ITTO20060582A1 - Apparecchio elettrodomestico atto ad effettuare trattamenti di lavaggio su articoli - Google Patents
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Description
Descrizione dell'Invenzione Industriale dal titolo:
“APPARECCHIO ELETTRODOMESTICO ATTO AD EFFETTUARE TRATTAMENTI DI LAVAGGIO SU ARTICOLI”
RIASSUNTO
La presente invenzione riguarda un apparecchio elettrodomestico (1) atto ad effettuare trattamenti di lavaggio su articoli, in particolare capi tessili; esso comprende un cestello (3) girevole atto a contenere al suo interno (31) articoli da trattare e dotato di almeno un sportello (4,5) per il caricamento di articoli da trattare al suo interno (31), una porta (7) per accedere al cestello (3), e almeno un dispensatore (41,51) di agenti di lavaggio; il dispensatore (41,51) è applicato allo o integrato nello sportello (4,5).
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un apparecchio elettrodomestico atto ad effettuare trattamenti di lavaggio su articoli, in particolare capi tessili, secondo il preambolo della rivendicazione 1.
Un tale apparecchio elettrodomestico comprende un cestello girevole atto a contenere al suo interno articoli da trattare e dotato di almeno uno sportello per il caricamento di articoli da trattare al suo interno, una porta per accedere al cestello, e almeno un dispensatore di agenti di lavaggio; in genere, il cestello ha forma sostanzialmente cilindrica e ruota intorno ad un asse sostanzialmente orizzontale all’interno di una vasca anch’essa sostanzialmente cilindrica.
Un tale apparecchio elettrodomestico è noto ad esempio dalla domanda di brevetto EP0628651; si tratta di una lavatrice a carica dall’alto. In questo caso, il dispensatore è applicato al lato inferiore della porta; per lo scarico totale dell’agente di lavaggio è necessaria un’azione idraulica all’interno del dispensatore che può essere ottenuta, secondo tale domanda di brevetto, o da uno specifico circuito idraulico e/o dalla rotazione del cestello, in particolare dall’acqua contenuta nella vasca sollevata per azione della rotazione del cestello (in ciò possono contribuire anche le palmole del cestello).
In apparecchi elettrodomestici noti anteriori a questo, il dispensatore era ricavato in un cassetto del mobile dell’apparecchio ed uno specifico circuito idraulico permetteva di scaricare l’agente di lavaggio.
Scopo della presente invenzione è quella di trovare una soluzione per il dispensatore alternativa a quelle note, in particolare che fornisca una erogazione dell’agente di lavaggio efficace e completa senza richiedere uno specifico circuito idraulico; naturalmente, semplicità ed economicità sono ulteriori fattori importanti per la presente invenzione che si inquadra nel settore dell’elettronica di consumo.
Un ulteriore scopo della presente invenzione è quello di trovare una soluzione che consenta il caricamento degli agenti di lavaggio anche dopo che gli articoli da trattare sono già stati caricati nel cestello.
Tali ed altri scopi sono raggiunti dall’apparecchio elettrodomestico avente le caratteristiche esposte nelle rivendicazioni qui annesse che formano parte integrante della presente descrizione.
L’idea alla base della presente invenzione è quella di associare il dispensatore ad uno sportello del cestello dell’apparecchio elettrodomestico (e non all’eventuale porta o al eventuale oblò).
In tal modo, il dispensatore ruota assieme al cestello ed è quindi in grado di erogare l’agente di lavaggio direttamente nella vasca, in particolare all’interno del cestello dove sono posti gli articoli da trattare durante i cicli o le fasi di trattamento; pertanto, non è necessario alcun circuito idraulico per l’erogazione dell’agente di lavaggio.
Inoltre, il dispensatore viene a contatto con il liquido di lavaggio che si trova nella vasca durante i trattamenti di lavaggio; pertanto, non è necessario alcun circuito idraulico né per lo scarico totale dell’agente di lavaggio né per la pulizia del dispensatore e dei suoi componenti (in particolare le sue aperture). Vantaggiosamente si possono prevedere più dispensatori associati a, in particolare integrati in, uno o più degli sportelli del cestello,
Il dispensatore secondo la presente invenzione si presta particolarmente bene per essere associato ad un dispensatore di tipo a carica lunga o multipla.
Secondo un ulteriore aspetto la presente invenzione contempla anche un dispositivo erogatore atto ad essere azionato, in particolare chiuso ed aperto, per effetto della forza centrifuga generata dalla rotazione del cestello. Ciò è particolarmente vantaggioso per un dispensatore che ruota assieme al cestello in quanto è facile ed economico da realizzare.
La presente invenzione risulterà più chiara dalla descrizione che segue da considerare congiuntamente ai disegni qui annessi in cui:
Fig.1 mostra una vista molto schematica laterale in sezione di un apparecchio elettrodomestico secondo la presente invenzione,
Fig.2 mostra una vista molto schematica laterale in sezione di un dettaglio dell’apparecchio elettrodomestico di Fig.1 relativo agli sportelli del cestello, e
Fig.3 mostrano un dispositivo di erogazione utilizzabile in un dispensatore secondo la presente invenzione in due differenti condizioni operative. Sia tale descrizione sia tali disegni sono da considerare solo a fini esplicativi e quindi non limitativi.
In Fig.1 è mostrata una lavatrice a carica dall’alto che costituisce un esempio di realizzazione della presente invenzione; la presente invenzione non è tuttavia limitata a tale tipo di apparecchio elettrodomestico, ma trova applicazione anche ad esempio su lavasciuga a carica dall’alto.
In Fig.1, l’apparecchio elettrodomestico è indicato nel suo insieme con il riferimento numerico 1.
Esso comprende una vasca 2, sostanzialmente cilindrica, dotata di una apertura 21 di accesso situata nella zona superiore dell’apparecchio 1; l’apertura 21 è chiusa mediante una porta 7 che tipicamente la chiude in modo ermetico; la porta 7 è di forma rettangolare ed è incernierata ad un lato estremo in modo tale da poter ruotare attorno ad un asse sostanzialmente orizzontale (si veda la croce e la freccia in figura). E’ da notare che al di sotto della porta 7 potrebbe anche essere predisposta ad esempio una saracinesca a chiusura ermetica; in questo caso, la porta 7 potrebbe non essere a chiusura ermetica.
All’interno della vasca 2 è posto un cestello 3, sostanzialmente cilindrico, che può ruotare attorno ad un asse 30 sostanzialmente orizzontale (si veda la croce in figura). Come noto, il cestello 30 è fatto ruotare durante i trattamenti degli articoli, ad esempio “prelavaggio”, “lavaggio”, “risciacquo”, “centrifuga”, “asciugatura”. Come noto, il cestello presenta all’interno una cavità 31 dove vengono posti e vengono contenuti gli articoli da trattare. All’interno del cestello 3 sono situate delle “palmole” che hanno la funzione di trascinare e/o sollevare gli articoli durante i trattamenti degli articoli; vi sono tre palmole 6A, 6B e 6C che hanno la medesima conformazione ed una palmola (costituita dagli elementi 41 e 51) di conformazione diversa perché realizzata mediante un dispensatore come risulterà più chiaro nel seguito. In particolare la palmola 6A è più grande e/o più pesante delle palmole 6B e 6C perché svolge la funzione di palmola di compensazione, che è atta a bilanciare il peso della palmola costituita dagli elementi 41 e 51 ed a far sì che il baricentro del sistema delle palmole vada a trovarsi sull’asse 30.
Il cestello 3 è dotato di due sportelli 4 e 5 (tra loro abbinati) per il caricamento di articoli da trattare al suo interno attraverso una corrispondente apertura del cestello 3; gli sportelli 4 e 5 sono incernierati a due rispettivi lati estremi tra loro opposti su due corrispondenti lati opposti della apertura del cestello 3 (si noti la cerniera 40 dello sportello 4 e la cerniera 50 dello sportello 5) per consentirne l’apertura e la chiusura; i loro rispettivi lati vicini sono atti a combaciare quando i due sportelli 4 e 5 sono chiusi (ossia quando è chiusa l’apertura del cestello 3); sono previsti mezzi noti per agganciare tra loro gli sportelli 4 e 5. In Fig.1 è mostrato con linea tratteggiata il percorso dei sopra menzionati lati estremi degli sportelli 4 e 5 quando questi vengono aperti in corrispondenza della apertura 21 di accesso della vasca 2.
Un primo dispensatore 41 dotato di una sua cavità interna per un primo agente di lavaggio è associato, in particolare integrato, allo sportello 4; tale agente di lavaggio può essere ad esempio un detersivo di vario tipo (anche candeggina) o un ammorbidente di vario tipo.
Un secondo dispensatore 51 dotato di una sua cavità interna per un secondo agente di lavaggio è associato, in particolare integrato, allo sportello 5; tale agente di lavaggio può essere ad esempio un detersivo di vario tipo (anche candeggina) o un ammorbidente di vario tipo.
Come si può notare lo sportello 4 è più piccolo dello sportello 5; pertanto, tipicamente, il dispensatore 41 è atto ad essere utilizzato per un agente di lavaggio che è richiesto in piccola quantità (ad esempio per 100-150 ml di un ammorbidente) mentre il dispensatore 51 è atto ad essere utilizzato per un agente di lavaggio che è richiesto in grande quantità (ad esempio 200-250 ml di un detersivo); ad esempio il rapporto tra queste quantità potrebbe essere compreso tra circa 1,5 e circa 2,0. Il rapporto tra le dimensioni degli sportelli non implica necessariamente il medesimo rapporto tra le capacità delle loro cavità interne in termini di quantità di agente di lavaggio; ciò che conta è il rapporto tra i volumi utili delle cavità interne.
La palmola 6A è più pesante delle altre due per controbilanciare il peso del cestello 3 nella zona degli sportelli 4 e 5 che è maggiorato a causa della presenza sia degli sportelli 4 e 5, sia dei loro mezzi di aggancio, sia delle cerniere 40 e 50, sia dei dispensatori 41 e 51. Per quanto riguarda gli agenti di lavaggio nelle cavità interne dei dispensatori 41 e 51, è bene tenere conto che non sempre vengono utilizzati (ad esempio l’ammorbidente) e che durante un ciclo di trattamento, ad esempio composto da “lavaggio”, “risciacquo” e “centrifuga”, vengono in genere erogati in momenti diversi; tipicamente durante la “centrifuga” finale (il trattamento più critico per quanto riguarda lo sbilanciamento del cestello perché contraddistinto dalla massima velocità di rotazione del cestello) non è rimasto alcun agente di lavaggio da erogare; occorre quindi adottare una soluzione di compromesso che sia adatta alla varie condizioni di funzionamento dell’apparecchio elettrodomestico.
In Fig.1, è anche mostrato il sistema elettronico dell’apparecchio elettrodomestico con il relativo pannello di controllo come una scatola 8 che, nell’esempio, sporge superiormente ed è posta sul retro a fianco della porta 7. In Fig.2, i due sportelli 4 e 5 con i loro rispettivi dispensatori 41 e 51 sono mostrati in maggior dettaglio; questi sono mostrati sia in posizione di chiusura (orizzontali in figura) sia in posizione di apertura (verticali in figura), naturalmente a cestello 3 fermo e con l’apertura del cestello 3 in corrispondenza della apertura 21 della vasca 2.
I dispensatori 41 e 51 sono integrati rispettivamente sul lato interno degli sportelli 4 e 5 e sono situati in modo tale da sporgere verso l’interno 31 del cestello 3 e conformati in modo tale da fungere quando chiusi da elemento di trascinamento e/o sollevamento degli articoli da trattare, ossia da “palmola”. E’ possibile, anche se meno vantaggioso, che siano situati in modo tale da sporgere verso l’esterno del cestello 3; in tal caso, non possono fungere da palmola. Naturalmente, si può prevedere sporgenza in parte verso l’interno ed in parte verso l’esterno.
Entrambi i dispensatore 41 e 51 comprendono una cavità interna (non mostrata nelle figure) atta a contenere un agente di lavaggio ed una apertura per caricare (manualmente) l’agente di lavaggio nella cavità.
Il dispensatore 51 è dotato di una apertura 52 in corrispondenza del bordo dello sportello 5 (in particolare il bordo opposto alla cerniera 50); nell’esempio di Fig.2, tale apertura corrisponde ad un intero lato del dispensatore ed è dotata di una griglia. Quando lo sportello è in posizione verticale (o molto inclinata) è possibile caricare ad esempio detersivo nella cavità interna del dispensatore 51 attraverso la griglia senza che questo fuoriesca; quando si chiude lo sportello 5, l’apertura 52 viene chiusa dal bordo dell’altro sportello 4 creando un ostacolo alla libera fuoriuscita del detersivo (in ogni caso il detersivo cade almeno in parte sugli articoli da trattare). Nel caso in cui l’apertura del cestello 3 sia dotata di un solo sportello 5, l’apertura 52 potrebbe essere chiusa da un bordo dell’apertura del cestello stesso. Tale dispensatore 51 può anche essere dotato, sulla sua superficie esterna, di una foratura o di una griglia ausiliaria 53, che serve a facilitare l’ingresso del liquido di lavaggio nella cavità interna del dispensatore 51 e di conseguenza anche l’erogazione dell’agente di lavaggio nella vasca 2.
Nell’esempio di Fig.2, il bordo dello sportello 4 (che è anche bordo del dispensatore 41) è quasi perfettamente coniugato al bordo dello sportello 5 (che è anche bordo del dispensatore 51); in tal modo, non vi è il rischio che gli articoli da trattare si inseriscano tra i due bordi e rimangano ivi incastrati o agganciati e il liquido di lavaggio può inserirsi tra i due bordi e disciogliere l’agente di lavaggio (ad esempio un detersivo liquido o in polvere) posto nella cavità interna del dispensatore 51. L’agente di lavaggio finisce direttamente nella vasca 2 e quindi anche nella cavità 31 del cestello 3 dove sono contenuti gli articoli da trattare poiché il cestello 3 presenta aperture (forellini) in genere nelle sue pareti laterali.
Il dispensatore 51 può quindi erogare, in particolare rilasciare, l’agente di lavaggio; in questo caso, l’apertura 52 atta a caricare l’agente di lavaggio è anche atta a erogare l’agente di lavaggio.
Il dispensatore 41 è dotato di una apertura 42 in corrispondenza del bordo dello sportello 5 (in particolare il bordo opposto alla cerniera 40); nell’esempio di Fig.2, tale apertura è dotata di mezzi di apertura/chiusura manuale, ad esempio un tappo a vite o a baionette oppure una valvola di non ritorno; si può notare nella figura che l’apertura 42 è ricavata in un recesso del bordo per evitare il rischio che gli articoli da trattare restino impigliati in particolare al tappo. Quando lo sportello è in posizione verticale (o molto inclinata) è possibile caricare ad esempio ammorbidente nella cavità interna del dispensatore 41 attraverso l’apertura 42; prima di chiudere lo sportello 4, l’apertura 42 viene chiusa mediante i suoi mezzi di chiusura/apertura e l’ammorbidente non può quindi fuoriuscire.
Nel caso del dispensatore 41, sono naturalmente previsti dei mezzi atti ad erogare (rilasciare o dosare) l’agente di lavaggio contenuto nella sua cavità interna, ossia un dispositivo di erogazione 43, in particolare una valvola. Nel caso dell’esempio di Fig.2, il dispositivo 43 è posto sul lato esterno del dispensatore 41 (ossia sul lato esterno dello sportello 4) e rilascia l’agente di lavaggio direttamente nella vasca 2 e quindi anche nella cavità 31 del cestello 3 dove sono contenuti gli articoli da trattare poiché il cestello 3 presenta aperture (forellini) in genere nelle sue pareti laterali. Alternativamente, il dispositivo 43 è posto sul lato interno del dispensatore 41 è rilascia l’agente di lavaggio direttamente nella cavità 31 del cestello 3 dove sono contenuti gli articoli da trattare. La prima alternativa è preferibile rispetto alla seconda alternativa poiché il dispositivo 43 non può venire a contatto con gli articoli da trattare, in particolare i capi tessili, durante il ciclo o le fasi di trattamento e quindi non può provocare danneggiamenti agli articoli. In ogni caso è vantaggioso che il dispositivo 43 non sporga rispetto alla superficie del cestello 3.
Da quanto detto si comprende che durante un ciclo di trattamento nella vasca 2 viene a trovarsi liquido (di lavaggio o di risciacquo) almeno sul fondo durante una o più fasi di trattamento e quindi i dispensatori 41 e 51 (così come i loro componenti) vengono “lavati” ed in tal modo tenuti puliti.
Nell’esempio di Fig.2, sono previsti due dispensatori 41 e 51 associati ai, in particolare integrati rispettivamente nei, due sportelli 4 e 5 del cestello 3. E’ anche possibile che più dispensatori siano associati al medesimo sportello e magari integrati tra loro nonché allo sportello.
Vale la pena di fare alcune considerazioni sul dispositivo 43 di erogazione. Tale dispositivo di erogazione 43 deve essere tale da aprirsi e quindi permettere l’erogazione (rilascio o dosaggio) dell’agente di lavaggio in momenti ben precisi di un ciclo di lavaggio; ad esempio, se il dispensatore 41 è atto ad essere utilizzato per il detersivo di prelavaggio la sua apertura deve avvenire poco prima o poco dopo l’inizio di tale trattamento, se il dispensatore 41 è atto ad essere utilizzato per il detersivo di lavaggio la sua apertura deve avvenire poco prima o poco dopo l’inizio di tale trattamento, se il dispensatore 41 è atto ad essere utilizzato per l’ammorbidente la sua apertura deve avvenire poco prima o poco dopo l’inizio del trattamento di risciacquo.
L’apertura del dispositivo 43 può avvenire per effetto di forza centrifuga (tipicamente che agisce sul dispositivo 43) e/o di temperatura (tipicamente alla quale si trova il dispositivo 43) e/o di campi elettrici e/o magnetici (tipicamente che investono il dispositivo 43) e/o di segnali elettrici (tipicamente ricevuti dal dispositivo 43).
Fig.3 mostra un esempio di realizzazione particolarmente vantaggioso di un dispositivo di erogazione 43 utilizzabile in un dispensatore secondo la presente invenzione, ad esempio il dispensatore 41 di Fig.2, in due differenti condizioni operative; Fig.3A corrisponde alla condizione di chiusura del dispositivo di erogazione, vale a dire quando non vi è passaggio di agente di lavaggio e quindi nessuna erogazione; Fig.3B corrisponde alla condizione di apertura del dispositivo di erogazione, vale a dire quando vi è passaggio di agente di lavaggio e quindi erogazione. L’apertura del dispositivo 43 può avvenire per effetto di forza centrifuga, indicata con F in Fig.3B.
Nelle Fig.3, con 411 si indica la parete del dispensatore 41 rivolta verso l’esterno 31 del cestello che, nel caso di Fig.2, corrisponde alla parete esterna dello sportello 4. Su tale parete è integrato il dispositivo 43; in alternativa il dispositivo di erogazione potrebbe essere montato su tale parete. Come già menzionato, il dispositivo di erogazione potrebbe essere situato sulla parete del dispensatore 41 rivolta verso l’interno del cestello 3; in questo caso, la configurazione del dispositivo di erogazione deve essere invertita.
Il dispositivo 43 comprende almeno un ingresso 431 (ad esempio in Fig.3 un foro relativamente grosso) ed almeno una uscita 432 (ad esempio in Fig.3 una pluralità di fori relativamente piccoli); è prevista inoltre una massa 430 sulla quale agisce un elemento elastico 433 (ad esempio in Fig.3 una molla elicoidale) per tenere chiuso l’ingresso 431.
Sulla massa 430 agisce la forza centrifuga quando il cestello 3 (nella direzione indicata in Fig.3B) è in rotazione.
Se la forza centrifuga ( mω²r , come noto) è inferiore alla forza elastica ( kx , come noto) esercitata dall’elemento 433, la massa 430 tiene chiuso l’ingresso 431 e non vi è passaggio di agente di lavaggio dalla cavità del dispensatore 41 attraverso l’ingresso 431 e l’uscita 432 alla cavità 31.
Se la forza centrifuga ( mω²r , come noto) è superiore alla forza elastica ( kx , come noto) esercitata dall’elemento 433, la massa 430 apre l’ingresso 431 e vi è passaggio di agente di lavaggio dalla cavità del dispensatore 41 attraverso l’ingresso 431 e l’uscita 432 alla cavità 31.
Quindi l’apertura del dispositivo 43 di Fig.3 dipende dalla massa m dell’elemento 430, dalla costante elastica k del elemento 433, dalla compressione x del elemento 433, dalla velocità angolare di rotazione ω del cestello 3 (e quindi del dispensatore 41 e del dispositivo 43) e dalla distanza r del dispositivo 43 dal centro del cestello 3.
Se nell’apparecchio elettrodomestico secondo la presente invenzione sono previsti due o tre dispensatori (per due o tre agenti di lavaggio) con un dispositivo di erogazione simile a quello di Fig.3 è possibile ottenere erogazione differenziata (tipicamente in tempi diversi e distinti) in modo piuttosto semplice dimensionando in modo differente e/o tarando in modo differente i tre dispositivi di erogazione. Una prima possibilità è quella di usare tre masse 430 uguali e tre differenti tarature delle molle 433; una seconda possibilità è quella di usare tre masse 430 differenti e tre molle 433 uguali e ugualmente tarate; una terza possibilità è quella di usare tre masse 430 uguali e tre molle 433 differenti; come si comprende da quanto detto, vi sono poi altre possibilità secondo cui si agisce su più parametri contemporaneamente, ad esempio usando tre masse 430 differenti e tre molle 433 differenti.
L’apertura di un dispositivo di erogazione del tipo mostrato in Fig.3 può essere provocata non solo dalle condizioni naturali di una fase di trattamento, ma anche da condizioni particolari realizzate dall’apparecchio elettrodomestico prima dell’inizio di una fase di trattamento. Si supponga, ad esempio, di predisporre una apparecchio elettrodomestico secondo la presente invenzione comprendente tre dispensatori dotati di tre corrispondenti dispositivi di erogazione; un primo per il detersivo, un secondo per la candeggina ed un terzo per l’ammorbidente; si supponga di predisporre il primo dispositivo di erogazione che si apra quando il cestello gira a 100 giri/minuto, il secondo dispositivo di erogazione che si apra quando il cestello gira a 200 giri/minuto, il terzo dispositivo di erogazione che si apra quando il cestello giri a 300 giri/minuto. Naturalmente, a bassa velocità (nell’esempio di prima al di sotto di 100 giri/minuto) tutti e tre i dispositivi di erogazione sono chiusi; pertanto, al termine di un ciclo di trattamento, i dispensatori possono essere caricati con agente di lavaggio senza il rischio di fuoriuscite perché i dispositivi di erogazione sono chiusi.
In questo caso, prima del trattamento di lavaggio si potrà prevedere una prima breve fase di rotazione del cestello ad esempio a 140-160 giri/minuto (superiore a 100 ed intermedia tra 100 e 200) in modo tale da provocare il rilascio del detersivo, prima del trattamento di candeggio si potrà prevedere una seconda breve fase di rotazione del cestello ad esempio a 240-260 giri/minuto (superiore a 200 ed intermedia tra 200 e 300) in modo tale da provocare il rilascio della candeggina, prima del trattamento di risciacquo si potrà prevedere una terza breve fase di rotazione del cestello ad esempio a 340-360 giri/minuto (superiore a 300) in modo tale da provocare il rilascio dell’ammorbidente. Durante la prima breve fase si è certi che vi sia il rilascio solo del detersivo perché solo il primo dispositivo è in grado di aprirsi a tale velocità; durante la seconda breve fase si è certi che vi sia il rilascio solo della candeggina perché sia il primo sia il secondo dispositivi sono in grado di aprirsi a tale velocità, ma il primo dispensatore è vuoto; durante la terza breve fase si è certi che vi sia il rilascio solo dell’ammorbidente perché sia il primo sia il secondo sia il terzo dispositivi sono in grado di aprirsi a tale velocità, ma il primo ed il secondo dispensatori sono vuoti. Tale apertura controllata dei dispositivi di erogazione è ottenuta grazie ad un opportuno controllo effettuato sul motore dell’apparecchio elettrodomestico attraverso il sistema elettronico di controllo.
Vale la pena di fare notare che, nell’esempio di cui sopra, per il detersivo, si sarebbe anche potuto utilizzare un dispensatore senza dispositivo di erogazione come il dispensatore 41 di Fig.2.
Il dispensatore secondo la presente invenzione, vale a dire associato allo sportello del cestello, può essere vantaggiosamente abbinato in un apparecchio elettrodomestico di lavaggio ad un dispensatore di tipo a carica lunga o multipla. Ad esempio, il detersivo può essere caricato nel dispositivo a carica lunga o multipla ed essere dosato durante le fasi di lavaggio, mentre il candeggiante e/o l’ammorbidente possono essere caricati in uno o due dispositivi associati ad uno o due sportelli del cestello.
La presente invenzione è stata descritta con riferimento a un particolare esempio di realizzazione, ma è chiaro che numerose varianti della presente invenzione sono possibili alla luce delle conoscenze degli esperti del settore e che dette varianti ricadono tutte all’interno dell’ambito definito dalle rivendicazioni qui annesse.
Claims (17)
- RIVENDICAZIONI 1. Apparecchio elettrodomestico (1) atto ad effettuare trattamenti di lavaggio su articoli, in particolare capi tessili, comprendente: - un cestello (3) girevole atto a contenere al suo interno (31) articoli da trattare e dotato di almeno un sportello (4,5) per il caricamento di articoli da trattare al suo interno (31), - una porta (7) per accedere a detto cestello (3), e - almeno un dispensatore (41,51) di agenti di lavaggio, caratterizzato dal fatto che detto dispensatore (41,51) è applicato a o integrato in detto sportello (4,5).
- 2. Apparecchio (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detto dispensatore (41,51) sporge verso l’interno (31) del cestello (3).
- 3. Apparecchio secondo la rivendicazione 2, in cui detto dispensatore (41,51) è atto a fungere anche da elemento di trascinamento e/o sollevamento di articoli da trattare.
- 4. Apparecchio secondo la rivendicazione 1 o 2 o 3, in cui detto dispensatore (41,51) comprende una cavità interna atta a contenere un agente di lavaggio ed una apertura (42,52) per caricare un agente di lavaggio in detta cavità.
- 5. Apparecchio secondo la rivendicazione 4, in cui detta apertura (42) è dotata di mezzi di chiusura/apertura manuale.
- 6. Apparecchio secondo la rivendicazione 4, in cui il cestello (3) prevede una posizione di chiusura dello sportello (5), in particolare incernierato (50), ed è configurato in modo tale da chiudere almeno in parte l’apertura (52) del dispensatore (51) quando lo sportello (5) è in detta posizione di chiusura.
- 7. Apparecchio secondo una delle rivendicazioni da 4 a 6, in cui l’apertura (52) dello sportello (5) è situata in corrispondenza di un bordo dello sportello (5).
- 8. Apparecchio secondo una delle rivendicazioni da 4 a 7, in cui detta apertura (52) per caricare l’agente di lavaggio è atta a consentire anche l’erogazione dell’agente di lavaggio durante un ciclo o una fase di trattamento.
- 9. Apparecchio secondo una delle rivendicazioni da 4 a 8, in cui il dispensatore (41) comprende un dispositivo di erogazione (43) atto ad erogare l’agente di lavaggio contenuto in detta cavità durante un ciclo o una fase di trattamento.
- 10. Apparecchio secondo la rivendicazione 9, in cui detto dispositivo di erogazione (43) è una valvola atta ad aprirsi durante un ciclo o una fase di trattamento.
- 11. Apparecchio secondo la rivendicazione 10, in cui detto dispositivo di erogazione (43) è una valvola atta ad aprirsi per effetto di forza centrifuga e/o di temperatura e/o di campi elettrici e/o magnetici e/o di segnali elettrici.
- 12. Apparecchio secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui detto cestello è dotato di due sportelli (4,5), in particolare incernierati, abbinati ed in cui ciascuno di detti due sportelli (4,5) prevede un dispensatore (41,51) applicato o integrato.
- 13. Apparecchio secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui uno sportello prevede due o più dispensatori applicati o integrati.
- 14. Apparecchio secondo la rivendicazione 13, in cui detti due o più dispensatori sono integrati assieme.
- 15. Apparecchio secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno due dispensatori di agenti di lavaggio, ciascun dispensatore comprendendo un dispositivo di erogazione atto ad erogare l’agente di lavaggio, detti dispositivi di erogazione essendo atti ad effettuare erogazione in tempi diversi e distinti.
- 16. Apparecchio secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di essere una lavatrice oppure una lavasciuga a carica dall’alto.
- 17. Apparecchio elettrodomestico secondo gli insegnamenti innovativi della presente descrizione e dei disegni annessi che si riferiscono a forme di realizzazioni preferite e vantaggiose.
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