acqua. Successivamente, la lente è stata immersa in un recipiente contenente acqua distillata, avendo cura di rivolgere la superficie da argentare verso il basso.
In precedenza, si era preparata la soluzione mista con 5 parti della soluzione 1 a cui si era aggiunta lentamente dell’ammoniaca fino ad ottenerne la chiarificazione necessaria. In seguito, sono state aggiunte 6 parti della soluzione 2 e di nuovo ammoniaca fino alla rimozione dell’intorbidamento. Infine, si è provveduto ad aggiungere una parte della soluzione 1. La soluzione di color bruno è stata poi travasata in una bottiglia scura, mediante filtraggio.
Il diottro è stato disposto con la superficie da rendere a specchio rivolta all’ingiù in un recipiente contenente la soluzione mista (alta circa 1 cm). Si è poi aggiunta la soluzione di riduzione (soluzione 3) agitando dolcemente il recipiente contenente la lente. Le proporzioni della soluzione mista e di quella di riduzione sono pari a 3:1 e 2:1. A deposito avvenuto dell’argento sulla super ficie della lente, si è provveduto alla sua estrazione dalla soluzione per risciacquarla sotto un filo d’acqua corrente e quindi asciugarla su carta da filtro sistemata, a sua volta, su una piastra leggermente riscaldata.
Il diottro era rappresentato da una lente contenente argento come sostanza in grado di modificarne le proprietà di trasmissione. In particolare, la trasmissione delle radiazioni è stata pari al 40% tra 380 e 780 nm riflettendo il 60% della luce incidente.
Esempio 5: diottro: lenti da saldatori
Diottro rappresentato da una lente contenente pigmenti verdi come sostanza in grado di modificarne le proprietà di trasmissione. In particolare, la modifica delle proprietà di trasmissione del diottro è avvenuta come segue:
Dati di trasmissione e di assorbimento della radiazione incidente:
− % assorbimento UV (180 – 380 nm): 99,9%
− % trasmissione visibile (380 – 780 nm): 3%
− % assorbimento IR (780 – 1.100 nm): 99,5%

Claims (7)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Diottro configurato in modo tale da ridurre le radiazioni nocive al sistema visivo e comprendente una sostanza in superficie o al suo interno in grado di modificarne le proprietà di trasmissione.
  2. 2. Diottro come da rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che le radiazioni nocive al sistema visivo appartengono allo spettro infrarosso, ultravioletta e/o lunghezze d’onda dello spettro visibile, con lunghezze d’onda comprese tra 180 nm – 10.000 nm.
  3. 3. Diottro come da una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in grado di modificare le proprietà di trasmissione quali riflessione, assorbimento, rifrazione, polarizzazione e/o fenomeno d’interferenza.
  4. 4. Diottro come da una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti contenente una sostanza selezionata tra i pigmenti, sostanze metalliche, polimeri, composti inorganici, composti organici oppure una miscela delle medesime.
  5. 5. Diottro come da una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti la cui forma è selezionata tra quella curva e quella piana.
  6. 6. Diottro come da una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti rappresentato da una lente oftalmica, una lente a contatto, un cristallo, un vetro, uno specchio, un visore, una superficie di copertura, una superficie di rivestimento o un polimero.
  7. 7. Elemento contenuto in un diottro come da una qualsiasi delle rivendicazioni 1-6.
IT000168U 2013-06-03 2013-10-09 Diottro configurato per ridurre le radiazioni elettromagnetiche nocive al sistema visivo ITRM20130168U1 (it)

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