ITTO940387A1 - Dispositivo per preparare miscele, ad esempio per sciogliere coloran- ti in polvere o simili in vista della distribuzione ai punti di utiliz - Google Patents
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Abstract
Il dispositivo comprende una vasca (2) suscettibile di ricevere dall'alto, ad esempio da un robot (R), dei secchi (S) in cui si trova un prodotto con un pigmento da miscelare con un vettore, quale un liquido, alimentato nella parte inferiore della vasca (2). I secchi (S) vengono ricevuti in un supporto anulare (27) suscettibile di essere ribaltato, preferibilmente per passi, così da versare il prodotto che si trova nei secchi nel vettore; detto sopporto anulare (27) è almeno parzialmente distanziato dai secchi così da poter realizzare, per effetto dell'alimentazione di un fluido in pressione, il lavaggio dei secchi (S) sulla loro superficie esterna. Attraverso un'estensione tubolare (31, 32) che si prolunga verso l'interno dei secchi (S) è altresì possibile procedere al lavaggio dei secchi (S) stessi. Un elemento miscelatore (33) motorizzato (34) consente di ottenere l'intima e completa miscelazione del prodotto versato nel vettore. La miscela così ottenuta può essere automaticamente e selettivamente trasferita verso le stazioni di utilizzazione (V) tramite mezzi pompanti (7) agenti in corrispondenza della regione di fondo della vasca (2). Sono previsti mezzi per lavare in modo automatico la vasca ed il secchio al termine dell'operazione di miscelazione. Applicazione preferenziale nelle cucine colori degli impianti tessili.(Figura 1).
Description
DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo:
"Dispositivo per preparare miscele, ad esempio per sciogliere coloranti in polvere o simili in vista della distribuzione ai punti di utilizzo in impianti tessili"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ai dispositivi per la preparazione di miscele, intendendosi indicare con tale denominazione, in generale, i prodotti derivanti dall'aggregazione per miscelazione, aggiunta, dissoluzione, ecc. di più componenti.
L'invenzione è stata sviluppata con particolare attenzione al possibile impiego nel’ambito di impianti tessili per lo scioglimento di prodotti coloranti in polvere 0 simili in vista del trasferimento per via idraulica verso i punti di utilizzo.
Secondo una soluzione tradizionale, di impiego corrente nell'industria tessile, il colorante (di solito sotto forma di polvere) viene prelevato da un rispettivo contenitore o, nelle soluzioni più evolute, da un cosiddetto magazzino automatico in cui più contenitori sono montati secondo una generale distribuzione a giostra o carosello, verticale o orizzontale, così da poter essere portati selettivamente verso una stazione di prelevamento. Il pigmento viene raccolto in un secchio, disposto di preferenza su una bilancia così da poter misurare con precisione la quantità di pigmento prelevato. A questo punto il secchio viene utilizzato per realizzare, di solito con un processo manuale, la dissoluzione in un vettore fluido o flussibile nelle proporzioni desiderate.
Questo modo di procedere non può essere considerato soddisfacente, sia per problemi di igiene ambientale, sia per l’esteso ricorso ad operazioni manuali, o semplicemente a controlli da parte di un operatore, sia ancora in quanto in molti casi l’effetto complessivo di dissoluzione - ossia l’omogeneità della miscela - può non essere completo, con il permanere di grumi nel prodotto finale, ecc. Nella maggior parte dei casi, infatti, i coloranti in questione sono costituiti da polveri trattate con componenti oleosi (ad esempio glicoli) così da risultare meno volatili: questo trattamento fa sì che i coloranti in questione dimostrino una marcata tendenza ad impaccarsi, con formazione di grumi, anche in considerazione dell'elevato grado di igroscopicità. Oltre a ciò non va dimenticato il fatto che, qualora si ipotizzi il trasferimento del colorante presciolto verso i punti di utilizzo per via idraulica, eventuali grumi tendono ad occludere i tubi, con conseguenze dannose.
Sono già state pertanto proposte soluzioni che mirano ad automatizzare, in misura più o meno estesa, la preparazione di tali miscele, in condizioni ambientali del tutto sicure (anche per quanto riguarda l’eventuale imbrattamento degli ambienti), aumentando l'affidabilità del prodotto finale ottenuto e, in ogni caso, rendendo possibile pensare ad una completa automatizzazione del ciclo di preparazione delle tinture, anche a partire dal prelevamento dei colorati dal magazzino.
Restano però aperti alcuni problemi di fondo, sia per quanto riguarda l'efficienza generale di funzionamento di un tale impianto, sia per quanto riguarda la possibilità di ottenere, completata l’operazione di miscelazione, una pulizia davvero completa dell’impianto onde evitare che eventuali tracce residue di una miscela preparata nell'impianto possano andare a contaminare una miscela successivamente preparata.
La presente invenzione si prefigge lo scopo di fornire un dispositivo che risolve in modo ottimale i problemi sopra espressi.
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad un dispositivo avente le caratteristiche richiamate in modo specifico nelle rivendicazioni che seguono.
L’invenzione verrà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, in cui:
la figura 1 illustra, in una generale vista in sezione verticale centrale, un dispositivo realizzato secondo l’invenzione, e
le figure 2 a 9 illustrano successive fasi di funzionamento di un dispositivo secondo l’invenzione.
Si supporrà in particolare che il dispositivo secondo l’invenzione, indicato nel complesso con 1 , sia destinato a ricevere secchi S - di tipo noto - nei quali viene caricata una quantità predeterminata di prodotto da miscelare: ad esempio una certa quantità (erogata in maniera dosata - ad esempio tramite pesatura) di colorante da sciogliere (presciogliere) in un vettore fluido.
Sempre a titolo di esempio, si può pensare che il dispositivo 1 sia destinato ad essere alimentato in modo automàtico da un robot R (di cui in figura 1 è schematicamente illustrata con linea a tratti la testa o mano di presa) che provvede a prelevare i secchi S dalla stazione di dosaggio del prodotto, situata ad esempio all’uscita di un magazzino automatico (non illustrato nei disegni).
In generale, il robot R è in grado di depositare i secchi S all'interno del dispositivo 1 agendo dal disopra di quest’ultimo, in posizione centralmente allineata con una vasca 2, costituente il corpo principale del dispositivo, sopportata sul terreno da tre o più gambe o montanti 3.
La vasca 2 è costituita da un corpo cilindro cavo di materiale metallico (o di altro materiale avente i necessari requisiti di robustezza, resistenza all’attacco chimico e facilità di pulizia) chiuso inferiormente da una parete di fondo 4 conformata ad imbuto. Quest’ultima è centralmente provvista di un’apertura di scarico 5 da cui si diparte un primo condotto 6 in cui sono interposti in cascata un flussostato FS1 ed una pompa 7, costituita tipicamente da un'elettropompa.
La mandata dell’elettropompa 7 fa capo ad una linea di distribuzione verso le stazioni di utilizzazione (ad esempio vasche di tintura V) in corrispondenza di ciascuna delle quali è disposta una valvola di deviazione VDU che consente di trasferire selettivamente verso la rispettiva vasca V la soluzione proveniente dal dispositivo 1 attraverso il condotto 6. Con VDL è indicata un'ulteriore valvola che collega il condotto 6 con un condotto di scarico 6a. Quando messa in comunicazione con il condotto 6 - dopo aver portato la valvola o le valvole VDU nella posizione che intercetta la comunicazione verso la rispettiva o le rispettive vasche V e dopo aver aperto la valvola VDL - tale condotto 6a consente di scaricare verso l’esterno, rappresentato sotto forma di un recipiente W simbolo di scarico, il fluido (tipicamente un fluido di lavaggio, come si vedrà meglio nel seguito) presente nel condotto 6.
Di preferenza, le valvole VDU e la valvola VDL - così come tutte le valvole cui si farà riferimento nel seguito - sono valvole a comando pneumatico.
Fra l'apertura di scarico 5 ed il condotto 6 è interposta una valvola a tre vie 18 che, oltre che con il condotto 6 (destinato a consentire la distribuzione selettiva della soluzione preparata nel dispositivo 1 verso ciascuna delle vasche V verso lo scarico W) anche con un ulteriore condotto 8 che consente di alimentare verso il condotto 6, e quindi verso la valvola o le valvole VDU ed i relativi utilizzi V ovvero verso la valvola VDL e dunque verso lo scarico W acqua calda proveniente da una o più sorgenti (caldaia o similare) non esplicitamente illustrate nei disegni, con funzione di lavaggio deirimpianto.
Nell’esempio (non limitativo) qui illustrato, il condotto, in cui è interposto una valvola di controllo 17, fa capo, attraverso un contalitri FM11 , a due valvole di alimentazione 11 e 12. Queste fanno a loro volta capo, secondo criteri ampiamente noti, a due diverse sorgenti di alimentazione dell’acqua, vale a dire una linea H di alimentazione di acqua "calda" (ad esempio ad una temperatura dell’ordine di 80°) e ad una linea C di alimentazione di acqua "fredda" (ad esempio ad una temperatura dell’ordine di 20°).
La stessa linea di alimentazione dell’acqua fredda C è collegata ad un circuito idraulico ausiliario 8' (rappresentato con linea tratteggiata nei disegni) il quale ha la funzione di evitare l’accumulo della soluzione preparata nei vani interni della valvola 18 durante la rotazione dell’otturatore (di solito a sfera) della stessa. Nel circuito 8’ è di preferenza interposta una valvola manuale 12’, che serve per tarare la portata del circuito.
Sempre proseguendo nell'illustrazione della parte idraulica/fluidica del dispositivo secondo l’invenzione, si può notare come all'uscita del contalitri FM1 1 è collegata l’aspirazione di un'ulteriore elettropompa 13 la cui mandata si dirama, attraverso rispettive valvole 14 e 15 verso due rispettive linee di adduzione di acqua nella vasca 2 secondo criteri che verranno meglio illustrati nel seguito.
Con V è indicata un’ulteriore linea di adduzione di vapore (proveniente da una corrispondente sorgente di vapore non esplicitamente illustrata nei disegni) in cui è interposta una
valvola 16. A valle di tale valvola 16 ia linea V si suddivide in due rami 16a e 16b.
Il primo ramo 16a si estende verso una bocca o un complesso di bocche di erogazione (insufflazione) 2a, situata nella parte bassa della vasca 2 in adiacenza della parete di fondo 4. Il secondo ramo 16b si suddivide con l’interposizione di una valvola di non ritorno VR1 in due ulteriori rami, l’uno dei quali si collega all'uscita dell'elettrovalvola 14 e l'altro dei quali, in cui è interposto un rubinetto di regolazione 19, fa capo, secondo criteri che verranno meglio illustrati nel seguito, al coperchio 11 1 che chiude la vasca 2.
Il suddetto coperchio, realizzato sotto forma di coperchio oscillante, è imperniato in posizione periferica rispetto aH'orio superiore della vasca 2 in corrispondenza di un rispettivo asse orizzontale X11.
Un martinetto 112, il cui stelo 13 agisce sul coperchio 111 in posizione coperchio 111 chiude superiormente la vasca 2 in condizioni di tenuta idraulica (a sifone) assicurate dalla presenza lungo il contorno dell’orlo della vasca 2 e del coperchio 111 , di una flangia tubolare 111 a e di un canale di gronda anulare 20a che viene riempito di acqua (come si illustrerà nel seguito) ed in cui la flangia 111 a risulta tuffante a coperchio 111 chiuso, e una posizione di apertura, illustrata nelle figure 2 e 3 in cui il coperchio 111 è ribaltato verso l'alto in posizione verticale e lascia quindi libera la bocca superiore della vasca 2 così da consentire l'inserimento e/o il prelevamento dei secchi S da parte del robot R.
Lungo il contorno del coperchio 111 è montato un diffusore anulare 113 sostanzialmente costituito da un condotto anulare cui fa capo, attraverso un condotto flessibile,' in grado di seguire il movimento del coperchio 111 , l'uscita del rubinetto di regolazione 19. Il condotto in questione è provvisto lungo il suo contorno di fori più o meno equidistribuiti (non direttamente visibili nei disegni per motivi di scala) suscettibili di fungere da ugelli di diffusione di acqua di lavaggio e di riempimento del canale di gronda 20a quando il coperchio 1 11 è ribaltato in posizione di chiusura.
Secondo una disposizione complessivamente simile (eccezion fatta per l'assenza, in questo caso, della necessità di prevedere una tubazione flessibile), l’uscita della valvola 14 (e anche l’uscita della valvola di npn ritorno VR1 che ha la funzione di evitare il passaggio del vapore nel ramo 16b durante la fase di riscaldamento del dispositivo) fanno capo ad un ulteriore diffusore anulare 114 che è situato in corrispondenza del contorno della parte di bocca della vasca 2 e sostiene sul suo lato interno il canale di gronda 20a. Anche in questo caso, il diffusore in questione è costituito da un condotto anulare prowisto lungo il suo contorno di aperture più o meno equidistanziate 114a (indicate solo nella figura 1) destinate a fungere da ugelli di proiezione del fluido (acqua o vapore) alimentato all'interno del diffusore 114. Più precisamente, le aperture 114a sono rivolte verso l'interno della vasca 2, così da proiettare il fluido pressurizzato che perviene all’interno del diffusore 114 contro la parete
periferica della vasca 2 stessa.
Da quanto precede risulta chiaro che la valvola 14 serve sia per introdurre nella vasca 2 il vettore della soluzione (acqua), sia per lavare la vasca 2 stessa. Aprendo la valvola 14, l'acqua lava la parete della vasca 2, attraverso il diffusore 114, assicurando altresì il riempimento del canale di gronda 20a attraverso il diffusore 113.
In posizione genericamente centrale rispetto alla vasca 2, all'interno della stessa, si trova un sopporto anulare 27. Quest'ultimo è sostenuto in modo girevole all'interno della vasca 2 secondo una generale disposizione a mensola o a sbalzo tramite una boccola 28 in cui è montato girevole a guisa di perno un albero cavo orizzontale che sostiene il sopporto anulare 27. Il tutto con la previsione di un elemento motore (qui schematizzato sotto forma di un martinetto idraulico 122) in grado di far ruotare il sopporto anulare 27 intorno all'asse orizzontale definito dalla boccola 28 così da impartirgli un movimento di ribaltamento di 180° (o frazioni dello stesso angolo).
Il sopporto 27 è provvisto superiormente di bracci 29 o simili formazioni di ritegno (tipicamente di metallo) che si estendono (ad esempio in numero di tre, angolarmente spaziati di 120°) verso l’alto a partire dal sopporto 27 lungo un'ideale superficie anulare, più precisamente cilindrica, coassiale con ii sopporto 27 stesso. I bracci 29 portano alle loro estremità superiori formazioni di ritegno 30 suscettibili di convergere verso l'interno di tale superficie cilindrica, dunque verso l'interno del supporto 27.
La funzione delle formazioni di ritegno 30 (che sono ad esempio ad azionamento elettrico e/o fluidico, o anche manuale) è quella di impegnare, sostenendolo dal disotto e dall'esterno il bordo di bocca del secchio S.
Le dimensioni diametrali del sopporto 27 vengono scelte in modo tale per cui il diametro dell’orifizio de! sopporto 27 stesso, che si suppone di sviluppo circolare, risulti almeno leggermente superiore rispetto alle dimensioni diametrali medie dei secchi S. Questi ultimi presentano di solito uno sviluppo tronco-conico, con dimensioni diametrali minime in corrispondenza della parete di fondo e massime in corrispondenza della parte di bocca. La dimensione diametrale dell’orifizio interno del supporto 27 viene scelta in modo da far si che il sopporto stesso si estenda, con la parte di bocca del secchio S trattenuta dalle formazioni 30 dei bracci 29, ad una certa distanza dalla superficie esterna del secchio S stesso. Il sopporto 27 è infatti configurato anch'esso sotto forma di diffusore anulare costituito da un condotto anulare in cui viene alimentata, attraverso l'albero cavo disposto girevole nella boccola 28, l’acqua proveniente dall'uscita dell'elettrovalvola 15. Il contorno del sopporto 27, ed in particolare la sua superficie interna, è provvista di aperture 27a (indicate nella sola figura 1) spaziate in modo più o meno uniforme lungo la periferia del sopporto 27. La funzione delle aperture 27a è quella di fungere da ugelli per proiettare verso la parete esterna del secchio S l’acqua che affluisce all'interno del sopporto 27. .
Con 31 è indicata un'appendice tubolare del sopporto 27 costituita anch’essa da una tubazione che si estende a partire dal sopporto 27, ad esempio in posizione diametralmente opposta rispetto alla boccola 28 secondo una generale struttura a mensola. L’appendice 31 presenta un’estremità 32 conformata a guisa di soffione di doccia che, nella sua posizione di funzionamento, sporge in posizione centrale al di sopra del secchio S, così da poter diffondere l’acqua in pressione alimentata all'interno del sopporto 27 all’interno del secchio S stesso.
Come meglio si apprezzerà nel seguito (si confrontino in particolare le viste delle figure 2 e 3), l’appendice tubolare 31 è in realtà configurata in maniera da poter essere orientabile tra una posizione di riposo (visibile nella sola figura 2, in cui l'appendice 31 è ribaltata verso l’esterno del sopporto 27, o quanto meno in allineamento tangenziale con lo stesso così da consentire l’inserimento/estrazione del secchio S rispetto al sopporto 27, ed la posizione attiva cui già si è accennato in precedenza (quella illustrata in tutte le altre figure) in cui l’estremità a soffione 32 si trova in posizione centrale al di sopra della parte di bocca del secchio S. La capacità di orientamento dell'appendice 31 è realizzata secondo criteri ampiamente noti nella tecnica idraulica (si pensi alle normali soluzioni adottate per i rubinetti per i lavabi da cucina) con l'ulteriore predisposizione di un organo motorizzato (non specificatamente illustrato nei disegni) che consente di comandare selettivamente l'orientamento dell'appendice 31 fra la posizione illustrata nella figura 2 e la posizione illustrata in tutte le altre figure.
Con 33 è infine indicato un miscelatore a pale o elica situato nella parte bassa della vasca 2 e mosso da un rispettivo motore, ad esempio elettrico o idraulico, indicato con 34.
Il ciclo di funzionamento del dispositivo 1 viene controllato di comando da un circuito (elettronico, elettromeccanico o elettrofluidico - non specificatamente illustrato nei disegni, e comunque di tipo di per sé noto) il quale interagisce, tramite rispettivi attuatori e sensori (anch'essi di tipo noto - che non richiedono quindi di essere descritti in dettaglio nel seguito) con le elettropompe 7, 13, con i martinetti 112, 122, con tutte le valvole e/o rubinetti descritti in precedenza, con il motore di comando del'orientamento dell'appendice 31 , con il motore 34 del miscelatore 33 nonché, in una forma preferita, con l’organo che comanda il movimento del robot R. Tutto ciò - va ribadito - avviene secondo criteri di per sé noti e/o alla portata del tecnico esperto della progettazione e della programmazione di tali sistemi di comando (ad esempio i controllori del tipo correntemente denominato PLC).
Nella descrizione del ciclo di funzionamento 1 si supporrà di partire dalla condizione di funzionamento illustrata nella figura 2, in cui il dispositivo 1 è predisposto per il caricamento ed attende quindi, con il coperchio 111 ribaltato verso l'alto in posizione di apertura, l'arrivo del robot R destinato a deporre all'interno del dispositivo 1 un secchio S. Si assume che all'interno del secchio sia stata precedentemente dosata (con sistemi noti) una quantità predeterminata di prodotto (ad esempio un colorante in polvere) destinato ad essere sciolto in un vettore quale acqua o altro fluido.
Il robot R (illustrato schematicamente nella sola figura 1) provvede al caricamento del secchio S all'interno del dispositivo 1 portandosi in allineamento con il sopporto 27 (che si suppone mantenuto originariamente orizzontale, con i bracci 29 rivolti verso l'alto e l'appendice 31 in posizione di riposo, tangenziale rispetto al sopporto 27) al disopra del sopporto stesso. Il robot R si abbassa quindi all’interno della vasca 2, facendo scendere il secchio all'interno del sopporto 27 stesso circa per metà: in ogni caso sino a quando la parete esterna del secchio S appoggia sulle formazioni 30 che si chiudono così da trattenere saldamente il secchio S sul sopporto 27.
A questo punto il robot R può abbandonare il secchio S e ritirarsi nuovamente verso l'alto, disimpegnando la traiettoria di movimento del coperchio 111 , che si chiude per effetto dell’azionamento del martinetto 112 comandato dal controllore (ad esempio un PLC) che sovraintende a tutto il funzionamento del complesso del dispositivo, mentre lo stesso conduttore provvede ad azionare l'appendice 31 in modo che essa si porti con la sua estremità a soffione 32 in posizione centrale al di sopra del secchio S (figure 3 e 4).
A questo punto, o anche durante ia fase precedente l’introduzione del secchio S all’interno del dispositivo, è possibile provvedere al caricamento del fluido vettore della soluzione nella vasca 2. Ciò può essere ottenuto, ad esempio nel caso in cui si voglia procedere alla scioglitura in acqua calda, aprendo le valvole 11 e 14, con la valvola 18 che chiude lo scarico 5 della vasca.
Di solito il caricamento del fluido vettore nella vasca 2 viene realizzato dopo aver chiuso il coperchio 111 per evitare la dispersione di fumi nell'ambiente di lavoro. Si apprezzerà che, come già descritto in precedenza, la tenuta del coperchio 111 rispetto all'orlo della vasca viene assicurato dalla flangia 11 1 a che pesca nella gronda 20a.
A questo punto è possibile procedere alla versatura del contenuto del secchio S. A questo fine, il controllore che sovrintende al funzionamento del dispositivo 1 aziona il martinetto 122 in modo tale da impartire al sopporto 27 (ed al secchio S montato su di esso) un movimento di rovesciamento o ribaltamento. In questo modo la bocca del secchio, originariamente rivolta verso l’alto, viene girata verso il basso, così da far ricadere il prodotto contenuto nel secchio S nella parte bassa della vasca 2 dove si trova il fluido vettore della soluzione caricato in precedenza. Naturalmente il secchio S non cade verso il fondo della vasca, in quanto trattenuto dai bracci 29. Di preferenza, il movimento di ribaltamento del secchio non viene effettuato in una sola fase (rotazione di 180°), ma per passi o scatti successivi comandati dal controllore agendo sul martinetto 122. Il ribaltamento per passi consente di far cadere gradatamente il contenuto del secchio S (tipicamente polvere) evitando la formazione di grumi.
Contemporaneamente o in immediata successione, vengono attivate le elettropompa 13 e le valvole 11 e 15, in apertura, così da far affluire acqua in pressione all'interno del sopporto 27. Il tutto in modo da far sì che l’acqua in pressione venga diffusa tanto all'interno del secchio S, attraverso l'estremità a soffione 32, quanto verso l’esterno, attraverso ('aperture 27a provvista nel sopporto 27, così da assicurare un perfetto lavaggio del secchio S e permette la rimozione, con ricaduta nella parte bassa della vasca, delle frazioni di colorante che possono essersi eventualmente depositate sul sopporto 27 e sugli elementi facenti capo ad esso (figura 3).
Completata questa fase di primo lavaggio del secchio, la pompa 13 viene arrestata, e le valvole 11 e 15 vengono chiuse, potendosi quindi attivare il motore 34. Questo provvede, attraverso il miscelatore 33 ad esso collegato, a sottoporre a miscelazione l’aggregato costituito dal fluido vettore e dal prodotto versato dal secchio S nella vasca V. Questo meccanismo di agitazione, attivato per un intervallo di tempo predeterminato (da qualche decina di secondi a 3-4 minuti), è in grado di assicurare una completa ed omogenea dissoluzione del prodotto versato dal secchio S (ad esempio un colorante) all’interno del liquido vettore, sino alla formazione di una soluzione (o, in generale, di una miscela) (figura 6).
Di solito, la miscelazione, dunque l’attivazione del motore 34 è preceduta da riscaldamento del contenuto della vasca 2, ottenuto per effetto dell'adduzione di vapore nella parte bassa della vasca 2 attuata attraverso la bocca o le bocche 2a per effetto dell'apertura della valvola 16. La temperatura raggiunta dalla soluzione può essere controllata grazie ad un sensore di temperatura T1 1 disposto nella parte bassa della vasca 2.
Completata la miscelazione, arrestato il funzionamento del miscelatore 33 mosso dal motore 34, il controllore comanda la commutazione della valvola 18 nella posizione che mette in comunicazione l'apertura 5 della vasca 2 con l'aspirazione della pompa 7, dunque con il condotto 6, commutando altresì la valvola VDU associata alla vasca V cui la soluzione è destinata in posizione di deviazione verso la rispettiva vasca V. La soluzione o miscela preparata all'interno della vasca 2 può essere selettivamente distribuita verso le stazioni di utilizzazione V (come vasche di tintura e simili) sotto l'azione della pompa 7.
Tale condizione di funzionamento (figura 7) viene mantenuta sino a quando la soluzione in precedenza preparata è stata scaricata neH’ammontare desiderato. A questo fine il flussostato FS1 arresta automaticamente la pompa 7 rilevato il completo svuotamento della vasca 2.
A questo punto, il dispositivo 1 si prepara per lo svolgimento di un ciclo di lavaggio. Quest’ultimo, così come schematicamente illustrato nella figura 7, può essere peraltro già stato avviato (in modo continuo o temporizzato) durante lo svuotamento della vasca 2 per effetto del comando della elettropompa 13 e della valvola 14 in posizione di apertura così da far affluire all'Interno del diffusore anulare 114 acqua di lavaggio che va a lambire la superficie interna della vasca 2.
Il ciclo di lavaggio si completa, una volta eseguito lo scarico della soluzione di tintura per effetto dell’adduzione di acqua calda nel sopporto 27 {tramite l’azionamento dell’elettropompa 13 ed apertura della valvola 15 - in unione ad una delle valvole 11 o 12) con conseguente irrorazione tanto della parete esterna del secchio S attraverso le aperture 27a del sopporto 27, quanto dell'estremità a soffione 32 dell’appendice 31.
Di preferenza, tale operazione di lavaggio viene svolta con il secchio S mantenuto ancora rivolto verso il basso (si veda in particolare la figura 8) così da agevolare il facile deflusso dei residui di lavaggio verso la parte bassa della vasca 2.
Di preferenza, l'operazione di lavaggio può essere organizzata in cicli, svolti con quantità d'acqua selettivamente impostabili. Parimenti impostabile in modo selettivo è la destinazione delle acque di lavaggio: verso lo scarico W, ovvero verso una delle vasche V qualora si voglia ricuperare il materiale sciolto (ad es. colore).
I residui di lavaggio vengono evacuati verso il condotto 6 per effetto dell'azionamento dell’elettropompa 7 (con la valvola V18 nella posizione di immutata di lavoro che mette l'apertura 5 in comunicazione con il condotto 6 ed una delle valvole VDU o VDL in condizione di apertura così da mettere in comunicazione il condotto 6 con la rispettiva vasca V o lo scarico W.
Completato il lavaggio, la valvola V18 ritorna in posizione di lavoro e, aprendo le valvole 11 o 12 e 17, azionando la figura 7 si esegue un lavaggio finale di sicurezza in V o W per una quantità di acqua impostata.
Completato il lavaggio, il martinetto 122 viene azionato così da ribaltare nuovamente il sopporto 27 nella posizione che porta nuovamente il secchio S ad essere rivolto verso l’alto.
Naturalmente, si può anche pensare che il ciclo di lavaggio venga attivato mentre il sopporto 27 viene fatto ruotare (per effetto deH'azionamento del martinetto 122) così da farlo oscillare intorno all'asse di sopporto dell'elemento 27 facendogli compiere alcune oscillazioni per poi riportare il secchio verso la posizione iniziale, con la bocca rivolta verso l’alto. In questo modo si assicura una completa irrorazione e pulitura del secchio.
A completamento del ciclo di lavaggio (eventualmente dopo lo svolgimento di un ciclo di asciugatura, svolto tramite mezzi soffianti non illustrati), il secchio S è pronto per essere nuovamente prelevato dal robot R.
A questo fine, il controllore comanda nuovamente il martinetto 112 in modo che quest'ultimo ribalti il coperchio 111 in posizione di apertura (figura 9). Il robot R può quindi disporsi in posizione di allineamento verticale con la vasca 2 per poi abbassarsi fino ad afferrare il secchio S. Quest’ultimo è trattenuto sul sopporto 27 dai bracci 29 ed in particolare dalle formazioni di ritegno 30, destinate a far sì che, quando il secchio S viene ribaltato verso il basso per versare il prodotto in esso contenuto, esso non ricada sul fondo della vasca 2.
Il robot R è comunque configurato in modo da vincere la forza di ritegno esercitata delle formazioni 30, ad esempio producendone il divaricamento elastico sino ad ottenere il disimpegno della parte id bocca del secchio S, o, in alternativa, per comandare il movimento delle formazioni 30 stesse in modo da far si che queste disimpegnino la parte di bocca del secchio S.
Così ottenuto il disimpegno del secchio S dal sopporto 27 e dagli organi ad esso associati, il robot può quindi afferrare il secchio S, impartendo allo stesso il movimento di sollevamento diretto a realizzare il prelevamento del secchio S stesso dal dispositivo 1 (figura 2).
Quest’ultimo risulta allora predisposto per il caricamento di un nuovo secchio e la preparazione di una nuova miscela.
Naturalmente, fermo restando il principio dell’Invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall’ambito della presente invenzione, soprattutto per quanto riguarda la possibile applicazione in un contesto diverso da quello dell’industria tessile al quale si è fatto riferimento a titolo esemplificativo.
Claims (20)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per preparare miscele comprendenti, quali componenti, un prodotto disposto in un contenitore (S) ed un vettore, caratterizzato dal fatto che comprende: una vasca (2) per la formazione di detta miscela, mezzi di sopporto {27} per ricevere detto contenitore (S), detti mezzi di sopporto (27) essendo selettivamente azionabili (122) per rovesciare il contenitore (S) da essi sostenuto così da versare il prodotto che si trova in detto contenitore (S) all'interno di detta vasca (2), mezzi (11, 12, 17, 18) per alimentare detto vettore in detta vasca (2), mezzi di agitazione (33, 34) agenti in detta vasca (2) per produrre la miscelazione di detto vettore con detto prodotto versato a partire da detto contenitore (S), e mezzi di erogazione (18, 7, VDU) per prelevare detta miscela da detta vasca (2) e distribuirla selettivamente verso almeno una posizione di utilizzo (V).
- 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 , caratterizzato dal fatto che detta vasca (2) è provvista di mezzi di copertura (111) selettivamente azionabili fra una posizione di apertura, in cui detto contenitore (S) è suscettibile di essere inserito in e rimosso da detta vasca (2), ed una posizione di chiusura, in cui detti mezzi di copertura (111) chiudono detta vasca (2).
- 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di copertura (111) sono realizzati sotto forma di un coperchio oscillante suscettibile di chiudere la parte di bocca di detta vasca (2).
- 4. Dispositivo secondo la rivendicazione 2 o la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detta vasca (2) e detti mezzi dì copertura (111) sono associati mezzi di tenuta a sifone (1 11 A; 2A).
- 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di tenuta a sifone comprendono: un canale di gronda (2A) suscettibile di ricevere un riempimento di liquido, associato al bordo di detta vasca (2), e una flangia (IIIA) sporgente da detti mezzi di copertura e suscettibile di pescare a tenuta in detto canale di gronda quanto detti mezzi di copertura (III) sono in detta posizione di chiusura.
- 6. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 2 a 5, caratterizzato dal fatto che a detti mezzi di copertura (111) sono associati mezzi azionatori (112) per il comando del movimento fra detta posizione di apertura e detta posizione dì chiusura.
- 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che detti mezzi azionatori comprendono un martinetto fluidico (111).
- 8. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di sopporto comprendono essenzialmente un corpo anulare (27) in cui detto contenitore (S) è suscettibile di essere infilato.
- 9. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di sopporto (27) portano associati mezzi ribaltatori (122) il cui azionamento determina il rovesciamento di detto contenitore (5) e dal fatto che detti mezzi di sopporto (27) portano altresì associate formazioni di ritegno (29, 30) per sostenere detto contenitore (S) su detti mezzi di sopporto (27) quando detto contenitore (S) viene rovesciato.
- 10. Dispositivo secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che detti ribaltatori (122) sono azionabili per passi, cosi da rovesciare gradatamente detto contenitore (S).
- 1 1 . Dispositivo secondo la rivendicazione 9 o la rivendicazione 10, destinato ad essere utilizzato in unione a contenitori in forma di secchi (S), caratterizzato dal fatto che dette formazioni di ritegno sono realizzate sotto forma di bracci (29) suscettibili di trattenere detti secchi (S) in corrispondenza del rispettivo bordo di bocca.
- 12. Dispositivo secondo la rivendicazione 11 , caratterizzato dal fatto che detti bracci si estendono secondo un'ideale superficie anulare e sono provvisti, alle loro estremità libere, di parti (30) suscettibili di agire in rapporto di presa sul bordo di bocca di detti secchi (S).
- 13. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 8 a 12, destinato ad essere utilizzato in unione a contenitori (S) dal generale andamento tronco-conico, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di sopporto (27) sono comprendono un corpo anulare con dimensioni diametrali dell’orifizio almeno leggermente superiori rispetto alle dimensioni diametrali della regione omologa di detti contenitori (S) per cui, nell’impiego, con detti contenitori (S) disposti su detti mezzo di sopporto (27) detto corpo anulare (27) si trova ad una certa distanza da detta regione omologa dei contenitori (S); detto corpo anulare essendo di struttura tubolare con aperture (27a) rivolte verso detta regione omologa e portando associati mezzi fluidici di alimentazione (11 , 12, 13, 15) in vista di far affluire all'interno di detto corpo anulare (27) un fluido di lavaggio suscettibile di essere proiettato, attraverso dette aperture (27a) sulla parete esterna di detti contenitori.
- 14. Dispositivo secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che detto corpo anulare (27) presenta una parte d’appendice (31 ) che, a partire dal corpo anulare (27) si estende verso la cavità interna di detti contenitori (S) con una rispettiva parte terminale (32) foggiata a soffione, affacciata alla parte di bocca di detti contenitori (S); la disposizione essendo tale per cui, detto fluido di lavaggio si propaga, attraverso detta parte d’appendice (31) verso detta parte terminale in vista di realizzare il lavaggio della cavità interna di detti contenitori (S).
- 15. Dispositivo secondo la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che detta parte d'appendice è capace di un generale movimento fra una posizione di riposo, in cui detta parte d'appendice è sostanzialmente non interferente con la traiettoria di inserimento e di estrazione di detti contenitori (S) rispetto a detti mezzi di sopporto (27) e una posizione attiva, in cui detta parte d'appendice si proietta con detta parte d’estremità (32) verso la cavità interna di detti contenitori (S).
- 16. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 8 a 15, caratterizzato dal fatto che a detti mezzi di sopporto (27) sono associati mezzi motori (122) per produrre selettivamente il ribaltamento di detti mezzi di sopporto (27), e dei contenitori (S) in essi contenuti, intorno ad un asse genericamente diametrale (28).
- 17. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende un ulteriore diffusore anulare (114) di lavaggio localizzato in corrispondenza della parte di bocca di detta vasca (2) e dal fatto che sono previsti mezzi (11, 12, 13, 14) per addurre selettivamente fluido di lavaggio verso detto ulteriore diffusore (114) cosi da produrre, attraverso rispettive aperture (114a), il lavaggio della parete interna di detta vasca (2) a partire da detta parte di bocca.
- 18. Dispositivo secondo una qualsiasi delie precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che a detta vasca (2) sono associati mezzi di adduzione di un fluido di riscaldamento (V, 16, 16a, 2a) per addurre selettivamente un fluido di riscaldamento, quale vapore, all’interno di detta vasca (2).
- 19. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi sensori termometrici (T11 ) per rilevare la temperatura di almeno uno fra detto vettore e detta soluzione in detta vasca (2).
- 20. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detti mezzi (11, 12, 17, 18) per alimentare detto vettore agiscono funzionalmente nella parte alta di detta vasca (2). Il tutto sostanzialmente come descritto ed illustrato e per gli scopi specificati.
Priority Applications (1)
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|---|---|---|---|
| ITTO940387A IT1273199B (it) | 1994-05-12 | 1994-05-12 | Dispositivo per preparare miscele, ad esempio per sciogliere coloranti in polvere o simili in vista della distribuzione ai punti di utilizzo in impianti tessili |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| ITTO940387A IT1273199B (it) | 1994-05-12 | 1994-05-12 | Dispositivo per preparare miscele, ad esempio per sciogliere coloranti in polvere o simili in vista della distribuzione ai punti di utilizzo in impianti tessili |
Publications (3)
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| ITTO940387A0 ITTO940387A0 (it) | 1994-05-12 |
| ITTO940387A1 true ITTO940387A1 (it) | 1995-11-12 |
| IT1273199B IT1273199B (it) | 1997-07-07 |
Family
ID=11412527
Family Applications (1)
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| ITTO940387A IT1273199B (it) | 1994-05-12 | 1994-05-12 | Dispositivo per preparare miscele, ad esempio per sciogliere coloranti in polvere o simili in vista della distribuzione ai punti di utilizzo in impianti tessili |
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-
1994
- 1994-05-12 IT ITTO940387A patent/IT1273199B/it active IP Right Grant
Also Published As
| Publication number | Publication date |
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| IT1273199B (it) | 1997-07-07 |
| ITTO940387A0 (it) | 1994-05-12 |
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