ITMI20061483A1 - Dispositivo per connettere un'unita' mobile di mungitura con il lattodotto,il tubo del latte e l'alimentazione elettrica - Google Patents
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Classifications
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- A—HUMAN NECESSITIES
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- A01J—MANUFACTURE OF DAIRY PRODUCTS
- A01J5/00—Milking machines or devices
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Description
Descrizione di un brevetto d'invenzione a nome
INTERPULS S.P.A. - Via Maritano, 11 -
42020 ALBINEA (RE)
*+*■*<·***
DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda un dispositivo
per connettere un'unità mobile di mungitura
contemporaneamente al tubo del latte (lattodotto),
alla tubazione del vuoto di un impianto di
mungitura e, se del caso, stabilire un collegamento
elettrico.
Come è noto agli esperti dMeil20s0e6tAto0reo, 1ne483
gli
allevamenti per la produzione di latte vengono
utilizzate varie tipologie di mungitura, che
vengono scelte a seconda del tipo di allevamento,
della struttura di cui si dispone e del numero di
capi da mungere. In quei piccoli allevamenti in cui
la genetica degli animali è di media evoluzione
viene diffusamente utilizzato un tipo di impianto
di mungitura detto a "trasporto latte". Impianti di
questo tipo si collocano a metà strada tra la
mungitura tradizionale "a secchio" e i più evoluti
impianti a "sala di mungitura". Nella mungitura "a
secchio" e in quella a "trasporto latte" gli
animali sono stabilmente fissi nelle loro
postazioni e l'operatore che ne esegue la mungitura
s<i>sposta da un'animale all'altro, mentre nel caso
di impianti a "sala di mungitura" sono gli animali
che si spostano per portarsi in tale locale per la
mungitura, dove si trovano gli operatori.
La mungitura "a secchio" comporta la mobilità
dell'operatore per il fatto che il latte munto
viene raccolto in un secchio che deve poi essere
svuotato versandone il contenuto in un apposito
recipiente refrigerato più capiente, oppure in
bidoni specifici.
Nel caso del "trasporto latte" l'operatore non
deve più spostarsi per svuotare il secchio (che non
è più presente), visto che il latte munto viene
fatto confluire attraverso opportune tubazioni
direttamente in un serbatoio di raccolta. Un tale
tipo di impianto comporta comunque la mobilità
dell'operatore, dato che quest'ultimo deve
trasportare con sè l'unità di mungitura (senza però
il secchio di raccolta), spostandosi da un animale
all'altro .
Per compiere l'operazione di mungitura è in
ogni caso indispensabile avere a disposizione una
sorgente di depressione (o come si dice nel gergo
del settore, il "vuoto"), oltre ad avere la possibilità di far confluire nel lattodotto il
latte munto. Per questo gli impianti a "trasporto latte" sono dotati di postazioni fisse, detti "rubinetti" in corrispondenza delle quali viene effettuata la connessione dell'unità di mungitura sia con la tubazione del vuoto dell'impianto, sia con il lattodotto.
Ciascuno dei suddetti rubinetti costituisce la parte fissa di un relativo dispositivo di connessione comprendente anche una parte mobile, o innesto, collegata all'unità di mungitura.
Normalmente i suddetti rubinetti vengono staffati in modo convenzionale direttamente sul lattodotto, ad un'opportuna distanza tra loro, in modo da poter servire 4-5 animali. Inoltre da ciascun rubinetto si diparte in modo indipendente un tubo di gomma che va a collegarsi alla tubazione del vuoto che è disposta parallelamente al lattodotto e adiacente a quest'ultimo. Pertanto la suddetta parte mobile permette il collegamento, tramite il relativo rubinetto, del collettore dell'unità di mungitura con il lattodotto, come pure di mettere in comunicazione l'intercapedine che circonda le guaine dei cannelli di mungitura con la tubazione del vuoto dell'impianto.
Come detto, l'operatore dovrà spostarsi da un
rubinetto all'altro, portandosi appresso l'unità di mungitura a cui è collegato il suddetto innesto. Effettuato l'inserimento dell'innesto in un rubinetto, si potrà procedere alla mungitura di tutti gli animali raggiungibili, per poi disinserire l'innesto dal rubinetto utilizzato e inserirlo nel successivo rubinetto, e così via, fino a completare la mungitura di tutti gli animali. Grazie al vuoto, il latte munto viene ogni volta convogliato direttamente nel lattodotto, per confluire poi nel serbatoio di raccolta dell'impianto .
All'operatore viene pertanto risparmiata la gravosa incombenza dello svuotamento del secchio (vantaggio tanto pù sensibile quanto più l'allevamento non è di piccole dimensioni), con risparmio di tempo e a vantaggio della praticità.
In un noto dispositivo a doppia utenza (cioè dotato di connessioni sia per il latte che per il vuoto) la parte fissa o rubinetto presenta una prima sede in cui è prevista una prima apertura che comunica con il lattodotto attraverso un nipplo inseribile in un'apertura preventivamente praticata nel lattodotto stesso. Nella prima sede è previsto
un elemento a cassetto spostabile tra due posizioni
estreme, in una delle quali l'elemento a cassetto
chiude a tenuta la prima apertura mentre nell'altra
posizione tale apertura rimane aperta. L'elemento a
cassetto viene comandato dall'inserimento e
dall'estrazione dalla prima sede di un primo
elemento maschio cavo comunicante con il collettore
dell'unità di mungitura, del quale si tratterà
appena più avanti.
La parte fissa presenta inoltre una seconda
sede comunicante, attraverso una valvola di non
ritorno e un condotto flessibile, con il tubo del
vuoto dell'impianto. L' estremità vicinale del
condotto flessibile fa capo ad un nipplo formante
un sol pezzo con il corpo della parte fissa.
Come detto, la parte mobile presenta il sopra
citato primo elemento maschio cavo, inseribile
nella suddetta prima sede e avente in vicinanza
della sua estremità libera una seconda apertura che
viene a coincidere a tenuta con la suddetta prima
apertura, comunicante con il lattodotto, quando il
primo elemento maschio è completamente inserito
nella prima sede.
Sono previsti mezzi per il trascinamento
dell'elemento a cassetto dalla sua posizione
estrema in cui esso non chiude la prima apertura
fino alla posizione in cui esso chiude la prima apertura quando il primo elemento maschio viene estratto dalla prima sede, e mezzi che consentono lo sganciamento dell'elemento a cassetto, in modo che rimanga a chiudere la prima apertura quando il primo elemento maschio viene estratto completamente dalla prima sede.
La parte mobile comprende pure un secondo elemento maschio cavo, inseribile a tenuta nella suddetta seconda sede della parte fissa, in conseguenza dell'inserimento del primo elemento maschio nella prima sede. L'inserimento del secondo elemento maschio nella seconda sede provoca l'apertura della suddetta valvola di non ritorno.
Esistono già anche dispositivi di connessione, cosiddetti a tripla utenza, che hanno una struttura un poco diversa di quella del dispositivo a doppia utenza appena descritto, e che si differenziano soprattutto perché sulla parte mobile è montabile un pulsatore elettronico (per inciso non esistono sul mercato dispositivi di connessione di questo tipo che prevedano l'applicazione di un pulsatore pneumatico sulla parte mobile). Pertanto, oltre a prevedere su quest'ultima un attacco per il
pulsatore elettronico e mezzi di collegamento di
quest'ultimo, attraverso il suddetto attacco, con l'interno del secondo elemento maschio, in tali dispositivi sono pure previsti mezzi di collegamento elettrico a due o tre poli per 1 'alimentazione del pulsatore elettronico. Questi ultimi mezzi sono costituiti da una presa bipolare o tripolare prevista sulla parte fissa e una corrispondente spina bipolare o tripolare prevista sulla parte mobile. Le suddette spina e presa sono disposte in posizione corrispondente, in modo che, quando la parte mobile viene innestata nella parte fissa del dispositivo di connessione, contemporaneamente avviene anche l'inserimento della spina nella presa, stabilendo così il collegamento elettrico con il pulsatore.
Uno scopo della presente invenzione consiste nel realizzare un dispositivo di connessione che potremmo chiamare universale, la cui parte mobile sia predisposta per ricevere un pulsatore pneumatico oppure un pulsatore elettronico, e sia utilizzabile anche nel caso non si voglia prevedere un pulsatore sulla parte mobile (perchè previsto in una struttura ausiliarìa a valle).
Come sanno gli esperti del settore, tutti i
dispositivi di connessione del tipo sopra
descritto sono esclusivamente applicabili ad un lattodotto di 38 mm di diametro, per cui se si vuole installare un impianto di mungitura a "trasporto latte" si è costretti ad utilizzare un lattodotto di tale diametro. I suddetti esperti sanno tuttavia che potrebbe essere utile utilizzare in impianti a "trasporto latte" lattodotti di diametro diverso dal 38 mm, in particolare da 51 o 63 mm.
Un altro scopo della presente invenzione è pertanto quello di realizzare un dispositivo di connessione del tipo suddetto la cui parte fissa sia applicabile a lattodotti di diversi diametri.
Per applicare al lattodotto la parte fissa dei noti dispositivi di connessione, il corpo della parte fissa presenta un'ansa rientrante destinata ad abbracciare una parte del perimetro della sezione trasversale del lattodotto. Un elemento di riscontro, fissabile al corpo della parte fissa mediante viti, presentante un'ansa simile alla precedente e permette di abbracciare la parte contrapposta di perimetro del lattodotto per poter "staffare" a quest'ultimo, mediante viti, la parte fissa . Tuttavia le anse dei dispositivi in
commercio hanno un raggio di curvatura che
permette, come detto, di staffare la parte fissa solo ad un lattodotto di 38 mm.
Si è potuto verificare che per quanto vengano ben serrate le viti suddette per staffare il più saldamente possibile la parte fissa al lattodotto, per il fatto che il dispositivo di connessione e in particolare la sua parte fissa possono essere sottoposti a strappi o colpi , può far sì che quest' ultima venga sottoposta a forze che tendono a farla ruotare rispetto all ' asse del lattodotto, con la conseguenza di poter provocare la rottura del suddetto nipplo presente sulla parte fissa e attraverso il quale il latte viene immesso nel lattodotto . Per evitare che ciò succeda si è già ricorsi alla soluzione di disporre del mastice o del collante tra il lattodotto e le suddette anse, soluzione che tuttavia è a svantaggio della praticità d' installazione .
Ancora un altro scopo dell' invenzione consiste pertanto nel realizzare un dispositivo di connessione che non solo garantisca contro la rottura del suddetto nipplo, ma in cui la parte fissa sia facilmente montabile sul lattodotto .
Nei noti dispositivi di connessione un tubo
flessibile permette di portare il latte che
raccoglie nel collettore dell'unità di mungitura da quest'ultimo fino all'estremità libera di uno spezzone di tubo di acciaio inossidabile, buona parte del quale è racchiusa nel corpo della parte mobile. L'altra estremità di tale spezzone di tubo si raccorda rigidamente con un tratto di condotto dì materia plastica racchiuso nel corpo della parte mobile e che forma anche 1' interno del suddetto primo elemento maschio.
Si è potuto verificare che in corrispondenza dell'interfaccia tra lo spezzone di tubo di acciaio inossidabile e il consecutivo tratto di condotto dì materia plastica, a causa delle forze di tiro che agiscono sulla parte mobile, si può facilmente formare una fessura o una spaccatura, con le conseguenze che facilmente possono immaginare gli esperti del settore.
E' pertanto un altro scopo ancora dell'invenzione quello di realizzare un dispositivo di connessione che non presenti tale inconveniente.
Un ulteriore inconveniente dei noti dispositivi di connessione è dovuto al fatto che quella che in precedenza abbiamo chiamato seconda sede, ricavata nella parte fissa, comunica
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attraverso un nipplo con il tubo flessibile che
collega la seconda sede al tubo del vuoto dell'impianto. Tale nipplo è ricavato in un sol pezzo con il corpo della parte fissa. Per quanto tale sede e la relativa valvola di non ritorno siano lavabili mediante lo scorrimento attraverso di esse del liquido di lavaggio utilizzato normalmente per pulire l'impianto di mungitura, esse non sono tuttavia ispezionabile o accessibili per una pulitura diretta, come sarebbe auspicabile visto che vi è la possibilità che vada a finire in essa dello sporco che, oltre a problemi igienici, può dar luogo a perdite di vuoto.
Un ulteriore scopo consiste pertanto nel realizzare un dispositivo di connessione in cui la seconda sede e la relativa valvola di non ritorno siano ispezionabili per la loro pulizia diretta.
Un altro scopo ancora consiste nel fare in modo che il dispositivo dì connessione permetta anche di trasmettere via cavo dati o informazioni (per esempio la quantità di latte munto per ogni animale) per consentire una gestione più accurata delle operazioni di mungitura.
Lo scopo sopra enunciato per primo, viene raggiunto grazie al dispositivo di connessione
secondo la presente invenzione, caratterizzato dal
fatto che la parte mobile è dotata di un attacco
che consente sia 1'applicazione, eventualmente
mediante un adattatore, alla stessa parte mobile,
di un pulsatore pneumatico o di un pulsatore
elettronico, sia la comunicazione del pulsatore con
il secondo elemento maschio, e che sono previsti
mezzi applicabili al suddetto attacco per chiudere
la comunicazione con il secondo elemento maschio
nel caso non siano previsti pulsatori applicati
direttamente sulla parte mobile.
Si fa inoltre presente che il dispositivo
appena descritto nelle sue caratteristiche
essenziali permette anche di raggiungere lo scopo
sopra citato per ultimo nel caso sia previsto un
collegamento elettrico a 4 poli (con terra), il
quarto polo essendo dedicato alla trasmissione via
cavo di dati che consentono un più accurato
controllo delle operazioni di mungitura.
Al fine di raggiungere anche lo scopo sopra
citato per secondo, al corpo della parte fissa è
applicabile in modo amovibile un primo elemento ad
ansa avente raggio di curvatura sostanzialmente
uguale a quello del lattodotto che si vuole
utilizzare, per abbracciare una parte del perimetro
della sezione trasversale del lattodotto, ad un
elemento di riscontro facente parte della parte fissa essendo a sua volta applicabile in modo amovìbile un secondo elemento ad ansa avente lo stesso raggio di curvatura del primo elemento ad ansa, che permette di abbracciare la parte contrapposta del perimetro del lattodotto, l'elemento di riscontro essendo collegabile al corpo della parte fissa per staffare quest'ultima al lattodotto.
In questo modo il corpo della parte fissa del dispositivo di connessione diventa applicabile a tutti a lattodotti di qualsiasi diametro, purché vengano previsti elementi ad ansa in cui quest'ultima ha un adatto raggio di curvatura.
Come nel caso dei noti dispositivi di connessione, il collegamento dell'elemento di riscontro al corpo della parte fissa, per la staffatura al lattodotto, avviene preferibilmente mediante viti.
Per raggiungere anche lo scopo sopra citato per terzo, il suddetto elemento di riscontro presenta almeno un foro passante radiale (rispetto alla relativa ansa) e filettato, nel quale è avvìtabile una vite la cui punta, una volta che la vite è stata avvitata a fondo, risulta forzata
contro la superficie esterna del lattodotto,
contrastando così la rotazione della parte fissa attorno all'asse del lattodotto dovuta alle forze che possono agire su quest'ultima.
Ciò contribuisce validamente ad evitare la rottura del sopra citato nipplo, previsto sulla parte fissa, e che s'infila nel lattodotto.
Lo scopo sopra citato per quarto viene raggiunto grazie al dispositivo di connessione secondo la presente invenzione, in cui tra lo spezzone di tubo di acciaio inossidabile e il consecutivo tratto di tubo in materia plastica rigida (che costituisce l'interno del primo elemento maschio), entrambi racchiusi nel corpo della parte mobile, viene interposto un manicotto di collegamento di adatto materiale elasticamente flessibile. Si è infatti potuto verificare che la presenza di tale manicotto evita che tra i suddetti due spezzoni si formino rotture o discontinuità.
Anche lo scopo sopra citato per quinto viene raggiunto grazie al dispositivo dì connessione secondo la presente invenzione, in cui il suddetto nipplo di collegamento, tramite tubo flessibile, con il tubo del vuoto dell'impianto, è realizzato come pezzo a parte ed ha la sua estremità vicinale esternamente filettata per poter essere avvitata in
una madrevite ricavata nella parete laterale di un corrispondente alloggiamento cilindrico filettato previsto nel corpo della parte fissa e comunicante direttamente con la suddetta seconda sede, il diametro dell'alloggiamento avendo una dimensione che consente l'ispezione e la pulitura diretta della seconda sede e della valvola di non ritorno.
Basterà pertanto svitare il suddetto nipplo dal corpo della parte fissa, per poter pulire direttamente in modo semplice e rapido la seconda sede e la valvola.
L'invenzione risulterà più facilmente comprensibile dalla seguente descrizione di una sua forma di realizzazione esemplificativa. In tale descrizione si farà riferimento ai disegni allegati, in cui:
la fig. 1 è una vista in elevazione laterale di un dispositivo di connessione secondo la presente invenzione, dotato di un pulsatore elettronico, con la parte mobile innestata nella parte fissa preventivamente applicata al lattodotto, quest'ultimo essendo visibile in sezione trasversale;
la fig. 2 ne è una sezione verticale eseguita
in corrispondenza dei condotti del vuoto;
la fig. 3 ne è una sezione verticale eseguita
in corrispondenza del condotto che immette il latte
nel lattodotto, quest'ultimo, come pure il
pulsatore, non essendo stati rappresentati per
semplicità;
la fig. 4 è una vista prospettica della sola
parte mobile del dispositivo;
la fig. 5 è una vista in elevazione della sola
parte mobile, nella quale si vede il lato di
quest'ultima non visibile in fig. 3;
la fig. 6 è simile alla fig. 3, ma senza la
parte fissa;
la fig. 7 è una vista in pianta, dall'alto,
della sola parte mobile;
la fig. 8 è una vista prospettica del solo
primo elemento maschio della parte mobile;
la fig. 9 è una vista in elevazione frontale
dalla sola parte fissa;
la fig. 10 è una vista in pianta dall'alto
della parte fissa alla quale è stato tolto il
cofano che copre la suddetta prima sede;
la fig. 11 è simile alla fig. 2, ma ingrandita
e senza la parte mobile;
la fig. 12 è una sezione verticale della parte
fìssa, secondo la traccia 12-12 di fig. 10;
la fig. 13 mostra il dispositivo di connessione in una fase in cui è appena iniziato l'inserimento della sua parte mobile nella parte fissa .
Nelle figg. 1-3 è rappresentato un dispositivo 10 che permette di connettere un'unità di mungitura (non mostrata) di un impianto a "trasporto latte" sia con il lattometro che con il tubo del vuoto dell'impianto di mungitura, oltre che alimentare elettricamente un eventuale pulsatore elettronico, come pure di trasmettere segnali via cavo per il controllo dell'operazione di mungitura. Nelle figg. 1 e 2 il pulsatore elettrico è stato rappresentato e indicato con 70. Deve essere tuttavia chiaro che esso può anche mancare o essere sostituito con un pulsatore pneumatico.
Come ci si rende conto osservando le figure, il dispositivo di connessione 10 comprende due parti e precisamente una parte fissa 12, detta comunemente "rubinetto", e una parte mobile 14, detta comunemente "innesto".
Dalla fig. 1 si vede che la parte fissa 12 è staffata ad un lattometro 16 (di cui sì vede la sezione trasversale), costituito da un tubo di
acciaio inossidabile portato da convenzionali
strutture di sostegno. Come meglio si vede dalla fig. 12, il corpo 18 della parte fissa 12 comprende un inserto 19 che definisce un'ansa 20 avente un raggio di curvatura adatto ad accogliere una parte del perimetro del lattodotto 16 (fig. 1). La parte fissa 12 comprende anche un riscontro arcuato 22, pure comprendente un inserto 23 che definisce una seconda ansa 24 avente lo stesso raggio di curvatura della prima ansa 20 e contrapponibile a quest'ultima allo scopo di staffare al lattodotto (fig. 1) la parte fissa 12 mediante due relative viti (di cui una, indicata con 26, è parzialmente visibile in fig. 1) inserite in relativi fori verticali 28 (fig. 12) e avvitate a fondo in corrispondenti fori verticali 30 previsti nel corpo 18 della parte fissa 12.
Dalla fig. 1 si vede che tra gli inserti ad ansa 20 e 24 e il lattodotto 16 è prevista una relativa guarnizione, rispettivamente 21 e 25 (fig. 1). Tali guarnizioni (per esempio di EPDM) saranno il più possibile sottili, ad evitare che la loro deformabilità consenta rotazioni (per quanto piccole) della parte fissa 12 rispetto al lattodotto 16.
Dalla fig. 12 si vede anche che il riscontro
22 prevede un ulteriore foro verticale centrale 32 che consente di avvitare in esso un grano appuntito (non mostrato per semplicità) in modo che la punta di quest'ultimo prema contro il lattodotto 16. Come già accennato in precedenza l'utilizzo di questo grano di bloccaggio impedisce la rotazione della parte fissa 12 attorno all'asse del lattodotto 16, rotazione che può essere causata dalle forze che agiscono sulla parte fissa 12 durante l'utilizzo.
Da quanto precede ci si rende conto che sostituendo gli inserti ad ansa 19 e 23 con altri in cui le rispettive anse 20 e 24 hanno un adatto raggio di curvatura, diviene possibile staffare la parte fissa 12 a lattodotti di qualsiasi diametro.
Come ancora si vede dalla fig. 1, il lattodotto 16 presenta un foro passante 34 sulla sua sommità, nel quale si inserisce un nipplo 36 (meglio visibile nelle figg. 11 e 12), la cui funzione (evidente per gli esperti del settore) sarà comunque illustrata più avanti. Qui preme mettere in evidenza che il suddetto grano di bloccaggio, da inserire nel foro 32, evita che, a causa di strappi o colpi che possono esercitarsi sulla parte fissa 12, quest'ultima ruoti provocando
la rottura del nipplo 36.
Dalle figg. 9, 10 e 12 si vede che il corpo 18 della parte fissa 12 presenta una prima sede 38, aperta frontalmente e superiormente, che comunica con il nipplo 36 (fig. 12) tramite una prima apertura 35. La prima sede 38 è conformata per accogliere a scorrimento un primo elemento maschio 40 (meglio visibile nelle figg- 4-9) che si estende dal corpo 48 della parte mobile 14. Il primo elemento maschio 40 ha una forma a slitta ed è dotato di nervature laterali 42 destinate a cooperare con corrispondenti scanalature laterali 41, orizzontali e contrapposte (fig. 9) previste nella prima sede 48. La fig. 13 mostra come avviene l'inserimento della parte mobile 14 nella parte fissa 12, con il primo elemento maschio 40 che inizia ad impegnarsi nella prima sede 38. Quando l'inserimento è completato, si ha la situazione delle figg. 1-3. In prossimità dell'estremità libera del primo elemento maschio 40 prevista una seconda apertura 44 che in questa situazione viene a trovarsi (fig. 3) esattamente al di sopra dell'apertura 35 e quindi del nipplo 36 per l'immissione del latte nel lattodotto 16. Come si vede dalle figg. 3 e 6, la seconda apertura 44 è lo
sbocco di un condotto del latte il cui tratto 45,
facente parte del primo elemento maschio 40 (fig. 6) è di adatta materia plastica (per esempio nylon alimentare o Moplen (marchio registrato)), mentre il suo tratto rimanente 46 è di acciaio inossidabile. Si vede pure che la maggior parte del tratto 46 è contenuto in una impugnatura ergonomica 47 facente parte del corpo 48 della parte mobile 14. L'estremità distale dello spezzone di tubo di acciaio inossidabile 46 sporge dal'impugnatura 47 e viene collegata l'estremità di un convenzionale tubo flessibile (non mostrato) la cui altra estremità fa capo al collettore dell'unità di mungitura. Pertanto, nel condotto del latte 46, 48, durante la mungitura, è destinato a passare il latte munto che, attraverso la suddetta seconda apertura 44 (fig. 6) e il nipplo 36 (fig. 11), arriva nel lattodotto 16 (fig. 1).
Si fa notare che tra lo spezzone di tubo piegato 46, di acciaio inossidabile, e il tratto di condotto 45, dì materia plastica piuttosto rigida, è previsto un manicotto di giunzione 49 (fig. 6) di adatta materia plastica elastica (per esempio EPDM). L'elasticità dì tale materiale fa sì che quando vengono esercitati strappi o colpi sul
23
tratto 46 di acciaio inossidabile essi non
provochino rotture o discontinuità tra i due tratti di condotto 46 e 45, di diverso materiale.
Nella prima sede 38, oltre che il primo elemento maschio 40, può scorrere nei due sensi anche un cassetto 50. Esso in fig. 10, per semplicità, è mostrato sganciato dal primo elemento maschio 40. In realtà, quando la parte mobile 14 non è inserita nella parte fissa 12, il cassetto 50 si trova al di sopra della prima apertura 35 (quest'ultima visibile in fig. 10), con i suoi due bracci elastici simmetrici 51 nella loro posizione divaricata e le loro sporgenze laterali 52 (meglio visibili in fig. 8) accolte in relativi incavi 53 ricavati nei rispettivi fianchi della prima sede 38, per cui il cassetto 50 risulta sganciato dal primo elemento maschio 40, ma trattenuto in posizione così da chiudere superiormente il nipplo 36, per cui non vi è comunicazione con il lattodotto 16. Quando il primo elemento maschio 40 comincia ad essere inserito nella prima sede 38, il cassetto 50 si trova nella posizione appena descritta. Proseguendo con l'inserimento, l'estremità anteriore del primo elemento maschio 40, viene ad un certo punto a spingere in avanti il
cassetto 50, forzando le sporgenze 52 ad uscire
dagli incavi 53. Di conseguenza i bracci elastici 51 si avvicinano e le loro sporgenze interne 55 restano impegnate col rostro 54, e ciò anche quando il primo elemento maschio 40 viene ritirato, almeno fino a quando le sporgenze esterne 52 dei bracci 51 possono rientrare negli incavi 53, provocando così 10 sganciamento del cassetto 50 dal rostro 54.
E' importante far notare che il fondo della prima sede 38 presenta una serie di luci di scarico 56-58 (fig. 10) che hanno lo scopo di evitare l'accumulo nella stessa di pulviscolo che inevitabilmente viene ad depositarsi in essa. In assenza di tali luci di scarico, l'accumulo di pulviscolo che si avrebbe col tempo potrebbe persino impedire l'inserimento completo del primo elemento maschio 40 nella prima sede 38, obbligando ad una periodica pulizia ad evitare perdite di vuoto e possibile immissione nel lattodotto di sporco. In ogni caso è prevista una cofanatura di protezione 60 (si veda in particolare le figg. 9, 11 e 12) della prima sede 38. La cofanatura 60 è del tipo amovìbile senza l'ausilio di utensili, permettendo così di accedere facilmente alla prima sede 38 per periodiche ispezioni.
Come si vede dalla fig. 11, nel corpo 18 della
parte fìssa 12 è prevista una seconda sede 62, nel caso specifico troncoconica, nella quale è inseribile a tenuta, grazie ad una guarnizione a labbro 63, un secondo elemento maschio 64 cavo, di sezione trasversale circolare, facente parte della parte mobile 12. La seconda sede 64 comunica con una valvola di non ritorno il cui otturatore è costituito da una sfera 65 di acciaio inossidabile atta a chiudere un'apertura 66 che comunica con un nipplo amovibile 67, avvitato in un relativo alloggiamento cilindrico filettato 80 ricavato nel corpo 18 della parte fissa 12. Come si comprende facilmente, la possibilità di togliere il nipplo 67 permette dì ispezionare direttamente la seconda sede 62 e la valvola 65, Sull'estremità libera del nipplo 67 viene infilata un'estremità di un convenzionale tubo flessibile che permette dì mettere in comunicazione lo stesso, pure in modo convenzionale, con il tubo del vuoto dell'impianto di mungitura, tubo che normalmente si estende parallelo e adiacente al lattodotto.
Come si vede dalla fig. 2, il secondo elemento maschio 64 ha l'estremità libera 63 aperta, a forma di becco di flauto. Grazie a tale forma, quando la
parte mobile 14 viene inserita nella parte fissa
12, la particolare conformazione dell' estremità del secondo elemento maschio 64 permette di sollevare la sfera 65 e aprire la relativa valvola, mettendo in comunicazione l'interno del secondo elemento maschio 64 con il tubo del vuoto dell'impianto. Dalla fig. 2 si vede che l'interno del secondo elemento maschio 64 comunica con un condotto verticale 66 contenuto nel corpo 48 della parte mobile 12. In corrispondenza dell'estremità superiore del condotto 66 è previsto un attacco 75 del tipo a baionetta (già utilizzato dalla richiedente la presente domanda per tutti i propri pulsatori, per altre applicazioni) che consente di fissare al corpo 48 sia un pulsatore pneumatico che un pulsatore elettronico (come quello rappresentato, nel caso specifico, nelle figg. 1, 2, 4, 5, 7 e 13 e indicato con 70). Nel caso si vogliano usare pulsatori (sia elettronici che pneumatici) che non siano compatibili con l'attacco previsto sul corpo 48, basterà semplicemente prevedere un apposito adattatore. Come ci si rende conto osservando la fig. 2, l'attacco 75 consente anche di comunicare il vuoto al pulsatore 70.
Poiché l'unità di mungitura può essere del
27
tipo che non prevede un pulsatore applicato alla
parte mobile 14, è previsto un tappo con innesto del tipo "a baionetta" (non mostrato per semplicità, ritenendo che sia del tutto evidente come possa essere realizzato) applicabile in questo caso in corrispondenza dell'attacco 75 per chiudere 1'imboccatura superiore del condotto 66. Come ancora si vede dalla fig 2, il condotto 66 termina inferiormente con un nipplo 68 (si veda anche la fig. 1) chiuso da un tappo amovibile 69. Il nipplo 68 costituisce un'uscita ausiliaria che consente di alimentare tutte quelle possibili utenze dell'unità di mungitura che richiedono l'impiego del vuoto (per esempio un cilindro di stacco automatico o un pulsatore quando quest'ultimo non è collocato sulla parte mobile 12.
Osservando le figure 1, 6 e 9 si vede che l'alimentazione elettrica del pulsatore elettronico 70 avviene tramite un collegamento elettrico 71 diviso in due parti collegabili mediante convenzionali spinotti. L'altra estremità del collegamento elettrico 71 fa capo ad un inserto 72 conformato a spina elettrica (fig. 3), accolto in un relativo alloggiamento previsto nel corpo 48 della parte mobile 14. L'inserto a spina 72 è
destinato a coniugarsi con un corrispondente
inserto a presa elettrica 73 (visìbile nelle fìg.
3) accolto in un relativo alloggiamento previsto
nel corpo 18 della parte fissa 12. Un cavo
elettrico 74 ne permette il collegamento con una
sorgente di energia elettrica (non mostrata) ed
eventualmente (nel caso sia previsto che un polo
sia dedicato alla trasmissione dì dati) con
un'unità di controllo (per esempio un PC). Per
quanto nel presente caso 1'inserto a presa sia
prevista sulla parte fissa 12 e la spina sulla
parte mobile 14, è evidente che in vìa di principio
si potrebbero invertire le loro posizioni.
Come ci si rende conto dalla fig. 9, il
collegamento elettrico è nel caso specifico del
tipo a quattro poli di cui tre sono rispettivamente
il positivo, il negativo e la terra, mentre il
quarto può essere appunto utilizzato per la
trasmissione di informazioni via cavo alla suddetta
unità di controllo, per una più accurata gestione
della mungitura. E' tuttavia evidente che
utilizzando appositi inserti spina/presa 72, 73 il
collegamento elettrico potrà essere tripolare
(positivo, negativo e terra, senza la trasmissione
di dati) o perfino bipolare (positivo e negativo).
connessione secondo
presente invenzione può essere dotato di mezzi per appendere la parte mobile 14, quando non inserita nella parte fissa, ad un semplice gancio applicabile al lattodotto in vicinanza di ciascuna parte fissa 14, così da lasciare entrambe le mani dell'operatore libere quando dovesse servire. Ciò evita che in queste situazioni 1'operatore appoggi la parte mobile dove capita, nel caso gli serva avere entrambe le mani libere, con conseguenti problemi igienici. Il suddetto gancio non viene illustrato per semplicità e perché è evidente come possa essere realizzato per un esperto del settore. I suddetti mezzi per appendere la parte mobile al suddetto gancio possono semplicemente essere costituiti dalla già prevista apertura 81 nella parte fìssa 12, in cui si può infilare il gancio. Da quanto precede sì comprende come il dispositivo di connessione 10 sopra descritto e illustrato, a seguito del semplice inserimento della parte mobile 14 nella parte fissa 12, permette di rendere contemporaneamente e agevolmente disponibili tre utenze, e cioè il collegamento sia con il lattodotto che con la tubazione del vuoto, oltre al collegamento elettrico con una sorgente di energia
elettrica ed, eventualmente, con un'unità di
controllo. Tale dispositivo di connessione è
utilizzabile sia nel caso si voglia collocare sulla
parte mobile 14 un pulsatore di tipo elettronico
oppure un pulsatore pneumatico, sia nel caso non si
voglia avere sulla parte mobile alcun pulsatore,
consentendo anche di avere, secondo le esigenze, un
collegamento elettrico bipolare, tripolare e
perfino quadripolare.
Nel caso non sia previsto un pulsatore
elettrico, l'inserto a spina 72 viene
convenientemente sostituito con una mostrina.
E' anche da evidenziare che il dispositivo di
connessione sopra descritto ha anche la possibilità
di essere applicato a lattometri di uno qualsiasi
dei diametri utilizzabili, grazie alla possibilità
di sostituzione gli elementi ad ansa 19, 22 con
altri la cui ansa si adatti al diametro del
lattometro .
Claims (12)
1. Dispositivo (10) per connettere un'unità mobile di mungitura di un impianto di mungitura del tipo a “trasporto latte" contemporaneamente con il lattodotto (16) e con la tubazione del vuoto dell'impianto di mungitura, comprendente:
una parte fissa (12) applicabile direttamente al lattodotto (16), comprendente:
• una prima sede (38) in cui è prevista una prima apertura (35) che comunica con il lattodotto (16) attraverso un nipplo (36) inseribile in un'apertura (34) preventivamente praticata nel lattodotto (16), nella prima sede (38) essendo scorrevole un elemento a cassetto (50) spostabile tra due posizioni estreme, in una delle quali l'elemento a cassetto (50) chiude a tenuta la prima apertura (35) mentre nell'altra posizione tale apertura (35) rimane aperta;
■ una seconda sede (62) comunicante con il tubo del vuoto dell'impianto attraverso una valvola di non ritorno (65);
• mezzi a presa o spina (73) collegati elettricamente con una sorgente di energia elettrica per l'alimentazione di un eventuale
32
pulsatore elettronico (70);
una parte mobile (14) collegata all'unità di mungitura e comprendente:
• un primo elemento maschio cavo (40) inseribile nella prima sede (38) della parte fissa (12) e presentante in corrispondenza o in vicinanza della sua estremità libera una seconda apertura (44) che viene a coincidere a tenuta con la suddetta prima apertura (35) quando il primo elemento maschio è completamente inserito nella prima sede (38), l'interno del primo elemento maschio essendo in comunicazione con il collettore del latte dell'unità di mungitura tramite un condotto per il latte (45, 46) in parte racchiuso nel corpo (48) della parte mobile (14);
• mezzi (51, 54) per il trascinamento, da parte del primo elemento maschio (40), dell'elemento a cassetto (50) dalla sua posizione estrema in cui non chiude la prima apertura (35) fino alla posizione in cui chiude la prima apertura (35) quando il primo elemento maschio (40) viene estratto dalla prima sede (38), e mezzi (52, 53) che consentono lo sganciamento dell'elemento a cassetto (50) quando,
trascinato dal primo elemento maschio (40),
giunge in corrispondenza della prima apertura (35);
• un secondo elemento maschio cavo (64) inseribile a tenuta nella seconda sede (62) in conseguenza dell'inserimento del primo elemento maschio (40) nella prima sede (38), l'inserimento del secondo elemento maschio (64) provocando l'apertura della valvola dì non ritorno (35), l'interno del secondo elemento maschio (64) comunicando con un eventuale pulsatore pneumatico o elettronico (70) montabile sulla parte mobile (14);
• mezzi a spina o presa (72) collegati elettricamente all'eventuale pulsatore elettronico (70) e atti a coniugarsi con i mezzi a presa o spina (73) della parte fissa (12) in conseguenza dell'inserimento del primo elemento maschio (40) nella prima sede (38), così da stabilire un collegamento elettrico; caratterizzato dal fatto che la parte mobile (14) è dotata di un attacco (75) che consente sia l'applicazione, eventualmente mediante un adattatore, alla stessa parte mobile (14), di un pulsatore pneumatico o di un pulsatore elettronico
(70), sia la comunicazione del pulsatore (70) con
il secondo elemento maschio (64), e che sono previsti mezzi applicabili al suddetto attacco (75) per chiudere la comunicazione con il secondo elemento maschio (64) nel caso non siano previsti pulsatori applicati direttamente sulla parte mobile (14).
2. Dispositivo di connessione (10) secondo la rivendicazione 1, in cui al corpo (18) della parte fissa (12) è applicabile in modo amovibile un primo elemento ad ansa (19) avente raggio di curvatura sostanzialmente uguale a quello del lattodotto (16) che si vuole utilizzare, per abbracciare una parte del perimetro della sezione trasversale del lattodotto (16), ad un elemento di riscontro (22) facente parte della parte fissa (12) essendo a sua volta applicabile in modo amovibile un secondo elemento ad ansa (23) avente lo stesso raggio di curvatura del primo elemento ad ansa (19), che permette di abbracciare la parte contrapposta del perimetro del lattodotto (16), l'elemento dì riscontro (22) essendo collegabile al corpo (18) della parte fissa (12), per staffare quest'ultima (12) al lattodotto (16).
3. Dispositivo di connessione (10) secondo la rivendicazione 2, in cui l'elemento di riscontro
(22) presenta almeno un foro passante (32) radiale e filettato nel quale è avvitabile una vite la cui punta, una volta che la vite è stata avvitata a fondo, risulta forzata contro la superficie esterna del lattodotto (16), contrastando la rotazione della parte fissa (12) attorno all'asse del lattodotto (16) dovuta alle forze che possono agire su quest'ultima (12).
4. Dispositivo di connessione (10) secondo la rivendicazione 1, in cui il condotto per il latte (45, 46) parzialmente contenuto nel corpo (48) della parte mobile (14) comprende uno spezzone di tubo di acciaio inossidabile (46) e un tratto di tubo (45) materia plastica rigida che costituisce l'interno del primo elemento maschio (40), tra i due (45, 46) essendo interposto un manicotto di collegamento (49) elasticamente flessibile
5. Dispositivo di connessione (10) secondo la rivendicazione 1, in cui la comunicazione della valvola di non ritorno (65) con il tubo del vuoto dell'impianto avviene attraverso un nipplo formato come pezzo a parte (67), il nipplo (67) presentando la sua estremità vicinale esternamente filettata per poter essere avvitata in un corrispondente alloggiamento cilìndrico filettato (80) previsto
nel corpo (18) della parte fissa (12) e comunicante
direttamente con la suddetta seconda sede (62), il
diametro dell'alloggiamento (80) avendo una
dimensione che consente l'ispezione e la pulitura
diretta della seconda sede (62) e della valvola di
non ritorno (65).
6. Dispositivo di connessione (10) secondo la
rivendicazione 1, in cui nella parte mobile (14) è
previsto un nipplo ausiliario (68) comunicante con
l'interno del secondo elemento maschio (64), per
l'alimentare una di quelle possibili utenze
dell'unità di mungitura che richiedono l'impiego
del vuoto.
7. Dispositivo di connessione (10) secondo la
rivendicazione 1, in cui il primo elemento maschio
(40) è conformato a slitta, con due nervature
laterali (42) destinate a cooperare con
corrispondenti scanalature laterali (41)
contrapposte previste nella prima sede (38).
8. Dispositivo di connessione (10) secondo la
rivendicazione 7, in cui sul fondo della prima sede
(38) sono previste delle luci di scarico (56-58)
per evitare l'accumulo nella prima sede (38) dì
pulviscolo .
(73) della parte fissa (12) e i mezzi a spina o presa (72) della parte mobile (14) sono del tipo a quattro poli, il quarto polo essendo dedicato alla trasmissione di dati.
10. Dispositivo di connessione (10) secondo la rivendicazione 1, in cui nel caso non sia prevista l'applicazione di un pulsatore elettronico (70) sulla parte mobile (14), i mezzi a spina (73) della parte fissa (12) sono sostituiti da una mostrina.
11. Dispositivo di connessione (10) secondo la rivendicazione 1, in cui l'attacco (75) è del tipo a baionetta.
12. Dispositivo di connessione (10) secondo la rivendicazione 1, in cui sono previsti mezzi (81) per appendere la parte mobile (14), quando non inserita nella parte fissa (12), ad un gancio applicabile al lattodotto (16) così da lasciare libere entrambe le mani dell'operatore quando
Priority Applications (2)
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| ITMI20061483 ITMI20061483A1 (it) | 2006-07-27 | 2006-07-27 | Dispositivo per connettere un'unita' mobile di mungitura con il lattodotto,il tubo del latte e l'alimentazione elettrica |
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Family Applications (1)
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