ITTO20060177A1 - Dispositivo idraulico, apparecchiatura idraulica, impianto idraulico e metodo per il suo utilizzo - Google Patents

Dispositivo idraulico, apparecchiatura idraulica, impianto idraulico e metodo per il suo utilizzo Download PDF

Info

Publication number
ITTO20060177A1
ITTO20060177A1 IT000177A ITTO20060177A ITTO20060177A1 IT TO20060177 A1 ITTO20060177 A1 IT TO20060177A1 IT 000177 A IT000177 A IT 000177A IT TO20060177 A ITTO20060177 A IT TO20060177A IT TO20060177 A1 ITTO20060177 A1 IT TO20060177A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
hydraulic
interception
duct
hydraulic device
water
Prior art date
Application number
IT000177A
Other languages
English (en)
Inventor
Fabio Nebbia
Paolo Savini
Original Assignee
Eltek Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Eltek Spa filed Critical Eltek Spa
Priority to IT000177A priority Critical patent/ITTO20060177A1/it
Priority to ES07103489.6T priority patent/ES2619158T3/es
Priority to EP07103489.6A priority patent/EP1832816B1/en
Priority to DK07103489.6T priority patent/DK1832816T3/en
Priority to PL07103489T priority patent/PL1832816T3/pl
Priority to PT71034896T priority patent/PT1832816T/pt
Publication of ITTO20060177A1 publication Critical patent/ITTO20060177A1/it

Links

Classifications

    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F24HEATING; RANGES; VENTILATING
    • F24DDOMESTIC- OR SPACE-HEATING SYSTEMS, e.g. CENTRAL HEATING SYSTEMS; DOMESTIC HOT-WATER SUPPLY SYSTEMS; ELEMENTS OR COMPONENTS THEREFOR
    • F24D3/00Hot-water central heating systems
    • F24D3/10Feed-line arrangements, e.g. providing for heat-accumulator tanks, expansion tanks ; Hydraulic components of a central heating system
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F24HEATING; RANGES; VENTILATING
    • F24DDOMESTIC- OR SPACE-HEATING SYSTEMS, e.g. CENTRAL HEATING SYSTEMS; DOMESTIC HOT-WATER SUPPLY SYSTEMS; ELEMENTS OR COMPONENTS THEREFOR
    • F24D3/00Hot-water central heating systems
    • F24D3/10Feed-line arrangements, e.g. providing for heat-accumulator tanks, expansion tanks ; Hydraulic components of a central heating system
    • F24D3/1083Filling valves or arrangements for filling
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F24HEATING; RANGES; VENTILATING
    • F24HFLUID HEATERS, e.g. WATER OR AIR HEATERS, HAVING HEAT-GENERATING MEANS, e.g. HEAT PUMPS, IN GENERAL
    • F24H9/00Details
    • F24H9/12Arrangements for connecting heaters to circulation pipes
    • F24H9/13Arrangements for connecting heaters to circulation pipes for water heaters
    • F24H9/133Storage heaters
    • F24H9/136Arrangement of inlet valves used therewith

Landscapes

  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Physics & Mathematics (AREA)
  • Thermal Sciences (AREA)
  • Chemical & Material Sciences (AREA)
  • Combustion & Propulsion (AREA)
  • Mechanical Engineering (AREA)
  • General Engineering & Computer Science (AREA)
  • Fluid-Pressure Circuits (AREA)
  • Valve Device For Special Equipments (AREA)

Description

DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo idraulico secondo il preambolo della rivendicazione 1.
L’invenzione si riferisce ulteriormente ad una apparecchiatura idraulica e ad un impianto idraulico, in particolare per il riscaldamento di acqua, comprendente tale dispositivo idraulico nonché ad un metodo per la gestione di un tale impianto idraulico.
La presente invenzione trova particolare applicazione nel settore degli impianti di riscaldamento di acqua di tipo domestico, dove l’impianto serve sia per il riscaldamento degli ambienti domestici che per il riscaldamento dell’acqua utilizzata nei sanitari.
Tali tipi di impianti comprendono tipicamente un circuito per acqua di riscaldamento ed un circuito per acqua sanitaria.
L’impianto comprende poi almeno una apparecchiatura idraulica riscaldatrice, tipicamente una caldaia a gas o elettrica, per scaldare l’acqua che circola nell’impianto. L’apparecchiatura idraulica riscaldatrice può comprendere ad esempio un solo riscaldatore; alternativamente, è possibile prevedere due riscaldatori uno per l’acqua di riscaldamento ed uno per l’acqua sanitaria tra loro dipendenti o indipendenti.
In impianti idraulici di questo tipo, è necessario inizialmente caricare l’acqua di riscaldamento nel circuito di riscaldamento prima di attivare il riscaldatore; tipicamente, questo avviene alla prima attivazione dell’impianto; per la precisione, tale acqua di riscaldamento può essere costituita ad esempio da acqua prelevata dalla rete idrica, con l’eventuale aggiunta di additivi (ad esempio antigelo). Con il passare del tempo, succedere che si verificano diminuzioni della pressione o del riempimento nel circuito di riscaldamento e che, conseguentemente, è necessario rabboccare il circuito di riscaldamento, ossia caricare ulteriore acqua nel circuito di riscaldamento al fine ad esempio di ripristinare una adeguata pressione o livello nel circuito e/o di eliminare la presenza di aria nelle tubature.
Sul mercato esistono soluzione secondo cui sia il carico del circuito di riscaldamento sia il rabbocco del circuito di riscaldamento avvengono mediante l’azionamento manuale di un rubinetto collegato o associato ad una tubatura della rete idrica, tipicamente la rete idrica pubblica di distribuzione dell’acqua.
Queste soluzioni presentano lo svantaggio di dover effettuare manualmente entrambe le operazioni di carico e di rabbocco, con la conseguenza che, per una buona gestione d’impianto, l’utente deve periodicamente controllare la pressione o il livello nel circuito di riscaldamento ed eventualmente rabboccare tale circuito. Altre soluzioni prevedono poi un sistema separato per il rabbocco, vale a dire una tubazione dotata di un proprio rubinetto di rabbocco.
Ulteriori soluzioni prevedono l’utilizzo di una valvola automatica di rabbocco, in genere di tipo pressostatico, ovvero che si apre sotto una pressione predefinita e si richiude al raggiungimento di questa. Queste valvole automatiche sono soggette a malfunzionamenti legati, ad esempio, a bloccaggi dovuti al lungo inutilizzo, senza però fornire segnalazioni di tale anomalia.
Tutte queste soluzioni presentano tuttavia lo svantaggio che il sistema per il rabbocco presenta un ingombro che non sempre è accettabile, soprattutto nelle applicazioni domestiche, per via della ridotta disponibilità di spazio. Infatti, nelle apparecchiature idrauliche riscaldatrici (tipicamente caldaie a gas o elettriche) per uso domestico lo spazio all’interno del contenitore della apparecchiatura è spesso molto contenuto, inoltre anche lo spazio disponibile per l’installazione della apparecchiatura di riscaldamento è spesso molto contenuto.
Scopo generale della presente invenzione è quindi quello di fornire un dispositivo idraulico, una apparecchiatura idraulica ed un impianto idraulico comprendente lo stesso, che permettano di superare gli inconvenienti dell’arte nota, in particolare quelli sopra indicati.
Uno scopo particolare della presente invenzione è quello di effettuare il carico ed il rabbocco mediante un solo componente di dimensioni ridotte e che offra la possibilità di gestire automaticamente ed in modo affidabile il rabbocco del circuito di riscaldamento.
Questi ed altri scopi della presente invenzione sono raggiunti mediante un dispositivo idraulico, una apparecchiatura idraulica, un impianto idraulico ed un metodo di gestione d’impianto aventi le caratteristiche delle rivendicazioni qui annesse, le quali si intendono parte integrante della presente descrizione.
L’idea alla base della presente invenzione è quella di prevedere almeno due dispositivi di intercettazione idraulica. Grazie a tali due dispositivi di intercettazione è possibile in particolare effettuare in modo efficace le operazioni di carico e/o di rabbocco.
Secondo la presente invenzione, a seconda degli esempi di realizzazione, tali almeno due dispositivi di intercettazione possono essere collegati, direttamente o indirettamente, in serie e/o in parallelo.
Sempre secondo la presente invenzione, a seconda degli esempi di realizzazione, almeno uno dei dispositivi di intercettazione può essere ad azionamento manuale o automatico; vantaggiosamente, l’azionamento automatico può essere di tipo elettrico, in particolare magnetoelettrico o termoelettrico, attraverso opportuni segnali di comando e/o di controllo da fornire al dispositivo di intercettazione.
Risultano particolarmente vantaggiosi gli esempi di realizzazione della presente invenzione che utilizzano almeno tre dispositivi di intercettazione, in particolare uno ad azionamento manuale per le operazioni di carico e due (in serie o in parallelo) ad azionamento automatico per le operazioni di rabbocco.
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, forniti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
Fig.1 mostra un primo esempio di realizzazione del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione secondo una vista piana frontale,
Fig.2 mostra il dispositivo di Fig.1 secondo una prima vista piana laterale,
Fig.3 mostra il dispositivo di Fig.1 secondo una seconda vista piana dall’alto,
Fig.4 mostra il dispositivo di Fig.1 parzialmente sezionato secondo una vista tridimensionale;
Fig.5 mostra il dispositivo di Fig.1 sezionato lungo la linea B-B;
Fig.6 mostra il dispositivo di Fig.1 sezionato lungo la linea A-A;
Fig.7 rappresenta un dettaglio di Fig.6 ;
Fig.8 mostra un secondo esempio di realizzazione del dispositivo idraulico della presente invenzione secondo una vista tridimensionale, Fig.9 mostra il dispositivo di Fig.8 parzialmente sezionato secondo una vista tridimensionale;
Fig.10 mostra il dispositivo di Fig.8 secondo una vista ingrandita in sezione piana frontale;
Fig.11 mostra un terzo esempio di realizzazione del dispositivo idraulico della presente invenzione secondo una prima vista tridimensionale, Fig. 12 mostra il dispositivo di Fig.11 secondo un seconda vista tridimensionale da un lato opposto rispetto a Fig.11,
Fig. 13 mostra il dispositivo di Fig.11 secondo una vista in sezione piana frontale,
Fig. 14 mostra il dispositivo di Fig.11 sezionato lungo la linee D-D;
Fig. 15 mostra parzialmente un primo esempio di una apparecchiatura idraulica per il riscaldamento di acqua ad uso domestico secondo la presente invenzione;
Fig. 16 mostra parzialmente un secondo esempio di una apparecchiatura idraulica per il riscaldamento di acqua ad uso domestico secondo la presente invenzione.
Nel corso della descrizione che segue si farà riferimento a tre esempi di realizzazione del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione.
Tali esempi di realizzazione devono intendersi come esemplificativi e non limitativi dell’invenzione, ma volti a fornire le indicazioni necessarie ad un tecnico del ramo perché possa realizzare l’invenzione definita dalle rivendicazioni qui annesse.
Un elemento importante comune ai tre esempi di realizzazione del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione è che costituiscono un unico componente in particolare di ridotte dimensioni; in tal modo, questi possono essere facilmente ed efficacemente inseriti in apparecchiature idrauliche e/o in impianti idraulici in particolare ad uso domestico.
Tali dispositivi, apparecchiature ed impianti sono particolarmente atti ad operare con acqua o con miscele acquose, ma non si deve escludere che possano essere utilizzati con altri fluidi.
Una applicazione particolarmente vantaggiosa della presente invenzione è nel settore del riscaldamento per circolazione di acqua o di altri liquidi; ma la presente invenzione trova applicazione ugualmente vantaggiosa anche nel settore del condizionamento per circolazione di acqua o di altri liquidi.
In generale, il dispositivo idraulico secondo la presente invenzione è indicato globalmente con il riferimento numero 1. Con riferimento al primo esempio di realizzazione, il dispositivo è indicato il riferimento numerico 1 ’; con riferimento al secondo esempio di realizzazione, il dispositivo è indicato con il riferimento numerico 1”; con riferimento al terzo esempio di realizzazione, il dispositivo è indicato con il riferimento numerico 1 ”’.
Nel seguito si procederà prima alla descrizione del primo esempio di realizzazione (con riferimento alle figure da Fig.1 a Fig.7), poi alla descrizione del secondo esempio di realizzazione (con riferimento alle figure da Fig.8 a Fig.10), e infine alla descrizione del terzo esempio di realizzazione (con riferimento alle figure da Fig.11 a Fig.14).
Per chiarezza, vale la pena di anticipare che il primo esempio di realizzazione prevede due dispositivi di intercettazione connessi idraulicamente in parallelo tra loro, in particolare uno ad azionamento manuale per le operazioni di carico ed uno ad azionamento automatico per le operazioni di rabbocco, mentre il secondo ed il terzo esempi di realizzazione prevedono tre dispositivi di intercettazione, in particolare uno ad azionamento manuale per le operazioni di carico e due (connessi idraulicamente in serie tra loro) ad azionamento automatico per le operazioni di rabbocco.
Tali secondo e terzo esempi di realizzazione risultano particolarmente vantaggiosi non solo di per sé ma anche rispetto al primo esempio di realizzazione in particolare per quanto riguarda la sicurezza e l' affidabilità del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione e/o per quanto riguarda la possibilità di diagnostica del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione.
Inoltre, vale la pena di chiarire che alcuni aspetti vantaggiosi della presente invenzione relativi alla connessione in serie di due dispositivi di intercettazione verranno descritti con riferimento al secondo e terzo esempi di realizzazione pur essendo indipendenti dalla presenza, in questi esempi, di un terzo dispositivo di intercettazione connesso idraulicamente in parallelo ai primi due.
In tutti e tre gli esempi di realizzazione, il dispositivo idraulico secondo la presente invenzione comprende almeno un corpo dotato di un condotto di ingresso, un primo condotto di uscita ed un secondo condotto di uscita, e mezzi di intercettazione atti a intercettare flusso di fluido. Inoltre, i mezzi di intercettazione degli esempi sono atti ad assumere almeno una prima, una seconda ed un terza configurazioni operative; la prima configurazione operativa è tale da impedire flusso di fluido dal condotto di ingresso al secondo condotto di uscita, la seconda configurazione operativa è tale da consentire flusso di fluido di una prima entità dal condotto di ingresso al secondo condotto di uscita, la terza configurazione operativa è tale da consentire flusso di fluido di una seconda entità dal condotto di ingresso al secondo condotto di uscita. La prima configurazione operativa è pensata per corrispondere ad uno stato operativo d’impianto, ossia la condizione in cui si trova rimpianto quando svolge la sua funzione primaria, ad esempio in un impianto di riscaldamento quando l’impianto fa circolare acqua calda nei termosifoni.
Per il primo esempio di realizzazione (Figg.1-7), il dispositivo l' è sostanzialmente un raccordo idraulico a forma di T, comprendente un corpo cavo 4’ in cui l’acqua entra da un condotto di carico 6’ e attraversa il corpo cavo per uscire attraverso due condotti di uscita 5’ e 7’, uno dei quali (nell’esempio di fig. 1 il condotto 7’) risulta un’uscita controllata, mentre il secondo (nell’esempio di fig. 1 il condotto 5’) risulta un’uscita sempre aperta.
Il dispositivo 1' comprende mezzi di intercettazione atti ad influenzare il flusso del liquido nel condotto 7’; preferibilmente, tali mezzi di intercettazione sono atti ad assumere almeno tre configurazioni di lavoro e a determinare almeno corrispondenti flussi di fluido (nel condotto di uscita 7’) di tre entità non necessariamente diverse tra loro.
A seconda delle applicazioni, i mezzi di intercettazione possono essere molteplici, ad esempio nel caso di impianti con liquidi a basse pressioni (preferibilmente inferiori a 0,1 bar), tali mezzi di intercettazione possono essere costituiti da almeno una elettrovalvola o valvola in grado di comandare l’apertura e la chiusura dell’otturatore tramite la sola forza del relativo attuatore, preferibilmente variando la sezione di uscita del condotto 7’; detta valvola viene di seguito anche definita ad intercettazione diretta o a comando diretto.
Nel caso di impianti di riscaldamento domestici, l’acqua nella rete ha una pressione tipicamente compresa tra 0,2 ed 10 bar, pertanto le valvole precedentemente descritte non risultano essere facilmente utilizzabili e si rendono preferibili diversi mezzi di intercettazione, quali ad esempio delle elettrovalvole che sfruttano la stessa pressione del fluido per aiutare la commutazione dell’otturatore, dette valvole vengono di seguito anche definite servoassistite .
Tornando all’esempio di realizzazione preferita per impianti di riscaldamento, il condotto di uscita 7’ comprende al suo interno un condotto principale 11 ’ ed un condotto di by-pass 9’.
Il condotto principale 11’ presenta una apertura 4’c o sede passante ed una apertura 8’ che vengono aperte o chiuse da rispettivi mezzi di intercettazione, in particolare un rubinetto o valvola di by-pass 3’ permette o impedisce il passaggio di acqua dall’apertura 4’c, mentre una valvola ad intercettazione diretta 2’ permette o impedisce il passaggio di acqua dall’apertura 8’.
Maggiori sono le dimensioni dell’apertura 8’, maggiori sono le forze che deve contrastare la valvola 2’ per andare a chiudere l’apertura 8’.
Volendo mantenere il dispositivo di dimensioni ridotte, e considerata la precedentemente indicata massima pressione della rete idrica, l’apertura 8’ non può avere dimensioni molto grandi, altrimenti una valvola 2’ di tipo standard non riuscirebbe a chiudere l’apertura e si renderebbe necessario utilizzare valvole con attuatori di dimensioni e forze eccessive.
In una forma di realizzazione preferita, un valore ottimale delle dimensioni dell’apertura 8’ è stimato in circa 0,5 mm<2>; in tal caso, il fluido eserciterebbe tipicamente una spinta di circa 50 gr che potrebbe essere contrastata da una molla atta ad esercitare una spinta di circa 100 gr quando in posizione di chiusura.
Queste dimensioni tuttavia non permettono il passaggio di un flusso d’acqua elevato o “importante”, che consenta cioè di caricare un circuito di riscaldamento ambienti in un tempo relativamente ridotto o ragionevole.
Il flusso d’acqua che passa attraverso l’apertura 8’ è comunque sufficiente ad effettuare rabbocchi del circuito di riscaldamento ambienti.
Per poter effettuare il carico, il dispositivo 1' è quindi provvisto di un condotto di by-pass 9’, attraverso il quale è possibile immettere una maggiore portata d’acqua nel condotto di uscita 7’.
Nella forma di realizzazione preferita, il condotto principale 11 ’ ed il condotto di by-pass 9’ corrono sostanzialmente paralleli lungo un asse AA e possono essere messi in comunicazione attraverso una sede passante 4’c (trasversale all’asse AA) della valvola di by-pass 3’.
Preferibilmente la valvola di by-pass 3’, che realizza sostanzialmente un rubinetto manuale, è integrata sul corpo principale 4’ del dispositivo 1' e comprende un otturatore mobile 12’; tale otturatore 12’ è scorrevole nella sede 4’c e può intercettare così il flusso di fluido che esce dal condotto di by-pass 9’ prima che entri nel condotto principale 11 ’.
In corrispondenza dell’estremità inferiore 12’a dell’otturatore 12’, ossia l’estremità che si rivolge verso il condotto principale 11’, è previsto un primo elemento di tenuta 14’, ad esempio una guarnizione o O-ring, atto ad evitare trafilamenti dal detto condotto 9’ di bypass verso il condotto centrale 11 ’, o viceversa, quando il rubinetto 3’ è in posizione di chiusura, ossia quando l’estremità 12’a si trova alloggiata nella sede passante 4’c. Nella parte centrale dell’otturatore 12’ è previsto un secondo elemento di tenuta 15’, ad esempio una guarnizione o O-ring, atto ad evitare trafilamenti dal condotto 9’ di bypass verso l’esterno del dispositivo Γ. La parte superiore 12’b dell’otturatore è provvista di una struttura filettata atta a cooperare con un o tappo elemento filettato 13’ presente nella sede 4’b della valvola di by-pass 3’.
In corrispondenza sostanzialmente di un estremo dell’elemento filettato 13’ è prevista una scanalatura 13’a, la quale serve per l’inserzione di un fermo o spina di bloccaggio, ad esempio a forma di U, per tenere in posizione l’elemento filettato 13’.
All’estremità superiore, l’otturatore 12’ è provvisto di una sede 17’ per un apposito attrezzo o chiave, quale ad esempio una chiave a brugola, al fine di consentire l’azionamento del rubinetto 3’, preferibilmente da personale tecnico addetto.
Tornando ai mezzi di intercettazione dell’apertura 8’, nella forma di realizzazione preferita mostrata nelle figure allegate, la valvola ad intercettazione diretta è una elettrovalvola 2’ connessa alla estremità 4’a del corpo principale 4’ del dispositivo idraulico 1' , ed è, ad esempio, del tipo avente struttura interna simile a quella illustrata e descritta in dettaglio, ad esempio, nel brevetto americano US 4,776,559 della stessa richiedente (per dovere di precisione, occorre fare notare che, nel caso di questo brevetto americano, l' attuatore è di tipo elettrotermico e non elettromagnetico come nel dispositivo idraulico 1 ’).
Secondo la presente invenzione, l’elettrovalvola 2’ è del tipo a comando diretto, ossia l’apertura e la chiusura di detta elettrovalvola avviene mediante un azionamento diretto di un otturatore 10’ messo in movimento dal campo magnetico generato all' interno di un nucleo magnetico per effetto di una bobina percorsa da corrente elettrica. Il campo magnetico quindi causa il movimento dell’otturatore 10’ sul quale è montato un gommino 20’ che quindi provoca l’apertura e/o la chiusura dell’apertura 8’. Il movimento dell’otturatore 10’ è, in questa configurazione contrastato solo da una molla presente all’interno del nucleo magnetico la cui forza è contraria alla forza data dalla pressione o colonna d’acqua. Da un punto di vista funzionale, la presente invenzione sarebbe ugualmente vantaggiosa anche nel caso in cui l’elettrovalvola 2’ fosse sostituita da una diversa tipologia di valvola, come ad esempio una valvola servoassistita (non rappresentata nelle figure allegate relative al primo esempio di realizzazione) dalla pressione del fluido. Una elettrovalvola servoassistita avente le caratteristiche adatte per essere impiegata nel dispositivo idraulico 1 ’ potrebbe avere, ad esempio, struttura interna simile a quella illustrata e descritta in dettaglio, ad esempio, nella domanda di brevetto europeo EP 0 599 341 della stessa richiedente.
Le valvole servoassistite presentano tuttavia lo svantaggio che se la pressione dell’acqua nel condotto 11 ’ è maggiore della pressione dell’acqua in ingresso dal condotto di carico 6’, allora vengono a mancare le necessarie forze di servoassistenza e si ha un riflusso dell’acqua dal circuito idraulico a valle del condotto di uscita 7’ verso l’interno del dispositivo 1, ovvero verso i condotti 5’ e 6’.
Per evitare un simile inconveniente, che potrebbe comunque presentarsi anche nel caso di anomalie di una elettrovalvola, sul condotto di uscita 7’ del dispositivo idraulico 1’, è preferibilmente montata una valvola di non ritorno 50’ o valvola unidirezionale.
La valvola di non ritorno 50’, nota ad un esperto del ramo, è del tipo comprendente almeno un corpo cilindrico 51 ’ cavo inserito in tenuta rispetto al condotto 7’ tramite un rispettivo elemento di tenuta od o-ring 53’.
La valvola 50’ comprende inoltre un otturatore interno 52’, ad esempio con una forma sostanzialmente a “fungo”, ossia comprendente uno stelo scorrevole in una sede centrale del detto corpo cilindrico 51 ’ cavo ed un piattello di estremità atto a chiudere una apposita sede, e quindi bloccare il passaggio dell’acqua.
Secondo la presente invenzione, tale valvola di non ritorno 50’ potrebbe vantaggiosamente comprendere alcuni elementi, ad esempio il corpo cilindrico 51 ’ cavo, ricavati direttamente dal corpo 4’ del dispositivo 1' . Questa soluzione risulta vantaggiosa per diversi motivi: da un lato si riducono i rischi di trafilamento nelle zone di contatto tra il corpo principale 4’ del dispositivo idraulico 1' ed il corpo cilindrico 5 1 ’ della valvola di non ritorno 50’, dall’altro la guarnizione 53’ non risulta più necessaria (si ha quindi una riduzione del numero di componenti utilizzati e quindi del costo del dispositivo).
Vantaggiosamente poi, il dispositivo idraulico 1' può comprendere anche un sensore per rilevare un parametro d’interesse del fluido che scorre nel dispositivo, ad esempio temperatura, durezza, flusso ecc.
Nell’esempio di realizzazione preferito, un misuratore di flusso 30’ del tipo a turbina assiale è alloggiato in una sede posta sul condotto di uscita 5’ .
Il misuratore di flusso 30’ comprende un elemento mobile 18’ ed almeno un elemento magnetico 19’, i quali sono atti a generare o modificare un campo magnetico; il rilevatore elettrico 2 1 ’ è atto a rilevare tale campo magnetico; secondo la presente invenzione il rilevatore elettrico 21 ’ può essere un sensore ad effetto Hall, ma alternativamente ed in modo analogo, può anche essere montato un sensore Reed.
L’elemento mobile 18’ può avere una qualsiasi forma ed essere movimentato da un flusso di un fluido in vario modo, ad esempio può essere traslato oppure ruotato oppure roto-traslato oppure fatto girare per effetto del flusso di fluido; il movimento dell’elemento mobile può essere libero oppure frenato oppure antagonizzato o soggetto ad una reazione, ad esempio per effetto di un elemento elastico, in particolare una molla, che agisce direttamente o indirettamente su questo.
Nella forma di realizzazione preferita di un dispositivo idraulico secondo l’invenzione, mostrato nelle figure da 1 a 6, l’elemento mobile è una “girante”, dato che viene fatto girare dal flusso di fluido.
L’elemento magnetico 19’ è un qualsiasi elemento che sia in grado di generare o di modificare un campo magnetico, e può essere un magnete permanente, un elemento magnetizzato o un elemento di materiale ferromagnetico, ovvero qualsiasi altro elemento atto a produrre una variazione di segnale in un sensore magnetico.
L’elemento magnetico 19’ può essere fisso oppure mobile, in particolare montato sul o integrato nell’elemento mobile 18’; peraltro, anche l’elemento mobile 18’ può essere magnetico, ad esempio può essere almeno in parte magnetizzato oppure fatto almeno in parte di materiale ferromagnetico.
Nella forma di realizzazione preferita di un dispositivo idraulico secondo l’invenzione, mostrato nelle figure da 1 a 6, prevede una girante con montato almeno un magnete permanente.
Il dispositivo idraulico 1 ’, è realizzato in modo tale che, in presenza di un flusso di fluido che lo attraversa, venga generato un campo magnetico la cui entità e/o la cui variazione sia legata al flusso di fluido, in particolare alla sua velocità e/o alla sua quantità e/o alla sua portata.
Il rilevatore elettrico 21 ’ è una unità in grado di rilevare tale entità di campo magnetico e/o tale variazione di campo magnetico e, conseguentemente, generare direttamente oppure causare la generazione di un segnale elettrico, ad esempio di tipo analogico o digitale.
In generale, tale unità può essere formata da vari componenti meccanici, elettrici ed elettronici, ma comprende almeno un sensore magnetico, vale a dire un componente elettrico o elettronico sensibile al campo magnetico o alla variazione di campo magnetico.
Il segnale elettrico generato o causato dal rilevatore elettrico 21 ’ può essere rilevato e/o utilizzato da un’unità di controllo di un apparato utilizzatore, quale ad esempio l’unità di controllo di uno riscaldatore dell’acqua (in particolare una caldaia) in un impianto di riscaldamento dell’acqua.
Il dispositivo idraulico 1 ’ è infatti atto ad essere inserito ad esempio in un impianto per il riscaldamento di acqua come mostrato nelle figure 15 e 16. Detto misuratore di flusso potrebbe tuttavia essere di altra tipologia nota. Secondo la presente invenzione, e con riferimento al secondo esempio di realizzazione (figure da 8 a 10), il dispositivo idraulico è indicato globalmente con il riferimento numerico 1”.
Come il dispositivo 1’ (delle figure da Fig.1 a Fig.7), anche il dispositivo 1” (delle figure da Fig.8 a Fig.10) è sostanzialmente un raccordo idraulico a forma di T, comprendente un corpo cavo 4” in cui l’acqua entra da un condotto di carico 6” e attraversa il corpo cavo per uscire attraverso due condotti di uscita 5” e 7”, uno dei quali (nell’esempio di Figg.8-10 il condotto 7”) risulta un’uscita controllata, mentre il secondo (nell’esempio di Figg.8-10 il condotto 5”) risulta essere un’uscita sempre aperta.
II dispositivo 1” comprende mezzi di intercettazione atti ad influenzare il flusso del liquido nel condotto 7”; preferibilmente, tali mezzi di intercettazione sono atti ad assumere almeno tre configurazioni di lavoro e a determinare almeno corrispondenti flussi di fluido (nel condotto di uscita 7”) di tre entità non necessariamente diverse tra loro.
Il condotto di uscita 7” comprende al suo interno un condotto principale 11” ed un condotto di by-pass 9”.
Il condotto principale 11” presenta una apertura 4”c o sede passante, una apertura 8” e una apertura 40”a che vengono aperte o chiuse da rispettivi mezzi di intercettazione, in particolare un rubinetto o valvola di by-pass 3” permette o impedisce il passaggio di acqua dall’apertura 4”c, mentre una valvola servoassistita 2”, preferibilmente a comando elettrico, permette o impedisce il passaggio di acqua dall’apertura 8” ed una elettrovalvola 40” ad intercettazione diretta, ad esempio attuata da un elemento elettrotermico, permette o impedisce il passaggio di acqua dall’apertura 40”a; i due dispositivi di intercettazione 2” e 40” risultano in serie tra loro.
Per quanto riguarda la valvola 40” ad intercettazione diretta, la relativa apertura è preferibilmente di dimensioni ridotte (altrimenti occorrerebbero meccanismi e azionamenti della valvola troppo robusti ed ingombranti) e quindi il flusso d’acqua che la può attraversare è basso, soprattutto se si considera le esigenze di carico di un impianto idraulico, quale un impianto di riscaldamento domestico. Il fatto che a valle della valvola 40” a intercettazione diretta vi sia una ulteriore valvola 2” servoassistita non modifica tali considerazioni sulle dimensioni della relativa apertura.
Per poter effettuare il carico, il dispositivo 1” è quindi provvisto di un condotto di by-pass 9”, attraverso il quale è possibile immettere una maggiore portata d’acqua nel condotto di uscita 7”.
Nella forma di realizzazione preferita, il condotto principale 11” ed il condotto di by-pass 9” corrono almeno in parte sostanzialmente paralleli lungo un asse AA.
Preferibilmente la valvola di by-pass 3” è integrata sul corpo principale 4” del dispositivo 1” e comprende un otturatore mobile 12” il quale è scorrevole in una sede 4”c in comunicazione con il condotto 9” e può intercettare così il flusso di fluido che entra nel condotto 9”; la sede 4”c è un foro passante trasversale, in particolare sostanzialmente ortogonale, all’asse A-A e serve ad alloggiare almeno in parte la valvola 3”; tale foro sbocca in particolare in una camera appena a monte del condotto principale 11”.
In corrispondenza dell’estremità inferiore dell’otturatore 12”, ossia l’estremità che si rivolge verso i condotti 5” e 6”, in particolare verso una camera appena a monte del condotto principale 11”, è previsto un primo elemento di tenuta 14”, ad esempio una guarnizione o O-ring, atto ad evitare trafilamenti dal detto condotto 9” di bypass verso i condotti 5” e 6”, in particolare una camera appena a monte del condotto principale 11”, o viceversa, quando il rubinetto 3” è in posizione di chiusura, ossia quando l’estremità 12”a si trova alloggiata nella sede passante 4”c.
Nella parte centrale dell’otturatore 12” sono previsti un secondo ed un terzo elemento di tenuta 15” e 16”, ad esempio una guarnizione o O-ring; l’elemento 15” effettua una tenuta aggiuntiva sul condotto 4”c, ovvero opera in ausilio all’elemento 14”; l’elemento 16” è atto ad evitare trafilamenti dal condotto 9” di bypass verso l’esterno del dispositivo 1”. La parte superiore 12”b dell’otturatore è provvista di una struttura filettata atta a cooperare con un elemento filettato 13” presente nella sede 4”b della valvola di by-pass 3”.
In corrispondenza sostanzialmente di un estremo dell’elemento filettato 13” è prevista una scanalatura 13”a, la quale serve per l’inserzione di un fermo o spina di bloccaggio, ad esempio a forma di U, per tenere in posizione l’elemento filettato 13”.
All’estremità superiore, l’otturatore 12” è provvisto di una sede 17” per un apposito attrezzo o chiave, quale ad esempio un cacciavite al fine di consentire l’azionamento del rubinetto 3”, preferibilmente da personale tecnico addetto.
Tornando ai mezzi di intercettazione dell’apertura 8”, nella forma di realizzazione preferita mostrata nelle figure allegate, la valvola 2” è una elettrovalvola servoassistita dalla pressione del fluido ed è, ad esempio, del tipo avente struttura interna simile a quella illustrata e descritta in dettaglio, ad esempio, nel brevetto europeo EP 0 599 341 della stessa richiedente.
Secondo la presente invenzione, l’elettrovalvola 2” è del tipo servoassistito e l’apertura e la chiusura di detta elettrovalvola avviene mediante un azionamento di un otturatore 10” messo in movimento dal campo magnetico generato all' interno di un nucleo magnetico per effetto di una bobina percorsa da corrente elettrica. Il campo magnetico quindi causa il movimento dell’otturatore 10” sul quale è montato un gommino 20” che quindi provoca l’apertura e/o la chiusura dell’apertura 8”; l’apertura del passaggio 8”, di piccole dimensioni, determina delle variazioni di pressione nella camera in cui è alloggiato il nucleo o otturatore 10”, le quali variazioni causano la movimentazione di un secondo otturatore mobile, quello dove è ricavato il passaggio 8”, che quindi a sua volta apre un condotto di sezione maggiore - tale funzionamento è tipico delle valvole servoassistite. Il movimento dell’otturatore 10” è, in questa configurazione contrastato da una molla presente all’interno del nucleo magnetico.
Da un punto di vista funzionale, come per il primo esempio di realizzazione, anche tale secondo esempio di realizzazione, secondo la presente invenzione, sarebbe ugualmente vantaggiosa anche nel caso in cui l’elettrovalvola 2” fosse sostituita da una diversa tipologia di valvola, come ad esempio una valvola a intercettazione diretta.
Per evitare che, nel caso di anomalie di una elettrovalvola, vengono a mancare le necessarie forze di servoassistenza con un conseguente riflusso dell’acqua dal circuito idraulico a valle del condotto di uscita 7” verso l’interno del dispositivo 1”, sul condotto di uscita 7” del dispositivo idraulico 1”, è montata una valvola di non ritorno 50”.
La valvola di non ritorno 50”, nota ad un esperto del ramo, è del tipo comprendente almeno un corpo cilindrico 51” cavo inserito in tenuta rispetto al condotto 7” tramite un rispettivo elemento di tenuta od o-ring 53”.
La valvola 50” comprende inoltre un otturatore interno 52”, ad esempio con una forma sostanzialmente a “fungo”, ossia comprendente uno stelo scorrevole in una sede centrale del detto corpo cilindrico 51” cavo ed un piattello di estremità atto a chiudere una apposita sede, e quindi bloccare il passaggio dell’acqua.
Secondo la presente invenzione, tale valvola di non ritorno 50” potrebbe vantaggiosamente comprendere alcuni elementi, ad esempio il corpo cilindrico 51” cavo, ricavati direttamente dal corpo 4” del dispositivo 1”. Questa soluzione risulta vantaggiosa per diversi motivi: da un lato si riducono i rischi di trafilamento nelle zone di contatto tra il corpo principale 4” del dispositivo idraulico 1” ed il corpo cilindrico 51” della valvola di non ritorno 50”, dall’altro la guarnizione 53” non risulta più necessaria (si ha quindi una riduzione del numero di componenti utilizzati e quindi del costo del dispositivo).
Tornando ai mezzi di intercettazione dell’apertura 40”a, nella forma di realizzazione preferita mostrata nelle figure allegate, la valvola è comandata da un otturatore elettrotermico.
Secondo la presente invenzione, la valvola 40” è del tipo a comando diretto, ossia l’apertura e la chiusura della valvola avviene mediante l’azionamento di un otturatore 40”b, che termina con un elemento di tenuta 40”c, messo in movimento da un elemento termoelettrico 41” sollecitato elettricamente attraverso terminali 41”a. Detti terminali sono vantaggiosamente collegati ad una sorgente elettrica o ad un circuito di comando o controllo attraverso cablaggi che per semplicità non sono rappresentati in figura.
L’elemento termoelettrico 41” è, ad esempio, del tipo avente struttura interna simile a quella illustrata e descritta in dettaglio, ad esempio, nella domanda di brevetto europeo EP 0 940 577 della stessa richiedente.
Vale la pena osservare che, nel presente esempio, il termoattuatore 41” è del tipo “a trazione”, ovvero quando alimentato esercita un’azione di trazione in direzione del suo corpo, benché la sua testina termina sia del tipo “a spinta”; naturalmente, a tale scopo la testina è opportunamente orientata all’ interno del elemento 41”, in contrasto con un elemento di reazione o molla 40”d.
Secondo la presente invenzione, l’elemento termoelettrico 41” è vantaggiosamente accoppiato meccanicamente all’otturatore 40”b ad esempio mediante un sistema di aggancio a innesto o a baionetta. L’azionamento elettromeccanico dell’elemento termoelettrico 41” mette in movimento l’otturatore 40”b, il quale viene tirato verso il detto elemento termoelettrico 41”.
Maggiori sono le dimensioni dell’apertura 40”a, maggiori sono la forza che deve avere la valvola 40” per mantenere chiusa l’apertura 40”a, tramite la detta molla 40”d di contrasto atta a spingere sull’otturatore 40”b, e quindi maggiori sono le forze che deve vincere l’elemento termoelettrico 41”.
Volendo mantenere la valvola di dimensioni ridotte, e considerate le pressioni in gioco, l’apertura 40”a non può avere dimensioni molto grandi, altrimenti una valvola 40” di tipo standard non riuscirebbe a chiudere l’apertura e si renderebbe necessario utilizzare valvole di dimensioni eccessive.
Considerazioni analoghe a quelle fatte sopra, relative alla relazione tra forze e sezioni, valgono in generale per tutte le valvole ad intercettazione diretta utilizzate negli esempi di realizzazione qui descritti, in particolare per la valvola ad intercettazione diretta 2’ del primo esempio di realizzazione.
Come per il dispositivo 1' , in una forma di realizzazione preferita del dispositivo idraulico 1”, un valore ottimale delle dimensioni dell’apertura associata alla valvola ad intercettazione diretta è stimato in circa 0,5 mm ; in tal caso, il fluido eserciterebbe tipicamente una spinta di circa 50 gr che potrebbe essere contrastata da una molla atta ad esercitare una spinta di circa 100 gr quando in posizione di chiusura.
Queste dimensioni tuttavia non permettono il passaggio di un flusso d’acqua “importante” che consenta cioè di caricare un circuito di riscaldamento ambienti in un tempo ragionevole. Il flusso d’acqua che passa attraverso l’apertura 40”a è comunque sufficiente ad effettuare rabbocchi del circuito di riscaldamento ambienti.
Le due valvole 40” e 2” realizzano una “doppia sicurezza”, in quanto sono collegate idraulicamente in serie tra loro; in caso di anomalia di una di queste, l’altra garantisce comunque la chiusura del condotto di caricamento, evitando il rischio di riempimento eccessivo, e quindi il rischio di danneggiamento o di continuo spreco dell’acqua.
L’utilizzo di due differenti tipologie di valvola, una elettromagnetica (quindi ad intervento rapido) ed una termoelettrica (quindi ad intervento lento) può migliorare le prestazioni del sistema, ad esempio consentendo una chiusura lenta e priva del noto fenomeno detto “colpo d’ariete”.
A tal fine, il collegamento elettrico di dette valvole potrebbe essere tra loro distinto, per essere aperte o chiuse in momenti o in modi differenti; tuttavia, in generale, non è escluso che possano essere collegate elettricamente insieme, ad esempio in parallelo.
Inoltre, la differenza nella tipologia delle valvole potrebbe migliorare la sicurezza, in quanto soggette a potenziali cause di anomalia di tipo differente.
Vantaggiosamente poi, il dispositivo idraulico 1” può comprendere anche un sensore per rilevare un parametro d’interesse del fluido che scorre nel dispositivo, ad esempio portata, temperatura, durezza, pressione ecc.
Nell’esempio di realizzazione preferito, un sensore di pressione 60” è alloggiato in una sede 60”a posta sul condotto di uscita 7”, e collegato elettricamente ad esempio ad una unità di controllo dell’impianto (i cablaggi per il collegamento elettronico del sensore all’unità di controllo e l’unità di controllo non sono, per semplicità, rappresentati in figura).
Il sensore di pressione 60” è atto a rilevare la pressione presente nel condotto di uscita 7”; detto sensore 60” può quindi servire per individuare anomali incrementi o riduzioni della pressione nell’impianto.
Il segnale elettrico generato o causato dal sensore di pressione 60” può essere rilevato e/o utilizzato da una unità di controllo ad esempio per controllare automaticamente il rabbocco o il caricamento dell’impianto. Anche il dispositivo idraulico 1” è atto ad essere inserito in un impianto per il riscaldamento di acqua come mostrato nelle figure 15 e 16.
Secondo la presente invenzione, e con riferimento al terzo esempio di realizzazione (figure da Fig.l l a Fig.14), il dispositivo idraulico è indicato globalmente con il riferimento numerico 1”.
Come i dispositivi idraulici 1 ’ e 1”, anche il dispositivo idraulico 1” è sostanzialmente un raccordo idraulico a forma di T.
Il dispositivo idraulico 1” ha tante analogie concettuali con il dispositivo 1” anche se presenta differenze realizzative che presentano vantaggi.
Come il dispositivo idraulico 1”, anche il dispositivo idraulico 1” comprende due dispositivi di intercettazione 2”’ e 40’” in serie tra loro; tuttavia, in questo esempio, si tratta di due elettrovalvole a comando elettromagnetico (potrebbero comunque essere anche entrambe a comando elettrotermico o di altra tipologia) del tipo servoassistito dalla pressione del fluido.
Il condotto principale 11” è suddiviso in tre parti ’”a, H ’”b, 111’”c in serie tra loro. La valvola 2’”, attraverso il movimento servoassistico del suo otturatore azionato dal nucleo 10’”, permette di mettere in collegamento la parte 11 ” ’b con la parte 11 ” ’c a valle. La valvola 40”’, attraverso il movimento servoassistito del suo otturatore azionato dal nucleo 10””, permette di mettere in collegamento la parte 11 ” ’ a con la parte 11 ” ’b a valle.
Il condotto di ingresso 6”’ ed il condotto di uscita 5”’ sono sostanzialmente allineati (in particolare coassiali) e sostanzialmente delle medesime dimensioni (al condotto di ingresso 6”’ è applicato un filtro che potrebbe anche essere integrato nel condotto stesso).
Il condotto 11” si estende in direzione sostanzialmente rettilinea e trasversale, in particolare sostanzialmente ortogonale, all’asse del condotto 5”’ e/o del condotto 6”’ fino al condotto 7”’.
Il condotto di by-pass 9”’ ha un’estensione poco inferiore a quella del condotto principale 11”’; esso si estende in direzione sostanzialmente rettilinea e trasversale, in particolare sostanzialmente ortogonale, all’asse del condotto 5’” e/o del condotto 6’” fino alla sede 4”’c del rubinetto 3’”; la sede 4”’c è posta nelle immediate vicinanze del condotto 7”’, ovvero in prossimità dell’uscita del dispositivo 1”; vantaggiosamente, i condotti 9”’ e 11 ”’ hanno assi sostanzialmente paralleli.
Nel corpo 4”’ del dispositivo 1”’ sono presenti due sedi 4”’a e 4””a atte ad alloggiare almeno in parte rispettivamente le valvole 2”’ e 40”’. Le due sedi delle valvole sono vicine e affiancate tra loro ed hanno preferibilmente un asse trasversale al condotto 11 ”’, in particolare sostanzialmente ortogonale. Anche la sede del rubinetto ha un asse trasversale alla parte di condotto 11’”c, in particolare sostanzialmente ortogonale. Per ottimizzare la disposizione degli elementi nel dispositivo 1 ”’, gli assi delle sedi 4”’a, 4”’b e 4”’c sono vantaggiosamente sostanzialmente paralleli tra loro; in particolare la sede del rubinetto si trova da una lato opposto rispetto alle due sedi delle valvole.
In questo terzo esempio di realizzazione, poiché le due valvole sono di tipo servoassistito, non vi sono teoricamente limiti nella scelta delle loro sezioni di passaggio e quindi non vi sono teoricamente limiti al flusso che può percorrere il condotto 11 ’”. Detta configurazione potrebbe quindi consentire un rapido caricamento automatico dell’intero impianto.
Grazie alla disposizione degli elementi di questo terzo esempio di realizzazione (o a disposizioni analoghe), è possibile prevedere una doppia misurazione della pressione praticamente senza alcuna aggravio di ingombri. A tal riguardo, si può prevedere un sensore di pressione 60”’ comprendente un primo elemento di misura 61” ed un secondo elemento di misura 62’”; l’elemento 61 ”’ è atto a misurare la pressione in corrispondenza del condotto di ingresso 6”’ e l’elemento 62’” è atto a misurare la pressione in corrispondenza del condotto di uscita 7”’. In alternativa a quando appena indicato, ma in modo equivalente, sarebbe possibile utilizzare un sensore in grado di fornire direttamente una differenza di pressione.
Il sensore 60”’ presenta soluzioni meccaniche molto ingegnose; è previsto infatti un corpo cilindrico da cui fuoriescono due condotti, in particolare tubetti preferibilmente a sezione sostanzialmente circolare; un tubetto è associato all’elementi 61”’ e l’altro tubetto è associato all’elemento 62”’. Tali tubetti sono inseriti in due fori o sedi del corpo 4”’, tra loro vicine, del dispositivo idraulico 1”. In tal modo, i tubetti sono in comunicazione con il condotto principale 11 ”’ e con il condotto di by-pass 9”’; in particolare un condotto è in comunicazione con la parte 1 1 ”’c a valle dell’otturatore 10”’ della valvola 2”” (vale a dire anche con il condotto di uscita 7”’) e l’altro condotto è in comunicazione con il condotto 9”’ appena a monte della sede 4”’c del rubinetto 3”’. Pertanto, i due elementi 61 ”’ e 62”’ che si trovano preferibilmente nel corpo del sensore 60”’ vicino alla sua superficie esterna riescono ad effettuare le misurazioni di pressione sopra indicate.
La vicinanza tra loro di detti due elementi 61 ”’ e 62”’ e/o delle relative sedi nel corpo 4”’ consente di poter realizzare un unico sensore di pressione con doppio ingresso e di piccole dimensioni.
Come si nota, in Fig.14, gli elementi 61” e 62”’ sono associati ad un elemento di supporto che può essere tipicamente un circuito stampato o un circuito elettronico; a tale circuito saranno poi associate delle connessioni elettriche per condurre i segnali dei due elementi di rilevazione fuori dal corpo del sensore 60’”; in Fig. 12 tali connessioni elettriche sono rappresentate da quattro conduttori elettrici, ma potrebbe essere previsto anche un opportuno connettore elettrico o dei contatti per saldatura, oppure un numero o tipo differente di collegamenti. All’elemento di supporto, in particolare al circuito stampato possono essere associati altri componenti elettrici e/o elettronici; in tal modo i segnali dei due elementi 61” e 62”’ possono essere ad esempio amplificati e/o elaborati e/o memorizzati (ad esempio da un microcontrollore o anche da una circuiteria più semplice); in tal caso, è anche possibile che le misure effettuate siano inviate ad esempio ad una unità di controllo elettronica mediante due soli conduttori elettrici, ad esempio tramite un collegamento seriale.
Dal punto di vista costruttivo, ai fini di una facile applicazione o accoppiamento del sensore 60”’ al corpo 4”’, ad esempio mediante l’inserimento dei tubetti del sensore 60”’ nel corpo 4”’, i loro assi saranno sostanzialmente paralleli. Inoltre, per una buona disposizione del sensore 60”’, è vantaggioso che questi assi siano trasversali sia al condotto 9”’ sia al condotto 11 ”’, in particolare sostanzialmente ortogonali; più in particolare tali assi saranno inoltre sostanzialmente ortogonali sia rispetto gli assi delle sedi 4”’a e 4””a delle valvole sia rispetto alla sede 4”’c del rubinetto; in tal modo, il corpo del sensore è posizionato lateralmente rispetto al corpo 4”’ del dispositivo idraulico. Naturalmente è anche possibile che il corpo del sensore di pressione (singolo o doppio) sia almeno in parte integrato nel corpo del dispositivo idraulico. In questo caso potrebbe essere il supporto (ad esempio il circuito stampato) dell’elemento di misurazione o degli elementi di misurazione ad essere removibile (almeno in fase di montaggio).
Grazie al sistema a doppia misurazione della pressione o a misurazione della differenza di pressione è possibile evitare di associare al dispositivo idraulico 1” una valvola antiritorno (che infatti non è indicata nelle figure da Fig.11 a Fig.14). Infatti, si può prevedere che i due dispositivi di intercettazione 2’” e 40’” vengano aperti solo se la pressione all’ingresso del dispositivo (sostanzialmente in corrispondenza del condotto 6”’) è maggiore della pressione all’uscita del dispositivo (sostanzialmente in corrispondenza del condotto 7”’), in particolare maggiore di una quantità predeterminata; in tal modo, non vi può essere rischio di riflussi dall’uscita del dispositivo verso l’ingresso del dispositivo. In tal caso, è preferibile che almeno uno dei due dispositivi sia del tipo a comando diretto poiché questo è in grado di garantire l’interruzione di flusso tra ingresso e uscita anche in presenza di pressioni anomale. In ogni caso, si può anche prevedere una valvola antiriflusso come forma di sicurezza in caso di malfunzionamenti delle elettrovalvole.
In generale, nel dispositivo idraulico secondo la presente invenzione, sono compresi mezzi di collegamento elettrico almeno per i dispositivi di intercettazione; tali mezzi di collegamento sono connessi in modo tale che il comando o controllo dei dispositivi di intercettazione possa avvenire dipendentemente o indipendentemente, in particolare attraverso rispettivi o medesimi segnali elettrici.
Nel dispositivo idraulico secondo la presente invenzione può essere previsto almeno un circuito stampato (non raffigurato nelle figure) che collega almeno parte dei dispositivi di attuazione o intercettazione e/o dei mezzi sensori; tale circuito stampato monta o è provvisto di almeno un connettore elettrico, preferibilmente realizzato dallo stesso circuito stampato opportunamente sagomato, in particolare per il collegamento verso l’apparato utilizzatore; almeno parte di tale circuito stampato essendo preferibilmente alloggiato almeno in parte in una sede del corpo (non raffigurata nelle figure).
Nel seguito, verranno descritte due applicazioni simili di dispositivi idraulici secondo la presente invenzione. Queste applicazioni costituiscono esempi di realizzazione di apparecchiature idrauliche secondo la presente invenzione e verranno descritte con riferimento a Fig. 15 e Fig.16.
Come già detto, il dispositivo idraulico secondo la presente invenzione può essere vantaggiosamente utilizzato ad esempio in una caldaia (a gas o elettrica), tipicamente domestica, per realizzare sia il caricamento, in particolare manuale, sia il rabbocco, in particolare automatico.
In Fig. 15 ed in Fig.16, l’apparecchiatura idraulica è indicata rispettivamente con 100’ e 100”.
E’ da notare che nel seguito i riferimenti numerici sono riportati senza apici quando si riferiscono a entrambe le apparecchiature, con un solo apice quando si riferiscono solo alla prima apparecchiatura, vale a dire a quella di Fig. 15, con due apici quando si riferiscono solo alla seconda apparecchiatura, vale a dire a quella di Fig.16.
Il dispositivo idraulico, che è un singolo componente, secondo la presente invenzione è indicato con il riferimento numerico 101, in particolare 101 ’ nel caso di Fìg.15 e 101” nel caso di Fig.16. Negli esempi non limitativi di dette figure, per praticità di descrizione, i dispositivi 101 ’ e 101” vengono schematizzati con una elettrovalvola ed un rubinetto, collegati in parallelo tra loro, e presentano sostanzialmente la stessa posizione del misuratore di flusso 130. Tuttavia, detta elettrovalvola potrebbe vantaggiosamente essere sostituita da due o più valvole, ad esempio tra loro in serie, come nel caso dei dispositivi 1” e 1 ’” secondo l’invenzione; anche il detto rubinetto manuale potrebbe essere sostituito da una valvola a comando automatico o controllato.
Il dispositivo 101 comprende un condotto di ingresso 106, un primo condotto di uscita 105 ed un secondo condotto di uscita 107 ed il misuratore di flusso 130 è associato al primo condotto di uscita 105.
E’ da notare per descrivere le applicazioni di Fig.15 e Fig.16 sono stati adottati riferimenti numerici superiori a cento per facilitare la corrispondenza tra gli elementi dei dispositivi idraulici prima descritti e gli elementi dei dispositivi idraulici compresi in tali applicazioni; in particolare, il riferimento del primo condotto di uscita 105 dei dispositivi 101 corrisponde al riferimento del primo condotto di uscita 5 dei dispositivi 1, il riferimento del secondo condotto di uscita 107 dei dispositivi 101 corrisponde al riferimento del secondo condotto di uscita 7 dei dispositivi 1, il riferimento del condotto di ingresso 106 dei dispositivi 101 corrisponde al riferimento del condotto di ingresso 6 dei dispositivi 1. In entrambe le apparecchiature schematizzate nelle figure, i componenti 101' e 101”, in particolare i loro condotti di ingresso 106’ e 106”, sono rispettivamente collegati all’ingresso di rete della apparecchiatura; tale ingresso viene tipicamente collegato alla rete di adduzione dell’impianto idraulico dell’abitazione o dell’immobile, ovvero collegato al contatore dell’acqua attraverso una opportuna tubatura.
Nella seguente descrizione delle apparecchiature, si farà riferimento a collegamenti idraulici tra i vari componenti; tali collegamenti possono essere diretti oppure indiretti, vale a dire attraverso uno o più dispositivi idraulici quali ad esempio valvole o misuratori.
In entrambe le apparecchiature schematizzate nelle figure, sono previsti primi mezzi 180 di accoppiamento idraulico ad un primo circuito idraulico per acqua sanitaria e secondi mezzi 190 di accoppiamento idraulico ad un secondo circuito idraulico per acqua di riscaldamento. In particolare, i primi mezzi 180 prevedono un ingresso di rete 181 (per acqua fredda), una uscita 182 per acqua calda sanitaria, di una uscita 192 per acqua di riscaldamento (la “mandata” del circuito idraulico di riscaldamento), di un ingresso 191 per acqua di riscaldamento (il “ritorno” del circuito idraulico di riscaldamento).
Vale la pena chiarire che quanto segue sugli impianti idraulici domestici, i quali comprendono in genere almeno un circuito idraulico per acqua di riscaldamento ed almeno un circuito idraulico per acqua sanitaria.
Il circuito di riscaldamento è sostanzialmente un “circuito chiuso”, ovvero il liquido del circuito continua a circolare tra una caldaia ed opportuni radiatori atti a riscaldare l’ambiente; il liquido è in genere acqua a cui possono anche essere aggiunti degli additivi, ad esempio antigelo, ecc. .
Il circuito sanitario invece è sostanzialmente un “circuito aperto”, dove l’acqua (proveniente dalla rete idrica pubblica) entra, viene riscaldata, e poi fuoriesce dai rubinetti dell’abitazione per l’utilizzo (in genere alimentare o igienico); in corrispondenza dei rubinetti in genere è prevista la possibilità di scarico (ad esempio nella rete fognaria pubblica) dell’acqua.
I due circuiti (di riscaldamento e sanitario) sono sostanzialmente indipendenti tra loro.
In Fig. 15, la prima uscita 105’ è collegata all’ingresso 106’ attraverso un condotto preferibilmente sempre aperto; vicino all’uscita 105’, è previsto preferibilmente almeno un sensore 130’, quale un misuratore di flusso; detto sensore potrebbe tuttavia essere montato o idraulicamente collegato in altra posizione o parte dell’apparecchiatura o dell’impianto. La seconda uscita 107’ è collegata all’ingresso 106’ attraverso due mezzi di intercettazione di flusso di fluido collegati in parallelo tra loro, in particolare un rubinetto 103’ ed almeno una elettrovalvola 102’; associata all’uscita 107’ è prevista preferibilmente almeno una valvola di nonritorno 150’.
Il dispositivo 101 è stato sopra descritto in modo estremamente sommario poiché descrizioni dettagliate di dispositivi secondo la presente invenzione sono già state fatte in precedenza. Tuttavia, bisogna considerare che nell’apparecchiatura 100’ potranno essere utilizzati altri dispositivi idraulici differenti secondo gli insegnamenti della presente invenzione; ad esempio, si potrebbe utilizzare un dispositivo idraulico dotato di due elettrovalvole in serie invece dell’unica elettrovalvola 102’ mostrata in Fig. 15.
L’apparecchiatura di Fig. 15 comprende una sezione dedicata al trattamento dell’acqua sanitaria ed una sezione dedicata al trattamento dell’acqua di riscaldamento.
La sezione per l’acqua di riscaldamento comprende il rispettivo ingresso 19Γ, la rispettiva uscita 192’, un bruciatore 171 a combustibile, quale un gas, uno scambiatore primario di calore 172’, un cireolatore 175’, un vaso di espansione 176’, ed una serie di tubature di collegamento. In un possibile esempio di funzionamento, l’acqua di riscaldamento entra nella apparecchiatura dall’ingresso 191 ’ (denominato “ritorno”), passa per il cireolatore 175’, passa per lo scambiatore 172’ (che ha il compito di scaldare l’acqua mediante il calore ricevuto dal bruciatore 171), ed esce dalla apparecchiatura dall’uscita 192’ (denominata “mandata”).
La sezione per l’acqua sanitaria comprende il rispettivo ingresso 181’ (denominato “entrata dalla rete”), la rispettiva uscita 182’, uno scambiatore secondario 200’. In un possibile esempio di funzionamento, l’acqua sanitaria entra fredda nella apparecchiatura attraverso l’ingresso 181, passa per lo scambiatore 200’ ed esce calda dalla apparecchiatura dall’uscita 182’.
Le due sezioni sopra descritte (per l’acqua di riscaldamento e per l’acqua sanitaria), pur rimanendo tra loro distinte, sono tra loro in collegamento essenzialmente attraverso un dispositivo idraulico secondo l’invenzione, in particolare attraverso il dispositivo 101.
Nell’apparecchiatura di Fig. 15, è compresa una elettrovalvola 205’ che collega due parti del circuito di riscaldamento; l’elettrovalvola 205’ è del tipo deviatrice ed è atta a consentire la ripartizione del flusso del circuito di riscaldamento tra i due scambiatori 172’ e 200’.
L’elettrovalvola 205’ deviatrice è connessa a quattro tubi. Con riferimento a Fig. 15, il tubo in alto è collegato direttamente allo scambiatore secondario 200’, il tubo in basso è collegato all’ingresso 191 ’ o ritorno di riscaldamento della apparecchiatura, il tubo a sinistra è collegato al cireolatore 175’, il tubo a destra è collegato allo scambiatore 172’; in dette connessioni idrauliche sono anche presenti delle valvole unidirezionali 206’ e 207’.
In una prima condizione operativa, l’acqua di riscaldamento circola non solo nello scambiatore primario 172’ (associato al bruciatore 171 ’) ma anche nello scambiatore secondario 200’; in tal modo, l’acqua di riscaldamento serve anche a scaldare l’acqua sanitaria grazie allo scambiatore secondario.
In una seconda condizione operativa, l’acqua di riscaldamento circola solo nello scambiatore primario 172’ e non nello scambiatore secondario 200’; in tal modo, l’acqua di riscaldamento serve solo per il riscaldamento.
Il componente 101 è collegato alla sezione per l’acqua sanitaria nel seguente modo: l’ingresso 106’ è collegato all’uscita dello scambiatore 200’, l’uscita 105’ è collegata all’uscita 182’ della apparecchiatura. Il componente 101 è anche collegato alla sezione per l’acqua di riscaldamento nel seguente modo: l’uscita 107’ è collegata tramite un raccordo a T ad un ingresso dello scambiatore 200’ e (indirettamente) alla elettrovalvola 205’.
Sulla base dei collegamenti sopra descritti, l’operazione di caricamento o rabbocco viene preferibilmente eseguita quando l’elettrovalvola 205’ si trova nella prima condizione operativa, ovvero quando il dispositivo 101 ’ è in comunicazione idraulica con l’intero impianto.
Con configurazioni idrauliche differenti da quanto descritto a titolo esemplificativo e non limitativo, l’operazione di caricamento o rabbocco potrebbe essere effettuata anche in altre fasi o condizioni.
L’apparecchiatura 100” di Fig. 16, differisce dalla apparecchiatura 100’ di Fig. 15 per come il dispositivo idraulico secondo la presente invenzione è inserito in tale apparecchiatura.
Il componente 101” è collegato alla sezione per l’acqua sanitaria nel seguente modo: l’ingresso 106” è collegato all’ingresso 181” della apparecchiatura, l’uscita 105” è collegata ad un ingresso dello scambiatore 200” della apparecchiatura. Il componente 101” è anche collegato alla sezione per l’acqua di riscaldamento nel seguente modo: l’uscita 107” è collegata tramite un raccordo a T ad un ingresso dello scambiatore 200” e (indirettamente) alla elettrovalvola 205”.
Anche se non indicato in Fig. 15 ed in Fig.16, l’apparecchiatura secondo la presente invenzione può comprendere vantaggiosamente una unità di controllo elettronica per controllare il funzionamento della apparecchiatura idraulica.
Come già indicato, in un dispositivo idraulico secondo la presente invenzione e quindi anche in una apparecchiatura idraulica secondo la presente invenzione possono essere compresi mezzi di intercettazione, ad esempio una o più elettrovalvole (indicate ad esempio con 2’ , 2” e 40” nelle figure) dello stesso tipo o di tipi diversi, e/o mezzi sensori, ad esempio uno o più sensori (indicati ad esempio con 30’ e 60” nelle figure) dello stesso tipo o di tipi diversi. Le elettrovalvole ed i sensori presentano tipicamente connessioni elettriche; nel caso delle elettrovalvole, le connessioni elettriche servono almeno per comandare o controllare la loro intercettazione; nel caso dei sensori, le connessioni servono almeno per rilevare o ricevere la loro misurazione.
L’unità di controllo elettronica può essere quindi collegata elettricamente almeno ai mezzi di intercettazione del dispositivo idraulico e/o ai mezzi sensori del dispositivo idraulico, in particolare alle loro connessioni elettriche, per effettuare il controllo.
All’interno della apparecchiatura secondo la presente invenzione sarà tipicamente compreso una unità o un sistema di controllo che avrà il compito, tra l’altro di controllare il dispositivo idraulico secondo la presente invenzione (101 con riferimento agli esempi di Fig.15 e Fig.16). A tal riguardo, anche il dispositivo idraulico secondo la presente invenzione può prevedere un suo circuito di controllo. Questo può essere applicato o integrato, almeno in parte, al dispositivo idraulico ed essere ad esempio alloggiato, almeno in parte, nel corpo del dispositivo idraulico. Il circuito di controllo del dispositivo idraulico può essere atto ad essere collegato o integrato nel sistema di controllo della apparecchiatura.
Grazie a tali collegamenti, è possibile effettuare rabbocchi automatici ad esempio del circuito di riscaldamento e/o diagnosi automatiche del dispositivo idraulico; ciò verrà chiarito meglio nel seguito quando verranno descritti gli aspetti metodologici della presente invenzione.
Come già indicato, un aspetto della presente invenzione riguarda anche un impianto idraulico; tale impianto idraulico può essere ad esempio del tipo atto a riscaldare e/o raffreddare acqua, in particolare di tipo domestico. In generale, un impianto idraulico secondo la presente invenzione può fornire acqua calda e/o fredda anche per usi differenti, ad esempio sia l’acqua sanitaria sia l’acqua di riscaldamento, e può essere installato ad esempio in un appartamento o in una casa o in un edificio.
In tale impianto può essere inserito con vantaggio un dispositivo idraulico secondo la presente invenzione (ad esempio come quelli descritti in precedenza) per consentire il carico, in particolare manuale o automatico, e/o il rabbocco, in particolare automatico.
Nel caso di un impianto per riscaldare acqua, limpianto può comprendere una apparecchiatura idraulica secondo la presente invenzione (ad esempio come quelle descritte in precedenza).
Nell’impianto secondo la presente invenzione possono essere previsti almeno un primo circuito idraulico per acqua sanitaria ed un secondo circuito idraulico per acqua di riscaldamento. Tali due circuiti idraulici possono essere collegati ad uno stesso dispositivo idraulico secondo la presente invenzione; in particolare, il circuito idraulico per acqua sanitaria sarà tipicamente collegato all’uscita non controllata del dispositivo idraulico (vale a dire, con riferimento agli esempi descritti, al condotto 5’, 5”, 5”’, 105’ o 105”) mentre il circuito idraulico per acqua di riscaldamento sarà tipicamente collegato all’uscita controllata del dispositivo idraulico (vale a dire, con riferimento agli esempi descritti, il condotto 7’, 7”, 7”’, 107’ o 107”). Per quanto riguarda l’ingresso del dispositivo idraulico (vale a dire, con riferimento agli esempi descritti, il condotto 6’, 6”, 6’”, 106’ o 106”) questo può essere collegato o associato ad una tubatura di una rete idrica, ad esempio della rete idrica pubblica; in questo ultimo caso, tipicamente, tra la tubatura e l’ingresso del dispositivo vi saranno oltre una serie di tubi di collegamento ad un contatore.
Anche l' impianto idraulico secondo la presente invenzione, così come l’apparecchiatura idraulica, può comprendere con vantaggio una unità di controllo elettronica. Tale unità di controllo può presentare almeno tutti gli aspetti vantaggiosi già descritti in relazione alla apparecchiatura idraulica e quindi tale descrizione non sarà qui ripetuta.
In precedenza, sono stati descritti gli aspetti strutturali della presente invenzione riguardanti un dispositivo idraulico, una apparecchiatura idraulica ed un impianto idraulico.
Nel seguito, verranno invece descritti gli aspetti metodologici o funzionali della presente invenzione.
Le operazioni di carico e/o di rabbocco di un impianto idraulico possono essere comode e facili se si utilizza il dispositivo secondo la presente invenzione. Inoltre, nel caso in cui tale dispositivo idraulico sia realizzato in forma di un unico componente, tali comodità e facilità d’uso vengono raggiunte con un ingombro assai limitato, tipicamente assai inferiore all’ingombro delle attuali soluzioni.
Il flusso di fluido fornito all’impianto durante un’operazione di rabbocco d’impianto è tipicamente differente (preferibilmente inferiore) dal flusso di fluido fornito all’impianto durante un’operazione di carico d’impianto. Infatti, il carico di un impianto idraulico (o di un suo circuito idraulico) richiede di fornire all’impianto una grande quantità di fluido (ad esempio molte decine di litri nel caso di un impianto di riscaldamento), mentre il rabbocco di un impianto idraulico (o di un suo circuito) richiede di fornire aH’impianto una piccola quantità di fluido (ad esempio meno di un litro); pertanto, per eseguire il carico in un tempo ragionevole (ad esempio qualche decina di minuti) è vantaggioso che il flusso di fluido sia alto (ad esempio 1 litro al minuto), mentre per eseguire il rabbocco in modo accurato è accettabile o vantaggioso che il flusso di fluido sia basso (ad esempio 1 cl al minuto).
Grazie al dispositivo idraulico secondo la presente invenzione, si può disporre di un metodo di rabbocco automatico d’impianto; ciò si ottiene comandando in modo opportuno i mezzi di intercettazione comandabili, ad esempio l’elettrovalvola 2’ con riferimento al primo esempio di dispositivo o le elettrovalvole 2” e 40” o 2”’ e 40 con riferimento rispettivamente al secondo o al terzo esempio di dispositivo.
L’entità del flusso di fluido può essere costante oppure variabile. I rubinetti 3’, 3” e 3”’, ad esempio, forniscono un alto flusso che è regolabile manualmente da parte dell’utente; tale flusso di fluido può essere utilizzato per caricare un impianto. Le elettrovalvole 2’, 2”, 2”’, 40” e 40”’, ad esempio, forniscono un flusso di fluido (basso per le elettrovalvole 2’ e 40” e altro per le elettrovalvole 2”, 2”’ e 40”’) che è regolabile automaticamente ad esempio facendo inviare degli opportuni segnali elettrici a queste da parte di una unità di controllo elettronica (non rappresentato nelle figure).
Per il carico e/o per il rabbocco si possono predisporre mezzi di intercettazione atti a impostare oppure regolare il flusso di fluido.
Vantaggiosamente, dal punto di vista costruttivo, il flusso di fluido di carico ed il flusso di fluido di rabbocco possono essere forniti attraverso il medesimo condotto (con riferimento alle figure, i condotti 7’ e 7”); in tal modo, limpianto idraulico o l’apparecchiatura idraulica necessita di un solo punto di connessione idraulica per entrambi gli scopi. Alternativamente, tali flussi possono essere forniti attraverso due condotti distinti.
Il metodo di rabbocco risulta particolarmente efficace se le operazioni di rabbocco sono controllate o effettuate in modo automatico sotto il controllo di una unità di controllo elettronica ed attraverso mezzi di intercettazione, naturalmente comandati o controllati dall’unità stessa. L’unità di controllo può essere comandata manualmente mediante ad esempio pulsanti di una tastiera associata al dispositivo mediante cavi e/o via radio. In tal modo, l’utente può decidere di iniziare un’operazione di rabbocco (ad esempio quando viene premuto un pulsante di “inizio rabbocco”) quando lo desidera o lo ritiene necessario; l’operazione di rabbocco continua in modo automatico; l’operazione di rabbocco può poi finire ad esempio a discrezione dell’utente (ad esempio quando viene premuto un pulsante di “fine rabbocco”); si tratta quindi di un’operazione di rabbocco semi-automatica. Naturalmente, possono essere previsti dei sistemi di sicurezza per evitare che l’utente commetta errori di manovra e causi danni alle apparecchiature idrauliche e/o agli impianti.
Alternativamente, l’unità di controllo può essere comandata o controllata da uno o più sensori; in tal modo, l’operazione di rabbocco può avvenire in modo totalmente automatico, vale a dire iniziare, continuare e finire senza l’intervento dell’utente; si tratta quindi di un’operazione di rabbocco totalmente automatica. Un sensore adatto a comandare o controllare l’operazione di rabbocco è tipicamente un sensore atto a rilevare la presenza e/o la pressione di fluido nell’impianto. Infatti, il rabbocco può essere necessario e quindi un’operazione di rabbocco può essere iniziata ad esempio quando la pressione del fluido è inferiore ad un valore di soglia inferiore predeterminato oppure quando non vi sia sufficiente fluido nel circuito. L’operazione di rabbocco può essere poi finita ad esempio quando la pressione del fluido ha superato un valore di soglia superiore predeterminato. Sempre per quanto riguarda il rabbocco automatico, si può prevedere che l’unità di controllo verifichi periodicamente la pressione del fluido nell’impianto o il livello di fluido nell’impianto.
Naturalmente, si può prevedere nella medesima apparecchiatura e/o nel medesimo impianto sia un’operazione di rabbocco semi-automatica sia un’operazione di rabbocco completamente automatica.
Per quanto riguarda il carico dell’impianto, gli esempi di realizzazione descritti in precedenza prevedono tutti che le operazioni di carico siano effettuate o controllate manualmente (attraverso i rubinetto 3’ e 3”).
Non si può tuttavia escludere che, secondo la presente invenzione, sia prevista la vantaggiosa possibilità di operazioni di carico semiautomatiche o totalmente automatiche naturalmente grazie dispositivi idraulici differenti da quelli descritti in precedenza; vale tuttavia la pena di notare che il terzo esempio di realizzazione (figura da Fig.11 a Fig.14) prevede una soluzione con due elettrovalvole servoassistite in serie che potrebbe anche essere utilizzata a tal fine (naturalmente il rubinetto diventerebbe superfluo oppure ridondante). In questo caso, per le operazioni di carico, che vengono in genere effettuate da personale specializzato (ad esempio un installatore o un riparatore), possono avvenire ad esempio sostanzialmente come descritto in precedenza con riferimento alle operazioni di rabbocco.
In molte applicazioni del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione può essere utile monitorizzare il fluido che fluisce ad esempio in un impianto e/o in uno dei circuiti idraulici dell’impianto (ad esempio il circuito per acqua di riscaldamento e/o il circuito per acqua sanitaria); può essere di interesse monitorizzare ad esempio la quantità di fluido fluita, la portata di fluido fluente, la velocità di fluido fluente. Tale operazione di monitoraggio può essere realizzata ad esempio mediante uno o più sensori di flusso associati al o integrati nel dispositivo secondo la presente invenzione; nel caso di integrazione, tale operazione di monitoraggio può essere effettuata senza grande aumento di ingombro. Tale monitoraggio è particolarmente efficace se effettuato attraverso una unità di controllo elettronica, ad esempio con un microcontrollore, collegata elettricamente al sensori o ai sensori; infatti, in tal modo, non solo si possono rilevare le misure dei sensori ma anche si può effettuare ad esempio la loro memorizzazione, comparazione con tabelle di dati predefiniti, elaborazione (ad esempio statistica), e la loro trasmissione ad un sistema remoto di monitoraggio. Tra le applicazioni di tale monitoraggio si può citare, ad esempio, il consumo di acqua sanitaria calda e le perdite del circuito di riscaldamento.
In molte applicazioni del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione può essere utile monitorizzare la temperatura fluido che fluisce ad esempio in un impianto e/o in uno dei circuiti idraulici dell’impianto (ad esempio il circuito per acqua di riscaldamento e/o il circuito per acqua sanitaria). Tale operazione di monitoraggio può essere realizzata ad esempio mediante uno o più sensori di temperatura associati al o integrati nel dispositivo secondo la presente invenzione; nel caso di integrazione, tale operazione di monitoraggio può essere effettuata senza grande aumento di ingombro. Tale monitoraggio è particolarmente efficace se effettuato attraverso una unità di controllo elettronica collegata elettricamente al sensore o ai sensori; infatti, in tal modo, non solo si possono rilevare le misure dei sensori ma anche si può effettuare ad esempio la loro memorizzazione, elaborazione (ad esempio statistica), e la loro trasmissione ad un sistema remoto di monitoraggio. Tra le applicazioni di tale monitoraggio si può citare, ad esempio, la segnalazione di una situazione di pericolo quando la temperatura dell’acqua si avvicina a 0 °C (ad esempio, fissando un valore di soglia a 4 o 5 °C), vale a dire vicina al congelamento.
In alcune applicazioni del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione può essere utile monitorizzare la pressione del fluido all’ingresso o a monte del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione. Tale operazione di monitoraggio può essere realizzata ad esempio mediante un sensore di pressione associato al o integrato nel dispositivo secondo la presente invenzione; nel caso di integrazione, tale operazione di monitoraggio può essere effettuata senza grande aumento di ingombro. Tra le applicazioni di tale monitoraggio si può citare, ad esempio, il blocco di eventuali operazioni di rabbocco o carico nel caso in cui la pressione in ingresso al dispositivo idraulico non sia adeguata, ad esempio sia inferiore di un valore di soglia predeterminato oppure il blocco di eventuali operazioni di rabbocco o carico nel caso in cui la pressione in ingresso al dispositivo idraulico sia inferiore ad altro valore misurato, quale la pressione nel circuito di riscaldamento (tale applicazione è possibile in particolare utilizzando il dispositivo idraulico secondo il terzo esempio di realizzazione); in dette condizioni, il circuito di controllo non effettua l’apertura della una o più valvole atte al rabbocco o carico, al fine di evitare riflusso verso l’ingresso del dispositivo o verso la rete. Questo ultimo problema è in parte risolvibile anche mediante una valvola di non ritorno, come già previsto nei primi due esempi di realizzazione descritti in precedenza.
Come già descritto, una forma di realizzazione preferita del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione (che comprende sia il secondo sia il terzo esempio di realizzazione) prevede due dispositivi di intercettazione comandati elettricamente e collegati in serie; in tal modo, il sistema di rabbocco automatico è più sicuro (soprattutto per quanto riguarda rabbocchi indesiderati) poiché è improbabile che si verifichino guasti contemporanei di due dispositivi di intercettazione.
Inoltre, se il rabbocco viene effettuato utilizzando sia una elettrovalvola a comando elettromagnetico sia una elettrovalvola a comando elettrotermico, oltre ad una maggiore sicurezza si ottiene anche una maggiore immunità ai disturbi (infatti è possibile che eventuali disturbi elettromagnetici ad esempio sulla rete privata o pubblica di alimentazione potrebbero riuscire ad attivare l’elettrovalvola elettromagnetica ma assai difficilmente l’elettrovalvola elettrotermica). In questo caso, durante una operazione di rabbocco è necessario comandare o controllare entrambi i dispositivi di intercettazione contemporaneamente.
L’utilizzo di due differenti tipologie di valvola, una elettromagnetica (quindi ad intervento rapido) ed una termoelettrica (quindi ad intervento lento) può migliorare le prestazioni del sistema, ad esempio consentendo una chiusura lenta e priva del noto fenomeno detto “colpo d’ariete”. A tal fine, il collegamento elettrico di dette valvole potrebbe essere tra loro distinto, per essere aperte o chiuse in momenti o in modi differenti; tuttavia, in generale, non è escluso che possano essere collegate elettricamente insieme, ad esempio in parallelo.
Grazie a tale forma di realizzazione preferita (che comprende sia il secondo sia il terzo esempio di realizzazione) è possibile prevedere una procedura di diagnosi, in particolare auto-diagnosi se effettuata attraverso una centrale di controllo elettronica collegata ai mezzi di intercettazione ed ai mezzi sensori del dispositivo idraulico, del dispositivo idraulico secondo la presente invenzione. Si tratta quindi di verificare il corretto funzionamento dei due dispositivi di intercettazione; facendo riferimento non limitativo al secondo esempio di realizzazione (mostrato in Fig.8, Fig.9 e Fig.10), tali dispositivi sono l’elettrovalvola 40” elettrotermica a comando diretto e l’elettrovalvola 2” elettromagnetica servoassistita.
La procedura di auto-diagnosi verrà descritta nel seguito con riferimento non limitativo al secondo esempio di realizzazione; tale procedura inizia da una situazione iniziale in cui sia l’elettrovalvola 2” sia l’elettrovalvola 40” sono comandate o controllate mediante segnali elettrici tali da mantenerle in condizione di chiusura e quindi non scorre acqua nel condotto 7” (naturalmente, il rubinetto 3” sarà tipicamente mantenuto chiuso) e può poi svolgersi ad esempio secondo almeno uno dei seguenti passi:
A) con l’elettrovalvola 40” non attivata e quindi chiusa, l’elettrovalvola 2” viene comandata o controllata mediante opportuni segnali elettrici in modo da aprirsi e si rileva attraverso il sensore 60” la variazione di pressione nel circuito collegato al condotto 7”; se avviene una variazione di pressione, vuol dire che l’elettrovalvola 40” è bloccata in una anomala posizione di apertura parziale o totale; in seguito l’elettrovalvola 2” viene comandata o controllata mediante opportuni segnali elettrici in modo da chiudersi;
B) con l’elettrovalvola 2” non attivata e quindi chiusa, l’elettrovalvola 40” viene comandata o controllata mediante opportuni segnali elettrici in modo da aprirsi e si rileva attraverso il sensore 60” la variazione di pressione nel circuito collegato al condotto 7”; se avviene una variazione di pressione, vuol dire che l’elettrovalvola 2” è bloccata in una anomala posizione di apertura parziale o totale; in seguito l’elettrovalvola 40” viene comandata o controllata mediante opportuni segnali elettrici in modo da chiudersi;
C) le elettrovalvole 2” e 40” vengono comandate o controllate mediante opportuni segnali elettrici in modo da aprirsi e si rileva attraverso il sensore 60” la variazione di pressione nel circuito collegato al condotto 7”; se non avviene una variazione di pressione, vuol dire che l’elettrovalvola 2” e/o l’elettrovalvola 40” è bloccata in una posizione di chiusura; in seguito le elettrovalvole 2” e 40” vengono comandate o controllate mediante opportuni segnali elettrici in modo da chiudersi.
Se in uno o più di detti passi viene rilevata da detta unità di controllo elettronica una situazione anomala, vale a dire blocco in chiusura o apertura parziale o totale, è vantaggioso prevedere la segnalazione di un allarme, ad esempio mediante segnali luminosi e/o acustici, e/o l’invio di segnali di allarme ad un sistema elettronico remoto; naturalmente, tali operazioni possono essere realizzate in modo semplice ed efficace dalla unità di controllo elettronica.
Nel caso di una rilevazione di anomalia, il sistema di controllo potrebbe anche interrompere il funzionamento dell’intero apparato, oppure potrebbe attivare l’intervento di altri dispositivi o valvole di sicurezza, quale ad esempio una elettrovalvola di intercettazione a monte di detto impianto o collegamento alla rete idrica.
Peraltro, si può prevedere che tale segnalazione venga effettuata non appena si rileva una situazione anomala; ad esempio, se si esegue il passo A) e si rileva l’anomalia dell’elettrovalvola 40”, si può evitare di effettuare i passi B) e C).
La procedura di auto-diagnosi sopra descritta prevede di comandare o controllare le elettrovalvole a volte contemporaneamente a volte alternativamente; questa può essere effettuata ripetutamente o periodicamente (ad esempio una volta al giorno, una volta alla settimana, una volta al mese, una volta all’anno), preferibilmente in modo automatico. Ciò trova particolare applicazione ad esempio nella caldaie per riscaldamento di ambienti sia ad uso domestico sia per edifici.
Da quanto detto risultano chiari i vantaggi della presente invenzione.
Naturalmente, il primario vantaggio della presente invenzione è quello di riuscire ad effettuare operazioni di rabbocco e/o carico di tipo automatico e/o semi-automatico; tra l’altro, questo si riesce ad ottenere senza gravare in modo sostanziale sugli ingombri soprattutto se il dispositivo idraulico secondo la presente invenzione è realizzato con un solo componente idraulico, in particolare un dispositivo in cui varie parti o componenti sono integrate all’interno di un unico corpo o comunque integrate in un unico assieme. Le operazioni di carico possono così essere effettuate in modo totalmente manuale e in modo quasi-automatico; ma potrebbero anche essere effettuate in modo completamente automatico.
Nel caso in cui tali operazioni (solo una o entrambe) siano effettuate mediante mezzi di intercettazione elettrici con possibilità di regolazione del flusso di fluido, tali operazioni possono essere realizzate in modo molto accurato anche con flussi di fluido variabili.
Uno o più sensori dello stesso tipo o di tipi diversi possono essere impiegati per effettuare monitoraggi di vario genere; anche in questo caso, questo si riesce ad ottenere senza gravare in modo sostanziale sugli ingombri soprattutto se il dispositivo idraulico secondo la presente invenzione è realizzato con un solo componente idraulico.
Utilizzando due dispositivi di intercettazione collegati in serie, si può aumentare vantaggiosamente la sicurezza intrinseca di funzionamento del dispositivo idraulico.
Inoltre, grazie alla presenza dei due dispositivi, si può realizzare la diagnosi o l’auto-diagnosi del dispositivo idraulico.
Tali vantaggi del dispositivo idraulico portano direttamente a dei vantaggi analoghi anche nelle applicazioni di tali dispositivo, ad esempio in apparecchiature idrauliche, tipicamente caldaie a gas ad uso domestico o per edifici, e in impianti idraulici che lo utilizzino.

Claims (75)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo idraulico (1' , 1”, 1”' ) per impianti idraulici, preferibilmente per impianti di riscaldamento di acqua, comprendente almeno un corpo (4’, 4” , 4’”) dotato di un condotto di ingresso (6’, 6” , 6’”), un primo condotto di uscita (5’, 5” , 5’”) ed un secondo condotto di uscita (7’, 7” , 7’”), e di mezzi di intercettazione (2’, 2”, 2’”, 3’ ,3” , 3’”, 40”, 40”’) atti a intercettare flusso di fluido, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione (2’, 2”, 2’”, 3’, 3”, 3’”, 40”, 40’”) comprendono almeno due dispositivi di intercettazione (2’, 2”, 2”’, 3’, 3”, 3”’, 40”, 40”’) atti a influenzare flusso di fluido in detto secondo condotto di uscita (7’, 7”, 7”’).
  2. 2. Dispositivo idraulico (1' , 1”, 1”') secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione (2’, 2”, 2”’, 3’, 3”, 3”’, 40”, 40”’) sono atti ad assumere almeno una prima, una seconda ed un terza configurazioni operative, detta prima configurazione operativa essendo tale da impedire flusso di fluido da detto condotto di ingresso (6’, 6”, 6”’) a detto secondo condotto di uscita (7’, 7”, 7”’), detta seconda configurazione operativa essendo tale da consentire flusso di fluido di una prima entità da detto condotto di ingresso (6’, 6”, 6”’) a detto secondo condotto di uscita (7’, 7”, 7”’), detta terza configurazione operativa essendo tale da consentire flusso di fluido di una seconda entità da detto condotto di ingresso (6’, 6”, 6”’) a detto secondo condotto di uscita (7’, 7”, 7” ’).
  3. 3. Dispositivo idraulico (1' , 1”, 1”' ) secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detta prima entità è inferiore a detta seconda entità.
  4. 4. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzato dal fatto che detta prima entità e/o detta seconda entità sono regolabili.
  5. 5. Dispositivo idraulico (1 ’, 1”, 1 ’”) secondo una delle rivendicazioni da 2 a 4, in cui detta prima configurazione operativa corrisponde ad uno stato operativo d’impianto.
  6. 6. Dispositivo idraulico (1', 1”, 1”’) secondo una delle rivendicazioni da 2 a 5, in cui detta seconda configurazione operativa corrisponde ad una operazione di rabbocco d’impianto.
  7. 7. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni da 2 a 6, in cui detta terza configurazione operativa corrisponde ad una operazione di carico d’impianto.
  8. 8. Dispositivo idraulico (1’, 1”, 1 ”’) secondo una delle rivendicazioni da 1 a 7, caratterizzato dal fatto che detto secondo condotto di uscita (7’, 7”, 7”’) comprende un condotto di by-pass (9’, 9”, 9”’) ed un condotto principale (1 1, 11”, 11 ’”) collegati in parallelo tra loro.
  9. 9. Dispositivo idraulico (1’, 1”, 1”’) secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno un primo dispositivo di intercettazione (3’, 3”, 3”’) atto ad intercettare fluido in particolare in detto condotto di by-pass (9’, 9”, 9”’).
  10. 10. Dispositivo idraulico (1 ’, 1”, 1 ”’) secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che detto primo dispositivo di intercettazione (3’, 3”, 3”’) è atto a controllare o regolare flusso di fluido in detto condotto di by-pass (9’, 9”, 9”’).
  11. 11. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detto primo dispositivo di intercettazione (3’, 3”, 3’”) comprende un rubinetto ad azionamento manuale.
  12. 12. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni da 8 a 11, caratterizzato dal fatto che detto condotto di by-pass (9’, 9”, 9’”) è atto ad essere usato per operazioni di carico d’impianto.
  13. 13. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno un secondo dispositivo di intercettazione (2’, 2”, 2’”) atto ad intercettare in fluido in particolare in detto condotto principale ( 11 ’ , 11”, 11”).
  14. 14. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che detto secondo dispositivo di intercettazione (2’, 2”, 2’”) è atto a controllare o regolare flusso di fluido in detto condotto principale (11, 11”, 11 ’”).
  15. 15. Dispositivo idraulico (1’, 1”, 1”’) secondo la rivendicazione 13 o 14, caratterizzato dal fatto che detto secondo dispositivo di intercettazione (2’, 2”, 2”’) è atto ad essere comandato o controllato da almeno un segnale elettrico.
  16. 16. Dispositivo idraulico (1 ’, 1”, 1 ”’) secondo la rivendicazione 15, caratterizzato dal fatto che detto secondo dispositivo di intercettazione (2’, 2”, 2”’) comprende una elettrovalvola a comando elettromagnetico o elettrotermico ad intercettazione diretta o servoassistita.
  17. 17. Dispositivo idraulico (1 ’, 1”, 1 ”’) secondo una delle rivendicazioni da 13 a 16, caratterizzato dal fatto che detto condotto principale (11 ’, 11”, 11”) è atto ad essere usato per operazioni di rabbocco d’impianto.
  18. 18. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni da 1 a 17, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno un terzo dispositivo di intercettazione (40”, 40’”) atto ad influenzare flusso di fluido in detto secondo condotto di uscita (7’, 7”, 7’”).
  19. 19. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una della rivendicazioni da 13 a 17 e secondo la rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che detto secondo dispositivo di intercettazione (2’, 2”, 2’”) e detto terzo dispositivo di intercettazione (40”, 40’”) sono posti in serie rispetto al flusso di fluido in detto condotto principale (11, 11”, 11”).
  20. 20. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 18 o 19, caratterizzato dal fatto che detto terzo dispositivo di intercettazione (40”, 40”’) è atto a controllare o regolare flusso di fluido in detto condotto principale (11 ’, 11”, 11 ”’).
  21. 21. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 17 o 18 o 19 o 20, caratterizzato dal fatto che detto terzo dispositivo di intercettazione (40”, 40”’) è atto ad essere comandato o controllato da almeno un segnale elettrico.
  22. 22. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 21, caratterizzato dal fatto che detto terzo dispositivo di intercettazione (40”, 40”’) comprende una elettrovalvola a comando elettromagnetico o elettrotermico, in particolare ad intercettazione diretta o servoassistita.
  23. 23. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni da 1 a 22, caratterizzato dal fatto che detto corpo (4’, 4”, 4”’) presenta due sedi (4’a, 4’c, 4”a, 4”c, 4”’a, 4”’c 4””a) atte ad alloggiare almeno in parte rispettivamente detti due dispositivi di intercettazione (2’, 2”, 2”’, 3’, 3”, 3’”, 40”, 40’”), in particolare detto secondo dispositivo di intercettazione (2’”) e detto terzo dispositivo di intercettazione (40”’), dette sedi (4”’a, 4””a) essendo preferibilmente vicine o affiancate tra loro e/o preferibilmente trasversali, in particolare sostanzialmente ortogonali, rispetto a detto secondo condotto di uscita (7”’), in particolare a detto condotto principale (11”’).
  24. 24. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni da 1 a 23, caratterizzato dal fatto che detti due dispositivi di intercettazione (2’, 2”, 2”’, 3’, 3”, 3”’, 40”, 40”’), in particolare detto secondo dispositivo di intercettazione (2’, 2”, 2”’) e detto terzo dispositivo di intercettazione (40”, 40”’), comprendono mezzi di collegamento elettrico, preferibilmente connessi tra loro in modo tale che il loro comando o controllo avvenga indipendentemente o dipendentemente, in particolare attraverso rispettivi o medesimi segnali elettrici.
  25. 25. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto primo condotto di uscita (5’, 5”, 5”’) è in comunicazione diretta con detto condotto di ingresso (6’, 6”, 6” ’).
  26. 26. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere una valvola di non ritorno (50’, 50”) integrata o applicata o associata a detto secondo condotto di uscita (7’, 7”).
  27. 27. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato di comprende mezzi sensori (30’, , 60”, 60”’), in particolare almeno un misuratore di flusso o temperatura o pressione atto a generare direttamente o indirettamente un corrispondente segnale elettrico di misura.
  28. 28. Dispositivo idraulico (1’, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 27, caratterizzato dal fatto che almeno un primo sensore (30’) è integrato o applicato o associato a detto condotto di ingresso (6’) o a detto primo condotto di uscita (5’).
  29. 29. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 28, caratterizzato dal fatto che detto primo sensore (30’) è un misuratore di flusso.
  30. 30. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 27 o 28 o 29, caratterizzato dal fatto che almeno un secondo sensore (60”, 60”’) è integrato o applicato o associato a detto secondo condotto di uscita (7”, 7”’).
  31. 31. Dispositivo idraulico (1, 1”, 1”) secondo la rivendicazione 30, caratterizzato dal fatto che detto secondo sensore (60”, 60”’) è un misuratore di pressione o di differenza di pressione.
  32. 32. Dispositivo idraulico (1”) secondo la rivendicazione 30 o 31, caratterizzato dal fatto che detto secondo sensore (60”’) comprende un primo elemento di misura di pressione (61 ”’) and un secondo elemento di misura di pressione (62”’).
  33. 33. Dispositivo idraulico (1”) secondo la rivendicazione 32, caratterizzato dal fatto che detto primo elemento di misura (61 ’”) è atto a misurare la pressione in corrispondenza di detto condotto di ingresso (6”’) e che detto secondo elemento di misura (62”’) è atto a misurare la pressione in corrispondenza di detto secondo condotto di uscita (7”’).
  34. 34. Dispositivo idraulico (1 ’”) secondo le rivendicazioni 8 e 33, caratterizzato dal fatto che detto primo elemento di misura (61 ”’) è associato almeno in parte a detto condotto di by-pass (9’”) ed è posto a monte di detto primo dispositivo di intercettazione (3’”).
  35. 35. Dispositivo idraulico (1”' ) secondo le rivendicazioni 8 e 33 oppure secondo la rivendicazione 34, caratterizzato dal fatto che detto secondo elemento di misura (62”’) è associato almeno in parte a detto condotto principale (11 ”’) ed è posto in corrispondenza di detto secondo condotto di uscita (7”’).
  36. 36. Dispositivo idraulico (1”' ) secondo la rivendicazione 8 e secondo una delle rivendicazioni da 30 a 35, caratterizzato dal fatto che detto secondo sensore (60”, 60”’) è trasversale, in particolare sostanzialmente ortogonale, rispetto a detto condotto principale (11”’), e preferibilmente anche rispetto a detto secondo dispositivo di intercettazione (2”’) e/o detto terzo dispositivo di intercettazione (40”’).
  37. 37. Dispositivo idraulico (1' , 1”, 1 ”’) secondo la rivendicazione 8 e secondo una delle rivendicazioni da 30 a 36, caratterizzato dal fatto che detto secondo sensore (60”, 60”’) è posto a monte o a valle di una valvola di non ritorno (50”) o unidirezionale.
  38. 38. Dispositivo idraulico (1' , 1”, 1”' ) secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di costituire un unico componente atto a consentire sia operazioni di carico d’impianto sia operazioni di rabbocco d’impianto.
  39. 39. Metodo per la gestione di un impianto idraulico, in particolare un impianto di riscaldamento di acqua, che prevede operazioni di carico d’impianto ed operazioni di rabbocco d’impianto caratterizzato dal fatto di fornire all’impianto un dispositivo idraulico (1, 1”, 1 ”’), preferibilmente in forma di un unico componente, atto a consentire sia operazioni di carico d’impianto sia operazioni di rabbocco d’impianto
  40. 40. Metodo secondo la rivendicazione 39, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo idraulico (1' , 1”, 1”' ) presenta le caratteristiche esposte in una o più delle rivendicazioni da 1 a 38.
  41. 41. Metodo secondo la rivendicazione 39 o 40, caratterizzato dal fatto che durante un’operazione di rabbocco d’impianto si fornisce all’impianto un flusso di fluido di una prima entità e durante un’operazione di carico d’impianto si fornisce all’impianto un flusso di fluido di una seconda entità.
  42. 42. Metodo secondo la rivendicazione 41, caratterizzato dal fatto che detta prima entità è inferiore a detta seconda entità.
  43. 43. Metodo secondo la rivendicazione 41 o 42, caratterizzato dal fatto che detta prima entità e/o detta seconda entità sono regolabili o controllate.
  44. 44. Metodo secondo una delle rivendicazioni da 41 a 43, caratterizzato dal fatto che detti flussi sono forniti all’impianto attraverso il medesimo condotto (7’, 7”, 7”’).
  45. 45. Metodo secondo una delle rivendicazioni da 39 a 44, caratterizzato dal fatto che le operazioni di rabbocco sono controllate o effettuate in modo automatico, preferibilmente sotto il controllo di una unità di controllo elettronica ed attraverso mezzi di intercettazione (2’, 2”, 2”’, 3’, 3”, 3 ’ ”, 40”, 40’ ”).
  46. 46. Metodo secondo la rivendicazione 45, caratterizzato dal fatto di rilevare la presenza e/o pressione di fluido in detto impianto o in una rete idrica collegata o associata a detto impianto, preferibilmente attraverso detta unità di controllo ed almeno un sensore (60”, 60’”).
  47. 47. Metodo secondo la rivendicazione 46, caratterizzato dal fatto che l’inizio e/o la fine di una operazione di rabbocco è legata a detta rilevazione di presenza e/o pressione di fluido in detto impianto o in una rete idrica collegata o associata a detto impianto.
  48. 48. Metodo secondo una delle rivendicazioni da 39 a 47, caratterizzato dal fatto che le operazioni di carico sono controllate o effettuate manualmente e/o automaticamente.
  49. 49. Metodo secondo una delle rivendicazioni da 39 a 48, caratterizzato dal monitorizzare la quantità del fluido che fluisce in detto impianto o in una rete idrica collegata o associata a detto impianto, in particolare attraverso un sensore di flusso (30’) ed una unità di controllo elettronica.
  50. 50. Metodo secondo una delle rivendicazioni da 39 a 49, caratterizzato dal monitorizzare la temperatura del fluido che fluisce in detto impianto o in una rete idrica collegata o associata a detto impianto, in particolare attraverso un sensore di temperatura ed una unità di controllo elettronica.
  51. 51. Metodo secondo la rivendicazione 49 o 50, caratterizzato dal fatto di scaldare il fluido di detto impianto in rapporto a detta quantità di fluido e/o detta temperatura di fluido, in particolare sotto il controllo di una unità di controllo elettronica.
  52. 52. Metodo secondo una delle rivendicazioni da 39 a 51, caratterizzato dal fatto che durante un’operazione di rabbocco d’impianto si fornisce all’impianto un flusso di fluido attraverso almeno due dispositivi di intercettazione (2”, 2”’, 40”, 40”’) collegati in serie tra loro.
  53. 53. Metodo secondo la rivendicazione 52, caratterizzato dal fatto di comandare o controllare detti due dispositivi di intercettazione (2”, 2”’, 40”, 40”’) contemporaneamente e/o alternativamente.
  54. 54. Metodo secondo la rivendicazione 52 o 53, caratterizzato dal fatto di prevedere una fase di verifica del corretto funzionamento di detti due dispositivi di intercettazione (2”, 2”’, 40”, 20”’).
  55. 55. Metodo secondo la rivendicazione 54, caratterizzato dal fatto che, durante detta fase di verifica, detti due dispositivi di intercettazione (2”, 2”’, 40”, 40”’) vengono comandati o controllati alternativamente e viene rilevata la pressione in almeno parte di detto impianto.
  56. 56. Metodo secondo la rivendicazione 55, caratterizzato dal fatto che, durante detta fase di verifica, dopo che detti due dispositivi di intercettazione (2”, 2”’, 40”, 40”’) sono stati comandati o controllati alternativamente, detti due dispositivi di intercettazione (2”, 2”’, 40”, 40”’) vengono comandati o controllati contemporaneamente e viene rilevata la pressione in detto impianto.
  57. 57. Metodo secondo la rivendicazione 55 o 56, caratterizzato dal fatto di generare o inviare un segnale, quale un allarme, in relazione all’esito di detta fase di verifica.
  58. 58. Apparecchiatura idraulica, in particolare per il riscaldamento di acqua, caratterizzata dal fatto di comprendere almeno un dispositivo idraulico secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 38.
  59. 59. Apparecchiatura idraulica secondo la rivendicazione 58, comprendente primi mezzi di accoppiamento idraulico ad primo circuito idraulico per acqua sanitaria e secondi mezzi di accoppiamento idraulico ad un secondo circuito idraulico per acqua di riscaldamento, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di accoppiamento sono collegati a detto dispositivo idraulico.
  60. 60. Apparecchiatura idraulica secondo la rivendicazione 59, caratterizzata dal fatto che detto primo condotto di uscita (5' 5”, 5’”) è collegato a detti primi mezzi di accoppiamento e detto secondo condotto di uscita (7’, 7”, 7’”) è collegato a detti secondi mezzi di accoppiamento.
  61. 61. Apparecchiatura idraulica secondo la rivendicazione 59 o 60, caratterizzata dal fatto che detto condotto di ingresso (6’, 6”, 6”’) è atto ad essere collegato o associato ad una tubatura della rete idrica.
  62. 62. Apparecchiatura idraulica secondo una delle rivendicazioni da 58 a 61, caratterizzata dal fatto di comprendere una unità di controllo elettronica elettricamente collegata a detti mezzi di intercettazione (2’, 2”, 2’”, 3’, 3”, 3”’, 40”, 40’”) per comandare o controllare la loro intercettazione e/o detti mezzi sensori (30’ „ 60”, 60”’) per rilevare o ricevere la loro misurazione.
  63. 63. Apparecchiatura idraulica secondo la rivendicazione 62, caratterizzata dal fatto che detta unità di controllo è atta a effettuare rabbocchi automatici e/o semiautomatici e/o manuali e ad effettuare carichi automatici e/o semiautomatici e/o manuali.
  64. 64. Apparecchiatura idraulica secondo la rivendicazione 63, caratterizzata dal fatto che detta unità di controllo è atta a effettuare diagnosi automatiche.
  65. 65. Apparecchiatura idraulica secondo una delle rivendicazioni da 58 a 64, caratterizzata dal fatto di essere atto a realizzare il metodo secondo una o più delle rivendicazioni da 39 a 57.
  66. 66. Impianto idraulico, in particolare per il riscaldamento di acqua, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno un dispositivo idraulico secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 38.
  67. 67. Impianto idraulico secondo la rivendicazione 66, comprendente un primo circuito idraulico per acqua sanitaria ed un secondo circuito idraulico per acqua di riscaldamento, caratterizzato dal fatto che detto circuiti idraulici sono collegati a detto dispositivo idraulico.
  68. 68. Impianto idraulico secondo la rivendicazione 67, caratterizzato dal fatto che detto primo condotto di uscita (5’, 5”, 5’”) è collegato a detto circuito idraulico per acqua sanitaria e detto secondo condotto di uscita (7’, 7”, 7”’) è collegato a detto circuito idraulico per acqua di riscaldamento.
  69. 69. Impianto idraulico secondo la rivendicazione 67 o 68, caratterizzato dal fatto che detto condotto di ingresso (6’, 6”, 6’”) è atto ad essere collegato o associato ad una tubatura della rete idrica.
  70. 70. Impianto idraulico secondo una delle rivendicazioni da 66 a 69, caratterizzato dal fatto di comprendere una unità di controllo elettronica elettricamente collegata a detti mezzi di intercettazione (2’, 2”, 2”’, 3’, 3”, 3’”, 40”, 40’”) per comandare o controllare la loro intercettazione e/o detti mezzi sensori (30’, 60”, 60’”) per rilevare o ricevere la loro misurazione.
  71. 71. Impianto idraulico secondo la rivendicazione 70, caratterizzato dal fatto che detta unità di controllo è atta a effettuare rabbocchi automatici e/o semiautomatici e/o manuali e ad effettuare carichi automatici e/o semiautomatici e/o manuali.
  72. 72. Impianto idraulico secondo la rivendicazione 71, caratterizzato dal fatto che detta unità di controllo è atta a effettuare diagnosi automatiche.
  73. 73. Impianto idraulico secondo una delle rivendicazioni da 66 a 72, caratterizzato dal fatto di comprendere una apparecchiatura idraulica secondo una o più delle rivendicazioni da 58 a 65.
  74. 74. Impianto idraulico secondo una delle rivendicazioni da 66 a 73, caratterizzato dal fatto di essere atto a realizzare il metodo secondo una o più delle rivendicazioni da 39 a 57.
  75. 75. Dispositivo idraulico, apparecchiatura idraulica, impianto idraulico e relativi metodi di funzionamento e di utilizzo sostanzialmente secondo quanto descritto ed illustrato che costituisce esempi di realizzazione preferiti della presente invenzione.
IT000177A 2006-03-09 2006-03-09 Dispositivo idraulico, apparecchiatura idraulica, impianto idraulico e metodo per il suo utilizzo ITTO20060177A1 (it)

Priority Applications (6)

Application Number Priority Date Filing Date Title
IT000177A ITTO20060177A1 (it) 2006-03-09 2006-03-09 Dispositivo idraulico, apparecchiatura idraulica, impianto idraulico e metodo per il suo utilizzo
ES07103489.6T ES2619158T3 (es) 2006-03-09 2007-03-05 Dispositivo hidráulico, aparato hidráulico, sistema hidráulico y procedimiento para su utilización
EP07103489.6A EP1832816B1 (en) 2006-03-09 2007-03-05 Hydraulic device, hydraulic appliance, hydraulic system and method for its use
DK07103489.6T DK1832816T3 (en) 2006-03-09 2007-03-05 Hydraulic device, hydraulic device, hydraulic system and method for using it
PL07103489T PL1832816T3 (pl) 2006-03-09 2007-03-05 Urządzenie hydrauliczne, narzędzie hydrauliczne i układ hydrauliczny oraz sposób jego zastosowania
PT71034896T PT1832816T (pt) 2006-03-09 2007-03-05 Dispositivo hidráulico, aparelho hidráulico, sistema hidráulico e processo de utilização

Applications Claiming Priority (1)

Application Number Priority Date Filing Date Title
IT000177A ITTO20060177A1 (it) 2006-03-09 2006-03-09 Dispositivo idraulico, apparecchiatura idraulica, impianto idraulico e metodo per il suo utilizzo

Publications (1)

Publication Number Publication Date
ITTO20060177A1 true ITTO20060177A1 (it) 2007-09-10

Family

ID=38117053

Family Applications (1)

Application Number Title Priority Date Filing Date
IT000177A ITTO20060177A1 (it) 2006-03-09 2006-03-09 Dispositivo idraulico, apparecchiatura idraulica, impianto idraulico e metodo per il suo utilizzo

Country Status (6)

Country Link
EP (1) EP1832816B1 (it)
DK (1) DK1832816T3 (it)
ES (1) ES2619158T3 (it)
IT (1) ITTO20060177A1 (it)
PL (1) PL1832816T3 (it)
PT (1) PT1832816T (it)

Families Citing this family (12)

* Cited by examiner, † Cited by third party
Publication number Priority date Publication date Assignee Title
US20090078218A1 (en) * 2007-09-26 2009-03-26 Bradford White Corporation Water heater having temperature control system with thermostatically controlled mixing device
ITTO20080036U1 (it) 2008-03-11 2009-09-12 Elbi Int Spa Gruppo disconnettore idraulico, in particolare per comandare il caricamento di acqua in un circuito idraulico di una caldaia
KR101639188B1 (ko) * 2014-11-19 2016-07-13 주식회사 경동나비엔 수배관 관로 일체형 체크밸브를 구비한 보일러
GB2551192B (en) * 2016-06-10 2019-10-16 Cook Bernard Automatic heating-system filling apparatus
EP3260795B1 (de) * 2016-06-20 2019-08-21 Bosch Termoteknik Isitma ve Kilma San. Tic. A.S. Heizgerätevorrichtung
CN106979612B (zh) * 2017-04-28 2022-12-20 广东万和热能科技有限公司 壁挂炉
NL2019988B1 (nl) * 2017-11-28 2019-06-05 Remeha B V Samenstel voor het op een werkdruk brengen en/of houden van een CV-leidingstelsel, een CV-ketel en een CV-installatie
DE102018222726A1 (de) * 2018-12-21 2020-06-25 Robert Bosch Gmbh Brenn- und/oder Heizanlagenvorrichtung
EP3693671B1 (en) * 2019-02-08 2023-06-21 Vaillant GmbH Filling system with thermal actuating device
IT202000013348A1 (it) * 2020-06-05 2021-12-05 Pietro Fiorentini Spa Metodo per controllare una valvola
GB2628111A (en) * 2023-03-13 2024-09-18 Stuart Turner Ltd Pressure fill device
GB2628110A (en) * 2023-03-13 2024-09-18 Stuart Turner Ltd Pressure fill device

Family Cites Families (3)

* Cited by examiner, † Cited by third party
Publication number Priority date Publication date Assignee Title
DE8219381U1 (de) * 1982-07-07 1982-08-26 August Beul, Armaturenfabrik und Metallgießerei, 5952 Attendorn Ventilblock fuer den anschluss von zusatzgeraeten zur aufbereitung des wassers einer hausversorgungsleitung
DE19511369A1 (de) * 1994-03-28 1995-10-05 Vaillant Joh Gmbh & Co Wasserheizanlage zur Bereitung von Brauch- und Heizwasser
US6021805A (en) * 1998-06-09 2000-02-08 Watts Investment Company Backflow preventer assembly

Also Published As

Publication number Publication date
DK1832816T3 (en) 2017-03-27
ES2619158T3 (es) 2017-06-23
EP1832816A3 (en) 2013-04-03
EP1832816B1 (en) 2016-12-28
PL1832816T3 (pl) 2017-07-31
EP1832816A2 (en) 2007-09-12
PT1832816T (pt) 2017-03-15

Similar Documents

Publication Publication Date Title
DK1832816T3 (en) Hydraulic device, hydraulic device, hydraulic system and method for using it
US9464414B2 (en) Household electronic mixing-valve device
KR101286486B1 (ko) 밸브 제어 시스템, 이를 이용한 비데 및 밸브 제어 방법
WO2011121140A1 (es) Dispositivo modular para el ahorro de agua
KR101040692B1 (ko) 차압정보를 이용한 비례유량조절시스템
ITMI20070936A1 (it) Sistema e gruppo di miscelazione per impianti sanitari con funzione di disinfezione ani-legionella
DK2818776T3 (en) The bypass valve
KR102261626B1 (ko) 온수 난방시스템 및 온수 난방시스템의 누수 검출방법
ITMI20100077U1 (it) Dispositivo per la distribuzione di acqua di riscaldamento
NL2015440B1 (en) Satellite for central heating or for teleheating with multifunction presettings.
ITBS20130028A1 (it) Apparato, gruppo e metodo per la miscelazione di acqua per impianti sanitari e per l¿esecuzione di una disinfezione anti-legionella
EP2980462B1 (en) Pressure management system
RU118007U1 (ru) Клапан трехходовой для подключения прибора водяного отопления
KR101609094B1 (ko) 온수 순환배관장치
ITMI20060773A1 (it) Circuito idraulico per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria ottenuti da una sorgente si acqua calda centralizzata
ITNA20080028A1 (it) Sistema di controllo della temperatura di distribuzione dell&#39;acqua calda sanitaria disinfettata dalla legionella con produzione centralizzata.
EP2679918B1 (en) A method for determining connections in a mixing valve, and a actuator therefor
US12481298B2 (en) Control system for one or more ablutionary devices
CN209762323U (zh) 壁挂炉出水阀
CN103017378A (zh) 一种太阳能节水装置
RU158563U1 (ru) Запорно-балансировочный клапан
DE102013020462A1 (de) Thermische Ablaufsicherung mit Temperaturerfassung am Wärmetauscherausgang und druckgeregelter Kaltwassernachspeisung
DE19528340A1 (de) Vorrichtung und Verfahren zur Steuerung einer Warmwasserversorgungsanlage zwecks Einsparung von Wasser und Energie
RU109881U1 (ru) Аварийная система отключения подачи теплоносителя для замкнутой системы отопления (варианты)
ITMI20100076U1 (it) Dispositivo per la distribuzione di acqua di riscaldamento