ITTO20110943A1 - Macchina lavastoviglie - Google Patents

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ITTO20110943A1
ITTO20110943A1 IT000943A ITTO20110943A ITTO20110943A1 IT TO20110943 A1 ITTO20110943 A1 IT TO20110943A1 IT 000943 A IT000943 A IT 000943A IT TO20110943 A ITTO20110943 A IT TO20110943A IT TO20110943 A1 ITTO20110943 A1 IT TO20110943A1
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IT
Italy
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tank
opening
machine according
dishwashing machine
base
Prior art date
Application number
IT000943A
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English (en)
Inventor
Silvia Barus
Gianluca Benedetto
Maria Chiara Brugnera
Gloria Ghezzi
Mario Lippera
Bok Marco Whilhelmus Gerhardus Ten
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Indesit Co Spa
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Publication date
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Priority to PT121872816T priority patent/PT2583613E/pt
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Description

Descrizione dell’Invenzione Industriale dal titolo:
“Macchina lavastoviglie”,
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Campo dell’invenzione
La presente invenzione si riferisce ad una macchina lavastoviglie avente una struttura che comprende un basamento ed una vasca di lavaggio supportata dal basamento, in cui il basamento definisce uno spazio di alloggiamento per componenti operativi della macchina ed in cui la vasca ha una parete inferiore, una parete superiore e pareti laterali.
Tecnica anteriore
Le moderne lavastoviglie sono sempre di più concepite per garantire una elevata qualità del processo di trattamento delle stoviglie ed uno sfruttamento efficiente delle risorge energetiche ed idriche. A tale scopo, le lavastoviglie sono provviste di sistemi funzionali ausiliari, in aggiunta al loro sistema idraulico principale preposto all’effettuazione del lavaggio in senso stretto.
Un esempio tipico di sistema ausiliario impiegato su alcune macchine è rappresentato da un sistema di ventilazione o asciugatura forzata delle stoviglie, che generalmente include un dispositivo di condensazione esterno alla vasca, addossato ad una sua parete stazionaria, oppure posizionato all’ interno della porta della macchina. In queste macchine, la qualità complessiva del trattamento risulta accresciuta in quanto, al termine di un ciclo di funzionamento della macchina, le stoviglie sono pressoché completamente asciutte e pronte per un nuovo utilizzo o per essere riposte.
Un altro esempio di sistema ausiliario è rappresentato da un sistema di accumulo di liquido, basato sull’impiego di un serbatoio, anch’esso generalmente addossato ad una parete della vasca di lavaggio, al suo esterno. In talune macchine il serbatoio di accumulo è previsto nell’ottica di riutilizzare, in un successivo ciclo di funzionamento, parte del liquido impiegato in un precedente ciclo (tipicamente il liquido impiegato nell’ultimo risciacquo delle stoviglie), oppure per ottenere, nell’ambito di una fase di un ciclo di lavaggio, un parziale riscaldamento di acqua da utilizzare in una successiva fase dello stesso ciclo, sfruttando lo scambio termico che - a seguito di fasi di trattamento a caldo- si realizza tra una parete della vasca ed il serbatoio ad essa addossato.
La realizzazione di macchine lavastoviglie equipaggiate con sistemi funzionali ausiliari del tipo indicato implica operazioni di montaggio sulla struttura della macchina di componenti - quali il dispositivo condensatore o il serbatoio - che sono diverse a seconda che la macchina da produrre sia dotata di un sistema di asciugatura a condensazione o di un sistema di accumulo di liquido. Molto spesso inoltre, la tipologia del sistema funzionale ausiliario della macchina, sia esso previsto per l’asciugatura o per l’accumulo di liquido, necessita la produzione e l’assemblaggio di componenti della struttura della macchina che sono differenziati tra loro.
Scopo e sommario dell’invenzione
La presente invenzione si propone essenzialmente di realizzare una lavastoviglie avente una struttura di base di concezione semplice ed economica, tale da consentire un agevole e preciso montaggio di un componente di un sistema funzionale ausiliario esterno alla vasca di lavaggio, quale un dispositivo condensatore o un serbatoio di accumulo. Scopo ulteriore dell’invenzione è quello di realizzare una tale macchina lavastoviglie la cui struttura di base possa essere la medesima, indipendentemente dal fatto che ad essa debba essere associato in fase produttiva un dispositivo condensatore o un serbatoio di accumulo.
Uno o più di questi scopi è raggiunto, secondo la presente invenzione, da una macchina lavastoviglie avente le caratteristiche indicate nella rivendicazione 1. Caratteristiche preferite dell’invenzione sono indicate nelle sotto-rivendicazioni. Le rivendicazioni costituiscono parte integrante dell'insegnamento tecnico fornito in relazione all'invenzione.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi dell'invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue di un esempio di attuazione fornito a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, effettuata con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
- la figura 1 è una vista prospettica parziale e schematica di una macchina lavastoviglie secondo l’invenzione, in una prima forma di attuazione;
- la figura 2 è una vista prospettica, parziale e schematica, di una porzione inferiore della macchina di figura 1;
- la figura 3 è una vista prospettica parziale e schematica, di alcune parti della macchina delle figure 1 e 2;
- la figura 4 è una vista prospettica schematica di un dispositivo condensatore impiegato nella macchina delle figure 1-3;
- la figura 5 è una vista prospettica parziale e schematica di una macchina lavastoviglie secondo l’invenzione, in una seconda forma di attuazione;
- la figura 6 è una vista prospettica, parziale e schematica, di una porzione inferiore della macchina di figura 5;
- la figura 7 è una vista prospettica schematica di un dispositivo di accumulo di liquido impiegato nella macchina delle figure 5-6;
- la figura 8 è una vista prospettica schematica di un dispositivo deviatore idraulico impiegato nella macchina delle figure 5-6;
- la figura 9 è una vista prospettica schematica di un dispositivo valvolare impiegato nella macchina delle figure 5-6;
- la figura 10 è una vista prospettica, parziale e schematica di una porzione superiore della vasca di lavaggio di una macchina secondo l’invenzione;
- la figura 11 è un dettaglio del dispositivo di figura 4 o del dispositivo di figura 7;
- le figure 12 e 13 sono due viste prospettiche, da diverse angolazioni, di un organo di fissaggio impiegato nella macchina secondo l’invenzione;
- la figura 14 è una vista prospettica, parziale e schematica, di una porzione superiore della macchina secondo l’invenzione; includente le parti di cui alle figure 10-13; e
- la figura 15 è un dettaglio di un sistema per l’accoppiamento inferiore dei dispositivi delle figure 4 o 7 ad un basamento della macchina secondo l’invenzione.
Descrizione di forme di attuazione preferite dell’invenzione
Il riferimento ad “una forma di attuazione ” all’interno di questa descrizione sta ad indicare che una particolare configurazione, struttura, o caratteristica descritta in relazione alla forma di attuazione è compresa in almeno una forma di attuazione. Quindi, la dizione “in una forma di attuazione ” e simili, presenti in diverse parti all’interno di questa descrizione, non sono necessariamente tutti riferite alla stessa forma di attuazione. Inoltre, le particolari configurazioni, strutture o caratteristiche possono essere combinate in ogni modo adeguato in una o più forme di attuazione. I riferimenti utilizzati nel seguito sono soltanto per comodità e non definiscono l’ambito di tutela o la portata delle forme di attuazione.
Si precisa inoltre che nel seguito della presente descrizione saranno descritti solo gli elementi utili per la comprensione dell’invenzione, dando per scontato - ad esempio - che la macchina secondo l’invenzione comprende tutti gli elementi di per sé noti per il funzionamento di una macchina lavastoviglie, ivi incluso un suo mobile esterno, un’interfaccia utente, un sistema di controllo, pompe, sensori di livello, resistenze, un sistema di irroratori delle stoviglie, eccetera.
In figura 1 è rappresentata in modo schematico una macchina lavastoviglie 1 secondo la presente invenzione, provvista di un sistema funzionale ausiliario. La macchina 1 è illustrata limitatamente alle parti di immediato interesse per la comprensione della presente invenzione.
La macchina 1 ha una struttura che comprende un basamento 2 ed una vasca di lavaggio 3, supportata dal basamento 2. Il basamento 2, realizzato ad esempio in materiale termoplastico stampato a iniezione, ha pareti laterali preferibilmente aperte e definisce uno spazio di alloggiamento 2a, entro il quale sono posizionati vari componenti funzionali della macchina 1, tra i quali ad esempio una pompa di lavaggio, una pompa di scarico, un pressostato, un pozzetto di raccolta del liquido di lavaggio, eccetera, qui non rappresentati per esigenze di maggior chiarezza dei disegni.
La vasca di lavaggio 3 è di concezione complessivamente nota, a parte le caratteristiche specifiche previste secondo l’invenzione, connesse alla disposizione di un dispositivo funzionale esterno alla vasca stessa: come risulterà maggiormente chiaro in seguito, tale dispositivo può essere, a seconda della configurazione della macchina secondo l’invenzione, un dispositivo condensatore, facente parte di un sistema per l’asciugatura delle stoviglie, oppure un serbatoio per l’accumulo di liquido.
La vasca 3 comprende una parete inferiore 3 a, una parete superiore 3b e quattro pareti laterali. Nelle figure sono visibili solo le pareti laterali stazionarie della vasca 3, ovverosia la parete posteriore 3c, e le pareti destra e sinistra, indicate con 3d e 3e; la quarta parete laterale della vasca 3, ossia la sua parete frontale, è costituita da un guscio interno della porta della macchina, qui non rappresentata (la cosiddetta “controporta”). Anche dalla figura 2 è visibile come la parete inferiore 3a della vasca definisca un’apertura centrale 3a', in corrispondenza della quale è montato il già citato pozzetto di raccolta - non rappresentato - integrante il sistema di filtraggio della macchina.
Nel caso dell’implementazione delle figure 1 e 2 il sistema funzionale ausiliario della macchina 1 è un sistema di asciugatura delle stoviglie, che include essenzialmente un gruppo di soffiaggio dell’aria di asciugatura, indicato complessivamente con 10, ed un dispositivo di condensazione o condensatore, indicato complessivamente con 30. Come ben visibile, il gruppo 10 è sostanzialmente installato all’interno dello spazio di alloggiamento 2a del basamento 2, mentre il condensatore 30 si estende sostanzialmente all’esterno della vasca 3.
Il gruppo 10 può essere realizzato con qualsiasi modalità nota alla persona esperta del ramo. A titolo meramente indicativo, e con riferimento all’esempio illustrato in figura 3, nell’ambito del gruppo 10 è individuabile un ventilatore 11, preferibilmente di tipo centrifugo, che ha una rispettiva chiocciola o involucro Ila, nel quale è alloggiata una girante 12, azionata da un relativo motore elettrico. L’involucro Ila ha una bocca di aspirazione 12a, preferibilmente sostanzialmente coassiale all’asse di rotazione della girante 12, ed una mandata, che è in comunicazione di fluido con un condotto di adduzione 15, previsto per immettere aria di asciugatura nella vasca 3. Il gruppo 10 integra di preferenza anche mezzi di riscaldamento dell’aria di asciugatura, i quali possono essere integrati lungo il condotto 15 o nella mandata del ventilatore 11; anche i mezzi di riscaldamento possono essere di qualunque tipologia nota e comprendere, ad esempio una resistenza elettrica o un radiatore integrante una pluralità di resistori di tipo PTC, o ancora un resistere serigrafato.
Nell’esempio illustrato l’ingresso dell’aria di asciugatura in vasca è definito in corrispondenza della parete inferiore 3a. Come visibile nelle figure 2 e 3, tale ingresso include un passaggio 20 della parete 3a (figura 3), definito in prossimità dell’angolo inferiore destro della vasca, ed un camino tubolare 21, che si estende attraverso tale passaggio, con interposizione di mezzi di tenuta e mezzi di fissaggio, di struttura di per sé nota. Il camino 21 ha un’estremità superiore ed un’estremità inferiore, che si aprono su lati opposti della parete 3 a, l’estremità superiore trovandosi ad una altezza superiore al livello raggiunto dall’acqua nel corso delle operazioni di lavaggio o risciacquo eseguite dalla macchina 1. All’estremità superiore del camino 21 è associato un cappuccio o coperchio 22, di concezione in sé nota, che definisce un percorso sostanzialmente schermato o a labirinto, mentre all’estremità inferiore è accoppiata l’estremità di uscita del condotto di adduzione 15, la cui estremità di ingresso - come detto - è in comunicazione di fluido con la mandata del ventilatore 11.
Nella forma di attuazione esemplificata nelle figure l’involucro Ila del ventilatore 11 è montato con l’asse di rotazione della relativa girante 12 - e quindi con la bocca di aspirazione 12a sostanzialmente coassiale al detto asse - che è orientato generalmente in orizzontale, o comunque trasversalmente all’altezza della macchina. Nell’esempio, la bocca 12a è rivolta verso l’interno del basamento 2, dove sono normalmente installati componenti funzionali (quali le pompe ed il pozzetto) che possono cedere calore all’aria aspirata.
Si noti che, in accordo a varianti di attuazione non illustrate, l’ingresso per l’aria di asciugatura in vasca può essere previsto anche in una delle pareti laterali della vasca 3, quale ad esempio la parete posteriore 3c o la parete laterale 3 e, con una diversa disposizione e conformazione del gruppo 10, e quindi del condotto 15. In tale caso, l’apertura presente nella parete 3c o 3e, in corrispondenza della quale si trova l’estremità di uscita del condotto 15, sarà provvista di un coperchio di schermatura, in sé noto, in luogo del camino 21.
Il condensatore 30, illustrato nel complesso in figura 4, consta essenzialmente di un corpo cavo 31 di materia plastica, di configurazione generalmente appiattita e formato preferibilmente in un pezzo unico. Il corpo 31 ha un’apertura superiore 32 che - come si vedrà - funge da ingresso per l’aria umida, destinato al posizionamento in corrispondenza di una relativa apertura della vasca 3, ed una seconda apertura 33, che -come si vedrà - funge da uscita per l’aria deumidificata, in comunicazione di fluido con l’ambiente esterno alla vasca 3. Come apprezzabile anche dalla figura 1, il corpo del condensatore 31 ha una prima porzione verticale 34 che - nella condizione installata - si estende assialmente nel senso dell’altezza della vasca 3, generalmente affacciata e parallela ad una parete laterale di quest’ultima, particolarmente la parete stazionaria 3d di destra. All’interno della porzione verticale 34 del condensatore è vantaggiosamente definito un percorso di condensazione per Tana umida in uscita dalla vasca 3.
Il corpo 31 del condensatore 30 include poi una seconda porzione generalmente orizzontale, indicata con 35, di dimensioni e sezione di passaggio decisamente minori rispetto alla porzione 34 e che si estende sostanzialmente perpendicolare a quest’ultima. Come ben visibile anche in figura 1, la porzione orizzontale 35 del corpo del condensatore 31 è generalmente affacciata e parallela alla parete superiore 3b della vasca 3. Come si vedrà, la porzione 35 del corpo cavo 31 del condensatore 30 è intesa per collegare la vasca 3 alla regione superiore della porzione 34. L’apertura 32 è a tale scopo definita nella porzione orizzontale 35 del corpo 30, e particolarmente nella sua faccia rivolta verso la parete superiore 3b della vasca 3.
Nell’esempio di attuazione illustrato, l’apertura 33 del condensatore 30, per l’uscita dell’aria deumidificata, si trova nella regione superiore della porzione verticale 34, in una posizione generalmente affiancata al tratto di raccordo 34a tra la stessa porzione 34 e la porzione orizzontale 35, ovvero all’ingresso dell’aria umida nel percorso di condensazione. Come si intuisce, il percorso di condensazione include quindi un tratto discendente, che si estende sostanzialmente dal tratto di raccordo 34a sin verso la regione inferiore della porzione verticale 34, ed un tratto ascendente, che si estende sostanzialmente da tale regione inferiore sino alla zona in cui si trova l’apertura 33 del corpo 31. A tale scopo, nel corpo 31 del condensatore 30 è definita almeno una parete longitudinale intermedia 38a, che si estende sostanzialmente dalla regione inferiore della porzione 34 sino quasi alla sua estremità superiore, in prossimità dell’apertura di uscita 33. Come apprezzabile particolarmente dalla figura 4, inoltre, in corrispondenza del tratto discendente del percorso di condensazione, il corpo del condensatore 31 è conformato sostanzialmente a labirinto; a tale scopo sono previste pareti trasversali 38b, con disposizione sostanzialmente interdigitata, alcune delle quali dipartendosi dalla parete longitudinale 38a.
Nella forma di attuazione raffigurata, le pareti 38a e 38b sono ottenute di pezzo nel corpo del condensatore, sostanzialmente in forma di scanalature sporgenti verso l’interno del corpo stesso. Un siffatto corpo cavo, di configurazione generalmente appiattita in un pezzo unico, è ad esempio ottenibile con vantaggio mediante stampaggio per soffiaggio o blow-molding di materiale termoplastico. Preferibilmente, all’estremità inferiore della porzione verticale 34 del corpo del condensatore 31, in una posizione sostanzialmente prossima al termine del tratto discendente 36 del percorso di condensazione, è definita una porzione terminale ristretta, che funge da ricettacolo di raccolta per l’acqua risultante dalla condensazione dell’aria umida. La suddetta porzione terminale è indicata con 39 nelle figure e presenta una apertura - non visibile, ma analoga a quella indicata con 39a in figura 7 - nella sua parte rivolta verso la vasca 3 o il basamento 2, in corrispondenza della quale è previsto un rispettivo raccordo di drenaggio, indicato con 39b. Di preferenza, a tale raccordo 39b è collegato un piccolo tubo, indicato con 41 nelle figure 1 e 3 che sfocia in una bacinella - non rappresentata -che è normalmente presente nella parte inferiore del basamento 2. La quantità di acqua che viene scaricata dal condensatore 30 è tendenzialmente molto modesta, per cui tale acqua può evaporare in modo naturale dalla bacinella in un breve periodo, senza accumuli prolungati nel tempo. In una possibile attuazione, comunque, all’interno della suddetta bacinella possono essere installati mezzi sensori di tipo in sé noto che, al rilevamento in un livello d’acqua ritenuto potenzialmente pericoloso, comandano una segnalazione per l’utilizzatore della macchina 1 e/o interrompono il funzionamento della macchina stessa.
Nel caso dell’implementazione delle figure 5 e 6, il sistema funzionale ausiliario che equipaggia la macchina 1 è - anziché un sistema di asciugatura delle stoviglie - un sistema di accumulo di liquido, che include essenzialmente una disposizione di riempimento/svuotamento ed un serbatoio , indicato con 30’. Come visibile anche dal confronto tra le figure 1 e 5, la posizione di installazione del serbatoio 30’ è sostanzialmente analoga a quella del condensatore 30 della prima forma di attuazione, ed il primo ha configurazione esterna molto simile a quella del secondo, in termini di forma e dimensioni esterne.
Pertanto, con riferimento alla figura 7, anche il serbatoio 30’ comprende un relativo corpo cavo 31 di materiale plastico, anch’esso ottenibile ad esempio mediante stampaggio a soffiaggio, nel quale possono essere individuate una porzione verticale 34, una porzione orizzontale 35 ed una relativa porzione di raccordo 34a, nonché una porzione terminale inferiore 39. Anche in questo caso, in corrispondenza della porzione orizzontale 35 è prevista un’apertura superiore 32 (si veda figura 11), mentre un’apertura inferiore 39a è prevista in corrispondenza della porzione terminale 39.
A differenza del corpo 31 del condensatore 30, il corpo 3Γ del serbatoio 30’ non necessita dell’apertura 33. Si noti peraltro che, in una possibile variante, lo stesso corpo 31 del dispositivo condensatore 30 della prima forma di attuazione può essere utilizzato con vantaggio come serbatoio di accumulo nella seconda forma di attuazione, nel qual caso l’apertura 33 sarà di preferenza sigillata. In ogni caso, stante la loro configurazione sostanzialmente simile, l’attrezzatura utilizzata per lo stampaggio dei corpi 31 e 3Γ può essere in larga parte la medesima, con la differenza che per lo stampaggio del corpo 3Γ non sono strettamente necessari né l’apertura 33, né le pareti 38a, 38b di figura 4.
La disposizione di riempimento e svuotamento del serbatoio 30’ impiegata nella macchina della figure 5 e 6 può essere di qualsiasi concezione nota nel settore. Nel caso esemplificato, tale disposizione sfrutta in parte i mezzi valvolari impiegati sulla macchina per alimentare in modo selettivo gli usuali due organi irroratori - non rappresentati - a fini dell’effettuazione di programmi di trattamento su di un carico ridotto o per l’effettuazione di fasi di lavaggio o risciacquo alternato (ossia eseguite alimentando uno solo o entrambi gli irroratori, oppure alimentando alternativamente uno o l’altro irroratore).
In una realizzazione preferita, i suddetti mezzi valvolari comprendono un dispositivo per l’alimentazione alternata degli irroratori, indicato con 40 in figura 6 (in tale figura, per esigenze di maggior chiarezza, non sono state rappresentata la parete inferiore della vasca ed altri componenti normalmente presenti nello spazio di alloggiamento 2a, quali pozzetto, pompa di lavaggio, pompa di scarico, eccetera). Il dispositivo 40, come i simili dispositivi secondo la tecnica nota, ha un involucro 41 provvisto di un ingresso 42, destinato al collegamento con la mandata di una nota pompa di lavaggio, e due uscite principali 43 e 44, collegate rispettivamente all’alimentazione dell’irroratore inferiore e dell’irroratore superiore, l’uscita 43 avendo preferibilmente sezione di passaggio inferiore rispetto all’uscita 44. All’interno dell’involucro 41 è montato mobile un organo otturatore o distributore, azionabile da un relativo attuatore esterno per assumere almeno una prima posizione, di apertura di entrambe le uscite 43 e 44, ed almeno una seconda posizione, di apertura dell’uscita 44 e di chiusura dell’uscita 43 e/o viceversa, il tutto secondo tecnica nota.
In una particolare forma di attuazione dell’invenzione, quale quella rappresentata, il dispositivo 40 è adattato in modo che l’involucro 41 definisca aggiuntivamente una ulteriore uscita, indicata con 45, che è sempre in comunicazione di fluido con l’ingresso 42, indipendentemente dalla posizione operativa del suddetto organo otturatore. A tale uscita 45 è collegata la prima estremità di un tubo, indicato con 46 in figura 6, la cui seconda estremità è collegata all’apertura inferiore 39a del serbatoio 30’, con interposizione di una valvola, indicata con 50, di qualunque concezione nota.
Nella forma di attuazione esemplificata, la valvola 50, rappresentata in figura 9, include un corpo di raccordo 50a avente un ingresso 51, al quale è collegato il tubo 46, ed un’uscita 52, collegata con interposizione di idonei mezzi di tenuta all’apertura 39a del serbatoio 30’. Tra l’ingresso 51 e l’uscita 52, alTinterno del corpo 50a è operativo un otturatore, azionabile mediante un attuatore, qui rappresentato da un attuatore elettro-termico 53, in sé noto. La valvola 50 è di tipo normalmente chiuso: pertanto, in assenza di alimentazione all’attuatore 53, il tubo 46 non è in comunicazione di fluido con l’interno del serbatoio 30’.
Secondo una caratteristica vantaggiosa dell’invenzione, indipendentemente dal fatto che la macchina 1 sia equipaggiata con il sistema di asciugatura della prima forma di attuazione oppure con il sistema di accumulo della seconda forma di attuazione, la struttura di base della macchina 1 è la medesima.
A tale scopo, nella parete superiore 3b della vasca 3 è definito un foro passante, indicato con 60 in figura 10, preferibilmente circolare e formato in corrispondenza di una zona 61 della stessa parete 3b che è leggermente imbutita verso l’esterno. Dall’altro lato, come visibile in figura 11, l’apertura superiore 32 del condensatore 30 o del serbatoio 30’ è definita da un attacco sporgente, definito nella faccia della porzione di corpo 35 che è destinata ad essere affacciata alla parete superiore 3b della vasca 3. Nell’esempio, tale attacco consta essenzialmente di un tratto cilindrico 62, destinato ad essere innestato nel foro 60, con eventuale interposizione di mezzi di tenuta. Alla parte del tratto cilindrico 62 che sporge alTinterno della vasca 3 viene poi accoppiato un organo di fissaggio; a tale scopo, nella realizzazione preferita, il tratto cilindrico 62 è filettato.
Nelle figure 12 e 13 è rappresentata con viste diverse una possibile forma di attuazione del suddetto organo di fissaggio, indicato complessivamente con 65, che funge vantaggiosamente anche da schermatura per l’apertura 32. Nell’esempio, l’organo 65 è configurato essenzialmente in guisa di tappo, avente un corpo formato in un pezzo unico di materiale termoplastico stampato. Il corpo dell’organo 65 ha una parte a ghiera provvista di madrevite 65a, alla quale è collegato, tramite porzioni montanti 65b, una parete frontale 65c: in tal modo, tra la suddetta parte a ghiera e la parete frontale 65c risultano definiti passaggi radiali 65d. Nella sua porzione anulare a ghiera, il corpo dell’organo 65 definisce vantaggiosamente una sede per una guarnizione anulare 66. Come si intuisce, quindi, ai fini del fissaggio superiore del corpo cavo - sia esso il corpo cavo 31 del dispositivo condensatore 30 o il corpo cavo 3Γ del serbatoio di accumulo 30’ - il tratto cilindrico 62 viene innestato nel foro passante 60 della parete superiore 3b della vasca 3 e sulla sua parte sporgente all’interno della vasca viene serrato l’organo 65. La condizione assemblata è ben visibile in figura 14: si apprezzerà che, grazie all’imbutitura 61, l’organo 65 non costituisce un ingombro significativo verso l’interno della vasca 3.
In una forma di attuazione i corpi 31 e 3Γ del condensatore 30 e del serbatoio 30’ integrano vantaggiosamente anche mezzi di accoppiamento impiegati per stabilire il posizionamento ed il fissaggio dei corpi stessi al basamento 2 della macchina 1. Come si nota in particolare nelle figure 4 e 7, nella porzione terminale ristretta 39 del corpo 31 o 31’ sono ricavate integrali due flange laterali 70, provviste di rispettivi fori. Dalle stesse figure si nota inoltre come, dal bordo inferiore della porzione verticale 34, in posizioni laterali rispetto alla porzione terminale 39, si dipartano verso il basso due appendici o pioli 71, sostanzialmente verticali, anch’essi ricavati integralmente nel corpo 31 o 3 Γ ed aventi preferibilmente sezione cilindrica o leggermente tronco-conica. Sia le flange laterali 70 che i pioli 71 sono ottenibili facilmente in un pezzo unico con il corpo 31 o 3Γ nel corso del relativo stampaggio.
Dall’altro lato, il basamento 2 presenta mezzi di accoppiamento destinati a cooperare con quelli definiti nella parte inferiore del corpo del dispositivo condensatore 30 o del serbatoio 30’. A tale scopo, nella forma di attuazione esemplificata in figura 15, il basamento 2 presenta, nel suo lato corrispondente alla parete 3d della vasca 3, e preferibilmente in corrispondenza del suo bordo superiore, due tratti di parete in aggetto 72, tra i quali è definito uno spazio di posizionamento per la porzione terminale 39 del corpo 31 o 3Γ. In ciascun tratto di parete è definita una rispettiva sede 72a, per rinserimento di un relativo piolo 71. Nel corpo del basamento 2, in posizione inferiore rispetto ai tratti di parete in aggetto 72 sono poi definite formazioni - una sola visibile, indicata con 73 - provviste di un rispettivo foro, atto a ricevere una relativa vite di fissaggio 74, inserita passante nell’apertura di una relativa flangia laterale 70. Anche i tratti di parete in aggetto 72, con le relative sedi 72a, e le formazioni 73, con i relativi fori, sono vantaggiosamente formate integralmente nel basamento 2, nel corso del suo stampaggio. Le viti 74 sono preferibilmente di tipo autofilettante.
Come si intuisce, l’accoppiamento tra il foro superiore 60 della vasca 3 e l’attacco cilindrico 62 (figure 10 e 11) e l’accoppiamento tra i pioli 71 e le relative sedi 72a del basamento 2 (figura 15) agevola il montaggio ed il preciso posizionamento del corpo 31 o 3Γ sulla struttura rappresentata dal basamento 2 e dalla vasca 3, particolarmente garantendo la corretta posizione tra la parte verticale del 34 del corpo 31 o 31’ e la parete laterale 3d della vasca 3. La presenza dei tratti di parete in aggetto 72 consente di scaricare su questi il peso del condensatore 30 o del serbatoio 30’, la qual cosa è particolarmente utile nel secondo caso, atteso che il serbatoio è destinato ad essere riempito con acqua).
Le modalità di funzionamento della macchina 1 secondo le due forme di attuazione illustrate prescindono dalle finalità della presente invenzione. In termini generali, la macchina 1 secondo l’invenzione è dotata di un proprio sistema di controllo con relativa interfaccia utente, di concezione sostanzialmente nota, che consente la selezione, l’avvio ed il controllo di una pluralità di programmi di lavaggio. Almeno uno di tali programmi è configurato per gestire il funzionamento del sistema di asciugatura, nel caso della prima forma di attuazione, e del sistema di accumulo di liquido, nel caso della seconda forma di attuazione.
Ad esempio, nel caso della forma di attuazione delle figure 1-4, dopo la fase di scarico del corso dell’ultimo passo del programma che prevede l’impiego di liquido (tipicamente l’ultimo risciacquo), il sistema di controllo comanda l’avvio del ventilatore 1 1 del gruppo 10 e l’alimentazione dei mezzi di riscaldamento. L’aria aspirata tramite la bocca 12a del ventilatore viene quindi forzata nel condotto 15 di adduzione dell’aria di asciugatura. All’uscita dal condotto 15 l’aria riscaldata passa nel camino 21 e, attraverso il coperchio 22, si diffonde nella vasca 3 dal basso, investendo le stoviglie contenute nei cesti interni alla vasca (non rappresentati). Il preriscaldamento dell’aria, quando previsto, è volto a favorire e velocizzare il processo di asciugatura delle stoviglie. L’aria calda tende a salire dal basso verso l’alto, con ciò favorendo anche il deflusso dell’aria umida verso l’uscita superiore (ovvero attraverso i passaggi 65d dell’organo 65 montato in corrispondenza dell’apertura superiore 32 del dispositivo condensatore 30), la quale aria umida tende comunque già di per sé a spostarsi in modo naturale nella parte alta della vasca 3. L’aria umida penetra quindi nella porzione orizzontale 35 del condensatore 31, per giungere poi nella porzione verticale 34. L’aria percorre quindi il tratto discendente del percorso di condensazione, cedendo umidità, per poi risalire lungo il tratto ascendente e fuoriuscire sostanzialmente deumidificata nell’ambiente esterno, tramite l’apertura 33 di figura 4. L’acqua di condensazione viene raccolta nella porzione terminale 39, da dove è evacuata tramite il tubo 4L
Nel corso delle fasi di lavaggio previste da un programma di funzionamento della macchina 1, la presenza del camino 21 con il relativo coperchio 22 previene il passaggio di acqua verso l’interno del condotto 15. Come detto, peraltro, l’apertura attraverso la quale l’aria di asciugatura viene immessa in vasca potrebbe anche trovarsi in una delle pareti laterali della macchina, in posizione più alta rispetto al livello massimo raggiungibile dal liquido in vasca.
Nel caso della forma di attuazione delle figure 5-9, ad esempio, prima della fase di scarico del liquido impiegato per l’ultimo risciacquo, il sistema di controllo della macchina comanda l’apertura della valvola 50 e 1’awiamento della pompa di lavaggio. La pompa forza il liquido di risciacquo nell’ingresso 42 del dispositivo 40 (figure 6 e 8) e parte di tale liquido, oltre che essere alimentato ad uno o entrambi gli irroratori, tramite le uscite 43 e/o 44 (preferibilmente al solo irroratore superiore, la cui condotta di alimentazione presenta maggiori perdite di carico), è libera di fluire nell’uscita 45, e quindi nel serbatoio 30’, attraverso il tubo 46. Il serbatoio 30’ viene in tal modo progressivamente riempito dal basso. La fase di riempimento può essere ad esempio controllata a tempo. Essendo note la portata della pompa di lavaggio, la sezione dei vari passaggi (dispositivo 40, tubo 46, valvola 50) ed i tempi di apertura/chiusura della valvola 50, la fase di riempimento del serbatoio può infatti durare un lasso di tempo predeterminato, onde ottenere un certo livello di riempimento del serbatoio, sostanzialmente predeterminato. Si noti che, vantaggiosamente, la porzione orizzontale 35 del serbatoio, con l’attacco 62, la relativa apertura 32 e l’organo 65 fungono in questo caso anche da sfiato e/o sistema di troppo pieno per il serbatoio (in altri termini, nel corso del riempimento e dello svuotamento del serbatoio 30, l’aria è libera di uscire ed entrare, rispettivamente, nel serbatoio 30 e, anche nel caso in cui il liquido immesso nel serbatoio 30 dovesse per qualsiasi ragione raggiungere la porzione orizzontale 35, il liquido in eccesso può ricadere in vasca dall’alto, attraverso i passaggi 65 d dell’organo 65).
Dopo il tempo programmato di riempimento del serbatoio, il sistema di controllo interrompe l’alimentazione dell’attuatore 53 della valvola 50, che quindi si richiude, ed avvia poi la pompa di scarico, per evacuare dalla macchina l’eventuale residuo di liquido di risciacquo ancora presente in vasca.
All’avvio di un successivo programma di lavaggio, il sistema di controllo comanda una nuova apertura della valvola 50, in assenza di alimentazione della pompa di lavaggio e di caricamento di acqua dalla rete idrica esterna. In tal modo, il liquido presente nel serbatoio 30’ può defluire per gravità - tramite il tubo 46 - sino al dispositivo 40 prima ed alla pompa poi, e quindi al pozzetto della vasca 3, a cui è collegato il ramo di aspirazione della pompa di lavaggio. In sostanza, quindi, in fase di svuotamento, il liquido defluisce in vasca dal serbatoio 30’ con un percorso inverso a quello seguito in fase di riempimento. Il liquido così immesso in vasca può essere utilizzato, nell’esempio considerato e dopo la richiusura della valvola 50, ai fini dell’esecuzione di una prima fase di lavaggio delle stoviglie. Il liquido scaricato dal serbatoio è sostanzialmente a temperatura ambiente e ciò consente di ottenere, oltre al recupero di liquido, anche un certo risparmio energetico per il suo riscaldamento (particolarmente quando l’acqua di rete ha temperatura inferiore alla temperatura ambiente). Dopo l’effettuazione della suddetta prima fase di lavaggio, il liquido viene poi scaricato dalla vasca, tramite l’usuale pompa di scarico.
Il volume di liquido caricato nel serbatoio 30’ può essere minore, maggiore o pari al volume necessario per l’effettuazione di una fase di lavaggio. Nel primo caso, quindi, il sistema di controllo comanderà una fase aggiuntiva di caricamento di acqua dalla rete idrica sino al livello necessario, ad esempio rilevato con idoneo sensore (quale un pressostato). Nel secondo caso, la valvola 50 verrà aperta per un tempo tale da assicurare uno scarico parziale del serbatoio 30’, ovvero il deflusso di un volume di liquido sostanzialmente corrispondente a quello necessario all’effettuazione della fase di lavaggio. Nel terzo caso, il tempo di apertura della valvola 50 sarà tale da consentire il completo svuotamento del serbatoio 30’. Va da sé che, nel secondo caso citato, il controllo della valvola 50, ai fini dello svuotamento parziale del serbatoio 30’, può essere anche realizzato sfruttando un noto sensore di livello presente in vasca, quale un pressostato (in sostanza, quando il sensore rileva il raggiungimento del livello di liquido necessario all’ effettuazione della fase di lavaggio, il sistema di controllo comanda la chiusura della valvola 50, che potrà anche essere di tipo a solenoide). E’ parimenti chiaro che - in forme di attuazione più sofisticate - il processo di riempimento/svuotamento del serbatoio potrebbe essere controllato prevedendo un relativo sensore (ad esempio un misuratore di flusso a turbina) tra il dispositivo 40 e la valvola 50, o tra la valvola 50 e l’apertura inferiore 39a del serbatoio 30’.
La macchina 1 secondo l’invenzione può essere del tipo a libera installazione, nel qual caso essa sarà provvista di un mobile esterno, con il corpo cavo generalmente appiattito del condensatore 30 o del serbatoio 30’ che è tranquillamente alloggiabile anche nell’esiguo interstizio normalmente esistente tra il mobile esterno e le pareti laterali e superiore della vasca di una lavastoviglie. Ovviamente la macchina 1 potrà anche essere del tipo ad incasso, e quindi priva di un mobile che racchiude completamente la vasca 3.
Dalla descrizione effettuata risultano chiare le caratteristiche ed i vantaggi della presente invenzione. La struttura di macchina secondo l’invenzione è di costruzione semplice ed economica ed i suoi componenti essenziali, rappresentati dal basamento 2 e dalla vasca 3 possono essere sempre i medesimi, indipendentemente dal fatto che il sistema funzionale ausiliario che equipaggia la lavastoviglie da produrre sia un sistema di asciugatura oppure un sistema di accumulo di liquido, con evidenti vantaggi in termini di standardizzazione produttiva. Anche la costruzione del condensatore 30 e del serbatoio 30’ può essere effettuata in massima parte utilizzando la medesima attrezzatura di stampaggio.
Il montaggio del componente del sistema ausiliario che è esterno alla vasca -sia esso il condensatore 30 o il serbatoio 30’ - è realizzabile con operazioni semplici ed elementari e consente di ottenere una configurazione molto compatta. Nella realizzazione preferita., il corretto posizionamento delle parti è assicurato dalla presenza delle due zone di posizionamento/vincolo (nella parte alta, in corrispondenza del cielo della vasca, e nella parte bassa, in corrispondenza del basamento).
Il foro 60 previsto nella parete superiore 3b della vasca, in abbinamento all’apertura superiore 32 del corpo 31 o 3Γ consente benefici in entrambe le configurazioni della macchina. Nel caso di un sistema di asciugatura si ottiene in tal modo un’uscita superiore per l’aria umida, il che facilita l’evacuazione del vapore, che tende in modo naturale a salire verso l’alto e ad accumularsi presso la parete superiore 3b. Nel caso di sistema di accumulo, gli stessi mezzi realizzano uno sfiato e/o una sicurezza di troppo pieno per il serbatoio 30’.
E’ chiaro che numerose varianti sono possibili per la persona esperta del ramo alla macchina lavastoviglie descritta come esempio, senza per questo uscire dall’ambito dell’invenzione così come definita nella rivendicazioni allegate.
Nel caso esemplificato della forma di attuazione delle figure 4-9, si è fatto riferimento ad un dispositivo 40 con un’uscita 45 sempre aperta e controllata mediante la valvola esterna 50. E’ peraltro chiaro che, in un’altra possibile implementazione, l’otturatore interno al dispositivo 40 può essere configurato in modo da assumere una posizione di chiusura delle uscite 43-44 e di apertura contemporanea della sola uscita 45 (oltre che ovviamente, posizioni di apertura delle uscite 43 e/o 44, con contemporanea chiusura dell’uscita 45): in un tale caso, quindi, la valvola 50 non è strettamente necessaria.
Come detto, le modalità operative di gestione del sistema di accumulo di liquido (riempimento e svuotamento del serbatoio 30’, nonché impiego del liquido) prescindono dalle finalità dell’invenzione: pertanto, nella pratica attuazione dell’invenzione, tali modalità operative potranno variare da quelle in precedenza esemplificate. In tale ottica, il riempimento totale o parziale del serbatoio 30’ potrebbe ad esempio avvenire anche con acqua sostanzialmente pulita, in una delle fasi iniziali di un ciclo di lavaggio - ad esempio prima della prima fase del lavaggio impiegando un dispositivo 40 secondo la precedente variante di attuazione. L’acqua così stoccata nel serbatoio 30’ può - nel corso di una o più successive fasi a caldo del programma -essere almeno parzialmente riscaldata, grazie allo scambio termico tra la vasca 3 ed il corpo 3Γ del serbatoio, in vista dell’esecuzione di una successiva fase di trattamento, in corrispondenza della quale verrà effettuato lo svuotamento del serbatoio.
Altra possibilità è quella di procedere al caricamento con acqua pulita del serbatoio nel corso di ciclo di lavaggio, ad esempio al termine delle relative fasi di trattamento, e procedere poi allo svuotamento del serbatoio stesso nel corso di un ciclo di lavaggio successivo. Anche in tale caso, il liquido scaricato dal serbatoio sarà sostanzialmente a temperatura ambiente, consentendo un certo risparmio energetico per il suo riscaldamento.
In una ulteriore possibile variante la macchina secondo l’invenzione presenta un ulteriore irroratore, sostanzialmente a doccia, montato in corrispondenza della parete superiore 3b della vasca 3. In tale realizzazione, il dispositivo 40, con i relativi involucro ed otturatore interno, sarà configurato in modo da avere, oltre alle uscite 43, 44 e 45, una ulteriore uscita collegata all’ alimentazione del suddetto terzo irroratore. Eventualmente, anche in questa variante è possibile configurare l’otturatore interno al dispositivo 40 in modo da assumere anche una posizione in cui le tre uscite principali sono chiuse e l’uscita 45 è aperta: in un tale caso, quindi, la valvola 50 non è strettamente necessaria.

Claims (14)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Una macchina lavastoviglie avente una struttura che comprende un basamento (2) ed una vasca di lavaggio (3) supportata dal basamento (2), in cui il basamento (2) definisce uno spazio di alloggiamento (2a) per componenti operativi della macchina ed in cui la vasca (3) ha una parete inferiore (3a), una parete superiore (3b) e pareti laterali stazionarie (3c-3e), la macchina (1) avendo un sistema funzionale ausiliario, quale un sistema di asciugatura di stoviglie o un sistema per l’accumulo di liquido, che comprende un corpo (31; 3Γ) con una prima porzione (34) che è generalmente verticale ed affacciata ad una parete laterale stazionaria (3d) della vasca (3), il corpo (31; 3Γ) definendo una cavità interna ed avendo almeno una prima apertura (32) per porre detta cavità in comunicazione di fluido con l’interno della vasca (3), caratterizzata dal fatto che - il detto corpo (31; 3Γ) ha una seconda porzione (35) che è generalmente orizzontale ed affacciata alla parete superiore (3b) della vasca (3), la prima apertura (32) del detto corpo (31; 3Γ) essendo definita nella detta seconda porzione (35), in corrispondenza di una sua prima faccia che è rivolta verso la parete superiore (3b) della vasca (3), - la parete superiore (3b) della vasca (3) ha un’apertura passante (60) alla quale la prima apertura (32) del detto corpo (31; 3Γ) è operativamente accoppiata, la seconda porzione (35) del detto corpo (31, 3Γ) essendo assicurata alla parete superiore (3b) della vasca (3) in corrispondenza di detta apertura passante (60).
  2. 2. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 1, in cui il detto corpo (31; 3Γ) integra, in una regione di estremità della prima porzione (34) che è generalmente opposta alla seconda porzione (35), primi mezzi di posizionamento (70, 71), suscettibili di accoppiamento con rispettivi secondi mezzi di posizionamento (72, 73) del basamento (2).
  3. 3. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, in cui la prima apertura (32) del detto corpo (31; 3Γ) è definita da un tratto tubolare (62) della seconda porzione (35), che è sporgente dalla detta prima faccia ed è innestato nella detta apertura passante (60).
  4. 4. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 2, in cui i primi mezzi di posizionamento (70, 71) comprendono almeno due appendici (71) sporgenti verso il basso da un bordo inferiore della prima porzione (34) del detto corpo (31; 3Γ) ed i secondi mezzi di posizionamento (72, 73) comprendono due pareti in aggetto (72) del basamento (2), in ciascuna delle quali è definita una rispettiva sede (72a) per una relativa appendice (71).
  5. 5. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 2 o la rivendicazione 4, in cui i primi mezzi di posizionamento (70, 71) comprendono flange (72) sporgenti lateralmente da una parte terminale inferiore (39) della prima porzione (34) del detto corpo (31; 3Γ) ed i secondi mezzi di posizionamento (72, 73) comprendono formazioni (73) del basamento (2), in ciascuna delle quali è definito un foro per fissaggio, tramite vite (74), di una relativa flangia (71).
  6. 6. La macchina lavastoviglie secondo le rivendicazioni 4 e 5, in cui la detta parte terminale inferiore (39) è in posizione intermedia alle due appendici (71) e le pareti in aggetto (72) sono distanziate l’una rispetto all’altra, per ricevere tra loro la detta parte terminale inferiore (39).
  7. 7. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 3, in cui il detto tratto tubolare (62) ha una filettatura almeno in una sua parte sporgente all’interno della vasca (3), e su di esso è avvitato un organo di fissaggio (65), preferibilmente configurato per schermare la detta prima apertura (32).
  8. 8. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 7, in cui l’apertura passante (60) è definita in corrispondenza di una zona imbutita (61) della parete superiore (3b) della vasca (3).
  9. 9. La macchina lavastoviglie secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il detto corpo (31) appartiene ad un dispositivo di condensazione (30) facente parte di un sistema per l’asciugatura di stoviglie, la detta prima apertura (32) realizzando un ingresso della detta cavità per aria umida da evacuare dalla vasca (3).
  10. 10. La macchina lavastoviglie secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 9, in cui il detto corpo (3Γ) appartiene ad un serbatoio (30’) facente parte di un sistema per l’accumulo di liquido, la detta prima apertura (32) realizzando un’apertura di sfiato e/o un’uscita del serbatoio (30’), particolarmente un’uscita di troppo pieno.
  11. 11. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 9, in cui il detto corpo (31) ha almeno una tra una seconda apertura (39a) per l’evacuazione di acqua di condensazione ed una terza apertura (33) per l’uscita di aria deumidificata.
  12. 12. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 10, in cui il detto corpo (31) ha almeno una seconda apertura (39a) per l’ingresso di liquido nella relativa cavità.
  13. 13. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 11 o la rivendicazione 12, in cui la detta seconda apertura (39a) è definita in una parte terminale inferiore (39) della prima porzione (34) del detto corpo (31; 31’).
  14. 14. La macchina lavastoviglie secondo la rivendicazione 13, in cui il sistema di accumulo è predisposto in modo tale per la detta seconda apertura (39a) funga alternativamente da ingresso e da uscita per il liquido rispetto a detta cavità, alla seconda apertura (39a) essendo operativamente associati mezzi valvolari (40, 50).
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