ITRM20010079A1 - Amminoderivati della biotina e loro coniugati con chelanti macrociclici. - Google Patents

Amminoderivati della biotina e loro coniugati con chelanti macrociclici. Download PDF

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ITRM20010079A1
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Giovanni Paganelli
Marco Chinol
Mau Ginnaneschi
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Sigma Tau Ind Farmaceuti
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    • C07DHETEROCYCLIC COMPOUNDS
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    • C07D417/02Heterocyclic compounds containing two or more hetero rings, at least one ring having nitrogen and sulfur atoms as the only ring hetero atoms, not provided for by group C07D415/00 containing two hetero rings
    • C07D417/12Heterocyclic compounds containing two or more hetero rings, at least one ring having nitrogen and sulfur atoms as the only ring hetero atoms, not provided for by group C07D415/00 containing two hetero rings linked by a chain containing hetero atoms as chain links
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Description

AMMINODERIVATI DELLA BIOTINA E LORO CONIUGATI
CON CHELANTI MACROCICLICI
Settore tecnico
La presente invenzione si riferisce a biotine modificate, utili per la preparazione di coniugati con radionuclidi per uso in terapia e diagnosi umana e animale, in particolare per la diagnosi e il trattamento di alterazioni patologiche, quali i tumori.
La presente invenzione si riferisce al settore tecnico della preparazione di medicamenti.
La presente invenzione fornisce composti, metodi per la loro preparazione, metodi per il loro utilizzo e composizioni che li comprendono atte all’applicazione industriale nel settore farmaceutico.
La presente invenzione fornisce composti, composizioni e metodi adatti per il trasporto e il rilascio di sostanze utili in medicina diagnostica e terapeutica, come le tecniche di acquisizione di immagine e i trattamenti di alterazioni patologiche di organi e tessuti.
In particolare, ma non in modo esclusivo, la presente invenzione si riferisce al settore dei radiofarmaci antitumorali, intendendo sia le sostanze utili a scopo diagnostico, sia le sostanze utili a scopo preventivo o terapeutico.
Sfondo dell'invenzione
La terapia dei tumori è per la maggior parte esercitata mediante l’utilizzo di sostanze mirate all’uccisione della cellula neoplastica. Questo può essere ottenuto con sostanze citotossiche, che devono entrare nella cellula tumorale per poter esercitare appieno il loro effetto, oppure mediante trattamento della cellula tumorale con radiazioni aventi un’energia sufficiente ad uccidere la cellula stessa. In entrambi i casi, esiste il problema di portare la sostanza quanto più selettivamente possibile sulla cellula bersaglio, in modo da evitare possibili danni alle cellule sane circostanti. Nel caso di radiofarmaci, ossia sostanze che recano delle porzioni radioattive, è particolarmente sentito il problema di portare selettivamente la parte attiva (ossia la porzione radioattiva) sul bersaglio tumorale, evitando quanto possibile la diffusione del radionuclide nell’organismo o l’interazione con cellule sane circostanti il tumore.
Come discussione di tutta la problematica, e le soluzioni proposte finora, si vedano i brevetti US 5.283.342, US 5.608.060 e US 5.955.605, della Neorex, facenti capo a una domanda depositata il 9 giugno 1992. Tali brevetti sono qui specificamente incorporati per riferimento.
In questi documenti si affronta, tra l’altro, il problema della resistenza della molecola recante il radionuclide agli attacchi metabolici dell’organismo. Nello specifico, il caso trattato con maggior attenzione è la molecola di biotina, che rappresenta una delle scelte primarie nel portare il radionuclide sul tumore bersaglio, grazie alla sua nota interazione con le avidine. La biotina, come da prassi consolidata, è legata alla porzione chelante il radionuclide, ad esempio una molecola di DOTA, attraverso un ponte (“linker"). Infatti, i brevetti della Neorex si pongono il problema della resistenza del complesso costituito dalla molecola di biotina, così collegata al radionuclide attraverso il “linker”, alle biotinidasi, enzimi che spaccano il legame peptidico presente nel complesso. Tale legame è originato dall’unione del chelante e la biotina.
Tra le caratteristiche altamente desiderate, la molecola deve essere eliminata dall’organismo in maniera rapida ed efficiente, e deve essere sufficientemente piccola (p.m. < 1000) per permettere la sua facile distribuzione nel fluido extracellulare dove si legherà al tumore. Inoltre, deve dimostrare di essere stabile in vivo con minimo grado di . cattura da parte delle cellule non tumorali, rapida eliminazione (renale) e non deve essere metabolizzata.
A queste caratteristiche si aggiunge la necessità di una certa stabilità tra la parte biotina e la porzione chelante della molecola.
Infatti, la porzione chelante non si deve liberare in vivo, rilasciando parti della molecola potenzialmente pericolose per l’organismo. È evidente all’esperto del settore il problema del rilascio del radionuclide dalla parte chelante, comprendente ioni di metalli del tutto estranei all’organismo, quando addirittura dotati di radioattività di vario tipo, fino ad arrivare a radiazioni ad elevata energia, quindi altamente dannose.
Riassunto dell'invenzione
È stato ora trovato che il composto di formula (I), come sotto rappresentato, non solo risponde ai requisiti richiesti a un tale composto nella terapia e diagnostica dei tumori o di altre patologie rilevabili e trattabili con tale genere di composti, ma anche presenta il vantaggio di non sottostare a reazioni metaboliche che possano liberare la parte complessante della molecola. In tal modo, la molecola sarà eliminata dall’organismo in forma inalterata e completa, ovviando così al problema della possibile liberazione della parte chelante, comprensiva dello ione metallico imprigionato nella stessa.
Pertanto, è un oggetto della presente invenzione un composto di formula (I)
dove:
Q è un gruppo -(CH2)n-, dove n è un numero intero compreso tra 4 e 12, nel qual caso R’ non esiste, oppure Q è scelto nel gruppo che consiste di dove a e b sono, indipendentemente, un numero intero compreso fra 0 e n, R’ è definito di seguito, oppure Q è cicloesile, fenile, nel qual caso R’ è un sostituente sull’anello cicloesile o fenile;
R è idrogeno oppure -A, dove -Λ è un macrociclo di formula (II)
dove i vari Y, che possono essere uguali o diversi fra loro, sono scelti nel gruppo che consiste di idrogeno, alchile C1-C4 lineare o ramificato, -(CH2)m-COOH, dove m è un numero intero compreso fra 1 e 3; X è idrogeno, oppure il gruppo -CH2-U, dove U è scelto fra metile, etile, p-amminofenile, oppure X è il gruppo -(CHW)0-Z, dove o è un numero intero compreso fra 1 e 5, W è idrogeno, metile o etile, Z è un gruppo eterociclico a 5 0 6 membri contenente uno o più eteroatomi scelti fra O, N-Ri, essendo Ri un atomo di idrogeno oppure uri gruppo alchile C1-C4 lineare o ramificato, ed S; oppure Z è scelto tra
alchile line are o ramificato,
p è il numero intero 2 o 3
R’ è scelto nel gruppo che consiste di idrogeno, alchile C1-C4 lineare o ramificato, -(CH2)q-T, dove T è scelto nel gruppo che consiste d e q è il numero intero 1 o 2;
R” ha gli stessi significati di R, con le seguenti condizioni: se R è -A, R” è idrogeno, se R è idrogeno, R” è -Λ, oppure R e R” sono entrambi, rispettivamente, -(CH2)r-A (per R) dove r è un numero intero compreso fra 4 e 12, e -A (per R”) essendo Q un gruppo -(CH2)n- dove n è un numero intero compreso fra 4 e 12.
Per gruppo alchile C1-C4 lineare o ramificato si intende metile, etile, propile, isopropile, n-butile, sec-butile, iso-butile, ter-butile.
Per eterociclo a 5 o 6 termini si intende un eterociclo aromatico o non aromatico avente almeno un eteroatomo nell'anello scelto fra O, N-Ri, S, come ad esempio 2-, 3- 0 4-piridile, 2-, 4-, o 5-imidazolile.
Un primo gruppo di composti preferiti secondo la presente invenzione sono i composti di formula (I) dove R è idrogeno, Q è -(CPhJn-, dove n è un numero intero compreso tra 4 e 8, preferibilmente 6, R” è -A, Y è sempre -CH2-COOH; X è idrogeno, p è 2.
Sono un ulteriore oggetto della presente invenzione anche i complessi del composto di formula (I) con radioisotopi per uso diagnostico e/o terapeutico. Esempi di tali radioisotopi sono: Fe-52, Mn-52m, Co-55, Cu-64, Ga-67, Ga-68, Tc-99m, In-111, 1-123, I-125, 1-131, P-32, Sc-47, Cu-67, Y-90, Pd-109, Ag-111, Pm-149, Re-186, Re- 188, At-211, Bi-212, Bi-213, Rh-105, Sm-153, Lu-177, Au-198.
Un primo gruppo di complessi preferiti secondo la presente invenzione sono quelli dove nei composti di formula (I), R è idrogeno, Q è -(CH2)n-, dove n è un numero intero compreso tra 4 e 8, preferibilmente 6, R” è -A, Y è sempre -CH2-COOH; X è idrogeno, p è 2 e il radioisotopo è Y-90.
Sono ulteriori oggetti della presente invenzione procedimenti per la preparazione dei composti di formula (I) e dei loro complessi con radiofarmaci.
Ulteriori oggetti della presente invenzione sono composizioni farmaceutiche e/o diagnostiche comprendenti i composti di formula (I) e i loro complessi come sopra indicato.
Sono altri oggetti della presente invenzione l’uso dei composti di formula (I) e dei loro complessi con radioisotopi come medicamenti o diagnostici, in particolare per preparazione di medicamenti utili per la terapia o diagnosi dei tumori.
Questi ed altri oggetti attinenti la presente invenzione saranno illustrati in dettaglio nella parte che segue, anche per mezzo di esempi sperimentali.
Descrizione dettagliata dell’invenzione
Il composto secondo la presente invenzione è preparato secondo lo schema seguente, comprendente gli stadi di:
a) formazione di un legame ammidico tra il gruppo carbossilico della biotina e un gruppo amminico primario della diammina H2N-Q-NH2, essendo l’altro gruppo amminico primario opportunamente protetto, ad esempio con un gruppo Boc, se necessario
b) deprotezione del gruppo amminico primario;
c) riduzione del gruppo ammido a gruppo animino,
d) coniugazione con il desiderato chelante -A di formula (II).
La biotina è un prodotto commerciale. Diammine H2N-Q-NH2 sono disponibili in commercio e comunque preparabili con metodi noti.
La protezione del gruppo amminico primario viene facilmente condotta ricorrendo ai noti gruppi protettori, ad esempio il Boc, e comunque reperibili nei cataloghi commerciali e nella letteratura generale.
In alternativa, il composto di formula (I) secondo la presente invenzione, se R è idrogeno e R” un chelante macrociclico -Λ, può essere preparato secondo lo schema seguente:
a) formazione di un legame ammidico tra il gruppo carbossilico della biotina e un gruppo amminico primario della diammina H2N7Q-NH2, essendo l’altro gruppo amminico primario opportunamente protetto, ad esempio con un gruppo Boc, se necessario
b) deprotezione del gruppo amminico primario se il gruppo protettore è di tipo alchil uretanico, sensibile al trattamento con BH3-THF, ad esempio un gruppo Boc;
c) protezione selettiva di detto gruppo amminico primario con un gruppo protettore scelto fra quelli riportati in letteratura come resistenti alla successiva riduzione e distaccabili senza danneggiare l’anello biotinico
d) riduzione del gruppo ammido a gruppo ammino con BH3-THF; e) protezione del gruppo amminico secondario con protezione ortogonale ai precedenti gruppi protettori;
f) deprotezione del gruppo amminico primario;
g) coniugazione con il desiderato chelante come definito sopra; h) deprotezione del gruppo amminico secondario;
oppure se R è un macrociclo chelante -Λ e R” è idrogeno, dopo il passaggio d):
i) coniugazione con il desiderato chelante -Λ;
j) deprotezione del gruppo amminico primario.
La protezione del gruppo amminico primario del passaggio a) è già stata illustrata sopra. Per quanto riguarda la protezione del gruppo amminico del passaggio c) e la protezione del gruppo amminico secondario, il tecnico medio è in grado, ricorrendo alla sua conoscenza del settore, di scegliere l’adatto gruppo protettore.
Se R è -(CH2)r-A ed R” è -Λ, il composto (I) può essere preparato secondo lo schema seguente:
a) attivazione del gruppo -COOH della biotina secondo i metodi conosciuti nella sintesi peptidica
b) coniugazione della biotina attivata con una ammina della formula generale: BocNH(CH2)nNH(CH2)qNHBoc dove n e q possono variare, indipendentemente, da 4 a 12;
c) distacco del gruppo protettore Boc;
d) riduzione delTammide come sopra;
e) coniugazione con il desiderato chelante -A.
Alcune ammine secondarie illustrate nel passaggio b) sono reperibili in commercio; altre possono essere preparate secondo metodo convenzionali.
La coniugazione del composto secondo l’invenzione con il radioisotopo, a dare i complessi previsti nell’ambito della presente domanda, è condotta con i metodi tradizionali noti nel settore, ad esempio come descritto in P
Descrizione della realizzazione preferita dell’invenzione
Verrà ora fornita la descrizione dettagliata della preparazione del composto preferito di formula (I), ovvero quello in cui R è idrogeno, Q è -(CH2)n-, dove n è preferibilmente 6, R” è -A, Y è sempre -CH2-COOH; X è idrogeno, p è 2.
Il procedimento comprende:
a) formazione di un legame ammidico tra il gruppo carbossilico della biotina e il gruppo amminico primario dell’esametilendiammina, opportunamente protetta, ad esempio con un gruppo Boc; se necessario
b) deprotezione del gruppo amminico deU’esametilediammina; c) riduzione del gruppo ammido a gruppo animino,
d) coniugazione con il desiderato chelante.
Il passaggio a) del procedimento secondo la presente invenzione consiste nella formazione di un legame ammidico tra il gruppo carbossilico della biotina, ed il gruppo amminico primario deU'esametfiendiammina-Boc. La biotina è stata trattata con l'HATU per formare in situ un estere estremamente attivo che reagisce con il gruppo amminico dell'esametilendiammina-Boc per formare l'ammide. Questo meccanismo di attivazione, usato soprattutto per la sintesi, peptidica in fase solida, necessita di un ambiente basico. Per evitare che la base reagisca con l'estere attivo si usano delle basi terziarie organiche come la diisopropiletilamina (DIPEA) oppure la N-metilmorfolina (NMM). E' necessaria la protezione di uno dei due gruppi amminici deU’esametilediammina con U Boc ( ter -butilossicarbonile) per evitare di legare la biotina ad entrambe le estremità deUa catena diamminica. Il prodotto finale viene isolato dall' ambiente di reazione dopo evaporazione del solvente (DMF) e precipitazione con acqua. Il prodotto, ricristallizzato da propanolo è stato caratterizzato tramite <!>H-NMR, analisi elementare ed ESI-MS. La resa della reazione è circa l’88%.
Nel passaggio b), la biotinil-esametilendiammina-Boc viene solubilizzata in una miscela di AcOEt/HCl circa 3 M per effettuare il distacco del gruppo Boc. Dopo aver allontanato la miscela di solventi il prodotto è stato liofilizzato per eliminare completamente HC1. Il campione è stato purificato tramite ricristallizzazione da una soluzione acquosa a pH basico e caratterizzato tramite <!>H-NMR e TLC.
Nel passaggio c), la riduzione del gruppo ammidico è stata effettuata con BH3THF. Poiché il riducente è estremamente reattivo, bisogna lavorare in condizioni anidre. Il prodotto di partenza è stato tenuto sotto vuoto prima della reazione quindi solubilizzato in THF anidro (distillato con Sodio e Benzofenone). La miscela di reazione è stata tenuta a riflusso, in atmosfera di azoto, fino alla completa riduzione del gruppo ammidico (monitorata tramite spettri <!>H-NMR). Dopo aver evaporato il solvente a pressione ridotta, la miscela di reazione è stata trattata con una soluzione acquosa di HC1. Dopo aver liofilizzato la soluzione acida, il prodotto viene purificato sia tramite ricristallizzazione da una soluzione acquosa a pH basico sia tramite cromatografia su colonna in fase inversa. L'analisi del prodotto, effettuata tramite TLC analitica, evidenzia la sua purezza. La resa della reazione è circa il 55%.
Il passaggio d) prevede la reazione di coniugazione della biotinilesametilendiammina ridotta con il DOTA, effettuata con dei reagenti specifici per la formazione di legami ammidici in ambiente acquoso: l-(3-Dimetilamminopropil)-3-etilcarbodiimmide cloridrato (EDC), e sulfo-NHS. Il DOTA è stato solubilizzato in acqua e portato ad un pH circa uguale alla sua ρΚ3⁄43. In questo modo si ha solo un gruppo carbossilico in forma acida, e quindi si riduce la probabilità di ottenere prodotti secondari. Alla soluzione basica è stata aggiunta la Sulfo-NHS ed infine la EDC. Dopo la formazione dell'estere attivo in situ è stata aggiunta la biotinilesametilendiammina ridotta, controllando che il pH della soluzione rimanga circa 8,5. La purificazione del grezzo di reazione è stata effettuata tramite HPLC semipreparativa (Cie; CH3CN/H2O/TFA 0,1 %; CH3CN dal 5% al 25% in 20 min).
Sono oggetto della presente invenzione composizioni farmaceutiche 0 diagnostiche comprendenti come principio attivo almeno un composto di formula (I), anche sotto forma di complesso con un radioisotopo oppure, nel caso di detto composto di formula (I) in associazione con altri principi attivi utili nel trattamento delle patologie indicate nella presente invenzione, ad esempio altri prodotti con attività antitumorale; anche in forme di dosaggio separate o in forme adatte a terapie combinate. Il principio attivo secondo la presente invenzione sarà in miscela con opportuni veicoli e/o eccipienti di comune uso in tecnica farmaceutica, come ad esempio descritto in “Remington’s Pharmaceutical Sciences Handbook”, ultima edizione. Le composizioni secondo la presente invenzione conterranno una quantità terapeuticamente efficace del principio attivo. I dosaggi saranno determinati dall’esperto del settore, ad esempio il clinico o il medico curante a seconda del tipo di patologia da trattare e le condizioni del paziente, oppure in concomitanza con la somministrazione di altri principi attivi.
Esempi di composizioni farmaceutiche sono quelle che permettono la somministrazione per via parenterale o locoregionale. Composizioni farmaceutiche adatte allo scopo sono soluzioni, sospensioni, o forme liofilizzate da ricostituire al momento dell’uso.
Forme adatte all’applicazione industriale della presente invenzione sono anche i kit per radioterapia di tumori, come ad esempio descritto in EP 0 496 074, il lavoro di
È un ulteriore oggetto della presente invenzione un kit per la terapia o diagnosi di tumori mediante radioattività, caratterizzato dal fatto che almeno uno dei componenti di detto kit comprende un composto di formula (I) o un suo complesso con un opportuno radioisotopo.
I composti secondo la presente invenzione sono utili per la preparazione agenti terapeutici e/o diagnostici per la cura e diagnosi di tumori.
Ad esempio, sono utilizzabili in metodi di trattamento di tumori con radiofarmaci antitumorali, come ad esempio descritto nel brevetto europeo 0 496 074, il lavoro di Paganelli, Chinol e al. pubblicato su
II seguente esempio illustra ulteriormente l’invenzione.
ESEMPIO
Gli spettri NMR sono stati registrati in soluzione di DMSO-d6.
Ad una soluzione di Biotina (1 g, 4,1 mmol) ed NMM (0,451 mi, 1 eq) in DMF anidra è stata aggiunta una soluzione di N-Bocesametilendiammina HC1 (1,03 g, 1 eq) ed NMM (0,45 Imi, 1 eq) in DMF anidra. Dopo qualche minuto è stata aggiunta una soluzione di HATU (1,56 g, 1 eq) in DMF. La miscela di reazione è stata tenuta sotto agitazione a temperatura ambiente per una notte e successivamente evaporata a pressione ridotta. L’olio così ottenuto è stato cristallizzato per aggiunta di acqua e ricristallizzato con npropanolo ottenendo 1,6 g (3,6 mmol; resa 88%) del composto 1.
Il prodotto appare puro alla TLC (DCM/MeOH 5:1) rivelata con Ch/Tolidina.
H-NMR, δ (ppm): 1,1-1,658 (14 H, 7xCH2), 1,34 (9H, tBu), 2,05 (2H, CH2CO), 2,54 (IH, CH2S), 2,74-3,15 (CH2S e 2xCH2N), 4,12 e 4,28 (2Η, 2xCH biotina), 6,40 (2H, 2xNH biotina), 6,74 (IH, NH Boc), 7,74 (IH, NH ammide).
Analisi elementare. Calcolato per C2iH38N4O4S 0,5H2O: C 55,85; H 8,7; N 12,4. Trovato: C 56,2; H 8,8; N 12,4.
ESI-MS: [M+H]<+ >calcolato 443,6; trovato 443,1.
p.f.: 174-176°C
Ad una sospensione di BiotinilesametilendiamminaBoc (1) (1,6 g) in AcOEt è stato aggiunto HC1 al 37% in acqua fino ad ottenere una soluzione circa 3 M in HC1. La soluzione è stata tenuta sotto agitazione magnetica per 30 minuti ed infine evaporata a pressione ridotta. Il prodotto oleoso è stato successivamente liofilizzato con acqua, portato a pH 12 con NaOH 2M, raffreddando con ghiaccio, e la soluzione nuovamente liofilizzata. Il solido ottenuto (composto 2) è stato trattato più volte con MeOH per eliminare i sali presenti ed infine purificato per precipitazione con etere etilico dalla soluzione metanolica, ottenendo 1,1 g (resa 90%) di 2. Il composto appare puro alla TLC su gel di silice (eluente: n-propanolo/AcOH/thO, 1:1: 1) rivelata con una soluzione di fluorescamina in acetone a 366 nm e con Ch/o-toluidina.
Ή-NMR, δ (ppm): 1,1-1,64; 2,05; 2,52; 2,80; 2,93-3,13; 4,12 e 4,28; 6,4; 7,86.
p.f.: 179-182°C
Ad una soluzione di 8,8 mi di BH3 1 M in THF, tenuta sotto atmosfera di azoto a 0°C, è stata aggiunta l’ammina 2 (1,5 g, 4,3 mmol) finemente triturata e sospesa in 15 mi di THF anidro. La miscela è stata tenuta sotto agitazione magnetica a 0°C per circa 30 min e, successivamente, a riflusso fino a completamento della reazione (l'avanzamento della reazione è stato controllato tramite <Χ>Η-NMR su aliquote della miscela di reazione trattate con HC1 3 M a caldo ed evaporate a pressione ridotta). Alla fine della reazione è stato aggiunto HC1 3M; la miscela di reazione è poi stata tenuta a riflusso per 3 ore ed evaporata a pressione ridotta. Il grezzo di reazione (composto 3) è stato precipitato da acqua a pH circa 12 e purificato tramite RP-CC (LiChroprep RP-8, 40-63 pm; eluente: H2O/CH3CN/TFA-92:8:0, l) ottenendo 1,3 g (2,3 mmol, 55%) del composto 3, che appare puro alla TLC (stesso procedimento usato per il composto 2) .
<!>H-NMR δ (ppm): 1,30-1,58; 2,53; 2,77-3,15; 4,14 e 4,29; 6,38; 8,03 (3H, NH3<+>); 8,9 (2H, NH2<+>).
ESI-MS. [M+H]<+>calcolato 328,23; trovato 328,2
Ad una soluzione di D0TA-3H20 (100 mg, 0,2 mmol) in acqua, portata a pH 9,2, è stata aggiunta una soluzione di sulfo-NHS (86,8 mg, 0,4 mmol) in 1 mi di acqua. Dopo qualche minuto è stata aggiunta goccia a goccia una soluzione di EDC (76,7 mg, 0,4 mmol) in 0,5 mi di acqua a raffreddata con ghiaccio. La miscela di reazione è stata tenuta sotto agitazione per circa 20 min; successivamente è stata aggiunta goccia a goccia una soluzione dell’ammina 3 (111 mg, 0,2 mmol) sciolta in 1 mi di acqua a pH 8,6. Dopo circa 3 ore la soluzione di reazione è stata liofilizzata e il composto 4 grezzo è stato purificato tramite HPLC in fase inversa (Cis, A: 0,1% TFA in CH3CN; B 0,1% TFA in acqua; dal 10 al 15% di B in 20 min; Rt: 12,6 min) ottenendo 53 mg (20%) di prodotto, puro alla TLC (stesso procedimento usato per il composto 2) . Il test con fluorescamina in acetone, per saggiare la presenza di un gruppo amminico primario, risulta negativo.
Analisi elementare. Calcolato per C32H58N80eS-4TFA-H20: C, 40,41; H, 5,43; N, 9,42. Trovato: C, 40,48; H, 5,45; N, 9,09.
FAB-MS: [M+H]+ calcolato 715,9; trovato 715,6.
ESI-MS: [M+H]+ calcolato 715,9; trovato 715,4.
Sono state eseguite prove di marcatura, legame con avidina e stabilità in siero con il composto illustrato nell’esempio precedente. La stabilità in siero è stata valutata fino a 4 giorni. La valutazione è stata fatta mediante radiocromatografia HPLC, colonna gelfiltrazione tipo superdex (destrano legato a granelli di agarosio), eluizione isocratica con soluzione fisiologica (cloruro di sodio 0,9%), flusso 0.8 mi/ min, con la seguente procedura: la biotina marcata (con In-1 1 1 o Y-90) si mette ad incubare a 37°C insieme ad 1,0 mi di siero umano. Ai tempi desiderati (24, 48h etc.) si preleva una piccola aliquota di siero (20 microlitri) si mescola con un forte eccesso di avidina (100 microlitri = 1,0 mg) e dopo 15 minuti si inietta all'HPLC.
In una prima prova, il composto dell’esempio è stato marcato con <m>In acetato e posto ad incubare. Dopo incubazione si aggiunge al campione avidina. Dal controllo con HPLC, il composto risulta completamente legato all’avidina, non essendo stati rilevati altri picchi (marcatura 100%).
In una seconda prova, il complesso del composto dell’esempio con <m>In è stato incubato in siero a 37°C per 24 ore. Dopo incubazione si aggiunge al campione avidina. Dal controllo con HPLC, il composto risulta completamente legato all’avidina, non essendo stati rilevati altri picchi (marcatura 100%).
In una terza prova, è stato ripetuto l’esperimento precedente, prolungando l’incubazione in siero fino a 96 ore. Dal controllo con HPLC, il composto risulta sempre completamente legato all’avidina, non essendo stati rilevati altri picchi (marcatura 100%).

Claims (9)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Composto di formula (I)
    dove: Q è un gruppo -(CH2)n-, dove n è un numero intero compreso tra 4 e 12, nel qual caso R’ non esiste, oppure Q è scelto nel gruppo che consiste di -(CH2)a-CH(R’)-(CH2)b-, dove a e b sono, indipendentemente, un numero intero compreso fra 0 e n, R’ è definito di seguito, oppure Q è cicloesile, fenile, nel qual caso R’ è un sostituente sull’anello cicloesile o fenile; R è idrogeno oppure -A, dove -Λ è un macrociclo di formula
    dove i vari Y, che possono essere uguali o diversi fra loro, sono scelti nel gruppo che consiste di idrogeno, alchile Ci-C4 lineare o ramificato, -(CH2)m-COOH, dove m è un numero intero compreso fra 1 e 3; X è idrogeno, oppure il gruppo CH2-U, dove U è scelto fra metile, etile, p-amminofenile, oppure X è il gruppo -(CHW)0-Z, dove o è un numero intero compreso fra 1 e 5, W è idrogeno, metile o etile, Z è un gruppo eterociclico a 5 o 6 membri contenente uno o più eteroatomi scelti fra O, N-Ri, essendo Ri un atomo di idrogeno oppure un gruppo alchile C1-C4 lineare o ramificato, ed S; oppure Z è scelto tra -NH2, -NH-C(=NH)-NH2, -S-R2 dove R2 è un gruppo C1-C4 alchile lineare o ramificato, p è il numero intero 2 o 3 R’ è scelto nel gruppo che consiste di idrogeno, alchile C1-C4 lineare o ramificato, -(CH2)q-T, dove T è scelto nel gruppo che consiste di S-CH3, -OH, -COOH, e q è il numero intero 1 o 2; R” ha gli stessi significati di R, con le seguenti condizioni: se R è -A, R” è idrogeno, se R è idrogeno, R” è -A, oppure R e R” sono entrambi, rispettivamente, -(CH2)r-A (per R) dove r è un numero intero compreso fra 4 e 12, e -A (per R”) essendo Q un gruppo -(CH2)n- dove n è un numero intero compreso fra 4 e 12.
  2. 2. Complesso di un composto di formula (I) con un radioisotopo utile nella terapia e/o diagnostica.
  3. 3. Complesso secondo la rivendicazione 2, dove il radioisotopo è scelto nel gruppo che consiste di Fe-52, Mn-52m, Co-55, Cu-64, Ga-67, Ga-68, Tc-99m, In- 111, 1-123, 1-125, 1-131, P-32, Sc-47, Cu-67, Y-90, Pd-109, Ag-111, 1-131, Pm-149, Re- 186, Re- 188, At-211, Bi-212, Bi-213, Rh-105, Sm- 153, Lu-177, Au-198.
  4. 4. Complesso secondo la rivendicazione 2 e 3, dove, nel composto di formula (I) Q è -(CH2)n-, dove n è un numero intero compreso tra 4 e 8, preferibilmente 6, Y è -CH2-COOH e il radioisotopo è Y-90.
  5. 5. Composizione farmaceutica e/o diagnostica comprendente un composto della rivendicazione 1 o 2, in miscela con opportuni veicoli e/o eccipienti.
  6. 6. Uso del composto della rivendicazione 1 0 2 per la preparazione di un farmaco utile nel trattamento dei tumori.
  7. 7. Composizione farmaceutica e/o diagnostica comprendente un complesso di una delle rivendicazioni 2, 3 o 4, in miscela con opportuni veicoli e/o eccipienti.
  8. 8. Uso di un complesso di una delle rivendicazioni 2, 3 o 4 come radiofarmaco antitumorale.
  9. 9. Kit per la radioterapia 0 diagnosi di tumori, caratterizzato dal fatto che almeno uno dei componenti di detto kit comprende un composto della rivendicazione 1 o della rivendicazione 2.
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