ITTO950527A1 - Dispositivo per preparare miscele, ad esempio per sciogliere coloranti in polvere e simili in impianti tessili - Google Patents

Dispositivo per preparare miscele, ad esempio per sciogliere coloranti in polvere e simili in impianti tessili Download PDF

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ITTO950527A1
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Bona Paolo De
Walter Lanaro
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    • B01PHYSICAL OR CHEMICAL PROCESSES OR APPARATUS IN GENERAL
    • B01FMIXING, e.g. DISSOLVING, EMULSIFYING OR DISPERSING
    • B01F27/00Mixers with rotary stirring devices in fixed receptacles; Kneaders
    • B01F27/80Mixers with rotary stirring devices in fixed receptacles; Kneaders with stirrers rotating about a substantially vertical axis
    • B01F27/808Mixers with rotary stirring devices in fixed receptacles; Kneaders with stirrers rotating about a substantially vertical axis with stirrers driven from the bottom of the receptacle
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B01PHYSICAL OR CHEMICAL PROCESSES OR APPARATUS IN GENERAL
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    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
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Abstract

Il dispositivo comprende una vasca (2) suscettibile di ricevere secchi (S) in cui si trova un prodotto, quale un pigmento, da miscelare con un vettore, quale un liquido, alimentato nella parte inferiore della vasca (2). Alla vasca (2) è associata almeno una torretta girevole (100) munita di un braccio (104) alla cui estremità libera è situato un piattello (61) sul quale vengono depositati i secchi (S). Per effetto di un movimento di rotazione intorno al suo asse (X100), seguito da un movimento di abbassamento, la torretta (100) porta il secchio (S) in posizione centrale all'interno della vasca (2) chiusa superiormente da un coperchio (2) capace di un moto verticale di sollevamento e di abbassamento. La rotazione del braccio (104) della torretta, con conseguente rovesciamento del secchio (S), provoca la caduta del pigmento all'interno della vasca, al fondo della quale si trova un miscelatore (67) che realizza l'intima e completa miscelazione del prodotto versato nel vettore. La miscela così ottenuta può essere automaticamente e selettivamente trasferita verso le stazioni di utilizzazione (V1, V2, V3) tramite mezzi pompanti (7) agenti in corrispondenza della regione di fondo della vasca (2). Sono previsti mezzi per lavare in modo automatico la vasca ed il secchio (S) al termine delle operazioni di miscelazione. Applicazione preferenziale nelle cucine a colori degli impianti tessili. (Figura 1).

Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Dispositivo per preparare miscele, ad esempio per sciogliere coloranti in polvere e simili in impianti tessili"
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ai dispositivi per la preparazione di miscele, intendendosi indicare con tale denominazione, in generale, i prodotti derivanti dall'aggregazione per miscelazione, aggiunta, dissoluzione, ecc. di più componenti.
L'invenzione è stata sviluppata con particolare attenzione al possibile impiego per lo scioglimento di prodotti coloranti in polvere o simili nell'ambito degli impianti tessili, ad esempio in vista del trasferimento per via idraulica verso i punti di utilizzo .
Sotto questo punto di vista, la presente invenzione costituisce un ulteriore sviluppo delle soluzioni descritte nelle domande di brevetto ΊΌ92Α000960 e T094A000387, entrambe di titolarità della stessa Richiedente.
In particolare, la seconda domanda citata descrive un dispositivo comprendente una vasca suscettibile di ricevere dall'alto, ad esempio da un robot, secchi in cui si trova il prodotto da sciogliere. Si tratta di solito di un pigmento da miscelare con un vettore, quale un liquido, alimentato nella parte inferiore della vasca. I secchi vengono ricevuti in un sopporto anulare suscettibile di essere ribaltato così da versare il prodotto che si trova nei secchi nel vettore. Sono previsti mezzi per lavare i secchi sulla loro superficie esterna nonché sulla loro superficie interna. La miscela ottenuta nella vasca può essere automaticamente e selettivamente trasferita verso le stazioni di utilizzazione tramite elementi pompanti che agiscono in corrispondenza della regione di fondo della vasca stessa.
La presente invenzione si prefigge lo scopo di perfezionare ulteriormente le soluzioni descritte nelle precedenti domande citate, sia per quanto riguarda lo svolgimento delle varie fasi di funzionamento, in particolare per quanto riguarda le operazioni di lavaggio del secchio, sia per quanto riguarda le operazioni di inserimento e di prelievo dei secchi dalla vasca, soprattutto in vista dello svolgimento di tali operazioni per via completamente automatica. Quest'ultimo aspetto assume particolare rilievo per la possibilità di associare a ciascuna vasca, ad esempio, una coppia di unità automatiche di carico e scarico dei secchi. Il tutto con la conseguente possibilità di collocare nella vasca un secchio contenente nuovo materiale da sciogliere subito dopo che il secchio utilizzato per una precedente operazione di miscelazione è stato prelevato dalla vasca .
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad un dispositivo avente le caratteristiche richiamate in modo specifico nelle rivendicazioni che seguono.
L'invenzione verrà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, in cui:
- la figura 1 illustra, in una generale vista in sezione verticale centrale, un dispositivo realizzato secondo l'invenzione con associata la rispettiva rete fluidica, e
- le figure 2 a 13 illustrano successive fasi di funzionamento di un dispositivo secondo l'invenzione.
Si supporrà in particolare che il dispositivo secondo l'invenzione, indicato nel complesso con 1, sia destinato a ricevere contenitori a forma di secchio S nei quali viene caricata una quantità predeterminata di prodotto P da miscelare: ad esempio una certa quantità (erogata in maniera dosata - ad esempio tramite pesatura, attuata in modo di per sé noto) di colorante da sciogliere (presciogliere) in un vettore fluido.
A titolo di esempio, e secondo una forma di attuazione preferita, il dispositivo comprende almeno una (e preferibilmente due) unità di alimentazione (caricamento e scaricamento) dei secchi S configurate ciascuna come una torretta 100 montata su un rispettivo basamento con capacità di rotazione intorno ad un asse verticale X100 sotto l'azione di un dispositivo motore quale un martinetto fluidico 101.
Con 102 è indicato un ulteriore martinetto che realizza un movimento di traslazione verticale della torretta 100 (secondo modalità che verranno meglio illustrate nel seguito) .
Infine, con 103 è indicato un ulteriore martinetto la cui funzione è quella di far ruotare intorno ad un rispettivo asse orizzontale X104 un braccio oscillante 104 che, come meglio verrà illustrato nel seguito, è destinato a sostenere i secchi S.
Per chiarezza va sottolineato il fatto che la scelta di ricorrere, per la realizzazione degli attivatori 101 a 103, a martinetti fluidici, preferibilmente idraulici, deve ritenersi puramente esemplificativa. Nell'ambito della torretta 100 potrebbero essere infatti utilizzati dispositivi motori di tipo diverso, anche ricorrendo a soluzioni differenti per le varie motorizzazioni.
Per quanto riguarda poi l'alimentazione di fluidi di azionamento a tali attuatori, è evidente che la stessa si realizza attraverso mezzi noti (condotti di alimentazione e scarico di fluido in pressione con associati rilevatori di corsa, l'insieme essendo assoggettato al controllo di un sistema generale di supervisione del funzionamento del dispositivo 1 pilotato da un personal computer o del tipo PLC). Tutto ciò si realizza secondo criteri ampiamente conosciuti al tecnico esperto del settore, il che rende superflua ogni specifica descrizione in questa sede.
Come si è detto, in una forma di attuazione preferenziale, il dispositivo 1 porta associate due torrette 100, una sola delle quali verrà qui descritta in dettaglio in relazione alla sua struttura ed alle sue modalità di funzionamento. Resta naturalmente inteso che quanto detto per una delle torrette si applica in modo pressoché identico anche per l'altra torretta, tenuto conto che le due torrette in questione sono destinate a cooperare per svolgere in modo automatico l'operazione di carico e di scarico dei secchi S rispetto alla vasca 2 costituente l'elemento centrale del dispositivo 1.
Secondo la disposizione di montaggio al momento preferita, la vasca 2, con associate due torrette 100 collocate in posizione simmetrica fra loro rispetto alla vasca 2 stessa, è situata all'estremità di valle di una linea di trasporto (non illustrata, ma di tipo di per sé noto) che provvede:
- a prelevare i secchi S dalla stazione di dosaggio del prodotto da sciogliere, situata ad esempio all'uscita di un magazzino automatico, (o, in generale anche da una zona di immagazzinamento dei sacchi, siano essi vuoti o pieni) ed a trasferirli quindi ad una delle torrette 100 in vista dell'introduzione nella vasca 2 per lo svolgimento di un'operazione di sciogli tura, e, in modo complementare,
- a prelevare i secchi da una delle torrette 100 che li ha estratti dalla vasca 2 al termine di un'operazione di rovesciamento e lavaggio del secchio per riportarle verso una zona di immagazzinamento.
Così come visibile dai disegni, la vasca 2 è essenzialmente costituita da un corpo a bicchiere al quale è associato un coperchio 3 mobile verticalmente sotto l'azione di un ulteriore azionatore quale un martinetto fluidico indicato con 105 e 106.
Tanto la vasca 2 quanto il coperchio 3 sono realizzati di materiale metallico, quale ad esempio acciaio inossidabile, o di altro materiale avente i necessari requisiti di robustezza, resistenza all'attacco chimico e facilità di pulizia.
Il corpo della vasca 2 è chiuso inferiormente da una parete di fondo 4 conformata ad imbuto. Quest'ultima è centralmente provvista di un'apertura di scarico 5 da cui si diparte un condotto 6 in cui è interposta una pompa 7 costituita tipicamente da un'elettropompa .
La mandata dell'elettropompa 7 fa capo, attraverso una pluralità di valvole di deviazione VDU, VDU1 , VDU2, VDU3, etc., collegate in cascata fra loro, ad una rispettiva pluralità di unità di utilizzo V, VI, V2, V3... ad esempio vasche di tintura. In cascata alle varie valvole VD1, VD2, VD3, etc. è previsto un condotto di scarico, in cui è interposta una valvola VDS, che consente di scaricare verso l'esterno, rappresentato sotto forma di un recipiente W, il fluido (tipicamente un fluido di lavaggio, così come meglio si vedrà nel seguito) presente nel condotto 6.
Fra l'apertura di scarico 5 ed il condotto 6 è interposta una valvola a tre vie 18. Oltre che con il condotto 6 (destinato, come si è visto, a consentire la distribuzione selettiva della soluzione preparata nel dispositivo 1 verso le stazioni di utilizzo Vi, V2, V3...) la valvola 18 è collegata anche con un ulteriore condotto 8. Tale condotto consente di alimentare verso il condotto 6, e quindi verso la valvola VDU e relativi utilizzi o verso lo scarico W acqua calda proveniente da una o più sorgenti (caldaia o similare) non esplicitamente illustrate nei disegni con funzione di lavaggio dell'impianto.
Nell'esempio (non limitativo) qui illustrato, il condotto 8, in cui è interposta una valvola di controllo 17, fa capo, attraverso un contalitri FM51, a due valvole di alimentazione 11 e 12. Questi fanno a loro volta capo, secondo criteri ampiamente noti, a due sorgenti di alimentazione dell'acqua, vale a dire una linea H di alimentazione di acqua "calda" (ad esempio ad una temperatura dell'ordine di 80°C) e ad una linea C di alimentazione di acqua "fredda" (ad esempio ad una temperatura dell'ordine di 50eC).
La stessa linea di alimentazione C è collegata ad un circuito idraulico ausiliario 8' (rappresentato con linea tratteggiata nei disegni) il quale ha la funzione di evitare l'accumulo della soluzione preparata nei vani interni della valvola 18 durante la rotazione dell'otturatore (di solito a sfera) della stessa. Nel circuito 8' è di preferenza interposta una valvola manuale 12' che serve per tarare la portata del circuito.
Sempre proseguendo nell'illustrazione della rete idraulica/f luidica associata al dispositivo secondo l'invenzione, si può notare come all'uscita del contalitri FM51 sia collegata l'aspirazione di una ulteriore elettropompa 13 la cui mandata si dirama attraverso rispettive valvole 14 e 15a, 15b verso tre rispettive linee che consentono l'adduzione dell'acqua nella vasca 2 (compreso il coperchio 3) secondo criteri che verranno meglio illustrati nel seguito.
Con S è indicata un'ulteriore linea di adduzione di vapore (proveniente da una corrispondente sorgente di vapore non esplicitamente illustrata nei disegni) in cui è interposta una valvola 16. A valle di tale valvola 16 la linea V si suddivide in due rami 16a e 16b.
Il primo ramo 16a si estende verso una bocca o un complesso di bocche di erogazione (insufflazione) 2a, situata nella parte bassa della vasca 2 in adiacenza della parete di fondo 4. Il secondo ramo 16b si suddivide con l'interposizione di una valvola di non ritorno VR5 in due ulteriori rami, uno dei quali si collega all'uscita dell'elettrovalvola 14 e l'altro dei quali fa capo, secondo criteri che verranno meglio illustrati nel seguito, all'orlo della vasca 2, chiusa dal coperchio 3. La valvola VR5 non lascia passare il vapore verso la vasca 2 ma permette il passaggio dell'acqua durante uno o più cicli di lavaggio vasca. Lo scopo è quello di lavare anche l'interno del tubo e le bocche insufflanti associate alla vasca come meglio sarà descritto.
Come si è detto, il suddetto coperchio è montato su elementi di guida verticali G (non illustrati in dettaglio ma di tipo di per sé noto) in modo da poter scorrere verticalmente sotto l'azione del martinetto 105 e 106 fra:
- una posizione di apertura, illustrata nelle figure 2 a 5, 9 e 13, in cui il coperchio 3 è sollevato e lascia quindi libera la bocca superiore della vasca 2. In particolare, nella posizione illustrata nella figura 2, l'entità del sollevamento del coperchio 3 rispetto alla vasca 2 è tale da consentire, secondo modalità che verranno meglio illustrate nel seguito, l'inserimento ovvero l'estrazione di un secchio S rispetto alla vasca 2 stessa,
- una posizione di parziale chiusura, illustrata nelle figure 6 a 8, in cui il coperchio 3 si porta con la sua parte di bocca in corrispondenza della parte di bocca della vasca 2, e
- una posizione di chiusura completa, illustrata nelle figure 10 a 12, in cui il coperchio 3 scende ulteriormente all'interno della vasca 2 e chiude superiormente la vasca 2 stessa in condizioni di tenuta idraulica (a sifone) assicurata dalla presenza, lungo il contorno dell'orlo della vasca 2 e del coperchio 3, di una flangia 3a e di un canale di gronda anulare 20a che viene riempito di acqua (come si illustrerà nel seguito) ed in cui la flangia 3a risulta tuffante con il coperchio 3 chiuso.
Tornando ad esaminare in maggior dettaglio la struttura del coperchio 3, si può notare come esso presenti nel complesso una struttura a tazza, circa complementare a quella della vasca 2, con un bordo di bocca, inferiore nell'uso, le cui dimensioni diametrali risultano almeno leggermente più ridotte rispetto alle dimensioni diametrali della parte di bocca della vasca 2. Più precisamente, facendo riferimento ad una soluzione, preferenziale ma non imperativa, in cui tanto la vasca 2 quanto il coperchio 2 presentino un profilo circolare, si può notare come le dimensioni della parte di bocca inferiore del coperchio 3 risultino leggermente più ridotte rispetto alle dimensioni diametrali interne del canale di gronda 20a. Il tutto in modo da consentire al bordo di bocca inferiore del coperchio 3 di penetrare per una certa estensione all'interno della vasca 2 al disotto del canale di gronda 20a mentre la flangia 3a (che presenta un generale profilo ad L con un ramo di radice sporgente dalla parete periferica del coperchio 3 perpendicolarmente ad essa ed un ramo di estremità rivolto verso il basso) è suscettibile di penetrare nell'acqua che si trova nel canale 20a così da assicurare la chiusura a tenuta del complesso vasca 2/coperchio 3 .
All'interno del canale anulare, aperto verso il basso, definito dalla flangia 3a è montato un diffusore 113 sostanzialmente costituito da un condotto anulare cui fanno capo di solito, attraverso una tubazione flessibile, in grado di seguire il movimento di sollevamento e di abbassamento del coperchio 3, tanto l'uscita della valvola 15a quanto, attraverso una valvola di controllo 52, una linea di alimentazione di aria compressa L. La valvola 52 è un'elettrovalvola indipendente dalla valvola 15a. Serve, tramite l'aria compressa, a svuotare l'acqua dall'interno del 113 che altrimenti a coperchio alzato continuerebbe a gocciolare.
il condotto tubolare costituente il diffusore 113 è provvisto lungo il suo contorno di fofi più o meno equidistribuiti (non direttamente visibili nei disegni per motivi di scala) e suscettibili di fungere da ugelli di diffusione di fluidi di lavaggio (acqua/aria) . Come meglio si illustrerà nel seguito, quando il coperchio 3 si trova nella condizione di chiusura parziale (figure 6 a 8), alimentando il diffusore 113 con acqua è possibile formare un velo che isola efficacemente il complesso vasca 2/coperchio 3 dali'esterno durante il rovesciamento dei secchi. Da ciò si comprende che il diffusore 113 può essere utilizzato per riempire di acqua il canale di gronda 20a, che realizza la tenuta a sifone quando il coperchio 3 si trova in posizione di completa chiusura.
Secondo una disposizione complessivamente simile (eccezion fatta per l'assenza, in questo caso, della necessità di prevedere una tubazione flessibile) l'uscita della valvola 14 (ed anche l'uscita della valvola di non ritorno VRl che ha la funzione di evitare il passaggio del vapore (nel ramo 16b durante la fase di riscaldamento del dispositivo) fanno capo ad un ulteriore diffusore anulare 114 che è situato in corrispondenza del contorno della parte di bocca della vasca 2, immediatamente al disotto del canale di gronda 20a. Anche in questo caso, il diffusore in questione è costituito da un condotto anulare provvisto lungo il suo contorno di aperture più o meno equidi stanzia te (non immediatamente visibili nei disegni) destinate a fungere da ugelli di proiezione del fluido (acqua o vapore) inviato attraverso la valvola 14.
Da quanto precede risulta chiaro che valvola 14 può essere utilizzata sia per introdurre nella vasca 2 il vettore della soluzione (acqua), sia per lavare la vasca 2 stessa. Aprendo la valvola 14, l'acqua lava la parete della vasca 2 attraverso il diffusore 114, lavando anche le bocche di erogazione o insufflazione 2a.
Con 115 è indicato un diffusore a soffione situato in corrispondenza della parte di sommità del coperchio 3 (che nell'esempio di attuazione illustrato presenta una generale conformazione a campana) e collegato alla valvola 15b. Attraverso il soffione 115 è possibile immettere acqua in pressione all'interno del coperchio 3, tipicamente per procedere al lavaggio dello stesso. Il soffione 115 serve anche per la fase di rovesciamento secchi, quando il coperchio non è in tenuta a sifone nel canale di gronda 20a, l'isolamento del complesso vasca 2/coperchio 3 essendo allora realizzato dal velo d'acqua generato dal diffusore 103.
Ancora, con 59 è indicata una valvola interposta in un canale di scarico che consente di scaricare verso l'esterno (schematicamente indicato con W) il liquido contenuto nel canale di gronda 20a. Con 60 è indicata una ulteriore elettrovalvola che collega la mandata dell 'elettropompa 13 con la cavità interna del braccio 104 destinato a sostenere i secchi S all'interno del complesso vasca 2/coperchio 3.
Come considerazione di carattere generale va ancora notato come l'impianto idraulico/fluidico illustrato in precedenza abbia carattere sostanzialmente esemplificativo e non limitativo. Si apprezzerà in particolare come tale schema ricalchi, nei suoi termini essenziali, l'analogo schema del dispositivo oggetto della domanda T094A000387. Ancora, converrà ricordare come - secondo criteri ampiamente noti che non verranno qui illustrati (anche perché di per sé non rilevanti ai fini della comprensione dell'attuazione dell'invenzione) i vari elementi compresi nello schema fluidico/idraulico descritto in precedenza (pompe, elettrovalvole, misuratori) nonché gli altri elementi cooperanti che verranno descritti nel seguito {agitatori operanti all'interno della vasca, termometri, pressostati, ecc.) facciano tutti capo al sistema generale di comando del dispositivo controllato da un'unità elaborativa quale un personal computer o un cosiddetto PLC (controllore logico programmabile) .
Tornando alle parti meccaniche del dispositivo, si può notare come all'estremità libera del braccio 104 che si diparte dal corpo della torretta 100 sia montato, sostanzialmente a guisa di cazzuola o padella, un ripiano o piattello 61 destinato a sostenere i secchi S.
Come già si è detto il braccio 104 e dunque il piattello 61 montato alla sua estremità libera è montato sulla torretta 100 secondo una generale disposizione a mensola o a sbalzo con la possibilità, determinata dall'attivazione del martinetto 103 (o di un elemento motore equivalente) di far ruotare il braccio 104 intorno all'asse orizzontale X104 così da impartirgli un movimento di ribaltamento di 180° (o frazioni dello stesso angolo) in un verso o in entrambi i versi di rotazione.
Il piattello 61 è provvisto superiormente di formazioni di presa 62 in grado di afferrare la parte inferiore dei secchi S secondo una generale configurazione a pinza. Di solito le formazioni a presa 62, ad esempio (ma non necessariamente) previste in posizioni angolarmente equidistanziate lungo lo sviluppo periferico del piattello 61 sono configurate in modo da poter afferrare il secchio 2 in corrispondenza di una parte di fondo 63, complessivamente cilindrica, che sporge verso il basso ed è suscettibile di essere rinserrato fra le formazioni di presa 62. Di solito tali formazioni non sono provviste di uno specifico azionamento. Quando il piattello Gl scende in posizione di riposo, le formazioni 62 mosse attraverso rispettive guide (non illustrate) si dispongono in posizione di apertura, disimpegnando il secchio eventualmente posto sul piattello 61 stesso.
Si noterà altresì che, in corrispondenza del lato rivolto verso la torretta 100, nel bordo della vasca 2 è provvista una tacca 63 che consente al braccio 104 di penetrare per una certa misura nella parte di bocca della stessa vasca 2 quando la torretta 100 viene abbassata per procedere all'operazione di sciogli tura.
Lungo il contorno del piattello 61 corre un ulteriore diffusore anulare 64 (sostanzialmente analogo ai diffusori 113 e 114 descritti in precedenza) . Si tratta anche in questo caso di un condotto anulare che, lungo il suo contorno, in particolare lungo la sua superficie interna, è provvisto di aperture (non esplicitamente visibili nei disegni) spaziate in modo più o meno uniforme lungo la periferia del piattello 61. La funzione di tali aperture è quella di fungere da ugelli per proiettare verso la parete esterna del secchio S l'acqua che affluisce all'interno del condotto 64 attraverso la cavità dell'albero 104 quando la valvola 60 viene comandata in apertura.
Con 65 è indicata un'appendice tubolare che si dirama superiormente dall'albero 104 ed è costituita anch'essa da una tubazione che si estende secondo una generale struttura a mensola al disopra del piattello 61. L'appendice 65 presenta un'estremità 66 conformata a guisa di soffione di doccia che sporge in posizione centrale al disopra del secchio S così da poter diffondere l'acqua in pressione alimentata all'interno dell'albero 104 attraverso la valvola 60 all'interno del secchio S stesso.
Con 67 è infine indicato un gruppo miscelatore a pale o eliche situato nella parte bassa della vasca 2. Si tratta di solito di due miscelatori rotativi mossi da un motore comune, ad esempio elettrico o idraulico, indicato con 68.
Con TU è inoltre indicato un termometro (o dispositivo similare) che consente di rilevare la temperatura del vettore e/o della soluzione presente nella vasca 2 ad esempio al fine di portare in modo automatico la soluzione alla temperatura desiderata ad esempio tramite l'insufflazione di vapore.
Come già si è più volte detto, il ciclo di funzionamento del dispositivo 1 viene controllato da un circuito di comando (elettronico, elettromeccanico o elettrof luidico - non specificatamente illustrato nei disegni, comunque di tipo di per sé noto, ad esempio del tipo controllato da un personal computer o da un cosiddetto PLC) il quale interagisce, tramite rispettivi attuatori e sensori (anch'essi di tipo noto -che non richiedono quindi di essere descritti in dettaglio nel seguito) con le varie elettropompe, i martinetti con tutte le valvole e/o rubinetti descritti in precedenza, con il motore 68 del miscelatore 67 nonché con i vari attuatori che comandano il movimento della torretta 100. Tutto ciò - va ribadito - avviene secondo criteri di per sé noti e/o alla portata del tecnico esperto della progettazione o della programmazione di tali sistemi di comando.
Nella descrizione del ciclo di funzionamento si supporrà di partire dalla condizione illustrata nella figura 2 in cui il dispositivo 1 è predisposto per il caricamento. Il dispositivo attende quindi, con il coperchio 3 mantenuto in posizione sollevata, l'arrivo di un secchio S che viene caricato (con mezzi noti, non illustrati) sul piattello 61 del braccio 104 della torretta 100 così come schematicamente illustrato in figura 3. Si assume che all'interno del secchio S sia stata precedentemente dosata (con sistemi noti) una quantità predeterminata di prodotto P (ad esempio colorante in polvere) destinato ad essere sciolto in un vettore quale acqua o altro fluido alimentato nella vasca.
La torretta 100 si solleva quindi leggermente, per effetto dell'azionamento dell'attuatore 102 il che porta per azione delle guide (non illustrate) che comandano le formazioni di presa 62, al bloccaggio del secchio S sul piattello 61 (figura 4).
A questo punto la torretta 100 provvede al caricamento del secchio S all'interno del dispositivo 1 ruotando su sé stessa intorno all'asse verticale X100 a partire dalla posizione schematicamente illustrata con linea a tratto e punto nella figura 2. Tale rotazione si realizza sotto l'azione dell'attuatore 101 e prosegue sino a portare il piattello 61 sul quale è disposto il secchio 3 (trattenuto nella posizione desiderata dalle formazioni di ritegno 62) nella posizione illustrata nella figura 5. In tale posizione il piattello 61 ed il secchio S sono allineati con l'asse del centrale del complesso vasca 2/coperchio 3 e sono dunque esposti nella vasca 2.
Raggiunta tale posizione di allineamento, viene attivato il martinetto 102 per cui il braccio 104 con il piattello 61 ed il secchio S disposto su di esso scende per una certa distanza all'interno della vasca 2. A questo fine, il braccio 104 scorre verticalmente all'interno della tacca 63 fino a raggiungere la posizione illustrata con linea piena nella figura 2. A questo punto, per effetto dell'attivazione in contrazione del martinetto 105, il coperchio 3 si abbassa verticalmente sino a portarsi nella posizione di parziale chiusura illustrata nelle figure 6 a 8. In tali condizioni, il bordo di bocca inferiore del coperchio 3 è circa allineato (a ridotta distanza radiale) con il bordo interno del canale di gronda 20a; il canale definito dalla flangia 3a si apre verso il basso in posizione affacciata e complementare con il canale di gronda 20a, la cui parete radialmente esterna è più alta della parete radialmente interna (figura 6).
A questo punto, o in ipotesi anche durante la fase precedente all'introduzione ed all'abbassamento del secchio S all'interno del dispositivo 1, è possibile provvedere al caricamento del fluido vettore della soluzione nella vasca 2. Ciò può essere ottenuto, ad esempio nel caso in cui si voglia procedere alla sciogli tura in acqua calda, aprendo le valvole 11 e 14 ed alimentando il diffusore 114.
A questo punto è possibile procedere alla versatura del contenuto nel secchio S. A questo fine, l'elaboratore che sovraintende al funzionamento del dispositivo 1 aziona il martinetto 103 in modo tale da impartire al braccio 104 (e dunque al piattello 61 ed al secchio S montato su di esso) un movimento di rovesciamento o ribaltamento. In questo modo la bocca del secchio S, originariamente rivolta verso l'alto, viene girata verso il basso. Il prodotto contenuto nel secchio S ricade così nella parte bassa della vasca 2 dove si trova il fluido vettore della soluzione, caricata in precedenza. Il secchio S non cade verso il fondo della vasca, in guanto trattenuto dalle formazioni di ritegno 62. Di preferenza, il movimento di ribaltamento del secchio S (illustrato in figura 4 al suo completamento) non si realizza di solito in una sola fase (rotazione di 180°), ma per passi o scatti successivi comandati dal controllore agendo sul martinetto 103. Il ribaltamento per passi consente di far cadere gradatamente il contenuto del secchio S (tipicamente polvere) evitando la formazione di grumi. Nel contempo, così come illustrato nella figura 7, vengono attivati (tramite il comando in apertura delle rispettive valvole di alimentazione dell' acqua, d 15a e 15b) anche il diffusore 113 ed il soffione 115. Nello spazio definito congiuntamente alla flangia 3a e del canale di gronda 20a, nonché in corrispondenza della parte di bocca inferiore del coperchio 3 si forma quindi un velo d'acqua (velo di liquido) in caduta che impedisce al prodotto in polvere che viene versato di diffondersi all'esterno del complesso vasca 2/coperchio 3. Di solito, per evitare grumi, si rovescia la polvere del secchio con i miscelatori 67 in funzione.
Contemporaneamente o in immediata successione vengono attivate 1'elettropompa 13 e le valvole 11 o 12 e 60, in apertura, così da far affluire acqua in pressione all'interno del braccio 104. In questo modo l'acqua in pressione viene diffusa in stretta prossimità del secchio S tanto dal soffione 66 che proietta l'acqua all'interno del secchio S, quanto dal distributore 64, che irrora dall'alto (il secchio S è infatti girato) basso la parete esterna del secchio S, così come schematicamente illustrato in figura 8. Si noterà che il diffusore 115 serve di solito per lavare, alla fine della dissoluzione ed invio, l'interno del coperchio. Il tutto con la conseguente ricaduta nella parte bassa della vasca delle frazioni eli colorante che possono essere rimaste attaccate al secchio S ed eventualmente depositate sul piattello 61 e sugli elementi ad esso associati.
Di solito le operazioni di lavaggio del secchio S di cui alla figura 8 vengono svolte o completate dopo che l'alimentazione del diffusore 113 e del soffione 115 sono state interrotte.
A questo punto, il secchio S precedentemente rovesciato e lavato viene estratto dal complesso vasca 2/coperchio 3 attuando la sequenza di operazioni illustrata nelle figure 9 e 10.
In pratica, a partire dalla posizione di parziale chiusura delle figure 6 a 8, il coperchio 3 viene riportato nella posizione di sollevamento delle figure 2 a 5, il che consente l'estrazione del secchio per effetto del sollevamento della torretta {martinetto 102) e della sua rotazione intorno all'asse X100.
In particolare, il martinetto 102 viene attivato per determinare il sollevamento della torretta 100 quel tanto che basta a portare il braccio 104 ed il piattello 61 con il secchio S disposto sullo stesso in posizione di assenza di interferenza con il bordo di bocca della vasca 2 .
Il successivo riabbassamento della torretta {martinetto 102) con conseguente riapertura delle formazioni di ritegno 62 consente di prelevare dal piattello 64 il secchio S contenente un'altra dose di prodotto da sciogliere.
La sequenza delle figure 3 a 9 può quindi essere ripetuta per un numero qualsiasi di secchi da 1 a n prima di procedere alla fase di miscelazione.
Quando viene tolto l'ultimo secchio della sequenza (che può essere anche uno solo) il coperchio si abbassa in chiusura totale (tenuta a sifone della flangia 3a nel canale di gronda 20a) ed inizia l'eventuale riscaldamento e le miscelazioni.
La suddetta fase di miscelazione si realizza attivando il motore 68 che trascina i miscelatori a pale o eliche 67 ad esso associato. L'attivazione del miscelatore 67 determina la miscelazione dell'aggregato costituito dal fluido vettore e dal prodotto versato dal secchio o dai secchi S nella vasca 2. Questo meccanismo di agitazione, attivato per un intervallo di tempo predeterminato (da qualche decina di secondi a 3-4 minuti), è in grado di assicurare una completa ed omogenea dissoluzione del prodotto versato dal secchio S (ad esempio un colorante) all'interno del liquido vettore, sino alla formazione di una soluzione (o, in generale, di una miscela).
Di solito la miscelazione (schematizzata nella figura 10) indotta dall'attivazione del motore 68 è preceduta da un riscaldamento del contenuto della vasca 2 ottenuto per effetto dell'adduzione di vapore nella parte bassa della vasca 2 attuata attraverso la bocca o le bocche 2a per effetto dell'apertura della valvola 16. La temperatura raggiunta dalla soluzione può essere controllata grazie al sensore di temperatura TU disposto nella parte bassa della vasca 2.
Completata la miscelazione, arrestato il funzionamento del miscelatore 67 mosso dal motore 68, il controllore comanda la commutazione della valvola 18 nella posizione che mette in comunicazione l'apertura 5 della vasca 2 con il lato di aspirazione della pompa 7, dunque con il condotto 6, commutando altresì una delle valvole VDU1, VDU2, VDU3, etc. in posizione di deviazione verso la rispettiva vasca vi, V2, V3... cui la soluzione è destinata.
Tale condizione di funzionamento (figura 11) viene mantenuta sino a quando la soluzione in precedenza preparata è stata scaricata nell'ammontare desiderato totalmente.
A questo punto, il dispositivo 1 si prepara per 10 svolgimento di un ciclo di lavaggio delle vasche. Quest'ultimo, così come schematicamente illustrato nella figura 12, può essere peraltro già stato avviato (in modo continuo o temporizzato) durante lo svuotamento della vasca 2 per effetto del comando dell'elettropompa 13 e delle valvole 14 e 15b in posizione di apertura così da far affluire verso i diffusori 114 ed il soffione 115 acqua di lavaggio che va a lambire la superficie interna della vasca 2, compreso 11 coperchio 3.
L'operazione di lavaggio può essere organizzata in cicli, svolti con quantità d'acqua selettivamente impostabili. Parimenti impostabile in modo selettivo è la destinazione delle acque di lavaggio: verso lo scarico w ovvero verso una delle vasche VI, V2, V3... quando si voglia recuperare il materiale sciolto (colorante) .
I residui di lavaggio vengono evacuati attraverso il condotto 6 per effetto dell'azionamento dell'elettropompa 7, con la valvola 18 nella posizione di lavoro che mette l'apertura 5 in comunicazione con il condotto 6 e la valvola VDUl, VDU2, VDU3... in condizione di apertura così da mettere in comunicazione il condotto 6 con la rispettiva vasca VI, V2, V3... o lo scarico W.
Completato il lavaggio, la valvola 18 ritorna in posizione di lavoro e, aprendo le valvole 11 o 12 e 17, si esegue un lavaggio finale di sicurezza verso una delle vasche Vi, V2, V3..., o W per una quantità di acqua impostata.
A questo punto, il controllore comanda nuovamente il martinetto 105 e 106 in modo che questo sollevi il coperchio 3 in posizione di apertura (ritorno verso la condizione illustrata in figura 2): la vasca 2 così è pronta per ricevere un nuovo secchio S contenente una certa dose di colorante P da sciogliere che viene immesso nella vasca stessa ripetendo il ciclo descritto in precedenza con riferimento alle figure 3 a 12. Come già si è detto, nel caso in cui, secondo la forma di attuazione preferenziale dell'invenzione, il dispositivo 1 porti associate due torrette 100, l'efficienza complessiva del ciclo di caricamento e scaricamento dei secchi S è aumentata: non appena una torretta 100 ha estratto dalla vasca 2 un secchio S appena usato e lavato, l'altra torretta è infatti pronta per portare all'interno della vasca 2 stessa un nuovo secchio S in cui è stata precedentemente dosata una certa quantità di colorante da sciogliere in vista della preparazione di una nuova miscela.
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito della,presente invenzione. Ciò vale soprattutto per quanto riguarda la possibile applicazione in un contesto diverso da quello dell'industria tessile al quale si è fatto riferimento a titolo esemplificativo.

Claims (29)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per preparare miscele comprendenti, quali componenti, un prodotto (P) originariamente disposto in un contenitore (S) ed un vettore di scioglimento, comprendente: - una vasca (2) per la formazione di detta miscela, - mezzi (11, 12, 13) per alimentare detto vettore in detta vasca (2), - mezzi di sopporto (104, 61) per sostenere detto contenitore (S), detti mezzi di sopporto essendo selettivamente azionabili (103), nell'impiego, per rovesciare il contenitore (S) da essi sostenuto così da versare il prodotto (P) che si trova in detto contenitore (S) all'interno di detta vasca (2), - mezzi di agitazione (67, 68) agenti in detta vasca (2) per produrre la miscelazione in detto vettore con detto prodotto versato a partire da detto contenitore (S), e mezzi di erogazione (18, 7, VDUl, VDU2, DVU3 ...) per prelevare detta miscela da detta vasca (2) in vista della distribuzione verso almeno una posizione di utilizzo (V), caratterizzato dal fatto che detti mezzi di sopporto (104, 61) comprendono un braccio (104) avente un'estremità (61) suscettibile, nell'impiego, di sostenere detto contenitore (S); a detto braccio (104) essendo associati mezzi motori (101, 103) suscettibili di impartire al braccio stesso: - un movimento di brandeggio fra almeno una prima posizione, in cui detta estremità (61) si trova al difuori di detta vasca (2), ed almeno una seconda posizione, in cui detta estremità (61) è esposta in detta vasca (2), e - un movimento di rotazione intorno ad un asse complessivamente orizzontale (X104) in vista di rovesciare, nell'impiego, il contenitore (S) sostenuto da detto braccio (104) cosi da versare il prodotto che si trova in detto contenitore (S) all'interno di detta vasca (2).
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che a detto braccio (104) sono associati ulteriori mezzi motori (102) per impartire al braccio (104) stesso, almeno quando esso si trova in detta una seconda posizione, un movimento di traslazione verticale rispetto a detta vasca (2).
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detta estremità del braccio è sostanzialmente conformata come piattello (61) .
  4. 4. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che a detta estremità (61) del braccio (104) sono associati mezzi di serraggio (62) per trattenere detto contenitore (S) su detta estremità (61) del braccio (104).
  5. 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che a detto contenitore (S) è associato, in corrispondenza della sua parte di fondo, un elemento sporgente (63) suscettibile, nell'impiego, di essere rivolto verso detta estremità (61) del braccio (104) e dal fatto che detti mezzi di serraggio (62) cooperano in rapporto di serraggio su detto elemento sporgente (63).
  6. 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 2 e la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detti ulteriori mezzi motori (102) impartiscono detto movimento verticale di traslazione a detto braccio (104) anche quando il braccio (104) stesso si trova in detta prima posizione e dal fatto che detti mezzi di serraggio (62) sono azionati per effetto di detto movimento verticale di traslazione quando detto braccio (104) si trova in detta prima posizione.
  7. 7. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che a detto braccio (104) sono associati mezzi a condotto per addurre un fluido verso detta estremità (61) così da investire, nell'impiego, almeno una fra la superficie interna e la superficie esterna del contenitore (S) sostenuto da detto braccio (104).
  8. 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che all'estremità (61) di detto braccio (104) è associata un'appendice (63) estendentesi a guisa di mensola al disopra del contenitore (S) sostenuto da detto braccio (104); detta appendice (63) portando alla sua estremità un elemento di irrorazione (66) per irrorare, nell'impiego, detto fluido all'interno del contenitore (S) sostenuto da detto braccio (104) .
  9. 9. Dispositivo secondo la rivendicazione 7 o la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che all'estremità (61) di detto braccio (104) è associato un elemento distributore (64) di forma complessivamente anulare suscettibile di ricevere detto fluido e che si estende lungo il contorno di base del contenitore (S) sostenuto da detto braccio (104) per irrorare, nell'impiego, detto fluido sulla superficie esterna di detto contenitore (S).
  10. 10. Dispositivo secondo la rivendicazione 3 e la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che detto elemento distributore (64) si estende lungo il contorno di detto piattello (61).
  11. 11. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detta vasca (2) presenta, in corrispondenza della sua parte di bocca, una tacca (63) che consente a detto braccio (104) di scendere per una certa distanza all'interno della vasca (2) per effetto di detto movimento di traslazione verticale.
  12. 12. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che a detta vasca (2) sono associati mezzi di copertura (3) selettivamente azionabili fra una posizione di apertura, in cui detto braccio (104) che sostiene nell'impiego detto contenitore (S) è suscettibile di muoversi da e verso detta seconda posizione, ed almeno una posizione di chiusura, in cui detti mezzi di copertura (3) chiudono detta vasca.
  13. 13. Dispositivo secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di copertura (3) sono realizzati sotto forma di un coperchio (3) con associati mezzi motori (105) che ne consentono un movimento di sollevamento e di abbassamento rispetto alla parte di bocca di detta vasca (2).
  14. 14. Dispositivo secondo la rivendicazione 12 o la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che tanto detta vasca (2) quanto detti mezzi di copertura (3) presentano una generale configurazione a tazza.
  15. 15. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 12 a 14, caratterizzato dal fatto che fra detta vasca (2) e detti mezzi di copertura (3) sono interposti mezzi di tenuta a velo di liquido (113).
  16. 16. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 12 a 14, caratterizzato dal fatto che fra detta vasca (2) e detti mezzi di copertura (3) sono interposti mezzi di tenuta a velo di liquido (113).
  17. 17. Dispositivo secondo le rivendicazioni 12, 15 e 16, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di copertura (3) sono comandabili (105, 106): - in una prima posizione di chiusura di detta vasca (2), in cui l'isolamento dell'insieme formato da detta vasca (2) e da detti mezzi di copertura (3) è ottenuto tramite detti mezzi di tenuta a velo d'acqua (113), e - in una seconda posizione di chiusura di detta vasca (2), in cui l'isolamento dell'insieme formato da detta vasca (2) e da detti mezzi di copertura (3) è ottenuto tramite detti mezzi di tenuta a sifone (3a, 20).
  18. 18. Dispositivo secondo la rivendicazione 17, caratterizzato dal fatto che detta prima e detta seconda posizione di chiusura corrispondono ad un avanzamento rispettivamente minore e maggiore di detti mezzi di copertura (3) rispetto a detta vasca (2).
  19. 19. Dispositivo secondo la rivendicazione 16, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di tenuta a sifone comprendono: - un canale di gronda (20a), associato al bordo di detta vasca (2), e suscettibile di ricevere un riempimento di liquido e - una flangia (3a) sporgente da detti mezzi di copertura (3) e suscettibile di pescare a tenuta in detto riempimento di liquido in detto canale di gronda (20a) quando detti mezzi di copertura (3) sono in detta posizione di chiusura.
  20. 20. Dispositivo secondo la rivendicazione 15 e la rivendicazione 19, caratterizzato dal fatto che detta flangia (3a) definisce un rispettivo canale aprentesi verso detto canale di gronda·e porta associati mezzi di alimentazione di liquido (113, 15a) per alimentare selettivamente nell'impiego detto liquido verso detto rispettivo canale così da formare detto velo di liquido .
  21. 21. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni 12 a 20, caratterizzato dal fatto che a detti mezzi di copertura (3) è associato, in posizione generalmente di vertice, almeno un elemento di irrorazione (115) con associati mezzi di alimentazione di fluido (15b) per alimentare selettivamente fluido all'interno di detti mezzi di copertura (3).
  22. 22. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detta vasca (2) presenta una parte di bocca (2a) in corrispondenza della quale è localizzato un rispettivo elemento diffusore (114) con associati mezzi di alimentazione di fluido (13, 14) per alimentare selettivamente fluido all'interno di detta vasca (2).
  23. 23. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che a detta vasca (2) sono associati mezzi di adduzione di un fluido di riscaldamento (V, 16, 16a, 2a) per addurre selettivamente un fluido di riscaldamento, quale vapore, all'interno di detta vasca (2).
  24. 24. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi sensori termometrici (Tll) per rilevare la temperatura di almeno uno fra detto vettore e detta soluzione in detta vasca (2).
  25. 25. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detto braccio (104) è montato sporgente rispetto ad una struttura a torretta (100).
  26. 26. Dispositivo secondo la rivendicazione 24, caratterizzato dal fatto che in detta torretta (100) sono montati: - primi mezzi motori (101) per impartire alla torretta (100) stessa un movimento generale di rotazione intorno ad un asse verticale (X100) in vista di conferire a detto braccio (104) il suddetto movimento di brandeggio, e - secondi mezzi motori (103) per impartire a detto braccio (104) detto movimento di rotazione.
  27. 27. Dispositivo secondo la rivendicazione 2 e la rivendicazione 25, caratterizzato dal fatto che in detta torretta sono montati terzi mezzi motori (102) per impartire a detto braccio (104) il suddetto movimento di traslazione verticale.
  28. 28. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1, 2, 26 o 27, caratterizzato dal fatto che detti mezzi motori o detti ulteriori mezzi motori sono costituiti da martinetti fluidici (101, 102, 103).
  29. 29. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che a detta vasca (2) sono associati, secondo una disposizione complessivamente simmetrica, un primo ed un secondo detto braccio (104) aventi ciascuno un'estremità suscettibile di sostenere, nell'impiego, un detto contenitore (S); la disposizione essendo tale per cui, quando uno di detti bracci (104) passa da detta seconda posizione verso detta prima posizione estraendo dalla vasca (2) un detto contenitore (S) utilizzato per versare nella vasca (2) rispettivo un prodotto (P) per la formazione di una miscela, l'altro braccio (104) è suscettibile di passare da detta seconda posizione a detta prima posizione così da portare nella vasca (2) un altro detto contenitore (S) contenente un rispettivo ulteriore prodotto (P) da versare in detta vasca (2). Il tutto sostanzialmente come descritto ed illustrato e per gli scopi specificati.
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