CH688823A5 - Procedimento e dispositivo per il convogliamento di articoli, particolarmente per impianti automatici di confezionamento. - Google Patents
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Description
La presente invenzione si riferisce ad un procedimento per il convogliamento di articoli alimentati in rispettive linee di flusso affiancate fra loro.
L'invenzione è stata sviluppata con particolare attenzione al possibile impiego nell'ambito degli impianti per il confezionamento automatico di prodotti, quali prodotti alimentari, ad esempio prodotti dolciari.
In tale contesto applicativo, insorge abbastanza di frequente il problema di smistare il flusso di articoli proveniente da rispettive stazioni sorgente verso ulteriori stazioni di trattamento situate a valle nel verso del flusso degli articoli. Ad esempio, le stazioni sorgente possono essere macchine inscatolatrici in cui prodotti quali merendine, biscotti, ecc., confezionati in buste flessibili (flow-pack) vengono inseriti a gruppi in rispettive scatole. Le ulteriori stazioni di trattamento possono essere, ad esempio, macchine incartatrici in cui ciascuna scatola viene a sua volta inserita in un ulteriore involucro in busta flessibile del tipo flow-pack.
In questo contesto applicativo insorgono numerosi problemi di cui é necessario tenere debito conto.
In prima luogo, le stazioni sorgente (ad esempio le macchine inscatolatrici) alimentano di solito una linea di convogliamento a file parallele. Ciascuna macchina sorgente alimenta una rispettiva fila con un flusso di articoli che, pur essendo sostanzialmente costante, non è del tutto esente da discontinuità. dovute ai fenomeni più diversi: ad esempio, arresti momentanei della stazione sorgente per mancanza del materiale di inscatolamento, scarto di articoli difettosi a monte o a valle della stazione sorgente, ecc.
In secondo luogo, il numero delle stazioni sorgente e dunque delle file parallele del flusso di articoli da esse generate è in generale diverso dal numero delle stazioni di trattamento previste a valle. Ad esempio, si può prevedere di disporre a valle di dieci stazioni sorgente (ad esempio, dieci macchine inscatolatrici) solo due íncartatrici, ovvero quattro incartatrici, di cui due sono destinate ad operare in modo continuo, mentre le altre due intervengono per tenere conto di eventuali interruzioni di funzionamento delle altre incartatrici o di fenomeni accidentali nel flusso degli articoli in confezionamento.
È in generale noto risolvere i problemi sopra richiamati ricorrendo ad una cosiddetta funzione di accumulo (o "polmone"), vale a dire prevedendo che, fra l'uscita delle stazioni sorgente e l'ingresso delle stazioni situate a valle si formi un certo addensamento di articoli (il cosiddetto accumulo o polmone) a partire dal quale gli articoli stessi possono essere prelevati in flusso ordinato in vista dell'invio cadenzato verso le stazioni di manipolazione situate a valle.
Questa soluzione, se del tutto soddisfacente dal punto di vista teorico, si scontra con alcune difficoltà di natura pratica.
In primo luogo, formare un accumulo o polmone di articoli richiede in generale l'arresto o quanto meno un forte rallentamento del movimento di avanzamento degli articoli stessi. Negli impianti di confezionamento moderni, con elevate cadenze di trattamento degli articoli (centinaia di unità al minuto) la velocità di avanzamento degli articoli tende ad essere piuttosto elevata: qualunque arresto o forte rallentamento, soprattutto quando determinato a seguito dell'impatto su articoli che si trovano a valle, può risultare particolarmente dannoso, in particolare quando si abbia a che fare con articoli delicati, con articoli morbidi e soffici e/o con articoli tali da dimostrare, soprattutto quando confezionati, una marcata elasticità nei confronti dei fenomeni di urto:
in pratica, può benissimo succedere che uno o più articoli vengano sbalzati fuori dalla scatola in cui si trovano per effetto dell'urto contro una barriera d'arresto. Ancora, soprattutto quando si trattino prodotti non ancora chiusi in confezioni, gli urti possono dare origine a frammenti, briciole, suscettibili di imbrattare gli impianti di confezionamento.
In secondo luogo, quanto più elevata è la velocità lineare di movimento degli articoli, tanto maggiore è l'occupazione di spazio delle aree di accumulo o polmonatura.
La presente invenzione si prefigge lo scopo di fornire un procedimento in grado di risolvere i problemi sopra prospettati evitando, da un lato, forti sollecitazioni sugli articoli trattati e, dall'altra parte, minimizzando il ricorso a zone di accumulo, riducendo in modo conseguente lo spazio occupato dall'impianto di confezionamento.
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad un procedimento avente le caratteristiche richiamate in modo specifico nella rivendicazione 1. Vantaggio sviluppi dell'invenzione formano oggetto delle sottorivendicazioni 2 a 6. L'invenzione ha anche per oggetto un dispositivo per l'attuazione del procedimento sopra specificato. Tale dispositivo forma oggetto della rivendicazione 7; vantaggiosi sviluppi di tale dispositivo formano oggetto delle rivendicazioni 8 a 12.
L'invenzione verrà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
- la fig. 1 illustra lo sviluppo in pianta di un impianto di confezionamento automatico comprendente un dispositivo secondo l'invenzione,
- la fig. 2 illustra, in una vista schematica in prospettiva, la struttura di un dispositivo secondo l'invenzione,
- la fig. 3 è una sezione secondo la linea III-III della fig. 2, e
- la fig. 4 è una sezione secondo la linea IV-IV della stessa fig. 2.
La fig. 1 illustra in una generale vista in pianta lo sviluppo planimetrico (cosiddetto lay-out) di un impianto per il confezionamento automatico di articoli quali, ad esempio, prodotti alimentari, in particolare prodotti dolciari.
Per fissare le idee, si può pensare che gli articoli in questione siano costituiti da prodotti quali merendine, tavolette di cioccolato, biscotti o pile di biscotti inseriti in rispettive confezioni in busta flessibile (ad esempio del tipo correntemente indicato come "flow-pack") e collocati a gruppi in rispettivi contenitori quali scatole di cartoncino di forma a parallelepipedo. Il riempimento di tali scatole si realizza in rispettive stazioni sorgente" M, previste, nell'esempio di attuazione illustrato, in numero di dieci.
La struttura delle stazioni sorgente M (costituite di solito, in cascata, da una prima incartatrice del tipo flow-pack seguita da una macchina inscatolatrice vera e propria) è da ritenersi ampiamente nota nella tecnica e tale da non richiedere di essere descritta in questa sede in modo particolareggiato, anche perché di per sé non rilevante ai fini della comprensione dell'invenzione.
A tal fine, basterà ricordare il fatto che le stazioni sorgente M alimentano i rispettivi articoli confezionati su una linea di uscita L costituita tipicamente da un complesso di convogliatori (ad esempio convogliatori a catena o a nastro) che definiscono per ciascuna stazione M una rispettiva linea di flusso degli articoli.
In pratica, l'estremità di uscita della linea L (si veda in particolare la fig. 2 - parte sinistra) può essere vista come un convogliatore, quale ad esempio un convogliatore a nastro motorizzato, sul quale gli articoli A si presentano su rispettive linee di avanzamento indicate con i riferimenti L1 a L10.
Per quanto riguarda le condizioni di afflusso degli articoli A all'estremità a valle della linea L si può notare che:
- come si è detto, gli articoli A arrivano su traiettorie parallele fra loro, ciascuna traiettoria essendo corrispondente al flusso di articoli generato da una rispettiva stazione sorgente M;
- ciascun flusso, pur essendo complessivamente uniforme, non è uniforme in senso assoluto, nel senso che possono essere presenti soluzioni di continuità dovute a fattori diversi, quali l'arresto momentaneo della rispettiva stazione sorgente M (per cambio carta, scarto di articoli difettosi, ecc.);
e
- gli articoli A che arrivano sulle diverse linee L1, L10 non sono in generale sincronizzati fra loro, nel senso che la posizione degli articoli nei vari flussi non è tale da far sì che tali articoli siano genericamente allineati fra loro in direzione trasversale rispetto alla linea L.
La funzione del dispositivo secondo l'invenzione, indicato nel complesso con 1, è generalmente quella di consentire l'alimentazione degli articoli A, in un flusso quanto più possibile regolare, dunque esattamente cadenzato e senza soluzione di continuità, verso rispettive stazioni di manipolazione situate a valle, indicate nel complesso con G.
Ad esempio, le stazioni G possono essere costituite da macchine incartatrici destinate ad avvolgere ciascun articolo A (e dunque ciascuna scatola) in una rispettiva busta flessibile (flow-pack).
Nell'esempio di attuazione illustrato, sono presenti quattro stazioni di manipolazione a valle G, di cui le prime due, quelle situate più a sinistra in fig. 1, possono essere utilizzate come stazioni master, destinate ad operare in modo continuativo, mentre le altre due, quelle illustrate più a destra, possono fungere da stazioni ausiliarie di rincalzo. destinate a funzionare, in modo intermittente sia per rimpiazzare una stazione principale momentaneamente arrestata, sia per ricuperare fenomeni di addensamento degli articoli, dovuti a particolari perturbazioni del regolare funzionamento dell'impianto.
In ogni caso, sia la scelta del numero delle stazioni G in rapporto al numero delle stazioni M, sia l'adozione di uno schema di funzionamento con stazioni master e stazioni ausiliarie, sia il posizionamento relativo di tali stazioni, devono essere considerati fattori genericamente ininfluenti sulla struttura del dispositivo 1, nel senso che il dispositivo 1 può essere configurato in maniera da servire un numero qualsiasi di stazioni a monte M e di stazioni valle G, in modo del tutto indipendente dalla strategia di funzionamento adottata per queste ultime, anche per quanto riguarda la disposizione spaziale delle stesse.
Nel seguito della presente descrizione, si farà specifico riferimento alle modalità con le quali il dispositivo 1 regola l'alimentazione degli articoli A verso una delle stazioni G situate a valle. Si deve naturalmente intendere che modalità del tutto identiche vengono adottate per l'alimentazione delle altre stazioni G.
Nell'esempio di attuazione illustrato, il dispositivo 1 è configurato in maniera tale da ricevere gli articoli A che arrivano all'estremità di uscita della linea L in rapporto termino-terminale, ossia in maniera tale per cui gli articoli A tendono inizialmente a seguire, sul dispositivo 1, una traiettoria di avanzamento allineata con la traiettoria di avanzamento delle linee L1, ... L10. Lo stesso dispositivo 1 deve poi trasferire gli articoli A verso le linee G situate a valle per effetto di un movimento (inizialmente di aggiustamento, poi di traslazione netta) che si svolge in direzione genericamente trasversale rispetto alla direzione di avanzamento sulla linea L e di ingresso nel dispositivo 1.
In termini essenziali, il dispositivo 1 è costituito da una piastra 2, costituita di solito da una piastra metallica montata in posizione fissa su una incastellatura ed estendentesi, nelle condizioni normali di impiego, in direzione genericamente orizzontale.
Al di sopra della piastra 2 agisce un dispositivo convogliatore costituito, in una forma di attuazione preferita, da due organi motorizzati laterali 3 situati lungo i fianchi maggiori della piastra 2. In particolare, ciascuno degli organi 3 è costituito da una catena (o un altro elemento flessibile similare) che si avvolge - in modo noto - su rispettivi rulli di estremità (non visibili nei disegni, ma situati rispettivamente all'estremità a monte ed all'estremità a valle della piastra 2) con un ramo attivo 3a estendentesi orizzontalmente al disopra della piastra 2, ed un ramo di ritorno, situato al disopra o al disotto della piastra 2.
Fra le due catene 3 si estendono, in direzione genericamente trasversale rispetto alla direzione di arrivo degli articoli A sul dispositivo 1, elementi di trascinamento rettilinei 5 costituiti ad esempio da lastre a listelli 5. I listelli 5 sono sostenuti alle loro estremità dai rami attivi 3a delle catene 3 e si estendono genericamente verso il basso (verso la piastra 2, ma di solito senza toccarla) in posizione di interferenza con gli articoli A che si trovano sulla piastra stessa.
La disposizione descritta è tale per cui, quando le catene 3 si muovono (per effetto del comando in rotazione dei rulli di estremità, prodotto - anche qui in modo noto - da motori non illustrati), i rami superiori 3a ed i listelli 5 fra essi sospesi compiono un movimento di traslazione netta lungo la faccia superiore della piastra 2, al disopra della stessa: con riferimento alla posizione illustrata nelle fig. 1 e 2, tale movimento si realizza da sinistra verso destra.
Per effetto della ridotta distanza esistente fra il margine inferiore dei listelli 5 e la piastra 2, gli articoli A situati sulla piastra stessa vengono sottoposti ad un'azione di spinta (spazzolamento) diretta a far sì che gli articoli A, che arrivano sulla piastra 2 in ordine sparso (ossia in un flusso del tutto irregolare rispetto alla direzione di avanzamento sulla linea L), dando origine ad una sequenza ordinata di ranghi di articoli A che avanzano sulla piastra 2. Con la dizione "rango" si intende qui definire una fila di articoli A allineati in direzione trasversale rispetto alla direzione di avanzamento sulla linea L, con gli articoli che appoggiano con il loro fianco posteriore su un rispettivo listello motorizzato 5 che fa avanzare (in modo continuo o, meglio, per passi) gli articoli A sulla piastra 2.
I ranghi in questione, cosi come essi si formano non appena gli articoli A entrano nel dispositivo 1, non sono in generale completi: si veda al riguardo l'estremità del dispositivo 1 che si trova più a sinistra nella fig. 2. Come già detto in precedenza, l'avanzamento degli articoli A lungo le traiettorie L1, ... L10, pur sostanzialmente continuo, non è del tutto esente da vuoti o da soluzioni di continuità. La presenza di un vuoto o di una soluzione di continuità su una qualsiasi delle traiettorie L1, ... L10 si traduce in un corrispondente vuoto nel rango di articoli A che si va a formare sul dispositivo 2.
Naturalmente, la soluzione di formazione dei ranghi descritta in precedenza deve ritenersi puramente esemplificativa. In particolare, invece di ricorrere a listelli 5 sostenuti alle estremità dalle catene 3a, situate su fianchi opposti della piastra 2, è possibile pensare a strutture di trascinamento di tipo diverso. Ad esempio, è possibile pensare di ricorrere a listelli 5 che, invece di essere sostenuti alle due estremità, sono sostenuti da una struttura di motorizzazione situata su un fianco della piastra 2 e risultano così montati a sbalzo rispetto alla piastra 2. Ancora, pur conservando di comandare il movi-mento di scorrimento degli articoli A sulla piastra 2 agendo dall'alto, è possibile pensare di utilizzare strutture con listelli motorizzati o elementi equivalenti (ad esempio palette, ecc.).
In ogni caso, la scelta dell'una o dell'altra soluzione non è da ritenersi di per sé limitativa ai fini dell'attuazione dell'invenzione.
In ogni caso, appare preferibile che gli articoli A vengano trasferiti sul dispositivo 1 (ed in particolare sulla piastra 2) dopo essere stati sottoposti ad una prima azione di ordinamento, almeno parziale, in ranghi.
A questo fine è possibile disporre all'estremità di uscita della linea L un elemento ordinatore, quale un ulteriore listello o barriera 6 con associati mezzi motori (non illustrati, ma di tipo di per sé ampiamente noto) che portano la barriera 6 ad abbassarsi periodicamente dall'alto verso l'estremità di uscita della linea L così da accumulare contro di sé un certo numero di articoli in arrivo sulla linea L, ordinando tali articoli - almeno in modo approssimativo - secondo una linea destinata a formare un rispettivo rango di articoli all'atto del trasferimento sul dispositivo 1.
In alternativa ad una barriera, soluzione che può essere considerata non ottimale per quanto riguarda l'impatto degli articoli A, è possibile pensare di ottenere la stessa funzione con un altro elemento o superficie in grado di realizzare un rallentamento del movimento degli articoli (A), ad esempio, con un ulteriore nastro motorizzato, interposto fra la linea L e l'estremità di ingresso del dispositivo 1: il nastro in questione viene fatto avanzare per passi dando origine, ogni volta che si determina un fenomeno di arresto del suo movimento, alla formazione di una fila di articoli destinati a costituire un rango.
In ogni caso, una volta pervenuti alla formazione di un rango di articoli A sulla piastra 2, il dispositivo 1 interviene per attuare una compattazione del rango stesso, ossia un movimento relativo degli articoli A di ciascun rango che porta alla eliminazione degli spazi eventualmente esistenti (ad esempio, per una carenza di afflusso di articoli su una o più delle traiettorie di alimentazione L1, ... L10) fra articoli adiacenti.
A questo fine (si osservi in particolare la vista della fig. 3), su uno dei fianchi della piastra 2 (e per la precisione sul fianco a partire dal quale verrà successivamente realizzata l'alimentazione degli articoli verso le stazioni di manipolazione G) è provvista una struttura di arresto 7 costituita, ad esempio, da un fianco di lamiera che si estende lungo. il corrispondente bordo longitudinale della piastra 2 in posizione di interferenza con la piastra 2 stessa, di preferenza con una parte marginale inferiore 7a risvoltata al disotto del piano della piastra 2, ed estendentesi circa alla stessa altezza della piastra 2 stessa.
In corrispondenza della piastra laterale 7, sul piano della piastra 2 emerge, attraverso una rispettiva finestra, un elemento mobile trasversale costituito, nell'esempio illustrato da un ulteriore convogliatore a nastro 9 avente un ramo superiore attivo 8a orizzontale ed esattamente allineato con il piano della piastra 2 ed un ramo inferiore 8b situato al disotto del piano della piastra 2 stessa. Il nastro 9 si avvolge (secondo una soluzione di per sé ampiamente nota) su rulli o pulegge di estremità 9 con associati elementi motori 9a (di tipo di per sé ampiamente noto). 1 rulli o pulegge 9, quando attivati, muovono il nastro 9 stesso in modo tale per cui il ramo superiore 8a segue una traiettoria netta di traslazione in direzione trasversale rispetto alla direzione di avanzamento dei ranghi di articoli A comandata dai listelli 5.
L'effetto netto del movimento di avanzamento del ramo superiore 8a (dall'alto verso il basso, con riferimento alla fig. 2 e da sinistra verso destra, con riferimento alla fig. 3) è quello di portare gli articoli A, riuniti in un rango ma distanziati fra loro (anche in modo irregolare per la presenza di vuoti dovuti a carenza di alimentazione sulla rispettiva linea di convogliamento L1, ... 1 L10), a spostarsi gradualmente contro la piastra laterale 7 così da formare un rango compatto, vale a dire un rango in cui tutti gli articoli A si trovano accostati l'uno all'altro, senza vuoti, formando una fila che appoggia ad una estremità contro la piastra laterale 7: naturalmente, tutto questo mentre gli articoli A continuano il loro movimento di scorrimento longitudinale sulla piastra 2 sotto l'azione dei listelli 5.
Come già detto, questo movimento di avanzamento (e dunque il movimento di azionamento dei listelli 5, comandato, nell'esempio illustrato, dalle catene 3) può avvenire sia in modo continuo, sia - secondo la soluzione al momento preferita - per passi.
Il graduale movimento di compattazione del rango dovuto al contrasto contro la piastra laterale 7 si può realizzare in modo molto graduale e dolce, ossia per effetto di un movimento di traslazione del ramo superiore 8a del nastro 8 comandato con una velocità ridotta, se del caso con una rampa iniziale di accelerazione e di una corrispondente rampa finale di decelerazione: il tutto evitando di applicare agli articoli A forti sollecitazioni che potrebbero produrne il danneggiamento.
Per effetto del graduale avanzamento lungo la piastra 2 comandata dai listelli 5, gli articoli A, ora ordinati in ranghi serrati, superano la posizione dove agisce il nastro 8 per raggiungere una (o più) stazioni di prelevamento disposte in cascata.
La fig. 2 (ed in modo coordinato la fig. 4) fanno vedere la struttura di una sola di tali stazioni di prelevamento, vale a dire, nell'esempio illustrato, quella che si trova in posizione più a monte rispetto al dispositivo 1: si tratta della stazione di prelevamento destinata ad alimentare la stazione di trattamento G situata più monte nella direzione di flusso degli articoli A nell'ambito dell'impianto della fig. 1.
La stazione di prelevamento, indicata nel complesso con 10, presenta una struttura in una certa misura assimilabile alla struttura adottata per realizzare la compattazione laterale dei ranghi da parte del nastro 8.
Anche in questo caso, infatti, è prevista che Ia superficie di scorrimento definita dalla piastra 2 presenti una finestra rettangolare in cui si estende orizzontalmente l'ulteriore convoglíatore a nastro motorizzato il avente un ramo superiore 11a, esattamente allineato con 11 piano della piastra 2, ed un ramo di ritorno inferiore 11b situato al disotto della piastra 2 stessa, con rulli di estremità 12 i quali comandano il movimento di avanzamento del ramo superiore 11a del convogliatore nel verso che produce la fuoriuscita degli articoli A dal dispositivo 1.
Per ottenere questo risultato, è previsto che, in corrispondenza della stazione di prelevamento 10, la piastra laterale 7 presenti un'apertura (indicata con 13 nella fig. 2).
Un'ulteriare differenza rispetto alla disposizione di montaggio del convogliatore-compattatore 9 è data dal fatto che il convogliatore di prelevamento 11 non si estende per tutta la dimensione trasversale della piastra 2, ma, al contrario, soltanto per una porzione o intaglio corrispondente alla larghezza (rilevata in direzione trasversale rispetto al verso di avanzamento impartito dai listelli 5) di un certo numero di articoli A (ad esempio, con riferimento all'esempio illustrato, tre articoli A).
Questo significa, dunque, che soltanto i primi tre articoli (o, in generale, i primi n articoli) che si trovano a scorrere a ridosso della piastra laterale 7 vengono interessati dall'azione di spillamento attuata dal ramo superiore 11a del convogliatore 11.
In particolare, il movimento del convogliatore 11 fa sì che tali tre (o, in generale, n) articoli A vengano prelevati dal dispositivo 1 così da poter essere avviati su un convogliatore di uscita C costituente il convogliatore di alimentazione di una rispettiva stazione di azionamento G.
Di preferenza, anche il convogliatore C è costituito da un nastro ad anello continuo di tipo motorizzato avente un'estremità di caricamento o a monte situata immediatamente a ridosso dell'estremità di uscita, indicata con 11c del convogliatore 11.
La disposizione descritta consente quindi, per ciascuna stazione di prelevamento 10, di spillare dai ranghi A che avanzano sulla piastra 2, trasversalmente rispetto alla direzione di avanzamento dei ranghi, un certo numero predeterminato (3, nell'esempio qui illustrato) di articoli A.
L'azione di prelevamento così realizzata determina, nell'ambito del rango di articoli A in precedenza formato, la rimozione, per così dire, di un'estremità o parte di testa.
Per consentire lo svolgimento di ulteriori azioni di prelevamento, superata la stazione di prelevamento 10, i ranghi di articoli A avanzano verso un ulteriore dispositivo di traslazione laterale costituito da un nastro 8 configurato in modo sostanzialmente analogo a quello descritto in precedenza e la cui funzione è quella di riportare il residuo di rango nuovamente in contatto con la piastra laterale 7 così da riportare un certo numero di articoli A a ridosso della piastra laterale 7 stessa.
Ottenuto l'attestamento del rango contro la piastra laterale 7, è possibile procedere al prelevamento di un altro gruppo di articoli (ad esempio tre altri articoli) in direzione laterale rispetto al dispositivo 1: il tutto secondo criteri del tutto identici a quelli descritti in precedenza in relazione alla stazione di prelevamento 10.
La soluzione descritta presenta il vantaggio di poter minimizzare (riducendolo eventualmente sino all'unità) il numero di articoli A che vengono di volta in volta spillati dal dispositivo 1 in vista dell'avanzamento verso una rispettiva stazione di trattamento G. Questo fatto consente di ottenere una precisa regolazione e regolarizzazione del flusso di articoli verso le stazioni di trattamento G, il che a sua volta consente di ridurre, e virtualmente di eliminare, la presenza di zone di accumulo (polmonatura) nelle linee di alimentazione di tali macchine.
Quanto detto sopra vale anche per quanto riguarda la possibilità di regolarizzare e rendere uniforme l'azione di prelevamento degli articoli A dal dispositivo 1, il che permette di assicurare in condizioni pressoché di certezza, che le linee di alimentazione delle stazioni G vengano costantemente alimentate con regolarità minimizzando il ricorso al funzionamento delle stazioni G mantenute in condizioni di attesa (stazioni G ausiliarie).
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione.
Claims (12)
1. Procedimento per il convogliamento di articoli (A) alimentati in rispettive linee di flusso (L1, .... L10) affiancate fra loro, caratterizzato dal fatto che comprende le operazioni di:
- formare, a partire dagli articoli (A) che avanzano lungo dette linee di flusso (L1, ... 1 L10), rispettivi ranghi di articoli, ciascun rango essendo costituito da articoli (A) allineati in direzione trasversale rispetto R dette linee di flusso (L1, ..., L10),
- produrre (8) un movimento relativo di avvicinamento degli articoli (A) compresi in ciascun rango così da formare ranghi compatti costituiti da articoli (A) in contatto fra loro, e
- prelevare (10) da ciascun rango reso compatto un numero predeterminato (n) di articoli (A);
detto prelevamento essendo attuato per effetto di una traslazione di detto numero predeterminato (n) di articoli in direzione trasversale rispetto alla direzione di avanzamento di detti ranghi.
2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti ranghi di articoli (A) vengono formati alimentando gli articoli (A) stessi su una superficie di scorrimento (2), provvedendo quindi mezzi di allineamento mobile (5) che agiscono su detti articoli (A) facendoli scorrere su detta superficie di scorrimento (2) così da portare gli articoli (A) ad allinearsi in un rango costituito da articoli (A) in contatto con detti mezzi di allineamento (5).
3.
Procedimento secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti ranghi vengono formati intervenendo su detti articoli (A), almeno momentaneamente, con mezzi di rallentamento del movimento (6).
4. Procedimento secondo una delle rivendicazioni 1 a 3, caratterizzato dal fatto che detto movimento di avvicinamento relativo degli articoli (A) compresi in ciascun rango provvedendo una superficie di battuta (7) sostanzialmente affiancata ed allineata rispetto alla direzione di avanzamento di detti ranghi e promuovendo quindi un movimento di scorrimento di detti articoli (A) verso detta superficie di battuta (7).
5.
Procedimento secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che comprende l'operazione di prevedere, in detta superficie di battuta (7) un'apertura (13) per il passaggio degli articoli (A) prelevati in corrispondenza della posizione in cui si realizza il prelevamento di detto numero predeterminato di articoli (A).
6. Procedimento secondo una delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende l'operazione di realizzare detto prelevamento di articoli (A) in una pluralità di posizioni del movimento generale di avanzamento di detti ranghi, fra le posizioni successive di prelevamento, essendo prevista un'ulteriore operazione di addensamento di detti ranghi.
7. Dispositivo per il convogliamento di articoli (A) alimentati in rispettive linee di flusso (L1, ....
L10) affiancate caratterizzato dal fatto che comprende:
- mezzi di allineamento (5) per formare, a partire dagli articoli (A) che avanzano lungo dette linee di flusso (L1, ..., L10), rispettivi ranghi di articoli, ciascun rango essendo costituito da articoli (A) allineati in direzione trasversale rispetto a dette linee di flusso
(L1, ....
L10),
- mezzi trasportatori (8) per produrre un movimento relativo di avvicinamento degli articoli (A) compresi in ciascun rango così da formare ranghi compatti formati da articoli (A) in contatto fra loro, e
- ulteriori mezzi trasportatori (11) per prelevare (10) da ciascun rango reso compatto un numero predeterminato (n) di articoli (A); detti ulteriori mezzi trasportatori essendo configurati per attuare una traslazione di detto numero predeterminato (n) di articoli in direzione trasversale rispetto alla direzione di avanzamento di detti ranghi.
8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che comprende una superficie di scorrimento (2), su cui detti articoli (A) vengono alimentati a partire da dette linee di flusso (L1, ....
L10), nonché mezzi di allineamento (5) motorizzati (3) che producono il movimento di scorrimento di detti articoli A) su detta superficie di scorrimento (2 così da portare gli articoli (A) ad allinearsi in un rango costituito da articoli in contatto con detti mezzi di allineamento (5).
9. Dispositivo secondo la rivendicazione 7 o la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi di rallentamento del movimento (6) con i quali detti articoli (A) cooperano almeno momentaneamente in vista di formare detti ranghi.
10. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni 7 a 9, caratterizzato dal fatto che comprende una superficie di battuta (7) sostanzialmente affiancata ed allineata rispetto alla direzione di avanzamento di detti ranghi e detti mezzi trasportatori (8) per produrre un movimento di scorrimento di detti articoli (A) verso detta superficie di battuta (7).
11.
Dispositivo secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che in detta superficie di battuta (7) è prevista un'apertura (13) per il passaggio degli articoli prelevati in corrispondenza di detti ulteriori mezzi trasportatori.
12. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni 7 a 12, caratterizzato dal fatto che comprende una pluralità di detti ulteriori mezzi trasportatori (11 fra gli ulteriori mezzi trasportatori (11) di detta pluralità essendo interposti rispettivi mezzi trasportatori (8) per realizzare un'operazione di addensamento di detti ranghi fra due prelevamenti successivi di articoli (A).
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Legal Events
| Date | Code | Title | Description |
|---|---|---|---|
| PL | Patent ceased |