ITVI20120007U1 - Macchina per l'avvolgimento di un elemento filiforme in bobina - Google Patents
Macchina per l'avvolgimento di un elemento filiforme in bobinaInfo
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Description
MACCHINA PER L'AVVOLGIMENTO DI UN ELEMENTO FILIFORME IN BOBINA.
DESCRIZIONE
Il presente trovato concerne una macchina per l'avvolgimento di un elemento filiforme in bobina, particolarmente adatta all'avvolgimento di un cavo elettrico. Le macchine avvolgitrici di tipo noto utilizzano metodi che prevedono di fissare un'estremità dell'elemento filiforme ad un rocchetto e di far ruotare quest’ultimo per avvolgere una molteplicità di spire, mentre l'elemento filiforme viene mantenuto teso in direzione opportuna.
Per ottenere un elevato numero di spire è necessario che l'avvolgimento sia il più regolare possibile, ossia che il passo tra le spire sia uniforme e che non avvengano scavalcamenti tra le spire.
Nei metodi noti, questo risultato viene ottenuto curando particolarmente il primo strato di spire disposte a contatto con la superficie periferica del rocchetto, guidando l’elemento filiforme mediante un corpo di guida disposto a ridosso dell'elemento filiforme stesso.
In un primo caso, il corpo di guida viene usato per spingere l'elemento filiforme contro la spira precedente, così da ottenere spire aderenti una all’altra.
A causa delle inevitabili irregolarità nel diametro dell'elemento filiforme, sorge però l'inconveniente che il passo delle spire non è uniforme, influendo negativamente anche sul'avvolgimento degli strati successivi della bobina. Una variante del suddetto metodo, descritto ad esempio nella domanda di brevetto VI2007A0001 12 a nome del depositante del presente trovato, prevede di depositare l'elemento filiforme sul rocchetto secondo una traiettoria regolare prestabilita.
Questo viene ottenuto mantenendo l'elemento filiforme teso ed in contatto con il corpo di guida e spostando quest’ultimo con un moto prefissato lungo la direzione dell 'asse longitudinale del rocchetto, così da stabilire con precisione il punto di deposito dell’elemento filiforme.
In particolare, il corpo di guida viene spostato con un moto intermittente, in modo che da avvolgere l’elemento filiforme in spire parzialmente circolari, giacenti su piani ortogonali all’asse longitudinale del rocchetto e tra loro equidistanti. In questo modo, gli avvallamenti definiti tra ciascuna coppia di spire adiacenti del primo strato fungono da altrettante guide per le spire del secondo strato che, pertanto, assumono anch’esse configurazioni circolari ed equidistanti tra loro.
Di conseguenza, vantaggiosamente, il metodo appena descritto consente di ottenere avvolgimenti molto regolari, con elevata densità di spire ed esteticamente molto ordinati. Tuttavia, questo metodo presenta un inconveniente derivante dal fatto che, soprattutto quando l’elemento filiforme è un cavo elettrico, esso presenta un intrinseco attorcigliamento per effetto delle precedenti fasi di produzione.
L'elemento filiforme tende a recuperare almeno in parte il suddetto attorcigliamento dopo essere stato depositato sul rocchetto, ruotando attorno al proprio asse.
Poiché l’elemento filiforme non scivola facilmente sul rocchetto, soprattutto quando l’elemento filiforme e/o il rocchetto è in gomma o in analoghi materiali con elevato attrito, la suddetta rotazione provoca lo spostamento dell’elemento filiforme e, quindi, delle spire, rispetto alla posizione di deposito.
Di conseguenza, sorge l'inconveniente che le spire diventano irregolari, con ripercussioni sugli strati successivi e causando scavalcamenti tra due spire adiacenti dello stesso strato.
Il suddetto inconveniente impedisce l'ottenimento di una bobina con elevata densità di avvolgimento.
Il presente trovato si prefigge lo scopo di superare tutti i suddetti inconvenienti appartenenti all'arte nota.
In particolare, è scopo del presente trovato realizzare una macchina avvolgitrice operante mediante un metodo di avvolgimento che consenta di ottenere spire regolari con qualsiasi tipo di elemento filiforme e di rocchetto.
Lo scopo detto è raggiunto da una macchina avvolgitrice secondo la rivendicazione principale.
Ulteriori caratteristiche di dettaglio del trovato vengono riportate nelle relative rivendicazioni dipendenti.
In particolare, la macchina del trovato è configurata per operare secondo un metodo che prevede di avvolgere almeno in parte ciascuna spira e, successivamente, di spingerla per spostarla verso la spira precedente in una posizione predefinita.
In altre parole, la spinta avviene a valle del punto di deposito dell'elemento filiforme sul rocchetto.
Questo consente di scaricare l’attorcigliamento dell'elemento filiforme nel tratto compreso tra il punto di deposito ed il punto in cui avviene la spinta, così da evitare che l’attorcigliamento si manifesti successivamente alla spinta, quando non può più essere corretto.
Pertanto, vantaggiosamente, il metodo del trovato consente di ottenere un primo strato di spire più regolare rispetto a quanto è ottenibile con i metodi noti, indipendentemente dal tipo di elemento filiforme e di rocchetto.
Vantaggiosamente, la regolarità del primo strato influisce positivamente sugli strati successivi, consentendo di ottenere bobine ad elevata densità di avvolgimento.
Ancora vantaggiosamente, le suddette bobine sono esteticamente più ordinate ed incontrano meglio le esigenze dell'impiego industriale al quale le suddette bobine vengono spesso destinate.
Lo scopo ed i vantaggi detti, assieme ad altri che verranno meglio evidenziati in seguito, si comprenderanno durante la descrizione di una preferita forma esecutiva della macchina del trovato, che viene data a titolo limitativo ma non limitativo con riferimento alle tavole di disegno allegate, dove:
- la fig. 1 rappresenta una fase del metodo di avvolgimento utilizzato dalla macchina del trovato, in vista assonometrica;
- la fig. 2 rappresenta la situazione di fig. 1 , in vista laterale;
- le figg. da 3 a 11 rappresentano diverse fasi del metodo di avvolgimento del trovato, in vista in pianta;
- la fig. 12 rappresenta un dettaglio sezionato della fig. 11. Come si osserva in fig. 1 , il metodo di avvolgimento del trovato prevede di avvolgere l'elemento filiforme 1 sulla superficie periferica 2a di un rocchetto 2, per definire un primo strato 13 di spire 4 tra loro affiancate ed in successione.
E' evidente che il suddetto metodo si adatta ad elementi filiformi ed a rocchetti di materiali e dimensioni qualsivoglia. II metodo prevede di spingere ciascuna spira verso la spira precedente in modo da disporre le spire 4 a distanze crescenti con andamento prefissato lungo la direzione definita dal suddetto asse longitudinale X, rispetto ad un piano di riferimento Y ortogonale all'asse longitudinale X del rocchetto 2.
Per semplicità, le figure identificano il suddetto piano di riferimento Y con la superficie della flangia laterale 3a del rocchetto 2, nell'ipotesi esemplificativa e non limitativa che la suddetta flangia 3a sia ortogonale all’asse longitudinale X.
Il suddetto andamento prefissato delle spire può essere qualsivoglia ma, preferibilmente, prevede un passo P predefinito e pari alla larghezza utile del rocchetto L rapportata al diametro D dell’elemento filiforme 1.
Preferibilmente, la suddetta larghezza utile L viene definita come la distanza L’ compresa tra le facce interne delle due flange laterali 3a, 3b del rocchetto 2 meno metà diametro D dell’elemento filiforme 1 , come si può osservare schematicamente in fig. 3.
La suddetta riduzione di mezzo diametro sulla larghezza totale L’ del rocchetto 2 permetterà di sfalsare le spire 4 del secondo strato 14 rispetto a quelle del primo strato 13 in modo che le prime si collochino negli avvallamenti tra le seconde, e così via per gli strati successivi, come descritto in dettaglio nella domanda di brevetto VI2007A0001 12 sopra citata.
Si precisa che, sebbene le figure mostrino le spire 4 addossate l’una all’altra e, quindi, avvolte con un passo P corrispondente al diametro D dell’elemento filiforme 1 , questa configurazione viene riportata per pura semplicità di rappresentazione, pur non essendo la più generale.
Infatti, se il passo P viene calcolato nel modo sopra descritto, è evidente che esso risulterà in genere superiore al diametro D dell’elemento filiforme 1 e che, pertanto, le spire 4 risulteranno distanziate l’una dall'altra, sia pur di poco.
Tuttavia, la suddetta differenza è irrilevante ai fini dell’applicazione del metodo del trovato, il quale infatti può venire realizzato allo stesso modo indipendentemente dalla configurazione e dal passo P delle spire 4.
Secondo il trovato e come si vede chiaramente in fig. 6, ciascuna spira 4 viene spinta nella posizione prefissata dopo essere stata avvolta attorno al rocchetto 2 per almeno una sua parte 9.
In questo modo, l'elemento filiforme 1 può scaricare l’eventuale attorcigliamento nella parte di spira già avvolta che, preferibilmente, corrisponde al tratto 9 compreso tra il punto di deposito 7 dell'elemento filiforme 1 sul rocchetto ed il punto 8 dove avviene la suddetta spinta.
Questo evita che l’attorcigliamento si scarichi a valle del punto di spinta 8, provocando uno spostamento non più correggibile dell'elemento filiforme 1 rispetto alla sua traiettoria teorica.
Di conseguenza, il metodo del trovato raggiunge lo scopo di ottenere il prefissato andamento delle spire 4 nel primo strato 13 del'avvolgimento con qualsiasi tipo di elemento filiforme l e di rocchetto 2.
Vantaggiosamente, poiché il primo strato 13 deM'avvolgimento funge da supporto e da guida per gli strati successivi, il suo andamento regolare determina anche la regolarità degli strati successivi, come si può vedere dalle figg. 11 e 12.
Il suddetto metodo può venire eseguito ad esempio mediante una macchina del tipo descritto nella domanda di brevetto VI2007A0001 12, i cui componenti principali vengono illustrati schematicamente in fig. 1.
In particolare, è presente un corpo di guida 11 disposto a ridosso dell’elemento filiforme 1 in corrispondenza di un punto di contatto corrispondente al suddetto punto di spinta 8.
Vantaggiosamente, il suddetto corpo di guida 11 realizza la spinta dell’elemento filiforme 1 in modo continuo durante l'avvolgimento e contemporaneamente a quest’ultimo.
Preferibilmente, la parte 9 di ciascuna spira avvolta prima di ricevere la spinta presenta un'estensione angolare 9a di almeno 180°.
Vantaggiosamente, il suddetto valore dell’ampiezza angolare 9a comprende un tratto 9 di elemento filiforme 1 sufficientemente lungo da consentire il completo scarico dell'attorcigliamento.
In particolare, nella preferita forma esecutiva illustrata nelle figure, l’estensione angolare 9a è prossima all’angolo giro, come si vede chiaramente in fig. 2.
Vantaggiosamente, questo valore di ampiezza angolare è compatibile con una macchina avvolgitrice del tipo sopra menzionato, il cui corpo di guida 11 è quasi allineato al punto di deposito 7 dell'elemento filiforme 1 e, quindi, in ritardo di quasi un angolo giro rispetto a quest’ultimo, come si osserva nelle figg. 1 e 2.
Evidentemente, il metodo del trovato presenta il vantaggio di essere realizzabile con una qualsivoglia macchina nota opportunamente configurata, purché provvista di un dispositivo per spingere le spire 4 in corrispondenza di un punto di spinta 8 disposto a valle del punto di deposito 7. Preferibilmente ma non necessariamente, ciascuna spira 4 viene spinta in modo da disporne una prima porzione 5 ad una distanza costante rispetto al piano di riferimento Y e la seconda porzione 6 rimanente ad una distanza crescente dal piano di riferimento Y stesso, come si osserva in fig. 8.
In particolare, la distanza della suddetta seconda porzione 6 di ciascuna spira dal piano di riferimento Y aumenta complessivamente di un valore pari al passo predefinito P delle spire.
Pertanto, si comprende che ciascuna spira 4 presenta la prima porzione 5 avvolta secondo un arco di cerchio giacente su un piano parallelo al piano di riferimento Y e devia verso la spira successiva in corrispondenza della seconda porzione 6.
Di conseguenza gli avvallamenti compresi tra coppie di spire consecutive, indicati nelle figg. 11 e 12 con il riferimento 15, avranno anch'essi un andamento circolare parallelo al piano di riferimento Y, almeno nella parte definita dalle prime porzioni 5 delle spire 4.
Quindi, la suddetta configurazione delle spire 4 consente vantaggiosamente di ottenere un avvolgimento regolare anche per gli strati successivi al primo.
Preferibilmente, la seconda porzione 6 di ciascuna spira 4 presenta un'estensione angolare 6a compresa tra 30°e 60°, come si osserva nelle figg. 8-11.
II suddetto intervallo coniuga l’esigenza di massimizzare l’estensione della porzione circolare 5 di ciascuna spira 4 con l’esigenza opposta di limitare la deviazione dell'elemento filiforme 1 nella seconda porzione 6, un cui valore eccessivo causerebbe inaccettabili deformazioni dell'elemento filiforme 1 stesso e movimenti delle spire 4 già avvolte.
In generale, per elementi filiformi poco flessibili e di diametro elevato è consigliabile utilizzare estensioni angolari 6a nella zona superiore del suddetto intervallo, mentre i valori inferiori possono adattarsi ad elementi filiformi molto flessibili e di diametro ridotto.
Il metodo prevede l’ulteriore operazione di avvolgere almeno una spira 4’ con un passo P’ maggiorato rispetto al passo predefinito P sopra menzionato, come rappresentato nelle figg. 4 e 5.
Preferibilmente, la spira 4’ viene ottenuta spostando il punto di deposito 7 dell'elemento filiforme 1 in anticipo rispetto alla posizione teorica corrispondente ad un avvolgimento con passo predefinito P.
L’avvolgimento della spira 4’ come sopra descritto crea una dislocazione 16 tra almeno una parte della spira 4’ stessa e la spira precedente lungo la direzione definita dell’asse longitudinale X del rocchetto 2.
La dislocazione 16 consente di mantenere una distanza tra l’elemento filiforme 1 depositato e le spire 4 già formate, così da poter poi spingere l’elemento filiforme 1 verso la spira precedente per disporlo con l’andamento prefissato, come sopra descritto.
Ancora vantaggiosamente, la dislocazione 16 consente un movimento spontaneo dell'elemento filiforme 1 rispetto alla spira precedente, così da favorire lo scarico di eventuali attorcigliamenti prima di esercitare la spinta.
La spinta sull'elemento filiforme 1 può venire effettuata disponendo il corpo di guida 11 in contatto con l’elemento filiforme 1 in corrispondenza della dislocazione 16, come illustrato in fig. 6.
Preferibilmente, l’ampiezza complessiva della dislocazione 16 secondo la direzione dell’asse del rocchetto 2 è superiore rispetto alla larghezza del corpo di guida 11 , così che quest’ultimo possa infilarsi nella dislocazione 16 stessa e spingere l’ultima spira avvolta senza interferire con il deposito dell'elemento filiforme 1.
Preferibilmente, il metodo del trovato comprende un’ulteriore operazione di svolgimento del tratto di elemento filiforme 1 disposto a valle del punto iniziale 16a della dislocazione 16. Lo svolgimento è particolarmente vantaggioso nella fase finale della formazione del primo strato 13 del’avvolgimento, rappresentata in fig. 10.
Infatti, la spinta sulle ultime spire 4 del primo strato 13 è difficoltosa, dato che le ultime spire si trovano in prossimità della flangia laterale 3b di contenimento del rocchetto 2.
In particolare, l’ingombro assiale del corpo di guida 11 porta quest’ultimo in contatto con la suddetta flangia 3b e, pertanto, esso deve venire ritratto e non può essere utilizzato per le ultime spire 4.
In questo caso, lo svolgimento sopra menzionato consente vantaggiosamente di eliminare la dislocazione 16 per, successivamente, riavvolgere le ultime spire depositando l'elemento filiforme 1 direttamente nella posizione finale e, quindi, senza bisogno della spinta da parte del corpo di guida 11.
Sebbene queste ultime spire non vengano spinte come previsto dal metodo sopra descritto, tuttavia il loro numero è limitato in quanto copre sostanzialmente la larghezza del corpo di guida 1 1 .
Pertanto, eventuali spostamenti di tali spire successivi al loro deposito sul rocchetto 2 sono praticamente ininfluenti sul risultato finale.
Preferibilmente, durante l'intero avvolgimento, il tratto 10 dell'elemento filiforme 1 adiacente al rocchetto 2 viene mantenuto in tensione.
Questo tratto teso 10 consente, vantaggiosamente, di controllare con precisione il punto di deposito 7 dell’elemento filiforme 1 attraverso il controllo dell’incidenza del tratto teso 10 rispetto all’asse longitudinale X del rocchetto 2.
Preferibilmente, la suddetta incidenza è tale da disporre il tratto teso 10 in leggero anticipo rispetto all’ultima spira avvolta per, vantaggiosamente, evitare che l'elemento filiforme 1 la scavalchi.
Ancora vantaggiosamente, il suddetto anticipo evita che il corpo di guida 11 interferisca con l'elemento filiforme 1 , causando scompensi durante l'avvolgimento.
Come si vede nelle figg. 1 e 2, il metodo sopra descritto può venire impiegato in una macchina avvolgitrice di tipo noto, comprendente un gruppo di supporto del rocchetto 2, atto a porre in rotazione quest'ultimo attorno al suo asse longitudinale X, ed una testa di guida 12 dell'elemento filiforme 1 , per mantenerlo in tensione nel tratto 10 adiacente al rocchetto 2.
La testa di guida 12 è configurata per scorrere in direzione parallela all'asse longitudinale X del rocchetto 2, in modo da determinare l'incidenza del tratto teso 10 rispetto all'asse longitudinale X del rocchetto 2 così da definire il punto di deposito 7 dell'elemento filiforme 1 sul rocchetto 2 stesso. La macchina comprende altresì un corpo di guida 11 associato a mezzi di motorizzazione per disporlo a ridosso dell'elemento filiforme 1 durante l’avvolgimento di quest’ultimo.
Una macchina di questo tipo è descritta nella già citata domanda di brevetto VI2007A0001 12.
E’ evidente che il metodo del trovato si può adattare anche a macchine di tipo diverso da quella sopra menzionata, purché atte a realizzare le operazioni previste nel metodo stesso. Operativamente e come rappresentato in fig. 3, l'elemento filiforme 1 viene dapprima fissato sulla superficie periferica 2a del rocchetto 2, preferibilmente infilandone l'estremità 1 a in un foro ricavato nella superficie periferica stessa.
Secondo una variante esecutiva, l’elemento filiforme 1 viene fissato ad un foro della flangia laterale 3a, a ridosso della superficie 2a del rocchetto 2.
Dopo il fissaggio dell’elemento filiforme 1 , il rocchetto 2 viene posto in rotazione attorno al suo asse longitudinale X per avvolgere l'elemento filiforme,
Preferibilmente, in una prima fase che si estende per una parte di giro del rocchetto 2, la testa di guida 12 rimane fissa in modo che il tratto teso 10 dell’elemento filiforme 1 sia allineato alla flangia 3a del rocchetto e venga avvolto secondo una porzione di spira circolare 17, come illustrato in fig. 4.
Vantaggiosamente, la suddetta porzione di spira 17 rende più graduale il successivo contatto tra il corpo di guida 11 e l’elemento filiforme 1 .
Successivamente e come rappresentato nelle figg. 4 e 5, la testa di guida 12 viene spostata nel verso di formazione delle spire Z per una distanza pari al passo maggiorato P’ sopra menzionato, per deviare l’elemento filiforme 1 rispetto alla porzione teorica corrispondente all’avvolgimento con passo predefinito P.
Preferibilmente, il suddetto spostamento interessa una porzione di spira pari almeno a 180°.
Dopo un giro del rocchetto 2, la distanza tra il punto di deposito 7 dell’elemento filiforme 1 ed il punto iniziale 1 a del’avvolgimento lungo l’asse longitudinale X del rocchetto 2 corrisponde al suddetto passo maggiorato P’, come si osserva nelle figg. 6 e 7.
Pertanto, almeno una parte della prima spira individua una dislocazione 16 rispetto al punto iniziale 1 a del’avvolgimento.
Il corpo di guida 11 viene inserito nella suddetta dislocazione 16 e viene mantenuto a ridosso dell’elemento filiforme 1 così da spingerlo verso la spira precedente o, se si tratta della prima spira del’avvolgimento, verso la flangia laterale del rocchetto 2.
E’ pertanto evidente che il punto di spinta 8 in cui avviene il contatto tra l’elemento filiforme 1 ed il corpo di guida 11 si trova a valle del punto di deposito 7 dell'elemento filiforme 1 sul rocchetto 2.
Preferibilmente, la distanza angolare tra i due suddetti punti 7 e 8 è superiore a 270° e, pertanto, il corpo di guida 11 si viene a trovare tra l’ultima spira avvolta ed il tratto teso 10 dell’elemento filiforme 1.
Durante l’avvolgimento delle spire successive, il corpo di guida 11 e la testa di guida 12 vengono spostati progressivamente lungo il verso di formazione delle spire Z.
Per quanto concerne il corpo di guida 11 , il suo spostamento avviene preferibilmente ad intermittenza, mantenendolo fisso in corrispondenza della prima porzione 5 di ciascuna spira e spostandolo di una distanza pari al passo predefinito P nella rimanente seconda porzione 6.
In questo modo, la seconda porzione 6 della spira assume un andamento elicoidale che dispone l’elemento filiforme nella posizione corrispondente al punto iniziale della spira successiva.
Preferibilmente, la testa di guida 12 viene spostata con lo stesso movimento del corpo di guida 11 e viene mantenuta in leggero anticipo rispetto al punto di deposito 7.
Data la presenza della spira di passo maggiorato P\ la testa di guida 12 e, conseguentemente, il punto di deposito 7 si trovano sempre in anticipo rispetto al punto di spinta 8 lungo il verso di formazione delle spire Z.
Come si osserva in fig. 8, il suddetto anticipo viene conservato per le spire successive, in quanto il corpo di spinta 11 e la testa di guida 12 si spostano entrambi, ad ogni giro del rocchetto 2, di una distanza pari al passo predefinito P nel verso di formazione delle spire Z.
Di conseguenza, anche la dislocazione 16 si sposta nel verso di formazione delle spire Z, rimanendo sempre compresa tra il punto di deposito 7 ed il punto di spinta 8. La sincronia sopra menzionata tra i movimenti del corpo di guida 11 e della testa di guida 12 consente di mantenere sempre la stessa ampiezza della dislocazione 16, con il vantaggio di evitare possibili contatti tra l’elemento filiforme ed il corpo di guida, che potrebbero interferire con il corretto avvolgimento.
Preferibilmente, la suddetta sincronia viene ottenuta montando il corpo di guida 11 e la testa di guida 12 su uno stesso dispositivo di trascinamento, non illustrato nei disegni ma di per sé noto.
La presenza di un solo dispositivo di trascinamento di entrambi i componenti consente, vantaggiosamente, di limitare la complessità meccanica ed il numero di azionamenti della macchina.
In prossimità delle ultime spire 4, il punto di deposito 7 raggiunge l’estremità opposta del rocchetto 2 ed il tratto teso 10 dell’elemento filiforme 1 giunge a contatto con la flangia laterale 3b del rocchetto 2.
In questa situazione, illustrata in fig. 9, il corpo di guida 11 viene allontanato per evitare che arrivi a contatto con la spira successiva e con la flangia laterale 3b.
Successivamente, il rocchetto 2 viene fatto ruotare in senso opposto fino a svolgere la porzione di elemento filiforme 1 a valle del punto di inizio della dislocazione 16, la quale pertanto viene eliminata, come si osserva in fig. 10.
Si procede quindi al'avvolgimento delle ultime spire 4, preferibilmente spostando la testa di guida 12 con lo stesso moto intermittente sopra descritto ma mantenendola in leggero ritardo rispetto al punto di deposito 7, così che le ultime spire vengano depositate addossate alle precedenti. Come accennato in precedenza, il passo predefinito P delle spire viene stabilito preferibilmente in modo che la porzione circolare 5 dell'ultima spira si disponga, rispetto alla flangia laterale 3b, ad una distanza pari alla metà del diametro D dell'elemento filiforme 1.
In questo modo, al termine dell'avvolgimento dell'ultima spira, l'elemento filiforme 1 la scavalca portandosi a contatto con la flangia laterale 3b del rocchetto 2.
Durante questa fase, il tratto teso 10 dell’elemento filiforme 1 viene mantenuto preferibilmente allineato al piano definito dall’ultima spira avvolta.
A questo punto e come illustrato in fig. 12, le spire 4 del secondo strato 14 dell 'avvolgimento si dispongono spontaneamente negli avvallamenti compresi tra le spire del primo strato 13, rendendo superfluo l’uso del corpo di guida 1 1 .
Durante l'avvolgimento del secondo strato 14 e degli strati successivi, la testa di guida 12 viene spostata nella direzione Z’ opposta rispetto a quella corrispondente allo strato precedente, preferibilmente con un moto a velocità costante e in una posizione tale da mantenere il tratto teso 10 ortogonale rispetto all’asse X del rocchetto 2.
Preferibilmente ma non necessariamente, la testa di guida 12 è pure provvista di un sensore per rilevare l'incidenza del tratto teso, non rappresentato ma di tipo di per sé noto, il quale fornisce ai dispositivi di controllo della testa di guida 12 una retroazione per ottenere una maggior precisione di movimento di quest’ultima.
Per quanto sopra detto, si comprende che la macchina operante secondo il metodo sopra descritto raggiunge lo scopo prefissato.
Infatti, la spinta dell'elemento filiforme effettuata successivamente al suo deposito sul rocchetto consente di ottenere un posizionamento più preciso dell'elemento filiforme sul rocchetto stesso.
Pertanto, è possibile ottenere spire con un andamento più preciso rispetto a quanto consentito dall'arte nota.
In particolare, è possibile ottenere spire almeno parzialmente circolari e a distanza costante rispetto ad un piano di riferimento ortogonale all'asse longitudinale del rocchetto.
11 suddetto andamento, ripetuto dagli strati successivi, consente di ottenere una bobina ordinata e con un'elevata densità di avvolgimento.
In fase esecutiva, alla macchina oggetto del trovato potranno essere apportate modifiche o varianti che, quantunque, non descritte e non rappresentate nei disegni, qualora dovessero rientrare nell'ambito delle rivendicazioni che seguono si dovranno ritenere protette dal presente brevetto.
Claims (6)
- RIVENDICAZIONI 1 ) Macchina avvolgitrice di un elemento filiforme (1 ) in bobina, comprendente: - un gruppo di supporto di un rocchetto (2), configurato per porre in rotazione detto rocchetto attorno al suo asse longitudinale (X) per avvolgere detto elemento filiforme (1 ) sulla superficie periferica (2a) di detto rocchetto (2) in modo tale da definire una successione di spire (4) tra loro affiancate; - una testa di guida (12) per detto elemento filiforme (1 ), configurata per mantenere detto elemento filiforme (1 ) in tensione in un tratto (10) adiacente detto rocchetto (2) e per scorrere in direzione parallela a detto asse longitudinale (X) in modo da determinare l'incidenza di detto tratto teso (10) rispetto a detto asse longitudinale (X): - un corpo di guida (1 1 ), associato a mezzi di motorizzazione atti a disporre detto corpo di guida (11 ) a ridosso di detto elemento filiforme (1 ) durante l'avvolgimento attorno a detto rocchetto (2) in modo tale da spingere ciascuna di dette spire (4) verso la spira precedente; detta macchina avvolgitrice essendo configurata in modo da: - movimentare detto corpo di guida (1 1 ) durante l'avvolgimento di detto elemento filiforme (1 ) per spingere ciascuna di dette spire (4) verso la spira precedente dopo che detta spira (4) è stata almeno parzialmente avvolta ed in modo tale da disporre dette spire (4), rispetto ad un piano di riferimento (Y) ortogonale all’asse longitudinale (X) di detto rocchetto (2), a distanze crescenti con andamento prefissato lungo la direzione definita da detto asse longitudinale (X), e tale che ciascuna di dette spire (4) individui una prima porzione (5) la cui distanza rispetto a detto piano di riferimento (Y) è costante ed una seconda porzione (6) rimanente in cui detta distanza è crescente di un valore complessivo pari ad un passo predefinito (P); - movimentare detta testa di guida (12) durante l'avvolgimento di detto elemento filiforme (1 ) in modo tale che almeno una di dette spire (4’) presenti un passo (P’) maggiorato rispetto a detto passo predefinito (P), per creare una dislocazione assiale (16) tra almeno una parte di detta spira (4') e la spira precedente; quando detto tratto teso (10) raggiunge un'estremità di detto rocchetto (2), invertire il senso di rotazione di detto rocchetto (2) in modo tale da svolgere l’elemento filiforme (1 ) avvolto a valle rispetto al punto iniziale (16a) di detta dislocazione (16)..
- 2) Macchina secondo la rivendicazione 1 ) caratterizzata dal fatto di essere configurata in modo tale che la parte di spira (9) avvolta prima di detta spinta presenta un’estensione angolare almeno pari a 180°.
- 3) Macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 ) o 2) caratterizzata dal fatto di essere configurata in modo tale che detta spinta avviene in modo continuo durante detto avvolgimento.
- 4) Metodo secondo la rivendicazione 1 ) caratterizzato dal fatto di essere configurata in modo tale che detta seconda porzione (6) presenta un’estensione angolare (6a) compresa tra 30° e 60°.
- 5) Metodo secondo la rivendicazione 1 ) caratterizzata dal fatto di essere configurata in modo tale che detta spinta avviene in corrispondenza di detta dislocazione (16).
- 6) Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto di essere configurata in modo tale che, durante almeno una parte di detto avvolgimento, un tratto (10) di detto elemento filiforme (1 ) adiacente a detto rocchetto (2) viene mantenuto in tensione ed in anticipo rispetto alle spire (4) avvolte.
Priority Applications (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| ITVI20120007 ITVI20120007U1 (it) | 2012-02-03 | 2012-02-03 | Macchina per l'avvolgimento di un elemento filiforme in bobina |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| ITVI20120007 ITVI20120007U1 (it) | 2012-02-03 | 2012-02-03 | Macchina per l'avvolgimento di un elemento filiforme in bobina |
Publications (1)
| Publication Number | Publication Date |
|---|---|
| ITVI20120007U1 true ITVI20120007U1 (it) | 2013-08-04 |
Family
ID=46834442
Family Applications (1)
| Application Number | Title | Priority Date | Filing Date |
|---|---|---|---|
| ITVI20120007 ITVI20120007U1 (it) | 2012-02-03 | 2012-02-03 | Macchina per l'avvolgimento di un elemento filiforme in bobina |
Country Status (1)
| Country | Link |
|---|---|
| IT (1) | ITVI20120007U1 (it) |
-
2012
- 2012-02-03 IT ITVI20120007 patent/ITVI20120007U1/it unknown
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