ITTO20090376A1 - Puntale di un attacco per sci con ganasce indipendenti a resistenza costante. - Google Patents

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Description

Puntale di un attacco per sci con ganasce indipendenti a resistenza costante
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La presente invenzione riguarda il campo degli attacchi da sci ed in particolare riguarda un puntale di un attacco da sci con ganasce indipendenti a resistenza costante.
E’ noto che gli sci, siano essi da sci alpino, da telemark o da sci-alpinismo, sono dotati di attacchi di sicurezza atti a fissare in modo rigido uno scarpone da sci permettendone comunque lo sganciamento allorché una o più forze di torsione o rotazione intervengono tra lo scarpone da sci e l’attacco stesso.
E’ noto che gli sci, in particolare da sci alpino, sono dotati di attacchi di sicurezza atti a fissare in modo rigido uno scarpone da sci permettendone comunque lo sganciamento allorché una o più forze di torsione o rotazione intervengono tra lo scarpone da sci e l’attacco stesso.
Come illustrato in figura 1, i puntali 1 di tipo noto, fissati alla struttura dello sci 2 tramite l’interposizione opzionale di una piastra di rialzo dello scarpone da sci 3, permettono di ospitare una parte sporgente 3a di uno scarpone da sci 3, la quale si protende in direzione sostanzialmente parallela a quella individuata dalla suola dello scarpone 3 stesso.
La parte sporgente anteriore 3a dello scarpone da sci 3 à ̈ vincolata da una coppia di ganasce 4 le quali sono posizionate nella parte laterale posteriore 1a del puntale 1, ovvero verso quella parte che à ̈ rivolta verso la coda dello sci una volta che il puntale 1 vi à ̈ installato e fissato sopra.
Le ganasce 4, che sono disposte sul lato sinistro e destro del puntale 1, presentano una prima estremità libera 4a ed una seconda estremità 4b vincolata al puntale dell’attacco da sci, e sono dotate di una molla di regolazione della tensione, in modo tale che la loro apertura avvenga in funzione di un carico variabile ed imposto dal tensionamento della molla di regolazione stessa. Tale molla à ̈ tipicamente posizionata assialmente rispetto all’asse dello sci e viene regolata tramite una vite 5 posta anteriormente al puntale 1 stesso.
I puntali tradizionali presentano alcuni svantaggi tra i quali figura il fatto che la forza di resistenza all’apertura delle ganasce aumenta al crescere dell’apertura delle stesse e pertanto al fine di poter svincolare lo scarpone da sci dall’attacco occorre che il carico di torsione si incrementi, invece di rimanere costante o diminuire di intensità. Ciò può causare dei mancati sganciamenti, in quanto il carico torsionale potrebbe esser si sufficiente per aprire almeno per parte le ganasce 4, ma non sufficiente a permetterne un’apertura tale da far fuoriuscire la parte anteriore dello scarpone da sci. Lo scarpone da sci pertanto deve esercitare una forza di torsione o carico che, per incrementare l’apertura delle ganasce 4, deve incrementare anch’esso sempre di più. La mancata apertura delle ganasce 4 può essere quindi causa di danni di tipo articolare sullo sciatore che impiega un puntale di tipo noto.
Scopo della presente invenzione à ̈ descrivere un puntale di un attacco per sci con ganasce indipendenti a resistenza costante il quale sia esente dagli inconvenienti sopra descritti.
Secondo la presente invenzione viene realizzato un puntale di un attacco per sci con ganasce indipendenti a resistenza costante come rivendicato nella prima rivendicazione.
L’invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- la figura 1 illustra una vista laterale di un puntale di tipo noto per un attacco da sci;
- la figura 2 illustra una vista prospettica superiore di un puntale di un attacco per sci con ganasce indipendenti a resistenza costante secondo la presente invenzione;
- la figura 3 illustra una vista prospettica di una prima parte del puntale di figura 1;
- la figura 4 illustra una vista in sezione di parte del puntale di figura 1;
- la figura 5 illustra una vista prospettica di una seconda parte del puntale di figura 1; e
- la figura 6 illustra una vista prospettica di una variante di una parte del puntale oggetto della presente invenzione;
- la figura 7 illustra un dettaglio di una coppia di ganasce del puntale oggetto della presente invenzione, osservate da dietro; e
- le figure 8, 9 illustrano ognuna una vista prospettica di una variante di una parte del puntale oggetto della presente invenzione;
Con riferimento alla figura 2, con 10 Ã ̈ indicato nel suo complesso un puntale di un attacco per sci con ganasce indipendenti a resistenza costante.
Per comodità di descrizione, nella descrizione che segue si indicherà come parte anteriore del puntale 10 quella parte che à ̈ rivolta verso la punta dello sci, allorché esso vi à ̈ installato sopra. Viceversa si indicherà come parte posteriore del puntale 10 quella parte, opposta alla parte anteriore, che à ̈ rivolta verso la coda dello sci una volta che il puntale 10 vi à ̈ correttamente installato sopra.
Il puntale 10 permette il bloccaggio temporaneo di una parte anteriore sporgente di uno scarpone da sci, in modo tale che essa vi rimanga vincolata fino al superamento di un carico predeterminato che sia rivolto trasversalmente rispetto ad un asse longitudinale X del puntale stesso (quindi una torsione o una spinta laterale), asse che si estende da una sua estremità rivolta verso la punta dello sci alla sua estremità rivolta verso la coda dello sci.
La temporaneità del bloccaggio deriva dal fatto che lo scarpone da sci può essere rilasciato dall’attacco da sci al termine dell’uso dello sci stesso. Inoltre, proprio per via del fatto che il puntale 10 permette il rilascio dello scarpone in condizioni di particolare sforzo, tale puntale à ̈ comunemente noto come facente parte dei puntali per gli attacchi di sicurezza, ai quali si contrappongono gli attacchi privi di dispositivi di rilascio del bloccaggio di uno scarpone al superamento di una o più soglie di carico.
L’asse longitudinale X del puntale 10, allorché esso à ̈ installato sullo sci, à ̈ parallelo all’asse di maggiore estensione dello sci stesso.
Il puntale 10 comprende:
- una base 11, fissata al corpo dello sci (non illustrato) o ad una piastra di rialzo dello scarpone (se eventualmente presente) ed avente una faccia superiore 11a ed una faccia inferiore 11b; ed
- una prima e seconda ganascia laterale 12a, 12b opposte e posizionate simmetricamente rispetto all’asse X.
Il metodo di fissaggio del puntale 10 allo sci à ̈ funzione anche della struttura dello sci stesso. Tipicamente il puntale 10 à ̈ infatti avvitato sullo sci o sulla piastra di rialzo; tuttavia, in quegli sci dotati di guide (o “rails†) laterali di rinforzo, tale puntale può essere annegato e indissolubilmente legato al corpo dello sci stesso.
La prima e la seconda ganascia 12a, 12b sono posizionate nella parte anteriore della base 11 del puntale 10 e sono imperniate su di un perno 13 comune, il quale si estende lungo un proprio asse Y, il quale interseca l’asse X con un angolo di novanta gradi; pertanto il perno 13 à ̈ posizionato verticalmente rispetto all’asse X stesso.
Il perno 13 Ã ̈ progettato in modo tale da poter anche permettere la regolazione in altezza delle due ganasce 12a, 12b, ad esempio attraverso un meccanismo di regolazione a vite.
Ognuna delle due ganasce 12a, 12b presenta pertanto un’estremità dotata di una foratura passante, per permettere il passaggio del suddetto perno e, giacché il perno deve esser comune, entrambe le ganasce in corrispondenza di tale foratura presentano uno spessore ridotto; la riduzione di spessore à ̈ effettuata scavando prima ganascia 12a verso una prima faccia (ad esempio quella rivolta verso l’alto, opposta alla base 11) e scavando la seconda ganascia 12b verso una faccia opposta alla precedente (nel caso qui descritto, la faccia rivolta verso il basso). In questo modo le due forature con scavo complementare possono essere sovrapposte lungo l’asse Y in modo tale da risultare complementari in altezza, ed in modo tale da mantenere la restante parte delle ganasce 12a, 12b ad una stessa quota rispetto alla base 11 del puntale 10.
Le due ganasce 12a, 12b sono pertanto indipendenti nel loro movimento reciproco, pur essendo imperniate su di uno stesso perno.
Come illustrato in figura 3, sulla faccia superiore 11a à ̈ presente una coppia di forature allungate longitudinali 16, parallele tra loro così come all’asse X, che si estendono tra la parte anteriore e la parte posteriore della base 11 lasciando – longitudinalmente – una zona non forata sia nella parte anteriore sia nella parte posteriore della faccia superiore 11a.
Al di sotto di ognuna delle due forature 16 si estende una rispettiva trincea 18, che termina, a differenza delle forature stesse, su di una faccia posteriore 11c della base 11 e che ospita al suo interno una rispettiva molla 20 di regolazione del precarico di chiusura delle ganasce 12a, 12b. E’ preferibile che le forature 16, come illustrato in figura 4 presentino una luce minore rispetto alla sezione della trincea 18, in modo tale da impedire alla molla di fuoriuscire liberamente sulla faccia superiore 11a della base 11 ma, contemporaneamente, permettendo di vederne una parte.
Sulla parete posteriore 11c della base 11, entro le forature che formano le trincee 18, sono inserite due viti 21 di regolazione di un precarico della rispettiva molla; agendo tramite una rotazione oraria o antioraria sulla vite 21 à ̈ possibile aumentare o diminuire il precarico, permettendo quindi di adattare la resistenza all’apertura delle ganasce 12a, 12b alla variazione del peso e/o della bravura dell’utilizzatore del puntale 10.
Infatti, al crescere ad esempio della lunghezza dello sci impiegato o della velocità di percorrenza di una curva di pari raggio o, ancora, al peso dello sciatore combinato con uno dei due precedenti fattori, si sviluppa un carico torsionale sul puntale 10 di valore sempre maggiore. Viceversa, mantenendo inalterata la lunghezza ed il peso dello sci, uno sciatore principiante imprimerà dei carichi torsionali minori rispetto ad uno sciatore più esperto: mentre il primo sente l’esigenza di avere un puntale che permetta lo sgancio immediato della parte anteriore sporgente dello scarpone in caso di urto o caduta, il secondo preferisce uno sgancio per impatti più forti, assieme all’assicurazione che in caso di carichi elevati generati da un “non urto†(ad esempio un cambio di direzione repentino o l’incontro di un mucchio di neve) il puntale non svincoli lo scarpone da sci.
Entro ognuna delle forature 16, di forma sostanzialmente rettangolare, scorre un rispettivo membro di impegno 21 a forma di piolo, il quale comprende:
- una prima estremità, alla quale à ̈ fissata una sua base inserita nella trincea 18 e vincolata inoltre alla rispettiva molla 20, ed una seconda estremità alla quale à ̈ posizionata un elemento sferico di bloccaggio.
- una seconda estremità sferica la quale va ad inserirsi all’interno di un recesso 40 posizionato su di una faccia inferiore delle ganasce 12a, 12b, la quale à ̈ piana e striscia sulla faccia superiore 11a della base 11.
Come illustrato in figura 5, la quale illustra le ganasce 12a, 12b viste inferiormente, ovvero nella direzione indicata dalla freccia a in figura 2, le ganasce 12a, 12b presentano una parte inferiore 12a’, 12b’ ed una parte superiore 12a’’, 12b’’ solidale alla parte inferiore ed avente una dimensione maggiore rispetto a quest’ultima.
In dettaglio ognuna delle due parti inferiori 12a’, 12b’ à ̈ posizionata sostanzialmente a metà dell’estensione longitudinale lungo l’asse X della rispettiva parte superiore 12a’’, 12b’’ e presenta una rispettiva parete posteriore 31 che riprende in maniera complementare la forma della parte rispettivamente sinistra e destra della parte anteriore sporgente dello scarpone da sci.
La parte anteriore sporgente dello scarpone da sci, allorché inserita nel puntale 10, va sostanzialmente a contatto con la parete posteriore 31 e viene vincolata superiormente da una zona posteriore 33 delle due parti superiori 12a’’, 12b’’, che si protende quindi verso la parte posteriore del puntale 10.
Il recesso 40 à ̈, in una sua prima variante, di forma a mezzaluna ed à ̈ orientato in modo tale che:
- allorché le ganasce 12a, 12b sono completamente chiuse, la seconda estremità del membro di impegno 21, di forma sostanzialmente sferica, sia in corrispondenza di una estremità esterna 40a dei recessi, rivolta cioà ̈ verso l’esterno delle ganasce; mentre
- allorché le ganasce 12a, 12b si aprono verso i lati del puntale 10 con un movimento di divaricamento, la seconda estremità del membro di impegno 21 si porti verso una estremità 40b interna del recesso.
In questo modo, allorché le ganasce 12a, 12b vengono ad aprirsi per azione di un carico di torsione tra lo scarpone e il puntale 10 stesso (e cioà ̈ un carico di torsione tra lo scarpone e lo sci, allorché il puntale vi à ̈ installato sopra), le molle 20 vengono estese, ed esercitano pertanto una forza di contrasto all’apertura delle ganasce 12a, 12b che, grazie alla forma dei recessi 40, presenta una resistenza di apertura costante al crescere del divaricamento delle ganasce 12a, 12b.
Alternativamente, in una seconda variante, i recessi 40 possono presentare una forma a curvatura multipla come quella illustrata in figura 6, il cui scopo à ̈ sempre quello di portare ad una resistenza all’apertura delle ganasce 12a, 12b che sia il quanto più possibile costante o, addirittura, si riduca al superamento di un certo angolo di apertura.
Come illustrato in figura 7, parte superiore 12a’’, 12b’’ di ognuna delle ganasce 12a, 12b, ovvero quella parte che – allorché il puntale 10 à ̈ installato sullo sci – si trova ad una quota massima rispetto ad esso, presenta un membro di ritenuta superiore per bloccare superiormente la parte anteriore sporgente dello scarpone da sci. Tale membro di ritenuta superiore, entra sostanzialmente in contatto con la parte superiore della parte anteriore sporgente dello scarpone in corrispondenza di uno spallamento 35 che si protende verso l’asse Y e che si sviluppa lungo un piano parallelo all’asse X; gli spallamenti 35 dei membri di ritenuta superiore, pertanto si “guardano†, ovvero sono rivolti l’uno verso l’altro.
I membri di ritenuta superiore sono realizzati in un materiale cedevole, anche diverso rispetto a quello che à ̈ impiegato per la realizzazione ad esempio delle ganasce 12a, 12b o della base 11 del puntale; la durezza di tale materiale deve essere comunque tale da permettere lo sgancio della parte anteriore sporgente 100 dello scarpone allorché si verifica un eccessivo carico o coppia di torsione, indirizzato lungo l’asse Y tra lo sci e la parte anteriore stessa dello scarpone.
La durezza del materiale dei membri di ritenuta superiore, così come la forma dello spallamento 35 sono dettati dall’applicazione del puntale 10 allo sci; ad esempio infatti un puntale destinato ad uno sci impiegato da atleti o comunque sciatori professionisti deve essere più rigido rispetto a quello impiegato in un puntale il quale à ̈ invece installato su di uno sci da turismo o da bambino: nel primo caso infatti i carichi e le sollecitazioni indotte dall’elevato peso dello sciatore e della combinazione di velocità, pendenza della pista, peso ed inerzia dello sci e raggio di curva imposto dallo sciatore stesso sono decisamente più elevati rispetto a quanto può accadere su di uno sci destinato ad un principiante, in cui la facilità di conduzione e di sgancio dello scarpone dall’attacco sono da prediligere rispetto alla resistenza ad elevati carichi; per quanto riguarda lo spallamento 35, invece, le sue effettive dimensioni debbono essere calcolate sulla base della forma della parte anteriore sporgente dello scarpone da sci.
Una variante della base 11 del puntale 10 à ̈ illustrata in figura 8. In dettaglio, questa variante si differenzia da quella precedentemente descritta per il fatto che le trincee 18 sono orientate su due direzioni diverse e simmetriche rispetto all’asse X del puntale 10. In particolare, ognuna delle due direzioni individuate dalle trincee 18 incontra idealmente l’asse X oltre una parte terminale posteriore della base 11 del puntale 10, in modo tale da permetter comunque il posizionamento delle viti sulla faccia posteriore 11c della base 11 stessa.
A causa della reciproca disposizione tra le trincee 18 e i recessi 40 durante il divaricamento delle ganasce 12a, 12b, le molle 20 debbono in ogni caso poter lavorare tanto in compressione, ovvero con uno schiacciamento verso la parete posteriore 11c della base, o con uno stiramento verso la parte anteriore della parte anteriore del puntale stesso.
E’ da intendersi chiaro che la variante della base 11 raffigurata in figura 6, in cui le forature 16 sono disposte inclinate rispetto alla direzione individuata dall’asse X, e la variante delle ganasce 12a, 12b dotata di recesso 40 con curvature multiple possono essere accoppiate insieme, anche se ciò non à ̈ stato esplicitamente rappresentato.
Infine, come illustrato in figura 9, la base 11 del puntale 10 in una sua terza variante à ̈ inoltre dotata di una placchetta di scivolamento dello scarpone 40, la quale à ̈ posizionata nella parte posteriore della base 11 stessa ed à ̈ ad essa vincolata su di una pluralità di guide 41 parallele tra loro ed all’asse X.
In dettaglio, la placchetta di scivolamento dello scarpone 40 presenta una forma sostanzialmente a parallelepipedo ed à ̈ dotata di una faccia superiore piana e di una faccia inferiore, sostanzialmente parallela a quella superiore, sulla quale sono vincolati degli elementi di guida.
Le guide 41, scavate su parte della faccia superiore 11a della base 11, si estendono e si aprono sulla faccia posteriore 11c e permettono di vincolare degli elementi di guida aventi una forma complementare alle guide 41 stesse.
La placchetta di scivolamento dello scarpone 40 può essere progettata di diversi spessori (misurati parallelamente all’asse Y) e viene inserita dal lato posteriore della base 11 fino ad andare a battuta su di una estremità anteriore delle guide 41; la posizione della placchetta di scivolamento dello scarpone 40 à ̈ tale da essere posizionata al di sotto ed a contatto con la parte anteriore sporgente dello scarpone.
La faccia superiore della placchetta di scivolamento dello scarpone 40 à ̈ inoltre realizzata in un materiale altamente scorrevole, a basso coefficiente d’attrito (ad esempio e non limitatamente, in Teflon ®), che quindi agevoli la fuoriuscita laterale della parte anteriore sporgente dello scarpone in caso di apertura delle ganasce 12a, 12b.
La regolazione dell’altezza della placchetta di scivolamento dello scarpone, permette di gestire diverse altezze della base dello scarpone stesso, e permette inoltre di adattare al meglio suole di scarponi consumate al puntale oggetto della presente invenzione.
I vantaggi del puntale di un attacco per sci con ganasce indipendenti a resistenza costante sono noti alla luce della descrizione che precede. In particolare esso permette di mantenere costante o di ridurre la forza di apertura delle ganasce 12a, 12b durante il loro reciproco divaricamento, permettendo quindi una maggiore facilità d’uscita della punta anteriore sporgente dello scarpone da sci dal puntale 10 al seguito del superamento di un carico imposto dalla regolazione delle molle 20.
La forza di apertura delle ganasce 12a, 12b può ad esempio ridursi in corrispondenza sostanzialmente del loro massimo divaricamento reciproco, in modo tale quindi da favorire l’espulsione della parte anteriore dello scarpone da sci allorché à ̈ ormai inevitabile la sua fuoriuscita a seguito di un urto sullo sci il quale generi un carico di torsione sul puntale 10 tale da causarne l’apertura delle ganasce 12a, 12b.
Inoltre ognuna delle due ganasce 12a, 12b à ̈ regolabile indipendentemente dall’altra per quanto concerne il carico di apertura, e questo permette di ottenere prestazioni diverse a seconda del fatto che il carico di torsione sia esercitato verso la parte sinistra o verso la parte destra del puntale 10. Ciò à ̈ particolarmente utile allorché si voglia differenziare il comportamento allo sgancio del puntale 10 allorché installato sullo sci destro o lo sci sinistro, per far fronte ad esempio alla maggiore sensibilità delle articolazioni dello sciatore a seguito di carico torsionale rivolto verso l’interno delle gambe o l’esterno, e permettendo ad esempio pertanto una maggiore riduzione del rischio di lesioni dei legamenti del ginocchio o altre lesioni o fratture di carattere ortopedico.
Al dispositivo fin qui descritto possono essere applicate alcune varianti, miglioramenti o aggiunte ovvi per un tecnico del ramo e che non esulino dall’ambito di tutela fornito dalle rivendicazioni annesse.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Puntale (10) di un attacco da sci, il detto puntale (10) essendo installabile su di uno sci o su di una piastra di rialzo a sua volta fissata allo sci; il detto puntale (10) permettendo il bloccaggio temporaneo di una parte anteriore sporgente (100) di uno scarpone da sci; il detto puntale (10) comprende: - una base (11); ed - una coppia di ganasce (12a, 12b) mobili, opposte tra loro, indipendenti nel loro movimento, vincolate alla detta base (11) ed in grado di aprirsi al superamento di un carico di torsione o spinta laterale tra la detta parte anteriore sporgente del detto scarpone ed il detto puntale (10); il detto puntale (10) essendo caratterizzato dal fatto che ognuna delle due ganasce (12a, 12b) à ̈ vincolata ad un rispettivo mezzo elastico di tensionamento (20) regolabile, per la regolazione di una forza necessaria all’apertura di ognuna delle dette due ganasce (12a, 12b); ognuno dei due mezzi elastici di tensionamento (20) essendo regolabile in modo indipendente dall’altro.
  2. 2) Puntale secondo la rivendicazione 1, in cui i detti mezzi elastici di tensionamento (20) sono posizionati entro una rispettiva trincea (18) posta entro la base (11) del detto puntale (10).
  3. 3) Puntale secondo la rivendicazione 1, in cui ad ognuno dei detti mezzi elastici di tensionamento (20) Ã ̈ vincolato un mezzo di imperniamento alla rispettiva ganascia (12a, 12b) atto ad inserirsi in un recesso incurvato (40) delle dette ganasce (12a, 12b).
  4. 4) Puntale secondo la rivendicazione 2, in cui le dette trincee (18) sono parallele tra loro e si estendono parallelamente ad un asse (X) del detto puntale (10); il detto asse (X) estendendosi da una parte anteriore ad una parte posteriore del detto puntale (10).
  5. 5) Puntale secondo la rivendicazione 2, in cui le dette trincee (18) sono orientate su due direzioni diverse rispetto ad un asse (X) del detto puntale (10); ed in cui ognuna delle dette due direzioni individuate dalle dette trincee (18) incontra idealmente il detto asse (X) oltre una parte terminale posteriore della detta base (11) del puntale (10).
  6. 6) Puntale secondo la rivendicazione 3, in cui il detto recesso incurvato (40) presenta una prima estremità ed una seconda estremità, la detta prima estremità essendo rivolta sostanzialmente verso la parte interna delle dette ganasce (12a, 12b) e la detta seconda estremità essendo rivolta sostanzialmente verso la parte esterna delle dette ganasce (12a, 12b); il detto membro di imperniamento muovendosi verso la detta prima estremità del recesso incurvato (40) durante un divaricamento delle dette ganasce (12a, 12b).
  7. 7) Puntale secondo la rivendicazione 3, in cui il detto recesso incurvato (40) presenta una forma a mezzaluna.
  8. 8) Puntale secondo la rivendicazione 3, in cui il detto recesso incurvato (40) presenta una curvatura multipla.
  9. 9) Puntale secondo la rivendicazione 1, in cui le dette ganasce (12a, 12b) presentano un carico di apertura costante o decrescente al crescere dell’apertura delle stesse.
  10. 10) Puntale secondo la rivendicazione 1, in cui le dette ganasce (12a, 12b) presentano ognuna una parte superiore (12a’’, 12b’’) ed una parte inferiore (12a’, 12b’), ed in cui la detta parte inferiore striscia su di una faccia superiore (11a) della detta base (11).
  11. 11) Puntale secondo la rivendicazione 1, in cui le dette ganasce (12a, 12b) presentano un rispettivo perno (13) attorno al quale ruotano.
  12. 12) Puntale secondo la rivendicazione 10, in cui una parte anteriore sporgente di uno scarpone da sci à ̈ posizionata al di sotto della detta parte superiore (12a’’, 12b’’) delle dette ganasce (12a, 12b).
  13. 13) Puntale secondo la rivendicazione 1, in cui la detta base (11) comprende inoltre una placchetta di scivolamento dello scarpone (40); la detta placchetta di scivolamento dello scarpone (40) essendo posizionata al di sopra di una faccia superiore (11a) della detta base (11); la detta base (11) comprendendo inoltre una pluralità di guide (41) per il vincolo della detta placchetta.
  14. 14) Puntale secondo la rivendicazione 13, in cui la placchetta di scivolamento dello scarpone (40) presenta una forma sostanzialmente a parallelepipedo ed à ̈ dotata di una faccia superiore piana e di una faccia inferiore, sostanzialmente parallela a quella superiore, sulla quale sono vincolati degli elementi di guida; i detti elementi di guida essendo disegnati in modo tale da inserirsi entro le dette guide (41); la detta faccia superiore della detta placchetta essendo realizzata in un materiale a basso coefficiente d’attrito.
  15. 15) Puntale secondo la rivendicazione 11, in cui le dette ganasce (12a, 12b) sono regolabili in altezza sul detto perno (13).
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