ITTO20110004U1 - "capsula per la preparazione di prodotti liquidi" - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE del modello di utilità dal titolo:
"Capsula per la preparazione di prodotti liquidi",
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Campo del trovato
Il presente trovato riguarda una capsula a perdere atta all'uso in macchine per la preparazione di prodotti liquidi, quali bevande calde, del tipo solitamente impiegato in uffici o luoghi pubblici in genere, ma anche in abitazioni private.
Descrizione della tecnica nota
L'impiego di capsule a perdere nel campo della preparazione di bevande calde tramite macchine automatiche è largamente diffuso.
Una prima tipologia di capsule prevede un corpo sigillato, contenente una dose di una sostanza suscettibile di formare un prodotto liquido tramite acqua e/o vapore; tale sostanza è tipicamente in forma granulare, pulverulenta o frammentata, quale ad esempio polvere di caffè. La capsula consta essenzialmente di un corpo di materiale termoplastico compatibile per gli usi alimentari, a forma di bicchierino troncoconico, contenente la suddetta dose di sostanza e chiuso superiormente da una membrana di sigillatura {si veda ad esempio IT 1250066 B). Nell'uso, il fondo del corpo plastico e la membrana di sigillatura vengono perforati o lacerati, eventualmente in momenti differenti, mediante appositi organi della macchina automatica nel corso della preparazione del prodotto liquido; in tal modo è consentita l'iniezione dell'acqua calda e/o del vapore in pressione all'interno della capsula ed il successivo deflusso da quest'ultima del prodotto risultante dalla miscelazione {per infusione o percolazione) tra il fluido iniettato e la sostanza.
In una seconda tipologia di soluzioni, a cui si riferisce in modo specifico il presente trovato, la capsula non è sigillata (si vedano ad esempio IT 1256690 B e IT 1307241 B). In queste soluzioni il corpo plastico della capsula ha una parete periferica sostanzialmente cilindrica ed un fondo perforato, che definiscono la cavità atta a ricevere la dose di sostanza, il corpo essendo chiuso alla sommità mediante mezzi permeabili all'acqua e/o al vapore, tipicamente comprendenti una parete plastica traforata e/o un elemento filtrante di carta o tessuto. Per il funzionamento di queste capsule perforate, quindi, le relative macchine automatiche non debbono necessariamente avere organi di perforazione: l'acqua e/o il vapore possono essere immessi liberamente attraverso i suddetti mezzi permeabili, ed il prodotto liquido ottenuto può defluire attraverso i fori preformati nel fondo della capsula. I fori passanti preformati nel fondo di queste capsule hanno generalmente forma tronco-piramidale, e sono disposti secondo uno schema a grìglia, dove la schiera di fori interessa il fondo della capsula sostanzialmente per tutta la sua estensione.
Come in precedenza accennato, la parete periferica del corpo di una capsula di tipo perforato è sostanzialmente cilindrica o, più precisamente, solo leggermente troncoconica; l'inclinazione della parete periferica è infatti molto modesta ed ha essenzialmente la finalità di consentire, nella fase produttiva, l'estrazione del corpo plastico della capsula dal relativo stampo. La parete periferica del corpo della capsula ha sezione essenzialmente costante, talché anche la cavità interna alla capsula, in cui si trova la dose di precursore del prodotto liquido, è sostanzialmente cilindrica.
Sommario del trovato
Il presente trovato ha essenzialmente lo scopo di realizzare una capsula di tipo perforato, ossia della seconda tipologia sopra indicata, di costruzione migliorata rispetto alla tecnica anteriore.
In tale ambito generale, uno scopo del presente trovato è quello di realizzare una capsula del tipo indicato atta migliorare il processo di miscelazione -per infusione o per percolazione - tra l'acqua e/o il vapore immesso in pressione nella capsula e la dose di sostanza in essa contenuto. Un altro scopo del trovato è quello di realizzare una capsula di robustezza accresciuta rispetto alla tecnica nota. Un altro scopo del trovato è quello di realizzare una tale capsula producibile con una quantità contenuta di materia plastica. Uno o più degli scopi suddetti è raggiunto, secondo il presente trovato, da una capsula avente le caratteristiche formanti oggetto delle rivendicazioni che seguono, le quali formano parte integrante dell'insegnamento tecnico qui fornito in relazione al trovato .
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno chiari dalla descrizione che segue, effettuata con riferimento ai disegni allegati, dati a puro titolo di esempio non limitativo, in cui:
la figura 1 è una vista prospettica di una capsula secondo il presente trovato, dal suo lato di fondo;
- la figura 2 è una vista prospettica secondo la freccia II di figura 1,
- la figura 3 è una vista in pianta secondo la freccia III di figura 1,
- la figura 4 è una vista in pianta secondo la freccia IV di figura 2,
- la figura 5 è una vista in sezione secondo la traccia V-V di figura 3,
- la figura 6 è una vista in sezione simile a quella di figura 5, e
- la figura 7 è una vista prospettica schematica di una macchina automatica adatta all'utilizzo di una capsula secondo il trovato,
- la figura 8 è una vista frontale schematica di una porzione della macchina di figura 7, e
la figura 9 è una prospettica schematica, in scala maggiorata, di un componente della macchina delle figure 7 e 8.
Descrizione dettagliata di forme di attuazione preferite dei trovato
Il riferimento ad "una forma di attuazione" all'interno di questa descrizione sta ad indicare che una particolare configurazione, struttura, o caratteristica descritta in relazione alla forma di attuazione è compresa in almeno una forma di attuazione. Quindi, i termini "in una forma di attuazione" e simili, presenti in diverse parti all'interno di questa descrizione, non sono necessariamente tutti riferiti alla stessa forma di attuazione. Inoltre, le particolari configurazioni, strutture o caratteristiche possono essere combinate in ogni modo adeguato in una o più forme di attuazione. I riferimenti utilizzati nel seguito sono soltanto per comodità e non definiscono l'ambito di tutela o la portata delle forme di attuazione.
Si precisa che nel seguito della presente descrizione e delle allegate rivendicazioni, termini quali "cilindrico" e simili, quando riferiti alla parete periferica del corpo della capsula, sono volti ad identificare tratti di parete cilindrici o sostanzialmente cilindrici, ossia anche aventi inclinazioni modeste, indicativamente sino a circa 4°. Per contro, termini quali "troncoconico", "rastremato" e simili, quando riferiti alla suddetta parete periferica, sono volti ad indicare tratti di parete con inclinazioni chiaramente percettibili, indicativamente superiori a 4°.
Inoltre, nella descrizione e nelle rivendicazioni, le definizioni di "interno" ed "esterno", qualora utilizzate senza ulteriori riferimenti, sono intese con riferimento alla cavità in seguito indicata con il riferimento "V".
Nelle figure è indicata con 1 una capsula secondo il presente trovato. La capsula 1 comprende un corpo 2 generalmente a bicchiere, avente un asse longitudinale indicato con X nelle figure 5 e 6. Il corpo 2 include una parete periferica 3, un fondo perforato 4 in prossimità o in corrispondenza di una prima estremità assiale 5 della parete 3 ed un collare 6 integrale con una seconda estremità assiale 7 della parete 3. Il corpo 2, che definisce in un pezzo unico la parete 3, il fondo 4 ed il collare 6, è formato con materiale plastico compatibile per gli usi alimentari, ad esempio polipropilene stampabile ad iniezione con ritiro pari a circa 1'1,8%.
Nell'esempio non limitativo il fondo perforato 4 è in prossimità dell'estremità 5, per definire unitamente alla parete 3 una prima ed una seconda regione spaziale separate mediante lo stesso fondo 4. La prima regione spaziale è un volume o cavità V {figure 2 e 4-6), assialmente compreso fra il fondo 4 e la seconda estremità assiale 7, per ospitare una dose di sostanza suscettibile di formare un prodotto liquido con acqua e/o vapore, quale una sostanza granulare, pulverulenta o frammentata. Tale sostanza non è rappresentata nelle figure per esigenze di maggior chiarezza: si supponga che tale sostanza sia polvere di caffè.
La seconda regione spaziale è un recesso discoidale 8 nel quale si trova una pluralità di costole 9 integrali con il fondo 4. Le costole 9 hanno orientamento radiale, sono angolarmente equispaziate e convergono su un risalto assiale 10, anch'esso integrale col fondo 4 e situato nel recesso discoidale 8. Il risalto assiale 11 ha forma discoidale, è coassiale all'asse X e comprende una superficie di riscontro assiale 11 preferibilmente sferica e concava.
Le costole 9 dividono il recesso discoidale 8 in una pluralità di.settori, alcuni dei quali indicati con 12 nelle figure 1 e 3, identici fra loro e delimitati, ciascuno, da due costole 9 adiacenti e dalla parete 3. In una forma di attuazione, come visibile ad esempio nelle figure 1 e 5, ciascuna costola 9 comprende un primo tratto 13, avente un bordo 13a inclinato rispetto al fondo 4 e convergente sul risalto assiale 10, ed un secondo tratto 14 incidente la parete 3 ed avente un bordo 14a parallelo al fondo 4, il che consente di ridurre la quantità di materiale plastico necessaria alla definizione delle costole 9, senza tuttavia diminuire l'efficacia della loro funzione strutturale. In tale ottica, preferibilmente, il tratto 13 ha anche uno spessore progressivamente decrescente verso il risalto assiale 10. In una possibile variante l'intero bordo superiore delle costole 9 potrebbe essere inclinato rispetto al fondo 4 e convergente sul risalto assiale 10.
Nella forma di esecuzione gui illustrata, alla capsula 1 è fissato un elemento di chiusura superiore, rappresentato in trasparenza nelle figure 2, 4 ed in tratteggio in figura 5, dove è indicato con 15. Tale elemento di chiusura, di tipo permeabile all'acqua e/o al vapore, può essere di qualunque tipologia nota nel settore, ad esempio comprendente una parete o film di materia plastica traforata e/o una pellicola di carta o tessuto per filtri; l'elemento 15, o almeno una delle parti che lo compone, può essere fissato al collare 6 ad esempio tramite termosaldatura o incollaggio.
Il collare 6 può essere realizzato in almeno due varianti. Secondo una prima variante preferita, come visibile nelle figure 1 e 3, il collare 6 include una porzione di parete che è radialmente separata dalla parete 3 mediante una gola circonferenziale, suddivisa in una pluralità di vani da setti radiali, non indicati ma ben visibili in figura 3. Questa soluzione consente di ridurre la quantità di materiale plastico necessaria alla formazione del collare, garantendone al contempo una adeguata robustezza strutturale. In accordo ad una seconda variante non rappresentata, e che implica tuttavia un maggior impiego di materiale plastico, il collare 6 può essere configurato come un elemento anulare massivo, privo di vani o cavità.
Con riferimento alle figure 3 e 4, il fondo 4 comprende una pluralità di fori passanti 18, suddivisi in più schiere o gruppi distinti, aventi di preferenza forma troncoconica svasata verso l'esterno e provvisti unicamente nei settori 12.
In una forma di attuazione preferita del trovato i fori passanti 18 sono disposti in gruppi 19 (delimitati in tratteggio delle figure) che sono identici fra loro e separati in corrispondenza di ciascuna delle costole 9. Preferibilmente ciascuno dei gruppi 19 ha una forma sostanzialmente a spicchio con un perimetro comprendente fori passanti 18 distanziati rispetto alle costole 19 ed alla parete 2. Come si evince in figura 4, il perimetro di ciascun gruppo 19 comprende due file laterali 19a, 19b di fori passanti 18 - convergenti in un foro comune e parallele a rispettive costole 9 ad esse adiacenti - e una fila circonferenziale 19c uniformemente distanziata dalla parete 3 e avente due fori passanti 18 di estremità condivisi con le schiere 19a, 19b.
Va rammentato che nelle capsule perforate di tipo noto i fori del fondo hanno uno schema a griglia. Si è riscontrato che tale schema a griglia non è propriamente compatibile, dal punto di vista geometrico, con la disposizione delle relative costole. Infatti, queste ultime hanno orientamento radiale che, sovrapposto alla disposizione dei fori della griglia, è suscettibile di creare disuniformità locali dell'area di passaggio. In pratica, uno o più fori possono essere parzialmente ostruiti dalla presenza di una delle costole, o essere immediatamente adiacenti ad essa, con conseguente variazione delle condizioni locali di efflusso. Sostanzialmente, quindi, assumendo che il fondo sia diviso in settori circolari dalla presenza delle costole di irrigidimento, sussistono delle disuniformità geometriche locali che perturbano l'efflusso della bevanda dalla capsula e rendono i vari settori disuniformi fra loro.
Questi inconvenienti sono ovviati, in una forma di attuazione preferita del trovato, grazie al fatto che i fori passanti 18 sono disposti in modo tale che nessuno di essi sia confinante con una delle costole 9 o con la parete 3, ed in modo tale che nessuna costola 9 e nemmeno la parete 3 possano interrompere e/o parzializzare uno di essi.
Più in dettaglio, i fori passanti 18 di ciascun gruppo 19 sono disposti su circonferenze fra loro concentriche e aventi raggi preferibilmente crescenti a incrementi costanti da un raggio minimo a un raggio massimo. Ciascun gruppo 19 comprende, nella forma di attuazione qui illustrata a titolo esemplificativo, dieci fori passanti 18 disposti su guattro circonferenze, indicate con Cl, C2, C3, C4 in figura 3, concentriche e coassiali all'asse X di figura 5.
Cl è la circonferenza avente il raggio minimo e su di essa è provvisto un unico foro 18 per ciascun gruppo, in cui il suddetto foro è condiviso fra le due file 19a, 19b, mentre le circonferenze C2, C3, C4, aventi raggio progressivamente maggiore (C4 ha il raggio massimo), comprendono, per ciascun gruppo 19, un numero di fori passanti 18 aumentato di una unità rispetto alla circonferenza radialmente adiacente (rispettivamente Cl, C2, C3) e avente raggio inferiore.
Eccettuando la circonferenza Cl avente il diametro minore, che reca un unico foro 18 per ciascun gruppo 19, le rimanenti circonferenze C2, C3, C4 comprendono fori passanti 18 angolarmente equispaziati all'interno di ogni gruppo 19. I fori passanti 18 hanno preferibilmente un diametro minore D (figura 5) pari a circa 0.8 mm e un angolo di apertura totale A (figura 5) pari a circa 20°. Sul fondo 4 è inoltre disposto, internamente alla cavità V, uno strato filtrante 20 realizzato ad esempio con carta o tessuto per filtri. Lo strato 20 può essere semplicemente appoggiato sul fondo 4 oppure fissato, ad esempio tramite termosaldatura, ad almeno uno tra la parete 3 ed il fondo 4.
Con particolare riferimento alla figura 6, secondo la caratteristica principale del trovato, la parete periferica 3 del corpo 2 presenta una porzione superiore 3a di diametro maggiore, una porzione inferiore di diametro minore 3b ed una porzione intermedia 3c di transizione tra le porzioni superiore ed inferiore, dove lo sviluppo assiale PI della porzione di parete superiore 3a è maggiore rispetto allo sviluppo assiale P2 della porzione di parete inferiore 3b e dove lo sviluppo assiale della porzione di parete inferiore 3b è maggiore rispetto allo sviluppo assiale della porzione intermedia di transizione 3c. Preferibilmente, anche la sola parte della porzione di parete 3b che si stende tra la regione intermedia 3c ed il fondo perforato 4 ha uno sviluppo assiale maggiore rispetto alla regione intermedia 3c.
Il corpo 2 presenta quindi un netto restringimento della sua parte inferiore; indicativamente, la porzione di transizione 3c si trova nella metà inferiore della parete 3, avendo a riferimento la sua altezza o sviluppo assiale totale, ancor più preferibilmente nel terzo inferiore della suddetta altezza.
Nel corso della fase di infusione o percolazione, questo restringimento - unitamente alla sottostante parte della porzione di parete 3b che si estende dalla regione 3c sino al fondo 4 - consente di migliorare il convogliamento del fluido immesso nella capsula verso il fondo perforato 2, con un migliorato effetto fluidodinamico e senza turbolenze controproducenti. La conformazione delle porzioni di parete superiore 3a ed inferiore 3b definisce, nell'ambito della cavità V, una porzione di cavità superiore VI di diametro maggiore, in cui si trova la maggiore parte della dose di sostanza, ed una porzione di cavità inferiore V2 di diametro minore, prossima al fondo perforato 4.
Risultati ottimali, in termini di qualità complessiva del prodotto liquido, particolarmente caffè, si ottengono con un dimensionamento tale per cui il diametro interno Dmin della porzione di parete inferiore 3b è compreso tra il 75% ed il 90% del diametro interno Dmax della porzione di parete superiore 3a. In tale ottica, in una forma di attuazione preferita, il rapporto tra il diametro di ingresso della capsula 1 - ossia il diametro interno della porzione di parete 3a in corrispondenza dell'estremità superiore 7 - ed il diametro interno della porzione di parete 3b in corrispondenza della sua zona di unione al fondo 4, è di circa 0,85. A mero scopo esemplificativo, in un'attuazione pratica il diametro Dmax può essere di circa 31,5 - 33,5 mm, mentre il diametro Dmin può essere di circa 26,5 - 28,5 mm; il diametro esterno della porzione di parete 3a (collare 6 escluso) può essere di circa 34 - 36 mm, mentre il diametro esterno della porzione di parete 3b può essere di circa 29,5 - 31,5 mm.
Risulta particolarmente vantaggiosa una conformazione tale per cui la porzione di parete inferiore 3b ha uno sviluppo assiale P2 compreso tra il 15% ed il 35% dello sviluppo assiale totale P della parete periferica 3, particolarmente non inferiore al 20% dello sviluppo assiale totale P. Per contro, stante la presenza del recesso discoidale 8 definito tra il fondo 4 e la porzione di parete inferiore 3b, la porzione di cavità inferiore V2 ha uno sviluppo assiale VPl compreso tra l'8% ed il 24% dello sviluppo assiale totale VP della cavità V. In tale ottica, in una forma di attuazione preferita, il rapporto tra lo sviluppo assiale VP1 della porzione di cavità V2 e lo sviluppo totale VP della cavità V è inferiore a 0,20, preferibilmente compreso tra circa 0,10 e 0,15. Sempre con riferimento alla indicata possibile attuazione pratica, lo sviluppo P può essere di circa 20 - 22 mm, lo sviluppo Pi di circa 12,5 - 14,5 mm, lo sviluppo P2 di circa 4,5 - 6,5 mm, lo sviluppo VP di circa 16 - 18 mm e lo sviluppo VP1 di circa 1,5 - 2,5 mm.
Come ben visìbile nelle figure 5 e 6, in una forma di attuazione preferita la porzione di transizione 3c ha forma sostanzialmente troncoconica, il che contribuisce all'<'>effetto di convogliamento del fluido e semplifica lo stampaggio del corpo 2.
Le porzioni di parete superiore 3a ed inferiore 3b hanno di preferenza superficie esterna sostanzialmente cilindrica. Nella pratica, quindi, tali superfici esterne possono essere leggermente inclinate rispetto all'asse X, indicativamente sino a 4°. Nella realizzazione preferita illustrata la superficie esterna delle porzioni di parete 3a e 3b ha una inclinazione non superiore ai 2°, particolarmente di circa 1,5°, comunque adeguata per consentire un'agevole estrazione del corpo 2 dal relativo stampo, in fase produttiva. Anche la superficie interna della porzione di parete superiore 3 è preferibilmente sostanzialmente cilindrica, con inclinazione sostanzialmente analoga alla superficie esterna.
Come si nota nelle figure 5 e 6, la superficie interna della porzione di parete inferiore 3b è di preferenza sostanzialmente troncoconica o rastremata verso il fondo perforato 4; in una tale attuazione, l'inclinazione della suddetta superficie interna della porzione di parete 3b rispetto all'asse X (indicata con R in figura 6) è compresa tra 5° e 15°, particolarmente tra 8° e 12°, molto preferibilmente circa 10°. Si noti comunque che anche la superficie interna della porzione di parete 3b potrebbe essere sostanzialmente cilindrica.
Si apprezzerà inoltre che, stante la forma sostanzialmente cilindrica della superficie esterna e la forma rastremata della superficie interna, la porzione di parete inferiore 3b ha uno spessore crescente, a partire dalla zona di transizione 3c verso il fondo 4 ed il recesso discoidale 8.
Va sottolineato che, nella quasi totalità delle capsule attualmente disponibili in commercio, la parete periferica interamente cilindrica o sostanzialmente cilindrica è provvista esternamente di uno o più risalti circonferenziali. Questi risalti realizzano nervature esterne che, se da un lato consentono di accrescere la robustezza strutturale del corpo della capsula, hanno dall'altro lato l'effetto di determinare occasionali imprecisioni di posizionamento della capsula all'interno di una relativa sede prevista nella macchina automatica per la preparazione del prodotto liquido, e questo incide negativamente sulla qualità o l'efficacia dell'erogazione. Per tale ragione, in una forma di attuazione preferita, la parete periferica 3 della capsula 1 secondo il presente trovato è sprovvista di risalti o nervature esterne.
La presenza della porzione di transizione intermedia 3c, e l'eventuale spessore variabile della porzione di parete inferiore 3b, garantisce comunque un'adeguata robustezza strutturale per il corpo 2.
In ogni caso, in una possibile forma di attuazione, è anche possibile prevedere nella parete 3 almeno un nervatura interna, particolarmente nella sua porzione superiore 3a, ovvero più in alto rispetto alla zona di transizione 3c). Un tale caso è esemplificato nelle figure 5 e 6, ove nella superficie interna cilindrica della porzione di parete 3a è previsto un risalto circonferenziale, indicato con 21 solo in figura 5, avente di preferenza un profilo a doppia rampa.
Le modalità di utilizzo della capsula 1 secondo il trovato sono analoghe a quelle capsule di tipo noto della medesima tipologia. A tale scopo si faccia riferimento alle figure 7 e 8, nella quali con 100 è illustrata una macchina adatta all'impiego di capsule 1 secondo il trovato. La struttura generale ed il tipo di funzionamento della macchina 100 sono di tipo noto, ad accezione della parte destinata alla ricezione e/o guida di una capsula 1 verso una relativa posizione di preparazione del prodotto.
La capsula 1 viene inserita in una bocca o zona di introduzione 101 della macchina automatica 100. La zona 101 è preferibilmente ma non necessariamente provvista di pareti di invito 102 convergenti verso la suddetta posizione di preparazione, nella quale la capsula stessa è atta a ricevere dall'alto acqua calda e/o vapore in pressione, attraverso l'elemento di chiusura 15, da un dispositivo di iniezione di concezione in sé nota.
Atteso che la parete periferica 3 della capsula 1 presenta tratti di parete 3a, 3b di diverso diametro, la macchina 100 è provvista di mezzi atti a guidare con precisione la capsula stessa nella posizione di preparazione. Nell'esempio raffigurato i suddetti mezzi comprendono una coppia elementi di guida fissi, indicati con 103, tra i quali la parte inferiore della capsula 1, comprensiva della porzione di parete 3b, è atta ad essere inserita e scorrere a monte della posizione di preparazione. Gli elementi di guida 103 sono preferibilmente configurati per realizzare una guida lineare, ad esempio includendo ciascuno un rispettivo tratto rettilineo, con i tratti rettilinei dei due elementi 103 paralleli tra loro, tra i quali può essere fatta scorrere solo la porzione di parete inferiore 3b. In tal modo, e come si nota particolarmente in figura 8, gli elementi 103 cooperano con la porzione di parete 3b al fine di guidare con precisione la capsula verso la suddetta posizione di preparazione. Il fatto che la superficie esterna della porzione di parete 3a sia di preferenza sostanzialmente cilindrica, facilita la guida ed il posizionamento della capsula. Di preferenza gli elementi di guida 103 sono in posizione sostanzialmente fissa, ma non è esclusa la possibilità di consentire una loro leggera divaricazione elastica nel corso dell'inserimento tra i medesimi di una capsula 1.
La figura 9 illustra, a titolo meramente esemplificativo, un possibile esempio di realizzazione dei mezzi atti a guidare la capsula 1. Nell'esempio di figura 9, gli elementi di guida 103 sono parti di un componente unico, indicato con 110, ad esempio di materia plastica o metallica. Nell'esempio, il componente 110 definisce anche le pareti di invito 102, con gli elementi 103 che si dipartono dall'estremità interna o distale delle pareti 102. Nell'esempio, la superficie interna degli elementi 103 presenta un primo tratto leggermente curvo 103a, seguito da un tratto piano inclinato 103b ed infine il sopra citato tratto rettilineo 13c.
All'uscita dalla guida realizzata dagli elementi 103, la capsula 1 si trova nella posizione di preparazione del prodotto; in seguito l'acqua calda e/o il vapore viene iniettato nella capsula, ad esempio a seguito della pressione di un pulsante della macchina, e si mescola alla dose di sostanza contenuta nella cavità C della capsula stessa, producendo la bevanda calda per percolazione o infusione, che può defluire attraverso lo strato filtrante 20 ed i fori passanti 18 del fondo 4.
Come in precedenza accennato, la particolare configurazione della parere periferica 3 consente di ottenere un migliorato risultato dell'infusione o percolazione, con un deflusso regolare. Nel caso della produzione di caffè o cappuccino, la capsula 1 consente di ottenere una buona produzione di schiuma. Nelle forme di attuazione preferite in precedenza citate, ai risultati migliorati contribuisce anche la disposizione dei fori 18, ovvero dei relativi gruppi 19, che costituiscono di per sé un aspetto autonomamente inventivo della soluzione qui proposta.
Naturalmente, fermo restando il principio del trovato, i particolari di costruzione e le forme di realizzazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato a puro titolo di esempio, senza per questo uscire dall'ambito del presente trovato, così come definito dalle rivendicazioni che seguono.
Claims (26)
- RIVENDICAZIONI 1. Una capsula di tipo perforato per l'uso in macchine per la preparazione di prodotti liquidi, particolarmente caffè e simili, comprendente: - un corpo di materia plastica (2) avente un asse longitudinale (X), il corpo (2) includendo una parete periferica (3) ed un fondo perforato (4) in corrispondenza o in prossimità di una prima estremità assiale (5) della parete periferica (3), la parete periferica (3) ed il fondo perforato {6} definendo una cavità (V) per contenere almeno una sostanza suscettibile di formare un prodotto liquido tramite acqua e/o vapore, la cavità (V) essendo assialmente compresa fra il fondo perforato (4) ed una seconda estremità assiale (7) della parete periferica (3), - almeno un elemento di chiusura (15) generalmente opposto al fondo perforato (4) per chiudere la cavità (V), in cui l'almeno un elemento di chiusura (15) è permeabile all'acqua e/o al vapore ed è associato al corpo (2) in prossimità o in corrispondenza della sua seconda estremità assiale (7), la capsula (1) essendo caratterizzata dal fatto che la parete periferica (3) ha una porzione superiore (3a) di diametro maggiore, una porzione inferiore di diametro minore (3b) ed una porzione intermedia di transizione (3c) tra la porzione di parete superiore (3a) e la porzione di parete inferiore (3b), la porzione di parete superiore (3a) avendo uno sviluppo assiale (PI) maggiore rispetto allo sviluppo assiale (P2) della porzione di parete inferiore (3b) e lo sviluppo assiale della porzione di parete inferiore (3b) essendo maggiore rispetto allo sviluppo assiale della porzione intermedia di transizione (3c).
- 2. La capsula secondo la rivendicazione 1, in cui la porzione di parete superiore (3a) e la porzione di parete inferiore (3b) definiscono, nell'ambito della cavità (V), una porzione di cavità superiore (VI) di diametro maggiore ed una porzione di cavità inferiore (V2) di diametro minore.
- 3. La capsula secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui il diametro interno (Dmin) della porzione di parete inferiore (3b) è compreso tra il 75% ed il 90% del diametro interno (Dmax) della porzione di parete superiore (3a).
- 4. La capsula secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui la porzione di parete inferiore (3b) ha uno sviluppo assiale (P2) compreso tra il 15% ed il 35% dello sviluppo assiale totale (P) della parete periferica (3), particolarmente non inferiore al 20% dello sviluppo assiale totale (P).
- 5. La capsula secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui la porzione di cavità inferiore (V2) ha uno sviluppo assiale (VP1) compreso tra l'8% ed il 24% dello sviluppo assiale totale {VP) della cavità (V), particolarmente inferiore al 20%.
- 6. La capsula secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui la porzione di transizione (3c) ha forma sostanzialmente troncoconica.
- 7. La capsula secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui la porzione di parete superiore (3a) e la porzione di parete inferiore (3b) hanno superficie esterna sostanzialmente cilindrica.
- 8. La capsula secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui la porzione di parete inferiore (3b) ha superficie interna sostanzialmente troncoconica o rastremata verso il fondo perforato (4).
- 9. La capsula secondo la rivendicazione 8, in cui la superficie interna della porzione di parete inferiore (3b) ha un'inclinazione (R)compresa tra 5° e 15° rispetto al detto asse longitudinale (X), particolarmente compresa tra 8° e 12°.
- 10. La capsula secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui la porzione di parete inferiore (3b) ed il fondo perforato (4) delimitano un recesso discoidale (8) assialmente compreso fra il fondo perforato (4) e la detta prima estremità assiale (5).
- 11. La capsula secondo la rivendicazione 10, in cui il corpo di materia plastica (2) definisce una pluralità di costole (9) angolarmente equispaziate, particolarmente sei costole, integrali con il fondo perforato {4), situate nel recesso discoidale (8) ed aventi orientamento radiale, che suddividono il recesso discoidale {8) in una pluralità di settori {12), particolarmente settori identici fra loro.
- 12. La capsula secondo la rivendicazione 12, in cui il fondo perforato {4) comprende una pluralità di fori passanti (18) provvisti unicamente in detti settori (12), in cui detti fori passanti (18) sono disposti in gruppi (19), particolarmente identici fra loro, e separati in corrispondenza di ciascuna di dette costole (9), detti gruppi (19) avendo un perimetro comprendente fori passanti (18) distanziati rispetto a dette costole (9).
- 13. La capsula secondo la rivendicazione 12, in cui il perimetro di ciascuno di detti gruppi (19) comprende due file laterali (19a, 19b) di fori passanti (18) convergenti in un foro comune e parallele a rispettive costole (9) ad esse adiacenti, ed una fila circonferenziale (19c) uniformemente distanziata dalla parete periferica (3) ed avente due fori di estremità condivisi con dette schiere laterali (19a, 19b), dove in particolare ciascuno di detti gruppi comprende dieci fori passanti.
- 14. La capsula secondo la rivendicazione 13, in cui i fori passanti (18) di ciascuno di detti gruppi sono distribuiti su quattro circonferenze (Cl, C2, C3, C4) concentriche e coassiali al detto asse longitudinale (X), dette circonferenze (Cl, C2, C3, C4) avendo raggi crescenti, con incrementi preferibilmente, costanti da un raggio minimo (Cl) a un raggio massimo (C4), dove in particolare il numero di fori passanti (18) su dette circonferenze è pari a uno su una circonferenza (Cl) avente il raggio minimo e aumenta di una unità su ciascuna rimanente circonferenza (C2, C3, C4) rispetto alla circonferenza (Cl, C2, C3) avente raggio inferiore e radialmente adiacente, con i fori passanti (18) su ciascuna rimanente circonferenza (Cl, C2, C3, C4) che sono angolarmente equispaziati all'interno di ciascun gruppo.
- 15. La capsula secondo la rivendicazione 12, in cui i fori passanti (18) hanno forma troncoconica svasata verso l'esterno.
- 16. La capsula secondo la rivendicazione 10, in cui il corpo di materia plastica (2) definisce un risalto assiale (10) coassiale al detto asse longitudinale (X), integrale con il fondo perforato (4) e situato nel recesso discoidale (8), dove in particolare il risalto assiale (10) ha una superficie di riscontro assiale (11) sferica e concava.
- 17. La capsula secondo la rivendicazione 10, in cui il corpo di materia plastica (2) definisce un collare (6), integrale con la seconda estremità assiale (7) della parete periferica (3), 1'almeno un elemento di chiusura (15) essendo associato al collare (6).
- 18. La capsula secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui 1'almeno un elemento di chiusura (15) comprende almeno uno tra una parete perforata, una parete di vaglio, una pellicola di carta o tessuto filtrante.
- 19. La capsula secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui i fori passanti (18) hanno un diametro minore (D) pari a circa 0.8 mm e un angolo di apertura (A) di circa 20°.
- 20. La capsula secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, comprendente inoltre uno strato filtrante (20) sul fondo perforato (4), internamente alla porzione di cavità inferiore (V2).
- 21. Una macchina per la preparazione di prodotti liquidi mediante capsule secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 20, la macchina (100) avendo una zona di introduzione (101) di una detta capsula (1) verso una zona di preparazione di un prodotto liquido, nella quale la capsula stessa è atta a ricevere dall'alto acqua calda e/o vapore in pressione attraverso il detto elemento di chiusura (15), la macchina (100) comprendendo, in detta zona di introduzione (101), mezzi di guida (103) configurati per cooperare con la superficie esterna della detta porzione di parete inferiore (3b) del corpo (2) della capsula (1), per guidare quest'ultima verso la suddetta posizione di preparazione.
- 22. La macchina secondo la rivendicazione 21, in cui i mezzi di guida comprendono due elementi di guida (103) generalmente contrapposti, tra i quali la detta porzione di parete inferiore (3b) è atta ad essere inserita .
- 23. La macchina secondo la rivendicazione 21 o 22, in cui di due elementi di guida (103) sono sostanzialmente fissi.
- 24. La macchina secondo una delle rivendicazioni da 21 a 23, in cui gli elementi di guida (103) sono parte di un medesimo componente (110) della macchina (100).
- 25. La macchina secondo una delle rivendicazioni da 21 a 24, in cui ciascuna elemento di guida (103) ha una superficie di guida (103a, 103b, 13c) che comprende un tratto di superficie rettilineo (103c), i tratti di superficie rettilinei (103c) dei due elementi di guida (103) essendo sostanzialmente paralleli tra loro.
- 26. La macchina secondo la rivendicazione 24 o 25, in cui il detto componente (110) definisce inoltre due pareti di invito (102) generalmente convergenti, ciascuna parete di invito avente un'estremità distale dalla quale si diparte un detto elemento di guida (103). Il tutto sostanzialmente come descritto ed illustrato, e per gli scopi specificati.
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