ITTO20130976A1 - Apparecchio di indicazione luminosa per visualizzare informazioni fornite da un sistema di gestione per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unita' di carico, e dispositivo di interfaccia utente provvisto di tale apparecchio di indicazione - Google Patents

Apparecchio di indicazione luminosa per visualizzare informazioni fornite da un sistema di gestione per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unita' di carico, e dispositivo di interfaccia utente provvisto di tale apparecchio di indicazione

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ITTO20130976A1
ITTO20130976A1 IT000976A ITTO20130976A ITTO20130976A1 IT TO20130976 A1 ITTO20130976 A1 IT TO20130976A1 IT 000976 A IT000976 A IT 000976A IT TO20130976 A ITTO20130976 A IT TO20130976A IT TO20130976 A1 ITTO20130976 A1 IT TO20130976A1
Authority
IT
Italy
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management system
operator
video projector
information
goods
Prior art date
Application number
IT000976A
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English (en)
Inventor
Roberto Bianco
Francesco Diomede
Francesco Fabio Ostuni
Original Assignee
Icam S R L
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    • B65GTRANSPORT OR STORAGE DEVICES, e.g. CONVEYORS FOR LOADING OR TIPPING, SHOP CONVEYOR SYSTEMS OR PNEUMATIC TUBE CONVEYORS
    • B65G1/00Storing articles, individually or in orderly arrangement, in warehouses or magazines
    • B65G1/02Storage devices
    • B65G1/04Storage devices mechanical
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  • Mechanical Engineering (AREA)

Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“APPARECCHIO DI INDICAZIONE LUMINOSA PER VISUALIZZARE INFORMAZIONI FORNITE DA UN SISTEMA DI GESTIONE PER IL PRELIEVO ED IL DEPOSITO MANUALE DI MERCI IN UNITA' DI CARICO, E DISPOSITIVO DI INTERFACCIA UTENTE PROVVISTO DI TALE APPARECCHIO DI INDICAZIONE LUMINOSA”
La presente invenzione è relativa ad un apparecchio di indicazione luminosa per visualizzare informazioni fornite da un sistema di gestione per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unità di carico. In particolare, la seguente trattazione farà riferimento al prelievo e deposito manuale di prodotti in scatole o vassoi che sono provvisti di scomparti, in particolare in una baia di lavoro di un magazzino automatizzato verticale, senza per questo perdere in generalità.
Nel settore dello stoccaggio di merci, sono noti sistemi denominati “Pick to Light”, “Pick by light”, “Put to Light”, ecc…, indicati in genere con l’acronimo PTL, che forniscono informazioni tramite segnali luminosi ad un operatore che deve prelevare o depositare merci. Tali segnali luminosi sono previsti in corrispondenza delle ubicazioni contenenti le merci da gestire, e possono indicare “da dove”, “che cosa” e “quanto” prelevare e/o depositare. In questo modo, è possibile raggiungere una notevole produttività dell’operatore (ad esempio, fino a 500-600 prelievi all’ora).
Uno di tali sistemi ad esempio è definito da display a segmenti, disposti su mensole di scaffalature. L’operatore si muove in corridoi lungo le scaffalature e preleva le merci richieste sulla base delle quantità che appaiono sui display a segmenti.
Recentemente i sistemi PTL si sono diffusi anche nei magazzini automatici verticali, dove le merci sono poco voluminose e/o hanno una elevata rotazione delle giacenze.
Come è noto, nei magazzini automatici verticali i prodotti sono alloggiati in vassoi, che hanno una pluralità di scomparti e sono stoccati in una colonna di postazioni. Un corridoio di servizio è previsto per il transito di un elevatore, il quale è configurato in modo da spostare i vassoi tra almeno una baia di lavoro e le loro postazioni nella colonna. Tale baia di lavoro rappresenta il punto in cui vengono effettuate le operazioni di prelievo/deposito manuale dei prodotti nei vassoi.
L’operazione di prelievo di un prodotto è indicata normalmente in lingua inglese come “picking”. L’operazione inversa, ossia di deposito di un prodotto nel magazzino, è indicata normalmente come “refilling”. Le attività di picking/refilling nei magazzini automatici verticali prevedono i seguenti passaggi:
1) l’operatore richiede di effettuare una operazione di picking o refilling di un prodotto, intervenendo su un dispositivo di interfaccia utente, definito ad esempio da un computer oppure uno schermo touchscreen disposto a lato della baia di lavoro; 2) il sistema di gestione del magazzino richiama il vassoio in cui è (o dovrà essere) conservato il prodotto in questione e comanda il trasporto di tale vassoio nella baia di lavoro;
3) l’operatore individua, nel vassoio, il settore o scomparto in cui è (o dovrà essere) riposto il prodotto, lo preleva (o lo ripone) e quindi procede con l’operazione successiva.
In genere, l’operatore corre il rischio di commettere errori o di perdere troppo tempo nell’individuazione del giusto settore in cui prelevare/depositare i prodotti, con conseguenti aggravi dei costi connessi alle attività di immagazzinamento. Integrare un sistema PTL nella baia di lavoro aiuta l’operatore per migliorare l’accuratezza e la velocità di picking/refilling.
In molti magazzini automatici verticali, le soluzioni di tipo PTL sono definite da puntatori laser, in grado di indicare il settore del vassoio in cui prelevare/depositare le merci. Il puntatore laser è disposto in corrispondenza di una parete superiore della baia di lavoro e, in genere, è mobile per andare ad indicare esattamente lo scomparto richiesto dal sistema di gestione del magazzino. La quantità e la descrizione delle merci da prelevare/depositare rimane indicata su uno schermo disposto a lato della baia di lavoro.
Tramite una tastiera del dispositivo di interfaccia utente, oppure tramite opportuni pulsanti previsti lungo la periferia della baia di lavoro, l’operatore può impostare eventuali variazioni delle quantità movimentate, e/o segnalare il completamento dell’operazione in corso per passare poi all’operazione successiva, e/o annullare l’operazione appena compiuta in caso di errori.
Le soluzioni del tipo appena descritto sono scarsamente soddisfacenti, in quanto necessitano di un numero relativamente elevato di componenti e non sempre sono ottimali per comprendere e quindi eseguire le istruzioni in modo rapido ed affidabile. Infatti, come spiegato sopra, oltre alla presenza del puntatore laser è necessario uno schermo per ricevere le istruzioni dettagliate sulle operazioni da svolgere e/o per ricevere informazioni di carattere secondario. In particolare, è difficoltoso integrare display di grandi dimensioni nelle baie di lavoro dei magazzini automatici verticali, perché questa integrazione va a svantaggio dello spazio necessario per le operazioni manuali e/o a svantaggio dello spazio necessario per lo stoccaggio delle merci. Inoltre, la consultazione dello schermo da parte dell’operatore tende a distogliere l’attenzione dalla baia di lavoro, a causa della posizione dello schermo stesso.
Inoltre, le soluzioni a puntatore laser sono relativamente costose per la necessità di un sistema di azionamento automatico per spostare tale puntatore laser.
In alternativa ai puntatori laser, vengono talvolta utilizzate barre display a led, disposte orizzontalmente ed aventi lunghezza pari a quella della baia di lavoro. La barra display è composta da led che si illuminano in corrispondenza del settore dove depositare/prelevare la merce nel vassoio. In alcuni casi, le barre display forniscono anche informazioni alfanumeriche sulla posizione dello scomparto, nome del prodotto, sua quantità, operazione da svolgere, ecc…
Anche questa soluzione è scarsamente soddisfacente, in quanto non riesce ad indicare in modo preciso il settore del vassoio dove prelevare/depositare la merce, in quanto fornisce un segnale luminoso che si estende solamente lungo uno dei due lati del vassoio. Inoltre, l’operatore ha difficoltà a interpretare chiaramente ed in modo veloce le informazioni alfanumeriche mostrate sulla barra display, in quanto tali informazioni vengono presentate su un’area relativamente piccola e sono alquanto limitate.
Inoltre, l’intervento manuale su pulsanti e/o sulla tastiera per immettere i comandi, le conferme, le risposte, ecc…, che vengono poi trasmessi al sistema di gestione del magazzino, può essere relativamente scomodo e lento, data la posizione normalmente assegnata a tali pulsanti e/o al dispositivo di interfaccia utente.
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare un apparecchio di indicazione luminosa per visualizzare informazioni fornite da un sistema di gestione per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unità di carico, il quale consenta di risolvere in maniera semplice ed economica gli inconvenienti sopra esposti.
Secondo la presente invenzione, viene realizzato un apparecchio di indicazione luminosa per visualizzare informazioni fornite da un sistema di gestione per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unità di carico, come definito nella rivendicazione 1.
La presente invenzione è, inoltre, relativa ad un dispositivo di interfaccia utente per trasmettere informazioni e/o comandi tra un operatore ed un sistema di gestione per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unità di carico, come definito nella rivendicazione 10.
L'invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- la figura 1 è una prospettiva che mostra, in modo parziale e semplificato, un magazzino verticale automatizzato provvisto di una preferita forma di attuazione dell’apparecchio di indicazione luminosa per visualizzare informazioni fornite da un sistema di gestione per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unità di carico, secondo la presente invenzione;
- la figura 2 illustra, schematicamente ed in scala ingrandita, l’apparecchio di figura 1; e
- le figure 3 e 4 sono analoghe alla figura 2 ed illustrano rispettive varianti della presente invenzione.
In figura 1, il numero di riferimento 1 indica, nel suo complesso, un magazzino automatico verticale (illustrato parzialmente), il quale comprende almeno una colonna 2, avente una pluralità di postazioni pre-definite per stoccare rispettive unità di carico 3, definite in particolare da vassoi traslanti. Come visibile in figura 2, preferibilmente, le unità di carico 3 comprendono una sponda 4 lungo il perimetro ed uno o più setti all’interno, eventualmente di differenti altezze, in modo da suddividere l’area dell’unità di carico 3 in settori o scomparti 5, dove differenti articoli possono essere ospitati. Ancora con riferimento alla figura 1, il magazzino 1 comprende almeno un corridoio 6, per il transito di un dispositivo di movimentazione, in particolare un elevatore 7 (di cui è illustrato un binario verticale), il quale è configurato in modo da spostare le unità di carico 3 tra le loro postazioni ed almeno una baia di lavoro 8. Nel particolare esempio illustrato, sono previste due baie di lavoro 8, affiancate l’una all’altra lungo un lato del magazzino 1.
La baia di lavoro 8 rappresenta il punto di accesso al magazzino 1, in quanto in corrispondenza della baia di lavoro 8 uno o più operatori (non illustrati) effettuano le necessarie operazioni manuali di prelievo e/o deposito dei prodotti che sono stoccati nel magazzino 1. Il magazzino 1 comprende, inoltre, un sistema di gestione 9 (schematicamente illustrato) definito da un elaboratore elettronico configurato tramite opportuni programmi informatici in modo da eseguire le usuali operazioni di gestione dello stoccaggio prodotti (ad esempio, comandare il trasporto delle unità di carico 3 sulla base di comandi e/o impostazioni dell’operatore; scegliere l’unità di carico 3 da inviare alla baia di lavoro 8 sulla base di strategie di ottimizzazione; fornire istruzioni o altre informazioni all’operatore; monitorare lo stato delle giacenze; ecc…).
Con riferimento alla figura 2, la baia di lavoro 8 comprende un supporto 10, ad esempio definito da una superficie orizzontale piana, atta a supportare una unità di carico 3 in posizione orizzontale. La baia di lavoro 8 comprende, inoltre, una parete superiore 11, la quale è distanziata verticalmente dal supporto 10 ad una altezza sufficiente per definire uno spazio vuoto 12 al di sopra dell’unità di carico 3 che è ospitata nella baia di lavoro 8 per le manovre manuali di prelievo e/o deposito. In particolare, le dimensioni dello spazio vuoto 12 devono essere sufficienti ad accedere manualmente ai vari scomparti 5 in modo relativamente comodo.
La baia di lavoro 8 comprende, inoltre, due pareti verticali 13 (una sola delle quali è illustrata), che delimitano lateralmente lo spazio vuoto 12; ed una parete verticale posteriore 14, la quale separa lo spazio vuoto 12 dalla restante parte del magazzino 1 in modo da garantire la sicurezza dell’operatore durante la movimentazione delle unità di carico 3. In particolare, la parete 14 è definita da uno sportello che è mobile verso una posizione di apertura in modo da liberare un passaggio per l’entrata e l’uscita dell’unità di carico 3 tra la baia di lavoro 8 e la restante parte del magazzino 1. In particolare, la parete 14 è dotata di un movimento di traslazione verticale e, in genere, viene indicata con il termine “serrandina”.
La baia di lavoro 8 comprende, inoltre, un dispositivo di interfaccia utente, indicato nel suo complesso con il numero di riferimento 20, per trasmettere informazioni e/o comandi tra l’operatore ed il sistema di gestione 9. Il dispositivo 20 comprende un apparecchio di indicazione luminosa 22 per visualizzare informazioni per l’operatore, in particolare informazioni definite da istruzioni delle operazioni che l’operatore deve eseguire manualmente per prelevare/depositare i prodotti richiesti.
Secondo un aspetto della presente invenzione, l’apparecchio 22 è definito da un sistema di videoproiezione, secondo una qualsiasi delle tecnologie disponibili in commercio. Attualmente, in commercio sono presenti le seguenti tecnologie: LCD, LED, DLP, LASER, LASER-LED.
Le tecnologie di videoproiezione, in generale, sono vantaggiose in quanto permettono di proiettare immagini, sia di tipo statico che in movimento, mentre i puntatori laser dell’arte nota sono in grado di proiettare solo raggi luminosi, singoli e multipli, eventualmente con variando i colori, ma senza possibilità di proiettare immagini.
Il punto da cui viene emesso il fascio di luce è verticalmente distanziato dal supporto 10, ad esempio è disposto all’estremità superiore dello spazio vuoto 12, in posizione tale da poter effettuare una proiezione sia sull’unità di carico 3 che è presente nella baia di lavoro 6 stessa, sia sulla parete 14 e/o sulle pareti 13. Preferibilmente, l’apparecchio 22 comprende un involucro 23, che ospita i componenti ottici per l’emissione dei fasci di luce ed è fissato in posizione fissa in posizione intermedia tra le pareti 13.
In figura 2, preferibilmente l’involucro 23 è sospeso alla parete 11 in modo da limitare al minimo l’interferenza dell’operatore con il fascio di luce proiettato. Eventualmente, l'involucro 23 può essere incassato almeno parzialmente nella parete 11. Secondo varianti non illustrate, l’involucro 23 è fissato ad una delle pareti 13 o ad un telaio indipendente, disposto in posizione fissa rispetto al magazzino 1. Secondo la variante mostrata in figura 3, l’involucro 23 è fissato tramite una staffa 24 ad una struttura del magazzino 1.
La videoproiezione è comandata da un dispositivo di controllo 25 (schematicamente illustrato), che può costituire parte dell’elaboratore elettronico del sistema di gestione 9 o essere separato. Nell’esempio preferito delle figure allegate, il dispositivo di controllo 25 è definito da una unità elettronica dedicata, dotata di un opportuno programma informatico ed avente una porta di connessione oppure una scheda di trasmissione senza fili, per poter comunicare con il sistema di gestione 9 e quindi ricevere dati relativi ad informazioni e comandi dal sistema di gestione 9 stesso. Il fatto di avere un dispositivo di controllo 25 dedicato è vantaggioso, in quanto permette di realizzare l’apparecchio 22 in modo indipendente dal sistema di gestione 9 e di aggiungere l’apparecchio 22 anche a soluzioni già presenti sul mercato. Ad esempio, il dispositivo di controllo 25 è definito da un elaboratore elettronico portatile, separato dall’involucro 23 e comunicante senza fili con i componenti interni all’involucro 23. Ad esempio, tale elaboratore può essere un cosiddetto “mini PC” funzionante con sistema operativo Android (marchio registrato) oppure un computer di tipo Raspberry (marchio registrato). In alternativa, il dispositivo di controllo 25 è definito da una scheda elettronica programmabile portata dall’involucro 23.
Il dispositivo di controllo 25 comanda la proiezione di uno o più fasci di luce in risposta ai comando e dati ricevuti dal sistema di gestione 9, il quale è a conoscenza di tutte le condizioni operative (ad esempio, i dettagli dell’operazione manuale da svolgere; la presenza o meno dell’unità di carico 3 nella baia di lavoro 8; la tipologia dell’unità di carico 3; la posizione ed il numero di prodotti già alloggiati nell’unità di carico 3; ecc…).
Andando più in dettaglio, l’apparecchio 22 è configurato in modo da proiettare almeno una parte di un fascio di luce dall’involucro 23 verso il basso, dove è presente un’unità di carico 3 che è stata trasferita nella baia di lavoro 8. Il sistema di gestione 9 comanda il dispositivo di controllo 25 affinché il suddetto fascio di luce evidenzi in modo luminoso l’esatta ubicazione in cui riporre o prelevare i prodotti, illuminando solamente il settore o scomparto 5 interessato.
In aggiunta, grazie al fatto di utilizzare una videoproiezione, la luce emessa verso il basso può formare una immagine 27 di elevata qualità sulla superficie superiore dell’unità di carico 3, per visualizzare altre informazioni necessarie all’operatore. In particolare, è possibile proiettare un fascio luminoso che va a formare immagini di diversi colori, effetti luminosi (ad esempio una intermittenza di luce), lettere, simboli, ecc… In particolare, la codifica dei colori e/o degli effetti luminosi può essere personalizzata nel sistema di gestione 9 e/o nel dispositivo di controllo 25 per attribuire ad ogni colore e/o ad ogni effetto luminoso un diverso significato. Ad esempio, è possibile associare ai diversi colori una informazione legata alla quantità dei prodotti, o l’ordine di inserimento dei prodotti negli scomparti 5.
È evidente quindi che questo fascio di luce rivolto verso il basso permette di trasmettere una quantità elevata di informazioni all’operatore, rispetto a soluzioni note dove è previsto un semplice puntatore laser.
Almeno in alcune condizioni operative, l’apparecchio 22 è configurato in modo da proiettare contemporaneamente almeno parte di un fascio di luce sulla parete 14, in modo da formare una immagine 28 aggiuntiva e quindi visualizzare altre informazioni utili per l’operatore, ad esempio informazioni di assistenza e/o istruzioni da combinare con quelle visualizzate nell’immagine 27 (codice del prodotto da prelevare/depositare; descrizione e/o figura rappresentativa del prodotto; quantità; numero dell’ordine; cliente/fornitore; ecc…). È evidente quindi che la parete 14 diventa uno schermo vero e proprio, che consente di evitare l’installazione di schermi dedicati a lato della baia di lavoro 8.
In alcune condizioni operative, l’immagine che viene proiettata verso il basso e formata sull’unità di carico 3 può essere sufficiente a trasmettere tutte le informazioni necessarie all’operatore, per cui potrebbe essere superflua la proiezione e/o la consultazione dell’immagine 28.
Come accennato sopra, il dispositivo di interfaccia utente 20 comprende un blocco di impostazione 29, il quale è definito da un programma informatico caricato nel dispositivo di controllo 25 e/o nel sistema di gestione 9 ed è configurato in modo da personalizzare (agendo attraverso una opportuna interfaccia di impostazione, ad esempio una tastiera 30) quali e quante informazioni rappresentare tramite l’immagine 28 sulla parete 14, e quali e quante informazioni tramite l’immagine 27 negli scomparti 5. Ad esempio, per semplificare la lettura delle informazioni, si può decidere di visualizzare solamente la quantità ed una fotografia del prodotto; in altri casi, invece, si può impostare la visualizzazione di tutte le informazioni disponibili (codice prodotto; numero di ordine/cliente; quantità rimanenti; data di scadenza del prodotto; prezzo del prodotto; cliente/fornitore; ecc…), suddividendole tra l’area di visualizzazione verticale e quella orizzontale.
Se necessario, la superficie frontale della parete 14 e/o le superfici superiori delle unità di carico 3 possono essere trattate e/o essere rivestite in modo da migliorare la qualità della riflessione di tali superfici e quindi la qualità delle immagini 27,28.
Inoltre, la videoproiezione del fascio di luce verso il basso può essere utilizzata come sorgente di illuminazione generale, in modo da evitare l’impiego di lampade di illuminazione dedicate, che nell’arte nota sono invece utilizzate. In particolare, è possibile personalizzare l'intensità della luce di illuminazione, ad esempio in modo automatico in base alle condizioni di visibilità ambientali e/o in base a preferenze impostate dall'utente tramite il blocco 29.
Nella forma di attuazione mostrata nella figura 2, l’apparecchio 22 comprende un unico videoproiettore 31, del tipo ad ottica corta, disposto in posizione fissa nell’involucro 23 e definente un fascio di luce che è puntato verso una zona intermedia tra il supporto 10 e la parete 14. Pertanto, il fascio di luce ha una prima porzione che è rivolta verso il basso e forma l’immagine 27, ed una seconda porzione che è rivolta lateralmente e forma l’immagine 28. In questo tipo di videoproiettore, grazie alle elevate prestazione dei componenti ottici, il fascio di luce è sufficientemente ampio da coprire contemporaneamente sia l’intera superficie superiore dell’unità di carico 3, sia la parete 14. In questa forma di attuazione, preferibilmente, per rendere più intellegibili le informazioni alfanumeriche che vengono proiettate sulla parete 14, il dispositivo di controllo 25 comprende un blocco di elaborazione immagini 32 configurato in modo da raddrizzare l’immagine 28 oppure l’immagine 27, indipendentemente dall’altra immagine 27,28, per evitare distorsioni dovute alla posizione del punto di emissione del fascio di luce rispetto alla parete 14 e/o all’unità di carico 3.
Secondo una variante non illustrata il videoproiettore 31 ha caratteristiche ottiche standard, ossia è in grado di emettere un fascio di luce con una ampiezza minore rispetto al caso precedente, per cui è più economico. L’apparecchio 22 comprende un dispositivo di movimentazione per fare basculare il videoproiettore 31 e quindi regolare l’orientamento del fascio di luce emesso, al fine di adattare l’apparecchio 22 tra una prima configurazione, in cui il fascio di luce emesso copre contemporaneamente una parte dell’unità di carico 3 ed almeno una parte della parete 14, ed una seconda configurazione, in cui il fascio di luce emesso copre l’intera superficie superiore dell’unità di carico 3. Ovviamente, altre configurazioni possono essere raggiunte tramite un dispositivo di movimentazione di tal genere.
Nella variante di figura 3, l’apparecchio 22 comprende almeno due videoproiettori 33, i quali sono distinti tra loro, sono comandati contemporaneamente dal medesimo dispositivo di controllo 25, e preferibilmente sono ospitati nel medesimo involucro 23. I videoproiettori 33 emettono rispettivi fasci di luce che sono separati: l’uno è orientato verso il basso, ossia sulla superficie superiore dell’unità di carico 3 presente nella baia di lavoro 8, per indicare in modo luminoso lo scomparto 5 in cui prelevare/depositare i prodotti ed eventuali informazioni; l’altro è orientato lateralmente, ossia sulla superficie frontale della parete 14, per visualizzare eventuali informazioni aggiuntive.
Come accennato sopra, in combinazione o in alternativa alla proiezione sulla parete 14, l’apparecchio 22 può essere configurato in modo da proiettare su almeno una delle pareti 13.
Secondo una ulteriore variante non illustrata, che si può applicare sia alla soluzione di figura 2 che a quella di figura 3, l’apparecchio 22 comprende almeno uno specchio addizionale disposto davanti all’uscita del fascio luminoso del videoproiettore, in modo da riflettere tale fascio luminoso. Questa variante può essere utilizzata non solo per ottimizzare la posizione di montaggio dell’involucro 23, ma anche per allungare il percorso del fascio luminoso e quindi ampliare l’area di proiezione delle immagini. Pertanto, è possibile illuminare vassoi con larghezze maggiori e/o proiettare immagini più grandi, oppure ottenere sostanzialmente le medesime prestazioni (in termini di dimensioni di immagini proiettate) tramite videoproiettori con qualità inferiori (in termini di angolo del fascio luminoso proiettato).
Tornando a quanto mostrato in figura 2, il dispositivo di interfaccia utente 20 comprende, inoltre, un sistema di comando e di immissione dati 34 per consentire all’operatore di inserire comandi e/o informazioni (ad esempio conferme, segnalazioni di errore, annullamento operazione in corso, richieste di assistenza, ecc…), che vengono inviati al sistema di gestione 9. Nel caso in cui il dispositivo di controllo 25 è definito da un elaboratore elettronico portatile, preferibilmente il sistema di comando ed immissione dati 34 comprende una tastiera di tale elaboratore elettronico (ad esempio la tastiera 30).
In combinazione o in alternativa alla presenza di una tastiera, il sistema di comando ed immissione dati 34 comprende un sistema di riconoscimento e comando a gesti 35 (schematicamente illustrato), costituito da un dispositivo sensore 36, per rilevare a distanza i gesti dell’operatore, e da un blocco di riconoscimento e comando 37, configurato in modo tale da riconoscere i gesti rilevati a distanza dal dispositivo 36 e fornire corrispondenti informazioni e/o comandi al sistema di gestione 9. Ad esempio, il dispositivo 36 può essere definito da una o più videocamere o fotocamere o da un rilevatore di movimenti ad infrarossi, senza la necessità che l’operatore porti con sé alcuno strumento; oppure può comprendere un telecomando, o uno strumento analogo, che viene indossato da una parte del corpo dell’operatore, ad esempio il polso o la mano, e un sistema di ricezione che comunica con tale strumento per rilevare i movimenti della parte del corpo dell’operatore. Ovviamente, il dispositivo 36 deve essere disposto in posizione tale da non impedire le operazioni di ingresso/uscita delle unità di carico 3 e le attività manuali dell’operatore, ma tale da mantenere una elevata affidabilità nel rilevamento e riconoscimento gesti.
Come accennato sopra, tramite il sistema di riconoscimento e comando a gesti 35 ad esempio l’operatore può impartire comandi e immettere dati nel sistema di gestione 9 in modo immediato ed intuitivo, dopo aver codificato il significato dei gesti e la loro correlazione con i comandi/informazioni. Tale codifica, ad esempio, può essere effettuata tramite il blocco di impostazione 29 sopra descritto.
In alternativa o in combinazione al sistema di riconoscimento e comando a gesti 35, il sistema 34 comprende un sistema di riconoscimento e comando vocale che consente di ottenere il medesimo effetto, ossia impartire comandi e immettere dati in modo immediato ed intuitivo.
Come visibile dalla figura 5, il dispositivo di interfaccia utente 20 può essere applicato ad altre tipologie di magazzino, anche se possono essere necessarie alcune modifiche. In particolare, è possibile applicare il dispositivo 20 alla maggior parte dei magazzini automatici dotati dei cosiddetti sistemi ASRS (“Automated Storage and Retrieval Systems”) che movimentano unità di carico del tipo contenitori o cassette. Ad esempio, l’area di stoccaggio è collegata tramite un traslo-elevatore dotato di dispositivi per la presa dell’unità di carico e tramite uno o più convogliatori ad una stazione dove i prodotti vengono prelevati e/o smistati per l’allestimento degli ordini. L’aggiunta del dispositivo 20 in tale stazione può velocizzare le operazioni e ridurre gli errori legati allo smistamento. In questo caso, il supporto 10 può essere definito dal suddetto convogliatore. In particolare, oltre a quanto sopra descritto, nella stazione deve essere aggiunto un pannello 38 che deve essere fissato in posizione verticale dietro al supporto 10, ossia di fronte all’area in cui interviene l’operatore, per la visualizzazione dell’immagine 28. Ovviamente, il pannello 38 può essere fissato anche con una lieve inclinazione rispetto alla verticale in modo da migliorare la visualizzazione.
Da quanto precede appare evidente che, grazie all’apparecchio 22, l’operatore può disporre in modo estremamente comodo ed immediato di tutte le informazioni di cui ha bisogno per effettuare i prelievi/depositi dei prodotti, per cui raggiunge una efficienza ottimale e riduce al minimo i propri errori. In particolare, le immagini visualizzate sono ampie e, quindi, facilmente leggibili, mentre l’apparecchio 22 occupa uno spazio limitato senza ostacolare l’operatore e consente di mantenere l’attenzione dell’operatore sull’unità di carico 3 davanti a lui. Per di più, la visualizzazione delle informazioni è personalizzabile in maniera semplice per cui è possibile adattare l’apparecchio 22 a diverse esigenze.
Inoltre, grazie al sistema di riconoscimento e comando a gesti 35 e/o il sistema di riconoscimento e comando vocale, l’operatore può inviare comandi/informazioni al sistema di gestione 9 in modo semplice ed intuitivo, senza dover intervenire direttamente su pulsanti o tastiere, almeno per la maggior parte dei casi che devono essere affrontati.
Altri vantaggi sono poi evidenti o deducibili ad un tecnico del ramo in base a quanto esposto sopra.
Da quanto precede appare, infine, evidente che modifiche e varianti possono essere apportate all’apparecchio 22 e al dispositivo di interfaccia utente 20 che sono stati descritti con riferimento alle figure allegate, senza per questo esulare dall’ambito di protezione della presente invenzione come definito nelle rivendicazioni allegate.

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1.- Apparecchio di indicazione luminosa (22) per visualizzare informazioni fornite da un sistema di gestione (9) per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unità di carico (3); detto apparecchio comprendendo mezzi di controllo (25) comunicanti, in uso, con detto sistema di gestione (7) per ricevere dette informazioni ed essendo caratterizzato dal fatto di comprendere: - primi mezzi videoproiettori (31;33) definenti l’emissione di un fascio di luce, almeno una parte del quale è orientato verso il basso, dove in uso è presente una unità di carico, per visualizzare una prima immagine (27) su almeno un settore (5) di detta unità di carico; - secondi mezzi videoproiettori (31;33) definenti l’emissione di un fascio di luce, almeno una parte del quale è orientato lateralmente, dove in uso è presente una superficie sostanzialmente verticale (14;38), per visualizzare una seconda immagine (28) su detta superficie sostanzialmente verticale (14;38), insieme a detta prima immagine (27) almeno in alcune condizioni operative. 2.- Apparecchio secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti primi e secondi mezzi videoproiettori sono definiti da un unico videoproiettore (31) definente un fascio di luce avente ampiezza sufficiente per coprire almeno un settore (5) di detta unità di carico ed almeno una parte di detta superficie sostanzialmente verticale (14;38). 3.- Apparecchio secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi di elaborazione di immagini (32) configurati in modo da raddrizzare almeno una di dette prima e seconda immagine (27,28) indipendentemente dall’altra di dette prima e seconda immagine (27). 4.- Apparecchio secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi di movimentazione agenti sull’unico videoproiettore (31) per regolare l’orientamento del suo fascio di luce. 5.- Apparecchio secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzato dal fatto che l’unico videoproiettore (31) è fisso e definisce un fascio di luce avente ampiezza sufficiente per coprire, in uso, l’intera unità di carico (3) ed almeno una parte di detta superficie sostanzialmente verticale (14;38). 6.- Apparecchio secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti primi e secondi mezzi videoproiettori sono definiti, rispettivamente, da un primo e da un secondo videoproiettore (33) distinti tra loro. 7.- Apparecchio secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto di comprendere un involucro (23) che ospita entrambi i detti primo e secondo videoproiettore (33). 8.- Apparecchio secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno uno specchio disposto davanti ad un’uscita di un fascio luminoso atto ad essere emesso da detti primi e/o secondi mezzi videoproiettori. 9.- Apparecchio secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere un blocco di impostazione (29) configurato in modo da personalizzare quali e quante informazioni devono essere rappresentate in dette prima e seconda immagine (27,28). 10.- Dispositivo di interfaccia utente (20) per trasmettere informazioni e/o comandi tra un operatore ed un sistema di gestione (9) per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unità di carico (3); il dispositivo comprendendo: - mezzi di comando ed immissione dati (34) per consentire ad un operatore di immettere informazioni e/o comandi da inviare a detto sistema di gestione (9); - un apparecchio di indicazione luminosa (22) realizzato secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti. 11.- Dispositivo secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di comando ed immissione dati (34) comprendono un sistema di riconoscimento e comando a gesti (35) per riconoscere a distanza gesti di un operatore e fornire corrispondenti informazioni/comandi a detto sistema di gestione (9). 12.- Dispositivo secondo la rivendicazione 10 o 11, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di comando ed immissione dati (34) comprendono un sistema di riconoscimento e comando vocale per riconoscere parole pronunciate da un operatore e fornire corrispondenti informazioni/comandi a detto sistema di gestione (9). 13.- Stazione (8) per il prelievo ed il deposito manuale di merci in unità di carico (3), caratterizzata dal fatto di comprendere: - primi mezzi di supporto (10) per supportare almeno una unità di carico (3) in posizione orizzontale; - secondi mezzi di supporto (24) disposti in posizione verticalmente distanziata da detti primi mezzi di supporto (10); - una superficie sostanzialmente verticale (14;38); - un apparecchio di indicazione luminosa (22) realizzato secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 8 ed accoppiato a detti secondi mezzi di supporto (24). 14.- Stazione secondo la rivendicazione 13, caratterizzata dal fatto di comprendere un dispositivo di interfaccia utente (20) secondo la rivendicazione 11 o 12. 15.- Stazione secondo la rivendicazione 13 o 14, caratterizzato dal fatto di essere definita da una baia di lavoro (8) di un magazzino automatico verticale (1).
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