ITTO20090355A1 - Puntale di un attacco da sci e ganasce indipendenti. - Google Patents

Puntale di un attacco da sci e ganasce indipendenti. Download PDF

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Description

Puntale di un attacco da sci a ganasce indipendenti
------
La presente invenzione riguarda il campo degli attacchi da sci ed in particolare riguarda un puntale di un attacco da sci a ganasce indipendenti.
E’ noto che gli sci, in particolare da sci alpino, sono dotati di attacchi di sicurezza atti a fissare in modo rigido uno scarpone da sci permettendone comunque lo sganciamento allorché una o più forze di torsione o rotazione intervengono tra lo scarpone da sci e l’attacco stesso.
Come illustrato in figura 1, i puntali 1 di tipo noto, fissati alla struttura dello sci 2 tramite l’interposizione opzionale di una piastra di rialzo dello scarpone da sci 3, permettono di ospitare una parte sporgente 3a di uno scarpone da sci 3, la quale si protende in direzione sostanzialmente parallela a quella individuata dalla suola dello scarpone 3 stesso.
La parte sporgente anteriore 3a dello scarpone da sci 3 à ̈ vincolata da una coppia di ganasce 4 le quali sono posizionate nella parte laterale posteriore 1a del puntale 1, ovvero verso quella parte che à ̈ rivolta verso la coda dello sci una volta che il puntale 1 vi à ̈ installato e fissato sopra.
Le ganasce 4, che sono disposte sul lato sinistro e destro del puntale 1, presentano una prima estremità libera 4a ed una seconda estremità 4b vincolata al puntale dell’attacco da sci, e sono dotate di una molla di regolazione della tensione, in modo tale che la loro apertura avvenga in funzione di un carico variabile ed imposto dal tensionamento della molla di regolazione stessa. Tale molla à ̈ tipicamente posizionata assialmente rispetto all’asse dello sci e viene regolata tramite una vite 5 posta anteriormente al puntale 1 stesso.
Le ganasce 4, prima di aprirsi verso l’esterno del puntale 1, rispettivamente sull’esterno dei lati rispettivamente destro e sinistro, debbono superare un punto morto e solo a seguito di tale superamento si aprono verso l’esterno.
Sostanzialmente, quindi, le ganasce del puntale 1 si aprono verso l’esterno dello stesso, protendendosi lateralmente e con lo svantaggio di un movimento pertanto non progressivo, che non permette l’ottimale distribuzione delle forze e l’ottimale facilità di sganciamento della parte sporgente 3a dello scarpone 3 al superamento del carico imposto dalla molla.
Inoltre i tradizionali puntali, tramite l’apposizione di una vite di regolazione della forza di apertura delle ganasce posizionata anteriormente, necessitano per forza di punti di rinvio in cui le forze di trazione o compressione delle ganasce si sviluppa trasversalmente rispetto alle ganasce stesse. A causa della inclinazione delle componenti di tali forze, spesso l’azione di apertura delle ganasce à ̈ poco progressiva.
Scopo della presente invenzione à ̈ descrivere un puntale di un attacco da sci a ganasce indipendenti il quale sia esente dagli inconvenienti sopra descritti. Secondo la presente innovazione viene realizzato un puntale di un attacco da sci a ganasce indipendenti come rivendicato nella prima rivendicazione.
L’invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- in figura 1 Ã ̈ illustrato una parte di attacco da sci di tipo noto;
- la figura 2 illustra una vista tridimensionale di un puntale di un attacco da sci a ganasce indipendenti secondo la presente invenzione;
- la figura 3 illustra una vista tridimensionale di parte del puntale di figura 2;
- la figura 4 illustra una sezione del puntale di figura 2;
- la figura 5 illustra una variante di parte del puntale secondo la presente invenzione;
- le figure 6, 7 illustrano una variante del puntale oggetto della presente invenzione; e
- la figura 8 illustra una ulteriore variante di parte del puntale secondo la presente invenzione. Con riferimento alla figura 2, con 10 Ã ̈ indicato nel suo complesso un puntale di un attacco da sci a ganasce indipendenti.
Il puntale 10 à ̈ destinato ad essere impiegato su sci da sci alpino o su sci destinati al telemark o allo sci alpinisimo fondo ed à ̈ accoppiato ad una talloniera di tipo noto (non illustrata), anch’essa parte dell’attacco da sci nel suo complesso.
Per comodità di descrizione ci si riferirà alla parte anteriore del puntale 10 come quella parte che à ̈ rivolta verso la punta dello sci, allorché esso vi à ̈ installato sopra.
Il puntale 10 permette il bloccaggio temporaneo di una parte anteriore sporgente 100 di uno scarpone da sci, in modo tale che essa vi rimanga vincolata fino al superamento di un carico predeterminato che sia rivolto trasversalmente rispetto ad un asse longitudinale X del puntale stesso, asse che si estende da una sua estremità rivolta verso la punta dello sci alla sua estremità rivolta verso la coda dello sci.
La temporaneità del bloccaggio deriva dal fatto che lo scarpone da sci può essere rilasciato dall’attacco da sci al termine dell’uso dello sci stesso. Inoltre, proprio per via del fatto che il puntale 10 permette il rilascio dello scarpone in condizioni di particolare sforzo, tale puntale à ̈ comunemente noto come facente parte dei puntali per gli attacchi di sicurezza, ai quali si contrappongono gli attacchi privi di dispositivi di rilascio del bloccaggio di uno scarpone al superamento di una o più soglie di carico.
L’asse longitudinale X del puntale 10, allorché esso à ̈ installato sullo sci, à ̈ parallelo all’asse di maggiore estensione dello sci stesso.
Il puntale 10 presenta una base 11, fissata al corpo dello sci (non illustrato) o ad una piastra di rialzo di uno scarpone (se eventualmente presente) ed una prima e seconda ganascia laterale 12a, 12b opposte e posizionate simmetricamente rispetto all’asse X.
In dettaglio il metodo di fissaggio del puntale 10 allo sci à ̈ funzione anche della struttura dello sci stesso. Tipicamente il puntale 10 à ̈ infatti avvitato sullo sci o sulla piastra di rialzo; tuttavia, in quegli sci dotati di guide (o “rails†) laterali di rinforzo, tale puntale può essere annegato e indissolubilmente legato al corpo dello sci stesso.
In dettaglio, la base 11 del puntale 10 presenta una parte anteriore 11a di maggiore spessore (pari ad un’altezza delle ganasce 12a, 12b), avente pianta sostanzialmente ellittica con delle pareti laterali 11b ortogonali all’asse X e parallele ad un asse Y verticale, ortogonale all’asse X.
La base 11 presenta inoltre una parte posteriore 11c, rivolta sostanzialmente verso la coda dello sci allorché il puntale 10 vi à ̈ montato sopra, la quale à ̈ sostanzialmente piana e presenta un piano superiore 11d sul quale poggia la parte anteriore dello scarpone da sci.
Come illustrato in figura 2, sia la prima che la seconda ganascia 12a, 12b presentano una prima estremità 13 anteriore ed una seconda estremità 14 posteriore; la prima estermità 13 possiede una parete di forma tale da raccordarsi con almeno parte della parete laterale, ovvero anch’essa sostanzialmente ellittica e parallela all’asse Y, e si rastremano a mano a mano che ci si protende verso la parte posteriore del puntale 10, verso cioà ̈ la seconda estremità 14; la seconda estremità 14 presenta invece una parete sostanzialmente verticale.
Come visibile nelle figure 2 e 3, nella estremità anteriore 13, ognuna delle due ganasce 12a, 12b presenta un incavo atto ad ospitare un rispettivo elemento di guida 15, il quale si protende ortogonalmente all’asse X ed all’asse Y e si sviluppa in modo tale da riprendere parte della forma incurvata delle pareti laterali 11b della parte anteriore 11a della base del puntale 10. Ognuno dei due elementi di guida 15 si estende per una lunghezza sufficiente a permettere un sicuro vincolo ed uno scorrimento della rispettiva ganascia.
Gli incavi nella parte anteriore 13 delle ganasce 12a, 12b presentano uno spazio sufficiente a permettere la fuoriuscita delle ganasce 12a, 12b stesse dall’elemento di guida 15 e sono inoltre dotati di mezzi di fondo corsa.
Giacché gli elementi di guida 15 debbono impedire il movimento delle ganasce 12a, 12b lungo l’asse Y, essi possiedono sezione tale da vincolare lo scorrimento delle ganasce stesse su di un piano perpendicolare all’asse Y.
Infatti, ognuno degli incavi delle due ganasce 12a, 12b si incastra nel rispettivo elemento di guida 15 potendo quindi scorrervi sopra e possiede pertanto una forma complementare a quella dell’elemento di guida stesso; vista la forma incurvata dell’elemento di guida 15, ognuna delle due ganasce 12a, 12b scorre e ruota in modo continuo e progressivo rispetto all’asse Y, allontanandosi dall’asse X verso rispettivamente un lato sinistro e destro del puntale 10 e spostandosi con un movimento, oltre che laterale, diretto verso la parte anteriore del puntale stesso.
La parte posteriore 14, la quale si protende a fianco della base 11 del puntale 10 delle ganasce 12a, 12b, presenta una foratura passante entro cui à ̈ posizionata una vite 20 di regolazione della forza di apertura.
La vite 20 permette quindi di regolare la quantità di forza ed il carico diretto, almeno per una sua componente, ortogonalmente all’asse X ed Y a seguito del quale la rispettiva ganascia 12a, 12b si apre verso l’esterno.
Ognuna delle due ganasce 12a, 12b presenta una propria vite 20 di regolazione della forza di apertura, in modo tale che anche la regolazione di tale forza sia indipendente tra la ganascia destra e sinistra e possa essere adattata – ad esempio – alla posizione, rispettivamente destra o sinistra, dello sci sul quale il puntale 10 viene montato.
Come visibile in figura 3, all’interno della base 11 à ̈ presente una foratura passante 21 che si estende ortogonalmente all’asse X ed Y, e che va dal lato sinistro al lato destro della stessa. Tale foratura 21 à ̈ posizionata in modo tale da affacciarsi alle forature passanti della parte posteriore 14 di ognuna delle due ganasce 12a, 12b allorché esse sono in posizione chiusa, ovvero in quella posizione in cui la parte posteriore à ̈ sostanzialmente in battuta con le pareti laterali della parte posteriore 11c della base 11.
La foratura passante 21, in corrispondenza di tali pareti laterali della parte posteriore della base 11, presenta una sezione ellittica allungata verso la parte anteriore del puntale 10 e che si stringe fino ad assumere una sezione sostanzialmente circolare in un intorno della metà larghezza della parte posteriore 11c. Un asse di tale sezione circolare deve essere coassiale con l’asse della foratura passante delle due ganasce 12a, 12b allorché in posizione chiusa.
Nella foratura passante 21 à ̈ posizionata una coppia di molle 30a, 30b, ognuna delle quali à ̈ rispettivamente posta in trazione dalla rispettiva vite 20 ed à ̈ vincolata all’interno della foratura passante 21 su di un perno posizionato in corrispondenza di uno dei due estremi.
La forma della foratura passante 21 à ̈ studiata in modo tale da permettere una ottimale distribuzione del carico sulle sue pareti durante l’apertura delle ganasce 12a, 12b. Infatti allorché le ganasce 12a, 12b si aprono, esse – come già detto – si portano verso la parte anteriore del puntale 10. Ognuna delle due viti 20, che trattiene un’estremità della rispettiva molla 30a, 30b, forza la molla stessa ad assumere una posizione curvilinea, in quanto l’estremità opposta risulta fissata all’interno della base 11. Pertanto, l’evoluzione della geometria della sezione della foratura passante 21 à ̈ tale da presentare – se osservata in una sezione in pianta – una curvatura avente concavità verso la parte anteriore del puntale 10 e di raggio e profilo tale da adattarsi all’incurvamento della molla stessa durante l’apertura della rispettiva ganascia 12a, 12b.
Sull’estremità posteriore della base 11, in corrispondenza delle pareti laterali, sono presenti degli elementi anti-shock 32, rivolti verso la rispettiva ganascia 12a, 12b, i quali si protendono sostanzialmente in una direzione parallela alla direzione individuata dalla curvatura della parete laterale 11b. Gli elementi anti-shock 32 permettono di attenuare la forza d’impatto delle ganasce 12a, 12b contro la base 11 ed in caso di forti impatti frontali dello sciatore evitano la rottura delle molle.
Infine, com’à ̈ possibile osservare in figura 4, la parte superiore di ognuna delle ganasce 12a, 12b, ovvero quella parte che – allorché il puntale 10 à ̈ installato sullo sci – si trova ad una quota massima rispetto ad esso, presenta un membro di ritenuta superiore 34a, 34b della parte anteriore sporgente 100 dello scarpone da sci. Tale membro di ritenuta superiore 34a, 34b, entra sostanzialmente in contatto con la parte superiore della parte anteriore sporgente 100 dello scarpone in corrispondenza di uno spallamento 35 rivolto verso l’asse Y e che si sviluppa lungo un piano parallelo all’asse X; gli spallamenti 35 dei membri di ritenuta superiore 34a, 34b, pertanto si “guardano†, ovvero sono rivolti l’uno verso l’altro.
I membri di ritenuta superiore 34a, 34b sono realizzati in un materiale cedevole, anche diverso rispetto a quello che à ̈ impiegato per la realizzazione ad esempio delle ganasce 12a, 12b o della base 11 del puntale; la durezza di tale materiale deve essere comunque tale da permettere lo sgancio della parte anteriore sporgente 100 dello scarpone allorché si verifica un eccessivo carico o coppia di torsione, indirizzato lungo l’asse Y tra lo sci e la parte anteriore stessa dello scarpone.
La durezza del materiale dei membri di ritenuta superiore 34a, 34b, così come la forma dello spallamento 35 sono dettati dall’applicazione del puntale 10 allo sci; ad esempio infatti un puntale destinato ad uno sci impiegato da atleti o comunque sciatori professionisti deve essere più rigido rispetto a quello impiegato in un puntale il quale à ̈ invece installato su di uno sci da turismo o da bambino: nel primo caso infatti i carichi e le sollecitazioni indotte dall’elevato peso dello sciatore e della combinazione di velocità, pendenza della pista, peso ed inerzia dello sci e raggio di curva imposto dallo sciatore stesso sono decisamente più elevati rispetto a quanto può accadere su di uno sci destinato ad un principiante, in cui la facilità di conduzione e di sgancio dello scarpone dall’attacco sono da prediligere rispetto alla resistenza ad elevati carichi; per quanto riguarda lo spallamento 35, invece, le sue effettive dimensioni debbono essere calcolate sulla base della forma della parte anteriore sporgente dello scarpone da sci.
Alternativamente a quanto illustrato in figura 3, ove le ganasce laterali 12a, 12b terminano posteriormente con una parete verticale, in figura 5 à ̈ illustrata una variante delle ganasce 12a, 12b in cui la parte posteriore 14 presenta un recesso 12c, per permettere una più facile fuoriuscita laterale della parte anteriore sporgente 100 dello scarpone da sci.
Una variante del puntale 10 illustrato nelle figure 1-4 à ̈ invece illustrata in figura 5 ed in figura 6. In questo caso il puntale 10 presenta nella parte posteriore della sua base 11 un recesso atto ad ospitare una piastra 30 di regolazione dell’altezza dello scarpone da sci rispetto alle ganasce 12a, 12b. Tale piastra à ̈ scorrevole rispetto alla base 11 ed à ̈ vincolata nel suo movimento da una pluralità di guide 31 disposte parallelamente l’una rispetto all’altra e, inoltre, disposte parallelamente all’asse X. Un meccanismo a clicchetto o a puntina (non illustrati) permette il bloccaggio della piastra 30 allorché essa va a battuta contro un bordo anteriore del recesso.
La piastra 30 presenta in una sua faccia inferiore 30a una pluralità di recessi paralleli 32 di forma complementare alle guide 31.
I vantaggi del puntale a ganasce indipendenti sono noti alla luce della descrizione che precede. In particolare esso permette l’apertura delle ganasce verso la parte anteriore in modo progressivo ed immediato, senza la presenza di punti morti durante la corsa delle stesse.
Inoltre il puntale secondo la presente invenzione permette inoltre la regolazione indipendente di ognuna delle due ganasce, che presentano quindi una forza di trattenimento verso la base che può essere regolata singolarmente.
Inoltre la presenza di molle disposte trasversalmente rispetto all’asse X permette una ottimale distribuzione dei carichi, senza necessitare di punti di rinvio diagonali come avviene invece nel caso di puntali dotati di vite di regolazione della forza di apertura posizionata anteriormente.
Il puntale secondo la presente invenzione in grado di funzionare meglio anche con scarpe dal metatarso flessibile poiché vi sono minori dispersioni delle forze di sgancio, visto che la zona di contatto della parte anteriore 100 dello scarpone da sci non tende mai ad avvicinarsi alla zona di contatto sulla talloniera associata al puntale 10 stesso.
Infine, il puntale 10 secondo la presente invenzione, tramite la piastra 30 di regolazione in altezza dello scarpone da sci, permette di adattare la reciproca altezza tra la parte anteriore sporgente dello scarpone e le ganasce 12a, 12b anche in caso di punte usurate, che conseguentemente possederebbero un’altezza minore.
E’ infine chiaro che al puntale oggetto della presente invenzione possono essere applicate varianti, modifiche e miglioramenti ovvi ad un tecnico esperto del ramo degli attacchi da sci alpino senza che per questo si fuoriesca dall’ambito di tutela fornito dalle rivendicazioni annesse.
Chiaramente, ad esempio, le molle 30a, 30b raffigurate per semplicità nelle figure annesse, possono essere sostituite da equivalenti elementi di trazione elastici, che svolgano la stessa funzione pur presentando una forma diversa.
Inoltre, la reciproca posizione del recesso e degli elementi di guida può essere invertita senza per questo variare il funzionamento del puntale; infatti, se gli elementi di guida fossero posizionati sulle ganasce mentre il recesso fosse sulla parte anteriore della base, nulla cambierebbe nel funzionamento del puntale fin qui descritto. Ancora, possono essere presenti delle guide posteriori per le ganasce, posizionate sulla base del puntale, utili per irrigidire ulteriormente la struttura. In questo caso, come illustrato in figura 8, le ganasce possiederanno delle pareti rivolte verso la base del puntale che sono dotate di profili 40 rientranti verso il centro del puntale stesso, in grado di fungere da elemento di guida. Tali profili, al fine di permettere l’apertura delle ganasce come descritto in precedenza, dovranno presentare anch’essi una curvatura la cui forma à ̈ subordinata alla posizione ed alla curvatura degli elementi di guida anteriori.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Puntale (10) di un attacco da sci, il detto puntale (10) essendo installabile su di uno sci o su di una piastra di rialzo a sua volta fissata allo sci e permettendo il bloccaggio temporaneo di una parte anteriore sporgente (100) di uno scarpone da sci; il detto puntale (10) comprende: - una base (11); ed - una coppia di ganasce (12a, 12b) opposte tra loro, scorrevolmente vincolate alla detta base (11) ed in grado di aprirsi al superamento di un carico imposto dalla detta parte anteriore sporgente (100) del detto scarpone; il detto puntale (10) essendo caratterizzato dal fatto che le dette ganasce (12a, 12b) sono mobili indipendentemente l’una rispetto all’altra e si aprono verso l’esterno del puntale (10) stesso con un movimento progressivo ed almeno parzialmente rivolto verso una estremità anteriore del detto puntale (10).
  2. 2) Puntale secondo la rivendicazione 1, in cui ognuna delle due ganasce (12a, 12b) sono trattenute contro la detta base (11) da un rispettivo elemento di trazione elastico (30a, 30b).
  3. 3) Puntale secondo la rivendicazione 1, in cui la detta base (11) del puntale (10) presenta una parte anteriore 11a di spessore maggiore rispetto al resto della detta base, la detta parte anteriore avendo pianta sostanzialmente ellittica ed essendo dotata di pareti laterali (11b); su almeno parte di dette pareti laterali (11b) essendo presenti dei mezzi di guida (15) per il vincolo delle dette ganasce (12a, 12b).
  4. 4) Puntale secondo la rivendicazione 3, in cui ognuna delle dette ganasce (12a, 12b) presenta un rispettivo recesso di forma complementare rispetto al rispettivo elemento di guida (15).
  5. 5) Puntale secondo la rivendicazione 2, in cui il detto elemento di trazione (30a, 30b) Ã ̈ posizionato entro la detta base (11), in una sua zona posteriore (11d), entro una foratura passante (21) da un lato sinistro ad un lato destro del della detta base (11).
  6. 6) Puntale secondo la rivendicazione 5, in cui la detta foratura passante (21), in corrispondenza delle dette pareti laterali della parte posteriore della base (11), presenta una sezione ellittica allungata verso la parte anteriore del puntale (10); la detta sezione stringendosi fino ad assumere una sezione sostanzialmente circolare in un intorno della metà larghezza della parte posteriore (11c) della detta base (11).
  7. 7) Puntale secondo la rivendicazione 2, in cui ognuna delle dette due ganasce (12a, 12b) presenta una foratura passante ospitante una propria vite di regolazione dei detti elementi di trazione elastici (30a, 30b), regolabili in modo indipendente l’uno rispetto all’altro.
  8. 8) Puntale secondo le rivendicazioni 6 e 7, in cui la detta foratura passante (21) presenta una sezione in pianta avente una concavità rivolta verso la parte anteriore del detto puntale (10) e presenta inoltre un proprio asse, centrato sul centro della circonferenza della sezione della foratura stessa in corrispondenza del suo punto medio, il quale à ̈ sovrapposto all’asse delle forature passanti poste sulle ganasce (12a, 12b) allorché chiuse.
  9. 9) Puntale secondo la rivendicazione 1, destinato ad essere installato su sci da sci alpino, da telemark o da sci-alpinismo e destinato inoltre ad essere accoppiato con una talloniera.
  10. 10) Puntale secondo la rivendicazione 1, comprendente inoltre una piastra (30) di regolazione dell’altezza dello scarpone da sci rispetto alle dette ganasce (12a, 12b) ed in cui la detta base (11) presenta un recesso per ospitare la detta piastra (30).
  11. 11) Puntale secondo la rivendicazione 10, in cui la detta piastra à ̈ scorrevole rispetto alla detta base (11) ed à ̈ vincolata nel suo movimento da almeno una guida (31).
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