ITTO20001215A1 - Metodo per la impostazione di operazioni in una linea per la fabbricazione di articoli di vetro cavo. - Google Patents

Metodo per la impostazione di operazioni in una linea per la fabbricazione di articoli di vetro cavo. Download PDF

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ITTO20001215A1
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Carrubba Giovanni La
Corrado Ghinamo
Terenzio Lingua
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Bottero Spa
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    • C03GLASS; MINERAL OR SLAG WOOL
    • C03BMANUFACTURE, SHAPING, OR SUPPLEMENTARY PROCESSES
    • C03B9/00Blowing glass; Production of hollow glass articles
    • C03B9/30Details of blowing glass; Use of materials for the moulds
    • C03B9/40Gearing or controlling mechanisms specially adapted for glass-blowing machines
    • C03B9/41Electric or electronic systems

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Description

D E S C R I Z I O N E
del brevetto per invenzione industriale
La presente invenzione è relativa ad un metodo per la impostazione di operazioni in una linea per la fabbricazione di articoli di vetro cavo. In particolare, tali operazioni sono attivabili manualmente o automaticamente.
Come è noto, una linea per la fabbricazione di articoli di vetro cavo comprende un gruppo di alimentazione gocce di vetro, una macchina I.S., e un gruppo di evacuazione e verifica articoli. La macchina I.S. è a sua volta formata da una pluralità di sezioni, generalmente da sei a dodici, disposte in parallelo e operanti simultaneamente per produrre uno stesso articolo o più articoli differenti. Ciascuna linea comprende inoltre un elevato numero di organi mobili (alcuni comuni a tutte le sezioni, altri appartenenti ad una specifica sezione) che vengono azionati ciascuno tramite un apposito attuatore, elettrico o pneumatico, e devono essere sincronizzati fra loro. L'azionamento degli organi mobili di ciascuna linea è comandato in base ad un piano di fabbricazione (chiamato anche in gergo "ricetta") che dipende dal tipo di articolo che deve essere prodotto, dal tipo di processo utilizzato in ciascuna sezione e dalla specifica sezione nella quale vengono prodotti gli articoli in questione. Inoltre, l'azionamento degli organi mobili può essere comandato mediante appositi pulsanti, previsti sull’incastellatura della macchina I.S., per l'esecuzione di prefissate funzioni, quali ad esempio l'espulsione di un numero prefissato di articoli, la lubrificazione, la riduzione dell'aria di raffreddamento agli stampi o l'interruzione dell'azionamento di un dato organo o di una intera sezione.
Attualmente, quindi, quando viene allestita una nuova linea, viene riconfigurata una linea esistente o viene iniziata una nuova produzione, vengono impostati tutti i dati necessari per il funzionamento della linea, compresa la funzione associata a ciascun pulsante. In particolare, per quanto riguarda la costruzione delle funzioni desiderate, è prevista una procedura rigida, a passi prefissati, che consente l'impostazione delle operazioni o istruzioni da eseguire e la memorizzazione dei dati necessari (compresi l'esecuzione immediata o ritardata delle funzioni e lo stato della spia luminosa associata) e tali dati vengono memorizzati in una nuova ricetta. Tali funzioni sono codificate con nomi scelti di volta in volta dal tecnico e memorizzati all'interno della ricetta, e quindi validi solo per lo specifico piano di fabbricazione .
ciò è svantaggioso, in quanto la preparazione di un nuovo piano di fabbricazione o la modifica di un piano di fabbricazione esistente richiede la codifica ex novo di ciascuna funzione; inoltre l'arbitrarietà nella scelta dei nomi determina una mancanza di univocità, per cui un'istruzione con lo stesso nome può essere associata a diversi comandi degli organi della macchina, generando confusione e rendendo difficile la verifica in caso di guasto.
Di recente, la richiedente ha proposto un supervisore in grado di facilitare la preparazione di nuove ricette in caso di apprestamento di nuove linee e/o produzioni o di modifica di impostazioni precedenti. A tale scopo, il supervisore memorizza separatamente, in apposite tabelle, i dati relativi alla struttura di ciascuna linea, i dati relativi a processi produttivi da eseguire e i dati relativi agli articoli da produrre. Tramite un analizzatore istruzioni, il supervisore elabora i dati inseriti e genera un nuovo piano di fabbricazione contenente le istruzioni specifiche delle operazioni elementari che devono essere eseguite dagli organi della linea. In tal modo, quando un piano di fabbricazione esistente deve essere modificato, è possibile modificare solo gli specifici dati variati. L'attuale rigidità della procedura di impostazione delle funzioni associate ai pulsanti non consente tuttavia di sfruttare al meglio le caratteristiche del supervisore per quanto riguarda la stesura, elaborazione e successivo utilizzo delle funzioni stesse.
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare un metodo per la impostazione delle funzioni associate ai pulsanti di una linea per la fabbricazione di articoli di vetro cavo che superi i limiti e gli svantaggi sopra indicati.
Secondo la presente invenzione viene realizzato un metodo per l'impostazione delle funzioni in una linea per la fabbricazione di articoli di vetro cavo includente una pluralità di organi mobili comandati, comprendente la fase di associare un pulsante disposto su detta linea ad una funzione eseguibile tramite almeno uno di detti organi mobili comandati, caratterizzato dal fatto che detta fase di associare comprende la fase di memorizzare almeno una istruzione elementare predefinita in linguaggio di programmazione apposito.
L'invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano esempi di realizzazione non limitativi, in cui:
- la figura 1 illustra uno schema a blocchi generale del sistema supervisore e della connessione a diverse linee per la fabbricazione di articoli di vetro cavo;
- la figura 2 illustra uno schema a blocchi di una parte di figura 1;
- la figura 3 mostra uno schema semplificato di una linea per la fabbricazione di articoli di vetro cavo
- la figura 4 mostra uno schema a blocchi rappresentativo di una sezione trasversale presa lungo la linea IV-IV di figura 3 di una singola sezione della linea di figura 3;
- la figura 5 mostra lo schema di un blocco di figura 2;
- le figure 6-9 presentano alcune tabelle utilizzate dal sistema supervisore nel metodo di impostazione secondo la presente invenzione;
. - la figura 10 presenta uno schema di flusso del presente metodo;
- le figure 11-13 mostrano videate presentate nell'esecuzione del presente metodo; e
- la figura 14 mostra uno schema di flusso relativo al presente metodo.
In figura 1, è indicato con 1 un impianto per la produzione di articoli di vetro cavo. L’impianto 1 comprende un'unità centrale 2 che implementa un supervisore ed è collegata ad opportune periferiche, delle quali in figura sono mostrate un'unità video 3, una tastiera 4, un mouse 5 ed una stampante 6.
L'unità centrale 2 è collegata, tramite un'opportuna rete elettrica 7, ad esempio una rete Ethernet (marchio registrato), ad una pluralità di linee 10 per la fabbricazione di articoli di vetro cavo.
Secondo quanto mostrato in modo semplificato in figura 2, l'unità centrale 2 comprende un supervisore 8 collegato ad una o più linee 10. In figura 2, per semplicità, è mostrata una singola linea io. Una linea 10 comprende una pluralità di unità di controllo 9 (ad esempio quattro) a loro volta collegate ad una pluralità di sistemi controllati 32.
Il supervisore 8 è formato da una pluralità di moduli software includenti un agente linea il che genera una rappresentazione virtuale di una specifica linea 10 (più agenti linea 11 sono quindi necessari nel caso di più linee controllate dallo stesso supervisore 8). L'agente linea 11 si occupa di tutte le comunicazioni con le rispettive unità di controllo 9 ed è collegato con una base dati 12, in cui sono memorizzati tutti i dati necessari al funzionamento della linea 10 (come in seguito descritto in dettaglio), e con un'interfaccia 13. L'interfaccia 13 è inoltre collegata con la base dati 12 e con un analizzatore istruzioni ("parser") 14, a sua volta pure collegato alla base dati 12.
Uno schema semplificato di una linea 10 è mostrato nelle figure 3 e 4 e descritto qui di seguito relativamente agli organi il cui funzionamento è impostato e verificato tramite il supervisore 8.
In dettaglio, la linea 10 comprende:
• un gruppo di alimentazione gocce di vetro 27;
• una macchina I.S. 20, formata da una pluralità di sezioni 20a, di formatura articolo, disposte in parallelo; e
• un gruppo di evacuazione e verifica articoli 28.
Il gruppo di alimentazione gocce di vetro 27 comprende un alimentatore 15 di vetro fuso, collegato ad una coppia di punzoni 15a aventi un movimento lineare alternativo, per spingere il vetro fuso e formare due cordoni di vetro; un gruppo forbici 16, che taglia i cordoni di vetro in singole gocce; un tegolo 17, mobile tra una posizione di riposo di non interferenza ed una posizione attiva di intercettazione, in cui devia le gocce di vetro verso un canale di scarico vetro 18 per evitare che le gocce raggiungano gli organi sottostanti, ad esempio per la loro pulitura; ed un distributore 19, girevole secondo una sequenza determinata, in modo da guidare ciascuna goccia di vetro verso una prefissata sezione sottostante .
Ciascuna sezione 20a della macchina I.S. 20 (le cui parti sono mostrate schematicamente in figura 4) comprende uno stampo abbozzatore 21, mobile tra una posizione di apertura e una posizione di chiusura, ricevente una goccia di vetro per volta e fornente, per ogni goccia, uno sbozzato dell'articolo di vetro da realizzare; un gruppo invertitore 22, che afferra lo sbozzato, lo ruota e lo dispone all'interno di uno stampo finitore 23, anch'esso mobile in apertura e in chiusura, nel quale viene ultimato l'articolo di vetro cavo; un organo estrattore ("take out") 24 che estrae gli articoli finiti dallo stampo finitore e li trasferisce ad una piattaforma fissa 25; ed un organo spingitore ("pusher") 26 che trasferisce gli articoli finiti al gruppo di evacuazione e verifica articoli 28.
Il gruppo di evacuazione e verifica articoli 28 è formato da un nastro trasportatore 30 che si estende dall'incastellatura della macchina I.S. 20 verso una sezione di raccolta e lungo il quale sono presenti diverse unità di verifica e controllo articoli; in particolare lungo il suo percorso sono disposti un organo espulsore 31 che provvede alla rimozione dal nastro trasportatore degli articoli che non superano il controllo previsto; una cappa di trattamento superficiale 33; un organo per il trasferimento degli articoli ("ware transfer”) 38 sul nastro trasportatore fronte tempera 39; un dispositivo per 11infornaggio degli articoli ("stacker”) 32 che carica gli articoli stessi nel forno di ricottura 34.
Sull'incastellatura della macchina I.S. 20, per ogni sezione 20a, è prevista inoltre una coppia di pannelli 35 (dei quali è mostrato uno solo, schematicamente) aventi una pluralità di pulsanti 36 e di indicatori luminosi 37 associati a particolari fasi di funzionamento della rispettiva sezione. I pulsanti 36 sono azionabili da un tecnico, per eseguire funzioni particolari o per interrompere la sezione 20a in condizioni di emergenza, e ad ognuno di essi è associato un rispettivo indicatore luminoso 37.
Gli organi sopra citati (alimentatore 15, gruppo forbici 16, tegolo 17, distributore 19, stampo abbozzatore 21 e finitore 23, gruppo invertitore 22, estrattore 24, spingitore 26, nastro trasportatore 30 e espulsore 31, organi 18, 33, 38, 39, 32, 34) sono comandati tramite un rispettivo attuatore, formato da un motore elettrico o pneumatico, in modo noto e non illustrato in dettaglio.
Per l'impostazione delle funzioni associate a ciascun pulsante 36, secondo l'invenzione viene utilizzato un linguaggio apposito, che contiene istruzioni riferite specificamente alla gestione della macchina I.S.
Il linguaggio secondo l’invenzione utilizza liste o tabelle predefinite, costituenti la base dati 12, in cui sono memorizzati i dati necessari relativi alle linee 10, ai processi previsti e ai prodotti da realizzare. In particolare, come mostrato in figura 5, sono presenti le seguenti tabelle: una tabella eventi 50; una tabella pulsanti logici 51; una tabella lampade logiche 52; una tabella variabili 53; una tabella processi 54; una tabella articoli 55; una tabella linee 56; una tabella eventi definiti 57a; una tabella pulsanti definiti 57b; una tabella lampade definite 57c, una tabella piani di fabbricazione 58. Inoltre, sono presenti una tabella istruzioni 100; ed una tabella di possibilità 101.
La tabella eventi 50 memorizza tutti gli eventi che sono necessari al corretto funzionamento di una generica linea, cioè tutte le azioni o funzioni eseguite dai diversi organi che possono essere presenti nelle sezioni, quali ad esempio l'apertura/chiusura degli stampi; l'intervento del gruppo invertitore; l'intervento dello spingitore. La tabella eventi 50 comprende i seguenti campi (si veda la figura 6): campo nome 50a, in cui è memorizzato il nome di ciascun evento (nell'esempio mostrato sono presenti due eventi: l'evento bucatura interna, relativo all'effettuazione di una operazione di punzonatura della porzione di collo dell'articolo abbozzato all'interno dello stampo abbozzatore per facilitare la successiva insufflazione di aria nel successivo stampo finitore, effettuato tramite un apposito organo dotato di un proprio attuatore pneumatico; e l'evento attivazione dello spingitore) ; campo descrizione 50b, in cui è memorizzata una descrizione sommaria dell'evento stesso; campo tipo 50c, in cui è memorizzato il tipo di evento e specificamente se esso è un evento standard o è un evento aggiuntivo; campo ruolo 5Od, in cui è memorizzato il fatto che l'evento considerato sia di tipo generico, non critico, o sia associato a funzioni/organi critici della linea 10; campo fase 50e, che memorizza a quale parte della linea è associato lo specifico evento, relativamente alla sua temporizzazione; campo condizione esistenza 50f, che memorizza se l’evento è sempre presente (nel qual caso il campo rimane vuoto) o se la sua esistenza è associata a condizioni particolari, quali ad esempio l'effettuazione o meno di una specifica operazione del processo o il verificarsi di una condizione prefissata, quale ad esempio il tipo di attrezzaggio della sezione; campo icona 50g, che memorizza l'indirizzo della relativa icona.
La tabella pulsanti 51 memorizza tutti i pulsanti logici che sono necessari al funzionamento di una generica linea. La tabella pulsanti 51 comprende i seguenti campi (si veda la figura 8): campo nome 5la, in cui è memorizzato il nome di ciascun pulsante; campo descrizione 5lb, in cui è memorizzata una descrizione sommaria del pulsante stesso; campo ruolo 51c, in cui è memorizzato il compito del pulsante per discriminare se esso è di tipo generico (non critico) o particolare (critico) . La tabella pulsanti definiti 57b associa i pulsanti logici ai pulsanti fisici 36 presenti sul pannello 35 e necessari per il funzionamento della rispettiva sezione 20a.
La tabella lampade 52 memorizza tutti gli indicatori luminosi (lampade logiche) che sono necessari al funzionamento di una generica linea. La tabella lampade 52 comprende i seguenti campi (si veda la figura 9): campo nome 52a, in cui è memorizzato il nome di ciascuna lampada; campo descrizione 52b, in cui è memorizzata una descrizione sommaria della lampada; campo ruolo 52c, in cui è memorizzato il compito della lampada per discriminare se essa è di tipo generico (non critico) o particolare (critico). La tabella lampade definite 57c associa le lampade logiche alle lampade fisiche 37 associate ai rispettivi pulsanti del pannello.
I dati delle tabelle pulsanti 51 e lampade 52 possono essere anche riuniti in una singola tabella.
La tabella variabili 53 elenca tutte le variabili necessarie per il funzionamento di una generica linea 10, ovvero tutte le condizioni, situazioni, o grandezze che possono variare da linea a linea o all'interno di una stessa linea, durante il flusso delle operazioni che portano alla fabbricazione di un articolo. Tali variabili possono quindi essere dipendenti da situazioni esterne, dalla configurazione della linea o dallo specifico comportamento della linea durante il suo funzionamento. La tabella variabili 53 è divisa in una pluralità di campi, includenti (figura 7): campo nome 53a; campo descrizione 53b; campo tipo 53c, che specifica se la variabile è di tipo standard (predefinita dal supervisore 8 e riferita a proprietà standard della macchina I.S. 20, ad esempio la possibilità di avere un'apertura anticipata dello stampo finitore) oppure è una variabile aggiuntiva esterna (definita dal tecnico di produzione, che può essere aggiunta in caso di necessità, ad esempio il tipo del gruppo di raffreddamento), oppure è una variabile di configurazione (ad esempio il numero di cavità stampi presenti); campo classe 53d che specifica se la variabile è di tipo dinamico (in questo caso il suo valore può cambiare durante il funzionamento della linea 10 e il supervisore 8 controlla la variabile), statico (in questo caso il suo valore non può cambiare durante il funzionamento della linea 10 ed è noto all'invio del piano di fabbricazione alla rispettiva linea) o di sistema (in questo caso il suo valore può cambiare, ma non è il supervisore 8 a controllare la variabile, ma il sistema di temporizzazione o timing, relativo al controllo dei movimenti pneumatici di formatura articoli, come ad esempio la presenza della goccia a valle del tegolo 17); campo tipo di valori 53e, che specifica se la variabile è di tipo booleano, intero, reale, enumerativo o di intervallo numerico; campo intervallo 53f che specifica l'intervallo di possibili valori della variabile stessa (ad esempio nel caso delle cavità stampi, specifica che queste possono essere presenti in numero compreso fra 1 e 4); campo step 53g, che specifica l'incremento possibile del valore della variabile all'interno dell'intervallo definito nel campo intervallo 53f; campo default 53h, nel quale è memorizzato il valore di default della variabile stessa; e campo ruolo 53 i in cui è memorizzata la funzione della variabile stessa all'interno del processo produttivo.
La tabella processi 54 rappresenta una lista esaustiva di tutti i processi produttivi necessari per il funzionamento di una generica linea 10. In particolare, nella tabella processi 54 è memorizzata l'associazione fra ciascun pulsante logico ed una specifica funzione, per la definizione della quale vengono utilizzati i dati memorizzati nelle tabelle eventi 50, pulsanti 51, lampade 52 e variabili 53, come sotto descritto più. in dettaglio. Alla tabella processi 54 sono associate inoltre una lista di eventi trigger, cioè eventi necessari alla sincronizzazione di specifiche fasi del processo e che non sono condizionati da alcuna situazione, e una lista di eventi "figlio”, cioè di eventi particolari che ereditano le caratteristiche principali da uno degli eventi della tabella 50 (che viene detto evento "padre") . Tali eventi figlio agiscono in determinate fasi transitorie di uno specifico processo e non possono esistere in assenza di un evento "padre".
La tabella articoli 55 elenca tutti gli articoli che possono essere prodotti con una generica linea 10.
La tabella linee 56 memorizza l'elenco di tutte le linee presenti in una certa fabbrica o un gruppo di fabbriche e ad essa sono associate la tabella eventi definiti 57a, che specifica gli eventi effettivamente possibili su una data linea; la tabella pulsanti definiti 57b, che specifica i pulsanti effettivamente presenti e loro posizione sul pannello 35 di una data linea; e la tabella lampade definite 57c, che specifica le lampade effettivamente presenti e la loro posizione sul pannello 35. Gli eventi definiti, pulsanti definiti e lampade definite rappresentano un sottoinsieme degli eventi, pulsanti e lampade elencati nelle tabelle eventi 50, pulsanti 51 e lampade 52.
La tabella istruzioni specifiche 100 contiene le istruzioni specifiche che compongono una funzione; in particolare, sono possibili diversi tipi di istruzioni, quali, ad esempio, istruzioni condizionali (del tipo IF, THEN, ELSE, END IF); istruzioni base (del tipo forza stato evento, definisci stato evento, definisci stato lampada, attendi evento trigger, attendi numero di cicli, espelli articoli, definisci stato funzione, ecc.); istruzioni di loop e di salto (del tipo FOR, WHILE, GOTO, ecc.). Tramite queste istruzioni è così possibile, ad esempio, definire se una funzione deve essere attivata (cioè eseguita in parallelo alle funzioni già in esecuzione) o disattivata (cioè interrotta) ; se un dato evento deve essere attivato o disattivato; se una data lampada deve essere accesa, spenta o fatta lampeggiare; se si deve attendere il verificarsi di una data condizione o un certo numero di cicli macchina, oppure l’arrivo di un determinato grado macchina (trigger).
La tabella di possibilità 101 è relativa ai possibili stati associati a ciascun evento (ad esempio, attivo/disattivo; forzatura immediata/grado macchina/attesa, ecc.)·
Infine, la tabella piani di fabbricazione 58 riunisce tutte le informazioni memorizzate nelle precedenti tabelle per definire le specifiche ricette, ed in particolare utilizza i dati memorizzati nelle tabelle processi 54, articoli 55, linee 56, eventi definiti 57a, pulsanti definiti 57b e lampade definite 57c.
Secondo quanto mostrato in figura 10, per la definizione delle funzioni, il presente metodo prevede la compilazione preliminare delle liste eventi 50 (con l'inserimento di dati nei campi 50a-50g), dei pulsanti 51 (con l'inserimento di dati nei campi 5la-51c), delle lampade 52 con l’inserimento di dati nei campi 52a-52c), delle variabili 53 (con l’inserimento di dati nei campi 53a-53i) , delle istruzioni 100 e delle possibilità 101, blocco 60. Questa operazione, che deve essere eseguita preliminarmente, consente l'aggiunta di eventuali ulteriori eventi, pulsanti e/o variabili da parte dell'operatore, qualora ne esista la necessità.
In particolare, per quanto riguarda le variabili, esse sono globali ed hanno un nome univoco per l'intero sistema di supervisione e, come sopra indicato, possono essere di tipo diverso. Nel caso di una variabile di tipo enumerativo, essa deve essere dichiarata come tale definendo anche l'insieme dei possibili valori (ad esempio, per la variabile "TIPO RAFFREDDAMENTO STAMPO ABBOZZATORE" devono essere definiti i valori "RAFFREDDAMENTO ESTERNO ALLO STAMPO", "RAFFREDDAMENTO INTERNO ALLO STAMPO", ecc., mentre per una variabile di intervallo numerico, questo deve essere definito (ad esempio, per la variabile "NUMERO DI CAVITÀ", l'insieme dei valori fra 1 e 4). Il tipo della variabile è infatti essenziale per la corretta attribuzione del valore della variabile da parte del supervisore 8 durante l'elaborazione del piano di fabbricazione.
La definizione di una nuova funzione in un processo preesistente (da modificare) o in un processo nuovo viene attivata partendo da una videata dei processi di produzione che consente di richiamare un processo precedente per modificare/aggiungere una funzione o di generare un nuovo processo cui associare una o più funzioni. La richiesta da parte del tecnico della modifica di un processo preesistente o della generazione di un nuovo processo, uscita SI dal blocco 61, è seguita dalla richiesta del nome e, nel caso di un processo nuovo, di una descrizione sommaria (per una semplice identificazione successiva) del processo. I dati forniti dal tecnico vengono quindi memorizzati nella tabella processi 54 (figura 5), blocco 62; quindi il supervisore 8 chiede all'operatore se devono essere memorizzati degli eventi trigger, blocco 63. In caso positivo, all'operatore viene permesso l'inserimento di uno o più eventi trigger nella tabella eventi 50 (con l'inserimento di dati nei campi 50a-50g), e memorizza l'evento trigger, blocco 64. In seguito, così come nel caso di uscita NO dalla blocco 63, il supervisore 8 chiede all'operatore se devono essere memorizzati degli eventi figlio, blocco 65 e, in caso positivo, all'operatore viene permesso l'inserimento di uno o più eventi figlio (la cui esistenza è possibile solo in presenza dell'evento padre selezionato in questa fase) nella tabella eventi 50 (con l'inserimento di dati nei campi 50a-50g), e memorizza l'evento figlio, blocco 66.
Nel caso che la funzione da generare non preveda eventi trigger (uscita NO dal blocco 63) o non preveda eventi figlio (uscita NO dal blocco 65) o dopo la memorizzazione degli eventi figlio, il supervisore 8 permette di aggiungere la nuova funzione al processo, blocco 69; quindi al tecnico viene presentata una nuova videata (videata funzioni di figura 11) e viene chiesto di specificare il nome e una descrizione sommaria della funzione (blocco 70).
Quindi, il supervisore 8 chiede all’operatore se deve essere eseguita all'associazione fra la nuova funzione da memorizzare e uno dei pulsanti logici presenti nella tabella 51, blocco 71, e, in caso positivo, memorizza tale associazione, blocco 72. In tal modo si assicura che la funzione da memorizzare venga richiamata ogni qualvolta il relativo pulsante fisico 36 viene premuto dall'utente.
In seguito, e nel caso di uscita NO dal blocco 71, il supervisore 8 consente di memorizzare eventuali condizioni di esistenza della funzione stessa. A tale scopo, l'operatore può introdurre una condizione di esistenza che può essere composta da una pluralità di condizioni legate da operatori di tipo booleano (AND, OR, NOT, ecc.) e può contenere espressioni aritmetiche, operatori di confronto (uguale, diverso, maggiore, minore, >, ≤) e operatori di tipo aritmetico (somma, sottrazione, moltiplicazione, ecc.). Tali condizioni di esistenza possono utilizzare le variabili predefinite nella tabella variabili 53 (per ciascuna delle quali viene fornito il campo di variabilità, in base al tipo della variabile stessa e secondo quanto memorizzato nella tabella variabili 53 stessa). In tal modo, l'operatore può definire un codice che tenga conto di una situazione il cui stato possibile è rappresentato dall'insieme dei possibili valori della variabile. Tutti questi operatori sono memorizzati in una tabella operatori 102 e resi disponibili all'operatore da parte del supervisore 8.
Nel caso l'operatore inserisca una o più condizioni di esistenza (uscita SI dal blocco 73), esse vengono memorizzate, blocco 74, come mostrato nella videata di figura 13.
Successivamente, così come nel caso in cui non siano state definite condizioni di esistenza (uscita NO dal blocco 73), il supervisore 8 presenta una lista di istruzioni predefinite, presenti nella tabella istruzioni 100 e consente la selezione di una fra queste, blocco 75, come mostrato nella videata di figura 11.
Inoltre, il supervisore 8 consente di associare eventuali argomenti a ciascuna istruzione, come ad esempio se questa debba essere eseguita immediatamente, ad una determinata fase della linea (fissata mediante uno dei sistemi di fasatura della linea stessa), oppure con un ritardo prefissato (temporale o di fase) o con riferimento ad un punto di riferimento fisso (ad esempio fronte di salita o discesa di un evento). Anche in questa fase, il supervisore 8 guida l'operatore tramite moduli di gestione delle espressioni numeriche/booleane, oppure visualizzando liste di selezione, eventualmente anche tramite rappresentazioni iconografiche (si veda ad esempio la videata di figura 12), secondo quanto memorizzato nelle tabelle eventi 50, possibilità 101, istruzioni specifiche 100 e operatori 102.
Quindi il supervisore 8 verifica se l'operatore desidera memorizzare un'ulteriore istruzione e in caso positivo, uscita SI dal blocco 76 di figura 10, consente la ripetizione delle operazioni sopra descritte con riferimento al blocco 75 per la nuova istruzione.
Al termine dell'inserimento delle istruzioni da eseguire per la funzione in fase di definizione, uscita NO dal blocco 76, il supervisore memorizza la funzione stessa, blocco 80, ripresenta la videata dei processi di produzione e verifica se l'operatore desidera memorizzare un'ulteriore funzione. In caso positivo, uscita SI dal blocco 81, il supervisore si riporta nella condizione di generazione di una nuova funzione, blocco 69, in caso negativo, uscita NO dal blocco 81, il supervisore salva il nuovo processo (o il processo come modificato), blocco 82, esce dalla videata dei processi di produzione ed interrompe la procedura di definizione delle funzioni.
In figura 14 è mostrato uno schema di flusso rappresentante la sequenza della elaborazione delle funzioni così definite.
Dopo l'associazione delle singole istruzioni alle funzioni desiderate e la memorizzazione nella tabella processi 54, il supervisore 8, in base alle istruzioni e dati forniti dall'operatore, associa i dati relativi ad uno specifico processo e ad uno specifico articolo alla linea 10 per la quale viene elaborato il piano di fabbricazione, memorizzando tale associazione nella tabella piani di fabbricazione 58.
Successivamente, al ricevimento di una richiesta da parte dell'operatore, il supervisore 8 elabora il piano di fabbricazione appena memorizzato e valorizza le variabili statiche (blocco 90).
Quindi, il supervisore 8 traduce tutte le istruzioni del piano di fabbricazione appena memorizzato in un linguaggio a più basso livello, leggibile dal sistema di temporizzazione, utilizzando l'analizzatore istruzioni 14 (blocco 91).
In seguito, il supervisore 8 richiede e acquisisce i dati di temporizzazione esatta per tutti gli organi attuatori per valorizzare le variabili dinamiche e gli eventi, blocco 92; infine, quando istruito dall'operatore, il supervisore 8 invia alla linea il piano di fabbricazione elaborato 93. La valorizzazione delle variabili di sistema avviene infine durante il funzionamento della linea 10, blocco 94.
Il metodo descritto presenta i seguenti vantaggi. In primo luogo, esso consente di impostare i cicli di funzionamento della macchina in modo estremamente semplice e flessibile, per definire qualunque funzione necessaria. Il metodo descritto consente di condizionare l'esistenza di eventi e funzioni, cioè di associare a ogni evento e/o ogni funzione a condizioni che determinano se l'evento o la funzione esiste e deve essere eseguito/a in un dato contesto. Inoltre, il momento di esecuzione delle istruzioni può essere selezionato in modo estremamente flessibile, per ottenere una esecuzione immediata o ritardata, oppure al verificarsi di condizioni o eventi specificati, in presenza di fasi macchina prefissate o al rilevamento di una data condizione.
inoltre, grazie alla possibilità di inserire istruzioni del tipo "IF, THEN, ELSE, END IF", è possibile condizionare il flusso di esecuzione di una funzione in modo statico o dinamico (ad esempio in base all'assetto e alla configurazione della linea o in base allo stato in cui si trova la linea stessa al momento dell'esecuzione del codice).
Grazie al fatto che gli eventi sono definiti in modo univoco a livello di fabbrica, non è possibile alcuna ambiguità o confusione da parte degli operatori all'atto della definizione delle funzioni, evitando problemi e/o errori nella fase di impostazione delle linee .
Le funzioni sono modificabili in modo semplice ed adattabili automaticamente dal supervisore nel caso di applicazione di una ricetta esistente ad una diversa linea, dato che consente di definire i cicli operativi indipendentemente dalla specifica linea. Solo in fase di elaborazione avviene la attualizzazione del codice del piano di fabbricazione nel contesto della linea specifica, in base alla valorizzazione delle variabili, alla associazione tra gli eventi e le uscite utilizzate da tali eventi sulla linea e alla posizione che i pulsanti e le lampade assumono sulla linea stessa.
Il metodo descritto è flessibile in quanto consente la creazione di nuove istruzioni che si aggiungono all'insieme di istruzioni 100, per tenere conto di nuove necessità produttive.
Il numero delle singole funzioni non è in alcun modo limitato e le funzioni possono essere articolate in qualunque modo desiderato, compatibile con il funzionamento della macchina.
Risulta infine chiaro che al metodo qui descritto ed illustrato possono essere apportate modifiche e varianti senza per questo uscire dall'ambito protettivo della presente invenzione, come definito nelle rivendicazioni allegate

Claims (11)

  1. R I V E N D I CA Z I O N I 1. Metodo per la impostazione di operazioni in una linea (10) per la fabbricazione di articoli di vetro cavo includente una pluralità di organi mobili comandati (15-39), comprendente la fase di associare un pulsante (36) disposto su detta linea (10) ad una funzione eseguibile tramite almeno uno di detti organi mobili comandati, caratterizzato dal fatto che detta fase di associare comprende la fase di memorizzare (75) almeno una istruzione elementare predefinita in linguaggio di programmazione apposito.
  2. 2. Metodo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di comprendere le fasi di: definire (60) una pluralità di istruzioni elementari, ciascuna detta istruzione elementare essendo correlata ad un'azione eseguibile da detto almeno uno di detti organi mobili comandati (15-39) di detta linea; e fornire (69) una lista di detta pluralità di istruzioni elementari per la selezione di una di detta pluralità di istruzioni elementari; e memorizzare (75) l'istruzione elementare selezionata.
  3. 3. Metodo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detta fase di definire comprende le fasi di: memorizzare (60) una lista di eventi in una tabella eventi (50); memorizzare (60) una lista di pulsanti (36) e di indicatori (37) presenti in detta linea (10) in una tabella pulsanti (51) e lampade (52); e memorizzare (60) una lista di variabili in una tabella variabili (53).
  4. 4. Metodo secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detta fase di memorizzare una lista di eventi comprende memorizzare un campo identificativo di evento (50a), un campo identificativo di tipo evento (50c); un campo identificativo di fase (50e) , specificante una associazione di detto evento ad uno di una pluralità di sistemi di fasatura di detta linea; e un campo di condizione di esistenza (50f) specificante condizioni di esistenza per detto evento.
  5. 5. Metodo secondo la rivendicazione 3 o 4, caratterizzato dal fatto che detta fase di memorizzare una lista di variabili comprende memorizzare almeno un campo identificativo di variabile (53a); un campo identificativo di tipo (53c) specificante il tipo di variabile; un campo identificativo di condizioni di variabilità (53d); campi identificativi di valori di variabilità (53f, 53g); un campo identificativo di valori di default (53h) ed un campo di ruolo (53i) specificante una associazione di detta variabile ad una parte di detta linea.
  6. 6. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 2-5, caratterizzato dal fatto che, prima di detta fase di fornire, viene eseguita la fase di associare (64) a detto processo almeno un evento trigger.
  7. 7. Metodo secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che, dopo detta fase di associare (64) a detto processo almeno un evento trigger, viene eseguita la fase di associare (66) a detto processo almeno un evento figlio.
  8. 8. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 2-7, caratterizzato dal fatto che detta fase di fornire comprende verificare (73) la presenza di eventuali condizioni di esistenza di detta funzione, determinanti l'esecuzione di detta funzione, e memorizzare (74) dette eventuali condizioni di esistenza.
  9. 9. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta fase di fornire comprende presentare una lista di argomenti (figure 9,10) associati a ciascuna istruzione, includenti condizioni temporali di esecuzione, condizioni logiche di esecuzione, dipendenza da eventuali valori di variabili.
  10. 10. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che, dopo detta fase di memorizzare (75) almeno una istruzione elementare, vengono eseguite le fasi di: memorizzare (80) detta funzione in una tabella processi (54), contenente dati relativi a processi generici ; associare uno di detti processi, uno specifico articolo e una specifica linea ad un piano di fabbricazione e memorizzare (82) detto piano di fabbricazione in una tabella piani di fabbricazione (58); elaborare (90) detto piano di fabbricazione e valorizzare variabili statiche; tradurre (91) dette istruzioni elementari di detto piano di fabbricazione in un linguaggio di basso livello; acquisire (92) dati di temporizzazione esatta e valorizzare variabili dinamiche ed eventi, generando un piano di fabbricazione valorizzato; inviare (93) a detta linea detto piano di fabbricazione valorizzato.
  11. 11. Metodo per la impostazione di operazioni in una linea per la fabbricazione di articoli di vetro cavo, sostanzialmente come descritto con riferimento alle figure annesse.
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