ITTO20000877A1 - Utensile con segmenti diamantati per il taglio di pietra. - Google Patents

Utensile con segmenti diamantati per il taglio di pietra. Download PDF

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Description

Descrizione dell'Invenzione Industriale avente per titolo:
"Utensile con segmenti diamantati per il taglio di pietra"
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un utensile munito di segmenti, settori o placchette diamantate, utilizzato per tagliare marmo, granito, pietra in generale, conglomerati, cementi e materiali simili, ed al relativo metodo di taglio.
In particolare, l'invenzione concerne un insieme di settori diamantati, contenenti particelle di diamante naturale o artificiale o altri materiali molto duri, applicati sulla circonferenza esterna di un disco o su un lato longitudinale di una lama.
I dischi e le lame vengono generalmente utilizzati per applicazioni diverse, a causa della loro diversa modalità di utilizzo. Il confronto fra dischi e lame diamantate evidenzia la sostanziale differenza d'uso delle placchette a concrezione diamantate applicate rispettivamente sulla circonferenza esterna dei dischi e su un lato longitudinale delle lame. ·
Le differenze consistono sostanzialmente in direzionalità di taglio, velocità di taglio e costanza della velocità.
Il disco infatti gira sempre nella stessa direzione mentre le lame devono funzionare con moto direzionale alternato variando ciclicamente la direzione di taglio. Questo continuo cambiamento della direzione di taglio rende più difficile la permanenza del singolo diamante nel legante in cui è immerso. La sollecitazione nelle due direzioni tende a scalzarlo più rapidamente dalla sua sede, spesso prima che sia finita la sua vita utile, accorciando di conseguenza la vita dell'utensile.
Il disco può girare alla velocità ritenuta ottimale per segare il materiale. Si suggerisce che tale velocità sia pari a circa 20 m/s per segare graniti ricchi di-quarzo e pietre dure, mentre essa sale a 40 m/s e oltre per segare pietre calcaree e pietre tenere. Nella lama da telaio il movimento alternativo e le rilevanti masse in gioco limitano la velocità possibile dell'utensile sul materiale a valori meno che decimali rispetto ''a quelle possibili con un disco.
,La velocità del disco è costante, mentre quella della lama può essere rappresentata da una sinusoide che parte da zero, accelera fino alla velocità massima a metà corsa, per poi ritornare a zero, per poi quindi ripetersi nel moto successivo in direzione contraria.
Nonostante il fatto che si facciano usi diversi .di dischi e lame, non si riscontrano differenze sostanziali nei settori diamantati usati .
Le differenze più evidenti che si riscontrano negli utensili diamantati sono invece in relazione alla durezza del materiale da segare: per marmo e pietre tenere, si usano infatti tipi di diamante sintetico e leganti diversi da quelli usati per graniti ricchi di quarzo e pietre dure in generale.
Anche se su leganti e sui diamanti artificiali e naturali continuano gli studi e le sperimentazioni rispettivamente sulle leghe metalliche utilizzate e sui procedimenti per rivestire i diamanti con sostanze che migliorano l'aderenza, allo stato attuale della tecnica gli utensili per marmo sono prodotti con leghe a base di bronzi, mentre gli utensili per granito sono prodotti con leghe in cui prevale il cobalto. Poiché per il cobalto sono necessarie temperature più elevate di sinterizzazione, i diamanti sintetici usati devono avere una maggiore resistenza alle alte temperature.
Inoltre, con le tecnologie attuali, mentre i dischi diamantati sono utilizzati con macchine mono- e pluri-disco sia per le pietre dure a base silicea, sia per le pietre tenere a base calcarea, nel taglio con telai mono- e multi-lama, le lame con segmenti diamantati sono utilizzate soltanto per segare marmi, travertini, onici calcarei e pietre tenere o materiali poco coesi, arenarie e simili .
Il taglio con telai multilame di granito e pietre dure è normalmente fatto utilizzando come abrasivo graniglia metallica sfusa che, veicolata dall'acqua e unita ad additivi, taglia il materiale per effetto del trascinamento operato da lame di acciaio con moto bidirezionale a contatto con il materiale da segare.
I tentativi fatti finora di segare granito e pietre dure con lame dotate di settori contenenti particelle di diamante artificiale o naturale tenuti insieme da leganti vari, rame, .rame e cobalto e altri metalli, non hanno ancora dato risultati apprezzabili in termini di durata dell'utensile e quindi costi di taglio rapportati a metro quadro segato.
Sono stati costruiti anche telai speciali, normalmente con assetto verticale delle lame rispetto al blocco da segare, utilizzando vari accorgimenti, ad esempio facendo percorrere alle lame movimenti ellissoidali sostanzialmente a corse parallele in cui i settori diamantati sono a contatto con il blocco solamente nel ciclo attivo. Tuttavia, non è stato mai raggiunto il risultato di costruire una macchina a telaio con lame diamantate che sia efficiente sul piano tecnico ed economico e che possa sostituire gli attuali telai per granito a graniglia metallica con analoghi costi di segagione .
Un telaio multilame equipaggiato con lame a segmenti diamantati atti a tagliare pietre dure avrebbe, fra l'altro, ovvi vantaggi ecologici rispetto ad un telaio a graniglia metallica che produce residui inquinanti e di costoso e problematico smaltimento.
La minore durata ed i superiori costi della segagione del granito e delle pietre dure con dischi diamantati in rapporto ai consumi e costi che si hanno nella segagione di marmo e pietre tenere sono sicuramente correlati alla durezza dei materiali. I graniti si situano a livello sette e oltre nella scala di durezza Mohs, durezza molto più vicina a quella dei diamanti, che è pari a dieci, di quanto siano i marmi che si situano a livello tre. Ma alla durezza del materiale da segare si aggiunge anche il problema della più rapida usura degli utensili e dell'insufficiente e troppo faticoso spurgo del materiale abraso dalla zona di taglio.'
Nel taglio con disco il materiale abraso da ciascun settore in progressione si viene a trovare prigioniero nello spazio che separa il settore da quello successivo, mentre ai lati del settore interferisce tutto l'abraso che si forma con l'operazione di taglio in corso. Tanto più vicina è la durezza del materiale da segare, tanto più incisivo sarà l'effetto di controabrasione che agisce sull'utensile diamantato. Inoltre, gli spazi laterali liberi sopra la placchetta diamantata, dovuti alla differenza di spessore tra utensili radiali e anima del disco, si riducono progressivamente con il consumarsi delio -spessore della placca diamantata, peggiorando progressivamente la situazione ed accelerando il fenomeno. Per questa ragione, si tende oggi a segare il granito con una serie di passate successive di modestissima profondità, riducendo così al minimo il numero di denti del disco immersi nel materiale. Questo provvedimento tuttavia aumenta i tempi morti complessivi dell'operazione di taglio. Quando il disco aggredisce il materiale in pieno su spessori da 2 o 3 cm, ci si accontenta di rese molto inferiori.
Nelle lame diamantate, il fenomeno è più incisivo e più evidenti sono i suoi effetti dannosi. Mentre in un disco tutti i settori escono dal materiale da segare per la maggiorparte della sua rotazione, nel telaio soltanto i settori alle due estremità delle lame escono alternativamente dal blocco spurgando il materiale abraso.
La situazione più critica si manifesta al centro del blocco, dove il materiale abraso di ciascuna corsa viene ritrascinato nel taglio dal ciclo successivo e trova solo in tempi lunghi la strada verso 1’una o l'altra estremità del blocco. Questo fattore aiuta a spiegare perché il taglio con telaio sia possibile nei materiali di durezza molto lontana da quella del diamante, e diventa impossibile nella segagione dei graniti e dei materiali duri a causa dell'esagerato effetto di controabrasione del materiale abraso nei confronti del diamante.
La Figura 1 illustra schematicamente in vista laterale un utensile di taglio o lama, realizzato secondo la tecnica nota, in contatto con un blocco di pietra 3 da tagliare ed avente, sul bordo di taglio inferiore, una pluralità di settori diamantati 2.
Nella Figura 2 la stessa lama è illustrata dall'alto, durante il taglio del blocco di pietra 3. Il materiale abraso durante il movimento alternato della lama si accumula nelle zone tratteggiate 4 comprese tra i settori 2.
A causa dell'effetto di controabrasione nei confronti dei settori diamantati, attualmente non risulta quindi possibile ed economicamente conveniente il taglio di graniti e materiali duri con telai multilame a settori diamantati.
In un telaio orizzontale, anche il materiale abraso che riesce a sollevarsi lateralmente per effetto del ridotto spessore della lama nei confronti dei settori tende per gravità ,a ricadere tra gli stessi settori per essere nuovamente trascinato avanti e indietro fino a trovare faticosamente l'uscita ad una delle estremità del blocco.
Problema analoghi a quelli creati per il disco sorgono nei telai verticali a lame, diamantate monodirezionali nella zona di corsa attiva in aderenza con il blocco da segare, con l'aggravante risptto al disco di una più lunga zona di contatto utensile-materiale e della ridotta velocità dell'utensile.
Sono stati fatti alcuni tentativi per facilitare lo spurgo dei materiali abrasi dalla zona di taglio, modificando la forma o le superfici dei settori diamantatì o del supporto dell'utensile, disco o lama.
Ad esempio, la Domanda di brevetto WO 95/22446 descrive un disco avente settori diamantati con spessore maggiorato nella zona di contatto e decrescente verso l'area di collegamento con l'anima del disco con una serie di scalini inclinati rispetto alla direzione di taglio.
Nella Domanda europea EP 0 287 847, la superficie esterna delle placchette diamantate presenta una forma a zig-zag o altre, forme di scanalatura per facilitare lo scarico del materiale abraso.
Nel brevetto US 4.550.708, vengono disposte fra i denti di un disco alcune aperture sostanzialmente uguali alla lunghezza del segmento in modo da poter accogliere il materiale abraso.
Il brevetto US 4.490.039 prevede alcune aperture fra i denti diamantati che si estendono verso il centro del disco, mentre i denti hanno delle scanalature estese per tutta la loro altezza fornendo canali per scaricare il materiale.
Le soluzioni note, tuttavia, non consentono di migliorare sostanzialmente lo spurgo del materiale abraso in modo da evitare l'azione di controabrasione dell'utensile operata dal materiale in precedenza abraso, provvedimento essenziale per allungare la vita dell'utensile ed accelerare il processo di taglio, in particolare quando si segano materiali duri.
Un primo scopo della presente invenzione è pertanto quello dì migliorare in modo sostanziale il processo di espulsione del materiale abraso, eliminando l'effetto di controabrasione ed allungando di conseguenza la vita utile dell 'utensile.
Un ulteriore scopo della presente invenzione è quello di migliorare la resa di taglio dell'utensile, senza sprechi di materiale abrasivo, ed anzi utilizzando l'abrasivo nelle quantità necessarie ai diversi tipi e momenti della lavorazione. Con gli accorgimenti dell'invenzione, è possibile realizzare un utensile in cui almeno la larghezza del primo settore di taglio di ogni sequenza di settori sia inferiore a quella del supporto su cui sono applicati tutti i settori: questo consente notevoli risparmi nel costo totale dell'utensile, in cui sono presenti una pluralità di sequenze di settori.
I suddetti ed altri scopi e vantaggi dell'invenzione, quali risulteranno dal seguito della descrizione, vengono raggiunti con un utensile ed un metodo di taglio come quelli descritti rispettivamente nelle rivendicazioni 1 e 17. Forme di realizzazione preferite e varianti non banali della presente invenzione formano l'oggetto delle rivendicazioni dipendenti.
Gli scopi sopra indicati vengono raggiunti in pratica da una forma e disposizione in successione di settori diamantati di diverso profilo e composizione, che permette un più efficiente sistema di lavaggio dei taglio atto a garantire l'espulsione dell'abraso con un flusso continuo e ininterrotto dell'acqua di lubrificazione e raffreddamento. L'utensile secondo l'invenzione può essere utilizzato vantaggiosamente perii taglio di marmo e pietre calcare, ma anche per il taglio di granito o altre pietre molto dure.
La presente invenzione verrà meglio descritta da alcune forme preferite di realizzazione, fornite a titolo esemplificativo e non limitativo, con riferimento ai disegni allegati, nei quali:
la Figura 1 è una vista laterale di un utensile di taglio con settori diamantati secondo la tecnica nota;
la Figura 2 è una vista dall'alto dell'utensile di Fig. 1;
la Figura 3 è una vista laterale di un utensile di taglio con settori diamantati realizzato secondo la presente invenzione,
la Figura 4 è una vista frontale dell'utensile di Fig. 3;
la Figura 5 è una vista in prospettiva dell'utensile di Fig. 3;
la Figura 6 è una vista laterale dell'utensile di Fig. 3 in cui sono evidenziati i- flussi di scarico del materiale abraso;
la Figura 7 è una vista dal basso dell'utensile di Fig. 3 in cui sono evidenziati i flussi di scarico del materiale abraso;
la Figura 8 è una vista laterale di un secondo esempio di realizzazione di un utensile di taglio con settori diamantati secondo la presente invenzione;
la Figura 9 è una vista frontale dell'utensile dì Fig. 8;
la Figura 10 è una vista laterale dell'utensile di Fig. 8 in cui sono evidenziati i flussi di scarico del materiale abraso;
la Figura 11 è una vista dal basso dell'utensile di Fig. 8 in cui sono evidenziati i flussi di scarico del materiale abraso;
la Figura 12 è una vista laterale di un utensile di taglio a forma di disco con settori diamantati realizzati secondo la presente invenzione; e
la Figura 13 è una vista in prospettiva di una forma di realizzazione alternativa di un utensile secondo la presente invenzione.
Facendo riferimento alla Fig. da 3 a 12, verrà ora illustrato un metodo di taglio, secondo l'invenzione, che consente di tagliare in continuo blocchi di pietra o materiali simili con un utensile dotato di settori diamantati.
Il metodo prevede le fasi di:
realizzare un primo solco avente larghezza LI mediante un primo settore 12 avente altezza HI, la larghezza Li essendo inferiore alla larghezza di un supporto 10 su cui è applicato il primo settore 12;
allargare il primo solco realizzando un secondo solco, di larghezza L2 maggiore di LI, mediante un secondo settore 14 avente altezza H2 minore di HI;
allargare il secondo solco realizzando un terzo solco, di larghezza L3 maggiore di L2, mediante un terzo settore 16 avente altezza H3 minore di H2.
Questo metodo permette all'utensile di aggredire il materiale in modo progressivo, ciascun settore lavorando su una sezione ridotta e quindi su materiale precedentemente indebolito. Inoltre, poiché i tre settori realizzano solchi di sezione diversa, viene sempre garantito un flusso continuo di acqua, lateralmente o sotto ai settori stessi, che favorisce lo spurgo del materiale abraso.
Con riferimento alla Fig. 3, è illustrato, in una vista laterale schematizzata, un utensile di taglio 1 realizzato secondo la presente invenzione, in particolare una lama a settori diamantati.
Un supporto in metallo 10, che in questo caso è una banda metallica lineare ma che potrebbe anche essere un disco circolare, ha un bordo inferiore 18 al quale sono applicati, mediante saldature 20, settori diamantati 12, 14, 16 composti da un impasto di materiale abrasivo e di materiale legante le cui proporzioni e caratteristiche dipendono dal materiale che si vuole segare.
Secondo l'invenzione, i settori diamantati sono disposti sulla lama 1 secondo sequenze ripetute di settori tra loro diversi. Ciascuna sequenza comprende tre settori 12, 14, 16 aventi, rispetto ad una direzione preferenziale di taglio indicata in figura dalla freccia 22, altezza progressivamente decrescente e larghezza di taglio progressivamente crescente, ed in cui almeno uno di dei settori ha una larghezza di taglio inferiore alla larghezza del supporto 10.
Un primo settore 12 ha infatti altezza HI maggiore dell'altezza H2 del secondo settore 14, che a sua volta è più alto del terzo settore 16 avente altezza H3.
Il primo settore -12 è però più stretto, larghezza di taglio LI, rispetto al secondo settore 14, di larghezza L2, che a sua volta è più stretto dell'ultimo settore di larghezza L3.
I settori di ogni sequenza ripetuta sulla lama 1 devono quindi avere le seguenti proprietà: Hi > H2 > H3 e LI < L2 < L3.
Ciascun settore scava nella pietra un solco di profilo diverso rispetto ai settori adiacenti, definendo in questo modo un passaggio continuo sempre aperto per il materiale abraso, veicolato dal flusso d'acqua utilizzato per il suo asporto e per il raffreddamento della lama 1 durante il taglio.
Nella Fig. 4, in cui è visibile frontalmente l'utensile di Fig. 3, sono evidenti le diverse altezze e larghezze dei tre settori 12, 14 e 16, presenti in ciascuna sequenza.
La Fig. 5 illustra invece, in una vista in prospettiva, l'utensile 1 precedentemente illustrato nelle Fig. 3 e 4. In particolare, è visibile una sequenza di settori 12, 14 e 16, fissati al supporto 10, aventi altezza H progressivamente descrescente e larghezza L progressivamente crescente, in cui la larghezza LI del primo settore 12 è inferiore a quella del supporto 10.
La nuova forma e configurazione a gruppi è utile nei dischi diamantati e nelle lame diamantate per telaio dove trova migliore applicazione in un funzionamento monodirezionale del telaio con utensili a .contatto del materiale solo nel ciclo attivo.
La configurazione, tuttavia, è valida anche in un telaio bidirezionale, dove permane il problema del più facile scalzamento dei singoli diamanti dal legante per effetto della direzione alternativa.
Sequenze di settori con le medesime caratteristiche possono essere applicate anche su supporti a forma di disco: in questo caso, tuttavia, la superficie esterna del singolo settore di taglio deve seguire la curvatura del disco con un raggio maggiorato rispetto al raggio del disco di un valore pari all'altezza del settore stesso.
Secondo l'invenzione, una sequenza di settori di taglio può anche contenere un numero di settori diverso da tre, ad esempio solamente due settori, oppure quattro, cinque o anche un numero maggiore di settori.
Nelle Fig. 6 e 7, sono invece illustrati in dettaglio, rispettivamente in una vista laterale ed in una vista dal basso, i flussi di scarico che si vengono a formare durante il taglio e che garantiscono sempre una completa asportazione del materiale abraso da parte del flusso d'acqua.
In ciascuna figura sono illustrate due sequenze di. tre settori 12, 14 e 16 durante il taglio di un blocco di pietra 3.
Gli spazi 22 compresi tra i singoli settori rappresentano ovviamente spazi aperti per il passaggio di acqua e materiale abraso. Verranno ora analizzati i flussi di scarico possibili in corrispondenza di ciascun settore.
Il primo settore 12, la cui parte inferiore 26 è immersa nella pietra, presenta lateralmente due zone 24, tratteggiate orizzontalmente, di flusso di scarico laterale, in quanto esso si muove in un canale più largo scavato dal secondo settore 14 e dal terzo settore 16.
Il secondo settore 14 presenta una parte 26 immersa nella pietra, una zona di flusso di scarico 28 inferiore, tratteggiata verticalmente, corrispondente al canale scavato dal primo settore, e due zone di flusso di scarico laterali 24, corrispondenti al canale più largo scavato dal terzo settore 16.
Il terzo settore 16 risulta invece lateralmente immerso nella pietra, mentre inferiormente ad esso è presente un flusso di scarico 28 corrispondente ai canali scavati dai settori 12 e 14 che lo precedono.
I settori 14 e 16, inoltre, possono eventualmente prevedere uno scarico centrale frontale,, come illustrato in dettaglio in Fig. 13, costituito da una scanalatura longitudinale 60, 62 ricavata nella parte inferiore di ciascun settore.
Grazie a tutti questi passaggi e grazie agli spazi vuoti 22 presenti fra i settori, viene così garantito un canale continuo lungo tutta la zona di taglio, che facilita notevolmente la funzione di spurgo svolta dall'acqua di raffreddamento e che evita completamente l'effetto di controabrasione ai danni degli stessi settori in quanto il materiale abraso trova sempre e facilmente una veloce via di fuga .
II primo settore 12, più sporgente e sottile, può anche avere uno spessore inferiore a quello del supporto metallico 10 della lama, mentre l'ultimo settore 16, il meno sporgente e più spesso della serie, definisce la vita utile dell'utensile.
I settori contenuti in ciascuna sequenza possono vantaggiosamente avere lunghezze tra loro differenti, in modo da compensare le diverse altezze e larghezze e mantenere costante il loro volume. In questo modo è possibile compensare, per equilibrare il consumo dei vari settori, la quantità di. materiali abrasivi presente in ogni settore. Analogamente, per esigenze simili, i singoli settori possono anche avere caratteristiche di impasto Cl, C2, C3 tra materiali abrasivi e materiali leganti tra loro diverse.
In particolare, quando il supporto è un disco, le caratteristiche di impasto Cl delle polveri di diamante di un primo settore 12 variano da 30 a 35 carati/cm<3 >e le caratteristiche di impasto C2 delle polveri di diamante di un secondo settore 14 variano tra 25 e 28 carati/cm<3>.
Invece, quando il supporto è una lama, le caratteristiche di impasto Cl delle polveri di diamante di un primo settore 12 variano da 30 a 35 carati/cm<3 >e le caratteristiche di impasto C2 delle polveri di diamante di un secondo settore 14 variano tra 25 e 28 carati/cm<3>.
Normalmente, i settori di taglio contengono, a seconda dell'uso a cui sono destinati,··<' >particelle di diamante naturale o artificiale, porzioni policristalline di carburo di tungsteno o altri materiali duri, unitamente a materiali leganti di diverso tipo, ad esempio leghe a base di rame per il marmo e la pietra più tenera o leghe a base di cobalto per il granito e le pietre dure. Secondo una forma di realizzazione preferita, l'utensile dell'invenzione utilizza, per il taglio di granite, materiale legante a base di cobalto e, per il taglio di marmo, materiale legante a base di cobalto con granulometria maggiore di quella del materiale legante per il taglio di granite.
Questa particolare disposizione sul supporto di settori diamantati di diverso profilo presenta anche il vantaggio di aggredire il materiale in modo progressivo, ciascun settore lavorando su una sezione ridotta e quindi su materiale precedentemente indebolito. Questo consente di ottenere tagli più diritti ed una maggiore velocità di avanzamento della lama verso il blocco o viceversa.
Le Fig. 8 e 9 illustrano, lateralmente e frontalmente, una seconda variante di realizzazione di un utensile di taglio secondo la presente invenzione. Tre settori di taglio 32,-<' >34 e 36, disposti in sequenza secondo le caratteristiche precedentemente descritte di altezza decrescente e larghezza crescente, sono tra loro uniti a formare un singolo elemento dì taglio 30. L'elemento di taglio 30 può essere quindi considerato un unico settore suddiviso in tre porzioni diverse, una prima porzione 32 stretta ed alta, una porzione intermedia 34 ed un'ultima porzione 36 più bassa e larga delle precedenti.
Questo unico settore 30, pur presentando capacità ridotte di spurgo del materiale abraso rispetto all'esempio di realizzazione descritto in precedenza, presenta il vantaggio di un più agevole montaggio e/o allineamento sul supporto della lama o del disco.
Per facilitare il passaggio del materiale abraso e dell'acqua di raffreddamento fra porzioni adiacenti 32, 34 e 34, 36, in corrispondenza dei punti di discontinuità tra le superfici laterali, sono presenti scanalature verticali 31 perpendicolari alla direzione di taglio dell 'utensile.
Nelle Fig. 10 e 11 sono invece illustrati in dettaglio, rispettivamente in una vista laterale ed in una vista dal basso, i flussi di scarico che si vengono a formare durante il taglio utilizzando l'utensile illustrato nelle Fig. 8 e 9.
In ciascuna figura sono illustrati tre settori 30, separati da spazi 42, ciascuno composto da tre porzioni 32, 34 e 36 diverse, durante il taglio di un blocco di pietra 3.
Gli spazi 42 compresi tra settori adiacenti rappresentano ovviamente spazi aperti per il passaggio di acqua e materiale abraso. Si analizzeranno ora i flussi di scarico possibili in corrispondenza delle singole porzioni di ciascun settore .
La prima porzione 32 ha una parte inferiore 46 immersa nella pietra e presenta lateralmente due zone 44, tratteggiate orizzontalmente in figura, di flusso di scarico laterale in corrispondenza dei canali più larghi scavati dalla seconda porzione 34 e dalla terza porzione 36.
La seconda porzione 34 presenta una parte 46 immersa nella pietra, una zona di flusso di scarico inferiore 48, tratteggiata verticalmente, corrispondente al canale scavato dalla prima porzione 32, e due zone di flusso di scarico laterali 44, corrispondenti al canale più largo scavato dalla terza porzione 36.
La terza porzione 36 risulta invece lateralmente immersa nella pietra, mentre inferiormente ad essa è presente un flusso di scarico 48 corrispondente ai canali scavati dalle porzioni che lo precedono.
Le scanalature verticali 31 facilitano il passaggio del materiale abraso tra porzioni adiacenti dello stesso settore, creando una continuità tra i vari flussi di scarico.
Nella Fig. 12 è invece illustrata un'ulteriore forma di realizzazione di un utensile di taglio che impiega settori diamantati secondo l'invenzione. I settori sono applicati, secondo sequenze ordinate 50, sulla circonferenza 11 di un supporto 10 in metallo a forma di disco.
Secondo l'invenzione, i settori diamantati sono disposti sul disco secondo sequenze ripetute di settori tra loro diversi. Ciascuna sequenza comprende tre settori 52, 54, 56 aventi, rispetto alla direzione preferenziale di taglio indicata in figura dalla freccia 13, altezza progressivamente decrescente e larghezza di taglio progressivamente crescente.
Per quanto riguarda le lame diamantate, risulta evidente che i migliori risultati in termini di consumo degli utensili si ottengono su telai monodirezionali, in particolare se, nelle zone di fine corsa a velocità zero o prossima allo zero e nell'intera corsa di ritorno, il pacco lame viene fatto viaggiare distanziato rispetto al materiale da segare.

Claims (18)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Utensile (1) per il taglio di granito, marmo, pietra o materiali simili, comprendente un supporto (10) in metallo al quale sono applicati una pluralità di settori di taglio (12, 14, 16) composti da un impasto di materiale abrasivo e materiale legante, caratterizzato dal fatto che detta pluralità di settori (12, 14, 16) comprende sequenze ripetute di due o più settori tra loro diversi, detti settori avendo, all'interno di ciascuna sequenza, altezze progressivamente decrescenti e larghezze di taglio progressivamente crescenti, rispetto ad una direzione di taglio dell'utensile, almeno uno di detti settori avendo una larghezza di taglio inferiore alla larghezza di detto supporto (10).
  2. 2. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che ciascuna sequenza comprende almeno tre settori (12, 14, 16) diversi per altezza e larghezza di taglio, applicati al supporto (10) tra loro distanziati, la larghezza (LI) del primo settore (12) essendo minore della larghezza di detto supporto (10).
  3. 3. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i settori contenuti all'interno di ciascuna sequenza hanno lunghezze differenti, in modo tale da mantenere costante il loro volume e quindi la quantità di materiali abrasivi presenti in ogni settore.
  4. 4. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che almeno uno dei settori contenuti all'interno di una sequenza ha uno scarico centrale frontale {60; 62) costituito da una scanalatura longitudinale.
  5. 5. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i settori contenuti in ciascuna sequenza fanno parte di un singolo elemento di taglio (30) composto da un unico pezzo ed applicato al supporto metallico (10) dell'utensile.
  6. 6. Utensile (1) secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che, in corrispondenza di punti di discontinuità tra le superfici laterali di due settori diversi adiacenti, sono presenti scanalature (31) perpendicolari ad una direzione di taglio dell'utensile.
  7. 7. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i settori contenuti all'interno di ciascuna sequenza hanno caratteristiche di impasto (Cl, C2, C3) tra materiale abrasivo e materiale legante tra loro diverse.
  8. 8. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto supporto (10) in metallo è un disco in metallo e le superfici esterne dei singoli settori di taglio seguono la curvatura del disco su un raggio maggiorato rispetto al raggio del disco di un valore pari all'altezza degli stessi settori.
  9. 9. Utensile (1) secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che le caratteristiche di impasto (Cl) delle polveri di diamante di un primo settore (12) variano da 30 a 35 carati/cm<3 >e le caratteristiche di impasto (C2) delle polveri di diamante di un secondo settore (14) variano tra 25 e 28 carati/cm<3>.
  10. 10. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto supporto (10) in metallo è una lama metallica.
  11. 11. Utensile (1) secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che le caratteristiche di impasto (Cl) delle polveri di diamante di un primo settore (12) variano da 25 a 28 carati/cm<3 >e le caratteristiche di impasto (C2) delle polveri di diamante di un secondo settore (14) variano tra 22 e 25 carati/cm<3>.
  12. 12. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti settori di taglio contengono particelle di diamante naturale o artificiale o porzioni policristalline di carburo di tungsteno o altri materiali duri.
  13. 13. Utensile (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di utilizzare, per il taglio di granite, materiale legante a base di cobalto e, per il taglio di marmo, materiale legante a base di cobalto con granulometria maggiore di quella del materiale legante per il taglio di granite.
  14. 14. Insieme di settori (12, 14, 16) a base di materiale abrasivo per un utensile di taglio, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno due settori, disposti in sequenza rispetto ad una direzione di taglio dell'utensile, ciascun settore avendo, rispetto al settore che lo precede nella sequenza, rispettivamente minore altezza e maggiore larghezza di taglio, almeno uno di detti settori avendo una larghezza di taglio inferiore alla larghezza di un supporto (10) su cui sono applicati detti settori.
  15. 15. Settore (30) a -base di materiale abrasivo per un utensile di taglio, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno due porzioni (32, 34, 36) tra loro diverse, disposte in sequenza rispetto ad una direzione di taglio dell'utensile, ciascuna porzione avendo, rispetto alla porzione che la precede nella sequenza, rispettivamente minore altezza e maggiore larghezza di taglio, almeno uno di detti settori avendo una larghezza di taglio inferiore alla larghezza di un supporto (10) su cui è applicato detto settore (30).
  16. 16. Settore (30) secondo la rivendicazione 15, caratterizzato dal fatto di comprendere, in corrispondenza di punti di disocntinuità tra le superfici laterali di due porzioni adiacenti, scanalature (31) perpendicolari ad una direzione di taglio dell'utensile.
  17. 17 Metodo per tagliare in continuo lungo una linea di taglio blocchi di pietra o materiali simili con un utensile dotato di settori contenenti materiale abrasivo, caratterizzato dal fatto di comprendere le fasi di: realizzare lungo detta linea di -'taglio un primo solco avente larghezza LI mediante un primo settore (12) avente altezza HI, la larghezza LI essendo inferiore alla larghezza di un supporto (10) su cui è applicato detto primo settore (12); ed allargare detto primo solco realizzando un secondo solco, avente larghezza L2 maggiore di LI, mediante un secondo settore (14) avente una altezza H2 minore di HI.
  18. 18. Metodo secondo la rivendicazione caratterizzato dal fatto di comprendere inoltre la fase di allargare detto secondo solco realizzando un terzo solco, avente larghezza L3 maggiore di L2, mediante un terzo settore (16) avente altezza H3 minore di H2.
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