ITTO20140136U1 - Dispositivo per la copertura di un sito di puntura. - Google Patents

Dispositivo per la copertura di un sito di puntura.

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ITTO20140136U1
ITTO20140136U1 ITTO2014U000136U ITTO20140136U ITTO20140136U1 IT TO20140136 U1 ITTO20140136 U1 IT TO20140136U1 IT TO2014U000136 U ITTO2014U000136 U IT TO2014U000136U IT TO20140136 U ITTO20140136 U IT TO20140136U IT TO20140136 U1 ITTO20140136 U1 IT TO20140136U1
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Description

DESCRIZIONE
“Dispositivo per la copertura di un sito di puntura”
Il trovato si riferisce a un dispositivo per la copertura di un sito di puntura con un nastro, un apparecchio di chiusura con cui il nastro può essere fissabile in forma anulare e una piastra di pressione.
I trattamenti medicali necessitano spesso della collocazione mirata di cannule nel corpo, per esempio al fine di iniettare medicinali oppure di prelevare liquidi corporei. Al termine di questa puntura la cannula viene nuovamente estratta dal tessuto e sul tessuto, in corrispondenza del sito di puntura, permane una piccola ferita da cui fuoriesce il sangue. Tale sanguinamento può essere arrestato mediante apposizione di una compressa con una determinata pressione sulla ferita e mantenendo quest’ultima in quel sito fino a quando la ferita non si è richiusa.
Tuttavia la durata in cui la compressa deve essere premuta sul sito della puntura può variare fortemente a seconda dell'applicazione medicale. Nel caso di una emodialisi, ossia del lavaggio artificiale di sangue in persone con insufficienza renale, si deve per esempio eseguire una puntura su un cosiddetto shunt per un sufficiente flusso di sangue dell'apparecchio di dialisi. In questo caso si tratta di un accesso vascolare applicato via operazione, precedentemente alla dialisi, che è costituito da un "cortocircuito" tra una vena e una arteria. Mediante questo "cortocircuito" si ottiene un flusso di sangue sufficientemente consistente. D'altro canto tale flusso di sangue consistente comporta tuttavia che il sito di puntura nello shunt deve essere legato per un tempo corrispondentemente lungo fino a che il sanguinamento non si arresta.
A seconda della posizione dello shunt, non sono rari a questo proposito intervalli di tempo compresi tra 5 e 60 minuti. Durante questo intervallo, si auspica a tale scopo una "compressione" affidabile del sito di puntura con una pressione costante. Il sostegno fisso per via manuale e autonoma della compressa sul sito di puntura da parte del paziente, per intervalli di tempo di tale durata può essere percepito come sgradevole. Inoltre, ciò può comportare difficoltà in particolare per gli anziani.
È pertanto noto il fatto di sostenere in modo fisso la compressa sul sito di puntura con un dispositivo appositamente sviluppato, con una determinata pressione regolabile. Un dispositivo di tale genere presenta un nastro che può essere collocato attorno all'estremità su cui si trova il sito di puntura. Mediante l'uso di un apparecchio di chiusura il nastro viene portato ad aderire e viene fissato con una determinata pressione regolabile sull'estremità corrispondente, ossia ad esempio un braccio. A questo scopo il nastro presenta in aggiunta una piastra di pressione che, mediante frapposizione di una compressa, carica in pressione il sito di puntura. Di conseguenza nella condizione di chiusura dell'apparecchio di chiusura, la compressa viene sostenuta in modo fisso sul sito di puntura per il periodo di tempo occorrente, senza un intervento del paziente.
Un dispositivo di tale genere possiede tuttavia da una parte lo svantaggio del fatto che la compressa può facilmente spostarsi, scivolando tra la piastra di pressione e l'estremità. Ciò può accadere in particolare durante la chiusura dell'apparecchio di chiusura oppure a causa di un movimento del paziente. A causa di ciò risulta di conseguenza una "compressione" solo insufficiente del sito di puntura ed è eventualmente necessario un accomodamento successivo del dispositivo. D'altro canto, il nastro può facilmente scivolare in allontanamento durante la chiusura oppure l'apertura dell'apparecchio di chiusura, ad esempio a causa di una disattenzione di colui che applica il dispositivo al paziente. Durante la chiusura dell'apparecchio di chiusura, colui che maneggia il dispositivo deve di conseguenza fissarlo nuovamente; durante l'apertura si possono verificare movimenti indesiderati e incontrollati del dispositivo.
Il trovato ha pertanto alla base il compito di garantire un maneggiamento sicuro e una funzionalità affidabile del dispositivo per coprire un sito di puntura.
Questo compito, in un dispositivo del genere menzionato all'inizio, viene risolto per mezzo del fatto che la piastra di pressione presenta un lato attivo con una struttura costituita da denti sulla sua superficie.
Il lato attivo della piastra di pressione è in questo caso il lato che, mediante frapposizione di una compressa o di analoghi materiali idonei, carica in pressione il sito di puntura. La struttura costituita da denti sulla superficie del lato attivo interviene nella compressa. La struttura genera di conseguenza un coefficiente di attrito incrementato della compressa oppure addirittura un accoppiamento geometrico rispetto al lato attivo. Ne consegue un sostegno migliore della compressa e quest'ultima è protetta dallo scivolamento anche in caso di movimenti del paziente oppure durante il processo di applicazione del dispositivo. L'applicazione del dispositivo per la copertura di un sito di puntura può in questo caso avvenire, ad esempio, in modo analogo a quanto descritto nella discussione di dispositivi noti dallo stato della tecnica. In particolare durante la chiusura del dispositivo di chiusura, mediante l'impegno della struttura costituita da denti nella compressa si impedisce di conseguenza il relativo spostamento per scivolamento in riferimento alla piastra di pressione e al sito di puntura. Il maneggiamento del dispositivo viene semplificato dal momento che, per mezzo di ciò, si può evitare un accomodamento successivo, eventualmente necessario. Si ottiene anche una "compressione" del sito di puntura adattata in modo preciso e sufficiente.
In modo preferito la struttura presenta una pluralità di denti spazialmente separati. I denti intervengono nella compressa in corrispondenza di punti spazialmente separati. Per mezzo di ciò, si ottiene nel complesso un sostegno più definito e un'azione di fissaggio migliore rispetto a una struttura che potrebbe presentare ad esempio anche un unico dente. Nel caso di una pluralità di denti è tuttavia meno problematico se l'impegno tra denti e compressa avviene in modo solo incompleto. In aggiunta, la compressa viene altrettanto fissata attraverso una parte della relativa superficie. Per mezzo di ciò si evitano eccessive manifestazioni agenti di taglio causate da sollecitazioni meccaniche, ad esempio in corrispondenza dei margini della compressa, come accadrebbe nel caso di un intervento puntuale attraverso un unico dente. In modo analogo, si può migliorare notevolmente l'effetto di sostegno rispetto a una struttura superficiale in grado unicamente di aumentare l'attrito, ossia ad esempio una superficie irruvidita.
A questo scopo si preferisce che solo una parte della superficie presenti denti. Per mezzo di ciò si ottiene anzitutto una produzione più semplice e anche a costi contenuti del lato attivo della piastra di pressione. Oltre a ciò, si ottiene altrettanto un posizionamento definito della compressa sulla piastra di pressione. Ad esempio, si può dimensionare la compressa nella relativa estensione radiale in modo tale che essa copra proprio la parte della superficie del lato attivo che è dotato di denti. Dal momento che, nel caso di un sito di puntura, si tratta di una ferita di dimensioni relativamente ridotte, preferibilmente anche la parte della superficie che presenta i denti si dimensiona in modo corrispondente. Per mezzo del fatto che solo una parte della superficie presenta denti, si può anche garantire un maneggiamento sicuro con la piastra di pressione; si possono evitare eventuali lesioni a pazienti o persone che maneggiano il dispositivo mediante un utilizzo inaccurato.
In modo preferito, i denti sono disposti in circonferenze concentriche. La disposizione dei denti in circonferenze concentriche serve al fine di conferire uno schema geometrico alla struttura costituita da denti. Lo schema dovrebbe a questo proposito essere impresso preferibilmente in modo tale che i denti siano distribuiti in modo approssimativamente uniforme sulla parte della superficie su cui sono previsti. Grazie a questa regolarità si consente di conseguenza un impegno uniforme dei denti nella compressa e il loro sostegno in corrispondenza del lato attivo viene ulteriormente migliorato. Oltre alla disposizione in circonferenze concentriche vengono pertanto altrettanto prese in considerazione disposizioni rettangolari, triangolari o a scacchiera.
È preferibile che i denti presentino una forma a cono. Grazie alla base ampia, circolare i denti possono pertanto essere sostenuti in modo affidabile sulla superficie del lato attivo e resistere alle sollecitazioni meccaniche senza spezzarsi. La forma del cono, che termina a punta sul lato contrapposto alla superficie, consente di conseguenza una penetrazione priva di problemi dei denti nel materiale della compressa. Per mezzo di ciò, si garantisce il relativo sostegno sicuro sul lato attivo della piastra di pressione.
A questo proposito è preferito che la lunghezza dei denti sia maggiore del relativo diametro. Si garantisce altrettanto che i denti "terminino a punta" e non si estendano troppo in modo troppo "piano" nella relativa direzione radiale. Per mezzo di ciò, si ottiene che i denti possano penetrare nel materiale della compressa in misura tale che questa non si distacchi e che venga sostenuta in modo sicuro. D'altro canto, lo spessore della compressa deve essere ovviamente adattato alla lunghezza dei denti in modo tale che, nella direzione assiale della piastra di pressione, permanga una distanza sufficientemente elevata, riempita mediante il materiale della compressa, tra le estremità dei denti e la pelle attorno al sito di puntura.
A questo proposito è preferito che i denti siano sviluppati con ardiglioni. I denti saranno di conseguenza collocati in impegno con il materiale della compressa in modo tale che, in aggiunta alla sicura precedentemente descritta rispetto a uno spostamento per scivolamento della compressa in una direzione radiale della piastra di pressione, si eviti altrettanto lo slittamento della compressa in direzione assiale della piastra di pressione. Si può omettere un ulteriore bloccaggio manuale della compressa da parte di una persona che manipola il dispositivo. Lo sviluppo di ardiglioni sui denti è a questo scopo possibile non solo in modo macroscopico ma anche ad esempio in modo microscopico, grazie a un corrispondente irruvidimento della relativa struttura superficiale.
Si preferisce che i denti siano sviluppati in un unico pezzo con la piastra di pressione. La piastra di pressione viene preferibilmente formata a partire da un materiale che ha una elevata tollerabilità per la maggioranza dei pazienti. Dal momento che il dispositivo può essere applicato sul corpo del paziente per un intervallo di tempo di alcune decine di minuti, si auspica di evitare reazioni allergiche o simili, ad esempio della pelle attorno al sito di puntura. La piastra di pressione viene di conseguenza tipicamente formata da una plastica. A questo proposito, nella produzione della piastra di pressione risulta semplice e a costi contenuti produrre quest'ultima come unità, ad esempio per colaggio. I denti sono di conseguenza formati a partire dallo stesso materiale della piastra di pressione.
In alternativa è preferito che i denti siano collegati alla piastra di pressione ad accoppiamento di materiale. Nel caso di una fabbricazione della piastra di pressione e dei denti a partire da plastica, un collegamento ad accoppiamento geometrico è possibile ad esempio per mezzo di saldatura ad ultrasuoni. La fabbricazione separata della piastra di pressione e dei denti semplifica in questo caso da una parte la fabbricazione di denti sviluppati in modo speciale, ad esempio di quelli con una struttura superficiale con ardiglioni. D'altro canto, ciò consente di disporre in modo semplice i denti in uno schema desiderato sulla piastra di pressione. È altrettanto possibile formare i denti a partire da un altro materiale rispetto alla piastra di pressione e montarli ad esempio sul lato attivo mediante incollaggio.
È preferito che la piastra di pressione presenti un lato passivo con una struttura costituita da denti sulla sua superficie. Il lato passivo della piastra di pressione è a questo proposito il lato che è contrapposto al lato attivo della piastra di pressione. Durante la chiusura del dispositivo di chiusura il nastro del dispositivo viene collocato in forma anulare in modo fisso attorno alla parte del corpo con il sito di puntura e giunge in questo caso a contatto con sezioni piane con il lato passivo della piastra di pressione. Il nastro può essere ad esempio sviluppato sotto forma di nastro asola. In questo caso la struttura costituita dai denti può assumere il corrispondente ruolo di controparte costituito da uncini e produrre mediante l'impegno con il nastro asola, una chiusura tra il nastro e il lato passivo della piastra di pressione. La struttura costituita da denti può inoltre presentare le configurazioni vantaggiose menzionate precedentemente per il lato attivo.
In alternativa è preferito che la struttura costituita da denti sul lato attivo sia differente dalla struttura costituita da denti sul lato passivo. Possono risultare differenti vantaggi costruttivi. Tra gli altri è vantaggioso lo sviluppo di uno schema rettangolare oppure a scacchiera costituito da denti sul lato passivo, dal momento che in quel sito il nastro può essere sviluppato sotto forma di nastro asola e aderisce con sezioni piane sul lato passivo. La conseguenza è un impegno sicuro tra il nastro e i denti. Per l'applicazione della compressa sul lato attivo può essere vantaggioso il fatto di selezionare per i denti una struttura costituita da circonferenze concentriche. La produzione, ovvero il montaggio dei denti sul lato attivo e sul lato passivo, può anche differenziarsi mediante, ad esempio, lo sviluppo in un unico pezzo oppure l'accoppiamento di materiale.
In alternativa è inoltre preferito che il lato passivo presenti una scanalatura di alloggiamento in cui aderiscano le sezioni piane del nastro. Questa configurazione può essere prevista in aggiunta oppure in alternativa allo sviluppo della struttura costituita da denti sul lato passivo. L'aderenza del nastro nella scanalatura di alloggiamento assicura a questo proposito una guida sicura del nastro durante l'apertura e la chiusura dell'apparecchio di chiusura. Per mezzo di ciò, si possono evitare movimenti indesiderati e incontrollati del dispositivo durante questo processo. La manipolazione del dispositivo diviene più sicura e la sua funzionalità più affidabile.
È anche preferito che la piastra di pressione presenti almeno due parti che siano collegate tra di loro e aderiscano in corrispondenza delle sezioni piane del nastro. Il nastro si posiziona in questo caso tra le due parti, in modo tale che queste lo trattengano in modo fisso ad incastro nel momento in cui le due parti sono collegate tra di loro. Il collegamento può avvenire all'esterno, attorno al nastro oppure attraverso il nastro. La produzione del dispositivo viene a questo proposito semplificata.
È anche preferito che la piastra di pressione presenti almeno due parti che siano collegate tra di loro e aderiscano in corrispondenza di sezioni piane del nastro. Il nastro viene sostenuto ad accoppiamento geometrico all'interno della piastra di pressione e si ottiene di conseguenza una resistenza incrementata contro l'estrazione del nastro dalla piastra di pressione.
Infine è preferito che lato attivo e lato passivo siano sviluppati rispettivamente su una delle almeno due parti della piastra di pressione. Lato attivo e lato passivo della piastra di pressione si possono di conseguenza fabbricare in modo separato tra di loro e secondo i rispettivi requisiti costruttivi e le configurazioni vantaggiose. La produzione viene semplificata.
Il trovato verrà in seguito descritto sulla base di esempi di realizzazione preferiti in collegamento con i disegni. A questo proposito nelle figure:
la figura 1 illustra una piastra di pressione di un dispositivo per la copertura di un sito di puntura;
la figura 2 illustra un lato attivo della lastra di pressione;
la figura 3 illustra un lato passivo della lastra di pressione;
la figura 4 illustra una forma di realizzazione modificata del lato passivo della lastra di pressione. I disegni delle figure da 1 a 4 illustrano una piastra di pressione 1 di un dispositivo per la copertura di un sito di puntura. Il dispositivo, oltre alla piastra di pressione 1, presenta ancora un nastro ed un dispositivo di chiusura con cui il nastro è collocabile in modo fisso in forma anulare, tuttavia si omette completamente la relativa rappresentazione. La piastra di pressione 1 presenta una parte superiore 2 e una parte inferiore 3. La parte superiore 2 presenta a sua volta un lato attivo 4 con una struttura 5 costituta da denti 6. La parte inferiore 3 presenta un lato passivo 7 che, in alternativa a una struttura 15 costituita da denti 16, può presentare una scanalatura di alloggiamento 8. Sulla parte inferiore 3 sono anche rappresentati perni 9 che servono al collegamento della parte superiore 2 e della parte inferiore 3 della piastra di pressione 1. In condizione collegata, tra la parte superiore 2 e la parte inferiore 3, rimane una scanalatura del nastro 10 in cui viene fissato il nastro nella piastra di pressione 1.
La figura 1 illustra la piastra di pressione 1, assemblata a partire dalla parte superiore 2 e dalla parte inferiore 3. La piastra di pressione 1 presenta in questo caso due parti che sono di conseguenza collegate tra di loro. In questa forma di realizzazione il nastro (non rappresentato) è bloccato con un’estremità nella scanalatura del nastro 10. Una compressa (non rappresentata) può essere di conseguenza portata a contatto sul lato attivo 4 della parte superiore 2. La piastra di pressione 1 viene apposta sotto pressione sul sito di puntura mediante frapposizione della compressa. Il nastro può di conseguenza essere condotto con la relativa seconda estremità attorno alla corrispondente parte del corpo mediante applicazione di una sezione piana nella scanalatura di alloggiamento 8 del lato passivo 7. Per collocare in modo fisso il dispositivo in questa posizione, il nastro con una sezione piana viene nuovamente portato a contatto nella scanalatura di alloggiamento 8 con l'altra sezione piana, precedentemente collocata in quel luogo. La superficie della sezione piana del nastro, "collocata attualmente in basso" nella scanalatura di alloggiamento 8, può ad esempio essere sviluppata sotto forma di nastro asola. La superficie della sezione piana collocata in alto può essere sviluppata corrispondentemente come controparte sotto forma di nastro con uncini. Il dispositivo si può di conseguenza collocare in modo fisso sul sito di puntura in modo sicuro e sotto pressione. L'alloggiamento del nastro nella scanalatura di alloggiamento 8 impedisce uno scivolamento in direzione radiale della piastra di pressione 1.
La figura 2 illustra la parte superiore della piastra di pressione 1. Questa presenta il lato attivo 4 su cui è applicata la struttura 5 costituita da denti 6. Il lato attivo 4 può a questo proposito presentare una curvatura al fine di aumentare la pressione sul sito di puntura. I denti 6 della struttura 5 sono in questo caso disposti in circonferenze concentriche che si estendono dal centro del lato attivo 4 al relativo margine. Tuttavia, queste circonferenze riempiono solamente una parte della superficie del lato attivo 4. Questa parte funge da faccia di riferimento per la compressa. I denti 6 sono rappresentati a forma di cono. La forma di cono è a questo proposito progettata in modo tale che la lunghezza del cono, ossia la relativa altezza, sia maggiore rispetto al diametro della loro base. I denti 6 terminano pertanto sufficientemente a punta in modo tale da garantire un sostegno sicuro della compressa in modo tale che essi penetrino in modo corrispondentemente profondo nel relativo materiale.
I denti 6 possono essere sviluppati in un unico pezzo con il lato attivo 4 della piastra di pressione 1. In alternativa è possibile fissare questi ultimi ad esempio mediante incollaggio oppure saldatura ad ultrasuoni. Ciò è vantaggioso in particolare nel caso in cui i denti 6 e la piastra di pressione 1 ovvero il lato attivo 4 siano formati a partire dalla stessa plastica. Tuttavia questi possono anche essere sviluppati a partire da plastiche differenti, a seconda dei requisiti del materiale, oppure possono ad esempio essere previsti, su un metallo, denti 6 che possono essere iniettati nel materiale circostante.
La figura 3 illustra una forma di realizzazione della parte inferiore 3 della piastra di pressione 1. In questa, il lato passivo 7 della piastra di pressione 1 presenta la scanalatura di alloggiamento 8 in cui il nastro del dispositivo per la copertura di un sito di puntura può aderire con sezioni piane. A questo proposito, la scanalatura di alloggiamento 8 coincide nella sua ampiezza con l'ampiezza del nastro. In questo modo il nastro non ha gioco nella scanalatura di alloggiamento 8 in direzione radiale della piastra di pressione 1. Una funzionalità affidabile del dispositivo si consente poiché quest'ultimo non può attuare movimenti incontrollati e indesiderati durante l'apertura e la chiusura del dispositivo di chiusura. Il nastro è sostenuto nel dispositivo in modo assicurato dallo scivolamento. Il dispositivo di chiusura definisce in questo caso generalmente il meccanismo con cui il nastro può essere fissato in forma anulare. Questo può ad esempio essere la forma di realizzazione del nastro precedentemente descritta in cui il nastro presenta un lato asola e un lato con uncini.
Nella figura 3 è anche rappresentata la parte inferiore 3 della piastra di pressione 1 con perni 9. Questi servono al fissaggio della parte superiore e inferiore 2, 3 tra di loro. A questo scopo i perni 9 intervengono in corrispondenti cavità (non rappresentate) sulla rispettiva altra parte. Al fine di portare in impegno i perni 9 con le relative cavità corrispondenti è necessaria una determinata forza in modo tale che si garantisca durante il funzionamento del dispositivo un sostegno sicuro tra la parte superiore e la parte inferiore 2, 3. Durante l'assemblaggio della parte superiore e inferiore 2, 3 un'estremità del nastro viene incastrata tra questi ultimi due e, secondo un'ulteriore forma di realizzazione, bloccata in aggiunta con una geometria dentata (non ancora rappresentata). Questa geometria dentata, che può essere rispettivamente prevista su una o entrambe le parti della piastra di pressione 1, interviene nel nastro e lo trattiene in aggiunta all'accoppiamento di attrito preesistente grazie all'ulteriore accoppiamento geometrico.
La figura 4 illustra una forma di realizzazione modificata della parte inferiore 3. In quest'ultima, la scanalatura di alloggiamento 8 è sostituita dalla struttura 15 costituita da denti 16. Questa disposizione geometrica dei denti 16 avviene in questo caso in forma di un rettangolo. Dal momento che il nastro del dispositivo presenta una forma altrettanto rettangolare, è previsto un apparecchio di chiusura del genere seguente. I denti 16 sono muniti di ardiglioni (non rappresentati) macroscopici oppure microscopici. Il nastro viene realizzato in modo corrispondente sotto forma di nastro asola e può pertanto essere portato in impegno con gli ardiglioni. Il dispositivo si può pertanto collocare in modo fisso, in forma anulare, in modo corrispondente al maneggiamento precedentemente descritto, senza necessitare a questo proposito di una doppia conduzione del nastro sul lato passivo 7. Le dimensioni della struttura rettangolare 15 costituita da denti 16 vengono a questo proposito adattate alle dimensioni del nastro asola, al fine di garantire un impegno il più affidabile possibile di questi due.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per la copertura di un sito di puntura con un nastro, un apparecchio di chiusura con cui il nastro può essere collocato in modo fisso in forma anulare e una piastra di pressione (1), caratterizzato dal fatto che la piastra di pressione (1) presenta un lato attivo (4) con una struttura (5) costituita da denti (6) sulla sua superficie.
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la struttura (5) presenta una pluralità di denti (6) separati spazialmente.
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che solo una parte della superficie presenta denti (6).
  4. 4. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni 2 o 3, caratterizzato dal fatto che i denti (6) sono disposti in circonferenze concentriche.
  5. 5. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 4, caratterizzato dal fatto che i denti (6) presentano una forma a cono.
  6. 6. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 5, caratterizzato dal fatto che la lunghezza dei denti (6) è maggiore del loro diametro.
  7. 7. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 6, caratterizzato dal fatto che i denti (6) sono sviluppati con ardiglioni.
  8. 8. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 7, caratterizzato dal fatto che i denti (6) sono sviluppati in un pezzo con la piastra di pressione (1).
  9. 9. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 7, caratterizzata dal fatto che i denti (6) sono collegati ad accoppiamento di materiale con la piastra di pressione (1).
  10. 10. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 9, caratterizzato dal fatto che la piastra di pressione (1) presenta un lato passivo (7) con una struttura (5) costituita da denti (6) sulla sua superficie.
  11. 11. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 10, caratterizzata dal fatto che la struttura (5) costituita da denti (6) sul lato attivo (4) è differente dalla struttura (15) costituita da denti (16) sul lato passivo (7).
  12. 12. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 11, caratterizzato dal fatto che il lato passivo (7) presenta una scanalatura di alloggiamento (8) in cui aderiscono le sezioni piane del nastro.
  13. 13. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 12, caratterizzato dal fatto che la piastra di pressione (1) presenta almeno due parti (2, 3) che sono collegate tra di loro e sono aderenti in corrispondenza di sezioni piane del nastro.
  14. 14. Dispositivo secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che almeno una delle parti (2, 3) presenta una geometria dentata che interviene nel nastro.
  15. 15. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni 13 oppure 14, caratterizzato dal fatto che il lato attivo (4) e il lato passivo (7) sono sviluppati rispettivamente su una delle almeno due parti (2, 3) della piastra di pressione (1).
ITTO2014U000136U 2013-11-14 2014-11-04 Dispositivo per la copertura di un sito di puntura. ITTO20140136U1 (it)

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