ITTO20000892A1 - Circuito di comando di un regolatore di tensione variabile di una memoria non volatile con decodifica gerarchica di riga. - Google Patents

Circuito di comando di un regolatore di tensione variabile di una memoria non volatile con decodifica gerarchica di riga. Download PDF

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ITTO20000892A1
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IT
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volatile memory
voltage
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control
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IT2000TO000892A
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Andrea Sacco
Osama Khouri
Guido Torelli
Rino Micheloni
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St Microelectronics Srl
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Description

D E S C R I Z I O N E
del brevetto per invenzione industriale
La presente invenzione è relativa ad una memoria non volatile con decodifica gerarchica di riga, e più in particolare ad circuito di comando di un regolatore di tensione variabile facente parte di tale memoria non volatile .
Come è noto, le memorie non volatili sono tipicamente organizzate a matrice, nella quale linee di parola connettono i terminali di porta delle celle di memoria poste su una stessa riga e linee di bit connettono i terminali di pozzo delle celle di memoria poste su una stessa colonna.
Le righe della matrice di memoria sono indirizzate mediante un decodificatore di riga ricevente in ingresso un indirizzo codificato ed avente lo scopo di polarizzare la linea di parola della riga di volta in volta indirizzata ad una tensione stabile e precisa, il cui valore dipende dal tipo di operazione che sì effettua sulle celle di memoria di tale riga (lettura, programmazione, verifica, cancellazione).
In alcune memorie non volatili, inoltre, la matrice di memoria è organizzata secondo linee di parola globali e linee di parola locali. In particolare, la matrice di memoria comprende linee di parola globali ed una pluralità di linee di parola locali per ciascuna linea di parola globale, le quali sono collegate alla relativa linea di parola globale attraverso rispettivi stadi interruttori aventi lo scopo di consentire, quando accesi, il trasferimento della tensione presente sulla linea di parola globale alla rispettiva linea di parola locale ed alle quali sono poi fisicamente collegate le celle di memoria .
Un decodificatore di riga globale indirizza le linee di parola globali ed un decodificatore di riga locale indirizza le linee di parola locali. In particolare, il decodificatore di riga globale è direttamente collegato alle linee di parola globali e polarizza di volta in volta quella o quelle selezionate, mentre il decodificatore di riga locale comanda gli stadi interruttori in modo da consentire il collegamento selettivo fra le linee di parola locali e la rispettiva linea di parola globale .
Per il loro corretto funzionamento, ciascuno degli stadi interruttori necessita di ricevere una tensione di polarizzazione stabile, precisa e variabile per valori discreti in un certo intervallo, in cui l'estremo inferiore dell'intervallo è minore della tensione di alimentazione.
In particolare, gli stadi interruttori presentano tipicamente una struttura di tipo CMOS e sono formati da un transistore PMOS e da un transistore NMOS aventi terminale di sorgente e, rispettivamente, terminale di pozzo collegati assieme ed alla linea di parola globale, terminale di pozzo e, rispettivamente, terminale di sorgente collegati assieme ed alla linea di parola locale e terminali di porta riceventi rispettivi segnali di comando complementari fra loro.
II transistore NMOS presenta inoltre un terminale di bulk che deve essere polarizzato ad una tensione che è pari ad una tensione di massa durante le fasi di lettura e programmazione delle celle di memoria ed è pari ad una tensione di cancellazione negativa, ad esempio -8V, durante la fase di cancellazione, mentre il transistore PMOS presenta un terminale di bulk che deve essere polarizzato ad una tensione che tipicamente assume un valore di circa 6 V durante la fase di lettura, un valore di circa 1,5 V durante la fase di cancellazione e presenta un andamento a gradinata con un passo prefissato durante la fase di programmazione, in cui i valori iniziale e finale della gradinata dipendono dal tipo di celle di memoria utilizzate; ad esempio, per celle di memoria a quattro livelli (ossia celle di memoria in grado di memorizzare 2 bit per cella) la tensione di programmazione varia fra 1,5 e 9 V con un passo di circa 300 mV.
È altresì noto, però, che le memorie non volatili sono tipicamente del tipo a singola tensione di alimentazione, ossia ricevono dall'esterno una sola tensione di alimentazione avente valore* compreso ad esempio fra 2,5 e 3,8 V. ;Conseguentemente, la suddetta tensione variabile fra 1,5 e 9 volt, così come, in generale, tutte le tensioni che presentano andamenti a gradinata, viene generata internamente alla memoria non volatile nel modo illustrato nella figura 1, ossia mediante uno stadio alimentatore 1 formato da un circuito elevatore di tensione 2 ed un regolatore di tensione 3 collegati fra loro in cascata. ;In particolare, il circuito elevatore di tensione 2, generalmente noto con il nome di "survoltore di tensione" o di "pompa di carica", viene alimentato con la tensione di alimentazione VCc fornita dall'esterno alla memoria non volatile e fornisce1in uscita una tensione survoltata VHV maggiore della tensione di alimentazione VCC. La tensione survoltata VHV, essendo poco stabile in tensione, viene quindi fornita in ingresso al regolatore di tensione 3, il quale fornisce in uscita una tensione regolata VREG, la quale è stabile in tensione e presenta l'andamento a gradinata con ì valori sopra menzionati. ;In particolare, il regolatore di tensione 3 presenta tipicamente una struttura circuitale del tipo ad amplificatore operazionale retroazionato a guadagno variabile mostrata nella figura 2, ossia comprende essenzialmente un amplificatore operazionale <'>4 ed una rete di retroazione 8 di tipo resistivo. ;In dettaglio, l'amplificatore operazionale 4 presenta un terminale di alimentazione ricevente la tensione survoltata VHV generata dal circuito elevatore di tensione 2, un terminale non invertente ricevente una tensione di riferimento VREF, un terminale invertente collegato ad un nodo 6, ed un terminale di uscita fornente la tensione regolata VREG, mentre la rete di retroazione 8 è costituita da un partitore resistivo formato da un primo resistore dì retroazione 10 di tipo variabile collegato fra il terminale di uscita dell'amplificatore operazionale 4 ed il nodo 6 ed avente una resistenza RA, e da un secondo resistore di retroazione 12 collegato fra il nodo 6 ed il terminale invertente dell'amplificatore operazionale 4 ed avente una resistenza RB. ;Con la struttura circuitale mostrata nella figura 2, la tensione regolata VREG è pertanto legata alla tensione di riferimento VREF dalla nota relazione: ;;; ;; Dato che il secondo resistere di retroazione 12 presenta una resistenza RB costante, facendo variare la resistenza RA del primo resistere di retroazione 10 si fa conseguentemente variare la tensione regolata VREG in funzione del rapporto fra le resistenze RA ed RB di retroazione. ;Il primo resistore di retroazione 10 è generalmente realizzato nel modo mostrato nella figura 3, ossia è formato da N resistori, indicati con 14.1, 14.2,..., 14.N, collegati in serie ed uguali fra loro, e da una pluralità di interruttori, indicati rispettivamente con 16.1, 16.2, ..., 16.N, collegati, ciascuno, in parallelo ad un rispettivo resistore 14.1-14.N e per mezzo dei quali è possibile cortocircuitare ciascuno dei resistori 14.1-14.N indipendentemente l'uno dall'altro. ;Gli interruttori 16.1-16.N sono tipicamente interruttori CMOS pass-gate e ciascuno di essi riceve, su un primo ed un secondo terminale di controllo, un primo e, rispettivamente, un secondo segnale di comando complementari fra loro, i quali sono indicati nella figura 3 con φχ, φ1 per il primo interruttore 16.1, con φ2, φ2 per il secondo interruttore 16.2, e così via. ;In particolare, attraverso I<n>opportuno comando in apertura o in chiusura degli interruttori 16.1-16.N, è possibile realizzare una resistenza variabile fra un valore minimo pari a zero, quando tutti gli interruttori 16.1-16.N sono comandati in chiusura e cortocircuitano i rispettivi resistor! 14.1-14.N,"ed un valore massimo pari alla somma delle resistenze di tutti i resistor! 14.1-14.N, quando tutti gli interruttori 16.1-16.N sono comandati in apertura e non cortocircuitino i rispettivi resistori. ;La precisione ottenuta sulla tensione regolata VREG è tanto maggiore quanto minore è la resistenza degli interruttori 16.1-16.N che sono chiusi. ;Infatti, ipotizzando che degli N resistori 14.1-14.N che formano il primo resistore di retroazione 10, K non siano cortocircuitati, ossia che K interruttori siano aperti e che N-K interruttori siano chiusi, allora la tensione regolata VREG ideale, ossia che si avrebbe se tutti gli interruttori fossero ideali e quindi non presentassero una loro resistenza, è: ; ;; in cui Rs è la resistenza di ciascuno dei resistori 14.1-14.N, mentre la tensione regolata VREG reale, ossia che si ha tenendo conto della resistenza degli interruttori, è: ;;; ;; in cui RI è la resistenza di ciascuno degli interruttori 14.1-14.N quando questi sono chiusi. ;Pertanto, l'errore assoluto E commesso sul valore della tensione regolata VREG vale: ;;; ;; Come si può notare, 1'errore assoluto E commesso sul valore della tensione regolata VREG risulta direttamente proporzionale alla resistenza degli interruttori 16.1-16.N ed al loro numero, per cui risulta evidente come la minimizzazione di tale errore assoluto E possa essere effettuata minimizzando la loro resistenza, ovvero rendendo i transistori NMOS e PMOS formanti tali interruttori sufficientemente conduttivi. ;Nella figura 4 è mostrato lo schema circuitale di uno degli interruttori 16.1-16.N, in particolare l'interruttore 16.1, il quale è formato da un transistore PMOS 18.1 e da un transistore NMOS 20.1 aventi terminale di sorgente e, rispettivamente, terminale di pozzo ;collegati assieme e definenti un primo nodo A collegato ;a sua volta ad un primo terminale del relativo resistore ;14.1, terminale di pozzo e, rispettivamente, terminale ;di sorgente collegati assieme e definenti un secondo nodo B collegato a sua volta ad un secondo terminale del ;relativo resistore 14.1, e terminali di porta riceventi ;il segnale di comando Φ1 e, rispettivamente, il segnale ;di comando Φ1 . ;I segnali di comando Φ1 e Φ1 sono generati da un ;circuito di comando, indicato in figura .4 con 22, avente OV un ingresso di alimentazione ricevente una tensione di ;alimentazione VPG, un ingresso di segnale ricevente segnali di controllo S generati da un opportuno circuito ;di controllo (non mostrato), ed una pluralità di coppie ;di uscite, una per ciascuno degli interruttori 16.1-16.N, fornenti i segnali di comando Φ1, Φ1, ..., φΝ, φΝ;per gli interruttori 16.1-16.N stessi. ;Al fine di minimizzare la resistenza ;dell'interruttore 16.1 quando questo è chiuso, ossia<' >la ;resistenza che si vede fra i nodi A e B, le ampiezze dei ;segnali di comando φ1 e Φ1 forniti ai terminali di porta ;dei transistori PMOS ed NMOS 18.1, 20.1 devono essere sufficientemente elevate. Infatti, se i nodi A e B si trovano ad un potenziale relativamente basso, il transistore PMOS 18.1 condurrà poca corrente, mentre sarà il transistore NMOS 20.1 a condurre la maggior parte della corrente, realizzando così un cortocircuito che sarà tanto più efficace quanto più elevata è l'ampiezza del segnale di comando Φ1 fornita al terminale di porta del transistore NMOS 20.1 stesso. ;Se invece i nodi A e B si trovano ad un potenziale relativamente alto, il transistore NMOS 20.1 contribuirà poco alla conduzione di corrente, la quale scorrerà prevalentemente nel transistore PMOS 18.1, e sarà pertanto quest'ultimo a realizzare un cortocircuito efficace. In questa condizione di polarizzazione dei nodi A e B, inoltre, lo spegnimento del transistore PMSO 18.1 può essere effettuato in modo efficace soltanto fornendo al suo terminale di porta un segnale di comando φ1 avente ampiezza elevata, in particolare un segnale di comando almeno pari alla tensione del nodo A. ;Per polarizzare i terminali di porta dei transistori PMOS ed NMOS degli interruttori 16.1-16.N in modo da garantire una buona cònduttività di questi ultimi, è stato in passato proposto di fornire al circuito di comando 22, come tensione di alimentazione VPG, la tensione survoltata VHV generata dal circuito elevatore di tensione 2. In questo modo, infatti, essendo la tensione survoltata VHV più elevata della tensione regolata VREG generata dal regolatore di tensione 3, i segnali di comando forniti agli interruttori 16.1-16.N presentano ampiezze che sono le più elevati possibili. ;Essendo però la'tensione survoltata VHV caratterizzata da un andamento pulsante molto marcato, tramite l'accoppiamento capacitivo costituito dalle capacità porta-sorgente e porta-pozzo dei transistori PMOS ed NMOS 18 e 20 egli interruttori 16.1-16.N, tale andamento pulsante viene riportato sull'uscita del regolatore di tensione 3 e costituisce un disturbo indesiderato presente sulla tensione regolata VREG generata dal regolatore di tensione 3. ;Pertanto, tale soluzione risulta soddisfacente per quanto riguarda la conduttività dei transistori PMOS ed NMOS 18 e 20, ma insoddisfacente per quanto riguarda la reiezione al rumore. ;Per ovviare a tale inconveniente, è stata proposta una soluzione alternativa che consiste nel fornire al circuito di comando 22, come sua tensione di alimentazione VPG, la tensione regolata VREG fornita dal regolatore di tensione 3, ossia. Tale soluzione risulta soddisfacente sia dal punto di vista della conduttività dei transistori PMOS ed NMOS 18 e 20 che dal punto di vista della reiezione al rumore fintantoché la tensione regolata VREG fornita dal regolatore di tensione 3 risulta sufficientemente elevata, mentre perde efficacia nel momento in cui si richieda al regolatore di tensione 3 di fornire una tensione regolata VREG relativamente bassa, anche inferiore a quella di alimentazione Vcc fornita dall'esterno alla memoria non volatile. ;In questa condizione, infatti, i transistori PMOS ed NMOS 18 e 20 degli interruttori 16.1-16.N, che si vorrebbero assimilabili a dei cortocircuiti, verrebbero ad essere di fatto equiparabili a dei resistori le cui resistenze sono funzione della tensione regolata VREG fornita dal regolatore di tensione 3 e contribuirebbero quindi direttamente a determinare la resistenza del primo resistore di retroazione 10, e quindi il valore della tensione regolata VREG stessa, con evidente perdita di precisione o, in caso estremo, del controllo del valore desiderato della tensione regolata VREG. ;Scopo della presente invenzione è quello di realizzare una memoria non volatile provvista di regolatore di tensione comandato da un circuito di comando che consenta di superare almeno in parte gli inconvenienti dei circuiti di comando sopra descritti. ;Secondo la presente invenzione viene realizzata una memoria non volatile, come definita nella rivendicazione 1. ;Per una migliore comprensione della presente invenzione viene ora descritta una forma di realizzazione preferita, a puro titolo di esempio non limitativo e con riferimento ai disegni allegati, nei quali: ;- la figura 1 mostra uno schema circuitale di uno stadio alimentatore generante una tensione regolata utilizzata in una memoria non volatile con decodifica gerarchica di riga; ;- la figura 2 mostra uno schema circuitale di principio di un regolatore di tensione variabile facente parte dello stadio alimentatore di figura 1; ;- la figura 3 mostra uno schema circuitale più dettagliato di una parte del regolatore di tensione variabile di figura 2; ;- la figura 4 mostra uno schema circuitale di un interruttore CMOS pass-gate e di un relativo circuito di comando ; e ;- la figura 5 mostra 1'architettura di una memoria non volatile con decodifica gerarchica di riga comprendente un circuito commutatore realizzato secondo la presente invenzione ed utilizzato in combinazione con il circuito di comando di figura 4'. ;Nella figura 5 è mostrata l'architettura di una memoria non volatile con decodifica gerarchica di riga, Per semplicità illustrativa, la figura 5 mostra una sola delle linee di parola globali ed alcune delle linee di parola locali ad essa associate ed è relativa unicamente alla generazione delle alte tensioni positive necessarie per la polarizzazione delle linee di parola durante le fasi di lettura e programmazione delle celle di memoria. ;In particolare, secondo quanto illustrato nella figura 5, la memoria non volatile, indicata nel suo insieme con 30, comprende una matrice di memoria 32 organizzata secondo linee di parola globali 34 e linee di parola locali 36 ed includente una pluralità di celle di memoria 38, in particolare, celle*di memoria multilivello, organizzate a loro volta secondo righe e colonne, in cui le linee di parola globali 34 sono indirizzate mediante un decodificatore di riga globale 40 e le linee di parola locali 36 sono indirizzate mediante un decodificatore di riga locale 42.
In particolare, a ciascuna linea di parola globale 34 sono associate una pluralità di linee di parola locale 36, le quali sono collegate alla rispettiva linea di parola globale 34 attraverso rispettivi transistori PMOS 44 di selezione presentanti, ciascuno, terminale di sorgènte collegato alla linea di parola globale 34, terminale di pozzo collegato alla linea di parola locale 36 e terminale di porta collegato al decodificatore di riga locale 42 attraverso una rispettiva linea di controllo 46 distinta dalle linee di controllo 46 a cui sono collegati gli altri transistori PMOS 44 e sulla quale riceve un relativo segnale di comando.
In dettaglio, il decodificatore di parola globale 40 comprende una circuìteria di decodifica globale 50 atta ad identificare la linea di parola globale 34 da indirizzare ed una pluralità di stadi di pilotaggio globali di uscita 52, uno per ciascuna linea di parola globale 34 (uno solo dei quali è mostrato nella figura), interposti fra la circuiteria di decodifica globale 50 e le linee di parola globali 34 3⁄4d atti a polarizzare le linee di parola globali 34 stesse alle tensioni che di volta in volta sono necessarie.
Analogamente, il decodificatore di riga locale 42 comprende una circuiteria di decodifica'locale 54 atta ad identificare la linea di parola locale 36 da indirizzare ed una pluralità di stadi di pilotaggio locali di uscita 56, uno per ciascuna linea di parola locale 36, interposti fra la circuiteria di decodifica locale 54 e rispettive linee di controllo 46 collegate ai terminali di porta dei transistori PMOS 44 ed atti a comandare 1'accensione e lo spegnimento dei transistori PMOS 44 stessi per consentire o meno il trasferimento della tensione presente sulla linea di parola globale 34 alle linee di parola locali 36.
L'indirizzamento delle linee di parola globali 34 può essere alternativamente effettuato mediante un unico decodificatore di riga globale 40 o più decodificatori di riga globali 40 fra loro distinti, cosi come 1'indirizzamento delle linee di parola locali 36 può essere alternativamente effettuata mediante un unico decodificatore di riga locale 42 o più decodificatori di riga locali 42 fra loro distinti.
La memoria non volatile 30 comprende inoltre un primo stadio alimentatore 60 del decodificatore di riga globale 40; un secondo stadio .alimentatore 62 del decodificatore di riga locale 42; ed un terzo stadio alimentatore 64 per la polarizzazione del terminale di pozzo delle celle di memoria in fase di programmazione ed il terminale di sorgente (ed eventualmente del triplo well) in fase di cancellazione.
In particolare, gli stadi alimentatori 60, 62, 64 presentano una struttura circuitale del tutto identica a quella dello stadio alimentatore 1, ossia comprendono, ciascuno, un circuito elevatore di tensione 70, 72, 74 avente un ingresso collegato ad una linea di alimentazione 76 posta alla tensione di alimentazione VCc fornita dall'esterno alla memoria non volatile 30, ed una uscita fornente una tensione survoltata VHVI, VHV2 VHV3 avente ampiezza maggiore della tensione di alimentazione VCc (ad esempio 10 V); ed un regolatore di tensione 80, 82, 84 avente un ingresso collegato all'uscita del relativo circuito elevatore di tensione 70, 72, 74 ed una uscita collegata ad una linea di alimentazione 86, 88, 90, sulla quale fornisce una tensione regolata VREG1,
VREG2, VREG3-Alla linea di alimentazione 86 sono collegati la circuiteria di decodifica globale 50, gli stadi di pilotaggio globali di uscita 52 e tutti i terminali di bulk dei transistori PMOS 44, in modo da essere polarizzati alla tensione più alta al fine di evitare sia la polarizzazione diretta temporanea delle giunzioni PN (fenomeno del <">latch-up" ) che il cosiddetto "effetto body". Alla linea di alimentazione 88 sono invece collegati sia la circuiteria di decodifica locale 54 che gli stadi di pilotaggio locali di uscita 56.
I regolatori di tensione 80, 82, 84 presentano una struttura circuitale del tutto identica a quella del regolatore di tensione 3, la quale pertanto non verrà nuovamente descritta in dettaglio, e ciascuno di essi riceve in ingresso un rispettivo set di segnali di comando per i propri interruttori CMOS pass-gate. In particolare, nella figura 5 i segnali di comando forniti al primo regolatore di tensione 80 sono indicati con φ1χ, φ1χ , ..., φ1Ν , φ1Ν , i segnali di comando forniti al secondo rego
di tensione 80, 82, 84 sono generati da un circuito di comando 92 simile al circuito di comando 22 e presentante un ingresso di alimentazione riceventi una tensione di alimentazione Vps, un ingresso di segnale ricevente segnali di controllo SI generati da un opportuno circui-to di controllo non mostrato, ecluna pluralità di coppie di uscite, una per ciascun interruttore CMOS pass-gate dei regolatori di tensione 80, 82, 84, fornenti i summenzionati segnali di comando.
Nella tabella seguente è mostrato un esempio delle tensioni regolate VREGI, VREG2, VREG3 generate dai tre rego-latori di tensione 80, 82, 84 nelle varie fasi di funzionamento della memoria non volatile 32 alla quale viene fornita una .tensione di alimentazione Vcc di 3 V.
Dall'analisi della precedente tabella, si nota come durante la fase di lettura, la tensione regolata VREG2 viene mantenuta fissa ad un valore leggermente superiore a quello della tensione regolata VREG1, mentre durante la fase di programmazione la tensione regolata VREG2 può assumere soltanto due valori che sono comunque maggiori di quelli della tensione regolata VREG1.
Durante la fase di cancellazione, invece, la tensione regolata VREG3 varia a passi di 300 mV ed il suo valore iniziale è almeno pari alla massima tensione di alimentazione ammissibile per la memoria (3,6 V) e quindi garantisce un potenziale minimo adeguato.
Volendo pertanto alimentare il circuito di comando 90 con una tensione regolata generata da un regolatore di tensione, alla luce di quanto emerge dall'analisi della tabella precedente risulta pertanto evidente che il regolatore di tensione 82, cioè quello che fornisce in uscita la tensione regolata VREG2 per la polarizzazione del decodificatore di riga locale 42, sarebbe quello più indicato durante le fasi di lettura e programmazione, mentre il regolatore di tensione 84, cioè quello che fornisce in uscita la tensione regolata VREG3 per la polarizzazione dei terminali di pozzo e di sorgete delle celle di memoria 38, sarebbe quello più indicato durante la fase di cancellazione.
Secondo la presente invenzione, pertanto, la tensione di alimentazione VPG del circuito di comando 92 viene selezionata fra le tensioni regolate VREG2 e VREG3 mediante un circuito commutatore 94 formato da un primo e da un secondo interruttore 96, 98, realizzati ad esempio mediante transistori MOS, comandati in controfase mediante un primo ed un secondo segnale di comando S2 ed S3 generati da un circuito generatore di segnale non mostrato, ed aventi primi terminali collegati alle linee di alimentazione 88, 90 (collegate a loro volta alle uscite del regolatore di tensione 82 e, rispettivamente, del regolatore di tensione 84), e secondi terminali collegati assieme ed all'ingresso di alimentazione del circuito di comando 92 per fornire a quest'ultimo la tensione di alimentazione VPG.
In particolare, i segnali di comando S2 ed S3 determinano, in base alla fase di funzionamento in cui della memoria non volatile 30 (lettura, programmazione, cancellazione), da quale, fra il regolatore di tensione 82 ed il regolatore di tensione 84, viene alimentato il circuito di comando 92, ossia in base a quale, fra le tensioni regolate VREG2 e VREG3, vengono<" >generati i segnali di comando degli interruttori dei regolatori di tensione 80, 82, 84.
In dettaglio, i segnali di comando S2 ed S3 determinano la chiusura dell'interruttore 96 e l'apertura dell'interruttore 98 durante le fasi di lettura e di programmazione delle celle di memoria 38, determinando conseguentemente l'alimentazione del circuito di comando 92 con la tensione regolata VREG2, e l'apertura dell'interruttore 96 e la chiusura dell'interruttore 98 durante la fase di cancellazione delle celle di memoria 38, determinando così l'alimentazione del circuito di comando 92 con la tensione regolata VREG3.
Per non introdurre perturbazioni indesiderate sulle tensioni regolate VREG1, VREG2, VREG3 generate dai regolatori di tensione 80, 82, 84 durante la commutazione degli interruttori 96, 98, è necessario che i segnali di comando S2 ed S3 siano opportunamente temporizzati in modo tale -da non essere sovrapposti temporalmente fra loro. In particolare, occorre che l'interruttore 96, 98 che è chiuso si apra prima che venga chiuso il suo complementare, evitando così di mettere in cortocircuito, anche solo per un breve tempo, le uscite dei regolatori di tensione 80, 82, 84.
Da un esame delle caratteristiche della presente invenzione sono evidenti i vantaggi che essa consente di ottenere .
Innanzitutto, la presente invenzione mantiene i vantaggi dei regolatori di tensione noti sia dal punto di vista della conduttività degli interruttori pass-gate del partitore resistivo che dal punto di vista della reiezione al rumore.
Inoltre, scegliendo, attraverso un circuito commutatore, con le opportune temporizzazioni, quale sia il regolatore di tensione che garantisce di volta in volta la tensione di alimentazione del circuito di comando 92 più elevata in base alla fase di funzionamento corrente della memoria, consente di ottenere la massima conduttività di quegli interruttori dei regolatori di tensione 80, 82, 84 che devono in quel momento realizzare un cortocircuito del relativo resistere.
Risulta infine chiaro che alla presente invenzione qui descritta ed illustrata possono essere apportate modifiche e varianti senza per questo uscire dall'ambito protettivo della presente invenzione, come definito nelle rivendicazioni allegate.
Ad esempio, i segnali di comando forniti ai regolatori di tensione 80, 82, 84 potrebbero essere generati, anziché da un unico circuito di comando 92, da tre circuiti di comando distinti, uno per ciascun regolatore di tensione 80, 82, 84, ciascuno dei quali presenta un ingresso di alimentazione collegato all'uscita del circuito commutatore 94 ed una pluralità di coppie di uscite sulle quali sono presenti i segnali di comando forniti al rispettivo regolatore di tensione 80, 82, 84.

Claims (9)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1. Memoria non volatile (30) comprendente una matrice di memoria (32) organizzata secondo linee di parola globali (34) e linee di parola locali (36) e comprendente una pluralità di celle di memoria (38); mezzi decodificatori di riga globali (40); mezzi decodificatori di riga locali (42); primi mezzi alimentatori (60) per alimentare detti mezzi decodificatori di riga globali (40); secondi mezzi alimentatori (62) per alimentare detti mezzi decodificatori di riga locali (42); e terzi mezzi alimentatori (64) per polarizzare terminali di dette celle di memoria (38); detti primi, secondi e terzi mezzi alimentatori (60, 62, 64) comprendendo, ciascuno, una pluralità di componenti elettronici (14.1-14.N) collegati in serie fra loro, ed una pluralità di primi mezzi interruttori controllati (16.1-16.N) collegati, ciascuno, in parallelo ad un rispettivo di detti componenti elettronici (14.1-14.N); mezzi di comando (92) essendo previsti per comandare l'apertura e la chiusura di ciascuno di detti primi mezzi interruttori controllati (16.1-16.N); caratterizzata dal fatto di comprendere inoltre mezzi commutatori (94) per collegare selettivamente un ingresso di alimentazione di detti mezzi di comando (92) ad una uscita di detti secondi mezzi alimentatori (62) e ad una uscita di detti terzi mezzi alimentatori (64) in funzione della fase di funzionamento di detta memoria non volatile (30).
  2. 2. Memoria non volatile secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti mezzi commutatori (94) collegano detto ingresso di alimentazione di detti mezzi di comando (92) a detta uscita di detti secondi mezzi alimentatori (62) durante le fasi di lettura e programmazione di dette celle di memoria (38) e a detta uscita di detti terzi mezzi alimentatori (64) durante una fase di cancellazione di dette celle di memoria (38 ) .
  3. 3. Memoria non volatile secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti mezzi commutatori (94) comprendono secondi mezzi interruttori controllati (96) interposti fra detto ingresso di alimentazione di detti mezzi di comando (92) e detta uscita di detti secondi mezzi alimentatori (62), e terzi mezzi interruttori controllati (98) interposti fra detto ingresso di alimentazione di detti mezzidi comando (92) e detta uscita di detti terzi mezzi alimentatori (64).
  4. 4. Memoria non volatile secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detti secondi e terzimezzi interruttori controllati (96, 98) ricevono, su rispettivi ingressi di controllo, rispettivi segnali di comando (S2, S3) non sovrapposti temporalmente fra loro.
  5. 5. Memoria non volatile secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti primi mezzi interruttori controllati comprendono mezzi interruttori CMOS pass-gate (16.1-16.N).
  6. 6. Memoria non volatile secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti componenti elettronici comprendono rispettivi resistori (14.1-14.N).
  7. 7. Memoria non volatile secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti primi, secondi e terzi mezzi alimentatori (60, 62, 64) comprendono, ciascuno, mezzi elevatori di tensione (70, 72, 74) e mezzi regolatori di'tensione (80, 82, 84) collegati fra loro in cascata; detti mezzi regolatori di tensione (80, 82, 84) comprendendo mezzi’amplificatori retroazionati (4) provvisti di una rete di retroazione (8) comprendente detti componenti elettronici (14.1-14.N) e detti, primi mezzi interruttori controllati (16.1-16.N).
  8. 8. Memoria non volatile secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che detti mezzi commutatori (92) collegano selettivamente detto ingresso di alimentazione di detti mezzi di comando (92) ad una uscita dei mezzi regolatori di tensione (82) di-detti secondi mezzi alimentatori -(62) e ad una uscita dei mezzi regolatori di tensione (84) di detti terzi mezzi alimentatori (64).
  9. 9. Memoria non volatile, sostanzialmente come descritta con riferimento ai disegni allegati.
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