ITVI20130121A1 - Procedimento per il trattamento di decatissaggio e stabilizzazione in continuo di un materiale tessile - Google Patents

Procedimento per il trattamento di decatissaggio e stabilizzazione in continuo di un materiale tessile Download PDF

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ITVI20130121A1
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    • D06C15/06Calendering, pressing, ironing, glossing or glazing textile fabrics between rollers and co-operating moving surfaces formed of flexible material, e.g. bands
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  • Textile Engineering (AREA)
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Description

DESCRIZIONE
dell’ invenzione avente per TITOLO “Procedimento per il trattamento di decatissaggio e stabil izzazione i n continuo di un materiale tessile”
Il presente trovato riguarda un procedimento ed una macchina per il trattamento di decatissaggio e di stabilizzazione in continuo di un materiale tessile, secondo la parte generale della rivendicazione 1 .
Tra le varie lavorazione industriali che subisce un tessuto in pezza è presente un trattamento di finissaggio, noto con il nome di “decatissaggio”, applicato principalmente a tessuti di lana, misti o di misto lana, che ha Io scopo di conferire al materiale tessile particolari proprietà sia tecniche che estetiche, quali la stabilità dimensionale, la “mano” liscia ed un piacevole aspetto.
Operativamente, il trattamento di decatissaggio consiste, sostanzialmente, nel trattare il tessuto con vapore saturo a pressioni e temperature prestabilite ed, immediatamente di seguito, nel sottoporlo ad una fase di asciugatura.
Allo stato attuale della tecnica l’azione di asciugatura prevede un repentino raffreddamento del tessuto ottenuto tramite una corrente d’aria la quale, attraversando le maglie del materiale, asporta ed espelle il vapore acqueo contento al suo interno.
Costruttivamente, sempre allo stato della tecnica, il flusso d’aria che attraversa il tessuto viene movimentato tramite un’azione di “sottovuoto”, che aspira l’aria da una parte all’altra della pezza in tessuto.
A titolo di esempio si cita una prima macchina descritta del documento brevettale EP 0 293 028, dove il trattamento di decatissaggio in continuo del tessuto si realizza tramite un cilindro riscaldato a vapore sul quale viene parzialmente avvolta, direttamente a contatto con la superficie laterale, una prima sottopezza in materiale tessile, su detta prima sottopezza essendo avvolto il tessuto da trattare e su questo essendo avvolta una seconda sottopezza in materiale tessile.
Nell’apparecchiatura sono presenti mezzi per la movimentazione delle sottopezze, quali mezzi per la centratura ed, in particolare, per la messa in tensione, in modo da generare la necessaria pressione delle sottopezze e del tessuto contro il cilindro riscaldato.
Inoltre, nella zona di avvolgimento delle sottopezze e del tessuto attorno al tamburo, è inserita una vasca a tenuta alimentata con vapore saturo sotto pressione e munita di tenute perimetrali costituite da una guarnizione gonfiabile che spinge un pattino contro la parete esterna della seconda sottopezza (quella più esterna) per impedire la fuoriuscita del vapore in modo da assicurare un trattamento del tessuto a pressione e temperatura prestabilite.
Sempre in tale macchina, successivamente al trattamento con vapore sotto pressione, sia il tessuto che le due sottopezze si avvolgono parzialmente su un cilindro munito di una parete laterale forata e la cui cavità interna è collegata ad un aspiratore; in tal modo il flusso d’aria aspirato attraversa le sottopezze ed il tessuto, provocando così un rapido raffreddamento, con conseguente stabilizzazione del tessuto stesso.
Sempre a titolo di esempio si cita (come descritto nel documento brevettuale sopra EP 1 010 797) una seconda macchina per il decatissaggio in continuo munita dei mezzi di movimentazione, per la centratura ed il tensionamento della seconda sottopezza e dove la pressione del vapore nella vasca viene garantita da particolari tenute perimetrali che si caratterizza per il fatto di comprendere uno o più dispositivi in grado di formare un flusso d’aria per la stabilizzazione del tessuto e posizionati in una seconda zona prescelta sul cilindro riscaldato.
Tali dispositivi sono costituiti da un o più aperture, con luce di passaggio disposta esternamente alla seconda sottopezza (quella più esterna) e dove la direzione del suddetto flusso risulta tangente ed a contatto con la superficie di detta sottopezza.
Dette aperture sono a loro volta collegate ad un aspiratore in grado di formare un flusso d’aria con direzione sostanzialmente tangenziale alla parete esterna del cilindro riscaldato.
All’atto pratico le macchine sopra citate, così come altre già in funzione, presentano numerosi inconvenienti che rendono difficoltosa l’operazione di trattamento del tessuto.
Nello specifico, un primo inconveniente deriva dalla complessa e costosa realizzazione della macchina, a cui va aggiunto un elevato costo di esercizio e di manutenzione.
Un secondo inconveniente deriva dalla scarsa capacità di eliminazione dell’umidità, sia sul tessuto, che nella seconda sottopezza, nella zona successiva alla vasca di vaporizzazione, individuata sul cilindro riscaldato.
In particolare la macchina descritta nel documento brevettale EP 1 010 797, pur assolvendo alle sue funzioni in modo soddisfacente, manifesta forti limiti al suo utilizzo a causa del repentino deterioramento della seconda sottopezza, dovuto al continuo strisciamento, con contatto diretto, con te aperture dei dispositivi preposti alla formazione del flusso d’aria.
Scopo del presente trovato è la realizzazione di un procedimento e di una macchina per il trattamento di decatissaggio e di stabilizzazione in continuo di un materiale tessile che risultino privi degli inconvenienti manifestati, rispettivamente dai procedimenti e dalle macchine consimili di tipo noto.
Tale scopo è raggiunto con una macchina dove il trattamento di decatissaggio si realizza con una prima fase, consistente nel riscaldamento a vapore del tessuto, che avviene secondo modalità in sé note, mentre la fase successiva, che consiste nell’ 'asciugatura del tessuto per asportare, mediante evaporazione, il vapore acqueo contenuto nelle fibre, avviene con l’impiego di una fonte di calore esterna e non posta in contatto con la seconda sottopezza.
All’atto pratico, tale nuova soluzione operativa, che costituisce la caratteristica di novità sia del procedimento che della macchina, ha sconfitto un pregiudizio tecnico, diffuso fra i costruttori di macchine per il trattamento dei tessuti.
In buona sostanza i progettisti ritengono che l’azione di asciugatura del tessuto trattato con vapore realizzata mediante riscaldamento diretto risulti troppo “forte”, al punto da danneggiare le fibre e di compromettere il risultato finale; in particolare tale azione impedirebbe di conferire al tessuto la voluta stabilità dimensionale mentre, di contro, un ottimale risultato sarebbe ottenuto con un raffreddamento “più dolce”, tramite una corrente d’aria che, attraversando le maglie del tessuto, asporta la componente umida.
Prove di laboratorio e l’utilizzo diretto della macchina di cui al trovato nei cicli di lavoro hanno invece dimostrato che l’impiego, opportunamente regolato del riscaldamento del tessuto, in alternativa all’aspirazione dell’aria del riscaldamento, comporta dei risultati inattesi.
Le ragioni di tali risultati positivi sono, sostanzialmente, riconducibili al fatto che:
- l’impiego di un apparecchio riscaldante (una volta accertato che il calore non danneggia il materiale) è costruttivamente più semplice e consente un notevole risparmio sui costi di produzione e sui consumi di energia, rispetto al metodo che impiega un cilindro aspiratore o ai metodo che impiega dispositivi in grado di formare un flusso d’aria;
- con l’impiego di un apparecchio riscaldante si evita qualsiasi contatto diretto con la sottopezza; nello specifico, non impiegando flussi d’aria non è neppure necessario realizzare delle camere d’aria dove, per garantire aspirazione, è richiesta l’applicazione di tenute che strisciano sulla seconda sottopezza la quale, a causa dell’attrito, viene rapidamente deteriorata.
Il trovato verrà meglio compreso e definito mediante la descrizione di una sua possibile forma di realizzazione, resa a solo titolo di esempio non limitativo, dove: la fig. 1 rappresenta una vista in elevazione e sezionata della macchina di cui al trovato.
Come visibile nella figura, la macchina per il decatissaggio in continuo di materiali tessili è costituita sostanzialmente da un cilindro 1 in acciaio, sulla cui parete laterale cromata 2 è avvolto un manicotto 3, in materiale tessile, definito con il termine di “sottopezza inferiore”.
Il tessuto 4, alimentato da un rullo motorizzato, e non rappresentato, si avvolge sul manicotto 3.
Sul tessuto 4 si avvolge un ulteriore manicotto ad anello chiuso 5, definito con il termine di “sottopezza superiore”.
il tessuto 4 e la sottopezza superiore 5 sono comandati ad avanzare, accoppiati ed in pari con il cilindro 1, da un rullo motorizzato 6 di testa e si svolgono e si separano dopo un rullo motorizzato 7, che ha una velocità angolare maggiore della velocità angolare del rullo 6, per conferire alla sottopezza 5 una tensione che va a comprimere il tessuto 4 contro la sottopezza inferiore 3.
Il tessuto 4 e la sottopezza superiore 5 avvolgono il cilindro 1 per un’ampiezza angolare di circa 270°.
Nella zona inferiore del cilindro 1, esterna e prossima alla parete laterale 2, è posizionata una camera semicilindrica 8, munita di guarnizioni perimetrali di tenuta 9, che ha la funzione di una vasca semicilindrica, dove viene inviato del vapore acqueo saturo a pressione e temperatura prestabilite, per realizzare la prima fase del trattamento del tessuto.
Quanto sopra descritto è in sé noto, mentre la novità del trovato riguarda la seconda fase del trattamento, ovvero le modalità di asciugatura per la stabilizzazione definitiva del tessuto che si svolge dal cilindro 1 .
La macchina si caratterizza per il fatto che il dispositivo, indicato complessivamente con il riferimento 10, destinato ad eliminare l'umidità presente nel tessuto 4, è costituito da una sorgente di calore disposta immediatamente in posizione successiva alla vasca di trattamento con vapore 8 del tessuto 4.
Nello specifico, detto dispositivo 10, in grado di irradiare calore in prossimità del tessuto 4 e della sottopezza superiore 5 è posizionato in una seconda zona 1 1 , collocata in corrispondenza del terzo quarto del cilindro 1, nel verso di avanzamento del tessuto.
Costruttivamente, il calore può essere generato con vari dispostivi, dalle piastre radianti per un riscaldamento per conduzione, all’ impiego di resistori elettrici corazzati per un riscaldamento a convezione d’aria fino all’impiego dei radiatori a raggi infrarossi per un riscaldamento per irraggiamento.
In buona sostanza, il dispositivo di riscaldamento 10 può essere costituito da una fonte di calore di qualunque tipo, purché atta allo scopo, il cui apparato non risulti a contatto con la sottopezza 5.
Nello specifico, il migliore metodo di riscaldamento si è dimostrato quello a raggi infrarossi, in quanto Γ equipaggiamento a raggi infrarossi, oltre ad una semplice e rapida messa in servizio consente, meglio di altri sistemi, di regolare i parametri di funzionamento, come temperatura e tempo di esposizione all’ irraggiamento, i quali, vengono definiti con un calcolo matematico puramente teorico che, però, all’atto pratico, devono essere modificati per adattarli alla tipologia, al colore, allo spessore, all'umidità ed alle caratteristiche superficiali dello specifico materiale in lavorazione.
Il trovato così concepito è suscettibile di modifiche e varianti ed i suoi dettagli costruttivi possono essere sostituiti con elementi tecnicamente equivalenti, purché il tutto rientri nel concetto inventivo definito dalle seguenti rivendicazioni.

Claims (7)

  1. RIVENDICAZIONI 1. PROCEDIMENTO PER IL TRATTAMENTO DI DECATISSAGGIO E STABILIZZAZIONE IN CONTINUO DI UN MATERIALE TESSILE, principalmente tessuti di lana, misti o di misto lana, per conferire al materiale trattato particolari proprietà sia tecniche che estetiche, quali la stabilità dimensionale, la “mano” liscia ed un piacevole aspetto, detto procedimento prevedendo una prima fase dove il tessuto viene trattato con vapore saturo a pressioni e temperature prestabilite ed, immediatamente di seguito, una seconda fase che asporta ed espelle il vapore acqueo dalle fibre per Easciugatura del tessuto, detto procedimento caratterizzandosi per il fatto che la fase di asciugatura si realizza mediante una fonte di calore (10), che va a riscaldare ed asciugare il tessuto (4), una sottopezza superiore (5) e, quando è presente, anche una sottopezza inferiore (3), che avanzano assieme ed in pari con il cilindro (1 ) sul quale sono avvolti.
  2. 2. MACCHINA PER IL TRATTAMENTO DI DECATISSAGGIO E STABILIZZAZIONE IN CONTINUO DI UN MATERIALE TESSILE, operante secondo la rivendicazione 1, del tipo costituita da un cilindro ( 1) in acciaio sulla cui parete laterale cromata (2), eventualmente ricoperta da un manicotto o sottopezza inleriore(3), in materiale tessile, si avvolge il tessuto (4), sul quale si avvolge un ulteriore manicotto ad anello chiuso o sottopezza supcriore (5), detto tessuto (4) e detta sottopezza superiore (5) essendo comandati ad avanzare, accoppiati ed in pari con il cilindro (1 ), da un rullo motorizzato (6) di testa e si svolgono e si separano dopo un rullo motorizzato (7), che ha una velocità angolare maggiore della velocità angolare del rullo (6), per conferire alla sottopezza (5) una tensione che va a comprimere il tessuto (4) contro la sottopezza inferiore (3), detto tessuto (4) e detta sottopezza superiore (5) avvolgendosi sul cilindro { ] ) per un’ampiezza angolare di circa 270°, in una prima zona, posta nella parte inferiore del cilindro (l), esterna e prossima alla parete laterale (2), essendo posizionata una camera semicilindrica (8), munita di guarnizioni perimetrali di tenuta (9) che ha la funzione di una vasca semicilindrica dove viene inviato del vapore acqueo saturo a pressione e temperatura prestabilite, che va a trattare il tessuto compreso fra il cilindro (I ) e la sottopezza (5) o fra le due sottopezze (3, 5), detta macchina caratterizzandosi per il fatto che il dispositivo (IO), destinato ad eliminare l’umidità presente nel tessuto (4) è costituito da una sorgente di calore disposta a valle della vasca di trattamento mediante vapore (8) del tessuto (4).
  3. 3. MACCHINA PER IL TRATTAMENTO DI DECATISSAGGIO E STABILIZZAZIONE IN CONTINUO DI UN MA TERIALE TESSILE, secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che il dispositivo (I O), in grado di irradiare calore in prossimità del tessuto (4) e della sottopezza superiore (5) è posizionato in una seconda zona (1 1), collocata in corrispondenza del terzo quarto del cilindro (l), nel verso di avanzamento del tessuto (4).
  4. 4. MACCHINA PER IL TRATTAMENTO DI DECATISSAGGIO E STABILIZZAZIONE IN CONTINUO DI UN MATERIALE TESSILE, secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che il dispositivo di riscaldamento (IO) è costituito da piastre radianti per un riscaldamento per conduzione delle sottopezze e del tessuto.
  5. 5. MACCHINA PER IL TRATTAMENTO DI DECATISSAGGIO E STABILIZZAZIONE IN CONTINUO DI UN MA TERIALE TESSILE, secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che il dispositivo di riscaldamento (10) è costituito da resistori elettrici corazzati per un riscaldamento a convezione.
  6. 6. MACCHINA PER IL TRATTAMENTO DI DECATISSAGGIO E STABILIZZAZIONE IN CONTINUO DI UN MATERIALE TESSILE, secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che il dispositivo di riscaldamento (10) è costituito da radiatori a raggi infrarossi per un riscaldamento per irraggiamento.
  7. 7. MACCHINA PER IL TRATTAMENTO DI DECATISSAGGIO E STABILIZZAZIONE IN CONTINUO DI UN MATERIALE TESSILE, secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che il dispositivo di riscaldamento ( 10) è costituito da qualsiasi mezzo di riscaldamento il cui apparato non è posto in contatto con la sottopezza (5).
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