ITTO20080228A1 - Metodo di distribuzione e distributore automatico di prodotti - Google Patents

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ITTO20080228A1
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IT
Italy
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drawer
actuator
actuator means
locking
vending machine
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IT000228A
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Inventor
Aristide Roncari
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N&W Global Vending Spa
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Description

D E S C R I Z I O N E
La presente invenzione è relativa ad un metodo di distribuzione e ad un distributore automatico di prodotti.
Nei distributori automatici di prodotti, è noto di utilizzare un armadio o simile contenitore definente uno spazio, il quale è chiuso anteriormente da una parete frontale definita, almeno in parte, da una porta normalmente realizzata, almeno in parte, di materiale trasparente. All’interno dell’armadio sono normalmente disposti dei vassoi fissi sovrapposti, i quali sono atti a supportare rispettive pluralità di prodotti quali bottiglie, lattine, scatole o sacchetti, ordinati in file perpendicolari alla porta di chiusura. I vassoi occupano una porzione posteriore del vano in modo da definire, fra la loro estremità anteriore e la porta, un camino di caduta comunicante con un vano di prelievo normalmente disposto in un basamento dell’armadio oppure lungo una colonna definente parte della citata parete frontale e disposta lateralmente alla porta.
Ciascuna fila è normalmente impegnata da un rispettivo convogliatore, generalmente un convogliatore a spinta, il quale viene selettivamente attivato dall’utente per alimentare in successione i relativi prodotti al camino di caduta, lungo il quale i prodotti selezionati vengono fatti avanzare, per semplice gravità oppure tramite un dispositivo di trasferimento, fino a raggiungere il vano di prelievo. Alcuni distributori automatici noti sono provvisti di un dispositivo di prelievo definito da un portello, il quale chiude anteriormente il vano di prelievo, è disposto sulla parete frontale dell’armadio, è normalmente dotato di un dispositivo automatico di bloccaggio e, una volta aperto, permette all’utente di prelevare il o i prodotti selezionati dal vano di prelievo.
Principalmente per motivi anti-intrusione, al dispositivo di prelievo noto sopra descritto viene normalmente preferito un dispositivo di prelievo del tipo “a cassetto”, il quale comprende un cassetto che definisce il vano di prelievo ed è manualmente estraibile, almeno in parte, attraverso un’apertura ricavata nella parete frontale dell’armadio per rendere il vano di prelievo accessibile dall’esterno. I dispositivi di prelievo a cassetto noti soffrono dell’inconveniente che non sempre il prelievo del o dei prodotti selezionati risulta agevole soprattutto quando, per vari motivi, l’utente è costretto ad effettuare l’apertura del cassetto ed il successivo prelievo del o dei prodotti selezionati agendo con una sola mano.
Scopo della presente invenzione è di fornire una metodologia di distribuzione di prodotti in un distributore automatico di prodotti, la quale sia di semplice ed economica attuazione e, nello stesso tempo, sia in grado di ridurre e, eventualmente, eliminare l’inconveniente sopra descritto.
In accordo con la presente invenzione viene fornito un metodo di distribuzione di prodotti in un distributore automatico di prodotti secondo quanto licitato dalla rivendicazione 1 e, preferibilmente, secondo quanto licitato da una qualsiasi delle rivendicazioni successive dipendenti, direttamente o indirettamente, dalla rivendicazione 1.
In accordo con la presente invenzione viene inoltre realizzato un distributore automatico di prodotti secondo quanto licitato dalla rivendicazione 13 e, preferibilmente, secondo quanto licitato da una qualsiasi delle rivendicazioni successive dipendenti, direttamente o indirettamente, dalla rivendicazione 13.
La presente invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- la figura 1 è una vista prospettica schematica di una preferita forma di attuazione del distributore automatico della presente invenzione;
- la figura 2 illustra in elevazione laterale, in scala ingrandita, con parti in sezione e parti asportate per chiarezza, un dispositivo di prelievo costituente parte del distributore automatico della figura 1;
- la figura 3 è una vista prospettica posteriore, parzialmente a blocchi ed in scala ingrandita, di un primo particolare della figura 2;
- la figura 4 è una vista prospettica anteriore ed in scala ingrandita di un secondo particolare della figura 2;
- la figura 5 è una vista prospettica laterale ed in scala ingrandita di un terzo particolare della figura 2;
- le figure da 6 a 8 illustrano in elevazione laterale, parzialmente in sezione e con parti asportate per chiarezza, il particolare della figura 4 in relative differenti configurazioni operative; e - le figure da 9 a 12 illustrano in elevazione laterale, parzialmente in sezione e con parti asportate per chiarezza, il particolare della figura 4 in relative differenti configurazioni operative.
Nella figura 1, con 1 è indicato nel suo complesso un distributore automatico di prodotti 2 comprendente un armadio 3 presentante una parete 4 delimitante frontalmente un vano interno 5 alloggiante una pluralità di vassoi sovrapposti di supporto dei prodotti 2, i quali sono disposti sui relativi vassoi secondo file perpendicolari alla parete 4 ed affacciate ad un’apertura ricavata attraverso una porzione superiore della parete 4 e chiusa da una porta 4a. Al disotto della porta 4a, la parete 4 comprende una porzione inferiore presentante un’apertura 6, attraverso la quale è montato mobile un cassetto 7 definente un vano di prelievo 8 di un dispositivo di prelievo 9 atto a permettere il prelievo dall’esterno, da parte di un utente, di un prodotto 2 selezionato e precedentemente alimentato al vano di prelievo 8 tramite un dispositivo di alimentazione noto e non illustrato alloggiato in uno spazio, che è compreso fra l’estremità anteriore dei vassoi e la porta 4a, è chiuso inferiormente dal cassetto 7 quando quest’ultimo è disposto in una sua normale posizione di chiusura, e comunica direttamente con il vano di prelievo quando il cassetto 7 è nella sua normale posizione di chiusura.
Secondo quanto illustrato nella figura 2,il cassetto 7 comprende un corpo a tazza 10 limitato da una parete 11 di fondo scatolata e di forma rettangolare, da una parete 12 anteriore ed una parete 13 posteriore fra loro parallele, ortogonali alla parete 11 di fondo e di forma rettangolare, e da due pareti 14 laterali fra loro parallele ed ortogonali alla parete 11 di fondo ed alle pareti 12 e 13. Il cassetto 7 comprende, inoltre, un corpo scatolare 15 collegato alla superficie esterna della parete 12 e definente una maniglia 16 di azionamento del cassetto 7 stesso.
Il cassetto 7 è collegato alla parete 4 per ruotare, rispetto alla parete 4 stessa, attorno ad un asse 17, il quale è parallelo alle pareti 11, 12 e 13 e si estende attraverso le pareti 14 in prossimità di uno spigolo di raccordo tra la parete 12 e la parete 11. La parete 12 presenta un’altezza maggiore di quella della parete 13, e ciascuna parete 14 è limitata, alla estremità libera, da un bordo ricurvo 18 coassiale all’asse 17, mentre il corpo scatolare 15 è esternamente limitato, in prossimità del proprio collegamento alla parete 11, da una superficie ricurva 19 coassiale all’asse 17 e limitata, verso l’armadio 3, da una costola 20 parallela all’asse 17.
Il cassetto 7 è in grado di oscillare attorno all’asse 17 fra una posizione di chiusura (figura 2, 3, 5, 7, 8, 10 e 11), in cui la parete 11 è disposta orizzontalmente, il corpo a tazza 10 è disposto con la propria concavità rivolta verso l’alto in una posizione di ricezione di un prodotto 2 selezionato alimentato in modo noto dall’alto, il corpo scatolare 15 sporge all’esterno della parete 4 e la costola 20 è disposta sostanzialmente a contatto di una superficie interna della parete 4; ed una posizione di apertura (figure 6 e 9), in cui le pareti 11 e 12 formano un diedro rivolto verso l’alto per trattenere il prodotto 2 ed aperto superiormente verso l’esterno, e le pareti 11 e 13 formano un diedro con vertice rivolto verso lo spazio interno dell’armadio 3 e concavità rivolta verso l’esterno e chiudono completamente l’apertura 6 fungendo da dispositivo anti-intrusione a cassetto 7 aperto. Durante le oscillazioni del cassetto 7 fra le posizioni di apertura e di chiusura, i bordi ricurvi 18 si spostano in sostanziale contatto con un bordo superiore 21 dell’apertura 6, mentre la superficie ricurva 19 si sposta in sostanziale contatto con un bordo inferiore 22 dell’apertura 6.
La distribuzione delle masse del cassetto 1 attorno all’asse 17 è tale per cui il cassetto 7 è sempre sottoposto ad una forza, indicata schematicamente con F1, tendente a mantenere o a riportare il cassetto 7 nella posizione di chiusura, che è una posizione di equilibrio stabile per il cassetto 7 stesso. Alternativamente, la forza F1 è generata sia dalla distribuzione delle masse del cassetto 7, si da molle (non illustrate) interposte fra l’armadio 3 ed il cassetto 7 oppure dalle sole molle (non illustrate) sopra citate.
Secondo quanto illustrato nella figura 4, il dispositivo di prelievo 9 comprende, oltre al cassetto 7, un dispositivo attuatore 23, il quale comprende, a sua volta, un organo attuatore 24 ed un motore 25 reversibile, che è collegato all’organo attuatore 23 tramite una trasmissione 26 per spostare l’organo attuatore 23 lungo un asse 27 verticale ed impegnare il cassetto 7 per applicare al cassetto 7 una forza F2 antagonista alla, ma maggiore della, forza F1 e spostare il cassetto 7 verso la posizione di apertura. Il dispositivo di prelievo 9 comprende, infine, una centralina 28 (figura 3) di controllo del motore 25 ed un dispositivo di blocco 29 (figure 3 e 5), il quale è atto ad essere azionato dal motore 25 tramite l’organo attuatore 24 per bloccare in maniera rilasciabile il cassetto 7 nella posizione di chiusura.
In particolare, secondo quanto illustrato nella figura 4, il dispositivo attuatore 23 è supportato da un telaio 30 fisso scatolato comprendente una piastra 31 orizzontale supportante inferiormente il motore 25 ed attraversata da un pignone 32 verticale di uscita del motore 25. Il pignone 32 ingrana con una ruota dentata 33, la quale è supportata girevole dalla piastra 31, è coassiale all’asse 27, costituisce parte della trasmissione 26 ed è calettata su di una vite 34, la quale è coassiale all’asse 27, è accoppiata all’organo attuatore 24 tramite un accoppiamento 35 a vite-madrevite e definisce un percorso rettilineo di spostamento per l’organo attuatore 24.
Secondo quanto illustrato nella figura 3, il telaio 30 comprende, inoltre, un castello 36, il quale si estende verso l’alto dalla piastra 31, presenta la forma di un parallelepipedo rettangolo, è aperto verso il cassetto 7 e presenta una parete superiore 37 supportante in modo girevole l’estremità superiore della vite 34 ed una parete posteriore 38 verticale, la quale è parallela agli assi 17 e 27 e presenta due feritoie 39 e 40 verticali impegnate in modo scorrevole da rispettive appendici 41 e 42 estendentisi dall’organo attuatore 24 orizzontalmente ed in direzione trasversale all’asse 17.
La parete posteriore 38 e le relative feritoie 39 e 40 definiscono, unitamente alle appendici 41 e 42, un dispositivo anti-rotazione 43 atto ad impedire all’organo attuatore 24 di ruotare attorno all’asse 27 durante i suoi spostamenti lungo l’asse 27 stesso.
Secondo quanto meglio illustrato nella figura 4, l’organo attuatore 23 comprende una piastra 44 orizzontale di forma sostanzialmente rettangolare, dai cui bordi laterali minori sporgono verso il basso due staffe 45 piane, ciascuna delle quali è trasversale all’asse 17, sporge oltre la piastra 44 e porta collegato, alla propria estremità libera rivolta verso il cassetto 7, un perno supportante un rullo 46 coassiale all’altro rullo 46 e girevole attorno ad un asse 47 parallelo all’asse 17.
Secondo una variante non illustrata, la piastra 44 è provvista di una sola staffa 45 e di un solo rullo 46. L’organo attuatore comprende, inoltre, un corpo scatolato 48 collegato ad una superficie inferiore della piastra 44, alloggiante una madrevite 49 dell’accoppiamento 35 a vite- madrevite e portante solidalmente collegate le appendici 41 e 42, ed un dente 50, il quale si protende dalla piastra 44 verticalmente verso il basso e, come verrà meglio spiegato nel seguito, funge da organo attuatore per il dispositivo di blocco 29.
Secondo quanto illustrato nella figura 3, l’appendice 41 sporge all’esterno del castello 36 e porta collegato un rullo 51 di contrasto atto a rotolare a contatto della superficie esterna della parete posteriore 38 del castello 36 per scaricare sul castello 36 le forze che si scambiano l’organo attuatore 24 ed il cassetto 7. L’appendice 42 è conformata a L e sporge posteriormente al castello 36 con un braccio 52 orizzontale, il quale è parallelo alla parete posteriore 38 e presenta un bordo di estremità 53 sostanzialmente verticale e provvisto di due rientranze, di cui quella superiore è indicata con 54 e quella inferiore è indicata con 55. Il braccio 52 è atto a cooperare, in corrispondenza con il proprio bordo di estremità 53, con due microinterruttori 56 e 57, rispettivamente di fine corsa superiore e di fine corsa inferiore, che sono collegati alla centralina 28 e la cui funzione, in particolare la funzione del microinterruttore 57, verrà spiegata nel seguito.
Ciascun rullo 46 sporge lateralmente all’esterno del castello 36, è disposto al disopra di una relativa porzione terminale 58 della piastra 31 ed è atto a scorrere a contatto di una pista trasversale al percorso rettilineo definito dalla vite 34 e definita da una superficie inferiore di un rispettivo tegolo 59 solidale al cassetto 7, sporgente all’indietro dalla parete 13 del cassetto 7, inclinato di circa 45° verso il basso rispetto alla parete 13 ed atto a disporsi con la propria estremità libera a contatto della relativa porzione terminale 58 della piastra 31 quando il cassetto 7 è disposto nella sua posizione di chiusura della figura 2.
Secondo quanto illustrato nella figura 5, il dispositivo di blocco 29 è montato sulla piastra 31 e comprende una forcella 60 estendentesi verso l’alto da una porzione anteriore della piastra 31 e portante collegato un bilanciere 61 a squadra atto ad oscillare attorno ad un asse 62 parallelo all’asse 17, ed un ulteriore forcella 63 estendentesi verso l’alto da una porzione posteriore della piastra 31 e portante collegato un bilanciere 64 a squadra atto ad oscillare attorno ad un asse 65 anch’esso parallelo all’asse 17.
Il bilanciere 61 a squadra comprende un braccio 66 scatolato estendentesi dall’asse 62 verso l’alto e portante collegato, alla propria estremità libera, un perno 67, che si estende parallelamente all’asse 62 attraverso una finestra ricavata sulla estremità libera del braccio 66 ed alloggiante un nasello 68, il quale è atto ad oscillare attorno all’asse del perno 67, e contro l’azione di una molla 69 a balestra ancorata sul braccio 66, da una normale posizione operativa estratta, in cui il nasello 68 si protende all’esterno del braccio 66 e verso il cassetto 7 per definire un dente di impegno del braccio 66 con un elemento 70 di riscontro sporgente all’indietro dalla superficie esterna della parete 13 del cassetto 7, ad una posizione arretrata, in cui il nasello 68 è disposto all’interno del braccio 66.
Il bilanciere 61 comprende, inoltre, un braccio 71 estendentesi all’indietro dall’asse 62 e mantenuto normalmente in una posizione abbassata a contatto della superficie superiore della piastra 31 da una molla 72 tesa fra una porzione intermedia del braccio 66 e la parete posteriore 38 del castello 36. Quando il braccio 71 è disposto nella sua posizione abbassata, il braccio 66 si dispone inclinato all’indietro di circa 20° ed il nasello 68, anche se nella sua posizione operativa estratta, si dispone in una posizione di non interferenza con l’elemento 70 di riscontro, ossia all’esterno della traiettoria percorsa dall’elemento 70 di riscontro quando il cassetto oscilla attorno all’asse 17. In prossimità della propria estremità libera, il braccio 71 presenta una feritoia 73 ricurva di accoppiamento con il bilanciere 64.
Il bilanciere 64 è un bilanciere doppio sostanzialmente parallelo alla piastra 31 e definito da due cartelle disposte da bande opposte del braccio 71 e fra loro collegate da due perni 74 e 75 paralleli all’asse 65, disposti da bande opposte dell’asse 65 e di cui il perno 74, disposto anteriormente, si estende attraverso la feritoia 73 in modo da poter scorrere trasversalmente lungo la feritoia 73 stessa, mentre il perno 75 è disposto verticalmente al disotto del dente 50 (figure 3, 4 e 10-12) ed è atto ad essere spostato verso il basso dal dente 50, secondo modalità che verranno descritte nel seguito, per sollevare il braccio 71 dalla piastra 31, spostare in avanti il braccio 66 e portare il nasello 68, quando nella sua posizione estratta, in una posizione di interferenza (figura 11), nella quale il nasello 68 si dispone con la propria estremità inferiore immediatamente al disopra dell’elemento 70 di riscontro, ed a sostanziale contatto con, una estremità superiore dell’elemento 70 di riscontro stesso quando il cassetto 7 è nella sua posizione di chiusura.
Il funzionamento del dispositivo di prelievo 9 e del cassetto 7 verrà ora descritto a partire dalla posizione illustrata nella figura 11, nella quale il cassetto 7 è disposto nella sua posizione di chiusura con le proprie pareti 12, 13 e 14 disposte in posizione verticale in modo da poter ricevere dall’alto, in modo noto, un prodotto 2 selezionato, ed è bloccato in questa posizione dal dispositivo di blocco 29. In particolare, in questa posizione di chiusura, l’organo attuatore 24 è disposto nella sua posizione più bassa, cui corrisponde l’impegno del microinterruttore 57 nella rientranza superiore 54 del bordo di estremità 53 dell’appendice 42 della piastra 44. In questa posizione, il dente 50 preme sul perno 75 del bilanciere 64 e mantiene, tramite il perno 74, sollevato verso l’alto il braccio 71 del bilanciere 61 a squadra e spostato verso il cassetto 7 il braccio 66, il cui nasello 68, disposto nella sua posizione estratta, si dispone al disopra dell’elemento 70 di riscontro impedendo una qualsiasi oscillazione del cassetto 7 attorno all’asse 17 verso la posizione di apertura.
E’ importante notare che, quando l’organo attuatore 24 si dispone nella sua posizione più bassa sopra descritta, i rulli 46 sono disposti in posizione adiacente alla superficie esterna della parete 13 del cassetto 7 e ad una certa distanza dai relativi tegoli 59.
A questo punto un sensore (non illustrato) rivela la presenza di un prodotto 2 all’interno del cassetto 7 e manda un segnale alla centralina 28 (figura 3), la quale attiva il motore 25 che pone in rotazione la vite 34 determinando uno spostamento verso l’alto dell’organo attuatore 24.
Sotto la spinta del motore 25, l’organo attuatore 24 compie, in primo luogo, una extracorso iniziale, che determina il disimpegno del microinterruttore 57 (figura 3) dalla rientranza superiore 54 ed il suo impegno nella rientranza inferiore 55.
Secondo quanto illustrato nelle figure 6 e 9, l’esecuzione di questa extracorsa iniziale determina il sollevamento del dente 50 di una distanza sufficiente a permettere l’abbassamento del braccio 71 del bilanciere a squadra 61 sotto la spinta della molla 72 e lo spostamento del nasello 68, sempre nella posizione estratta, nella sua posizione di non interferenza con l’elemento 70 di riscontro.
Questo spostamento del dispositivo di blocco 29 non influenza la posizione del cassetto 7, il quale viene mantenuto nella sua posizione di chiusura, che è una posizione di equilibrio stabile, dalla forza F1, la quale mantiene le estremità dei tegoli 59 a contatto delle relative porzioni terminali 58 della piastra 31.
L’esecuzione (figura 7) di questa extracorsa iniziale determina, inoltre, un avvicinamento dei rulli 46 ai relativi tegoli 59, ma non ancora il contatto dei rulli 46 con i tegoli 59.
L’impegno del microinterruttore 57 nella rientranza inferiore 55 non arresta il motore 25, il quale continua a spostare verso l’alto l’organo attuatore 24 impartendogli una corsa operativa (figura 6), che si interrompe solo quando il braccio 52 dell’appendice 42 impegna il microinterruttore 56. Durante l’esecuzione di questa corsa operativa, i rulli 46 pervengono a contatto dei relativi tegoli 59 ed applicano agli stessi, per semplice contatto, la forza F2, la quale determina il sollevamento dei tegoli 59 e la rotazione del cassetto 7 attorno all’asse 17 fino a raggiungere la posizione di apertura illustrata nelle figure 6 e 9. Durante questa rotazione, i tegoli 59 si allontanano dall’organo attuatore 24 con conseguente rotolamento dei rulli 46 lungo i relativi tegoli 59 da posizioni adiacenti alla parete 13 (figura 7) a posizioni prossime alle estremità libere dei tegoli 59 stessi (figura 6).
Nella posizione di apertura, il cassetto 7 rivolge la sua apertura superiore completamente verso l’esterno, in modo da permettere il prelievo del prodotto 2 disposto all’interno del vano di prelievo 8, e chiude, contemporaneamente, in maniera completa l’apertura 6 fungendo, come già detto, da dispositivo anti-intrusione.
Quando il microinterruttore 56 impegna il braccio 52, la centralina 28 arresta il motore 25 per un tempo determinato, normalmente alcuni secondi, trascorsi i quali la centralina 28 inverte il moto del motore 25 in modo da impartire all’organo attuatore 24 una corsa di ritorno, che si arresta (figura 7) solo quando il microinterruttore 57 impegna la rientranza inferiore 55 del braccio 52.
Durante l’esecuzione di questa corsa di ritorno, il comportamento del cassetto 7 è funzione del comportamento dell’utente durante l’estrazione del prodotto 2 dal vano di prelievo 8.
Nel caso in cui l’utente prelevi il prodotto 2 durante il periodo di apertura, l’esecuzione della corsa di ritorno comporta semplicemente il ritorno del cassetto 7 nella posizione di chiusura. A questo proposito è opportuno notare che il ritorno del cassetto 7 nella posizione di chiusura avviene sotto la spinta della sola forza F1, la quale è normalmente contrastata da un ammortizzatore (non illustrato), che rallenta il moto del cassetto 7 consentendo ai rulli 46 di distaccarsi dai relativi tegoli 59. Alternativamente, se il citato ammortizzatore (non illustrato) manca, il motore 25 viene rallentato dalla centralina 28 in modo da permettere all’organo attuatore 24 di svolgere unicamente la funzione di supportare il cassetto 7 durante il suo ritorno verso la posizione di equilibrio stabile senza applicare al cassetto 7 stesso alcuna forza se non una forza di reazione alla forza F1.
Quando il cassetto 7 si arresta con i propri tegoli 59 a contatto delle porzioni terminali 58 della piastra 31 (figure 3 e 7), l’organo attuatore 24 ha normalmente già completato la sua corsa di ritorno e si è già arrestato (figura 7) nella posizione in cui il microinterruttore 57 impegna la rientranza inferiore 55 del braccio 52.
L’impegno del microinterruttore 57 nella rientranza inferiore 55 del braccio 52 determina, da parte della centralina 28, l’arresto del motore 25 per un tempo determinato, normalmente di circa trenta secondi, trascorsi i quali il motore 25 viene riavviato per impartire all’organo attuatore 24 una extracorsa finale, durante la quale, a cassetto 7 fermo, il dente 50 impegna il perno 75 del bilanciere 64 spostando il bilanciere a squadra 61 nella posizione di blocco (figura 11).
L’utente, nel caso in cui non riesca a prelevare il prodotto 2 durante il periodo di apertura, può trattenere aperto il cassetto 7 afferrando la maniglia 16. In questo caso, se il rilascio avviene prima che l’organo attuatore 24 abbia terminato la sua corsa di ritorno, il cassetto 7, una volta rilasciato, ruota all’indietro sotto la spinta della forza F1 fino a portare i suoi tegoli 59 a contatto delle porzioni terminali 58 della piastra 31; da questo punto in poi la procedura di chiusura è quella precedentemente descritta. Se, invece, il rilascio avviene dopo l’attivazione del dispositivo di blocco 29, l’elemento 70 di riscontro impegna (figura 11), durante lo spostamento del cassetto 7 verso la posizione di chiusura sotto la spinta della forza F1, il nasello 68 facendolo arretrare contro la spinta della molla 69 a balestra e facendolo quindi scattare in posizione di blocco (figura 11) quando il cassetto 7 raggiunge la posizione di chiusura.
In ogni caso, dal momento che il dispositivo attuatore 23 non è vincolato positivamente al cassetto 7, ma applica al cassetto 7 una semplice spinta per contatto durante l’esecuzione della corsa operativa, l’apertura manuale del cassetto 7 può essere effettuata dall’utente, anche a partire dalla posizione di cassetto 7 già chiuso, per tutto il tempo durante il quale il dispositivo di blocco 29 rimane disattivato.

Claims (1)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1.- Metodo di distribuzione di prodotti (2) in un distributore automatico (1) di prodotti, il metodo comprendendo le fasi di: disporre un cassetto (7), definente un vano di prelievo (8) per un prodotto (2) selezionato, in una posizione di chiusura, in cui il vano di prelievo (8) è atto a ricevere il detto prodotto (2); la posizione di chiusura essendo una posizione di equilibrio stabile sotto l’effetto di una prima forza (F1) applicata al cassetto (7); impartire al cassetto (7) un primo spostamento attraverso un’apertura (6) ricavata in una parete (4) esterna del distributore automatico (1) e fino a raggiungere una posizione di apertura, nella quale il vano di prelievo (8) è accessibile dall’esterno del distributore automatico (1); il primo spostamento venendo realizzato tramite l’impiego di mezzi attuatori (24) e facendo compiere ai mezzi attuatori (24) una corsa operativa, lungo la quale i mezzi attuatori (24) applicano al cassetto (7), per semplice contatto con il cassetto (7) stesso, una seconda forza (F2) antagonista alla, e maggiore della, prima forza (F1); e impartire ai mezzi attuatori (24) una corsa di ritorno per mettere il cassetto (7) in una condizione di poter effettuare uno secondo spostamento verso la posizione di chiusura sotto l’effetto della prima forza (F1). 2.- Metodo secondo la rivendicazione 1, in cui il cassetto (7), quando nella posizione di chiusura, è normalmente bloccato in posizione tramite mezzi di bloccaggio (29); il metodo comprendendo la ulteriore fasi di sbloccare i mezzi di bloccaggio (29) prima di impartire al cassetto (7) il primo spostamento, e di bloccare i mezzi di bloccaggio (29) durante l’esecuzione della corsa di ritorno. 3.- Metodo secondo la rivendicazione 2, in cui lo sbloccaggio ed il bloccaggio dei mezzi di bloccaggio (29) viene effettuato dai mezzi attuatori (24). 4.- Metodo secondo la rivendicazione 2 o 3, in cui le dette corse operativa e di ritorno sono più lunghe del primo e, rispettivamente, del secondo spostamento; la corsa operativa e la corsa di ritorno comprendendo una extracorsa iniziale e, rispettivamente, una extracorsa finale, durante l’esecuzione delle quali i mezzi attuatori (24) sono distaccati dal cassetto (7) ed impegnano i mezzi di bloccaggio (29) per effettuare le dette fasi di sbloccaggio e, rispettivamente, di bloccaggio. 5.- Metodo secondo una delle precedenti rivendicazioni, in cui il cassetto (7) è disposto, nella sua posizione di chiusura, a contatto di mezzi di arresto (58); il distacco del cassetto (7) dai mezzi di arresto (58) venendo effettuato dai mezzi attuatori (24) in un punto intermedio della loro corsa operativa. 6.- Metodo secondo la rivendicazione 4 o 5, in cui i mezzi attuatori (24) vengono azionati per effettuare la extracorsa iniziale e la corsa operativa con un unico movimento continuo e privo di interruzioni. 7.- Metodo secondo una delle rivendicazione da 4 a 6, in cui i mezzi attuatori (24) vengono azionati per effettuare la corsa di ritorno e la extracorsa finale in tempi successivi fra loro separati da un intervallo di tempo di lunghezza determinata. 8.- Metodo secondo una delle precedenti rivendicazioni, in cui gli spostamenti del cassetto (7) sono oscillazioni attorno ad un asse (17) fisso. 9.- Metodo secondo la rivendicazione 8, in cui il cassetto (7) effettua le dette oscillazioni attorno all’asse (17) fisso spostandosi attraverso la detta apertura (6). 10.- Metodo secondo una delle precedenti rivendicazioni, in cui i mezzi attuatori (24) vengono azionati da un unico motore (25) per spostarsi lungo un percorso rettilineo. 11.- Metodo secondo le rivendicazioni 9 e 10, in cui il percorso rettilineo si estende trasversalmente all’asse (17) fisso. 12.- Metodo secondo la rivendicazione 11, in cui i mezzi attuatori (24) comprendono almeno un rullo (46) mobile lungo il percorso rettilineo ed il cassetto (7) comprende un tegolo (59), una cui superficie inferiore definisce una pista sostanzialmente trasversale al percorso rettilineo e di scorrimento per il rullo (46); ed in cui i mezzi attuatori (24), durante l’esecuzione della loro corsa operativa, dispongono il rullo (46) a contatto della pista per applicare al cassetto (7) la detta seconda forza (F2), e determinano il rotolamento del rullo (46) lungo la pista da un primo punto della pista disposto adiacente al cassetto (7) ad un secondo punto della pista disposto più lontano del primo punto dal cassetto (7). 13.- Distributore automatico di prodotti (2) comprendente un armadio (3) presentante una parete (4) esterna provvista di un’apertura (6), ed un dispositivo di prelievo (9) comprendente un cassetto (7) definente un vano di prelievo (8) atto a ricevere un prodotto (2) selezionato e mobile attraverso l’apertura (6) fra una posizione di chiusura di ricevimento del prodotto (2) selezionato ed una posizione di apertura di prelievo del prodotto (2) selezionato dall’esterno; il distributore automatico (1) essendo caratterizzato dal fatto che il dispositivo di prelievo (9) comprende, inoltre, mezzi attuatori (24) motorizzati atti a compiere una corsa operativa per applicare al cassetto (7), per semplice contatto, una seconda forza (F2) antagonista alla, e maggiore della, prima forza (F1) ed impartire al cassetto (7) un primo spostamento dalla posizione di chiusura alla posizione di apertura attraverso la detta apertura (6), ed una corsa di ritorno per mettere il cassetto (7) in una condizione di poter effettuare uno secondo spostamento attraverso l’apertura (6) verso la posizione di chiusura sotto l’effetto della prima forza (F1). 14.- Distributore automatico secondo la rivendicazione 13, in cui il dispositivo di prelievo (9) comprende, inoltre, mezzi di bloccaggio (29) per bloccare il cassetto (7) nella posizione di chiusura e mezzi azionatori (50) dei mezzi di bloccaggio (29); i mezzi di bloccaggio (29) essendo mobili fra una posizione di riposo di non interferenza con il cassetto (7) ed una posizione operativa di bloccaggio del cassetto (7) nella posizione di chiusura; ed i mezzi azionatori (50) essendo mobili rispetto ai mezzi di bloccaggio (29) per sbloccare i mezzi di bloccaggio (29) prima che al cassetto (7) venga impartito il primo spostamento, e per bloccare i mezzi di bloccaggio (29) durante l’esecuzione della corsa di ritorno. 15.- Distributore automatico secondo la rivendicazione 14, in cui i mezzi azionatori (50) sono portati dai mezzi attuatori (24). 16.- Distributore automatico secondo la rivendicazione 14 o 15, in cui le dette corse operativa e di ritorno sono più lunghe del primo e, rispettivamente, del secondo spostamento; la corsa operativa e la corsa di ritorno comprendendo una extracorsa iniziale e, rispettivamente, una extracorsa finale, durante l’esecuzione delle quali i mezzi attuatori (24) sono distaccati dal cassetto (7) ed i detti mezzi azionatori (50) impegnano i mezzi di bloccaggio (29) per effettuare lo sbloccaggio e, rispettivamente, il bloccaggio del cassetto (7). 17- Distributore automatico secondo una delle rivendicazioni da 13 a 16, in cui il dispositivo di prelievo (9) comprende, inoltre, mezzi di arresto (58) fissi per arrestare il cassetto (7) nella posizione di chiusura. 18.- Distributore automatico secondo una delle rivendicazioni da 13 a 17, in cui il cassetto (7) è montato per compiere i detti spostamenti oscillando attorno ad un asse (17) fisso. 19.- Distributore automatico secondo la rivendicazione 18, in cui il cassetto (7) è montato per compiere i detti spostamenti spostandosi attraverso la detta apertura (6). 20.- Distributore automatico secondo una delle rivendicazioni da 13 a 19, in cui il dispositivo di prelievo (9) comprende un unico motore (25) per azionare i mezzi attuatori (24) e spostarli lungo un percorso determinato. 21.- Distributore automatico secondo le rivendicazioni 18 e 20, in cui il detto percorso è un percorso rettilineo che si estende trasversalmente all’asse (17) fisso. 22.- Distributore automatico secondo la rivendicazione 20 o 21, in cui i mezzi attuatori (24) comprendono almeno un rullo (46) mobile lungo il detto percorso, ed il cassetto (7) comprende un tegolo (59), una cui superficie inferiore definisce una pista sostanzialmente trasversale al detto percorso; il rullo (46) essendo atto a rotolare lungo la pista, durante l’esecuzione di almeno parte della corsa operativa da parte dei mezzi attuatori (24), da un primo punto della pista disposto adiacente al cassetto (7) ad un secondo punto della pista disposto più lontano del primo punto dal cassetto (7) per applicare al cassetto (7) la detta seconda forza (F2). 23.- Distributore automatico secondo una delle rivendicazioni da 13 a 22, in cui il dispositivo di prelievo (9) comprende un telaio (30) fisso ed un dispositivo attuatore (23) supportato dal telaio (30); il dispositivo attuatore (23) comprendendo un motore (25), i detti mezzi attuatori (24) ed una trasmissione (26) interposta fra il motore (25) ed i mezzi attuatori (24); il motore (25) e la trasmissione (26) essendo fissi rispetto al telaio (30); i mezzi attuatori (24) comprendendo un organo attuatore (24) mobile rispetto al telaio (30) lungo un percorso determinato; e mezzi di bloccaggio (29) essendo previsti per bloccare il cassetto (7) rispetto al telaio (30). 24.- Distributore automatico secondo la rivendicazione 23, in cui la trasmissione (26) comprende una vite (34) azionata dal motore (25) ed accoppiata all’organo attuatore (24) tramite un accoppiamento (35) vite-madre vite. 25.- Distributore automatico secondo la rivendicazione 23 o 24, in cui i mezzi di bloccaggio (29) comprendono un bilanciere (61) supportato dal telaio (30) ed a sua volta comprendente un primo ed un secondo braccio (66, 71), il primo braccio (66) essendo mobile verso il cassetto (7) contro l’azione di primi mezzi elastici (72); un nasello (68) supportato dal primo braccio (66) e mobile, rispetto al primo braccio (66) e sotto l’azione di secondi mezzi elastici (69), da una posizione arretrata, in cui il nasello (68) è alloggiato all’interno del primo braccio (66), ad una posizione estratta; mezzi di riscontro (70) portati dal cassetto (7) ed atti ad essere impegnati dal nasello (68) disposto nella posizione estratta per bloccare il cassetto (7) nella posizione di chiusura; e mezzi di trasmissione (64) accoppiati al secondo braccio (71) ed azionabili da parte dell’organo attuatore (24) per spostare il primo braccio (66) verso il cassetto (7) contro l’azione dei primi mezzi elastici (72).
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