ITTO20121088A1 - Braccio di collegamento per collegare uno specchietto retrovisore ad un elemento di sostegno fissato ad un parabrezza - Google Patents

Braccio di collegamento per collegare uno specchietto retrovisore ad un elemento di sostegno fissato ad un parabrezza Download PDF

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DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“BRACCIO DI COLLEGAMENTO PER COLLEGARE UNO SPECCHIETTO RETROVISORE AD UN ELEMENTO DI SOSTEGNO FISSATO AD UN PARABREZZAâ€
La presente invenzione à ̈ relativa ad un braccio di collegamento per collegare uno specchietto retrovisore ad un elemento di sostegno fissato ad un parabrezza.
Com’à ̈ noto, gli autoveicoli prevedono, nel proprio abitacolo, uno specchietto retrovisore fissato al parabrezza tramite un dispositivo di collegamento formato normalmente da due elementi.
Il primo à ̈ un elemento di sostegno avente una piastra, affacciata e fissata alla superficie interna del parabrezza. Un cosiddetto “bottone†sporge dalla piastra ortogonalmente alla piastra stessa. Tale “bottone†ha un contorno sostanzialmente esagonale o trilobato e definisce una sede per l’aggancio di una molla.
Il secondo, invece, à ̈ un braccio, il quale à ̈ definito da un corpo realizzato in un sol pezzo in materiale metallico e, ad una estremità, ospita uno snodo per il collegamento dello specchietto retrovisore. All’estremità opposta del braccio, à ̈ fissata tramite viti la suddetta molla. Tale molla ha tre alette elastiche, che sono disposte a 120° l’una rispetto all’altra e si agganciano ai rispettivi lobi del “bottone†. In particolare, in fase di montaggio, il braccio viene appoggiato assialmente contro la piastra, disponendo le alette della molla in posizioni alternate ai lobi del “bottone†, e poi viene ruotato in modo da agganciare le tre alette ai rispettivi lobi. La rotazione à ̈ di circa 60° e termina quando un dente del braccio scatta in una corrispondente sede di ritenzione realizzata lungo il bordo della piastra. In questo modo, i lobi del “bottone†trattengono assialmente il braccio, mentre la sede di ritenzione della piastra impedisce al braccio di ruotare. Il sistema di antirotazione ricavato sul braccio deve essere durevole nel tempo per consentire ripetuti cicli di assemblaggio in caso di assistenza o manutenzione. Si deduce quindi l’esigenza di realizzarlo in materiale metallico.
Le soluzioni del tipo sopra descritto sono ampiamente utilizzate, ma hanno alcuni inconvenienti. Il principale inconveniente risiede nel fatto che la scelta del materiale del braccio implica masse sospese relativamente elevate, a causa del peso specifico del materiale metallico. In caso di incidente, infatti, tale massa à ̈ sottoposta all’accelerazione subita in fase di urto e tende a far sganciare il braccio dal “bottone†, mettendo in pericolo gli occupanti dell’autoveicolo. In altre parole, lo sgancio à ̈ dovuto essenzialmente alle elevate forze di inerzia agenti sul braccio in caso di incidente: tali forze, facendo ruotare il braccio in senso opposto a quello con cui à ̈ stato montato, provocano un rilascio del dente dalla sede di ritenzione della piastra e, subito dopo, lo sfilamento delle alette elastiche dai rispettivi lobi.
In secondo luogo, le soluzioni note del tipo sopra descritto, sono relativamente costose da realizzare innanzitutto per la materia prima che à ̈ relativamente pregiata e comporta necessariamente un processo di verniciatura, piuttosto oneroso, per rendere il braccio apprezzabile dal punto di vista estetico. Inoltre gli stampi per materiali metallici sono generalmente complessi. Prevedere specchietti retrovisori con bracci metallici verniciati, insomma, significa andare in contro a investimenti elevati e costi del singolo pezzo relativamente alti.
È poi importante sottolineare che ciascun braccio deve essere progettato con dimensioni e forme diverse da vettura a vettura, in funzione della posizione che à ̈ stata stabilita nell’abitacolo per lo specchietto retrovisore, delle esigenze estetiche dell’abitacolo e delle specifiche di resistenza da soddisfare. Di conseguenza, sono necessari stampi diversi l’uno dall’altro, per definire la sagoma dei rispettivi bracci metallici, i quali, come sopra descritto, prevedono investimenti più elevati.
Soluzione a tali inconvenienti potrebbe essere teoricamente quella di realizzare il braccio in materiale plastico, più leggero e più economico: tuttavia, questa soluzione contrasterebbe con le esigenze tecniche di durevolezza nel tempo sopra descritte.
Scopo della presente invenzione à ̈ quello di realizzare un braccio di collegamento per collegare uno specchietto retrovisore ad un elemento di sostegno fissato ad un parabrezza, il quale consenta di risolvere in modo semplice ed economico gli inconvenienti sopra esposti, senza compromettere la funzionalità del collegamento del braccio all’elemento di sostegno.
Secondo la presente invenzione viene realizzato un braccio di collegamento per collegare uno specchietto retrovisore ad un elemento di sostegno fissato ad un parabrezza, come definito nella rivendicazione 1.
Per una migliore comprensione della presente invenzione viene ora descritta una forma di realizzazione preferita, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni allegati, nei quali:
- la figura 1 Ã ̈ una prospettiva che mostra una preferita forma di attuazione del braccio di collegamento per collegare uno specchietto retrovisore ad un elemento di sostegno fissato ad un parabrezza secondo la presente invenzione;
- la figura 2 mostra in prospettiva ed in esploso il braccio di collegamento della figura 1; e
- le figure 3 e 4 illustrano, con parti asportate per chiarezza, rispettive sezioni del braccio di collegamento, ricavate secondo le linee di sezione III-III e IV-IV indicate in figura 2.
In figura 1, il numero di riferimento 1 indica un dispositivo di collegamento, il quale collega uno specchietto retrovisore 2 (schematicamente illustrato in linea tratteggiata) ad un parabrezza 3 (parzialmente illustrato) all’interno dell’abitacolo di un autoveicolo.
Il dispositivo 1 comprende un elemento di sostegno 4, di tipo di per sé noto, realizzato in materiale metallico e, a sua volta, comprendente una piastra 5, che à ̈ affacciata e fissata alla superficie interna 6 del parabrezza 3, ad esempio tramite incollaggio.
Come mostrato nelle figure 3 e 4, l’elemento di sostegno 4 comprende, inoltre, un perno 7, il quale à ̈ denominato generalmente “bottone†, sporge dalla piastra 5 in senso opposto al parabrezza 3 lungo un asse 8 sostanzialmente ortogonale alla piastra 5 e al parabrezza 2 e ha un contorno poligonale, comprendente una pluralità di lobi 9, preferibilmente in numero di tre, distanziati l’uno dall’altro attorno all’asse 8 e definenti rispettive porzioni di aggancio. Il “bottone†7 può essere realizzato in un pezzo solo con la piastra 5, oppure essere un pezzo distinto fissato alla piastra 5 stessa.
Con riferimento alla figura 2, il dispositivo 1 comprende, inoltre, un braccio di collegamento 10, il quale à ̈ costituito da almeno due pezzi, uno dei quali à ̈ definito da una interfaccia 11 in materiale metallico, fissata all’elemento di sostegno 4 tramite un elemento elastico 13, mentre l’altro pezzo à ̈ definito da un gambo 12 allungato in materiale plastico.
Il gambo 12 si estende a sbalzo dall’interfaccia 11 dalla parte opposta rispetto alla posizione dell’elemento elastico 13 e termina con due porzioni 14,15 opposte: la porzione 14 à ̈ coassiale all’interfaccia 11 lungo l’asse 8 ed à ̈ fissata all’interfaccia 11, ad esempio tramite una o più viti 16; la porzione 15, invece, definisce uno snodo, a cui lo specchietto retrovisore 2 à ̈ accoppiato in modo noto e non illustrato. Nel particolare esempio descritto, la porzione 15 definisce una sede 17 atta ad alloggiare una testa sferica facente parte dello specchietto retrovisore.
In alternativa, la porzione 15 può essere definita da una testa sferica che impegna una sede dello specchietto retrovisore.
Con riferimento alla sezione di figura 4, preferibilmente, la porzione 14 ha, per ciascuna vite 16, una relativa sede 18 interna, dove à ̈ annegata una corrispondente madrevite 19 realizzata in materiale metallico. Le madreviti 19 si estendono lungo rispettivi assi 20 paralleli all’asse 8 e sono fisse rispetto al gambo 12, per poter avvitare gli steli 21 filettati delle viti 16 e serrare assialmente l’interfaccia 11 tra il gambo 12 e la testa 22 delle viti 16.
In particolare, il materiale plastico del gambo 12 à ̈ sovrastampato sulla superficie esterna delle madreviti 19, in modo da lasciare due fori 23 che sono realizzati su una faccia 24 appoggiata assialmente contro l’interfaccia 11 e sono coassiali con le madreviti 19 in modo da definire rispettivi ingressi in cui infilare gli steli 21 durante il montaggio.
Preferibilmente, le viti 16, oltre a fissare il gambo 12, fissano anche l’elemento elastico 13 all’interfaccia 11. In particolare, l’elemento elastico 13 comprende una porzione a piastra 25, la quale à ̈ serrata assialmente tra l’interfaccia 11 e le teste 22 e ha due fori 26 attraversati dagli steli 21.
Con riferimento alla figura 2, l’elemento elastico 13 comprende, per ciascun lobo 9, una rispettiva aletta 27. Le alette 27 si estendono a sbalzo dalla porzione a piastra 25, sono distanziate l’una dall’altra attorno all’asse 8 degli stessi angoli previsti tra i lobi 9, e sono agganciate ai lobi 9 stessi (fig. 3 e 4).
Ancora con riferimento alla figura 4, preferibilmente l’interfaccia 11 comprende una base 28, la quale à ̈ appoggiata contro la faccia 24, da un lato, e contro la porzione a piastra 25, dall’altro lato, e ha due fori 29 coassiali con i fori 24 e 26 ed attraversati dagli steli 21. Preferibilmente, la base 28 ha intagli e/o risalti 31, che sono innestati assialmente in corrispondenti risalti/intagli 32 realizzati nella porzione 14, in modo da definire un sistema di posizionamento angolare relativo che, in fase di assemblaggio, vincola angolarmente l’interfaccia 11 al gambo 12 attorno all’asse 8 in una posizione pre-stabilita prima di fissare l’interfaccia 11 al gambo 12 tramite le viti 16.
L’interfaccia 11 comprende, inoltre, una parete 33 laterale, la quale si estende a sbalzo dal bordo perimetrale della base 28 in direzione sostanzialmente parallela all’asse 8 verso la piastra 5 in modo da circondare l’elemento elastico 13.
Come mostrato in figura 2, dalla parte assiale opposta rispetto alla porzione 14, l’interfaccia 11 ha una sede di riferimento 30, definita preferibilmente da nervature che sporgono dalla base 28. La sede di riferimento 30 alloggia la porzione a piastra 25 e ha forma e dimensioni tali da posizionare l’elemento elastico 13 in una posizione univoca rispetto alla base 28.
Con riferimento alle figure 2 e 3, l’interfaccia 11 comprende una pluralità di perni 34, che sporgono rispetto al bordo di estremità della parete 33 in direzioni sostanzialmente parallele all’asse 8 e sono disposti in battuta assiale contro la piastra 5. L’interfaccia 11 comprende, inoltre, un dente 36 che sporge rispetto al bordo di estremità della parete 33 in direzione sostanzialmente parallela all’asse 8, per una lunghezza maggiore rispetto a quanto sporgono i perni 34, ed impegna una corrispondente sede di ritenzione 37 realizzata lungo il bordo della piastra 5. In questo modo, la sede di ritenzione 37 impedisce al braccio di collegamento 10 di ruotare attorno all’asse 8. Preferibilmente, il bordo della piastra 5 ha almeno due sedi di ritenzione 37 distanziate angolarmente l’una dall’altra.
Il braccio di collegamento 10 viene assemblato semplicemente disponendo l’interfaccia 11 tra la porzione 14 e l’elemento elastico 13, posizionando angolarmente l’interfaccia 11 rispetto al gambo 12 in modo da impegnare i risalti/intagli 31,32 ed avvitando le viti 16 nelle madreviti 19. Il braccio di collegamento 10 viene poi montato sull’elemento di sostegno 4, dapprima appoggiando l’interfaccia 11 assialmente contro la piastra 5, con le alette 27 disposte in posizioni alternate ai lobi 9, e poi ruotando il braccio di collegamento 10 attorno all’asse 8 in modo da agganciare le alette 27 ai rispettivi lobi 9. La rotazione termina quando il dente 36 scatta all’interno della sede di ritenzione 37. Al termine della rotazione, che à ̈ di circa 60°, i perni 34 rimangono forzati assialmente contro la piastra 5, grazie alla forza elastica esercitata assialmente dalle alette 27; i lobi 9 trattengono assialmente le alette 27 e, quindi, l’interfaccia 11; e la sede di ritenzione 37 impedisce all’interfaccia 11 di ruotare.
Il braccio di collegamento 10 complessivamente à ̈ relativamente leggero, in quanto una sua parte, ossia il gambo 12, à ̈ realizzata in materiale plastico. Pertanto, le forze di inerzia agenti sul braccio di collegamento 10 sono relativamente basse e quindi non provocano il disimpegno del dente 36 dalla sede di ritenzione 37 in caso di incidente e/o il disimpegno delle alette 27 dai rispettivi lobi 9.
Nel contempo, la precisione di accoppiamento del braccio di collegamento 10 all’elemento di sostegno 4 à ̈ garantita dal fatto che sia l’elemento di sostegno 4 che l’interfaccia 11 sono realizzati in materiale metallico. Infatti, con materiali metallici in corrispondenza delle zone di accoppiamento, le tolleranze dimensionali, la deformabilità dei pezzi e quindi i giochi di accoppiamento sono relativamente bassi. Nel contempo, la resistenza dei componenti à ̈ relativamente elevata, per cui i rischi di vibrazioni, difetti e/o rotture sono estremamente bassi.
Grazie a questa realizzazione in due pezzi, inoltre, à ̈ possibile utilizzare sempre la medesima interfaccia 11 per diverse tipologie di autoveicoli e quindi standardizzare la produzione di un componente da montare su una serie di differenti autoveicoli. Infatti, per tali autoveicoli à ̈ sufficiente modificare la conformazione e/o le dimensioni del gambo 12 e quindi utilizzare stampi ad iniezione per materie plastiche di tipo diverso per i differenti gambi, e nel contempo utilizzare un unico stampo per materiale metallico per l’interfaccia 11, che rimane comune per tutti gli autoveicoli. In questo modo, si ottiene anche una consistente riduzione di costi variando gli stampi per materiali plastici, e non lo stampo per materiali metallici.
Inoltre, utilizzando stampi per materiali plastici per realizzare il gambo 12 si ha una maggiore libertà nella progettazione e nella realizzazione di forme atipiche, ad esempio per soddisfare particolari esigenze di tipo estetico.
Da quanto precede appare, infine, evidente che al gambo di collegamento 10 descritto ed illustrato possono essere apportate modifiche e varianti che non esulano dal campo di protezione della presente invenzione, come definito nelle rivendicazioni allegate.
In particolare, il gambo 12 potrebbe avere forme diverse da quella illustrata a titolo di esempio, e/o potrebbe essere costituito da più pezzi in materiale plastico, fissati l’uno all’altro.
Inoltre, le alette 27 potrebbero essere realizzate in un sol pezzo con l’interfaccia 11, al fine di limitare il numero di componenti; e/o il fissaggio del gambo 12 all’interfaccia 11 potrebbe essere ottenuto in modo diverso dalle viti 16, ad esempio tramite incollaggio, oppure tramite un accoppiamento ad incastro o a scatto che sia di tipo non rilasciabile e resista alle sollecitazioni a cui à ̈ sottoposto normalmente il braccio di collegamento 10.

Claims (1)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1.- Braccio di collegamento (10) per collegare uno specchietto retrovisore (2) ad un elemento di sostegno (4) fissato ad un parabrezza (3); il braccio di collegamento essendo caratterizzato dal fatto di comprendere: - un gambo allungato (12), realizzato in materiale plastico e comprendente una prima ed una seconda porzione terminale (14,15), opposte tra loro; detta prima porzione terminale (15) avendo mezzi di snodo (17) per collegare detto specchietto retrovisore (2) a detto gambo (12); - una interfaccia (11), la quale à ̈ realizzata in un sol pezzo in materiale metallico e porta una pluralità di alette elastiche (27) disposte in posizioni angolarmente distanziate l’una dall’altra attorno ad un asse (8) ed atte ad essere agganciate a rispettivi lobi (9) facenti parte di detto elemento di sostegno (4); detta interfaccia (11) essendo disposta assialmente tra dette alette elastiche (27) e detta seconda porzione terminale (14); - mezzi di collegamento (16,31,32) che fissano detta seconda porzione terminale a detta interfaccia. 2.- Braccio di collegamento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di collegamento comprendono mezzi di fissaggio assiale (16) che fissano assialmente detta seconda porzione terminale (14) contro detta interfaccia (11). 3.- Braccio di collegamento secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di fissaggio assiale (16) comprendono almeno una vite (16). 4.- Braccio di collegamento secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che dette alette elastiche (27) costituiscono parte di un elemento elastico (13), il quale à ̈ distinto da detta interfaccia (11) ed à ̈ fissato a detta interfaccia (11) tramite la detta vite (16). 5.- Braccio di collegamento secondo la rivendicazione 3 o 4, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno una madrevite (19) realizzata in materiale metallico ed annegata nella detta seconda porzione terminale (14); detta vite (16) avendo uno stelo filettato (21) avvitato in detta madrevite (19). 6.- Braccio di collegamento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 5, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di collegamento (16,31,32) comprendono mezzi di posizionamento angolare (31,32) per disporre detta interfaccia (11) in una posizione relativa prefissata attorno a detto asse (8) rispetto a detta seconda porzione terminale (14) prima di fissare detta interfaccia (11) a detta seconda porzione terminale (14) tramite detti mezzi di fissaggio assiale (16). 7.- Braccio di collegamento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta interfaccia (11) comprende: - una base (28) appoggiata assialmente contro detta seconda porzione terminale (14), e - una parete laterale (33), la quale si estende a sbalzo dal bordo perimetrale della detta base (28) in direzione sostanzialmente parallela a detto asse (8) in modo da circondare dette alette (27). 8.- Braccio di collegamento secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detta interfaccia (11) comprende, inoltre, una pluralità di perni (34), che sporgono rispetto ad un bordo di estremità della detta parete laterale (33) in direzioni sostanzialmente parallele a detto asse (8). 9.- Braccio di collegamento secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detta interfaccia (11) comprende, inoltre, un dente di ritenzione angolare (36), che sporge rispetto a detto bordo di estremità in direzione sostanzialmente parallela a detto asse (8) per una lunghezza maggiore rispetto a quanto sporgono i detti perni (34). 10.- Dispositivo di collegamento (1) per collegare uno specchietto retrovisore (2) ad un parabrezza (3), comprendente: - un elemento di sostegno (4) comprendente una piastra (5) atta ad essere fissata ad una superficie interna (6) del detto parabrezza (3), ed un perno (7), il quale sporge dalla detta piastra (5) lungo un asse (8) sostanzialmente ortogonale alla detta piastra (5) e ha un contorno comprendente una pluralità di lobi (9); e - un braccio di collegamento (10) realizzato secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti.
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