ITRM940596A1 - Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, prodotto ottenuto e suo impiego - Google Patents

Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, prodotto ottenuto e suo impiego Download PDF

Info

Publication number
ITRM940596A1
ITRM940596A1 IT000596A ITRM940596A ITRM940596A1 IT RM940596 A1 ITRM940596 A1 IT RM940596A1 IT 000596 A IT000596 A IT 000596A IT RM940596 A ITRM940596 A IT RM940596A IT RM940596 A1 ITRM940596 A1 IT RM940596A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
annual
stems
trunks
plants
plant stems
Prior art date
Application number
IT000596A
Other languages
English (en)
Inventor
Paolo Giampiccolo
Original Assignee
Kenit Srl
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Kenit Srl filed Critical Kenit Srl
Priority to ITRM940596A priority Critical patent/IT1274164B/it
Publication of ITRM940596A0 publication Critical patent/ITRM940596A0/it
Publication of ITRM940596A1 publication Critical patent/ITRM940596A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1274164B publication Critical patent/IT1274164B/it

Links

Landscapes

  • Nonwoven Fabrics (AREA)
  • Treatments For Attaching Organic Compounds To Fibrous Goods (AREA)
  • Debarking, Splitting, And Disintegration Of Timber (AREA)
  • Agricultural Chemicals And Associated Chemicals (AREA)

Description

Descrizione dell’invenzione avente per titolo:
"Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, prodotto ottenuto e suo impiego"
DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda un procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, il prodotto ottenuto ed il suo impiego.
Più in particolare, la presente invenzione riguarda le fasi di manipolazione e trasformazione fino a prodotto finito per l’ottenimento di steli di piante annuali o poliennali, il loro essiccamento e raccolta nonché il processo per il trattamento degli steli così ottenuti fino alla produzione di tronchetti di differenti misure da destinarsi ad inerte ecologico quale ammortizzatore per imballaggi, coibentazioni e simili in sostituzione degli inerti plastici derivati dagli idrocarburi. Le dimensioni dei tronchetti è variabile in finizione del diametro degli steli e delle caratteristiche del materiale da proteggere o da isolare. Tale inerte, se non subisce inquinamenti di differente natura nel corso delle operazioni di disimballaggio ed è opportunamente stoccato, è suscettibile di venire riutilizzato come inerte oppure di essere recuperato, quale materia prima per differenti industrie oppure combusto per un ricavo energetico.
Le specie botaniche coltivate utilizzabili a tal fine sono innumerevoli ma, in primo luogo, si possono citare - per la particolare resistenza dovuta anche alle peculiari caratteristiche del tessuto corticale che contiene tiglio - le specie da fibra tessile, dette da fibra soffice ( soft fiber plants), di cui, le più note, sono la juta, la canapa, il ramie, il kenaf, la rosella, l’aramina, la crotolaria, ecc.
Sono ugualmente utilizzabili alcune graminacee caratterizzate da una notevole altezza raggiunta dagli steli. Ad esempio, si possono citare gli steli del sorgo, in particolare delle nuove varietà da fibra e di quelle da durra, quelli del mais, della canna gentile (Arundo donax) o del Miscanthus sp. per il quale sono in atto in tutto il mondo tentativi d’introduzione, specie alle latitudini più settentrionali. Ma innumerevoli sono le graminacee, e molte altre specie appartenenti a famiglie botaniche diverse che sono coltivate a differenti latitudini a scopi alimentari od industriali, che possono essere utilizzate come inerte da imballaggio.
Scopo della presente invenzione è l’ottenimento di tronchetti da steli interi (cioè parte corticale e xilema) di piante annuali da fibra tessile o cellulosica, da utilizzarsi secchi oppure, se necessario o per usi particolari, sterilizzati od impregnati di sostanze chimiche di protezione come nel caso delle sostanze ignifughe per una serie di applicazioni che vanno dal confezionamento, all’imballaggio, all’isolamento, ecc. oltre ad essere idonei quali materia prima industriale classica, per l’industria cartaria, dei pannelli per biomassa, per lettiere nell’industria zootecnica, per substrati di coltivazione nell’industria orto-floro-vivaistica. Per queste ultime applicazioni, e per ragioni di ordine economico, è da considerare il solo utilizzo dei tronchetti di recupero così come sarà indicato oltre. I problemi del trasporto e dello stoccaggio in attesa di utilizzazione possono essere facilmente superati con la destrutturazione del materiale cellulosico per iperpressione fino a formare formelle di forma parallelepipedica attraverso un procedimento meccanico che innalza la densità del materiale fino ad oltre dieci volte quella iniziale.
Un processo di de strutturazione del materiale cellulosico per compressione è descritto nella domanda di brevetto a nome della stessa Richiedente N° RM 94 A 000436, intitolato "Procedimento per il trattamento meccanico di prodotti legnosi, prodotto ottenuto e suo impiego".
La presente invenzione, è definita dalle rivendicazioni allegate.
Secondo la presente invenzione il percorso tecnologico da seguire per ottenere un prodotto valido come inerte da imballaggio a recupero cellulosico è il seguente:
A) Raccolta degli steli di specie da fibra tessile o cellulosica, privati della parte apicale, in fasci di altezza determinata (ad esempio 250 cm) e legati per facilitare la movimentazione e il trasporto.
B) Essiccamento in campo degli steli fino al raggiungimento di un grado di umidità tale da impedire il sorgere di fenomeni fermentativi, ed esalti fino al massimo possibile l’aderenza tra parte corticale e xilema.
C) Trasporto presso rimpianto di taglio. La lunghezza di 250 cm. dei fasci legati permette di facilitare dette operazioni.
D) Taglio ad esempio lunghezza di 2,5 cm per evitare il distacco della parte corticale dallo xilema e la creazione di trucioli o polveri.
La macchina finalizzata alla raccolta degli steli in fasci è di tipo trainato da trattore, operante su tre file distanti preferibilmente 40 ÷ 50 cm. come indicato dalla tecnica agronomica ormai generalmente accettata.
Il concetto ispiratore è quello di riunire ad una certa altezza da terra le tre file di piante in un'unica linea centrale per poterle convogliare, tramite un’unica cinghia, e trattenerle a terra, ancora prima di effettuare il taglio, con organi falcianti di tipo classico.
Una volta tagliate, le piante trattenute ad ima certa altezza da detta cinghia, vengono portate indietro e sollevate nella direzione deU’avanzamento della macchina. Essendo la parte apicale delle tre file concentrata in un'unica linea durante il percorso di trasporto e sollevamento, è semplice tagliare detta parte, all’altezza voluta, con un organo rotante posto nella parte superiore del telaio, in corrispondenza della linea di percorso.
La cimatura degli steli, oltre a rendere uniforme la lunghezza degli steli stessi, serve ad eliminare le parti non lignificate delle piante.
Dopo avere tagliato le cime, la pianta viene condotta verso un pianale inclinato che è dotato di organi convogliatori a movimento trasversale. I convogliatori accumulano gli steli nella parte posteriore laterale della macchina dove un apparato legatore consente di creare il fascio, legarlo e quindi espellerlo in una posizione dove il successivo passaggio del trattore non trova ostacolo. Nel rispetto del codice stradale e per consentire, quindi, un trasporto su strada, la macchina in posizione di trasporto non supera l’ingombro di 2,5 metri.
Per gli azionamenti, al fine di semplificare la costruzione e rendere più semplice la manutenzione, è preferibile utilizzare un’oleodinamica integrale.
La raccolta degli steli in fasci può risultare vantaggiosa anche per utilizzi di tipo diverso, quali il processo di separazione del tiglio dal legno nelle specie da fibra tessile destinate a materia prima per l’industria dei tessuti. Partendo da steli interi allineati, la separazione infatti verrebbe semplificata, ed inoltre potrebbe essere variata a piacere, attraverso ima modifica del taglio, la lunghezza del tiglio tessile secondo le esigenze deH'industria utilizzatrice.
Una macchina di questo genere può operare ad una velocità di circa 5 Km/h, per cui la capacità di lavoro, dato un rendimento di campo del 60% potrebbe essere di circa 0,4 ha/ora (0,1x1,35x5x0,6). La potenza del trattore richiesta può non superare i 35-45 KW (50-60 CV)
L'impianto prevede un apparato di taglio a lame, con moto alternativo, in modo che il prodotto sia parzialmente trattenuto e troncato senza subire sfaldamenti. Per alimentare tale apparato, rimpianto è corredato di un nastro alimentatore sul quale i fasci di steli vengono posti trasversalmente. Il nastro ha una larghezza di 2,6 m. così da ospitare i fasci della dimensione indicata. In prossimità del gruppo di taglio e per assicurare una certa continuità di lavoro anche con alimentazione irregolare è posto un nastro aggiuntivo di alimentazione e dosaggio. I tronchetti di stelo così ottenuti dopo il taglio sono convogliati in organi di trasporto di tipo meccanico e pneumatico che provvedono ad inviarli al luogo di stoccaggio o di successiva lavorazione.
La macchina opera con azione di taglio a lame a moto alternato. Questa tecnologia sembra meglio rispondere alle esigenze di processo, e deriva da tecnologie avanzate già impiegate nel settore del taglio di prodotti vegetali od alimentari ove è richiesto il massimo rispetto del prodotto da trattare: taglio netto senza sbavature ed assenza di residui.
Verranno ora descritte in riferimento alle figure dei disegni allegati le apparecchiature di raccolta e di taglio, a titolo di esempio illustrativo e non limitativo.
Nei disegni:
Le Figure 1A e 1B mostrano rispettivamente in vista schematica in pianta ed in elevazione laterale la macchina raccoglitrice di steli di piante, secondo l'invenzione;
le Figure 2A e 2B mostrano rispettivamente in vista schematica laterale ed in pianta rimpianto di taglio degli steli di piante in tronchetti, utili per gli scopi secondo l'invenzione.
Con riferimento alle figure 1A e 1B, la macchina raccoglitrice indicata nel suo complesso in 1, viene trainata da un convenzionale trattore 2 lungo filari di piante 4 da raccogliere disposti con una geometria controllata come è usuale nelle coltivazioni destinate a raccolta meccanizzata.
La macchina raccoglitrice 1 viaggia su ruote 5 e comprende una coppia di convogliatori 6, 7 che conducono gli steli delle piante 4 a cinghie di trasporto 8 verso un gruppo legatore 9 per formare fasci di steli.
Con riferimento alle figure 2 A e 2B la macchina di taglio degli steli raccolti dalla macchina mostrata nella Figura 1A e 1B, comprende un basamento 10, sul quale è disposto un tappeto trasportatore 11 per la alimentazione dei fasci di steli indicati in 12.
Nel loro percorso come indicato dalla freccia, i fasci di steli 12 sono catturati e dosati da un tappeto dosatore 13, per la loro erogazione verso un apparato di taglio 14 a lame alternate oscillanti. All'uscita dell'apparato 14, i tronchetti, mediante lo scivolo 15, sono condotti ad un tappeto di scarico 16, che li conduce ad un apparecchio di trasporto pneumatico indicato nel suo complesso in 17.
Verranno ora descritte alcune applicazioni secondo l’invenzione del materiale ottenuto dalle specie coltivate precedentemente citate, con particolare riferimento al kenaf ed al sorgo da fibra.
Data la possibilità di recupero del materiale prodotto, le applicazioni vengono qui suddivise in principali e secondarie.
La principale applicazione del materiale cellulosico prodotto è quella di inerte da imballaggio tendente a sostituire, in primo luogo, gli inerti plastici quali il polistirolo il cui consumo in Italia nel 1993 è stato di oltre 420.000 tonnellate. Dal polistirolo, si ottiene il polistirolo espanso da cui derivano differenti tipologie di prodotti da imballaggio il cui consumo globale in Italia supera le 50.000 tonnellate. Data la leggerezza del materiale, il problema del recupero di questo tipo di inerte da imballaggio, è molto complessa e difficile anche per l’alto onere dei costi di trasporto.
Il problema del recupero e del riciclo dei materiali da imballaggio è un problema molto attuale a livello mondiale, comunitario e nazionale.
Per tali materiali, l’ultima direttiva comunitaria pone nel termine di cinque anni i seguenti obbiettivi:
- recupero fra il 50 % ed il 65% dei rifiuti da imballaggio per riciclaggio od incenerimento;
- riciclo tra il 25% ed il 45%, con un minimo del 15% per ciascun materiale da imballaggio;
- possibilità d’incenerimento per la restante quota (tra il 20% ed il 25%).
I tronchetti quali inerte da imballaggio, si inseriscono perfettamente nella normativa comunitaria anche perché, come sarà evidenziato nelle applicazioni secondarie precisate negli esempi, esistono differenti possibilità di riciclaggio anche al di fuori dell’applicazione primaria - cioè come inerte da imballaggio - da parte di differenti industrie per le quali la domanda di materiale cellulosico quale materia prima è largamente insoddisfatta.
Quale fonte di energia, viste le molteplici iniziative mondiali, nazionali e comunitarie per lo sviluppo delle risorse energetiche alternative, l’inerte da specie botaniche proposto nella presente invenzione, ha degli enormi vantaggi rispetto ai derivati del petrolio: su base mondiale, perché possono essere prodotti ovunque, su base comunitaria perché alla luce della normativa vigente, i derivati del petrolio non possono essere semplicemente bruciati e possono essere utilizzati come combustibile alternativo solo in misura limitata.
La possibilità della destrutturazione di tali materiali, attraverso la compressione fino a formare formelle parallelepipedica o di altra forma ad alta densità, favorisce o risolve il problema dello stoccaggio e dei trasporti mentre per taluni materiali cellulosici, come evidenziato nella domanda di brevetto precedentemente menzionato, vengono addirittura migliorate le caratteristiche fisiche del materiale di origine, ampliando favorevolmente la gamma del loro riciclo quali materie prime per differenti industrie.
Vengono ora citate a titolo di esempio alarne applicazioni con particolare riferimento ai prodotti cellulosici ottenuti dal kenaf, dalla canapa e dal sorgo, senza che tale riferimento possa essere inteso in senso limitativo.
ESEMPIO 1
Impiego dei tronchetti come costituente principale di substrati fertilizzanti per colture vivaistiche ed ortoflorofrutticole.
I tronchetti ottenuti dalle specie sopra descritte ed, in particolare da quelle da fibra tessile o cellulosica, possono assorbire acqua in quantità pari a 3-4 volte il loro peso e, se si aggiungono all’acqua opportune dosi di fertilizzanti e microelementi, questi vengono in gran parte assorbiti dalle pareti dei vacui prima descritti restando ancorati con legami di carattere chimico/fisico. La cessione di tali elementi avviene lentamente ed in forma controllata, cosicché, se i tronchetti recuperati dall’imballaggio vengono impiegati come substrato per colture, tali sostanze possono essere utilizzate per le necessità vitali della pianta per lungo tempo, se non per tutto l’arco di vita della pianta stessa (piante annuali); l'acqua di imbibizione può naturalmente essere ripristinata ogni qualvolta la pianta lo richieda. I tronchetti possono essere utilizzati tali e quali o frammentati a seconda delle differenti esigenze degli apparati radicali delle specie in coltivazione.
Il taglio subito dagli steli fa sì che la presenza della fibra tessile - che normalmente è inferiore al 35% dello stelo - non costituisca affatto un fattore negativo nella formazione dei substrati, ma, proprio per la sua particolare resistenza al'azione dell’acqua, possa contribuire a ridurre la diminuzione di volume che si manifesta nelle piante in vaso a causa della progressiva alterazione delle componenti cellulosiche che sono attaccate dai microrganismi in presenza di composti azotati. I substrati ottenuti da torba più residui di piante tessili, come dimostrato da differenti ricerche condotte per il kenaf negli USA, possono determinare incrementi produttivi e/o qualitativi superiori a quelli dei substrati tradizionali a diversi componenti nella produzione di piante ornamentali e da vivaio. Le stesse prove hanno dimostrato che i residui di kenaf possono vantaggiosamente sostituire la torba fino al 75% del totale. Come noto, la torba presenta attualmente una offerta sempre più limitata a fronte di una domanda crescente, per la progressiva chiusura delle torbiere, specie sul territorio comunitario. Ciò è dovuto a ragioni di tutela ambientale degli ambienti umidi naturali quali le aree a torbiere. Ciò crea ima rarefazione sui mercati delle migliori torbe ed un incremento costante delle loro quotazioni di mercato. I tronchetti ottenuti dalle differenti piante allo stato naturale, presentano quasi sempre ima reazione pressoché neutra e non hanno bisogno di ammendanti. I substrati realizzati possono essere opportunamente additivati con soluzioni nutritive, e costituire, tramite idonea fertilizzazione, ottimi sostitutivi personalizzati alle differenti esigenze nutritive delle specie oggetto di coltivazione.
ESEMPIO 2
Impiego dei tronchetti di recupero come lettiera per allevamento animale stabulante (pollame, animali da bassa corte, suini, vaccine)
Nell'allevamento del pollame e di molte specie animali è diffuso da tempo l’utilizzo di segatura da legno, trucioli, minuzzoli di legno ecc. come lettiera assorbente delle deiezioni; tale impiego è particolarmente adatto per i tronchetti di recupero che possono assorbire intimamente le deiezioni senza impaccare, una caratteristica negativa dei residui legnosi quali i trucioli e le segature da specie arboree. Tale caratteristica negativa impone all’allevatore di fresare la lettiera ogni due settimane con aggravio dei costi di esercizio. Prove comparative effettuate fra lettiere formate da residui di legno (trucioli, segature) con lettiere formate da residui di kenaf hanno dimostrato per il kenaf la possibilità di realizzare più cicli di allevamento di polli da carne su una stessa lettiera pur impiegando una quantità minore di materiale cellulosico a metro quadro. Inoltre, sono migliorati sensibilmente gli indici di trasformazione del mangime in carne, si è notevolmente abbassata l’incidenza della mortalità dovuta a differenti patogeni, si è notevolmente abbassato il livello del’ammoniaca nell’aria. Oltre a questi fattori, l’utilizzazione di tale tipo di lettiera ha degli importanti riflessi sul piano economico per la riduzione dei costi di allevamento: i costi di rinnovo della lettiera sono risultati riducibili di almeno quattro volte ed il letame residuo (pollina) assume un maggior valore quale fertilizzante per il maggior contenuto in sostanze fecali. In più, con il truciolo e le segature, l’allevatore sostiene i costi di smaltimento proprio a causa del materiale legnoso, difficilmente degradabile. I materiali cellulosici legnosi derivati dallo xilema dalle piante annuali o poliennali erbacee che rappresentano oltre i 2/3 dello stelo, sono molto più alterabili del legno.
Il maggiore potere fertilizzante delle lettiere esauste costituite da tronchetti ridurrà i quantitativi unitari da applicare ai terreni limitando anche i pericoli di inquinamento delle falde da azoto e fosfati solubili, le renderà più accette agli agricoltori e probabilmente ai funghicoltori non solo per un più alto valore in elementi fertilizzanti ma anche per un più basso contenuto in elementi cellulolitici. La presenza di tiglio più resistente agli agenti di degradazione cellulosica non può che esplicare, prima della sua degradazione, un’azione migliorativa delle caratteristiche fisiche dei terreni.
L’impiego negli allevamenti animali di altre specie è stato condotto per i cavalli (kenaf e canapa), per i maiali (mais, sorgo).
Per gli allevatori di equini da competizione, la mancanza di palatabilità di alcune specie (canapa, kenaf, rosella, juta, ecc.) evita qualsiasi assunzione della lettiera da parte degli animali, contrariamente a quanto avviene per le paglie ed altri residui vegetali. Gli animali sono perfettamente isolati dal pavimento é l'elasticità della lettiera non origina fenomeni negativi di compattazione come nel caso dei trucioli di legno.
Inoltre, la facoltà di assorbimento della lettiera circoscrive le zone inquinate da deiezioni che possono venire eliminate con ima semplice forca. Ciò semplifica il mantenimento della lettiera e quindi le condizioni igieniche di allevamento. Anche in questo caso, la lettiera esausta può essere più facilmente utilizzata dairindustria dei funghi, data la più alta degradabilità delle componenti legnose dei tronchetti.
Pertanto, anche per le minori quantità di lettiera da applicare per unità di superficie, si possono sensibilmente ridurre i costi di allevamento aprendo la possibilità per l’allevatore di uno smaltimento gratuito delle lettiere esauste.
Neirallevamento dei suini su lettiera assorbente, l’utilizzazione dei tronchetti secondo l’invenzione può assumere una notevole importanza nella realizzazione delle cosiddette 'lettiere profonde" che sono adottate quando si allevino i suini in stalle da bovini non più utilizzate e recuperate per l’allevamento di tale specie. Le caratteristiche di assorbimento dei differenti materiali cellulosici ottenuti dalle specie botaniche già indicate permette non solo di contenere ma di minimizzare il rischio di inquinamento da reflui da questo tipo di allevamento animale nei terreni e nelle falde.
La compressione dei tronchetti di recupero in cubetti facilita, anche in questo caso, il trasporto e lo stoccaggio del materiale da lettiera e migliora le caratteristiche assorbenti del materiale. La riapertura dei cubetti può essere condotta per via umida, con l’irrorazione diretta del materiale compresso con una modestissima quantità di acqua o di soluzioni disinfettanti, oppure con macchine molto semplici e di poco costo che lavorano sul principio del molino a mascelle.
ESEMPIO 3
Impiego dei tronchetti di recupero per assorbire liquidi inquinanti di varia provenienza
La capacità dello xilema delle piante da fibra tessile o cellulosiche di assorbire sensibili quantità di liquidi è stata precedentemente illustrata. Se i tronchetti sono compressi in cubetti ed i cubetti debitamente riaperti per via meccanica, come indicato negli esempi precedenti, la loro capacità di assorbimento può essere esaltata ed essere convenientemente utilizzata per controllare perdite di liquidi particolari (acidi, basi, oli minerali, ecc.) da tubazioni, natanti, ecc., assorbendoli per tempi indefiniti e consentendone una successiva eliminazione razionale.
ESEMPIO 4
Tronchetti di recupero da destinare alla produzione di paste cellulosiche (chimiche, semi-chimiche, meccaniche) Il costante aumento dei consumi di prodotti cartacei, la rarefazione delle risorse forestali, il sempre maggior riutilizzo dei maceri ha recentemente acutizzato l’interesse dell’impiego delle specie erbacee annuali o poliennali quale nuova risorsa cellulosica per l’industria cartaria. Le piante erbacee hanno sempre rappresentato una fonte di materia prima di notevole interesse: alcune sono state già utilizzate con successo e poi abbandonate per ragioni ecologiche, quali la paglia od economiche, come la canapa la cui coltivazione pone anche dei problemi di etica e di sanità per la presenza di sostanze stupefacenti nelle foglie, nelle cime e nelle infiorescenze, ma non negli steli. Il ricorso sempre maggiore al riciclaggio della carta straccia pone un problema per il degrado qualitativo che tale materia prima di recupero subisce in fase di riutilizzazione. Da qui l’esigenza sempre maggiore di ricorrere all’integrazione di tali materiali con paste vergini di particolari resistenza alla sollecitazioni meccaniche sia nella fase di formazione del foglio, sia in quelle di utilizzazione della carta durante la stampa o negli altri impieghi come imballi e confezioni.
Le speranze di migliorare lo scenario comunitario delle risorse autoctone di materia prima cellulosica sul breve periodo, debbono passare, obbligatoriamente per le piante annuali da fibra tessile o cellulosica coltivabili nelle condizioni ecologiche dei Paesi membri.
I differenti programmi comunitari impegnati sul rilancio delle specie da fibra tessile tradizionali (canapa, cotone, lino) o su specie di nuova introduzione (kenaf, miscanthus, ecc.) o su nuove varietà di specie tradizionali a più alto contenuto in fibra cellulosica (sorghi per cartari) coincidono perfettamente, anche in questo caso, con le specie indicate per la produzione di tronchetti quali inerte da imballo a recupero cellulosico.
In più, le tecnologie della iperpressatura dei tronchetti apportano vantaggi fondamentali all'economia di produzione di paste cartarie da piante tessili o cellulosiche in quanto:
il minor volume del materiale ipercompresso permette di caricare e trattare in un impianto di determinate dimensioni tana quantità più che doppia di quanto si potrebbe caricare utilizzando materiale sciolto. Poiché gli apparecchi di cottura e trattamenti chimici in genere sono in pressione, e perciò costosissimi, il minor costo degli impianti utilizzanti materiale iperpressato ha valore fondamentale nel'economia dell’operazione;
utilizzando tronchetti precompressi i volumi delle soluzioni dei reattivi (Uscivi) vengono drasticamente ridotti, proporzionalmente ridotte sono anche le spese di vapore per il riscaldamento, quelle di stoccaggio, pompaggio ecc.;
i Uscivi di cottura ed i reattivi in essi contenuti si distribuiscono omogeneamente all'interno dei tronchetti iperpressati e non restano alla superficie degli stessi come accade per i tronchetti non pressati; l'attacco chimico deUa cottura precede quindi in condizioni identiche in tutti i punti del vegetale generando paste cartarie con migliori caratteristiche generali; in particolare modo, viene drasticamente abbattuto il numero degU incetti, cioè di quegli aggregati di fibre - in gergo cartario chiamati schegge - che restano ancora praticamente inattaccati dal reattivo influenzando negativamente le caratteristiche meccaniche della carta, creando punti di discontinuità e specialmente pregiudicandone le caratteristiche per l'impiego in carte da stampa;
alla migliore distribuzione dei liscivi fa riscontro un minor consumo dei reattivi, una maggior resa in pasta ed un minor inquinamento delle acque reflue.
Una completa serie di prove condotte recentemente ha permesso di quantificare (vedi tabella che segue) i vantaggi conseguenti alla ipercompressione del legno contenuto negli steli di kenaf (kenapulo) quale materia prima cellulosica risultante dopo l’estrazione del tiglio tessile ed utilizzato nella produzione di paste CTMP.
ESEMPIO 5
Impiego dei tronchetti di recupero per la produzione di energia elettrica da fonti alternative agli idrocarburi Le molteplici iniziative della comunità per lo sviluppo di fonti di energia alternative da prodotti cellulosici da biomasse ottenute da coltivazioni ad hoc oppure dal recupero di scarti cellulosici pongono i tronchetti, anche per la possibilità e la facilità della compattazione ampiamente illustrata nella citata domanda di brevetto RM 94 A 000436, in una posizione perfettamente allineata con l’ottica e gli obbiettivi perseguiti dalla Commissione.
La caratteristica del'utilizzo di un inerte cellulosico di recupero non pone limiti quantitativi percentuali al suo incenerimento a fini energetici, contrariamente a quanto avviene per i prodotti da imballaggio derivati dal petrolio.
TABELLA
Dati caratteristici di paste CTMP prodotte con minuzzoli di kenafulo tale e quale e di paste CTMP prodotte utilizzando minuzzoli di kenafulo iper compressi.

Claims (13)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, caratterizzato dal fatto di comprendere le seguenti fasi: a) predisporre in modo noto la coltivazione delle piante annuali o poliennali in filari a distanze prestabilite; b) provvedere al taglio e raccolta degli steli in fasci in lunghezze prestabilite prossime alla massima estensione in altezza; c) provvedere alla legatura in fasci degli steli delle piante eventualmente sottoposti a de sfogliatura; d) provvedere al taglio degli steli di detti fasci in tronchetti in modo da ottenere spezzoni sostanzialmente cilindrici con lunghezza sostanzialmente corrispondente al diametro dei medesimi; e) provvedere all imballaggio e/o stoccaggio dei tronchetti così ottenuti in attesa del loro impiego.
  2. 2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che le fasi a), b), c) sono effettuate sul campo, e le fasi c), d), e) sono effettuate in impianto industriale.
  3. 3. Procedimento secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che le fasi b) e c) sono effettuate mediante una apparecchiatura portata a rimorchio da un trattore convenzionale comprendente una coppia di convogliatori che conducono gli steli delle piante da tagliare a cinghie di trasporto disposte per condurre il materiale tagliato verso un gruppo legatore di tipo convenzionale.
  4. 4. Procedimento secondo la rivendicazione 1 o 2 caratterizzato dal fatto che la macchina di taglio degli steli raccolti dalla apparecchiatura secondo la rivendicazione 3 comprende un basamento sul quale è disposto un tappeto trasportatore per l'alimentazione dei fasci di steli cooperante con un tappeto dosatore per la loro erogazione verso un apparato di taglio a lame alternate oscillanti, la disposizione essendo tale per cui all'uscita dell'apparato di taglio vengono ottenuti tronchetti che sono condotti ad un tappeto di scarica che li trasporta verso un trasportatore di tipo pneumatico per il loro stoccaggio
  5. 5. Impiego di tronchetti di fusti di piante annuali o poliennali ottenuti come rivendicato in una o più delle precedenti rivendicazioni in qualità di costituente principale di substrati fertilizzanti per colture vivaistiche e/o ortoflorofrutticole.
  6. 6. Impiego di tronchetti di fusti di piante annuali o poliennali ottenuti come rivendicato in una o più delle precedenti rivendicazioni in qualità di lettiera per allevamento di animali stabulanti.
  7. 7. Impiego di tronchetti di fusti di piante annuali o poliennali ottenuti come rivendicato in una o più delle precedenti rivendicazioni in qualità di lettiera per allevamento di animali.
  8. 8. Impiego di tronchetti di fusti di piante annuali o poliennali ottenuti come rivendicato in ima o più delle precedenti rivendicazioni in qualità di materiale di assorbimento di liquidi inquinanti di varia provenienza.
  9. 9. Impiego di tronchetti di fusti di piante annuali o poliennali ottenuti come rivendicato in una o più delle precedenti rivendicazioni in qualità di materiale di partenza per la produzione di paste cellulosiche, chimiche, semi-chimiche, meccaniche destinate all'industria cartaria.
  10. 10. Impiego di tronchetti di fusti di piante annuali o poliennali ottenuti come rivendicato in una o più delle precedenti rivendicazioni in qualità di materiale combustibile per la produzione di energia termica e/o elettrica.
  11. 11. Impiego di tronchetti di fusti di piante annuali o poliennali ottenuti come rivendicato in una o più delle precedenti rivendicazioni in qualità di materiale da imballo di tipo sfuso in sostituzione di sfusi di origine idrocarburica.
  12. 12. Impiego di materiale costituito da tronchetti di fusti di piante annuali o poliennali ottenuti come rivendicato in una o più delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che il loro impiego secondo la rivendicazione 10 costituisce un riciclo del materiale impiegato come rivendicato nella rivendicazione 6, ovvero 7, ovvero 8, ovvero 11.
  13. 13. Procedimento, lavorazione ed impiego di steli di piante annuali o poliennali, idonei al tagio in tronchetti, in cui le piante annuali o poliennali sono costituite da piante tessili o da fibra cellulosica o di altra natura.
ITRM940596A 1994-09-20 1994-09-20 Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, prodotto ottenuto e suo impiego IT1274164B (it)

Priority Applications (1)

Application Number Priority Date Filing Date Title
ITRM940596A IT1274164B (it) 1994-09-20 1994-09-20 Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, prodotto ottenuto e suo impiego

Applications Claiming Priority (1)

Application Number Priority Date Filing Date Title
ITRM940596A IT1274164B (it) 1994-09-20 1994-09-20 Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, prodotto ottenuto e suo impiego

Publications (3)

Publication Number Publication Date
ITRM940596A0 ITRM940596A0 (it) 1994-09-20
ITRM940596A1 true ITRM940596A1 (it) 1996-03-20
IT1274164B IT1274164B (it) 1997-07-15

Family

ID=11402731

Family Applications (1)

Application Number Title Priority Date Filing Date
ITRM940596A IT1274164B (it) 1994-09-20 1994-09-20 Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, prodotto ottenuto e suo impiego

Country Status (1)

Country Link
IT (1) IT1274164B (it)

Also Published As

Publication number Publication date
IT1274164B (it) 1997-07-15
ITRM940596A0 (it) 1994-09-20

Similar Documents

Publication Publication Date Title
JP7701875B2 (ja) 化学機械的細胞爆砕のためのプロセス、方法、およびシステム、ならびにこれにより製造された固体製品および液体製品
CN103340139B (zh) 一种利用杉树皮生产无土栽培基质的方法
Quintero et al. Variation of hydro-physical properties of burnt rice husk used for carnation crops: Improvement of fertigation criteria
US20190263727A1 (en) System And Method For Reprocessing Animal Bedding
DK201000111U3 (da) Strøelse til dyr samt anlæg til fremstilling af sådan strøelse
US10556843B2 (en) Process for producing hydro-mulch composition from muck
ITRM940596A1 (it) Procedimento per la raccolta ed il trattamento meccanico di steli di piante annuali o poliennali, prodotto ottenuto e suo impiego
CN205409601U (zh) 一种果蔬废弃物生产青饲料的加工设备
CN103409227A (zh) 一种茶油生产系统
US7553419B2 (en) Method of material processing to produce a fiber product
CN1485185A (zh) 花生壳制板
CN111350091A (zh) 一种新产品秸秆纤维熟料及其生产工艺
CN211311332U (zh) 一种有机垃圾处理生产线
CN108419533A (zh) 花椒带枝干燥及枝条灭菌利用技术
KR100290633B1 (ko) 재생지를 이용한 무균 깔판의 제조방법
CN208242282U (zh) 花椒带枝干燥及枝条灭菌机
CN107471376A (zh) 一种环保可降解秸秆和草类纤维的型材及方法
JP2001104000A (ja) バガスベイル及びこれを用いた資源材
US12285789B1 (en) Systems and methods for environmentally sound reprocessing and recycling of animal bedding for providing positive health aspects to animals and humans
CN207143196U (zh) 生物质废弃物、污泥处理系统
CN107498687B (zh) 一种环保可降解纤维的包装衬及方法
US20250262654A1 (en) Systems and methods for environmentally sound reprocessing and recycling of animal bedding for providing positive health aspects to animals and humans
CN204039352U (zh) 一种采用水草制备生物质颗粒的生产线
CA2491111A1 (en) A process for the production of cellulose fiber pulp
CN107788608A (zh) 一种环保可降解纤维凉鞋及方法

Legal Events

Date Code Title Description
0001 Granted
TA Fee payment date (situation as of event date), data collected since 19931001

Effective date: 19971127