ITTO20010535A1 - Macchina per la lavorazione di vetro in lastre. - Google Patents

Macchina per la lavorazione di vetro in lastre. Download PDF

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Attilio Busetti
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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo:
"MACCHINA PER LA LAVORAZIONE DI VETRO IN LASTRE"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad una macchina per la lavorazione di vetro in lastre, del tipo indicato al preambolo della rivendicazione 1 allegata .
Macchine del tipo citato, note nel settore con il termine di molatrici o bisellatrici, vengono utilizzate per realizzare la finitura superficiale dei bordi delle lastre di vetro e comprendono a tale scopo una o più zone di molatura, ciascuna formata da due schiere di mole contrapposte, atte a realizzare simultaneamente l'asportazione di materiale da due bordi opposti di una medesima lastra di vetro.
A tal fine, la lastra di vetro in lavorazione viene guidata in una prima direzione, onde attraversare una prima zona di molatura in cui viene realizzata la finitura di una sua prima coppia di bordi opposti; nel caso di molatrici o bisellatrici denominate bilaterali, la stessa lastra viene in seguito guidata in una seconda direzione, ortogonale alla prima, per la lavorazione di altri suoi due bordi opposti, in una seconda zona di molatura.
Al fine di addurre la lastra di vetro ad una zona di molatura, una porzione intermedia della lastra stessa viene fatta insinuare tra due coppie di cinghie di trasporto, ciascuna coppia comprendendo una cinghia superiore ed una cinghia inferiore, le cinghie inferiori essendo mobili lungo un piano fisso.
Per una maggiore comprensione di quanto in via di descrizione, nella figura 1 allegata viene rappresentata, tramite una sezione laterale schematica, una parte di un sistema di avanzamento di una lastra in corrispondenza di una zona di molatura facente parte di una macchina per la lavorazione di vetro di tipo noto.
In tale figura, con 1 viene indicato nel suo complesso un profilato metallico di supporto, al quale sono rigidamente associati una pluralità di elementi pressori 2, ciascuno dei quali comprendente - una testata di ancoraggio 3,
una lamina flessibile 4,
- un supporto pattino 5,
- un perno di snodo 6,
- un pattino orizzontale guida-cinghia 7.
Con 3A sono indicate delle prime sedi passanti della testata 3, atte a ricevere rispettivi mezzi per il fissaggio al profilato 1; con 3B sono indicate delle seconde sedi, destinate a ricevere rispettivi mezzi per il fissaggio alla testata 3 di una prima estremità della lamina 4 . La seconda estremità della lamina 4 risulta invece fissata al supporto 5, tramite rispettivi mezzi inseriti in apposite sedi 5A del supporto stesso.
Il perno 6 viene utilizzato per associare in modo articolato il pattino 7 al supporto 5; con 5B è indicata una sede atta a ricevere dei mezzi destinati a garantire il corretto posizionamento del perno 6 e ad evitare sfilamenti di quest'ultimo da rispettivi alloggiamenti definiti nel supporto 5 e nel pattino 7.
I sopra citati mezzi destinati ad essere ricevuti dalle varie sedi 3A, 3B, 5A e 5B sono tipicamente costituiti da viti o grani filettati.
Con 8 viene indicata una cinghia di trasporto superiore e con 9 una cinghia di trasporto inferiore; le cinghie 8 e 9 vengono azionate nella direzione di lavorazione, indicata dalla freccia DA, tramite mezzi motori non rappresentati in figura.
Con 10 viene infine indicata una lastra di vetro, soggetta a lavorazione.
Come già accennato, nelle macchine per la lavorazione del vetro del tipo in esame, la lastra 10 viene spostata nella direzione DA, in modo tale che due suoi bordi opposti transitino tra due schiere contrapposte di mole, non rappresentate; tale movimentazione viene realizzata a mezzo delle due cinghie 8 e 9. La velocità con cui la lastra 10 viene mossa a mezzo delle cinghie 8 e 9 è solitamente regolabile, in funzione dello spessore sottosposto alla molatura ed al grado di finitura necessario .
Al fine di garantire un trasporto costante ed un preciso mantenimento della posizione della lastra 10 durante la lavorazione dei suoi due bordi opposti, in corrispondenza di ciascuna zona di molatura prevista dalla macchina si presenta la necessità di premere la cinghia superiore 8 sulla lastra stessa, in modo che quest'ultima risulti a sua volta premuta sulla cinghia inferiore.
A tale scopo vengono quindi previsti gli elementi pressori 2, destinati ad esercitare una spinta dall'alto verso il basso, sulla cinghia 8, tramite i pattini 7.
Onde adempiere alla suddetta funzione, gli elementi pressori 2 debbono essere in grado di variare la propria configurazione operativa, in particolare per consentire un cambiamento della posizione di lavoro dei pattini 7 in occasione del transito di una lastra 10.
A tal fine, come si evince in figura 1, vengono previste
la lamina flessibile 4 che, deformandosi elasticamente, consente la variazione della posizione in altezza del pattino 7 a seguire, e
- l'accoppiamento snodato realizzato a mezzo del perno 6, che consente l'inclinazione del pattino 7 rispetto al supporto 5.
Dopo l'asportazione di materiale, la lastra 10 viene trasferita, tremite sistemi di movimentazione in sé noti, in una successiva zona di molatura, affinchè sulla lastra stessa venga eseguito un processo di finitura analogo a quello testé descritto, per altri suoi due bordi opposti.
Da quanto sopra descritto si evince come, secondo l'attuale stato della tecnica, gli elementi pressori 2 risultino costituiti da una pluralità di diversi componenti reciprocamente uniti (ossia quelli indicati con 3, 4, 5, 6 e 7, oltre ai rispettivi mezzi di fissaggio reciproco); tale tipo di realizzazione comporta una certa laboriosità di assemblaggio e quindi tempi e costi di realizzazione elevati .
Altro inconveniente della tecnica nota in esame deriva dal fatto che, ad eccezione del pattino 7, tipicamente realizzato in materiale sintetico, i restanti componenti 3-6 degli elementi pressori 2 sono realizzati in metallo o lega metallica a mezzo di lavorazioni su macchina utensile; in tale ottica, ad esempio, la testata 3 ed il supporto 5 vengono solitamente realizzati in alluminio o acciaio, e la lamina 4 in acciaio armonico.
L'impiego dei citati materiali ed il fatto che i medesimi debbano essere ottenuti tramite lavorazione su macchina utensile determina, oltre a degli elevati costi di realizzazione, dei significativi scarti di produzione.
Altro inconveniente della tecnica nota è dato dal fatto che la struttura composita (sia in termini di materiali impiegati che di componenti previsti) degli elementi pressori 2 non garantisce il mantenimento nel tempo delle caratteristiche fisico/meccaniche e chimiche dì questi ultimi; tale problema riguarda ad esempio le costanti elastiche della lamina 4 e la scarsa resistenza ad attacchi ossidanti dei componenti 3-6 (tali attacchi essendo accentuati dagli additivi chimici miscelati alle acque usate durante il processo di molatura delle lastre di vetro).
Il presente trovato si propone di risolvere i suddetti inconvenienti.
In tale ambito generale, un primo scopo del presente trovato è quello di indicare una macchina per la lavorazione di vetro in lastre dotata di elementi pressori di concezione e realizzazione semplice ed economica.
Un altro scopo del presente trovato è quello di indicare una macchina del tipo citato i cui elementi pressori siano formati da un numero ridotto di componenti, tra loro assemblabili in modo agevole.
Un altro scopo del presente trovato è quello di indicare una macchina del tipo citato i cui elementi pressori siano in grado di conservare nel tempo le proprie caratteristiche funzionali, quali dimensione, geometria, resistenza superficiale, elasticità.
Questi ed altri scopi ancora sono raggiunti, secondo il presente trovato, da una macchina per la lavorazione di vetro in lastre avente le caratteristiche delle rivendicazioni allegate, che si intendono parte integrante della presente descrizione .
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi del presente trovato risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, forniti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo in cui:
la figura 1, già in precedenza commentata, rappresenta schematicamente in sezione laterale una parte del sistema di avanzamento di una lastra di vetro in corrispondenza dì una zona di molatura di una macchina per la lavorazione del vetro di tipo noto;
- la figura 2 rappresenta un elemento pressore facente parte di una macchina per la lavorazione di vetro in lastre realizzata in accordo al presente trovato, rispettivamente in vista prospettica (parte A), in vista laterale (parte B) ed in vista frontale (parte C);
la figura 3 rappresenta schematicamente in sezione laterale una parte del sistema di avanzamento di una lastra di vetro in corrispondenza di una zona di molatura di una macchina realizzata in accordo al presente trovato;
- la figura 4 rappresenta una sezione schematica secondo la linea A - A di figura 3.
In Fig. 2 viene rappresentato, con viste diverse, un elemento pressore facente parte di una macchina per la lavorazione di vetro in lastre realizzata secondo i dettami del presente trovato.
Tale pressore, indicato nel suo complesso con 20, risulta sostanzialmente costituito da un gambo 21, un elemento di supporto e raccordo 22 ed un pattino guida-cinghia 23.
Il gambo 21, l'elemento 22 ed il pattino 23 sono realizzati ciascuno da un rispettivo pezzo unico in materiale plastico o sintetico, stampato con tecnologia in sé nota; a titolo indicativo, i pezzi 21 e 22 possono essere realizzati in resina cetalica, mentre il pezzo 23 può essere realizzato in polietilene o ertalene.
Alla sua estremità superiore, il gambo 21 è conformato per definire una porzione di ancoraggio 24, sulla superficie superiore della quale è ricavato un risalto 24A, le cui funzioni saranno in seguito chiarite; la porzione di ancoraggio 24 presenta, in corrispondenza del risalto 24A, sedi 24B per dei mezzi di fissaggio, quali viti o grani filettati .
Dalla porzione di ancoraggio 24 si diparte verso il basso una porzione ricurva 25, di spessore progressivamente crescente; il tratto iniziale 25A della porzione 25, di spessore minimo, è pieno, mentre il tratto succesivo presenta una cavità passante, indicata con 25B.
All'estremità inferiore della porzione ricurva 25B risulta definita una sporgenza terminale sagomata 25C, avente una superficie esterna di forma sostanzialmente semicircolare; come si nota nella parte B di figura 2, ai due lati della sporgenza 25C, nella porzione 25B sono definite rispettive sedi aventi superficie ricurva, indicate con 25D e 25E.
L'elemento 22 presenta una rispettiva cavità centrale, indicata con 22A, nell'ambito della quale sono definite delle sedi passanti 22B, atte a ricevere rispettive spine di fissaggio 26, destinate a realizzare l'accoppiamento meccanico tra il pattino 23 e lo stesso elemento 22; a tale scopo, il pattino 23 presenta centralmente una scanalatura longitudinale superiore, indicata con 23A, che riceve la porzione inferiore dell'elemento 22; in tal modo, le sedi 22B dell'elemento 22 possono venire allineate a rispettivi fori passanti 23B (parte A di figura 2) presenti sui lati opposti del pattino 23, onde consentire l'inserimento delle spine 26. Dalla parte C di figura 2 è poi possibile notare come sulla superficie inferiore del pattino 23 sia definita una scanalatura 23C, la cui funzione sarà in seguito chiarita.
Dalla parte opposta a quella in cui è fissato il pattino 23, l'elemento 22 presenta una sede 22C, avente superficie sostanzialmente semicircolare, di dimensioni congruenti con quelle della sporgenza 25C del gambo 21.
Ai fini dell'accoppiamento tra le parti, la sporgenza 25C del gambo 21 viene inserita nella sede 22C dell'elemento 22, al quale è stato preventivamente fissato il pattino 23; l'accoppiamento tra la sporgenza 25C e la sede 22C può vantaggiosamente essere del tipo a scatto o elastico, ottenibile in virtù dell'elasticità propria materiale plastico costituente l'elemento 22.
Ai lati della sede 22C, nell'elemento 22 sono definite rispettive sporgenze di estremità ricurva, indicate con 22D e 22E, di forma e dimensioni congruenti con quelle delle sedi 25D e 25E del gambo 21 .
Sulla superficie della sede 22C risulta definito un incavo 22F, nell'ambito del quale si inserisce un'appendice 25F della sporgenza 25C del gambo 21 quando la stessa sporgenza 25C è inserita nella rispettiva sede 22C.
Da quanto sopra, risulta come il gambo 21 e l'elemento 22 di supporto del pattino 23 risultino tra loro cooperanti a mezzo di un accoppiamento del tipo maschio- femmina, ove tale accoppiamento realizza altresì una articolazione snodata tra i due componenti, volta a consentire movimenti angolari o oscillatori dell'elemento 22 (e quindi del pattino 23) rispetto al gambo 21.
Come evidenziato in figura 3, sulla macchina secondo il trovato, più elementi pressori 20 vengono fissati ad un medesimo supporto, indicato con 1A (nel caso esemplificato, a ciascun supporto 1A vengono fissati quattro elementi pressori 20); tale supporto 1A presenta, sulla sua superficie inferiore, una scanatalura longitudinale, visibile in figura 4, atta a ricevere i risalti 24A dei vari gambi 21, così da garantire un preciso allineamento tra le parti; nelle sedi 24B vengono poi avvitate dal basso delle viti, onde realizzare il fissaggio di ciascun gambo 21 al rispettivo supporto 1A.
Una pluralità di supporti 1A viene quindi fissata, in modo in sé noto, ad un profilato 1, del tipo di quello già indicato con riferimento alla figura 1, facente parte della struttura della macchina secondo il trovato.
Vantaggiosamente, la posizione di ciascun supporto 1A è regolabile in altezza, con mezzi in sé noti, rispetto al profilato 1, in funzione dello spessore delle lastre di vetro che debbono essere lavorate sulla macchina; il profilato 1 è poi preferibilmente innalzabile o amovibile, onde consentire operazioni di manutenzione o riparazione sulla macchina.
Il principio di funzionamento della macchina per la lavorazione di vetro in lastre secondo il presente trovato viene illustrato schematicamente nelle figure 3 e 4, limitatamente al sistema di movimentazione comprensivo dei pressori 20; si noti che in tali figure vengono utilizzati gli stessi numeri di riferimento delle figure precedenti, per indicare elementi identici o tecnicamente equivalenti a quelli già in precedenza descritti.
Il funzionamento della macchina secondo l'invenzione è, in linea di principio, simile a in precedenza descritto con riferimento alla figura 1. Pertanto, come si nota in figura 4, al fine di guidare la lastra di vetro 10 in lavorazione in corrispondenza di una zona di molatura, una porzione intermedia della lastra stessa viene fatta insinuare tra due coppie parallele di cinghie, ciascuna coppia comprendendo una cinghia superiore 8 ed una cinghia inferiore 9. La lastra 10 può così essere fatta avanzare nel senso indicato dalla freccia DA di figura 3, in modo che due suoi bordi opposti, indicati con 10A e 10B in figura 4, possano transitare tra due schiere contrapposte di mole, non rappresentate .
In corrispondenza di ciascuna zona di molatura prevista dalla macchina gli elementi pressori 20 provvedono a far sì che ciascuna cinghia superiore 8 venga premuta sulla lastra 10, e quest'ultima risulti a sua volta premuta sulle cinghie inferiori 9 ; si noti, a tale scopo, che ciascuna cinghia 8 risulta parzialmente inserita nelle scanalature inferiori 23C dei vari pattini 23 (si veda figura 2), e che le cinghie inferiori 9 sono mobili in rispettive guide definite su di un piano fisso, indicato con 30 in figura 3 e 4.
In occasione del transito di una lastra di vetro 10, gli elementi pressori 20 debbono esercitare una decisa pressione dall'alto verso il basso, sulla cinghia di trasporto superiore 8, tramite i pattini 23. Affinché gli elementi pressori 20 possano correttamente realizzare tale pressione, i pattini 23 debbono mutare la rispettiva posizione di lavoro, in occasione del transito di una lastra 10.
Secondo l'invenzione, in occasione del transito della lastra 10, la variazione della posizione in altezza dei pattini 23 con la conseguente spinta elastica verso il basso viene ottenuta a mezzo di una deformazione controllata del gambo 21 degli elementi pressori 20.
Tale effetto viene ottenuto in virtù dell'elasticità propria del materiale plastico che costituisce il gambo 21 ed in tale ottica il tratto 25A di spessore ridotto del gambo 21 realizza una sorta di "cerniera elastica", volta a realizzare le funzioni che, secondo la tecnica nota, venivano demandate alla lamina in acciaio armonico 4 di figura 1.
Dall'altro lato, l'inclinazione o movimento angolare dei pattini 23 rispetto al gambo 21 in occasione del transito della lastra 10 viene ottenuto a mezzo del particolare accoppiamento snodato tra lo stesso gambo ed il supporto 22, tale accoppiamento essendo realizzato a mezzo della sporgenza 25C del primo inserita nella sede 22C del secondo. Le sporgenze 22D, 22E del raccordo 22 e le rispettive sedi 25D, 25E del gambo 21 realizzano in tale ottica dei mezzi volti a limitare l'entità dei movimenti angolari consentiti al gruppo costituito dal supporto 22 e dal pattino 23 rispetto al gambo 21. Analoga funzione è demandata all'appendice 25F del gambo 21, inserita nell'incavo 22E della sede 22C . (??)
La realizzazione in precedenza descritta degli elementi pressori 20 della macchina secondo il presente trovato consente di risolvere, in modo semplice e economico, i problemi tipici dell'arte nota menzionati nella parte introduttiva della presente descrizione.
In particolare, il fatto che gli elementi pressori 20 della macchina secondo il trovato siano interamente realizzati in materiale plastico stampato assicura l'uniforme funzionalità per ogni singolo componente; ciò in virtù del processo produttivo di stampaggio dei vari componenti, il quale consente inoltre di eliminare gli errori di lavorazione, tipici nel caso di costruzione con macchina utensile.
Il processo ed i materiali utilizzati consentono altresì di realizzare degli elementi pressori 20 in grado di mantenere costanti nel tempo le proprie caratteristiche operative, quali forme, dimensioni, geometrie, elasticità, nonché l'aspetto superficiale (in considerazione del fatto che i materiali plastici utilizzati non risultano soggetti agli attacchi ossidanti tipici dell'arte nota).
Altro vantaggio è poi dato dal ridotto numero pezzi che compongono i pressori 20, i quali non richiedono inoltre i mezzi addizionali di fissaggio reciproco tipici dell'arte nota.
Naturalmente, fermo restando il principio del trovato, i particolari di costruzione e le forme di realizzazione potranno essere ampiamente variate rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito del trovato stesso, così come definito dalle rivendicazioni allegate.
Al di realizzare la funzione di guida-cinghia, gli elementi pressori della macchina secondo una possibile variante del trovato potrebbero essere dotati di rotelle , anziché di pattini.
In una tale forma realizzativa, l'elemento 22 potrebbe ad esempio essere omesso e la porzione della cavità centrale 25A del gambo 21 estendentesi nella sporgenza 25C potrebbe essere conformata per ricevere il perno delle rotelle.
In tale ottica, quindi, il mdesimo gambo 21 può essere indifferentemente utilizzato ai fini della realizzazione di elementi pressori dotati di pattino o di rotelle, con evidenti vantaggi in termini di standardizzazione produttiva.

Claims (18)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Macchina per la lavorazione di vetro in lastre, avente mezzi di movimentazione (1,1A,8,9,20) per produrre l'avanzamento di una lastra di vetro (10) in una rispettiva zona di trattamento, detti mezzi di movimentazione (1,1A,8,9,20) comprendendo almeno una cinghia mobile (8), suscettibile di giungere in contatto con una superficie di detta lastra (10), ed una serie di elementi pressori (20) fissati ad un elemento di supporto (1,1A), detti elementi pressori (20) essendo operativi per far sì che detta cinghia (8) risulti premuta verso detta superficie della lastra (10) e comprendendo ciascuno - mezzi per l'ancoraggio (24) a detto elemento di supporto (1), - mezzi di guida (23) per detta cinghia (8), - mezzi di collegamento (22,25) tra detti mezzi di ancoraggio (24) e detti mezzi di guida (23), ove detti mezzi di collegamento (22,25) sono almeno in parte elasticamente deformabili per consentire una variazione della posizione operativa di detti mezzi di guida (23) a seguito del transito in corrispondenza dei medesimi di detta lastra (10), caratterizzata dal fatto che detti mezzi di collegamento (22,25) ed almeno parte di detti mezzi per l'ancoraggio (24) sono realizzati in materia plastica stampata, in particolare resina acetalica.
  2. 2. Macchina secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti mezzi per l'ancoraggio (24) e detti mezzi di collegamento (22,25) sono parte di un unico pezzo (21) in detta materia plastica stampata.
  3. 3. Macchina secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di collegamento (22,25) recano mezzi di articolazione (22C,25C), volti a consentire movimenti angolari o oscillatori di detti mezzi di guida (23).
  4. 4. Macchina secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di articolazione (22C,25C) sono realizzati in detta materia plastica stampata.
  5. 5. Macchina secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di articolazione (22C,25C) comprendono un primo elemento di snodo (25C) ed un secondo elemento di snodo (22C), tra loro accoppiati e cooperanti.
  6. 6. Macchina secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di collegamento (21,22) sono formati da un primo (21) ed un secondo pezzo (22) in detta materia plastica stampata, tra loro accoppiati e cooperanti, detti mezzi per l'ancoraggio (24) essendo in particolare parte di detto primo pezzo (21).
  7. 7. Macchina secondo le rivendicazioni 5 e 6, caratterizzata dal fatto che detto primo elemento di snodo (25C) è parte di detto primo pezzo (21) e detto secondo elemento di snodo (22C) è parte di detto secondo pezzo (22), detti mezzi di guida (23) essendo in particolare associati a detto secondo pezzo (22).
  8. 8. Macchina secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto primo elemento di snodo (25C) e detto secondo elemento di snodo (22C) comprendono rispettive superfici ricurve, tra loro cooperanti.
  9. 9. Macchina secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti primo e secondo pezzo (21,22) sono tra loro cooperanti a mezzo di un accoppiamento (25C,22C) del tipo maschio-femmina, detto accoppiamento (25C,22C) essendo in particolare del tipo elastico o a scatto.
  10. 10. Macchina secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che sono previsti mezzi limitatori (22D, 22E, 22F, 25D, 25E, 25F) di detti movimenti angolari o oscillatori .
  11. 11. Macchina secondo la rivendicazione precedente, caratterizzata dal fatto che detti mezzi limitatori (22D,22E,22F,25D,25E,25F) sono in parte integrati a detto primo pezzo (21) ed in parte integrati a detto secondo pezzo (22).
  12. 12. Macchina secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di guida (23) sono in forma di pattino (23).
  13. 13 . Macchina secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 11, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di guida sono in forma di rotelle.
  14. 14. Macchina secondo la rivendicazione 2 o 6, caratterizzata dal fatto che detto unico o primo pezzo (21) presenta una forma complessivamente ricurva di sezione progressivamente crescente in direzione di detta cinghia (8), il tratto (25A) di sezione minore essendo destinato a deformarsi elasticamente.
  15. 15. Macchina secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto elemento di supporto (1,1A) comprende un elemento di sostegno regolabile (1A) estendentesi nella stessa direzione di movimento di detta cinghia (8), al quale una pluralità di detti elementi pressori (20) è fissata, una pluralità di detti elementi di sostegno (1A) essendo a sua volta fissata ad un medesimo componente (1) della struttura della macchina.
  16. 16. Macchina secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che in detta zona di trattamento sono previste una pluralità di mole per realizzare un'asportazione di materiale e/o una finitura superficiale di una coppia di bordi opposti (10Α,10Β) di detta lastra (10), detta macchina essendo in particolare una molatrice o bisellatrice bilaterale .
  17. 17. Elemento pressore per una macchina per la lavorazione di vetro in lastre, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti.
  18. 18. Macchina per la lavorazione di vetro in lastre e/o elemento pressore, secondo quanto descritto ed illustrato e per gli scopi specificati.
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