ITPC970014A1 - Lega madre per la titolazione dell'oro con titolo a 18 carati, in part icolare per microfusioni - Google Patents

Lega madre per la titolazione dell'oro con titolo a 18 carati, in part icolare per microfusioni Download PDF

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ITPC970014A1
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cobalt
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IT97PC000014A
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Damiano Zito
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Description

"LEGA MADRE PER LA TITOLAZIONE DELL'ORO CON TITOLO A 18 CARATI, IN PARTICOLARE PER MICROFUSIONI "
La presente invenzione propone una lega madre per la titolazione dell'oro a 18 k che si caratterizza per il fatto di comprendere, oltre a rame, argento e piccole quantità di silicio normalmente utilizzati per questo scopo, anche una percentuale di cobalto o di nickel. II silicio evita l'ossidazione superficiale del metallo durante la fusione, ne migliora la fluidità e ne diminuisce il ritiro durante il raffreddamento, mentre il cobalto o il nickel conferiscono alla lega buone proprietà meccaniche, evitando che questa risulti troppo fragile a causa della presenza di silicio, permettendo perciò di incrementare la concentrazione di silicio fino a valori (500 - 1000 ppm) necessaria per oro con titolo a 18 k.
Risultano così notevolmente semplificate e facilitate le operazioni di microfusione dell'oro, permettendo di ottenere una lega aurea con soddisfacenti proprietà meccaniche, che non necessita delle consuete operazioni di decappaggio successive alla fusione, come invece accade con i prodotti attuali.
Come è noto per la titolazione dell'oro, quest’ultimo viene fuso assieme ad una lega di altri metalli, generalmente rame ed argento in diverse proporzioni, fino ad ottenere l'oro con il titolo richiesto.
A seconda delle quantità in cui questa lega, detta "lega madre" entra a far parte del composto finale, si ottiene l'oro a 14 k, a 18 k ecc.
Ad esempio, per ottenere oro a 18 k si fonde una miscela di metalli in cui il 75% in peso è costituito da oro ed il rimanente è costituito da una lega di rame ed argento in cui la quantità argento/rame varia generalmente da 12,5%/12,5% a 17%/8% in peso a seconda del colore che si vuole ottenere. Queste leghe, normalmente disponibili sottoforma di granuli o sfere, vengono fuse assieme all'oro con la eventuale aggiunta di piccolissime quantità di zinco per migliorare la fluidità della fusione.
I metalli, come detto, vengono fusi e colati in uno stampo in gesso per ottenere il prodotto finale.
Siccome però con questa tecnica nota la fusione presenta lo strato superficiale ossidato e quindi di colore nero, occorre procedere, una volta rimosso il pezzo dallo stampo, ad una operazione di decappaggio con la quale si ripulisce la superficie dello strato di ossido per conferire all'oro il caratteristico colore giallo.
In tempi recenti si sono studiate diverse soluzione per eliminare questo inconveniente dovuto alla ossidazione superficiale del metallo ed ottenere un getto che non presentasse questo strato di colore nerastro in superficie.
Gli studi ed i test effettuati hanno portato a sviluppare leghe che comprendono, in aggiunta a rame ed argento, anche una piccola quantità di silicio il quale, oltre ad evitare la formazione di questo strato superficiale ossidato, conferisce alla lega fusa caratteristiche di viscosità ottimali e diminuisce anche l'entità del ritiro termico, permettendo così di diminuire la difettosità delle fusioni.
Purtroppo, però, si è appurato che il silicio può essere utilizzato senza inconvenienti solamente nel caso di leghe d'oro a basso titolo, non superiori a 14 k, mentre se lo si usa con leghe auree a titolo superiore, ad esempio con leghe a 18 k, i vantaggi conferiti dalla presenza del silicio vengono annullati da una estrema facilità che acquisisce la lega aurea, al punto da rendere questa tecnica inutilizzabile per la produzione di oro con titolo superiore a 14 k.
D'altro canto, siccome la maggior parte delle fusioni vengono realizzate con oro a 18 k, è sentita nel settore l'esigenza di mezzi che permettano di evitare la formazione dello strato ossidato superficiale e consentano di ottenere tutti i vantaggi conferiti dalla presenza del silicio senza però l’inconveniente di una eccessiva fragilità.
A questo scopo la presente invenzione propone una lega madre che si caratterizza per il fatto di prevedere, in aggiunta a rame, argento e silicio, anche una piccola quantità di cobalto oppure di nickel.
La presenza di quest’ultimo componente conferisce alla lega aurea le caratteristiche meccaniche richieste, permettendo così di sfruttare i vantaggi derivati dalla presenza di silicio, senza gli inconvenienti che si verificano con l'oro a 18 k.
A questo scopo la richiedente ha effettuato numerose sperimentazioni, appurando che risultati ottimali si ottengono incorporando nella lega madre una quantità variabile dallo 0,05% allo 0,1% di cobalto oppure di nickel.
Una composizione ottimale di lega per ottenere oro a 18 k è la seguente:
• oro 75 %
• argento 15 %
• zinco 1 %
• silicio dallo 0,05 % allo 0,1 %
· cobalto dallo 0,05 % allo 0,1 %
• rame dall*8,8 % all'8,9 %.
Tutte le percentuali sono indicate in peso.
Nella composizione illustrata la percentuale di argento potrà variare, a seconda del colore richiesto, dal 12,5 al 17%, variando di conseguenza la corrispondente quantità di rame.
Sempre dai test effettuati si è potuto appurare che analoghi risultati si ottengono utilizzando, invece del cobalto, una uguale quantità di nickel.
Dalle stesse sperimentazioni si è potuto inoltre appurare che per ottenere buoni risultati occorre effettuare la fusione per la preparazione della lega madre non alle normali temperature (generalmente 800 -900 *C) alle quali si opera normalmente in questi casi, ma a temperature ben superiori.
Fondendo infatti a 700-800*C si è notato che si formano dei composti intermetallici nel metallo fuso che danno luogo, nel prodotto finale, a granulosità che invece occorre evitare.
Si è però scoperto che innalzando la temperatura di fusione, in particolare portandola ad almeno 1300*C nel caso di leghe contenenti cobalto ed almeno 1255*C nel caso di leghe contenenti nickel, questi microgranuli non si formano e si ottiene una fusione perfetta, con la superficie compatta, lucida e non ossidata.
Un esperto del ramo potrà poi prevedere numerose modifiche e varianti, che dovranno però ritenersi tutte comprese nell'ambito del presente trovato.

Claims (8)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Lega madre per la titolazione dell'oro, in particolare a 18 carati, caratterizzato dal fatto di prevedere, oltre a rame, argento, zinco e silicio, anche una piccola quantità di cobalto o di nickel.
  2. 2) Lega madre per la titolazione dell'oro secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che il cobalto e/o il nickel entra nella lega in quantità variabile dallo 0,05 allo 0,1 % in peso rispetto al peso della lega aurea.
  3. 3) Lega madre per la titolazione dell'oro a 18 carati, comprendente i seguenti componenti, le cui percentuali sono espresso in peso rispetto al peso della lega aurea: · argento dal 12,5 % al 17 % • rame dall'11,4 % al 6,9 %. • zinco 1 % • silicio 0,05 % • cobalto 0,05 %.
  4. 4) Lega madre per la titolazione dell'oro secondo la rivendicazione 3, in cui la quantità di silicio e/o di cobalto è aumentato fino allo 0,1 % diminuendo corrispondentemente la quantità di rame.
  5. 5) Lega per la titolazione dell'oro secondo le rivendicazioni 3 o 4, in cui si utilizza, invece del cobalto, una uguale quantità di nickel.
  6. 6) Lega madre per la titolazione dell'oro, in particolare a 18 carati, come descritta e illustrata.
  7. 7) Metodo per la titolazione dell'oro a 18 carati in cui si fonde il 75% di oro ed il 25% di una lega-madre secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la fusione di detta legamadre si effettua ad una temperatura non inferiore a 1315*C nel caso di lega contenente cobalto e a temperatura non inferiore a 1255°C nel caso di lega contenente nickel.
  8. 8) Metodo per la titolazione dell'oro, caratterizzato dal fatto che si fonde il 75% in peso di oro ed il 25% di una lega secondo una delle rivendicazioni da 1 a 5.
IT97PC000014A 1997-07-18 1997-07-18 Lega madre per la titolazione dell'oro con titolo a 18 carati, in particolare per microfusioni IT1296220B1 (it)

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