ITTO990023A1 - Procedimento per la fabbricazione di rivestimenti e rivestimento cosi'ottenuti. - Google Patents

Procedimento per la fabbricazione di rivestimenti e rivestimento cosi'ottenuti.

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ITTO990023A1 IT1999TO000023A ITTO990023A ITTO990023A1 IT TO990023 A1 ITTO990023 A1 IT TO990023A1 IT 1999TO000023 A IT1999TO000023 A IT 1999TO000023A IT TO990023 A ITTO990023 A IT TO990023A IT TO990023 A1 ITTO990023 A1 IT TO990023A1
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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Procedimento per la fabbricazione di rivestimenti e rivestimento così ottenuto"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ai rivestimenti quali, ad esempio, le pavimentazioni e riguarda in modo più specifico un procedimento secondo il preambolo della rivendicazione 1.
Procedimenti di questo tipo, che prevedono essenzialmente la preparazione di un nastro (web) di fondo sul quale vengono successivamente distribuite ("seminate") particelle con effetto decorativo sono noti nella tecnica, così come testimoniato, ad esempio, da EP-A-0526 059.
Nella realizzazione di rivestimenti del tipo sopra specificato, sia che si tratti di pavimentazione a base di resine artificiali o sintetiche (ad esempio polivinilcloruro), sia che si tratti di pavimentazioni a base di gomma è necessario tener conto tanto di considerazioni di natura tecnica e produttiva, quanto di considerazioni di natura estetica.
In particolare, esiste una costante tendenza a rendere l'aspetto del rivestimento particolarmente gradevole tramite la scelta coordinata delle caratteristiche cromatiche del nastro di fondo e delle particelle su di esso distribuite.
Anche la scelta delle caratteristiche geometriche di tali particelle (in pratica la loro forma e le loro dimensioni) e della loro morfologia (colorazione uniforme ovvero variegata) gioca un ruolo importante in tal senso.
In particolare, quando si desidera valorizzare la forma e la geometria delle particelle distribuite sul sottofondo può essere importante fare in modo che le particelle in questione vengano distribuite con una trama sufficientemente rada, così da evitare o quanto meno limitare l'effetto di sovrapposizione fra particelle adiacenti. Questo effetto di sovrapposizione può infatti rendere più difficile l'apprezzamento delle caratteristiche geometriche delle particelle stesse.
Nel contempo, però, una distribuzione rada di tali particelle può dare origine all 'inconveniente legato alla presenza di zone abbastanza estese del nastro di fondo, distribuite per di più in modo non prevedibile, in cui il numero di particelle diventa estremamente ridotto o addirittura nullo. La presenza ridotta e addirittura l'assenza di particelle distribuite in alcune zone della pavimentazione può essere considerata come un effetto non desiderato o non gradito dall'utilizzatore.
La presente invenzione si prefigge lo scopo di fornire una soluzione a tale inconveniente.
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad un procedimento avente le caratteristiche richiamate in modo specifico nelle rivendicazioni che seguono. L'invenzione si riferisce sinché ad un rivestimento ottenibile con tale procedimento .
L'invenzione verrà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
- la figura 1 illustra schematicamente le varie fasi di attuazione del procedimento secondo l’invenzione, e
- la figura 2 rappresenta il tipico aspetto superficiale di un rivestimento realizzato secondo 1 'invenzione.
Nello schema della figura 1 il riferimento numerico 1 indica un dispositivo miscelatore all'interno del quale viene realizzata (secondo criteri noti) una mescola di materiale destinato ad essere successivamente sottoposto ad un'operazione di laminazione. Quest'operazione, attuata ad esempio, anche in questo caso in modo noto, tramite una calandra 2, è destinata a portare alla formazione di un nastro o web W di forma laminare costituente lo strato di fondo del rivestimento che si intende realizzare.
In un tipico esempio di attuazione, la mescola realizzata nel miscelatore 1 è una mescola a base di gomma (ad esempio gomma SBR o gomma EPDM) all'interno della quale viene uniformemente dispersa una fase costituita da particeÌle in granulo.
Di solito tali granuli presentano una colorazione (uniforme o eventualmente variegata all'interno del singolo granulo) contrastante con la colorazione uniforme o dominante la base della mescola.
In una forma di attuazione dell'invenzione al momento preferita, si può trattare di granuli di gomma vulcanizzata aventi una granulometria tipicamente compresa fra 0,8 mm e 6, 0 mm.
Nell'esempio di attuazione qui illustrato, la componente di base della mescola è costituita da gomma non ancora vulcanizzata.
Il fatto che le particelle in granulo disperse nella mescola siano invece costitute da materiale già vulcanizzato è essenzialmente destinato a far sì che tali particelle in granulo conservino una precisa individualità durante la mescolazione omogenea attuata nel miscelatore 1.
Il nastro W risultante dall'operazione di calandratura (o un'operazione di laminazione equivalente) attuata in 2 viene sottoposto di preferenza ad un'operazione di rettifica, ad esempio mediante asportazione meccanica attuata in una stazione di lavorazione indicata con 3, almeno sulla faccia corrispondente al lato superiore o esterno del rivestimento finito.
Tale operazione di rettifica ha .essenzialmente lo scopo di portare alla luce le particelle in granulo distribuite nella mescola preparata nel miscelatore 1, facendo affiorare tali granuli (PI, nella figura 2 di cui si dirà meglio nel seguito) alla superficie del materiale laminare di fondo (nastro W) con una distribuzione superficiale sostanzialmente uniforme derivante dalla dispersione uniforme delle particelle in granulo conseguita in sede di miscelazione .
A questo punto, sulla faccia superiore o esterna del nastro W ottenuto in precedenza vengono distribuite ulteriori particelle decorative P2 costituite di preferenza da particelle lamellari di materiale di gomma non vulcanizzata.
Tali particelle lamellari (chip) vengono ottenute - in modo di per .sé noto - a partire da un prodotto di estrusione S (cosiddetto spaghetto) sottoposto ad un'operazione di taglio attuata di solito tramite un coltello o lama rotativa C disposta immediatamente a valle della trafila di estrusione T.
In modo parimenti noto, il suddetto spaghetto S può presentare caratteristiche morfologiche uniformi (essendo realizzato con un materiale di colorazione uniforme) oppure diversificate. Questo risultato può essere ottenuto, ad esempio, alimentando l'estrusore E che produce il suddetto spaghetto con strisce di materiale da estrudere con colorazioni diverse. Il risultato complessivo così conseguito è dato dall'aspetto complessivamente variegato o marmorizzato delle particelle P2 ottenute e destinate ad essere distribuite sulla superficie del materiale in nastro W.
Tipicamente le particelle decorative P2 presentano dimensioni diametrali dell'ordine di diversi millimetri (ad esempio 3-10 mm) e, di preferenza, geometrie particolari quali una forma poligonale, a stella, circolare, ellittica, a chicco di riso, ecc.
Di solito nel trasferimento fra la stazione di formazione (coltello C) a valle dell'estrusore E e la regione di distribuzione (qui indicata con 4) sul materiale in foglio destinato a costituire il rivestimento, le suddette particelle P2 vengono sottoposte ad operazioni di preparazione (ad esempio tramite vaglio e/o vibrazione, indicate schematicamente con V) destinate a fare in modo che le particelle P2 risultino separate fra loro (dunque non impaccate o agglomerate fra loro) all'atto della distribuzione.
Questo fatto è importante se si tiene conto che le particelle P2 sono destinate ad essere distribuite secondo una trama rada, dell'ordine, ad esempio, di 50-250 particelle a seconda del diametro per ciascuna porzione superficiale del rivestimento pari a 10 cm x 10 cm. In generale, per trama "rada" si intende qui indicare una trama diretta sostanzialmente ad evitare la sovrapposizione delle particelle decorative P2.
Una volta conseguita la distribuzione desiderata, il nastro W viene fatto avanzare verso un trattamento con applicazione di pressione e di calore (attuata di preferenza con un'apparecchiatura 5 del tipo correntemente denominato "Rotocure") determinando la vulcanizzazione tanto della base della mescola costituente il materiale in nastro W fuoriuscente dall'operazione di laminazione attuata in 2, quanto dalle particelle P2 distribuite sulla superficie del nastro stesso in corrispondenza della regione 4. Le particelle decorative P2 risultano così fissate sul nastro di fondo W.
Il risultato di tale operazione viene poi sottoposto ad ulteriori operazioni di finitura (di tipo noto), rappresentate schematicamente in 6 destinate a conferire al rivestimento, in particolare al lato superiore o esterno dello stesso, le caratteristiche finali desiderate (ad esempio leggera corrugazione superficiale con funzione antiscivolamento, ecc.).
Queste ultime fasi di trattamento, e le apparecchiature che consentono di attuarle, sono ampiamente note nella tecnica e non richiedono pertanto di essere illustrate in questa sede.
L'effetto finale conseguito è quello rappresentato schematicamente nella figura 2.
Sul fondo W della pavimentazione risaltano quindi tanto le particelle in granulo PI distribuite uniformemente nella mescola utilizzata per la formazione del nastro W, quanto le particelle P2, di solito di dimensioni maggiori, distribuite, con trama complessivamente rada, sulla superficie del rivestimento.
La distribuzione uniforme delle particelle PI dà origine ad un fenomeno che può essere definito di "omogeneizzazione visiva" dell'aspetto del rivestimento. Tale fenomeno rende praticamente non percepibile all'osservazione, anche a breve distanza, la presenza, nell'ambito del rivestimento, di zone in cui la distribuzione delle particelle P2 risulti particolarmente ridotta.
Di conseguenza, nel rivestimento realizzato secondo l'invenzione è possibile sfruttare appieno l'effetto geometrico derivante dalle caratteristiche delle particelle P2, in particolare beneficiando del fatto che tali particelle risultano in generale separate fra loro, e quindi apprezzabili in relazione alle loro caratteristiche di forma, senza che ciò si traduca in un effetto non gradivo dovuto all'eccessivo diradamento di queste particelle in talune zone del rivestimento.
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione, così come definita dalle rivendicazioni che seguono. Ciò vale in particolare per quanto riguarda la possibilità di realizzare il rivestimento secondo l'invenzione con materiali diversi dai materiali a base di gomma ai quali si è fatto riferimento nella descrizione esemplificativa che precede.

Claims (12)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per fabbricare un rivestimento comprendente le operazioni di: - formare uno strato di fondo (W) di tipo laminare, - distribuire su detto strato di fondo (W) particelle decorative (P2), e - fissare (5) dette particelle decorative (P2) su detto strato di fondo (W), caratterizzato dal fatto che comprende le operazioni di: - formare detto strato di fondo (F) a partire da una mescola con dispersa in modo omogeneo una fase di ulteriori particelle (P), e - distribuire dette particelle decorative (P2) su detto strato di fondo (F) con una trama rada, evitando sostanzialmente la sovrapposizione di dette particelle decorative (P2); l'uniformità dell'aspetto del rivestimento essendo comunque assicurato da dette ulteriori particelle (PI) disperse in modo omogeneo nella suddetta mescola.
  2. 2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che dette particelle decorative (P2) presentano dimensioni diametrali sostanzialmente comprese fra 3 mm circa e 10 mm circa.
  3. 3. Procedimento secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che dette ulteriori particelle (PI) presentano una granulometria sostanzialmente compresa fra 0,8 mm circa e 6,0 mm circa.
  4. 4. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detta mescola è una mescola di materiale vulcanizzabile.
  5. 5. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che dette particelle decorative (P2) vengono distribuite su detto strato di fondo (W) sotto forma di materiale vulcanizzabile.
  6. 6. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che dette ulteriori particelle (PI) sono addizionate a detta mescola sotto forma di particelle di materiale vulcanizzato .
  7. 7. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detto strato di fondo (W) viene sottoposto, prima della distribuzione di dette particelle decorative (P2), ad un'operazione di finitura superficiale (3) diretta ad esporre dette ulteriori particelle (PI) almeno sulla faccia sulla quale vengono distribuite dette particelle decorative (P2).
  8. 8. Procedimento secondo la rivendicazione 4 e la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che comprende l'operazione di vulcanizzare il complesso costituito da detto strato di fondo (W) e da dette particelle decorative (P2) dopo che le particelle decorative (P2) stesse sono state distribuite su detto fondo (W).
  9. 9. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detta mescola è una mescola a base di gomma.
  10. 10. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che dette particelle decorative (P2) sono realizzate di un materiale a base di gomma.
  11. 11. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che dette ulteriori particelle (PI) sono realizzate di un materiale a base di gomma.
  12. 12. Rivestimento, particolarmente pavimentazione, ottenibile con il procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni.
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