ITTO970428A1 - Barriera stradale di sicurezza. - Google Patents

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Marco Temussi
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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: Barriera stradale di sicurezza"
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad una barriera di sicurezza, destinata ad essere collocata longitudinalmente a margine di una carreggiata stradale.
Tali barriere, descritte più in dettaglio nel preambolo della rivendicazione principale, hanno lo scopo di impedire l'uscita di strada di veicoli in svio, garantendo contemporaneamente l'incolumità dei passeggeri. Esse debbono quindi essere in grado di assorbire nella maggior misura possibile l'energia posseduta dai veicoli che vanno ad urtarle ed avere caratteristiche di resistenza meccanica tali da assicurare il contenimento di questi veicoli e da evitare il loro ribaltamento.
La presente invenzione si riferisce in particolare alle barriere che vengono utilizzate su opere d'arte, quali ponti, viadotti e muri di sostegno, e che quindi devono garantire le proprietà meccaniche sopra menzionate con un peso ridotto, che sia compatibile con i carichi forzatamente limitati sopportabili da tali opere d'arte.
Scopo della presente invenzione è quello di fornire una barriera di sicurezza che, oltre a soddisfare le esigenze sopra menzionate, sia di montaggio facilitato e sicuro.
Secondo la presente invenzione tale scopo viene raggiunto grazie ad una barriera ed al suo procedimento di messa in opera aventi le caratteristiche richiamate in modo specifico nelle rivendicazioni che seguono .
La barriera dell'invenzione si caratterizza in particolare per la presenza di strutture di sopporto di tirafondi di fissaggio ad un cordolo sottostante, le quali strutture di sopporto sono atte a deformarsi plasticamente ed a consentire la deformazione plastica del tirafondi per effetto delle sollecitazioni subite a seguito dell'impatto di un veicolo contro la barriera.
in tal modo viene assorbita una notevole aliquota dell'energia cinetica posseduta dal veicolo urtante, riducendo conseguentemente le forze in gioco ed i rischi di rottura della barriera e di ribaltamento del veicolo, oltre ad ottenere una traiettoria di uscita più favorevole, grazie alla riduzione del ritorno elastico.
Preferibilmente queste strutture di sopporto sono provviste di mezzi di connessione selettiva agli altri componenti della barriera, in modo tale da poter essere rimosse o cambiate di posizione durante le operazioni di messa in opera.
Il procedimento di messa in opera della barriera può così prevedere di realizzare dapprima una parete laterale esterna continua, che costituisce una efficace protezione per gli addetti incaricati dell'effettuazione delle successive operazioni, quali l'ancoraggio ed il montaggio della parete interna.
Ulteriori vantaggi e caratteristiche della presente invenzione risulteranno evidenti dalla descrizione dettagliata che segue, effettuata con riferimento ai disegni annessi, forniti a puro titolo di esempio non limitativo, in cui:
la figura 1 è una vista prospettica esplosa di un tratto di barriera stradale secondo l'invenzione, la figura 2 è una vista in elevazione laterale della barriera dell'invenzione in configurazione assemblata,
la figura 3 è una vista in pianta in sezione secondo la linea III-III di figura 2,
la figura 4 è una vista in sezione secondo la linea IV-IV di figura 3,
la figura 5 è una vista analoga alla figura 4, che illustra una possibile deformazione subita dai componenti della barriera a seguito dell'urto con un autoveicolo,
la figura 6 è una vista in pianta di un tratto della barra di contenimento della barriera secondo l'invenzione,
la figura 7 è una vista in pianta di un altro tratto della barra di contenimento della barriera secondo l'invenzione, e
la figura 8 è una vista in sezione secondo la linea Vili-vili di figura 7.
Una barriera di sicurezza, destinata ad essere collocata longitudinalmente a margine di una carreggiata stradale, comprende (fig. 1) una parete laterale interna 10 destinata ad essere rivolta verso la carreggiata, ed una parete laterale esterna 12 destinata ad essere rivolta verso l'esterno della carreggiata. Tali pareti laterali definiscono fra di loro una cavità 14.
Sia la parete interna 10 che la parete esterna 12 sono formate da una serie di lamiere 16 collegate tra loro in serie con modalità, di per sé convenzionali quali imbullonatura, chiodatura e simili, non illustrate in dettaglio. Le zone di connessione delle lamiere 16 che formano la parete esterna 12 sono longitudinalmente sfalsate rispetto a quelle delle lamiere che formano la parete interna 10, cosicché la coesione della barriera risulta accresciuta.
Inoltre, sempre allo scopo di accrescere tale coesione, le estremità giustapposte delle lamiere 16 che formano la parete interna 10 sono sovrapposte per un breve tratto 18. La parete interna 10 è vantaggiosamente sagomata secondo il ben noto profilo "New Jersey" .
Al Le lamiere 16 che formano le pareti laterali 10, 12 sono inoltre fissati montanti di irrigidimento 20, longitudinalmente spaziati, che protrudono trasversalmente entro la cavità 14. I montanti 20 hanno sezione a C con due nervature trasversali affacciate 22 che sopportano una trave longitudinale di irrigidimento 24. I montanti 22 presentano inoltre una parete di fondo 26,.alla quale sono associati, come verrà dettagliatamente descritto in seguito,mezzi di ancoraggio della barriera.
Ulteriormente quest'ultima comprende una barra di contenimento 28 estendentesi longitudinalmente al di sopra delle pareti laterali 10, 12, alle quali è collegata da sostegni longitudinalmente spaziati 30.
La barra 28 è formata da più spezzoni tubolari disposti in serie. Il tratto di giunzione di due spezzoni consecutivi e tratti intermedi dei vari spezzoni sono avvolti da rispettivi manicotti tubolari 32 aperti in corrispondenza di una generatrice 34 (figg. 6, 7 e 8). I bordi di ciascun manicotto 32 in corrispondenza della generatrice aperta 34 si prolungano in rispettive alette affacciate 36 provviste di mezzi di serraggio.
Questi ultimi comprendono bulloni 38, presentanti ciascuno un dado ed una vite, la quale è suscettibile di passare attraverso fori 40 praticati in asse attraverso le alette 36.
Ciascun manicotto 32 collocato (figg. 7 e 8) in corrispondenza della giunzione di due spezzoni consecutivi presenta, disposte simmetricamente rispetto alla sua mezzeria, una prima ed una seconda coppia di fori 42 diametralmente opposti suscettibili di consentire il passaggio di una rispettiva vite 44. Tale vite attraversa fori 46 corrispondenti praticati attraverso l'estremità dell'associato spezzone di barra 28 e può essere serrata con un dado 48.
Come già accennato, la barriera è provvista di mezzi di ancoraggio al terreno o ad un elemento fisso sottostante, in particolare un cordolo 50 (figg. 3 e 4).
Questi mezzi di ancoraggio includono una pluralità di tirafondi 52 - ad esempio di tipo HILTI -presentanti uno stelo filettato 54, atto a passare attraverso una rispettiva apertura 56 di dimensioni decisamente superiori a quelle dello stelo, che è praticata nella parete di fondo 26 di ciascun montante 20. La porzione inferiore dello stelo 54 è suscettibile, come verrà descritto più dettagliatamente in seguito, di espandersi ed ancorarsi al cordolo sottostante 50. Oltre allo stelo 54, ciascun tirafondo 52 comprende un dado 58 suscettibile di avvitarsi intorno all'estremità superiore dello stelo 54, una rondella 60 da cui protrude inferiormente un manicotto 62, ed una guaina tubolare 64 che avvolge l'estremità inferiore dello stelo 54.
Ogni tirafondo 52 è sostenuto da una rispettiva struttura dì sopporto 66 che presenta una cavità 68 per il passaggio dello stelo 54 ed è posizionata entro le nervature affacciate 22 di, un associato montante 20 ed al disopra della sua parete di fondo 26.
La struttura di sopporto 66 è di tipo scatolare e comprende una prisma forato 70 a pianta quadrilatera, i cui lati sostanzialmente paralleli alle pareti laterali 10, 12 sono fissati alla porzione mediana di rispettivi profilati 72 anch'essi estendentisi sostanzialmente parallelamente alle pareti laterali 10, 12. Ciascun profilato 72 è formato da una prima ala 74 sostanzialmente verticale, a cui è fissato un lato del prisma 70, e da una seconda ala 76 sostanzialmente orizzontale, destinata a poggiare sulla parete di fondo 26. Le ali 74, 76 sono raccordate da una porzione intermedia ricurva 78 del profilato 72.
In virtù di tale conformazione della struttura di sopporto 66, le pareti della cavità interna 68 risultano distanziate dalla porzione dello stelo 54 adiacente superiormente alla porzione suscettibile di passare attraverso l'apertura 56 praticata nella parete di fondo 26. La porzione superiore dello stelo 54 invece passa attraverso il manicotto 62 disposto entro il foro 84 del prisma 70 e sporge al di sopra della rondella 60, così da permettere l'avvitamento del dado 58 su di essa.
Le estremità dei profilati 72 sono fissate a piatti trasversali 80 provvisti di fori 82 per il passaggio di bulloni (per maggiore chiarezza non illustrati nelle figure) di fissaggio alle nervature 22 del montante 20.
Il procedimento di messa in opera della barriera sopra descritta prevede dapprima di realizzare in modo continuo (fig. 1) la parete laterale esterna 12, a cui sono fissati i montanti di irrigidimento 20, a ciascuno dei quali è associata una rispettiva struttura di sopporto 66 di un tirafondo 52.
La parete esterna 12 costituisce così un parapetto continuo, che funge da protezione per gli addetti incaricati dell'effettuazione delle successive fasi di messa in opera, mentre le strutture di sopporto 66 costituiscono un riferimento preciso per l'effettuazione nel cordolo 50 di fori di carotatura 86 (figg. 3 e 4), in cui dovrà essere inserita l'estremità inferiore degli steli 54 dei tirafondi 52.
Per l'effettuazione dei fori 86, infatti, la punta dell'attrezzo di carotaggio viene fatta passare (oltre che attraverso l'apertura 56 praticata sulla parete di fondo 26) attraverso il foro 84 del prisma 70 della struttura di sopporto 66 ed è cosi guidata con precisione.
Quindi si rimuovono le varie strutture di sopporto 66, svitando i rispettivi bulloni non illustrati di fissaggio dei piatti 80 alle nervature 22. E' così possibile effettuare nel cordolo 50 una seconda serie di fori di carotatura 88, che costituiscono un allargamento della porzione superiore dei primi fori di carotatura 86, risultando disassati rispetto a questi ultimi. In questo caso la punta dell'attrezzo di carotaggio viene fatta passare attraverso le aperture 56 ed utilizza come riferimento i primi fori di carotatura 86 già effettuati.
Terminata quest 'opérazione, si ricolloca nella posizione originaria (figg. 3 e 4) ciascuna struttura di sopporto 66 e si procede all'inserzione del rispettivo stelo 54 del tirafondo 52 entro la cavità 68 ed i fori di carotatura 86, 88, ed a collocare il manicotto 62 associato alla rondella 60 entro il foro 84 del prisma 70.
Quindi, avvitando il dado 58, si determina un'espansione radiale dell'estremità inferiore 90 dello stelo 54 che si estende nel sottosquadro terminale 92 a sezione allargata del foro di carotatura 86, determinando l'ancoraggio del tirafondo 52 e quindi della barriera al cordolo 50.
A questo punto è possibile, sempre in condizioni di sicurezza, completare la barriera- (fig. 1) con l'installazione della barra di contenimento 28 e delle lamiere 16 costituenti la parete interna 10, che non debbono presentare fori o aperture di accesso ai mezzi di ancoraggio, in quanto la messa in opera di questi ultimi è già stata completata in precedenza.
La barra di contenimento 28 è formata da vari spezzoni bloccati entroi manicotti 32 dai bulloni 38 che agiscono sulle alette 36.
Come già accennato, i manicotti 32 collocati (figg. 7 e 8) in corrispondenza della giunzione di due spezzoni consecutivi della barra 28 presentano una prima ed una seconda'coppia di fori diametralmente opposti 42 suscettibili di consentire il passaggio di una rispettiva vite 44, che attraversa fori corrispondenti 46 praticati nelle rispettive estremità degli spezzoni ed è serrata con un rispettivo dado 48. In tal modo è assicurata,la continuità e la resistenza della barra anche in corrispondenza delle giunzioni.
Qualora una di queste giunzioni si trovi in corrispondenza di un giunto di dilatazione, è naturalmente possibile prevedere un accoppiamento di tipo più lasco, lasciando un;adeguato interstizio fra le estremità affacciate degli spezzoni ed utilizzando un manicotto privo di alette 36 e degli associati bulloni di serraggio 38.
Tale struttura della barra di contenimento 28 consente di contrastare efficacemente il ribaltamento di veicoli che vanno ad urtare la barriera, dissipando nel contempo energia.
Inoltre, in caso di impatto di un veicolo contro la barriera, la conformazione secondo l'invenzione dei mezzi di ancoraggiolai cordolo 50 consente un notevole assorbimento di energia cinetica, diminuendo considerevolmente il rischio a cui sono esposti gli occupanti del veicolo.
Infatti, poiché le pareti dell'apertura 56 della parete di fondo 26 del|montante 20, della porzione inferiore della cavità interna 68 della struttura di sopporto 66 e del secondo foro di carotaggio 88 sono distanziate dalle porzioni affacciate dello stelo 54 del relativo tirafondo 52, quest'ultimo non viene direttamente investito, in caso di impatto, da corpi rigidi che ne potrebbero provocare l'immediato tranciamento. Al contrario lo stelo 54 subisce una deformazione plastica progressiva {fig. 5), che determina un notevole assorbimento di energia prima della sua eventuale rottura. Ulteriore energia viene inoltre assorbita a seguito della deformazione della struttura di sopporto 66.
Quest'ultima può essere realizzata anche secondo altre forme di attuazione non illustrate al fine di ottenere un analogo risultato.Ad esempio i profilati 72 di sostegno del prisma 70 la cui forma può essere scelta a piacere, possono essere sagomati ad L, a C, avere un profilo a linea spezzata, o essere sostituiti da tubi rettangolari, tubi tondi o mezzi tubi.
Ulteriormente la struttura di sopporto 66 può essere realizzata sottojforma di più stadi a deformabilità differenziata o nella forma di un monoblocco.
inoltre la struttura di sopporto 66 può essere provvista di qualunque tipo di mezzi di connessione selettiva agli altri componenti della barriera, in modo tale da poter essere rimossa o cambiata di posizione, durante le operazioni di messa in opera della barriera. Ugualmente la struttura di sopporto 66 può essere semplicemente appoggiata sulla parete di fondo 26 ed essere mantenuta in posizione dalla sola azione di trazione esercitata dal tirafondo 52.
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di costruzione e le forme di attuazione potranno ampiamente variare rispetto a quanto descritto ed illustrato a puro titolo di esempio, senza per questo uscire dal suo ambito.

Claims (16)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Barriera di sicurezza , destinata ad essere col -locata longitudinalmente a margine di una carreggiata stradale, detta barriera comprendendo: - una parete laterale interna (10) destinata ad essere rivolta verso detta carreggiata, - una parete laterale esterna (12) destinata ad essere rivolta verso l'esterno di detta carreggiata, dette pareti laterali (10, 12) definendo fra di loro una cavità (14), e - mezzi di ancoraggio al terreno o ad un elemento fisso (50) sottostante alla barriera, includenti almeno un tirafondo (52) presentante uno stelo (54) avente una porzione inferiore suscettibile di penetrare nel terreno o in'detto elemento sottostante (50), detta barriera essendo caratterizzata dal fatto che comprende una struttura di sopporto (66) di detto almeno un tirafondo (52), la quale è posizionata fra dette pareti laterali (10, 12) e presenta una cavità interna (68) per il passaggio dello stelo (54), le pareti di detta cavità interna (68) essendo distanziate almeno dalla porzióne dello stelo (54) adiacente superiormente alla porzione suscettibile di penetrare nel terreno o in·detto elemento sottostante (50) , in modo tale per cui detta struttura di sopporto (66) è atta a deformarsi plasticamente ed a consentire la deformazione plastica dello stelo (54) per effetto delle sollecitazioni subite a seguito dell'impatto di un veicolo contro la barriera.
  2. 2. Barriera secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che la cavità (14) definita dalle pareti laterali (10, 12) è chiusa inferiormente almeno in modo parziale da una parete di fondo (26) presentante un'apertura (56) per il passaggio dello stelo (54) , la parete di detta apertura (56) essendo distanziata dalla porzione affacciata dello stelo (54).
  3. 3. Barriera secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che detta parete di fondo della cavità (14) è la parete di fondo (26) di un montante di irrigidimento (20) disposto entro detta cavità (14).
  4. 4. Barriera secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che detta struttura di sopporto (66) è provvista di mezzi di connessione selettiva agli altri componenti della barriera, in modo tale da poter essere rimossa o cambiata di posizione, durante le operazioni di messa in opera della barriera.
  5. 5. Barriera secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che detta struttura di sopporto (66) è di tipo scatolare. <'>
  6. 6. Barriera secondo la rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto che detta struttura di sopporto (66) comprende un prisma forato (70) a pianta quadrilatera, i cui lati sostanzialmente paralleli alle pareti laterali (10, 12) sono fissati alla porzione mediana di rispettivi profilati (70) anch'essi estendentisi sostanzialmente parallelamente a dette pareti laterali (10, 12), ciascun profilato (70) essendo formato da una prima ala sostanzialmente verticale (74), a cui è fissato un lato di detto prisma (70), e da una seconda ala sostanzialmente orizzontale (76), atta a poggiare sulla parete di fondo (26), dette prima e seconda ala (74, 76) essendo raccordate da una porzione intermedia ricurva (78).
  7. 7. Barriera secondo la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detti profilati (70) sono fissati a piatti trasversali (80) provvisti di fori (82) per il passaggio di bulloni di fissaggio a nervature (22) dei montanti (20).
  8. 8. Barriera secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni 1 a 4, caratterizzata dal fatto che detta struttura di sopporto (66) è realizzata nella forma di un monoblocco.
  9. 9. Barriera secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che il tirafondo (52) comprende detto stelo (54), che è filettato, un dado (58) suscettibile di avvitarsi intorno all'estremità superiore dello stelo (54),una rondella (60) da cui protrude inferiormente un manicotto (62) suscettibile di penetrare entro il foro (84) del prisma (70), ed una guaina tubolare (64) che avvolge l'estremità inferiore dello stelo (54).
  10. 10. Bax'riera secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che comprende una barra di contenimento (28) estendentesi longitudinalmente al di sopra di dette pareti laterali (10, 12), alle quali è collegata da sostegni longitudinalmente spaziati (30), detta barra (28) essendo formata da più spezzoni disposti in serie, il tratto di giunzione di due spezzoni consecutivi e/o un tratto intermedio di uno spezzone essendo avvolti da rispettivi manicotti tubolari (32) aperti in corrispondenza di una generatrice (34), i bordi del manicotto (32) in corrispondenza di detta generatrice aperta (34) prolungandosi in rispettive alette affacciate (36) provviste di mezzi di serraggio.
  11. 11. Barriera secondo la rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di serraggio comprendono almeno un bullone (38) presentante un dado ed una vite, la quale è suscettibile di passare attraverso fori (40) praticati in asse su dette alette affacciate (36).
  12. 12. Barriera secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni 10 e 11, caratterizzata dal fatto che il manicotto <' >(32) collocato in corrispondenza della giunzione di due spezzoni consecutivi presenta, disposte simmetricamente rispetto alla sua mezzeria, una prima ed una seconda coppia di fori (42) diametralmente opposti suscettibili di consentire il passaggio di una rispettiva vite (44), che attraversa fori corrispondenti (46) praticati attraverso le rispettive estremità degli spezzoni e può essere serrata con un rispettivo dado (48).
  13. 13. Barriera secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che sia detta parete interna (10) che detta parte esterna (12) sono fonnate da una serie di lamiere (16) collegate in serie, le zone di connessione delle lamiere (16) che formano la parete esterna (12) essendo longitudinalmente sfalsate rispetto a quelle delle lamiere (16) che formano la parete interna (10).
  14. 14. Barriera secondo la rivendicazione 13, caratterizzata dal fatto che le estremità giustapposte delle lamiere (16) che formano la parete interna (10) sono sovrapposte per un breve tratto (18).
  15. 15. Procedimento di messa in opera di una barriera secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che prevede di realizzare dapprima in modo continuo detta parete laterale esterna (12), che viene così a costituire un parapetto di protezione per gli addetti incaricati dell'effettuazione delle successive operazioni, quali l'ancoraggio ed il montaggio della parete interna (10).
  16. 16. Procedimento secondo la rivendicazione 15, caratterizzato dal fatto che detto stelo (54) del tirafondo (52) è inserito in un foro di carotatura (86) praticato nel terreno o in detto elemento sottostante (50), la porzione superiore (88) del foro (86) essendo di dimensioni sostanzialmente superiori a quelle dello stelo (54), così da consentire la deformazione plastica di quest'ultimo per effetto dell'urto di un veicolo contro la barriera.
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