ITTO990929A1 - Pavimentazione a posa libera. - Google Patents

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Description

DESCRIZIONE dell·invenzione industriale dal titolo: "Pavimentazione a posa libera"
TESTO DELIA DESCRIZIONE
La presente invenzione'si riferisce alle pavimentazioni secondo il preambolò della rivendicazione 1.
Pavimentazioni del tipo sopra specificato hanno trovato nel corso degli anni vasto impiego per le applicazioni più diverse. Un settore di impiego particolarmente esteso è quello delle pavimentazioni sportive o per atletica, i due termini in questione essendo qui utilizzati nella loro accezione più ampia, tale quindi da comprendere anche installazioni quali palestre, palestre per fitness o centri medici, ambulatori sportivi, ecc.
La figura 1 rappresenta in una ideale sezione trasversale verticale una pavimentazione secondo la tecnica nota. Si tratta in particolare della pavimentazione venduta con il nome commerciale di SPORTFLEX SUPER X™ dalla stessa richiedente.
La pavimentazione in questione è costituita da una struttura complessivamente laminare o in foglio 1 nell'ambito della quale è possibile distinguere:
- uno strato di calpestio 2, destinato ad essere rivolto verso l'alto nella normale condizione di posa della pavimentazione 1, e
- un complesso di formazioni di sostegno 3 presentanti in generale una struttura che può definirsi peduncolata.
In pratica, la pavimentazione i viene realizzata, ad esèmpio, a partire da miscele di gomma isoprenica attraverso una o più operazioni di calandratura in cascata. In quésto modo è possibile conferire alla faccia superiore 4 dello strato di calpestio 2 un andamento complessivamente corrugato, primariamente in funzione antiscivolamento. Il complesso delie formazioni di sostegno 3 si presenta di solito come una struttura di tipo reticolare comprendente una prima orditura formata da un complesso di nervature 5 collegate fra loro da una seconda orditura formata da rispettive nervature ortogonali.6 sostanzialmente assimilabili a formazioni che si estendono a guisa di ponticello a collegamento fra nervature 5 adiacenti.
Nella specifica soluzione,secondo la tecnica nota illustrata nella figura 1, l'altezza o profondità del ponticelli 6 (riferita al piano generale di estensione dello strato di calpestio 2) risulta essere leggermente inferiore rispetto a quella delle nervature 5.
Le caratteristiche di una pavimentazione del tipo sopra descritto possono essere identificate in modo quantitativamente preciso ricorrendo alla prova di impatto elastico oggetto della norma DIN 18035/6. Tale norma, di concerto con la norma DIN 18032/2, consente di definire un parametro, denominato. KA (abbreviazione della parola tedesca Kraftabbau) che corrisponde sostanzialmente ad una caratterizzazione, in termini percentuali, del comportamento della pavimentazione sottoposta alla caduta di un grave di dimensioni normalizzate rispetto al comportamento manifestato nei confronti della stessa sollecitazione da un piano rigido, tipicamente di cemento..
Le pavimentazioni destinate ad essere impiegate nelle palestre presentano di solito un coefficiente KA compreso fra circa il 15-20% ed il 30-50 %. I valore inferiore del suddetto campo corrisponde ad una pavimentazione caratterizzabile come piuttosto "dura" mentre il limite superiore corrisponde ad una pavimentazione che si dimostra piuttosto "morbida" nei confronti delle sollecitazioni a cui essa è sottoposta.
In EP-A-0913 524 è descritta una pavimentazione che, riproponendo peraltro una struttura sostanzialmente simile a quella illustrata nella figura 1, si caratterizza per il fatto che almeno alcune delle formazioni di sostégno (segnatamente le nervature 5) si estendono con la rispettiva direzione di estensione monotonicamente obliqua (di solito di un angolo compreso fra circa 25 e 50°) rispetto al piano dello strato di calpestio 2.
In questo modo è possibile realizzare una pavimentazione che dimostra caratteristiche di cedevolezza rispetto alla sollecitazione di un atleta che corre su una pavimentazione differenziata a seconda del verso di corsa.
La presente invenzione affronta in modo specifico il problema di realizzare una .pavimentazione del tipo correntemente denominato "a posa libera", ovverosia una pavimentazione destinata ad essere applicata su un sottofondo senza 1'applicazione di mezzi di collegamento adesivo al sottofondo stesso. Si può trattare, ad esempio, di una pavimentazione destinata ad essere posata in.una palestra senza una specifica preparazione del fondo (ad esempio perché posata su una pavimentazione sottostante) e/o perché si desidera disporre di una pavimentazione selettivamente amovibile: per fare un esempio concreto si può trattare, ad esempio, di una pavimentazione complessivamente morbida, dunque con elevata cedevolezza, destinata ad essere posata temporaneamente, per lo svolgimento di particolari esercizi o specialità sportive, su un pavimento sottostante complessivamente duro o rigido (ad esempio un campo per il gioco della pallacanestro o della pallavolo).
Un tipico problema legato all'impiego di pavimentazioni a posa libera è legato all 'esigenza di assicurare un ancoraggio sufficientemente saldo della pavimentazione rispetto al sottofondo, al fine di evitare, ad esempio,che, sollecitata nella direzione principale di estensione, la pavimentazióne (non ancorata in modo adesivo al sottofondo) possa scivolare rispetto al sottofondo stesso.
Per superare questo inconveniente è possibile pénsare di configurare le formazioni di sostegno della pavimentazione sotto forma di strutture a ventosa costituenti una schiera di piedini destinati a sostenere e ad ancorare la pavimentazione rispetto al sottofondo.
Questa soluzione presenta però tre inconvenienti fondamentali.
In primo luogo, gli elementi fungenti allo stesso tempo da piedini e da ventose, con la loro distribuzione discretizzata, realizzano un'azione di sostegno parimenti discretizzata dello strato di calpestio: quando questo sia, come avviene di frequente, abbastanza morbido e cedevole di per sé, il risultato è che chi cammina sulla pavimentazione indossando calzature piuttosto leggere o a piedi nudi percepisce nettamente la presenza e la distribuzione discreta dei piedini di sostegno al disotto della pavimentazione.
In secondo luogo, questa soluzione presenta l'inconveniente di offrire una buona resistenza all'indesiderato scorrimento della pavimentazione del sottofondo solo sino a quando una percentuale molto elevata di piedini/ventose si trova a svolgere la desiderata funzione di ancoraggio, al sottofondo. Se, per un qualunque motivo (ad esempio per l'indesiderato sollevamento di un bordo o ,di un angolo della pavimentazione, se accessibile) una parte consistente dei piedini ivi localizzati perde il rapporto di cooperazione a ventosa con la pavimenfazione, sussiste un'elevata probabilità che tale fenomeno si estenda rapidamente verso altre zone della pavimentazione non appena si manifesti una sollecitazione di scorrimento apprezzabile.
Un terzo inconveniente è legato al fatto che le caratteristiche di ancoraggio al sottofondo, date essenzialmente dalle caratteristiche (forma, dimensioni e distribuzione) dei piedini fungenti da ventose, gioca un ruolo determinante nello stabilire il grado di cedevolezza della pavimentazione, per cui tale grado di cedevolezza finisce per essere influenzato - spesso in modo indesiderato - dalle caratteristiche di collegamento al sottofondo che si intendono conseguire.
La presente invenzione si prefigge lo scopo di realizzare una pavimentazione di tipo sopra specificato avente caratteristiche di pavimentazione a posa libera in cui i suddetti inconvenienti vengono superati .
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad una pavimentazione avente le caratteristiche richiamate nelle rivendicazioni che seguono. L'invenzione riguarda anche il relativo procedimento di fabbricazione.
L'invenzione verrà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
- la figura 1, relativa alla tecnica nota, è già stata descritta in precedenza,
- la figura 2 illustra, in una vista in sezione sostanzialmente corrispondente alla vista in sezione della figura 1, le caratteristiche di una pavimentazione realizzata secondo l'invenzione, e - la figura 3 illustra, in una generale vista in prospettiva, la faccia inferiore, destinata ad essere rivolta verso il sottofondo di posa, di una pavimentazione secondo l'invenzione.
Nelle figure 2 e 3 gli stessi riferimenti numerici già impiegati con riferimento alla descrizione della figura 1 sono stati utilizzati per indicare parti od elementi identici o funzionalmente equivalenti a quelli già descritti appunto con riferimento alla figura 1.
Così come si può apprezzare dal confronto della figura 1 con la figura 2, una caratteristica importante della soluzione secondo 1’invenzione è data dal fatto che le nervature 5 non sono disposte con la loro direzione principale di estensione ortogonale rispetto al piano di calpestio 2, bensì genericamente inclinate,rispetto a tale piano. Per direzione di estensione si intende naturalmente la direzione lungo la quale le nervature 5 (o, più precisamente, il loro profilo di sezione trasversale) si estendono in allontanamento dallo strato di calpestio 2.
In particolare, le nervature 2 si estendono con là rispettiva direzione di estensione obliqua rispetto al piano dello strato di calpestio.. Più precisamente, le nervature 5 sono disposte con la loro direzione generale di estensione X5 formante un angolo α rispetto alla direzione della normale N rispetto al piano generale di estensione dello strabo di calpestio 2. Il valore dell'angolo é scelto in un ambito che va tipicamente da circa io* a circa.30°,.con una scelta preferenziale compresa fra circa 18° e circa 20°.
Iniparticolare, si può notare che, nella forma di attuazione al momento preferita, le nervature 5 non sono inclinate tutte nello stesso verso (ossia in modo monotono) rispetto al piano di calpestio 2. Fermo restando di preferenza il valore dell'angolo α , il verso di inclinazione risulta alternato, ossia con l'angolo che cambia segno con sequenza alternata quando si percorre idealmente la pavimentazione nel suo piano di estensione ed in direzione perpendicolare alla direzione di estensione delle nervature 5.
Almeno in linea di principio, la sequenza di alternanza dell'angolo di inclinazione potrebbe essere diversa da quella illustrata, in cui ciascuna nervatura 5 presenta verso di inclinazione opposto rispetto a quella delle due nervature 5 adiacenti (per intendersi, riferendosi al segno dell'angolo , la sequenza a cui fa riferimento la figura 2 è una sequenza del tipo
ecc.). La sequenza di alternanza potrebbe essere però di tipo diverso, ad esempio prevedendo coppie di nervature 5 adiacenti aventi un versò di inclinazione concorde interposte fra coppie di nervature adiacènti con verso di inclinazione opposto (per
naturalmente ipotizzabili anche sequenze di alter¬
Ancora più in generale, anche il fatto che ci sia un'alternanza nel verso di inclinazione, seppur costituendo una caratteristica preferenziale, non rappresenta un elemento imperativo dell'invenzione: dunque, le nervature 5 potrebbero essere anche tutte inclinate nello stesso verso, così come previsto nella soluzione descritta in EP-A-0 913 524.
Confrontata con la soluzione descritta in questa domanda anteriore, e anche nella soluzione secondo la tecnica nota rappresentata nella figura 1, la soluzione secondo l'invenzione, così come rappresentata nella figura 2, presenta anche l'ulteriore caratteristica data dal fatto che le nervature 5 sono nel complesso abbastanza snelle, dunque sottili, soprattutto in corrispondenza dei loro margini distali, destinati a cooperare direttamente con il sottofóndo su cui .la pavimentazione; viene posata. Si:apprezzerà che tali margini distali risultano di solito almeno leggermente sporgenti rispetto ai margini corrispóndenti delle nervature 6.
Di preferenza, le necessarie caratteristiche di snellezza, e dunque di flessibilità ,sopra richiamate vengono conseguite attribuendo alle nervature 5 un andamento complessivamente rastremato (di preferenza con profilo triangolare o circa triangolare), il che le rende assimilabili (per offrire un riferimento immediatamente percepibile) alle parti di labbro delle spatole di uh tergicristallo.
In questo modo è possibile fare in modo che , non appena la pavimentazione 1 viene posata sul relativo sottofondo, le nervature 5, e segnatamente le loro parti distali, si flettano (grazie alla generale disposizione inclinata) così da realizzare un accoppiamento a labbro con il sottofondo stesso. Tutto questo in modo da far sì che ciascuna porzione della faccia inferiore della pavimentazione 1 (vedere la figura 3) compresa fra due nervature 5 adiacenti e due nervature 6 corrispondentemente adiacenti costituisca una formazione a ventosa (di forma complessivamente rettangolare, nella forma di attuazione illustrata) in grado di cooperare con il sottofondo così da realizzare il saldo ancoraggio della pavimentazione 1 sul sottofondo stesso anche in assenza di uno strato adesivo (dunque operando in condizioni di posa libera).
Si apprezzerà che il suddetto effetto a ventosa si realizza tanto nelle regioni della parte inferiore della pavimentazione delimitate da nervature 5 divergenti quanto nelle porzioni delimitate da nervature 5 convergenti fra loro. Verosimilmente (peraltro la richiedente non ha al momento condotto specifiche indagini in questo senso) l'azione si manifesta in misura leggermente maggiore in corrispondenza delle sezioni delimitate da nervature 5 divergenti.
In ogni caso si apprezzerà che l'effetto di cooperazione a ventosa con il sottofondo si sviluppa sul lato inferiore della pavimentazione (quello meglio visibile nella figura 3) su tutto lo sviluppo della pavimentazione stessa, dunque evitando gli inconvenienti illustrati in esordio come legati all'impiego di formazioni a piedino.
Poiché le nervature 5 sono disposte genericamente inclinate rispetto al piano di calpestici2 e sono di preferenza snelle, almeno nelle loro parti distali, le nervature 5 stesse offrono una resistenza piuttosto contenuta alle sollecitazioni di carico applicate verticalmente sulla pavimentazione 1 a partire dallo strato di calpestio 2. Si può quindi dire che le nervature 5 giocano un ruolo complessivamente modesto nel definire le caratteristiche di cedevolezza complessive della pavimentazione 1.
Questo ruolo è invece demandato alle altre nervature 6 che si estendono in direzione ortogonale rispetto alle nervature 5, di preferenza in direzione ortogonale alle nervature 5 stesse ed a distanze fisse, identificate dal valore indicato con d nella figura 3.
AI riguardo va notato che tale specifica forma di attuazione, seppure al momento preferita, non è di per sé imperativa ai fini dell'attuazione dell'invenzione, dal momento che le nervature 6 potrebbero estendersi anche in direzione inclinata (ad esempio con un andamento a zig-zag o a serpentina) rispetto alle nervature 5 che potrebbero essere distribuite anche a distanze non uniformi, eventualmente per variare selettivamente le caratteristiche di cedevolezza della pavimentazione da zona a zona.
In ogni caso, per semplicità di illustrazione, il principio posto alla base dell'invenzione verrà ora illustrato con riferimento all'esempio di attuazione illustrato nelle figure 2 e 3.
Come già si è detto, vuoi per la loro disposizione inclinata, vuoi per la loro snellezza, le nervature 5 non giocano un ruolo determinante nel-1 'identificare le caratteristiche di cedevolezza della pavimentazione 1. Queste sono invece identificate dalle nervature 6, ed in particolare dal profilo e dalla distribuzione spaziale delle stesse.
Le nervature 6 si estendono in direzione ortogonale rispetto al piano di calpestio 2, dunque non in direzione inclinata così come le nervature 5. In più esse presentano un andamento di preferenza più massiccio rispetto alle nervature 5.
Ciò significa che il meccanismo di reazione delle nervature 6 rispetto alle sollecitazioni di carico verticale applicate sulla pavimentazione 1 è sostanzialmente diverso rispetto a quello delle nervature 5. Le nervature 6 risultano infatti caricate di punta per effetto della sollecitazione applicata sulla pavimentazione e determinano quindi in via primaria, per effetto delle loro caratteristiche di deformazione (sezione, profilo, materiale costituente, ecc.) e della loro distribuzione spaziale (sostanzialmente della loro densità, dunque della distanza d) le caratteristiche di cedevolezza della pavimentazione.
Il fatto che tali caratteristiche vengano identificate in via primaria dalle nervature 6 si presta ad una agevole verifica sperimentale, potendosi infatti verificare che, a parità di altri fatr tori (ed in particolare a parità di dimensioni, distribuzione, densità e angolo di inclinazione delle nervature 5) è possibile far variare in modo controllato il grado di cedevolezza della pavimentazione 1 intervenendo unicamente sulla densità delle formazioni 6 (ad esempio sulla loro distanza d) e/o sulle caratteristiche di deformabilità delle formazioni 6 stesse.
Le esperienze condotte dalla richiedente dimostrano che tale risultato viene conseguito in modo ancora più efficace interponendo fra lo strato di calpestio 2 e il complesso delle nervature di sostegno 3 una struttura di stabilizzazione 7 costituita, ad esempio, da una rete stabilizzatrice costituita, ad esempio, da fibre poiiolefiniche quali ad esempio fibre poliestere.
Oltre ad esercitare, secondo criteri di per sé noti, un'azione di stabilizzazione nei confronti dello strato di calpestio 2, la struttura di stabilizzazione 7 gioca in modo inaspettato un ruolo significativo nel far sì che le caratteristiche di cedevolezza della pavimentazione vengano dettate in via primaria dalle nervature 6. Pur non volendosi legare ad alcuna teoria specifica in tal senso, la richiedente ritiene che questa azione sia Verosimilmente legata al fatto che la struttura di stabilizzazione 7, caratterizzata in via primaria da una notevole resistenza nei confronti delle sollecitazioni in trazione, sia in grado di svolgere un'azione di collegamento fra nervature 6 adiacenti favorendo la distribuzione uniforme delle sollecitazioni applicate alle:nervature stesse per effetto di un carico insistente sulla pavimentazione 1.
Peraltro la struttura di stabilizzazione 7 gioca con ogni probabilità un ruolo analogo anche nei confronti delle nervature 5 facendo in modo che l'azione di collegamento al sottofondo realizzata dalle nervature 5 si esplichi in modo estremamente uniforme su tutto lo sviluppo della pavimentazione 1, evitando ulteriormente il rischio che possano insorgere indesiderati fenomeni di distacco locale rispetto al sottofondo.
Di preferenza, la pavimentazione 1 secondo ί' invenzione viene realizzata a partire da miscele di gomme sintetiche attraverso una o più operazioni di calandratura in cascata.
In particolare, la pavimentazione in questione può essere realizzata utilizzando gli stessi materiali correntemente utilizzati per la realizzazione di analoghe pavimentazioni secondo la tecnica nota, impiegando un procedimento di calandratura semplice o a più stadi complessivamente identico a quelli utilizzati per la produzione delle pavimentazioni secondo là tecnica nota.
Naturalmente, nella forma di attuazione dell'invenzione al momento preferita è necessario prevedere la fase di inserimento della rete fungente da struttura di stabilizzazione 7. In ogni caso l'inserimento di tale struttura si attua secondo criteri noti, tali da non richiedere una specifica descrizione in questa sede.
In particolare, una pavimentazione del tipo di quella illustrata nelle figure 2 e 3 può essere realizzata usando gli stessi materiali correntemente utilizzati per la realizzazione di analoghe pavimentazioni secondo la tecnica nota (si veda in proposito quanto détto in esordio della presente descrizione con riferimento alla figura 1), impiegando un procediménto di calandratura semplice o a più stadi complessivamente identico a quelli utilizzati per la produzione delle pavimentazioni secondo la tecnica nota. Il risultato di conferire alle nervature, ed in particolare alle nervature 5 (come si è .visto,le nervature 6 conservano un andamento genericamente ortogonale rispetto al piano di calpestio 2), l'angolazione desiderata può essere ottenuto., secondo una soluzione sperimentata con piena soddisfazione dalla richiedente, semplicemente provvedendo nell'ambito del rullo di calandratura destinato ad imprimere la scolpitura delle nervature di sostegno 3, gole o solchi corrispondenti e complementari alle nervature 5 aventi la loro direzione principale di estensione, nel senso della profondità, orientata in direzione almeno leggermente.sghemba rispetto al rispettivo diametro del rullo di calandratura.
A puro titolo di riferimento, non limitativo, la pavimentazione 1 illustrata nella figura 1 può presentaré le seguenti caratteristiche:
- spessore (misurato fra la superficie 4 del piano di calpestio ed i margini distali delle nervature 5): 12,5 mm;
- spessore complessivo dell'insieme formato dallo strato di calpestio 2 e dalla parte piana compresa fra le nervature 5 e 6: 6-7 mm;
- dimensioni e forma del piano di sezione delle nervature 5: sostanzialmente assimilabili a un triangolo scaleno con base pari a 3.,5 mm e distanza centro della base-vertice pari a 6 nun circa;
.- inclinazione dell 'asse principale delle nervature rispetto al piano di calpestio (angolo della figura 2): I8,5°circa.
La tabella 1 che segue riporta i valori diversi di cedevolezza (valore KA, misurato secondo la norma DIN 18032/2 rilevati per la pavimentazione 1 avente le caratteristiche sopra richiamate, ottenuta a partire da una mescola comprendente, per il piano di calpestio 2, una mescola di gomma sintetica (durezza circa 70 Shore A) e, per le formazioni di sopporto 3, una mescola di gomma sintetica (durezza circa 55 Shore A) il tutto con l'interposizione di una rete 7 di fibre di poliestere.
In particolare, i diversi valori di cedevolezza sono stati rilevati in presenza di valori diversi della distanza di separazione (d nella figura 3) fra le nervature 6 con riferimento a nervature 6 presentanti un'altezza (misurata in direzione ortogonale rispetto al piano di calpestio 2) pari a 6 mm circa ed una larghezza di base pari a 3 mm con andamento almeno leggermente rastremato verso il margine distale.
I vari campioni di pavimentazione realizzati secondo i criteri sopra delineati hanno dimostrato per il resto un comportamento sostanzialmente identico per quanto riguarda l'ancoraggio sul sottofondo (conseguito per posa libera, dunque senza collegamento adesivo) ed un comportamento assolutamente omogeneo per quanto riguarda la cedevolezza su tutta la superficie della pavimentazione, dunque senza formazione di zone superficiali più p meno resistenti, eventualmente rilevabili al calpestio.
Da pianto precede risulta evidente; che la soluzione secondo l'invenzione consente di rendere le caratteristiche di cedevolezza della pavimentazione del tutto indipendenti dalle caratteristiche di interazione con il sottofondo di posa, con la conseguente possibilità di variare selettivamente, anche con elevato grado di precisione, i valori di cedevolezza potendo per il resto confidare su un comportamento della pavimentazione determinato e riproducibile in modo determistico per quanto riguarda le caratteristiche di posa e di interazione con il sottofondo.
Si è in particolare avuto modo di rilevare che, pur potendosi contare su un’interazione completa e distribuita in modo omogeneo fra superfici inferiori della pavimentazione 1 e sottofondo di posa, la pavimentazione secondo l'invenzione non dà origine a particolari problemi nel momento in cui si desideri procedere alla rimozione della stessa sollevandola rispetto al sottofondo di posa. La pavimentazione può essere infatti facilmente rimossa semplicemente sollevando lateralmente ed arrotolando in modo graduale i fogli di cui la stessa nórmalmente si compone. Questo in quanto il rapporto di cooperazione a ventosa con il sottofondo descritto in precedenza si realizza in via primaria (in modo preciso ed affidabile) quando la pavimentazione è sottoposta a sollecitazioni, in particolare a càrico di calpestio, senza che per ciò residuino indesiderati fenomeni di collegamento di interazione quando la pavimentazione, esente da sollecitazioni, è destinata ad essere rimossa.
Da quanto precede risulta evidente che l'invenzione consente di realizzare un assortimento di pavimentazioni caratterizzate da diversi valori di cedevolezza riconducibili in via primaria ad una diversa caratteristica di almeno una proprietà delle nervature di detta seconda orditura 6, le pavimentazioni 1 dell'assortimento essendo per il resto sostanzialmente identiche fra loro.
Di preferenza, come visto in precedenza, detta almeno una caratteristica di una proprietà è costituita dalla densità spaziale delle nervature della seconda orditura 6.
Di preferenza, la pavimentazione secondo l'invenzione è realizzata sotto forma di fogli ad esempio della larghezza di 130 cm circa. I fogli affiancati all'atto della posa possono essere quindi collegati fra loro tramite elementi ad esempio di materiale plastico (polipropilene, polietilene, etc...) con un profilo a C o similari, destinati a cooperare con rispettive coppie di nervature sporgenti 8 ricavate sulla faccia inferiore della pavimentazione lungo i bordi longitudinali dei fogli, così come illustrato nella figura 3.
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito dell'invenzione.

Claims (16)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Pavimentazione (1) comprendente uno strato di calpestio (2) estendentesi in un piano dato e formazioni di sostegno (5, 6) estendentisi da detto strato di calpestio (2) lungo rispettive direzioni di estensione, in cui almeno alcune (5) di dette formazioni di sostegno (5, 6) si estendono con la rispettiva direzione di estensione (X5) obliqua rispetto a detto piano dato dello strato di calpestio, caratterizzata dal fatto che dette formazioni di sostegno (5, 6) comprendono: - prime formazioni di sostegno (5) sotto forma di una prima orditura di nervature (5) sostanzialmente parallele fra loro ,estendentisi da detto strato di calpestio (2) con rispettive direzioni di estensione (X5) oblique rispetto a detto piano dato dallo strato di calpestio, e - seconde formazioni di sostegno (6) costituite da una seconda orditura di nervature (6) estendentisi da detto strato di calpestio (2) in direzione sostanzialmente ortogonale rispetto a detto piano dato dello strato di calpestio (2) ed incrociantisi con detta prima orditura di nervature (5) così da formare una trama di celle suscettibili di cooperare in rapporto di collegamento a ventosa con il sottofondo su cui la pavimentazione è posata; la configurazione essendo tale per cui le caratteristiche di cedevolezza della pavimentazione (1) sono determinate in via primaria da detta seconda orditura di nervature (6).
  2. 2. Pavimentazione secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che le nervature di detta prima orditura (5) si estendono con le rispettive direzioni di estensione oblique rispetto a detto piano dato dello strato di calpestio secondo una sequenza alternata di angoli di inclinazione (α ) di segno opposto .
  3. 3 . Pavimentazione secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto chein detta sequenza alternata, ciascuna delle nervature di detta prima orditura (5) è affiancata da due nervature (5) di detta prima orditura aventi verso di inclinazione opposto .
  4. 4 . Pavimentazione secondo una delle rivendicazioni l a'3, caratterizzata dal fatto che le nervature di detta prima orditura (5) presentano parti distali sottili definenti labbri di cooperazione per deformazione con il sottofondo di posa della pavimentazione (1).
  5. 5. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che le nervature di detta prima orditura (5) presentano un generale andamento rastremato a partire da detto strato di calpestio.
  6. 6. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che le nervature di detta seconda orditura (6) presentano un'altezza, riferita a detto piano dato dello strato di calpestio (2) «inferiore rispetto all'omologa altezza delle nervature di detta prima orditura (5).
  7. 7. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che fra detto strato di calpestio (2) e dette formazioni di sostegno (5, 6) è prevista una struttura laminare {7) di distribuzione delle sollecitazioni.
  8. 8. Pavimentazione secondo la rivendicazione. 7, caratterizzata dal fatto che detta struttura (7) è una struttura reticolare.
  9. 9. Pavimentazione secondo la rivendicazione 7 o la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che detta struttura (7) di stabilizzazione è a base di una poliolefina, quale il poliestere.
  10. 10. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che almeno dette formazioni di sostegno (5, 6) sono costituite da una massa di elastomero.
  11. 11. Pavimentazione secondo la rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che tanto detto strato di colpestio (2) quanto dette formazioni di sostegno (5, 6) sono costituite da una massa di elastomero.
  12. 12. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che almeno detto strato di calpestio (2) è costituito da una massa di materiale calandrato.
  13. 13. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto di essere realizzata sotto forma di fogli provvisti di bordi longitudinali presentanti, in corrispondenza di dette formazioni di sostegno (5, 6), nervature sporgenti (8) accoppiabili con nervature (8) analoghe di fogli adiacenti.
  14. 14. Pavimentazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che dette rispettive direzioni di estensione (X5) di dette prime formazioni (5) di sostegno sono inclinate rispetto a detto piano dato di un angolo (a) compreso fra 10° e 30°, e preferibilmente fra 18° e 20°.
  15. 15. Assortimento di pavimentazioni comprendente una pluralità di pavimentazioni secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 a 14, le pavimentazioni dell'assortimento essendo caratterizzate da diversi valori di cedevolezza riconducibili in via primaria ad una diversa caratteristica di almeno una proprietà delle nervature di detta seconda orditura (6), le pavimentazioni (1) dell'assortimento essendo per il resto sostanzialmente identiche fra loro.
  16. 16. Assortimento di pavimentazioni secondo la rivendicazione 15 , caratterizzato dal fatto che detta almeno una caratteristica di detta proprietà è la densità spaziale delle nervature di detta seconda orditura (6).
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