ITTO970963A1 - Pavimentazione a cedevolezza differenziata - Google Patents

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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal tìtolo: "Pavimentazione a cedevolezza differenziata"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione sì riferisce alle pavimentazioni secondo il preambolo della rivendicazione 1.
Pavimentazioni del tipo sopra specificato hanno trovato nel corso degli anni vasto impiego perle applicazioni più diverse. Un settore di impiego particolarmente esteso è quello delle pavimentazioni sportive o per atletica, i due termini in questione essendo qui utilizzati nella loro accezione più ampia, tale quindi da comprendere anche installazioni quali palestre, palestre per fitness o centri medici, ambulatoriali o similari.
La figura 1 rappresenta in una ideale sezione trasversale verticale una pavimentazione secondo la tecnica nota. Si tratta in particolare della pavimentazione venduta con il nome commerciale di SPORTFLEX SUPER X™ dalla stessa richiedente. Si tratta di una pavimentazione che ha trovato vasto impiego, ad esempio, per la realizzazione di piste di atletica ed installazìonì similari.
La pavimentazione in questione è costituita da una struttura complessivamente laminare o in foglio 1 nell'ambito della quale è possibile distinguere:
- uno strato di calpestio 2, destinato ad essere rivolto verso l'alto nella normale condizioneidi posa della pavimentazione 1, e
- un complesso di formazioni di sostegno 3 presentanti in generale una struttura che può definirsi peduncolata.
in pratica, la pavimentazione 1 viene realizzata, ad esempio, a partire da miscele di gomme isopreniche attraverso una o più operazioni di calandratura in cascata. In questo modo è possibile conferire alla faccia superiore 4 dello strato di calpestio 2iun andamento complessivamente corrugato, primariamente in funzione antiscivolamento. Il complesso delle,formazioni di sostegno 3 si presenta di solito come una struttura di tipo reticolare comprendente un'orditura trasversale formata da un complesso di nervature trasversali 5 collegate fra loro da un'orditura longitudinale formata da rispettive nervature ortogonali 6 sostanzialmente assimilabili a formazioni che si estendono a guisa di ponticello a collegamento fra nervature 5 adiacenti. Il termine trasversali si intende qui riferito alla direzione preferenziale di corsa o di marcia sulla pavimentazione 1 che - di solito - corrisponde anche alla direzione in cui viene svolta l'operazione di calandratura.
Nella specifica soluzione secondo la tecnica nota illustrata nella figura 1 l'altezza o profondità di tali ponticelli 6 (riferita al piano generale di estensione dello strato di calpestio 2) risulta essere leggermente inferiore rispetto a quella delle nervature trasversali 5. In tale particolare forma di attuazione, le nervature 5 costituiscono quindi una sorta di orditura principale nella struttura reticolare delle formazioni 3, mentre i ponticelli 6, di solito allineati in rispettive nervature longitudinali della pavimentazione, ortogonali rispetto alle nervature trasversali 5, costituiscono una sorta di armatura di rinforzo. Con una considerazione che peraltro si applica in modo identico anche alla soluzione secondo l'invenzione, va precisato che tale particolare configurazione delle formazioni di sostegno 3 costituisce una scelta preferenziale ma di certo non imperativa. Esistono infatti pavimentazioni secondo la tecnica nota in cui le suddette formazioni di sostegno 3 si presentano sotto forma di una struttura regolare uniforme (con nervature 5 e 6idi pari altezza) o, in generale, come complessi di formazioni di sopporto a piedino isolate, non configurate sotto forma di nervature continue o pressoché continue.
Va ancora notato (tale considerazione si,applica peraltro in modo identico anche all'invenzione che verrà meglio descritta nel seguito) che la scelta di realizzare lo strato di calpestio 2 di un materiale sostanzialmente affine, seppur di solito con diversa formulazione, rispetto al materiale costituente le formazioni di sostegno 3 non costituisce una soluzione imperativa. Ad esempio, lo strato di calpestio 2 può essere realizzato con un materiale affatto diverso rispetto a quello delle formazioni di sostegno 3, ad esempio sotto forma di un foglio di materiale rigido o sostanzialmente rigido.
Una caratteristica importante delle pavimentazioni realizzate secondo la soluzione qui considerata è data dal fatto che le caratteristiche di cedevolezza (intese normalmente nel senso di una resilienza di tipo elastico) della pavimentazione 1, destinata ad essere posata su un sottofondo rigido quale ad esempio uno strato di asfalto o bitume o battuto di cemento, sono dettate in via primaria dalle càratteristiche di cedevolezza delle formazioni di sostegno 3. Con la dizione "in via primaria" si intende dire che, anche se in una soluzione come quella illustrata nella figura 1 le caratteristiche dello strato di calpestio 2 possono avere una certa qual incidenza sulle caratteristiche di cedevolezza della pavimentazione, queste caratteristiche sono dettate in ampia misura proprio dalle caratteristiche di cedevolezza delle formazioni di sostegno 3.
In pratica, le formazioni in questione (questo si applica tanto alle nervature trasversali 5 quanto alle nervature longitudinali 6) si estendono tutte con la loro direzione principale di estensione ortogonale al piano di estensione dello strato di calpestio 2. Dal punto di vista della cedevolezza esse operano come elementi elastici assimilabili a molle in compressione interposte fra lo strato di calpestio 2 e il sottofondo su cui la pavimentazione 1 è posata.
Le caratteristiche di una pavimentazione del tipo sopra descritto, possono essere identificate in modo quantitativamente preciso ricorrendo alla prova di impatto elastico oggetto della norma DIN 18035/6. Tale norma, di concerto con la norma DIN 18032/2, consente di definire un parametro, denominato KA (abbreviazione della parola tedesca Kraftabbau). Tale coefficiente corrisponde sostanzialmente ad.‘una caratterizzazione, in termini percentuali, del'comportamento della pavimentazione sottoposta alla caduta di un grave di dimensioni normalizzate riferito al comportamento manifestato nei confronti della stessa sollecitazione da un piano rigido, tipicamente di cemento .
Le pavimentazioni per impiego sportivo, segnatamente per la realizzazione di piste per atletica, presentano di solito un coefficiente KA compreso tra circa il 35 e il 50%. Tale campo di valori è espressamente richiesto dal testo "Track and Field Facilities Manual" edito a cura della International Amateur Athletic Federation (edizione 1995). Il valore inferiore del suddetto campo corrisponde a una pavimentazione caratterizzabile come piuttosto "dura", mentre il limite superiore corrisponde ad una pavimentazione che si dimostra piuttosto "morbida" nei confronti della sollecitazione da calpestio o da corsa.
Riferendosi per semplicità alla realizzazione delle piste per atletica (si rammenta comunque ancora una volta che l'applicabilità dell'invenzione non è limitata a questo settore), una pavimentazione secondo la tecnica nota, così come illustrata nella figura 1, presenta un comportamento sostanzialmente uniforme indipendentemente dalle specifiche modalità di sollecitazione o,meglio, di interazione con il corpo<' >dell'atleta.
Tali modalità di interazione sono di solito molto diverse, ad esempio in funzione della disciplina praticata e/o dello stile di corsa adottato.Ad esempio, il fondista o mezzo fondista adotta di solito nella corsa un passo che prevede un completo.ciclo di appoggio {tallone-pianta-punta) del piede ;ad ogni passo. Al contrario, il velocista, ovvero il·',saltatore quale il saltatore di salto in lungo o 'di salto triplo, adotta un profilo di corsa molto proteso in avanti con una interazione del piede con la pista praticamente limitata alla sola punta, con 'un tempo di contatto piede-pista molto più breve rispetto al tempo di contatto tipico del passo del fondista.
Ne consegue che, ad esempio, una pista per atletica realizzata con una pavimentazione del tipo di quella illustrata nella figura 1 deve di necessità conciliare le varie esigenze in termini di cedevolezza, dovendosi contemperare le esigenze, ad esempio, dei fondisti o mezzo fondisti, che gradiscono nel complesso una pavimentazione abbastanza morbida,così da poter contenere l'affaticamento degli arti a seguito della corsa prolungata, e le esigenze degli scattisti o dei saltatori, che gradiscono invece in generale una pista piuttosto rigida, tale da ottimizzare la trasmissione degli sforzi di propulsione esercitati dall'atleta verso il terreno. In generale, poi, tutti gli atleti gradiscono poter effettuare le corse di riscaldamento su un sottofondo molto morbido, tale da non indurre affaticamento sugli arti e sui muscoli.
La presente invenzione si prefigge lo .scopo di realizzare una pavimentazione del tipo sopra specificato suscettibile di dare una risposta del tutto soddisfacente a tali esigenze di per sé contrastanti fra loro.
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad una pavimentazione avente le caratteristiche richiamate nelle rivendicazioni che seguono .
L'invenzione verrà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
- la figura 1, relativa alla tecnica nota, è già stata descritta in precedenza,
- la figura 2 illustra, in una vista in sezione sostanzialmente corrispondente alla vista in sezione della figura l,.le caratteristiche di una pavimentazione realizzata secondo l'invenzione, e
- le figure 3 a 5 illustrano diverse modalità di interazione della pavimentazione secondo l'invenzione con un atleta che cammina o corre sulla pavimentazione stessa.
Nelle figure 2 a 5 gli stessi riferimenti numerici già impiegati con riferimento alla descrizione della figura 1 sono stati utilizzati per indicare parti od elementi identici o funzionalmente equivalenti a quelli già descritti appunto con riferimento alla figura 1.
Eccezion fatta per gli elementi di diversità richiamati in modo specifico nella descrizione che segue, le stesse considerazioni di massima fatte in precedenza riguardo alla pavimentazione della figura 1, segnatamente per quanto riguarda le diverse destinazioni di impiego e le possibili varianti di attuazione, si applicano in modo identico anche alla pavimentazione secondo l'invenzione.
Così come si può facilmente apprezzare dal confronto della figura 1 con la figura 2, caratteristica saliente della soluzione secondo l'invenzione è data dal fatto che almeno parte delle formazioni,di sostegno 3, e segnatamente le nervature 5 (definite in precedenza "trasversali"), non sono disposte con la loro direzione principale di estensione ortogonale al piano di calpestio 2, bensì genericamente inclinate rispetto a tale piano. Per direzione di estensione si intende naturalmente la direzione lungo la quale le nervature 5 (o, più precisamente, il loro profilo di sezione trasversale) si estendono in allontanamento dallo strato di calpestio 2. In particolare le nervature 5 si estendono con la rispettiva direzione di estensione - monotoriamente - obliqua rispetto al piano dello strato di calpestio. Con la dizione "monotoriamente''si intende qui indicare il fatto che le nervature 5 risultano inclinate nello stesso verso e non in versi alternati.
Più precisamente, le nervature 5 sono disposte con la loro direzione generale di estensione X5 formante un angolo a rispetto alla direzione della normale N rispetto al piano generale di estensione dello strato di calpestio 2.
Il valore dell'angolo a è scelto in un ambito che va tipicamente da circa 25° a circa 50°, con una scelta preferenziale compresa fra circa 35° e circa 40°.
I valori sopra indicati corrispondono a scelte identificate a seguito di un primo insieme di rilievi sperimentali fatti dalla Richiedente.L'esatto valore di volta in volta adottato (da intendersi in’generale come un valore medio di inclinazione, dal momento che nell'ambito del processo di produzione possono determinarsi variazioni del valore dell'angolo a da nervatura a nervatura 5) può essere determinato selettivamente in funzione delle specifiche modalità di impiego previste per la pavimentazione.
I criteri precisi di questa scelta possono essere meglio compresi facendo riferimento alle diverse modalità di interazione utilizzatore/pavimentazione illustrate con riferimento alle figure 3 a 5.
Converrà ancora ricordare che una pavimentazione del tipo di quella illustrata nella figura 2 può essere realizzata utilizzando gli stessi materiali correntemente utilizzati per la realizzazione di analoghe pavimentazioni secondo la tecnica nota, impiegando un procedimento di calandratura semplice·o a più stadi complessivamente identico a quelli utilizzati per la produzione delle pavimentazioni secondo la tecnica nota, il risultato di conferire alle nervature, in particolare alle nervature longitudinali 5 (nell'esempio di attuazione qui illustrato si è supposto che le nervature longitudinali 6 conservino il loro andamento genericamente ortogonale rispetto al piano di calpestio 2) l'angolazione desiderata può essere ottenuto, secondo una soluzione sperimentata con piena soddisfazione dalla,richiedente, semplicemente provvedendo nell'ambito del rullo di calandratura destinato ad imprimere la scolpitura delle nervature di sostegno 3, gole o solchi corrispondenti e complementari alle nervature 5 aventi la loro direzione principale di estensione, nel senso dèlia profondità, orientata in direzione almeno leggermente sghemba rispetto al rispettivo diametro del rullo di calandratura.
Nel complesso, per la-realizzazione di una pavimentazione secondo l'invenzione è possibile rifarsi ai criteri ed ai principi tradizionalmente adottati per la realizzazione di pavimentazioni per impianti sportivi. Al riguardo si può fare utilmente riferimento ad esempio, all'appendice intitolata "I.A.A.F, Performance Specifications for Synthetic Surfaced Athletics Tracks (Outdoor) " contenuta nel manuale edito a cura della stessa I.A.A.F. già citato<’>in precedenza ed ai requisiti tecnici contenuti nella norma DIN 18035/6. Tali criteri e principi non richiedono quindi di essere richiamati in modo esplicito in questa sede.
A puro titolo di riferimento, non limitativo, la pavimentazione .1 illustrata nella figura 2 può presentare le seguenti caratteristiche:
- spessore (misurato fra la superficie 4 del piano di calpestio 2 ed il sottofondo L in assenza di sollecitazioni) : 13 mm;
- spessore strato di calpestio: tipicamente 6-7 mm;
- numero di nervature 5per unità di lunghezza: 80-100/metro;
- larghezza piano di sezione delle nervature 5 (misurato ortogonalmente all'asse mediano): 7:mm circa.
La figura 3 illustra schematicamente la risposta di una pavimentazione secondo l'invenzione <!>ad una sollecitazione applicata in senso complessivamente verticale. Si può trattare ad esempio della sollecitazione applicata da un atleta che corre sulla pavimentazione 1 adottando il passo di solito adottato dai fondisti o mezzo fondisti. In particolare.la figura 3 illustra l'interazione del tallone del piede di un tale atleta che scende verticalmente sulla pavimentazione 1 comprimendola contro il substrato rigido L su cui la stessa è posata. Un comportamento sostanzialmente analogo si riscontra anche quando la pianta del piede nel suo complesso viene posata verticalmente sulla pavimentazione 1.
La conseguente deformazione elastica (comportamento in cedevolezza) della pavimentazione 1·è determinata in modo significativo, più che dalla compressione longitudinale delle nervature 5, dalla flessio-ne delle stesse rispetto al loro asse principale di estensione. Questo fatto è del tutto comprensibile dal momento che nella situazione illustrata nella figura 3 la sollecitazione di deformazione della pavimentazione 1 si traduce in un momento di flessione applicato sulle nervature 5 costituenti l'orditura trasversale delle formazioni di sostegno 3.
Da ciò deriva un comportamento piuttosto morbido della pavimentazione.
Ad esempio, le esperienze condotte dalla richiedente dimostrano che una pavimentazione realizzata secondo l'invenzione (dunque con le nervature principali 5 inclinate rispetto al piano di calpestio 2) impiegando dimensioni delle nervature 5 corrispondenti a quelle di una pavimentazione secondo la tecnica nota, ma con nervature 5 ortogonali rispetto al piano di calpestio 2, presenta rispetto a quest'ultima un valore del coefficiente KA superiore, in valore assoluto, del 5% circa.Detto altrimenti, se una pavimentazione secondo la tecnica nota (figura 1) presenta un valore di KA .pari a 35-37% circa, la pavimentazione realizzata secondo l'invenzione con nervature trasversali 5 sostanzialmente della stessa dimensione ma inclinate rispetto al piano di calpestio presenta rispetto al piano di calpestio un valore di KA (sempre misurato secondo la norma DIN 18035/6) pari al 40-42%.
La figura 4 illustra invece schematicamente il comportamento della pavimentazione 1 secondo l'invenzione quando sottoposta ad una sollecitazione del tipo di quella impartita da uno scattista o da un saltatore che corre sulla pavimentazione 1. Si tratta di solito di un passo di corsa molto veloce, tale da far sì che l'atleta corra praticamente sulle punte dei piedi applicando alla pavimentazione 1 (attraverso l'attrito della suola della scarpa, eventualmente esaltato dalla penetrazione dei piedini a chiodo di cui la calzatura dell'atleta è di solito provvista nel corpo della pavimentazione) una sollecitazione non più ortogonale ma inclinata rispetto al piano dello strato di calpestio 2.
I suddetti valori di possibile inclinazione delle nervature 5 (valori dell'angolo a della figura 2) corrispondono proprio in modo complementare ai valori tipici dell'inclinazione della suddetta sollecitazione derivante dall'inclinazione in avanti adottata dall'atleta durante la corsa.
Proprio per effetto del conseguente allineamento - o sostanziale allineamento - della direzione della sollecitazione applicata dall'atleta con la direzione di inclinazione delle nervature 5, la sollecitazione in deformazione della pavimentazione 1 si traduce sostanzialmente in una sollecitazione longitudinale delle nervature 5. Per sollecitazione longitudinale si intende naturalmente una sollecitazione<1 >sostanzialmente allineata con la direzione di massima estensione (del profilo di sezione) delle nervature 5.
Sollecitata così come illustrato nella figura 4 (ossia, in pratica, con un verso di corsa tale da far sì che le /nervature 5 si estendano a partire dallo strato di calpestio 2 "all'indietro" rispetto al verso di corsa) la pavimentazione 1 si dimostra complessivamente più dura rispetto a quanto avviene nel caso della sollecitazione applicata secondo le modalità di figura 3.
in pratica, le esperienze condotte dalla richiedente dimostrano che la stessa pavimentazione che, sollecitata secondo le modalità tipiche della prova DIN 18035/6 (in pratica secondo le modalità di impiego della figura 3) presenta un valore di KA pari a 40-42% circa presenta invece, se utilizzata secondo le modalità illustrate nella figura 4, caratteristiche di cedevolezza sostanzialmente comparabili a quelle sperimentate correndo su una pavimentazione realizzata secondo la tecnica nota e presentante un valore di KA pari a 35-37% circa.
Da tutto ciò deriva che la pavimentazione secondo l'invenzione presenta caratteristiche di cedevolezza differenziata, presentandosi "morbida" in modo desiderato al passo di un fondista o mezzo fondista e "dura" nel modo desiderato alla rapida corsa di uno scattista .o di un saltatore che prende lo slancio ad esempio per un salto in lungo o un salto triplo.
La figura 5 illustra il comportamento di una pavimentazione 1 secondo l'invenzione quando sollecitata in modo ancora diverso, dunque in particolare con una corsa diretta in verso opposto rispetto ài verso di corsa cui fa riferimento la figura 4.
La figura 5 illustra modalità di corsa sostanzialmente assimilabili a quelle della figura 4, ma con un verso di corsa opposto, ossia in modo tale per cui le nervature 5 si estendono dallo strato di calpestio 2 "in avanti" rispetto al verso di corsa. Di conseguenza, anche la figura 5 si riferisce ad una corsa "sulle punte". In questo caso, però, la sollecitazione applicata alla pavimentazione risulta inclinata rispetto allo strato di calpestio 2 in una direzione che tende ad essere sostanzialmente ortogonale rispetto alla direzione principale di estensione (del profilo di sezione) delle nervature 5.'
In tali condizioni, le suddette nervature finiscono per essere sollecitate pressoché esclusivamente in flessione, con una sollecitazione di flessione preferibilmente localizzata in corrispondenza della parte di radice o parte prossimale delle appendici 5 stesse. Si tratta, secondo la forma di attuazione preferita dell'invenzione, della zona in cui le nervature 5 presentano la sezione trasversale più ridotta.Questo fatto è chiaramente rilevabile nelle varie figure, e segnatamente nella figura 2, dove è rappresentata la conformazione "a goccia" della sezione delle nervature 5.
Nelle condizioni di impiego della figura 5, la pavimentazione 1 si dimostra almeno leggermente più morbida rispetto a quanto essa si dimostra nelde condizioni di sollecitazione alla figura 3, pur essendo stata sollecitata secondo modalità tipiche di una corsa veloce. La modalità di impiego illustrata nella figura 5 si presta ad essere sfruttata in modo eccellente, ad esempio, durante le corse di riscaldamento, quando gli atleti desiderano limitare l'affaticamento degli arti. A questo fine è possibile pensare di posare, accanto ad una pista per lo svolgimento delle competizioni (con le nervature rivolte "all'indietro" rispetto al verso di corsa) un tratto di pista di riscaldamento in cui le nervature 5 sono rivolte in verso opposto. Oppure, in modo ancora più semplice, gli atleti possono utilizzare la stessa pavimentazione di gara come pista di riscaldamento correndo sulla stessa in verso opposto al verso di corsa adottato durante le gare.
E' del tutto evidente che l'effetto di conferire alla pavimentazione 1 doti di cedevolezza differenziate può essere conseguito in modo diverso dal modo adottato nella specifica forma di attuazione 'qui illustrata, in cui tale effetto è ottenuto inclinando la direzione principale di estensione (del profilo di sezione trasversale) delle nervature 5.Tanto per citare alcune possibili varianti di attuazione dell'invenzione, le formazioni di sostegno inclinate potrebbero assumere, almeno in parte, l'aspetto di singoli piedini con asse inclinato rispetto al piano di calpestio, ovvero essere costituite da nervature di lunghezza ridotta, ad esempio distribuite a scacchiera sulla faccia inferiore dello strato di calpestio. Ancora, mentre la descrizione che precede ha fatto riferimento alla possibilità di conseguire una variazione della cedevolezza della pavimentazione agendo in un'unica direzione {in pratica nella direzione ortogonale alla direzione di estensione delle nervature 5), lo stesso effetto potrebbe essere perseguito in più direzioni. Ne consegue che, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione.

Claims (13)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Pavimentazione (1) comprendente uno strato di calpestio (2) estendentesi in un piano dato e formazioni di sostegno (5, 6) estendentisi da detto strato di calpestio (2) lungo rispettive direzioni di estensione (X5), caratterizzata dal fatto che almeno alcune di dette formazioni di sostegno (5) si estendono con la rispettiva direzione di estensione (X5) monotorìamente obliqua rispetto a detto piano dato dello strato di calpestio (2).
  2. 2. Pavimentazione secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che dette almeno alcune formazioni di sostegno (5) si estendono con la rispettiva direzione di estensione (X5) formante un angolo compreso fra circa 25° e circa 50° rispetto alla normale (N) allo strato di calpestio (2).
  3. 3. Pavimentazione secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che dette almeno alcune formazioni di sostegno (5) si estendono con la rispettiva direzione di estensione (X5) formante un angolo compreso fra circa 35° e circa 40° rispetto alla normale (N) allo strato di calpestio.
  4. 4. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che dette formazioni di sostegno (5, 6) sono distribuite in almeno una prima ed una seconda orditura, rispettivamente trasversale (5) e longitudinale (6) rispetto ad una direzione principale di utilizzo della pavimentazione (1) e dal fatto che dette almeno alcune di dette formazioni di sostegno (5) estendentisi con la rispettiva direzione di estensione obliqua, rispetto al piano dato dello strato di calpestio (2) sono comprese in detta orditura trasversale (5).
  5. 5. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che dette almeno alcune di dette formazioni di sostegno (5) sono realizzate sotto forma di nervature estendentisi a partire da detto strato di calpestio.
  6. 6. Pavimentazione secondo la rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto che dette nervature sono nervature sostanzialmente continue.
  7. 7. Pavimentazione secondo la rivendicazione 4 e la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che dette nervature sostanzialmente continue (5) sono comprese in detta orditura trasversale, mentre detta orditura longitudinale (6) comprende elementi estendentisi a guisa di ponticello fra nervature adiacenti.
  8. 8. Pavimentazione secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che detti elementi estendentisi .a guisa di ponticello (6) sono ordinati in rispettive nervature longitudinali.
  9. 9. Pavimentazione secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che le formazioni di sostegno di detta orditura longitudinale (6)presentano un'altezza, riferita a detto piano dato dello strato di calpestio {2) inferiore rispetto alla omologa altezza delle formazioni di sostegno dell'orditura trasversale (5).
  10. 10. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che dette almeno alcune di dette formazioni di sostegno (5) presentano una parte prossimale costituente una porzione dì minima sezione trasversale delle'formazioni di sostegno (5) stesse.
  11. 11. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che almeno dette formazioni di sostegno (5, 6) sono costituite da una massa di elastomero.
  12. 12. Pavimentazione secondo la rivendicazione 11,caratterizzata dal fatto che tanto detto strato di calpestio (2) quanto dette formazioni di sostegno (5, 6) sono costituite da una massa di elastomero.
  13. 13. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che almeno detto strato di calpestio è costituito dà una massa di materiale calandrato.
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