ITTO20131053A1 - Dispositivo di collegamento per il collegamento di un dispositivo portapacchi al tetto di un autoveicolo e dispositivo portapacchi - Google Patents

Dispositivo di collegamento per il collegamento di un dispositivo portapacchi al tetto di un autoveicolo e dispositivo portapacchi

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ITTO20131053A1
ITTO20131053A1 IT001053A ITTO20131053A ITTO20131053A1 IT TO20131053 A1 ITTO20131053 A1 IT TO20131053A1 IT 001053 A IT001053 A IT 001053A IT TO20131053 A ITTO20131053 A IT TO20131053A IT TO20131053 A1 ITTO20131053 A1 IT TO20131053A1
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IT
Italy
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sprocket
lever
rotation
teeth
connection device
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IT001053A
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Inventor
Lazzaro Groppo
Marco Groppo
Original Assignee
Lazzaro Groppo
Marco Groppo
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    • B60VEHICLES IN GENERAL
    • B60RVEHICLES, VEHICLE FITTINGS, OR VEHICLE PARTS, NOT OTHERWISE PROVIDED FOR
    • B60R9/00Supplementary fittings on vehicle exterior for carrying loads, e.g. luggage, sports gear or the like
    • B60R9/04Carriers associated with vehicle roof
    • B60R9/058Carriers associated with vehicle roof characterised by releasable attaching means between carrier and roof

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  • Mechanical Engineering (AREA)
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Description

“Dispositivo di collegamento per il collegamento di un dispositivo portapacchi al tetto di un autoveicolo e dispositivo portapacchi”
DESCRIZIONE
Settore Tecnico
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo di collegamento per il collegamento di un dispositivo portapacchi al tetto di un autoveicolo.
La presente invenzione si riferisce inoltre ad un dispositivo portapacchi, del tipo atto ad essere montato sul tetto di un autoveicolo, provvisto di uno o più di detti dispositivi di collegamento.
Tecnica Nota
In linea generale, i dispositivi portapacchi per autoveicoli comprendono una o più barre da montare trasversalmente sul tetto del veicolo mediante opportuni dispositivi di collegamento.
Per ottenere un fissaggio ottimale del dispositivo portapacchi al tetto del veicolo sarebbe necessario prevedere ogni volta dispositivi di collegamento specifici, conformati in modo da adattarsi allo specifico profilo del tetto dei vari tipi di autoveicoli.
Per risolvere il problema di come adattare un singolo dispositivo portapacchi ad autoveicoli a tetti con profili diversi sono stati proposti in passato portapacchi in cui ciascuna barra trasversale è provvista a ciascuna estremità di un dispositivo di collegamento comprendente un elemento regolabile dotato di una staffa di aggancio terminale.
In questo modo, è possibile utilizzare il medesimo dispositivo portapacchi con un qualsiasi tipo di autoveicolo, avendo unicamente l’accorgimento di utilizzare una staffa di aggancio intercambiabile, atta ad impegnarsi correttamente nella corrispondente sede prevista nella carrozzeria dell’autoveicolo. Una volta fissata detta staffa, l’elemento regolabile viene regolato e messo in tensione per assicurare saldamente la barra trasversale al tetto dell’autoveicolo.
Un tipo di dispositivo di collegamento noto che presenta la struttura sopra descritta è illustrato, ad esempio, nel brevetto britannico GB 699 968.
Detto brevetto britannico descrive un dispositivo portapacchi comprendente almeno una barra trasversale, provvista a ciascuna estremità di un opportuno dispositivo di collegamento. Il dispositivo di collegamento descritto comprende un elemento regolabile costituito da una barra tenditrice cava ed internamente filettata che è collegata alla suddetta barra trasversale e da uno stelo filettato che ad una estremità si impegna con la filettatura interna di detta barra tenditrice e all’estremità opposta porta una staffa terminale atta ad impegnarsi con il tetto dell’autoveicolo. Una volta agganciata la staffa al tetto dell’autoveicolo, regolando il grado di avanzamento dello stelo filettato all’interno della barra tenditrice è possibile mettere in tensione il dispositivo di collegamento, così da assicurare saldamente la barra trasversale del dispositivo portapacchi al tetto dell’autoveicolo.
Una siffatta soluzione presenta tuttavia evidenti inconvenienti, il principale dei quali è costituito dal fatto che la regolazione del dispositivo di collegamento è scomoda e faticosa per l’utilizzatore, e solitamente è richiesto l’utilizzo di un apposito strumento per regolare il grado di avanzamento dello stelo filettato all’interno della barra tenditrice. Nel caso in cui si smarrisca detto strumento – o nel caso in cui comunque detto strumento non sia immediatamente disponibile – la regolazione del dispositivo di collegamento non è possibile.
Per ovviare a tale inconveniente, è stato sviluppato un altro tipo di dispositivo di collegamento regolabile, descritto ad esempio nelle domande di brevetto europeo EP 792 771 e EP 1 064 170.
In questo tipo di dispositivo di collegamento sono previsti un supporto fissabile ad un’estremità di una barra trasversale di un dispositivo portapacchi ed una cinghia di tensionamento che porta la staffa atta ad impegnarsi con il tetto di un autoveicolo. La cinghia di tensionamento passa nel supporto e qui si impegna con i denti di un rocchetto dentato, azionato da una leva integrata nel supporto stesso: mediante detta leva è possibile comandare la rotazione del rocchetto dentato – e quindi il grado di avanzamento della cinghia di tensionamento all’interno del supporto – ponendo in tensione detta cinghia di tensionamento.
È evidente che questo secondo tipo di dispositivo di collegamento può essere regolato senza la necessità di ricorrere a strumenti appositi.
Tuttavia anche questa soluzione non è priva di inconvenienti. Infatti, poiché i denti del rocchetto dentato fanno presa sulla superficie della cinghia di tensionamento, non è possibile escludere il rischio che – in caso di forti sollecitazioni – la cinghia di tensionamento slitti via da sotto il rocchetto, alterando la corretta tensione della cinghia e compromettendo il saldo collegamento del dispositivo portapacchi al tetto del veicolo. Anche nel caso in cui la cinghia di tensionamento sia provvista di aperture per facilitare l’impegno con i denti del rocchetto dentato, sussiste il rischio di deformazione di dette aperture a seguito di forti sollecitazioni e conseguente perdita della corretta tensione della cinghia.
Scopo principale della presente invenzione è quello di fornire un dispositivo di collegamento per il collegamento di un dispositivo portapacchi al tetto di un autoveicolo che coniughi semplicità ed immediatezza di funzionamento con affidabilità e precisione di regolazione.
Questo ed altri scopi sono raggiunti mediante un dispositivo per il collegamento di un dispositivo portapacchi al tetto di un autoveicolo come rivendicato nelle unite rivendicazioni.
Esposizione Sintetica dell’Invenzione
Nel dispositivo di collegamento secondo l’invenzione un sistema di comando comprendente almeno una leva ed un rocchetto dentato è utilizzato per mettere in tensione una cinghia di tensionamento, evitando così di dover ricorrere all’impiego di strumenti appositi per regolare detto dispositivo di collegamento.
Secondo l’invenzione, detta cinghia di tensionamento non avanza sotto i denti del rocchetto dentato, bensì si avvolge attorno ad un cilindro coassiale con l’asse di rotazione del rocchetto dentato stesso.
In altre parole, la rotazione del rocchetto dentato comporta l’avanzamento della cinghia di tensionamento all’interno del corpo del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione non per effetto di un’azione di trascinamento dei denti del rocchetto su detta cinghia, bensì per effetto dell’avvolgimento di detta cinghia sul cilindro coassiale con l’asse di rotazione di detto rocchetto dentato.
Grazie a tale accorgimento, nel dispositivo di collegamento secondo l’invenzione è possibile evitare il rischio che la cinghia di tensionamento slitti rispetto al rocchetto dentato, causando un allentamento non desiderato della cinghia stessa. Inoltre, la cinghia di tensionamento non è soggetta a nessuna interazione con i denti del rocchetto dentato che possa causarne deformazioni, lacerazioni e altri danneggiamenti.
Breve Descrizione dei Disegni
Caratteristiche e vantaggi dell’invenzione risulteranno maggiormente evidenti dalla descrizione dettagliata che segue di una forma di realizzazione preferita della stessa, data a titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni allegati, in cui:
- la Figura 1 illustra schematicamente un dispositivo portapacchi provvisto di una pluralità di elementi di collegamento secondo l’invenzione, applicato al tetto di un autoveicolo;
- la Figura 2 illustra schematicamente in prospettiva esplosa un dispositivo di collegamento secondo l’invenzione;
- la Figura 3a illustra schematicamente in prospettiva il dispositivo di collegamento secondo l’invenzione in una prima configurazione operativa; - la Figura 3b è una vista schematica in sezione trasversale del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione nella configurazione operativa di Figura 3a;
- la Figura 3c è una vista schematica in sezione trasversale del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione in una seconda configurazione operativa;
- la Figura 3d è una vista schematica in sezione trasversale del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione in una terza configurazione operativa;
- la Figura 3e è una vista schematica in sezione trasversale del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione in una quarta configurazione operativa;
- la Figura 4a illustra schematicamente in prospettiva il dispositivo di collegamento secondo l’invenzione in una quinta configurazione operativa; - la Figura 5a illustra schematicamente in prospettiva il dispositivo di collegamento secondo l’invenzione in una sesta configurazione operativa; - la Figura 5b è una vista schematica in sezione trasversale del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione nella configurazione operativa di Figura 5a;
- la Figura 6a illustra schematicamente in prospettiva il dispositivo di collegamento secondo l’invenzione in una settima configurazione operativa;
- la Figura 6b è una vista schematica in sezione trasversale del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione nella configurazione operativa di Figura 6a.
Descrizione dettagliata di una Forma di Realizzazione Preferita dell’Invenzione
Con riferimento inizialmente alla Figura 1, è illustrato parzialmente un dispositivo portapacchi 10, del tipo atto ad essere montato sul tetto 120 di un autoveicolo 100. Detto dispositivo portapacchi 10 comprende una o più barre trasversali 12 (due nell’esempio raffigurato). Come evidente all’esperto del settore, su dette barre trasversali potranno essere montati bauli da tetto, bagagliere, supporti portasci, supporti portabici e così via. Come visibile in Figura 1, ciascuna delle barre trasversali 12 termina a ciascuna estremità con un piede di appoggio 14, il quale alloggia un rispettivo dispositivo di collegamento 1 secondo l’invenzione per il collegamento della rispettiva barra trasversale 12 al tetto 120 dell’autoveicolo 100.
I dispositivi di collegamento 1 consentono di collegare saldamente le barre trasversali 12 del dispositivo portapacchi 10 alla carrozzeria del veicolo 100 e di assicurarne la stabilità anche in caso di violente sollecitazioni (dovute, ad esempio, a velocità elevate, condizioni atmosferiche avverse, incidenti automobilistici, e così via).
Come visibile in Figura 1, ciascun dispositivo di collegamento 1 comprende una staffa di aggancio 13 idonea ad impegnarsi con la carrozzeria dell’autoveicolo 100. Detta staffa di aggancio 13 è vincolata mediante una cinghia di tensionamento al corpo del proprio dispositivo di collegamento 1, alloggiato all’interno del corrispondente piede di appoggio 14.
Il dispositivo di collegamento 1 è schematicamente illustrato in Figura 2, in cui – per ragioni di semplicità e chiarezza – la staffa di aggancio 13 non è stata illustrata.
Secondo l’invenzione, detto dispositivo di collegamento 1 comprende un corpo 3, preferibilmente costituito da una coppia di parti di corpo 3a,3b accoppiabili tra loro, che può essere accoppiato al dispositivo portapacchi 10, ed in particolare ad un piede di appoggio 14 di detto dispositivo portapacchi 10. Il corpo 3 è attraversato trasversalmente da un perno 5 sul quale è montato un cilindro di avvolgimento 7, girevole attorno a detto perno 5. Una prima estremità di una cinghia di tensionamento 9 è fissata al cilindro di avvolgimento 7, mentre l’estremità opposta di detta cinghia di tensionamento 9 è provvista di occhielli che alloggiano una barretta 11 per il collegamento alla staffa di aggancio 13 (non illustrata in Figura 2).
La cinghia di tensionamento 9 è realizzata in un idoneo materiale resistente alla trazione e sostanzialmente inestensibile, ad esempio in lamina metallica.
Pertanto, secondo l’invenzione, la rotazione cilindro di avvolgimento 7 attorno al proprio asse comporta l’avvolgimento – o lo svolgimento in caso di rotazione in senso opposto – della cinghia di tensionamento 9 attorno a detto cilindro di avvolgimento. Come conseguenza, la distanza della staffa di aggancio 13 dal corpo 3 diminuirà – o aumenterà in caso di rotazione in senso opposto.
Alla luce di quanto sopra descritto, e con riferimento alle Figure 1 e 2, il funzionamento del dispositivo di collegamento 1 secondo l’invenzione risulterà quindi evidente all’esperto del settore:
- inizialmente le barre trasversali 12 del dispositivo portapacchi 10 vengono disposte sul tetto 120 di un autoveicolo 100, con dispositivi di collegamento 1 alloggiati in ciascuno dei piedi di appoggio 14 di dette barre trasversali 12;
- in questa fase, la lunghezza del tratto delle cinghie di tensionamento 9 dei dispositivi di collegamento 1 che non è avvolto attorno al rispettivo cilindro di avvolgimento 7 sarà sufficientemente elevata per consentire di posizionare comodamente e senza sforzi le corrispondenti staffe di aggancio 13 nella corretta posizione sulla carrozzeria dell’autoveicolo 100;
- a questo punto, il cilindro di avvolgimento 7viene ruotato – in senso orario come indicato dalla freccia F nell’esempio illustrato – in modo da avvolgere la cinghia di tensionamento 9 su detto cilindro di avvolgimento 7;
- avvolgendo la cinghia di tensionamento 9 sul cilindro di avvolgimento 7, detta cinghia sarà messa progressivamente in tensione, cosicché la staffa di aggancio 13 sarà saldamente in presa con la carrozzeria del veicolo 100 e il dispositivo portapacchi 10 risulterà saldamente collegato a detto autoveicolo.
Sarà evidente da quanto sopra descritto che per il corretto funzionamento del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione è importante che il dispositivo di collegamento 1 comprenda mezzi per comandare la rotazione del cilindro di avvolgimento 7 solo nel senso di rotazione che corrisponde all’avvolgimento della cinghia di tensionamento 9 su detto cilindro di avvolgimento e per impedire al tempo stesso ogni rotazione indesiderata in senso opposto, così da evitare un allentamento accidentale di detta cinghia di tensionamento.
A tale scopo, per il comando della rotazione del cilindro di avvolgimento 7 il dispositivo di collegamento 1 comprende vantaggiosamente un sistema di comando cosiddetto “a cricchetto” comprendente almeno un rocchetto dentato azionato da una leva.
Nella forma di realizzazione preferita illustrata nelle Figure, detto sistema di comando comprende due rocchetti dentati 15a,15b disposti ai lati opposti del cilindro di avvolgimento 7 e solidali in rotazione con detto cilindro di avvolgimento 7, così da poterne comandare la rotazione. La presenza di due distinti rocchetti dentati consente vantaggiosamente di avere una distribuzione degli sforzi sostanzialmente simmetrica rispetto ad un piano mediano in direzione longitudinale del cilindro di avvolgimento 7. È tuttavia possibile prevedere di utilizzare un solo rocchetto dentato.
I rocchetti dentati 15a,15b hanno denti con profilo sostanzialmente triangolare ed orientato in modo da consentire la rotazione dei cricchetti nella direzione di avvolgimento della cinghia di tensionamento e da impedire la rotazione in senso opposto, come sarà chiarito nel seguito. La rotazione dei rocchetti dentati 15a,15b è comandata da una leva 17 comprendente una impugnatura di leva 17c ed un corpo di leva, il quale è preferibilmente composto da due parti di corpo di leva 17a,17b, disposte ai lati opposti del cilindro di avvolgimento 7 ed accoppiabili tra loro. Una siffatta struttura del corpo di leva contribuisce a mantenere la simmetria sopra menzionata nella distribuzione degli sforzi.
Il dispositivo di collegamento 1 comprende inoltre un primo dispositivo di arresto 19 ed un secondo dispositivo di arresto 21, che sono atti ad impegnarsi con i denti dei rocchetti dentati 15a,15b per impedirne una rotazione accidentale o indesiderata, come sarà chiarito nel seguito.
In particolare, il primo dispositivo di arresto 19 è solidale alla leva 17, cosicché la trasmissione di forza da detta leva 17 ai rocchetti dentati 15a,15b avviene per tramite di detto primo dispositivo di arresto 19. Per contro, il secondo dispositivo di arresto 21 è solidale al corpo 3 del dispositivo di collegamento 1.
Nella forma di realizzazione descritta, il primo ed il secondo dispositivo di arresto si estendono simmetricamente rispetto al piano mediano in direzione longitudinale del cilindro di avvolgimento 7 in modo che le rispettive superfici di impegno 19a e 21a cooperino simultaneamente con entrambi i rocchetti dentati 15a,15b. È evidente che sarebbe anche possibile prevedere primi e secondi dispositivi di arresto separati per ciascun rocchetto dentato.
In Figura 2 è anche illustrata una sicura 23, che è atta ad essere girevolmente montata sul corpo di leva della leva 17 e che grazie al suo braccio 23a può forzare il disimpegno del primo dispositivo di arresto 19 dai denti dei rocchetti dentati 15a,15b, interrompendo così la trasmissione di forza dalla leva 17 ai rocchetti dentati 15a,15b.
Il funzionamento del sistema di comando “a cricchetto” per il comando della rotazione del cilindro di avvolgimento 7 del dispositivo di collegamento 1 risulterà evidente dalla descrizione che segue.
Nelle Figure 3a,3b, il dispositivo di collegamento 1 è illustrato in una prima configurazione operativa. Il dispositivo di collegamento 1 si trova, ad esempio, in questa prima configurazione operativa quando il dispositivo portapacchi viene inizialmente disposto sul tetto dell’autoveicolo, la lunghezza L del tratto della cinghia di tensionamento 9 che non è avvolto attorno al cilindro di avvolgimento 7 è sufficientemente elevata e la cinghia di tensionamento 9 del dispositivo di collegamento non è in tensione.
Nella configurazione operativa delle Figure 3a,3b, il primo ed il secondo dispositivo di arresto 19,21 sono impegnati con i denti dei rocchetti dentati 15a,15b (di cui solo il secondo visibile nella vista in sezione) ed impediscono qualsiasi rotazione di detti rocchetti dentati nel senso di rotazione corrispondente ad un ulteriore svolgimento della cinghia di tensionamento 9 (cioè in senso antiorario come indicato dalla freccia F’ nell’esempio illustrato). La sicura 23 è in una posizione tale per cui il primo dispositivo di arresto 19 è impegnato con i denti dei rocchetti dentati 15a,15b e la trasmissione di forza dalla leva 17 a detti rocchetti dentati 15a,15b è consentita.
Come visibile in Figura 3b, preferibilmente il primo ed il secondo dispositivo di arresto 19,21 sono caricati con rispettive molle di precarico 25,27 nella posizione di impegno con i denti dei rocchetti dentati 15a,15b. Al fine di mettere in tensione la cinghia di tensionamento 9 per collegare saldamente il dispositivo portapacchi al tetto dell’autoveicolo, è sufficiente agire sull’impugnatura di leva 17c, che è accessibile dall’esterno del piede di appoggio 14, per far ruotare la leva 17 in senso orario – come indicato dalla freccia F in Figura 3b. La rotazione della leva 17 in senso orario, grazie al tramite del primo dispositivo di arresto 19, comporterà una corrispondente rotazione in senso orario dei rocchetti dentati 15a,15b e quindi del cilindro di avvolgimento 7 ad essi solidale, ed un conseguente avvolgimento della cinghia di tensionamento 9 attorno a detto cilindro di avvolgimento.
In questo modo, continuando a ruotare la leva 17 in senso orario, il dispositivo di collegamento 1 passerà dalla configurazione operativa di Figura 3b alla configurazione operativa di Figura 3c e infine alla configurazione operativa di Figura 3d.
Come visibile in Figura 3d, grazie all’avvolgimento della cinghia di tensionamento 9 attorno al cilindro di avvolgimento 7, la lunghezza L’ del tratto libero di detta cinghia di tensionamento risulta diminuita (si noti a tale proposito che la differenza fra L e L’ è stata volutamente enfatizzata nelle Figure).
Dal confronto delle Figure 3b, 3c e 3d, è evidente che mentre i dispositivi di arresto 19,21 impediscono qualsiasi rotazione in senso antiorario (freccia F’), essi non interferiscono con la rotazione dei rocchetti dentati in senso orario (freccia F): il primo dispositivo di arresto 19 resta in impegno con il medesimo dente dei rocchetti dentati 15a,15b e assicura la trasmissione di forza dalla leva 17 a detti rocchetti dentati; la superficie di impegno 21a del secondo dispositivo di arresto 21, solidale al corpo 3, in caso di rotazione in senso orario può scorrere lungo il profilo triangolare dei denti dei rocchetti dentati 15a,15b – vincendo la resistenza della molla di precarico 27 – consentendo la rotazione di detti rocchetti dentati.
Nel caso in cui una sola rotazione della leva 17 non sia sufficiente ad avvolgere sul cilindro di avvolgimento 7 un tratto di cinghia di tensionamento 9 sufficiente a garantire la corretta tensione di detta cinghia, sarà necessario riportare la leva 17 nella posizione iniziale (Figure 3a,3b) per una nuova rotazione.
Tale configurazione operativa è illustrata in Figura 3e.
Per essere riportata in posizione inziale, la leva 17 deve essere ruotata in senso antiorario, come indicato dalla freccia F’; al contempo i rocchetti dentati 15a,515b ed il cilindro di avvolgimento 7 non devono essere trascinati in rotazione dalla leva 17, in quanto una rotazione in senso antiorario di detto cilindro di avvolgimento comporterebbe uno svolgimento della cinghia di tensionamento 9.
Come visibile in Figura 3e, la sicura 23 è sempre nella posizione per cui il primo dispositivo di arresto 19 è impegnato con i denti dei rocchetti dentati 15a,15b e la trasmissione di forza dalla leva 17 a detti rocchetti dentati 15a,15b è teoricamente consentita. Tuttavia, ruotando la leva 17 in senso antiorario (freccia F’) il primo dispositivo di arresto 19 non trasmette la forza ai rocchetti dentati 15a,15b; al contrario la superficie di impegno 19a di detto primo dispositivo di arresto 19 in caso di rotazione in senso antiorario può scorrere lungo il profilo triangolare dei denti dei rocchetti dentati 15a,15b – vincendo la resistenza della molla di precarico 25 – senza trascinare in rotazione detti rocchetti dentati. Allo stesso tempo, il secondo dispositivo di arresto 21 è saldamente in presa con un dente dei rocchetti dentati 15a,15b, assicurando in tal modo che essi rimangano fermi durante la rotazione in senso antiorario della leva 17. Una volta riportata detta leva nella posizione iniziale, un ulteriore tratto della cinghia di tensionamento 9 potrà essere avvolta attorno al cilindro di avvolgimento 7, come precedentemente illustrato con riferimento alle Figure 3b – 3d, e tale operazione potrà essere ripetuta fino a che la cinghia di tensionamento non sarà alla tensione corretta - cioè fino a che la lunghezza del tratto della cinghia di tensionamento 9 che non è avvolto attorno al cilindro di avvolgimento 7 non sarà sufficientemente ridotta. A questo punto, grazie ai dispositivi di collegamento 1 il dispositivo portapacchi sarà saldamente ancorato al tetto dell’autoveicolo.
Qualora si desideri rimuovere il dispositivo portapacchi dal tetto dell’autoveicolo, sarà necessario allentare le cinghie di tensionamento 9, svolgendole dai rispettivi cilindri di avvolgimento 7.
Questa operazione è illustrata nelle Figure 4a, 5a, 5b.
In primo luogo, si agisce sulla porzione di comando 23b della sicura 23 – accessibile dall’esterno del piede di appoggio 14 – per provocare la rotazione di detta sicura rispetto alla leva 17 (Figura 4a): per effetto di detta rotazione, il braccio 23a della sicura 23 – vincendo la resistenza della molla di precarico 25 – solleva il primo dispositivo di arresto 19 disimpegnando la sua superficie di impegno 19a dai denti dei rocchetti dentati 15a,15b. In questo modo la leva 17 non è più in trasmissione di forza con detti rocchetti dentati 15a,15b.
Di conseguenza, detta leva 17 può essere fatta ruotare in senso orario senza che i rocchetti 15a,15b ruotino con essa (Figura 5a).
Questa rotazione in senso orario della leva 17 porta una porzione sporgente o porzione a camma 17d appositamente prevista lungo il profilo del corpo di leva della leva 17 in impegno con il secondo dispositivo di arresto 21; una ulteriore rotazione in senso orario della leva 17 fa sì che detta porzione sporgente 17d – vincendo la resistenza della molla di precarico 27 – faccia allontanare il secondo dispositivo di arresto 21 dai rocchetti dentati 15a,15b, provocando il disimpegno di detto secondo dispositivo di arresto da detti rocchetti dentati (Figura 5b).
Pertanto, come ben visibile in Figura 5b, i rocchetti dentati 15a,15b sono liberi sia dal primo dispositivo di arresto 19, sia dal secondo dispositivo di arresto e possono quindi liberamente ruotare in entrambe le direzioni, cioè sia nella direzione di avvolgimento della cinghia di tensionamento 9 (senso orario, indicato dalla freccia F), sia nella direzione di avvolgimento della cinghia di tensionamento 9 (senso antiorario, indicato dalla freccia F’).
Pertanto, esercitando una semplice trazione sulla cinghia di tensionamento 9 sarà possibile svolgerla dal cilindro di avvolgimento 7, allentandone nuovamente la tensione, come illustrato nelle Figure 6a,6b. Come suggerito in Figura 6b, è evidente che sarà sufficiente riportare la sicura 23 nella posizione iniziale per consentire nuovamente l’impegno del primo dispositivo di arresto 19 con i rocchetti dentati 15a,15b e, conseguentemente, la trasmissione di forza dalla leva 17 a detti rocchetti dentati 15a,15b. Questo consentirà di riportare il sistema di comando a leva a rocchetto nella posizione inziale delle Figure 3a,3b.
Da quanto sopra descritto è evidente che l’invenzione consente di raggiungere gli scopi sopra prefissati.
Infatti la presenza di un sistema di comando “a cricchetto” comprendente una leva ed uno o più rocchetti dentati per comandare la rotazione del cilindro di avvolgimento consente di evitare l’impiego di strumenti appositi, rendendo l’impiego del dispositivo di collegamento secondo l’invenzione particolarmente semplice e di immediata comprensione anche per utenti inesperti.
D’altra parte, poiché la cinghia di tensionamento non è direttamente in impegno con i denti dei rocchetti dentati, qualsiasi slittamento, danneggiamento, lacerazione di detta cinghia di tensionamento è evitato, il che rende il dispositivo di collegamento più affidabile e ne aumenta la durata.
È inoltre evidente che quanto sopra descritto ed illustrato con riferimento alla forma di realizzazione preferita dell’invenzione è stato dato a titolo puramente esemplificativo e numerose varianti che non fuoriescono dall’ambito di tutela come definito dalle unite rivendicazioni sono alla portata del tecnico del settore.
In particolare, nella forma di realizzazione illustrata, il dispositivo di collegamento ha un corpo distinto che può essere inserito nel piede di appoggio di una barra trasversale di un dispositivo portapacchi.
È evidente che è anche possibile immaginare che il corpo di detto piede di appoggio costituisca direttamente il corpo del dispositivo di collegamento senza per questo uscire dall’ambito di tutela dell’invenzione.
Si noti tuttavia a tale proposito che l’impiego di un dispositivo di collegamento comprendete un corpo a sé stante, distinto rispetto al piede di appoggio della barra trasversale può comportare alcuni importanti vantaggi: dal punto di vista dell’utilizzatore consente di sostituire – in caso di necessità – solo il dispositivo di collegamento, senza dover sostituire tutta la barra trasversale; dal punto di vista del costruttore, consente di realizzare piedi di appoggio universali, con caratteristiche omogenee ed indipendenti dal tipo di dispositivo di collegamento impiegato, e di inserire successivamente all’interno di detti piedi di appoggio i dispositivi di collegamento desiderati.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo di collegamento (1) per il collegamento di un dispositivo portapacchi al tetto di un autoveicolo, comprendente - un corpo (3), atto ad essere accoppiato a detto dispositivo portapacchi; - una cinghia di tensionamento (9); - una staffa di aggancio (13) collegata ad una prima estremità di detta cinghia di tensionamento (9); caratterizzato dal fatto che un cilindro di avvolgimento (7) è montato girevole in detto corpo (3), l’estremità di detta cinghia di tensionamento (9) opposta a detta prima estremità essendo fissata a detto cilindro di avvolgimento (7) e dal fatto che detto dispositivo di collegamento comprende mezzi di comando (15a,15b,17,19,21) che comandano la rotazione di detto cilindro di avvolgimento (7) nel senso di rotazione che corrisponde all’avvolgimento di detta cinghia di tensionamento (9) su detto cilindro di avvolgimento (7) e che impediscono rotazioni indesiderate nel senso di rotazione opposto.
  2. 2. Dispositivo di collegamento (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detti mezzi di comando (15a,15b,17,19,21) comprendono almeno un rocchetto dentato (15a,15b) coassiale a detto cilindro di avvolgimento (7) e solidale in rotazione con esso, una leva (17) collegabile a detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) per azionare la rotazione di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) nel senso di rotazione che corrisponde all’avvolgimento di detta cinghia di tensionamento (9) su detto cilindro di avvolgimento (7) ed almeno un dispositivo di arresto (19,21) atto ad impegnarsi con i denti di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) per impedire la rotazione di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) nel senso di rotazione opposto.
  3. 3. Dispositivo di collegamento (1) secondo la rivendicazione 2, comprendente un primo dispositivo di arresto (19) solidale a detta leva (17) e comprendente una superficie di impegno (19a) atta ad impegnarsi con i denti di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) ed un secondo dispositivo di arresto (21) solidale a detto corpo (3) e comprendente una superficie di impegno (21a) atta ad impegnarsi con i denti di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b).
  4. 4. Dispositivo di collegamento (1) secondo la rivendicazione 3, in cui detta leva (17) è collegata a detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) per mezzo di detto primo dispositivo di arresto (19) e la trasmissione di forza da detta leva a detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) avviene per mezzo di detto primo dispositivo di arresto (19).
  5. 5. Dispositivo di collegamento (1) secondo la rivendicazione 3 o 4, comprendente una sicura (23) che agisce su detto primo dispositivo di arresto (19) e che può passare da una prima posizione in cui detto primo dispositivo di arresto (19) è impegnato con i denti di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) ad una seconda posizione in cui detto primo dispositivo di arresto (19) è disimpegnato dai denti di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b).
  6. 6. Dispositivo di collegamento (1) secondo le rivendicazioni 4 e 5, in cui detta leva (17) comprende un’impugnatura di leva (17c) ed un corpo di leva (17a,17b) ed in cui una porzione sporgente o porzione a camma (17d) è prevista lungo il profilo del corpo di leva della leva (17), detta porzione sporgente (17d) di detto corpo di leva (17a,17b) potendo venire in impegno con detto secondo dispositivo di arresto (21) per allontanare detto secondo dispositivo di arresto (21) da detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b), e disimpegnarlo dai denti di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b).
  7. 7. Dispositivo di collegamento (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detti mezzi di comando (15a,15b,17,19,21) comprendono due rocchetti dentati (15a,15b) disposti ai lati opposti di detto cilindro di avvolgimento (7).
  8. 8. Dispositivo di collegamento (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui i denti di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b) hanno un profilo sostanzialmente triangolare.
  9. 9. Dispositivo di collegamento (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detto almeno un dispositivo di arresto (19,21) è caricato con una rispettiva molla di precarico (25,27) nella posizione in cui la superficie di impegno (19a,21a) di detto dispositivo di arresto (19,21) si impegna con i denti di detto almeno un rocchetto dentato (15a,15b).
  10. 10. Dispositivo portapacchi (10), del tipo atto ad essere montato sul tetto di un autoveicolo, comprendente una o più barre trasversali (12), caratterizzato dal fatto di comprendere almeno un dispositivo di collegamento (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 9 disposto in corrispondenza di almeno una estremità di almeno una di dette barre trasversali (12).
  11. 11. Dispositivo portapacchi (10) secondo la rivendicazione 10, in cui dette barre trasversali comprendono alle estremità opposte rispettivi piedi di appoggio (14) ed in cui detto corpo (3) di detto dispositivo di collegamento (1) è atto ad essere inserito in uno di detti piedi di appoggio (14) e ad esso accoppiato.
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