ITTO20100560A1 - "dispositivo e procedimento per la chiusura di contenitori" - Google Patents

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ITTO20100560A1
ITTO20100560A1 IT000560A ITTO20100560A ITTO20100560A1 IT TO20100560 A1 ITTO20100560 A1 IT TO20100560A1 IT 000560 A IT000560 A IT 000560A IT TO20100560 A ITTO20100560 A IT TO20100560A IT TO20100560 A1 ITTO20100560 A1 IT TO20100560A1
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IT
Italy
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shell
support body
containers
closing
overturning
Prior art date
Application number
IT000560A
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Inventor
Paolo Vaccarella
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Magic Production Group S A
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    • B65CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
    • B65BMACHINES, APPARATUS OR DEVICES FOR, OR METHODS OF, PACKAGING ARTICLES OR MATERIALS; UNPACKING
    • B65B7/00Closing containers or receptacles after filling
    • B65B7/16Closing semi-rigid or rigid containers or receptacles not deformed by, or not taking-up shape of, contents, e.g. boxes or cartons
    • B65B7/26Closing semi-rigid or rigid containers or receptacles not deformed by, or not taking-up shape of, contents, e.g. boxes or cartons by closing hinged lids

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Description

“Dispositivo e procedimento per la chiusura di contenitoriâ€
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Campo tecnico
La presente descrizione si riferisce alle tecniche per chiudere contenitori del tipo utilizzabile, ad esempio, per inserire cosiddette “sorprese†in prodotti alimentari quali uova di cioccolato e simili.
Il riferimento a questo possibile campo di applicazione non à ̈ però da intendersi in senso limitativo della portata della descrizione.
Descrizione della tecnica relativa
Contenitori a guscio comprendenti un primo ed un secondo semiguscio conformati a vaschetta ed accoppiabili fra loro in chiusura in condizioni di accoppiamento frontale delle rispettive parti di bocca sono noti in numerose varianti realizzative, così come documentato da una letteratura brevettuale piuttosto estesa, comprendente, ad esempio, i documenti WO-A-2005/044677, WO-A-2005/110880 e WO-A-2007/074355. In particolare, gli ultimi due documenti citati illustrano contenitori in cui il primo ed il secondo semiguscio sono collegati fra loro da una formazione flessibile fungente da cerniera e suscettibile di essere realizzata secondo modalità diverse.
È già stato affrontato il problema generale di agevolare l'impiego di contenitori di questo tipo, soprattutto per quanto riguarda le operazioni di riempimento e di chiusura.
I documenti EP-A-0 631 932, EP-A-0 631 933 e EP-A-0 631 934 testimoniano sviluppi in tale direzione.
Fra questi, il documento EP-A-0 631 932 affronta il problema di accoppiare in condizioni di chiusura le due parti a tazza costituenti il contenitore, fungenti rispettivamente da corpo e da coperchio del contenitore stesso. La soluzione descritta in EP-A-0631 932 presuppone che il suddetto movimento di chiusura si realizzi per effetto di un movimento di avvicinamento fra le due parti del contenitore precedentemente portate in condizione di allineamento frontale, con la parte fungente da coperchio disposta al di sopra della parte fungente da corpo del contenitore.
Pur essendo disponibili soluzioni automatizzate, come quella descritta nel documento appena citato, la soluzione tuttora prevalente prevede che l’operazione di chiusura sia svolta per via manuale. Soluzione, questa, esposta a vari inconvenienti, primo fra tutti l’impegno di logistica legato al fatto di portare i vari componenti delle sorprese ed i contenitori là dove si realizzano le operazioni di riempimento e di chiusura per poi riportare i contenitori riempiti e chiusi verso i siti di impiego degli stessi. Oltre a ciò, lo svolgimento per via manuale non permette di assicurare un completo controllo di qualità.
Scopo e sintesi dell'invenzione
Sussiste quindi l'esigenza di sostituire le operazioni svolte per via manuale con operazioni che possano essere svolte in modo automatizzato, così da rendere più facile l’integrazione con i siti di impiego, con il vantaggio di rendere del tutto deterministici e ripetibili le modalità ed i tempi dello svolgimento delle operazioni stesse.
La presente invenzione si prefigge lo scopo di dare una risposta a tale esigenza, in particolare per quanto riguarda l'operazione di chiusura del contenitore a guscio.
Secondo la presente invenzione, tale scopo à ̈ raggiunto grazie ad un dispositivo avente le caratteristiche richiamate in modo specifico nelle rivendicazioni.
L’invenzione riguarda anche un corrispondente procedimento.
Le rivendicazioni formano parte integrante dell'insegnamento tecnico qui somministrato in relazione all’invenzione.
Breve descrizione delle figure annesse
L’invenzione sarà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento alle rappresentazioni annesse, comprendenti figure numerate da 1 a 5 che rappresentano la struttura e le fasi successive di funzionamento di una forma di attuazione.
Descrizione particolareggiata di esempi di attuazione Nella seguente descrizione sono illustrati vari dettagli specifici finalizzati ad una approfondita comprensione delle forme di attuazione. Le forme di attuazione possono essere realizzate senza uno o più dei dettagli specifici, o con altri metodi, componenti, materiali, ecc. In altri casi, strutture, materiali o operazioni noti non sono mostrati o descritti in dettaglio per evitare di rendere oscuri vari aspetti delle forme di attuazione.
Il riferimento ad “una forma di attuazione†nell’ambito di questa descrizione sta ad indicare che una particolare configurazione, struttura o caratteristica descritte in relazione alla forma di attuazione à ̈ compresa in almeno una forma di attuazione. Quindi, frasi come “in una forma di attuazione†, eventualmente presenti in diversi luoghi di questa descrizione, non sono necessariamente riferite alla stessa forma di attuazione. Inoltre, particolari conformazioni, strutture o caratteristiche possono essere combinate in un modo adeguato in una o più forme di attuazione.
I riferimenti qui utilizzati sono soltanto per comodità e non definiscono dunque l’ambito di tutela o la portata delle forme di attuazione.
La presente descrizione particolareggiata si riferisce ad un dispositivo 10 utilizzabile per la chiusura di un contenitore a guscio C del tipo correntemente denominato “barilotto†.
In varie forme di attuazione, il dispositivo 10 à ̈ di per sé suscettibile di operare anche su un solo contenitore C per volta.
Varie forme di attuazione prevedono tuttavia che il dispositivo 10 sia in grado di operare simultaneamente su più contenitori C in parallelo fra loro: negli esempi di attuazione rappresentati nelle figure, il dispositivo 10 opera in parallelo su gruppi di contenitori C comprendenti un numero N di contenitori pari a 5. Varie forme di attuazione sono in grado di operare in parallelo su un numero N di contenitori diversi da 5.
Negli esempi qui considerati, nell'ambito del contenitore a guscio C sono distinguibili due semigusci C1 e C2 con forma a vaschetta e parti di estremità a calotta.
Nel seguito, tali semigusci saranno denominati per brevità “corpo†(semiguscio C1) e “coperchio†(semiguscio C2).
Questa distinzione à ̈ fatta unicamente per semplicità di descrizione. Nel caso del barilotto C qui illustrato, il corpo C1 presenta una superficie di mantello (per superficie di mantello si intende la superficie laterale, adiacente al contorno di bocca del corpo C1) con un’estensione superiore rispetto alla superficie di mantello del coperchio C2. In varie forme di attuazione, i rapporti dimensionali in questione possono essere affatto ribaltati o diversi (ad esempio con le due superfici di mantello identiche fra loro). Questo anche in considerazione del fatto che il contenitore C può presentare forme diverse dalla forma qui illustrata, quale ad esempio una forma ovoidale (o a fuso), una forma sferica, una forma prismatica, una forma cilindrica, eccetera.
Ancora, in varie forme di attuazione, il corpo C1 ed il coperchio C2 sono collegati fra loro da una formazione flessibile C3 fungente da cerniera. La cerniera C3 si presta peraltro ad essere realizzata secondo modalità diverse: si vedano, ad esempio, i documenti WO-A-2005/110880 e WO-A-2007/074355, già citati in precedenza.
Negli esempi di attuazione qui considerati, il corpo C1 presenta una parte a colletto C12 e l'accoppiamento del coperchio C2 al corpo C1 si realizza per effetto dell’inserimento della parte a colletto C12 (che sporge dal bordo di bocca del corpo C1) nella parte di bocca del coperchio C2.
In varie forme di attuazione, il dispositivo 10 comprende uno o più blocchi 12 comprendenti ciascuno una o più cave 14 destinate a ricevere al loro interno i corpi C1 dei contenitori C.
Nell'esempio di attuazione qui considerato, i blocchi 12 sono organizzati in una struttura di convogliamento “a trenino†che attraversa il dispositivo 10 con una traiettoria di avanzamento genericamente orizzontale, con verso di movimento da destra verso sinistra con riferimento agli esempi di attuazione qui considerati. Il riferimento a questa possibile configurazione di movimento ha naturalmente carattere del tutto esemplificativo in quanto, ad esempio, i blocchi 12 potrebbero essere portati ovvero integrati in una struttura di convogliamento diversa, ad esempio una struttura a giostra. Anche il riferimento ad una traiettoria di movimentazione con verso di convogliamento costante à ̈ di carattere esemplificativo, in quanto il blocco o i blocchi 12 potrebbero essere mossi di movimento alternativo.
Gli esempi di attuazione qui considerati prevedono l'impiego di più blocchi 12 ciascuno dei quali à ̈ provvisto (secondo una configurazione grossolanamente assimilabile alla testa cilindri di un motore a combustione interna) un numero di cave o cavità 14 pari a 5. Naturalmente, il o ciascun corpo 12 può comprendere un numero diverso di cave 14.
Le cave 14 riproducono in modo circa complementare la conformazione del corpo C1 del contenitore C così da poter ricevere al loro interno i corpi C1 dei contenitori C. L'inserimento dei corpi C1 dei contenitori C all'interno della o delle rispettive strutture di ritegno costituita/e dalla/e cave 14 provvista/e nel blocco o nei blocchi 12 può avvenire tramite un dispositivo automatico quale un robot, non visibile nei disegni ma idealmente collocabile in basso a destra con riferimento al punto di osservazione delle figure.
In varie forme di attuazione, la conformazione della o delle cave 14 (nel seguito per semplicità si farà riferimento, in modo coerente con le figure, alla presenza di più blocchi 12 ciascuno provvisto di una pluralità di cave 14) à ̈ tale da far sì che, quando inserito all'interno di una rispettiva cava 14, fungente da struttura di ritegno, il corpo C1 del contenitore C risulti leggermente sporgente rispetto alla cava 14 stessa.
In varie forme di attuazione (destinate alla chiusura dei contenitori C in cui l'accoppiamento del corpo C1 e del coperchio C2 si realizza per effetto dell'innesto della parte a colletto C12 sporgente dal bordo di bocca del corpo C1 nella parte di bocca del coperchio C2) le cave 14 sono realizzate in modo tale per cui, con il corpo C1 inserito nella cava 14, la parte a colletto C12 sporge in modo pressoché completo dalla cava 14 così come schematicamente illustrato nella parte in basso a destra della figura 1.
In una forma di attuazione, non imperativa, le cave 14 sono dimensionate in modo da esercitare nei confronti dei corpi C1 inseriti al loro interno un'azione di ritegno “forte†: in altre parole, ciascun corpo C1 à ̈ inserito con interferenza (ossia “piantato†) nella cava 14 fungente da struttura di ritegno.
Così come apprezzabile dall'osservazione della parte in basso a destra delle figure, che illustrano le condizioni in cui i contenitori C -- aperti -- sono fatti avanzare verso il dispositivo di chiusura 10, il corpo C1 ed il coperchio C2 di ciascun contenitore C si trovano disposti affiancati fra loro con i loro bordi di bocca sostanzialmente complanari ed approssimativamente tangenti in corrispondenza della zona di incernieramento rappresentata dalla cerniera C3, con la parte a colletto C12 del corpo C1 che emerge rispetto al piano comune di giacitura dei bordi di bocca del corpo C1 e del coperchio C2, almeno grossolanamente definito dal piano superiore del corpo 12.
Negli esempi di attuazione illustrati, che sono da intendersi come tali, sì à ̈ altresì assunto che i contenitori C, così come fatti avanzare verso il dispositivo 10, siano già stati riempiti (operando in modo noto) così da contenere al loro interno:
- un foglietto F (si può trattare, ad esempio, di un foglietto contenente istruzioni per il montaggio della “sorpresa†inserita nel contenitore C) ripiegato e/o avvolto secondo una forma circa tubolare,
- l’insieme o parti K1, K2, ecc. di un piccolo giocattolo o di un oggetto di trastullo destinato ad essere inserito all'interno del contenitore C.
L'inserimento del foglietto F può avvenire, ad esempio, con la soluzione descritta in una domanda di brevetto per invenzione industriale depositata in pari data dallo stesso Richiedente.
In varie forme di attuazione, il corpo C1 del contenitore C può essere almeno leggermente deformato nel senso di un leggero schiacciamento (ovalizzazione) della parte di bocca per facilitare l'introduzione degli articoli K1, K2 ecc.
Così come apprezzabile nelle varie figure (facendo in particolare riferimento alla parte in basso a destra), il o ciascun blocco 12 funge dunque da corpo di supporto in cui sono provviste una o più strutture di ritegno (le cave 14) ciascuna delle quali à ̈ in grado di ricevere il primo semiguscio C1 di uno dei contenitori C con il secondo semiguscio C2 incernierato (in C3) al primo semi-guscio e liberamente sporgente da un lato del corpo di supporto 12.
I contenitori C sono inseriti nelle cave 14 dei blocchi 12 con il corpo C1 ed il coperchio C2 disposti affiancati fra loro con i loro bordi di bocca approssimativamente complanari - ossia disposti in un comune piano (orizzontale negli esempi qui considerati) approssimativamente identificato dalla superficie superiore piana dei blocchi 12. I bordi di bocca dei semi-gusci C1 e C2 risultano quindi almeno approssimativamente tangenti fra loro in corrispondenza della zona di incernieramento rappresentata dalla cerniera C3, con la parte a colletto C12 che emerge rispetto al piano comune di giacitura dei bordi di bocca del corpo C1 e del coperchio C2.
In varie forme di attuazione, l'operazione di chiusura dei contenitori C comporta l'intervento di due dispositivi 112 e 114 che nel seguito verranno per brevità chiamati “dispositivo ribaltatore†(dispositivo 112) e “dispositivo di chiusura finale†(dispositivo 114).
Così come già detto in precedenza, gli esempi di attuazione qui illustrati prevedono che il dispositivo 10 operi simultaneamente su un numero N di contenitori C pari a 5. Negli esempi illustrati, tanto il dispositivo ribaltatore 112 quanto il dispositivo di chiusura finale 114 presentano quindi un numero corrispondente di elementi attivi (diti 120 del dispositivo ribaltatore 112 ed elementi pressori 140 del dispositivo 114, così come meglio si vedrà nel seguito).
Nel caso in cui il dispositivo 10 sia destinato ad operare simultaneamente su un numero di contenitori C diverso da 5, il numero di tali elementi attivi potrà variare. Nel seguito della descrizione si farà pertanto riferimento in via principale e alle modalità di manipolazione di un solo contenitore C, restando inteso che le stesse possono essere estese ad un numero N, virtualmente qualsiasi, di contenitori C.
Negli esempi di attuazione qui illustrati, gli elementi attivi o diti 120 del dispositivo ribaltatore 112 formano nel loro complesso una struttura che può essere definita a rastrello o forcone. I diti 120 si estendono a partire da una piastra di supporto comune 122 portata dallo stelo 124a di un azionatore 124, così da risultare mobili in avvicinamento ed in allontanamento rispetto al blocco 12 che al momento à ̈ allineato col dispositivo 10 (secondo modalità meglio descritte nel seguito) sotto il controllo di un'unità di comando K, quale ad esempio un Personal Computer per uso industriale il quale sovrintende anche il funzionamento del dispositivo di chiusura finale 114.
I diti 120 sono montati sulla piastra 122 in modo tale per cui quando l’azionatore 124 fa avanzare la piastra 122 verso il blocco 12 al momento posizionato di fronte al dispositivo 112 (vedere ad esempio la sequenza delle figure 2 a 3) ognuno dei diti 120, in cooperazione con un dito 120 adiacente va a disporsi a cavaliere del coperchio C2 di uno dei contenitori C inseriti nelle cave 14 del corpo 12 in questione.
In presenza di un numero N di contenitori C destinati ad essere trattati simultaneamente, si potrà prevedere la presenza di N coppie di diti 120 (una coppia di diti per ciascuno degli N contenitori C) montati sulla piastra 122, dunque 2N diti 120 in tutto.
In varie forme di attuazione, si può però anche ridurre il numero dei diti 120 facendo sì ciascun dito 120 compreso nella schiera montata sulla piastra 122, ad eccezione dei due diti 120 che si trovano nelle posizioni di estremità della schiera, possa agire simultaneamente su due contenitori C adiacenti. In questo modo, ciascuno dei diti 120 collocati in una posizione “interna†(ossia non di estremità) della schiera sarà in grado di agire allo stesso tempo su due dei coperchi C2 dei due contenitori C portati simultaneamente in posizione di chiusura. In questo caso, invece di dover utilizzare 2N diti 120 (dieci negli esempi qui illustrati), sarà sufficiente disporre di N 1 diti: questo in quanto ciascuno dei diti in posizione interna della schiera sarà in grado di lavorare simultaneamente su due contenitori C adiacenti.
In varie forme di attuazione, tale configurazione potrebbe essere sostituita da una asta opportunamente conformata per accogliere una parte (un arco) di coperchio C1. In tale configurazione, il numero di aste (diti) potrebbe essere identico al numero di coperchi C1 da ribaltare.
In varie forme di attuazione la traiettoria di avanzamento della parte “attiva†del dispositivo di chiusura 112 (in pratica la direzione di movimento dello stelo 124a dell’azionatore 124) si realizza lungo una traiettoria formante un angolo α rispetto alla direzione orizzontale (ossia, in termini più generali, rispetto al piano generale di giacitura delle parti di bocca del corpo C1 e del coperchio C2 dei contenitori C ricevuti nelle cave 14 dei blocchi 12).
Negli esempi di attuazione illustrati (le stesse modalità di funzionamento possono essere peraltro conseguite anche ricorrendo ad una struttura/geometria almeno leggermente diversa) i diti 120 sono corpi approssimativamente cilindrici con una estremità distale, preferibilmente arrotondata, estendentisi lungo rispettivi assi giacenti in un piano comune nel quale giace anche l'asse dello stelo 124a dell’azionatore 124. Questo piano di giacitura comune (degli assi) dei diti 120 forma un diedro con angolo di apertura pari ad α rispetto al suddetto piano generale di giacitura delle parti di bocca dei corpi C1 e dei coperchi C2 dei contenitori C sottoposti al movimento di chiusura.
Il movimento di chiusura dei contenitori C si realizza essenzialmente per effetto del ribaltamento dei coperchi C2 a ridosso dei corpi C1, tale movimento di ribaltamento realizzandosi intorno alla regione di incernieramento identificata dalla cerniera C3.
Questo movimento di ribaltamento si realizza per il fatto che i diti 120 (o, in modo più preciso, le estremità distali dei diti 120 stessi) avanzano verso il blocco 12 dove sono disposti i contenitori C con un movimento che, grazie all'angolo di inclinazione α, presenta:
- sia una componente orizzontale, con i diti 120 - ed in particolare le estremità distali degli stessi - che si avvicinano al blocco 12, sul lato da cui sporgono a sbalzo i coperchi C2,
- sia una componente di sollevamento dal basso verso l'alto (rilevata in direzione verticale) che porta i diti 120 - ed in particolare le estremità distali degli stessi -verso il piano superiore dei corpi 12, ovverosia verso il piano di giacitura dei bordi di bocca dei corpi C1 e dei coperchi C2 ad essi affiancati.
La sequenza delle figure 1 a 3 evidenzia le modalità di svolgimento del suddetto movimento di ribaltamento dei coperchi C2 in condizione di chiusura a ridosso dei corpi Per effetto di un comando impartito dall'unità K, l’azionatore 124 (di solito un azionatore fluidico quale un martinetto) viene attivato in modo tale da spingere in avanti e verso l'alto il complesso (localizzato in generale "al di sotto" dei contenitori C disposti nei blocchi 12) costituito dalla piastra 122 e dai diti 120 su di essa montati. Il movimento di avanzamento dei diti 120 fa sì che le estremità distali dai diti stessi entrino in impegno con i coperchi C2 (così come già detto in precedenza, ciascun coperchio C2 può essere impegnato a cavaliere da una coppia di diti 120 (o, così come già detto, da una singola asta opportunamente conformata). I coperchi C2 sono così sollevati e ribaltati a ridosso dei corpi C1 facendoli ruotare intorno ad un centro di rotazione (per essere più precisi, un luogo di centri di rotazione) identificato dalla regione di incernieramento del coperchio C2 al corpo C1, rappresentata dalla cerniera maiuscolo C3.
Come conseguenza di tale movimento, ciascun coperchio C2 segue un graduale movimento di ribaltamento intorno ad un asse orizzontale sostanzialmente localizzato nella regione della cerniera C3. Tale movimento di ribaltamento porta gradualmente il coperchio C2 al di sopra del corpo C1 del contenitore C facendo penetrare la parte di colletto C12 del corpo C1 all'interno della parte di bocca del coperchio C2.
La figura 2 fa vedere una fase intermedia del suddetto movimento di ribaltamento in cui il bordo di bocca di ciascun coperchio C2 (inizialmente disposto in un piano orizzontale comune con il piano in cui giace il bordo di bocca del corrispondente corpo C1), ruotando gradualmente verso l'alto, viene a disporsi in un piano approssimativamente verticale. Tutto questo per poi proseguire nel suddetto movimento di ribaltamento sino ad una condizione in cui il bordo di bocca del coperchio C2 viene nuovamente a trovarsi circa in un piano orizzontale sostanzialmente corrispondente al piano di giacitura del bordo di bocca del corpo C1: questa condizione di complanarità –- finale -- (con coperchio C2 richiuso sul corpo C1) à ̈ però raggiunta dopo che il coperchio C2 ha compiuto un movimento di rotazione di 180° rispetto alla condizione di complanarità –- iniziale -- (con coperchio C2 affiancato al corpo C1) a seguito dell'azione di spinta esercitata dalle estremità distali dei diti 120.
Durante il suddetto movimento di ribaltamento (si osservi sempre la sequenza delle figure 1 a 3) le estremità distali della coppia di diti 120 che impegna a cavaliere ciascun coperchio C2 esercitano una spinta in una posizione genericamente eccentrica rispetto alla regione polare del coperchio C2. La sequenza delle figure 1 a 3 permette di comprendere che ciascun coperchio C2 à ̈ soggetto, da parte delle estremità distali dei diti 120 che agiscono su di esso, ad un'azione di spinta comprendente:
- una componente orizzontale (da sinistra verso destra, con riferimento al punto di visuale delle figure), avente l'effetto di traslare il coperchio C2 al di sopra del corrispondente corpo C1, e
- una componente verticale, inizialmente diretta verso l'alto e che, dopo essersi annullata (praticamente nel momento in cui si raggiunge circa la posizione rappresentata nella figura 2), si rivolge gradualmente verso il basso contribuendo in misura sempre crescente all'azione di spinta del coperchio C2 in avvicinamento al corpo C1 con conseguente inserimento della parte di colletto C12 all'interno del bordo di bocca del coperchio C2.
Le esperienze condotte dalla Richiedente dimostrano che il suddetto movimento di ribaltamento in chiusura si realizza in modo molto preciso e deterministico evitando in ogni caso che la presenza del foglietto F e dei componenti o elementi K1, K2, ecc. presenti all'interno del corpo C1 interferisca con il movimento di chiusura del contenitore C.
Pur senza volersi vincolare ad alcuna specifica teoria in proposito, la richiedente ha motivo di pensare che tale risultato riprodotto in modo particolarmente preciso ed affidabile quando, così come avviene normalmente, il contenitore C à ̈ realizzato di materiale flessibile (ad esempio di plastica sottile). In presenza di un materiale flessibile, il movimento di ribaltamento in chiusura del coperchio C2, nei termini qui rappresentati, à ̈ verosimilmente alla base di una graduale regolare deformazione elastica della parte di colletto C12, nel senso di una almeno leggera deformazione (od ovalizzazione). La deformazione si avvia quando la parte a colletto C12 comincia penetrare nella parte di bocca del coperchio C2 ed il movimento di penetrazione procede gradualmente (si osservi in particolare la sequenza delle figure 1 a 3) per poi completarsi in modo definitivo quando il coperchio C2 à ̈ del tutto applicato in chiusura sul corpo C1. Allo stesso tempo, il fatto che ciascun coperchio C2 sia “preso in consegna" da una coppia di diti della schiera 120 che agiscono sul coperchio C2 disponendosi a cavaliere dello stesso assicura, anche in presenza di un materiale flessibile, una precisa azione di centraggio del coperchio C2 rispetto ai diti 120 che agiscono su di esso.
Il dispositivo di chiusura finale 114 comprende uno o più elementi pressori 140 (in generale in numero N, pari al numero di contenitori C destinati ad essere chiusi simultaneamente: N = 5 nell’esempio qui considerato) i quali, una volta che i coperchi C2 siano stati ribaltati in posizione di chiusura sui rispettivi corpi C1 (vedere la figura 3), sono fatti scendere dall'alto verso il basso da uno o più elementi azionatori 142 (ad esempio azionatori fluidici a martinetto, anch’essi comandati dall'unità K) così da rinsaldare i coperchi C2 nella posizione di chiusura sui corpi C1.
Questa azione diretta a rinsaldare la condizione di chiusura dei contenitori C può comportare un singolo movimento di abbassamento (vedi la sequenza delle figure 3 a 4), oppure una sequenza di successivi movimenti di abbassamento (ad esempio un movimento di abbassamento ripetuto due o tre volte) tale da fare sì che i coperchi C2 siano esattamente premuti in condizione di chiusura sui bordi di bocca dei rispettivi corpi C1, senza lasciar residuare accidentali divaricamenti.
In varie forme di attuazione, gli elementi pressori 140 presentano anch'essi una generale forma a conca, con concavità rivolta verso i blocchi 12 dove si trovano i contenitori C in condizione di chiusura. In varie forme di attuazione, il generale andamento concavo può assumere l'aspetto di un andamento a V o ad U (aprentesi verso il basso ovvero, in generale, verso i contenitori C). Questa conformazione concava permette anche agli elementi pressori 140 di disporsi ciascuno a cavaliere del coperchio C2 che viene rinsaldato nella posizione di chiusura del contenitore C realizzando una funzione automatica di centraggio.
Completata l'operazione di chiusura, l'unità K interviene sul dispositivo di ribaltamento 112 e sul dispositivo di chiusura finale 114 richiamando il primo in posizione di arretramento (dunque all'indietro verso il basso con riferimento alla condizione illustrata nelle rappresentazioni annesse) e richiamando il secondo verso l'alto.
Tutto questo permettendo al "trenino" di avanzamento dei blocchi 12 di compiere un passo di avanzamento allontanando dal dispositivo 10 il o i contenitori C appena chiusi e facendo avanzare verso il dispositivo 10 un nuovo blocco 12 contenente uno o più nuovi contenitori C da chiudere.
Si apprezzerà peraltro che l'operazione di richiamo o “riarmo" dei dispositivi 112 e 114 può avvenire sia in modo simultaneo o pressoché simultaneo, così come qui rappresentato nella sequenza delle figure 4 o 5 oppure in fasi successive. In particolare, à ̈ possibile prevedere che i diti 120 del dispositivo di ribaltamento 112 siano richiamati all'indietro verso il basso prima di far scendere sui contenitori C gli elementi pressori 140.
In varie forme di attuazione, il dispositivo ribaltatore 112 può essere montato su una struttura di sostegno (non visibile nei disegni) di tipo flottante, ovverosia tale da consentire un certo qual movimento di brandeggio della schiera dei diti 120 verso l'alto ovvero verso il basso, nel senso di una variazione dell'angolo α rappresentato nella figura 1) in modo da consentire l’adattamento a coperchi C2 di dimensioni e forme diverse. Ancora una volta si richiama qui il fatto che i contenitori C possono presentare forme diverse dalla forma a barilotto qui illustrata e presentare ad esempio, invece di un andamento complessivo cilindrico, un andamento poligonale tale da interessare il corpo C1 e/o il coperchio C2.
Fermo restando il principio dell'invenzione i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno variare, anche in modo significativo, rispetto a quanto qui illustrato a puro titolo di esempio non limitativo senza per questo uscire dall'ambito dell'invenzione così come definito dalle rivendicazioni annesse.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per chiudere contenitori (C) comprendenti un primo (C1) ed un secondo (C2) semi-guscio conformati a vaschetta ed accoppiabili fra loro in condizione di accoppiamento frontale (C12) delle rispettive parti di bocca per effetto di un movimento di ribaltamento in chiusura che porta detto secondo semi-guscio (C2), affiancato a detto primo semi-guscio (C1), a ribaltarsi a ridosso di detto primo semi-guscio (C1), il dispositivo comprendendo: - un corpo di supporto (12) con una struttura di ritegno (14) per ricevere il primo semi-guscio (C1) di almeno uno di detti contenitori (C) con detto secondo semiguscio (C2) incernierato (C3) a detto primo semi-guscio (C1) sporgente da un lato di detto corpo di supporto (12), e - un elemento ribaltatore (112) comprendente almeno un organo di spinta (120) selettivamente comandabile in avanzamento verso detto lato del suddetto corpo di supporto (12) per impartire a detto secondo semi-guscio (C2) incernierato (C3) a detto primo semi-guscio (C1) il suddetto movimento di ribaltamento in chiusura del contenitore.
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detto corpo di supporto (12) definisce un piano di giacitura comune per le parti di bocca di detto primo (C1) e di detto secondo (C2) semi-guscio con detto secondo semiguscio (C2) incernierato (C3) a detto primo semi-guscio (C1) sporgente da un lato di detto corpo di supporto (12) e dal fatto che detto almeno un organo di spinta (120) à ̈ mobile in avvicinamento a detto lato di detto corpo di supporto (12) ed a detto piano di giacitura comune definito da detto corpo di supporto (12) secondo una traiettoria ad angolo (α) rispetto a detto piano di giacitura comune definito da detto corpo di supporto (12).
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, in cui detto almeno un organo di spinta (120) Ã ̈ conformato a dito.
  4. 4. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 a 3, in cui detto elemento di spinta comprende almeno una coppia di organi di spinta (120) suscettibili di disporsi a cavaliere di detto secondo semiguscio (C2) nel realizzare detto movimento di ribaltamento.
  5. 5. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 a 3, in cui detto elemento di spinta comprende almeno un’asta conformata per accogliere almeno parte di detto secondo (C2) semi-guscio.
  6. 6. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui: - detto corpo di supporto (12) comprende una pluralità di strutture di ritegno (14) per una corrispondente pluralità di contenitori (C), e - detto elemento ribaltatore (112) comprende una schiera (120) di organi di spinta suscettibili di cooperare con detta pluralità di contenitori (C).
  7. 7. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, comprendente un elemento di chiusura finale (114) comprendente almeno un elemento pressore (140) comandabile in avanzamento verso detto corpo di supporto (12) per rinsaldare il secondo semiguscio (C2) nella posizione ribaltata di chiusura a ridosso di un corrispondente primo semiguscio (C1).
  8. 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, in cui detto almeno un elemento pressore (140) presenta una generale forma concava, preferibilmente a V.
  9. 9. Dispositivo secondo la rivendicazione 6 ed una qualsiasi fra le rivendicazioni 7 e 8, in cui detto elemento di chiusura finale (114) comprende una pluralità di detti elementi pressori (140) destinati ad agire sui rispettivi contenitori (C) di detta pluralità.
  10. 10. Procedimento per chiudere contenitori (C) comprendenti un primo (C1) ed un secondo (C2) semi-guscio conformati a vaschetta ed accoppiabili fra loro in condizione di accoppiamento frontale (C12) delle rispettive parti di bocca per effetto di un movimento di ribaltamento in chiusura che porta detto secondo semi-guscio (C2) incernierato (C3) ed affiancato a detto primo semi-guscio (C1) a ribaltarsi a ridosso di detto primo semi-guscio (C1), il procedimento comprendendo: - ricevere il primo semi-guscio (C1) di uno di detti contenitori (C) in un corpo di supporto (12) con una struttura di ritegno (14) per il primo semi-guscio (C1) con detto secondo semi-guscio (C2) incernierato (C3) a detto primo semi-guscio (C1) sporgente da un lato di detto corpo di supporto (12), e - provvedere un elemento ribaltatore (112) con almeno un organo di spinta (120) mobile in avanzamento verso detto lato del suddetto corpo di supporto (12), - comandare l’avanzamento di detto almeno un organo di spinta (120) verso detto lato del suddetto corpo di supporto (12) impartendo il suddetto movimento di ribaltamento in chiusura a detto secondo semi-guscio (C2) incernierato (C3) a detto primo semi-guscio (C1).
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