ITTO20080537A1 - Composti naturali per migliorare la stabilità microbiologica di pasta fresca a base di amaranto - Google Patents

Composti naturali per migliorare la stabilità microbiologica di pasta fresca a base di amaranto

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ITTO20080537A1
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Milena Grazia Rita Sinigaglia
Nicoletta Suriano
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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Composti naturali per migliorare la stabilità microbiologica di pasta fresca a base di amaranto"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione concerne 1'impiego di composti naturali per migliorare la stabilità microbiologica di pasta fresca, in particolare di pasta fresca a base di farina di amaranto.
Stato della tecnica
Negli ultimi anni, sfarinati diversi dal frumento sono stati impiegati, in maniera alternativa o parzialmente sostitutiva, per la produzione di paste speciali. Sono stati valorizzati cereali rustici, ma anche materie prime non convenzionali per la produzione di paste aventi connotazioni salutistiche o destinate a target specifici quali ad esempio i celiaci, affetti da intolleranza alle gliadine, ai quali va somministrata una dieta priva di glutine. I cereali rustici e gli sfarinati non convenzionali possono, però, dato il loro elevato contenuto in sostanze antiossidanti, anche essere utilizzati nella produzione di paste funzionali destinate a soggetti con disfunzioni metaboliche.
Tra le materie prime non convenzionali con caratteristiche nutraceutiche da utilizzare nella produzione di paste alimentari funzionali possono essere annoverate l'avena, la fava, il cece, l'amaranto, la quinoa, il teff ed il panico indiano.
L'amaranto à ̈ una tra le più vecchie piante appartenenti alla famiglia dei "cereali". Pur essendo molto digeribile à ̈ classificato tra gli "pseudo-cereali" per il suo basso contenuto in polisaccaridi, circa il 62%, se confrontato con gli altri cereali. Le cariossidi contengono il 7-8% di grassi, il 12.5-18% di proteine, costituite da tutti gli amminoacidi essenziali, circa il 5% di lisina e il 4% di amminoacidi solforati, presenti solo in tracce negli altri cereali. L'amaranto non contiene le proteine del glutine, prolammine e gluteiine, per cui la sua farina si presta per la produzione di pasta priva di glutine.
A causa dell'elevato contenuto di acqua, la pasta fresca à ̈ un alimento facilmente deperibile.
L'alterazione à ̈ dovuta sia all'attività metabolica dei microrganismi (batteri, lieviti, muffe) , che possono facilmente proliferare nel prodotto, sia all'attività enzimatica presente. Il tempo di conservazione della pasta fresca può essere influenzato dall' utilizzo di trattamenti termici sul prodotto finito (pastorizzazione) , dalle atmosfere modificate in fase di confezionamento, dalle basse temperature in fase di conservazione e dall'uso di conservanti chimici, battericidi e batteriostatici, in fase di produzione della pasta.
Da alcuni anni, la "Western Society" sembra mostrarsi propensa all'utilizzo di sostanze attive di origine naturale al posto di composti di natura sintetica per minimizzare il loro impatto sulla salute del consumatore e sull'ambiente. Nella letteratura scientifica si riportano, infatti, numerosi studi di valutazione dell'efficacia antimicrobica di varie sostanze naturali sui principali microrganismi di alterazione degli alimenti. Tra i vari antimicrobici naturali il chitosano e gli oli essenziali sono già stati utilizzati .
Il chitosano à ̈ un biopolimero naturale, non tossico, derivato dalla deacetilazione della chitina, utilizzato in diversi campi grazie alle sue caratteristiche biologiche. E' noto per la sua attività antimicrobica, per l'azione antitumorale e per la funzione ipocolesterolemica . La sua attività à ̈ influenzata da diversi fattori, come il grado di deacetilazione, il peso molecolare, il pH del substrato, la temperatura e la presenza di particolari molecole nell'alimento.
Gli oli essenziali sono estratti da varie parti dalle piante e contengono numerosi gruppi fenolici che conferiscono loro note proprietà attive testate sia in vitro che in vivo.
Sommario dell'invenzione
La presente invenzione si prefigge lo scopo di identificare composti di origine naturale per migliorare la stabilità microbiologica di pasta fresca, in particolare di pasta priva di glutine.
Secondo la presente invenzione, tale scopo à ̈ raggiunto grazie alla soluzione richiamata in modo specifico nelle rivendicazioni che seguono. Le rivendicazioni formano parte integrante dell' insegnamento tecnico qui fornito in relazione all' invenzione .
L'invenzione riguarda l'impiego di composti naturali per migliorare la stabilità microbiologica di pasta fresca priva di glutine, preferibilmente pasta fresca a base di farina di amaranto, così da prolungarne la shelf life.
In una forma di attuazione la presente invenzione concerne l'uso di chitosano, eventualmente in associazione ad uno o più tra timolo, estratto di semi di pompeimo ed estratto di limone, quale conservante naturale per prolungare la shelf life di pasta fresca priva di glutine, preferibilmente pasta fresca a base di farina di amaranto.
In una diversa forma di attuazione, la presente invenzione concerne un prodotto dietetico a base di pasta fresca priva di glutine, preferibilmente pasta fresca a base di farina di amaranto, comprendente almeno un composto scelta fra chitosano, timolo, estratto di semi di pompeimo ed estratto di limone.
Descrizione dettagliata dell'invenzione
Nella seguente descrizione sono illustrati vari dettagli specifici finalizzati ad un'approfondita comprensione delle forme di attuazione. Le forme di attuazione possono essere realizzate senza uno o più dei dettagli specifici, o con altri metodi componenti materiali, etc. In altri casi, strutture, materiali o operazioni noti non sono mostrati o descritti in dettaglio per evitare di rendere oscuri i vari aspetti delle forme di attuazione.
Il riferimento ad "una forma di attuazione" nell'ambito di questa descrizione sta ad indicare che una particolare configurazione, struttura o caratteristica descritta in relazione alla forma di attuazione à ̈ compresa in almeno una forma di attuazione. Quindi, frasi come "in una forma di attuazione", eventualmente presenti in diversi luoghi di questa descrizione non sono necessariamente riferite alla stessa forma di attuazione. Inoltre, particolari conformazioni, strutture o caratteristiche possono essere combinate in ogni modo adeguato in una o più forme di attuazione .
La diffusione della pasta nel mondo, la popolarità dei prodotti tradizionali, l'esigenza di paste aventi connotazioni salutistiche o destinate a target specifici, hanno dato un notevole impulso alla produzione di paste da farine non convenzionali .
Accanto alla messa a punto di un prodotto caratterizzato da un elevato contenuto salutistico, rimane, tuttavia, l'esigenza di trovare strategie di basso impatto capaci di mantenere le sue caratteristiche di qualità nel tempo e favorire la diffusione oltre i limiti ristretti del luogo di produzione .
Essendo la pasta un prodotto con una forte connotazione tradizionale, Ã ̈ difficile apportare innovazioni che possano incontrare il gusto del consumatore. Pertanto, si richiedono interventi tecnologici che mantengano le caratteristiche di base del prodotto.
Tra le tecnologie più diffuse per prolungare la shelf life della pasta fresca si annoverano la pastorizzazione e l'utilizzo delle atmosfere modificate. Nella produzione industriale, la pasta viene trattata termicamente subito dopo la fase di modellatura ed immediatamente impacchettata. Dopo la sanificazione, viene raffreddata rapidamente, e subito refrigerata fino alla temperatura di magazzino (+3°C): in questo caso viene applicato un singolo trattamento termico che non altera in alcun modo le caratteristiche organolettiche della pasta mantenendo intatta l'originaria qualità. Il prodotto impacchettato, però, può eventualmente subire un ulteriore trattamento termico (doppia pastorizzazione) al fine di ottenere una sanificazione maggiore e ridurre gli effetti di possibili nuove contaminazioni. Tramite questo doppio trattamento alimenterà la shelf-life del prodotto fino a 90 giorni ma, inevitabilmente saranno compromesse le sue caratteristiche organolettiche a causa dello sforzo termico subito dalle materie prime. L'atmosfera modificata in fase di confezionamento implica, invece, la sostituzione dell'aria normalmente presente nella confezione di pasta con altri gas. La composizione ottimale di tale atmosfera per la pasta fresca prevede generalmente un 30% di azoto ed un 70% anidride carbonica, o un 100% di anidride carbonica.
La presente descrizione propone l'utilizzo di sostanze attive ad azione antimicrobica da utilizzare in fase di processo come alternativa alle strategie su citate, per mantenere più a lungo la stabilità microbiologica del prodotto fresco, senza compromettere le caratteristiche qualitative.
In una forma di attuazione, la presente invenzione prevede l'uso di sostanze come timolo, chitosano, estratto dei semi di pompeimo ed estratto di limone, che pur essendo dotate di un impatto organolettico a volte pronunciato, possono essere ritenute compatibili con un prodotto come la pasta a base di amaranto, già caratterizzata da un aroma che la distingue da quella tradizionale.
Sulla base dei dati qui presentati, si evince che i risultati hanno un carattere di immediata fruibilità e applicabilità industriale.
In una forma di attuazione, la presente descrizione concerne una produzione di pasta funzionale a costi più ridotti perché basata sull'impiego di materie prime fino ad oggi utilizzate solo marginalmente, come l'amaranto, e di sostanze attive, disponibili in commercio a basso costo, per conservarne la qualità.
L'efficacia dei composti testati, in particolare del chitosano, ha consentito di mantenere la pasta fresca ad un alto livello di stabilità microbiologica per più di due settimane, suggerendo, quindi, possibili vantaggi competitivi per le aziende produttrici, attente alla diversificazione di prodotto e alle richieste del mercato internazionale.
Materie prime utilizzate
La farina di amaranto à ̈ stata acquistata presso il Mulino Bongiovanni (Mondovì, Cuneo, Italia).
Sostanze antimicrobiche di origine naturale quali timolo (Sigma, Poole, UK), estratto di semi di pompeimo (GFSE) (Biocitro, Probena s.l., Zaragoza, Spagna), estratto di limone (Spencer Food Industriai, Amsterdam, Olanda) e chitosano (Danisco, Braband, Danimarca), sono state separatamente testate in concentrazione pari a 2000 mg/kg di pasta fresca. Per sciogliere il timolo nell'impasto à ̈ stata preparata una soluzione idroalcolica (J.T. Baker, Milano, Italy) al 50%, sterilizzata a freddo, mentre per sciogliere il chitosano à ̈ stata utilizzata una soluzione acquosa di acido lattico (88% v/v) (C. Erba, Milano, Italy).
Produzione della pasta
Per testare le varie sostanze sono stati preparati i seguenti impasti:
1.GFSE 2000 ppm: 210 g di farina di amaranto 90 mi di acqua potabile 600 mg di GFSE.
2.Lemon 2000 ppm: 210 g di farina di amaranto 90 mi di acqua potabile 600 mg di estratto di limone.
3.Timolo 2000 ppm: 210 g di farina di amaranto 89 mi di acqua potabile 1 mi della soluzione di timolo (60.000 ppm) al fine di ottenere la concentrazione finale desiderata.
4.Chitosano 2000 ppm: 210 g di farina di amaranto 89 mi di acqua potabile 1 mi di acido lattico 600 mg di chiosano.
5.Controllo 1: 210 g di farina di amaranto 90 mi di acqua potabile.
6.Controllo 2: 210 g di farina di amaranto 89 mi di acqua potabile 1 mi di etanolo
7.Controllo 3: 210 g di farina di amaranto 89 mi di acqua potabile 1 mi di acido lattico.
Gli ingredienti sono stati impastati per 15 min, utilizzando un Pastamatic Simac ( mod. 1400 N, Treviso, Italy, equipaggiato di testata in bronzo) e trafilati come tagliatelle. Aliquote da lOg di ciascun campione, sono state confezionate in atmosfera ordinaria in buste di plastica ad elevata barriera [Nylon/Polyethylene, 102 Î1⁄4m (Tecnovac, San Paolo D'Aragon, Bergamo, Italy)] utilizzando una confezionatrice S100-Tecnovac. I campioni sono stati stoccati a 4 °C e periodicamente analizzati per 25 giorni.
Analisi Microbiologiche
Aliquote da 10 g di ciascun campione (in doppio) sono state diluite con 90 mi di soluzione fisiologica (0.90% NaCl) e omogenati in Stomacher Lab-Blender 400 (PBI International, Milano). Dopo aver allestito le opportune diluizioni seriali decimali, Ã ̈ stata effettuata la conta dei seguenti gruppi microbici:
• Mesofili e Psicrotrofi su Piate Count Agar (PCA, Oxoid, Milano) incubato rispettivamente a 30 °C per 48 h e a 4 °C per una settimana;
• Coliformi totali su Violet Red Bile Agar (VRBA, Oxoid, Milano) incubato a 37 °C per 18 - 24 ore;
• Staphylococcus spp su Baird Parker Medium (BP, Oxoid, Milano) addizionato del 5% di Egg Yolk Tellurite Emulsion (Oxoid, Milano) incubato a 37 °C per 48 ore.
Sui campioni omogeneizzati, dopo prelievo del campione per le analisi microbiologiche, Ã ̈ stata effettuata la misura del pH, in doppio, mediante l'utilizzo di un pH-metro (Mod. 2001, Crison Instruments, Barcellona, Spagna) .
Isolamento e identificazione di batteri mesofili e psicrotrofi
Dalle piastre di PCA contenenti da 30 a 100 colonie sono state isolate, in modo casuale, 3 colonie con diversa morfologia. Complessivamente sono stati isolati 47 ceppi, di cui 37 mesofili e i restanti psicrotrofi. Tutti i ceppi isolati sono stati raggruppati sulla base della morfologia, colorazione di Gram, presenza di catalasi, test di ossido-fermentazione, ossidasi, presenza di pigmento e sporificazione. Dopo questa prima caratterizzazione, con l'ausilio delle chiavi dicotomiche, dei ceppi isolati sono stati identificati a livello di specie solo le Enterobacteriaceae, mediante l'utilizzo del sistema API 20 E (Biomerieux, Marcy l'Etoile, Francia).
Analisi sensoriale
Campioni di pasta fresca e cotta, di tutte le tipologie sviluppate, sono stati sottoposti a un panel di 8 assaggiatori addestrati al fine di verificare se la pasta contenente le sostanze attive si distingueva da guella di controllo per un percepibile impatto organolettico. I panelisti sono stati invitati a giudicare in un'unica sessione caratteristiche di colore, aroma e qualità generale dei vari tipi di pasta cruda usando una scala edonistica compresa tra 1 (estremamente sgradevole) e 9 (estremamente accettabile). Gli stessi panelisti sono stati invitati poi a valutare il colore, l'aroma, l'adesività, l'elasticità e il gusto dei vari tipi di pasta cotta subito dopo la produzione, utilizzando la stessa scala, compresa tra 1 e 9.
Elaborazione dei dati
Per quantificare l'efficacia antimicrobica delle varie sostanze incorporate nella pasta, à ̈ stato utilizzato un approccio matematico. In particolare, i dati sperimentali relativi alla cinetica di crescita dei microrganismi mesofili, dello Staphyloccocus spp. e dei coliformi totali sono stati fittati con un'equazione di Gompertz riparametrizzata, già proposta per studi su altre matrici alimentari (Corbo et al., 2006 International Journal of Food Microbiolgy, 106, 69-73). In questa equazione compaiono una serie di parametri tra i quali uno esprime proprio la durata della stabilità microbiologica del prodotto (MAL) e permette di confrontare i campioni di pasta in maniera oggettiva. Per calcolare il MAL relativo alla carica degli psicrotrofi, invece, à ̈ stata utilizzata un'equazione più complessa della precedente, ottenuta combinando 2 equazioni di Gompertz riparametrizzate adiacenti. Il motivo di questa scelta à ̈ legato al fatto che il trend dei microrganismi psicrotrofi era caratterizzato da un doppio andamento: si registrava, infatti, prima un decadimento della specie e poi una crescita fino al raggiungimento della fase stazionaria.
I valori del parametro MAL ottenuti dal fitting delle equazioni suddette ai dati microbiologici e i valori dei giudizi ottenuti dal panel sensoriale sono stati sottoposti rispettivamente ad analisi della varianza (ANOVA) e Tukey test, mediante il software Statistica 7.1 per Windows (Stasoft, Tulsa, OK) , per valutare se le differenze riscontrate tra i campioni fossero statisticamente significative.
Risultati
I risultati sperimentali hanno permesso di dimostrare l'efficacia antimicrobica delle 4 sostanze selezionate nei confronti dei vari gruppi microbici presenti in pasta fresca di amaranto. Dal lavoro di identificazione delle specie sono stati individuati con elevatissima frequenza batteri appartenenti al gruppo delle "Enterobacteriaceae ubiquitarie", invece solo 2 ceppi appartenenti al genere Staphylococcus spp. e 2 ceppi al genere Bacillus spp. Sulla base di tali risultati à ̈ stato deciso di identificare con gallerie API 20 E solo le Enterobacteriaceae, dalle quali à ̈ emerso che in pasta fresca di amaranto sono presenti le seguenti specie: Enterobacter cloacae (33%), Pantoea spp. (33%), Klebsiella oxytoca (17%) e Serratia ficaria (17%).
Per quanto riguarda l'effetto delle sostanze attive, il chitosano si à ̈ rivelato il composto più efficace, mentre l'estratto di limone, la sostanza meno efficace. L'azione delle sostanze antimicrobiche à ̈ stata quantificata mediante il calcolo dei valori del MAL relativi alle varie specie di interesse microbico.
Tabella 1.
I dati nella colonna con le diverse lettere maiuscole sono statisticamente diversi (P < 0.05).
Nella tabella 1, in cui sono riportati tali MAL ottenuti dal fitting dei dati sperimentali, à ̈ possibile osservare che i valori più alti del parametro sono stati ottenuti nei campioni trattati con chitosano, dove la pasta ha superato i 25 giorni di stabilità microbiologica per psicrotrofi e Staphilococcus spp, mentre ha superato i 15 giorni per gli altri 2 gruppi microbici, consentendo di poter ritenere il chitosano à ̈ attivo nella pasta fresca almeno per 2 settimane. Anche il GFSE e il timolo si sono rivelati efficaci nei confronti di tutti i gruppi microbici ma con un'azione meno pronunciata di quella del chitosano, soprattutto per quanto riguarda i coliformi totali risultati più resistenti agli estratti di piante che al derivato della chitina. In ogni caso, anche con questi due composti attivi la pasta à ̈ risultata microbiologicamente accettabile per più giorni rispetto ai campioni di controllo, inaccettabili già dal secondo giorno di conservazione per eccesso della carica mesofila.
Il panel sensoriale effettuato sia sulla pasta cruda che sul prodotto dopo cottura, ha rivelato delle lievi differenze tra i controlli e le paste addizionate dei composti attivi, soprattutto per quanto riguarda l'odore delle paste contenenti gli oli essenziali. Tuttavia, l'analisi statistica effettuata sui giudizi espressi dai panelisti ha permesso di comprovare che tali differenze non erano statìsticamente significative.
Dalla ricerca à ̈ possibile, quindi, concludere che tutte le sostanze utilizzate nella prova sperimentale sono efficaci per prolungare la stabilità microbiologica di pasta fresca a base di amaranto, fino a un massimo di 2 settimane utilizzando chitosano. I composti non provocano modificazioni sensoriali, nà ̈ nella pasta cruda che in quella cotta, tali da rendere inaccettabile il prodotto, pertanto si prestano ad essere impiegate nel processo produttivo quali strategie di basso impatto per prolungare la shelf life della pasta fresca di amaranto conservata a 4 °C.
Naturalmente, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato senza per questo uscire dall'ambito di protezione della presente invenzione, così come definito dalle rivendicazioni annesse.

Claims (14)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Uso di chitosano per prolungare la shelf life di pasta fresca priva di glutine.
  2. 2. Uso secondo la rivendicazione 1, in cui la pasta fresca à ̈ a base di farina di amaranto.
  3. 3. Uso secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, in cui il chitosano à ̈ in associazione ad uno o più tra timolo, estratto di semi di pompeimo ed estratto di limone.
  4. 4. Uso secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il chitosano à ̈ presente in concentrazione compresa tra 500 e 5000 mg/kg di pasta fresca.
  5. 5. Uso secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il chitosano à ̈ presente in concentrazione compresa tra 1900 e 2100 mg/kg di pasta fresca.
  6. 6. Uso secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 3 a 5, in cui il timolo à ̈ presente in concentrazione compresa tra 1800 e 2200 mg/kg di pasta fresca.
  7. 7. Uso secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 3 a 6, in cui l'estratto di semi di pompeimo à ̈ presente in concentrazione compresa tra 1800 e 2200 mg/kg di pasta fresca.
  8. 8. Uso secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 3 a 7, in cui l'estratto di limone à ̈ presente in concentrazione compresa tra 1800 e 2200 mg/kg di pasta fresca.
  9. 9. Prodotto dietetico a base di pasta fresca priva di glutine comprendente almeno un composto scelto fra chitosano, timolo, estratto di semi di pompeimo ed estratto di limone.
  10. 10. Prodotto dietetico secondo la rivendicazione 9, in cui pasta fresca priva di glutine à ̈ a base di farina di amaranto.
  11. 11. Prodotto dietetico secondo la rivendicazione 9 o la rivendicazione 10, in cui il chitosano à ̈ presente in concentrazione compresa tra 500 e 5000 mg/kg di pasta fresca, più preferibilmente tra 1800 e 2200 mg/kg di pasta fresca.
  12. 12. Prodotto dietetico secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 9 a 11, in cui il timolo à ̈ presente in concentrazione compresa tra 1800 e 2200 mg/kg di pasta fresca.
  13. 13. Prodotto dietetico secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 9 a 12, in cui l'estratto di semi di pompeimo à ̈ presente in concentrazione compresa tra 1800 e 2200 mg/kg di pasta fresca.
  14. 14. Prodotto dietetico secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 9 a 13, in cui l'estratto di limone à ̈ presente in concentrazione compresa tra 1800 e 2200 mg/kg di pasta fresca.
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