ITTO20130248A1 - Dispositivo per saldatura orbitale a posizionamento rapido - Google Patents
Dispositivo per saldatura orbitale a posizionamento rapidoInfo
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Description
DESCRIZIONE
“DISPOSITIVO PER SALDATURA ORBITALE A POSIZIONAMENTO RAPIDOâ€
La presente invenzione à ̈ relativa ad un dispositivo per saldatura orbitale il cui posizionamento su elementi tubolari da saldare da parte di un operatore à ̈ facilitato, avviene rapidamente ed à ̈ reso estremamente efficace.
È noto che, in particolare nel campo tecnico degli scambiatori di calore, il passaggio dall’uso di tubi di rame all’uso di tubi in acciaio inox, ha reso molto più complesse e difficili le operazioni di saldatura vista la continua riduzione delle dimensioni degli scambiatori e dei diametri dei tubi. Per saldare i raccordi terminali dei tubi di una piastra tubiera, detti “curvette†in quanto sono definiti da tratti di tubo ad U, ai tubi della piastra tubiera, si usa un dispositivo per saldatura orbitale consistente in un corpo che supporta ad una estremità una testa di saldatura rotante intorno ad un asse; impugnando il corpo del dispositivo, un operatore deve posizionare la testa di saldatura coassiale con l’elemento tubolare da saldare e poi, prima di avviare la saldatura, fissare (aggrappare) il corpo all’elemento tubolare da saldare, in modo da mantenere la corretta posizione durante la saldatura.
Il fissaggio temporaneo del corpo del dispositivo di saldatura all’elemento tubolare à ̈ oggi ottenuto mediante dei sistemi di presa meccanici, caricati da molle, consistenti in puntali che sono normalmente mantenuti da molle in una posizione estratta da una sede cieca situata sul corpo del dispositivo, in prossimità della testa di saldatura. L’operatore, per fissare il dispositivo, deve prima fare retrarre manualmente, contro l’azione delle molle, i puntali e poi lasciarli tornare nella posizione estratta. Per aumentare la rigidezza di questa tipologia di ancoraggio, sono stati inseriti due grani che, a posizionamento avvenuto, bloccano due dei quattro puntali, nello specifico i due lato curvetta.
L’operatore, quindi, deve calzare il dispositivo sull’elemento da saldare, lasciando che i puntali facciano presa e poi irrigidire l’ancoraggio serrando i due grani che bloccano il movimento assiale dei due puntali sopracitati.
Queste operazioni, da una parte richiedono tempo ed attenzione, allungando il tempo ciclo necessario per ciascuna saldatura e dall’altra parte obbligano l’operatore a mettere le sue mani tra le curvette, rendendo l’operazione complessa e difficoltosa per lo scarso spazio disponibile. Vi à ̈ inoltre la possibilità che l’operatore possa infortunarsi.
È uno scopo della presente invenzione quello di superare gli inconvenienti dell’arte nota fornendo un dispositivo per saldatura orbitale che possa venire correttamente posizionato e fissato dall’operatore in posizione di saldatura in modo semplice e rapido e senza dover mettere le mani tra le curvette.
La presente invenzione à ̈ dunque relativa ad dispositivo per saldatura orbitale come definito nella rivendicazione 1.
Il dispositivo secondo il trovato comprende un corpo internamente cavo, una testa di saldatura orbitale portata dal corpo cavo ad una sua prima estremità , ed un dispositivo di ancoraggio e centratura atto in uso ad ancorare il corpo a, ed a centrare la testa su, un elemento tubolare da saldare. Il dispositivo di ancoraggio e centratura comprende a sua volta: una prima ed una seconda porzione sagomata a mensola della prima estremità del corpo cavo, tra loro opposte, che sporgono a sbalzo dal corpo cavo trasversalmente ad un asse di rotazione della testa di saldatura ed oltre l’asse di rotazione e che delimitano tra loro ed in corrispondenza della testa di saldatura una sede concava atta a ricevere in uso un elemento tubolare da saldare disposto coassiale con la testa di saldatura; e mezzi di presa portati in posizioni reciprocamente affacciate da corrispondenti tratti della prima e seconda porzione a mensola, i quali tratti sporgono dalla parte opposta al corpo cavo oltre l’asse di rotazione della testa di saldatura, in modo che i mezzi di presa sono atti a cooperare in uso con un elemento tubolare da saldare in posizioni diametralmente opposte alla sede concava.
Secondo il principale aspetto del trovato, i mezzi di presa comprendono: una pluralità di perforazioni ricavate passanti attraverso la prima e seconda porzione a mensola, trasversalmente all’asse di rotazione della testa di saldatura ed in corrispondenza dei tratti delle porzioni a mensola che sporgono da banda opposta al corpo cavo, oltre l’asse di rotazione della testa di saldatura; e, per ciascuna perforazione passante, un dispositivo pneumatico alloggiato nella perforazione e comprendente un puntale selettivamente estraibile dalla, e retraibile nella, perforazione dalla parte dell’asse di rotazione della testa di saldatura, il puntale essendo atto in uso a cooperare almeno parzialmente in battuta contro un elemento tubolare da saldare; in combinazione, il dispositivo di ancoraggio e centratura comprende inoltre: almeno una coppia di collettori portati dalla prima e seconda porzione sagomate a mensola in modo da essere in comunicazione idraulica con l’interno delle perforazioni passanti per alimentare i dispositivi pneumatici, i quali sono alloggiati nelle perforazioni passanti a tenuta di fluido; rispettive tubazioni di alimentazione di aria compressa ai collettori, le quali sono almeno in parte portate solidali dal corpo cavo esternamente e/o internamente allo stesso; ed una scatola di controllo separata dal corpo cavo e provvista di una elettrovalvola comandata da un interruttore ad azionamento manuale atta ad alimentare selettivamente fluido in pressione ai collettori, attraverso le tubazioni, per produrre l’estrazione ed il bloccaggio in posizione estratta dei puntali.
I collettori sono definiti da profilati internamente cavi che si estendono in lunghezza parallelamente all’asse di rotazione della testa di saldatura e che sono fissati in modo amovibile lateralmente sull’esterno delle porzioni sagomate a mensola, da banda opposta alla testa di saldatura, in modo da coprire rispettive prime estremità delle perforazioni passanti opposte alla testa di saldatura, per chiudere a tenuta di fluido le perforazioni passanti dalla parte opposta alla testa di saldatura; le tubazioni sono poi collegate a tenuta di fluido ai collettori dalla parte di rispettive prime estremità assiali dei profilati.
In questo modo, l’operatore deve solo posizionare l’estremità del corpo del dispositivo, provvista della testa di saldatura e delle porzioni a mensola, in prossimità dell’elemento tubolare da saldare. Quindi, azionando l’interruttore, fluido in pressione viene alimentato nei dispositivi pneumatici, portando e bloccando i puntali in posizione estratta, i quali puntali, grazie al posizionamento opportuno delle perforazioni passanti nelle quali sono alloggiati i dispositivi pneumatici, che possono anche essere semplici attuatori pneumatici di tipo commerciale, cooperano con l’elemento tubolare centrando la testa di saldatura e poi mantengono il corpo aggrappato all’elemento tubolare da saldare, tra l’altro con forza molto maggiore di quella esercitabile dalle molle dei dispositivi noti.
Terminata la fase di saldatura, l’operatore agisce nuovamente sull’interruttore per tagliare l’alimentazione di aria compressa ai dispositivi pneumatici tramite la chiusura della elettrovalvola. I puntali vengono pertanto fatti rientrare completamente nelle perforazioni che costituiscono le sedi dei dispositivi pneumatici all’interno dei dispositivi stessi, in una posizione retratta, ad esempio mediante molle interne dei dispositivi pneumatici.
Per facilitare l’operatore, il dispositivo secondo l’invenzione à ̈ anche provvisto esternamente, sul corpo cavo, di un primo e di un secondo LED e comprende una centralina di controllo (PROGRAMMATORE) che risulta essere separato sia dal corpo cavo che dalla scatola di controllo. L’attivazione della elettrovalvola con conseguente alimentazione di fluido compresso e bloccaggio dei puntali in posizione estratta accende il primo LED. Il secondo LED viene acceso durante tutta l’esecuzione del ciclo di saldatura da parte della testa di saldatura mediante l’azionamento di un primo interruttore dedicato a questa funzione. Finita la saldatura, il secondo LED si spegne e l’operatore può agire su un secondo interruttore per sbloccare il dispositivo. A dispositivo sbloccato (puntali in posizione retratta) anche il primo LED si spegne e l’operatore può rimuovere il dispositivo per passare a saldare l’elemento successivo.
Tutte queste operazioni avvengono senza che l’operatore debba mettere le mani tra le curvette ed in modo estremamente semplice e rapido, riducendo drasticamente il tempo ciclo di saldatura ed ottenendo un ancoraggio molto rigido che garantisce il corretto posizionamento tra i lembi da saldare.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione appariranno chiari dalla descrizione che viene di seguito fornita di una sua preferita forma di realizzazione, a puro titolo di esempio non limitativo e con riferimento ai disegni allegati, nei quali:
- la figura 1 illustra una vista schematica, in parte esplosa, di un dispositivo per saldatura orbitale realizzato secondo il trovato;
- la figura 2 illustra schematicamente una vista in alzata sezionata longitudinalmente del dispositivo di figura 1 in una configurazione d’uso;
- le figure 3 e 4 illustrano schematicamente due viste in pianta dall’alto, la figura 4 parzialmente in sezione, del dispositivo di figura 2; e
- la figura 5 illustra in vista prospettica la medesima situazione e configurazione d’uso di figura 2 del dispositivo secondo l’invenzione, illustrato solo in parte per semplicità .
Con riferimento alla figure da 1 a 5, à ̈ indicato nel suo complesso con 1 un dispositivo per saldatura orbitale comprendente un corpo 2 internamente cavo, una testa di saldatura orbitale 3, nota (figura 2) e pertanto non illustrata e descritta in dettaglio, portata dal corpo cavo 2 ad una sua prima estremità 4, ed un dispositivo di ancoraggio e centratura 5 atto in uso ad ancorare il corpo 2 a, ed a centrare la testa 3 su, un elemento tubolare 6 da saldare.
Nell’esempio non limitativo illustrato, l’elemento 6 à ̈ una tra una pluralità di curvette 6 di una piastra tubiera 7, tra le quali il dispositivo 1 deve essere inserito per eseguire, una per volta, la saldatura di tutte le curvette 6, che sono disposte in posizioni ravvicinate e sono definite da tratti di tubazione ripiegati ad U.
A tale scopo, il corpo cavo 2 à ̈ sagomato ad L e la sua prima estremità 4 à ̈ definita da una prima ala della L disposta parallela ad un asse A di rotazione della testa di saldatura 3, coincidente in uso con l’asse di simmetria del tratto di elemento tubolare o curvetta 6 da saldare (figura 2); una seconda estremità 8 del corpo cavo 2, opposta alla estremità 4, à ̈ definita da una seconda ala della L, disposta perpendicolare all’asse A; il corpo 2 ha nell’esempio illustrato sezione trasversale sostanzialmente prismatica (rettangolare) e l’ala o estremità 4 ha un profilo appiattito rispetto a quello dell’ala o estremità 8.
Il dispositivo di ancoraggio e centratura 5 comprende almeno una prima porzione 9 ed una seconda porzione 10 sagomate a mensola della prima estremità 4 del corpo cavo 2, tra loro opposte e che sporgono a sbalzo dal corpo cavo 2 trasversalmente all’asse A di rotazione della testa di saldatura 3 ed oltre l’asse A stesso; in pratica, le porzioni a mensola 9 e 10, che possono avere forma qualsiasi e che nell’esempio illustrato definiscono nel loro complesso un elemento a forcella, si estendono a sbalzo dal resto della estremità 4 parallelamente alla estremità o ala 8 del corpo cavo 2, ma da banda opposta ad una estensione in direzione longitudinale della estremità o ala 8.
Le porzioni a mensola 9 e 10 delimitano inoltre tra loro ed in corrispondenza della testa di saldatura 3, che esse supportano in modo noto, una sede concava 11 atta a ricevere in uso un elemento tubolare 6 da saldare disposto coassiale con la testa di saldatura 3;
Il dispositivo di ancoraggio e centratura 5 comprende inoltre mezzi di presa, indicati nel complesso con 12 (figure 1 e 4), portati in posizioni reciprocamente affacciate da corrispondenti tratti 13 delle porzioni a mensola 9 e 10, i quali tratti 13 sporgono, dalla parte opposta al corpo cavo 2, e quindi dalla parte opposta alla sua estremità 8, oltre l’asse A di rotazione della testa di saldatura 3, in modo che i mezzi di presa 12 sono atti a cooperare in uso con un elemento tubolare 6 da saldare in posizioni diametralmente opposte alla sede concava 11 (figura 4).
Nell’esempio illustrato, le porzioni a mensola 9 e 10 si estendono, in una direzione parallela all’asse A di rotazione della testa di saldatura 3, per una lunghezza maggiore dell’estensione assiale della testa di saldatura 3, in modo, secondo un aspetto del trovato, che i mezzi di presa 12 portati dai tratti 13 si trovano disposti, nella citata direzione parallela all’asse A , di lato alla testa di saldatura 3 e su entrambi i lati della stessa, ad esempio, con riferimento alle figure 2 e 5, ove l’asse A à ̈ verticale, sia sopra che sotto la testa di saldatura 3. Ovviamente, lo stesso risultato si può ottenere realizzando, anziché due sole porzioni a mensola 9 e 10 aventi una lunghezza nella direzione dell’asse A adeguata, realizzando ad esempio quattro porzioni a mensola simili alle porzioni 9 e 10 e disposte a coppie su entrambi i lati della testa di saldatura 3, sia lungo la direzione parallela all’asse A, sia in una direzione trasversale all’asse A ed anche alla direzione di estensione longitudinale della estremità 8.
Secondo il principale aspetto del trovato, in combinazione con quanto finora descritto, i mezzi di presa 10 comprendono una pluralità di perforazioni 14 ricavate passanti attraverso la prima e seconda porzione a mensola 9 e 10, trasversalmente all’asse A di rotazione della testa di saldatura 3 ed in corrispondenza dei tratti 13 delle porzioni a mensola 9,10 che sporgono da banda opposta al corpo cavo 2 ed alla estremità o ala 8 dello stesso, oltre l’asse di rotazione A della testa di saldatura 3.
Per ciascuna perforazione passante 14, i mezzi di presa 10 comprendono inoltre un dispositivo pneumatico 15 alloggiato nella perforazione 14 e comprendente un puntale 16 selettivamente estraibile dalla, e retraibile nella, perforazione 14 dalla parte dell’asse A di rotazione della testa di saldatura 3.
Ciascun puntale 16, che à ̈, nell’esempio non limitativo illustrato, arrotondato con forma sferica alla sua estremità rivolta verso l’asse A, à ̈ atto in uso a cooperare, in una posizione estratta come quella di figura 4, almeno parzialmente in battuta contro un elemento tubolare 6 da saldare, in posizione diametralmente opposta alla sede 11. I dispositivi pneumatici 15 possono essere realizzati appositamente per l’utilizzo con il dispositivo 1, oppure essere costituiti da semplici attuatori pneumatici lineari di tipo commerciale. In ogni caso, ciascun dispositivo pneumatico 15 comprende (figure 1 e 4) un corpo 17 entro cui à ̈ ricavata una camera 18 nella quale scorre un pistone 19 vincolato integrale al rispettivo puntale 16. La camera 18 à ̈ aperta dalla parte opposta al puntale 16, il quale attraversa passante ed a scorrimento il corpo 17 verso l’asse A; dalla parte del puntale 16 à ̈ montata nella camera 17 una molla 20 che contrasta il moto di scorrimento del pistone 19 e mantiene normalmente il puntale 16 in una posizione retratta entro la perforazione 14, nella quale posizione retratta il puntale 16 o si trova a filo della estremità della rispettiva perforazione 14 rivolta verso l’asse A oppure sporge dalla stessa di una piccola quantità verso l’asse A, quantità comunque non in grado di portare il puntale 16 ad interferire con l’elemento 6 da saldare.
I dispositivi 15 sono montati entro le perforazioni passanti 14 con il lato aperto della camera 18 rivolto verso una estremità 21 della rispettiva perforazione passante 14 rivolta dalla parte opposta all’asse A; come à ̈ ben visibile in figura 4, l’estremità 21 delle perforazioni passanti 14 presenta sezione trasversale maggiore di quella della estremità opposta delle perforazioni 14, rivolta verso l’asse A e che à ̈ attraversata in uso passante ed a scorrimento dai rispettivi puntali 16, rispetto ai quali tale estremità delle perforazioni 14 rivolta verso l’asse A presenta forma e dimensioni complementari.
In combinazione con quanto finora descritto, il dispositivo di ancoraggio e centratura 5 comprende inoltre almeno una coppia di collettori 22 portati dalle porzioni 9,10 sagomate a mensola in modo da essere in comunicazione idraulica con l’interno delle perforazioni passanti 14 per alimentare i dispositivi pneumatici 15, i quali sono alloggiati nelle perforazioni passanti 14 a tenuta di fluido; il dispositivo 5 comprende inoltre rispettive tubazioni 23 e 24 di alimentazione di fluidi in pressione ai collettori 22, le quali sono almeno in parte portate solidali dal corpo cavo 2 esternamente e/o internamente allo stesso, come ben illustrato in figura 4.
Il dispositivo di ancoraggio e centratura 5 comprende infine una scatola 25 di controllo separata dal corpo cavo 2 e provvista di una elettrovalvola 26 comandata da un interruttore 27 (figura 1) ad azionamento manuale.
L’elettrovalvola 26 à ̈ atta ad alimentare selettivamente aria compressa ai collettori 22 attraverso le tubazioni 23,24 per produrre in uso l’estrazione ed il bloccaggio in posizione estratta (figura 4) dei puntali 16.
I collettori 22 sono preferibilmente definiti da profilati 28 internamente cavi che si estendono in lunghezza parallelamente all’asse A di rotazione della testa 3 di saldatura e che sono fissati in modo amovibile lateralmente sull’esterno delle porzioni sagomate a mensola 9,10, da banda opposta alla testa di saldatura 3, in modo da coprire le estremità 21 delle perforazioni passanti 14, per chiudere a tenuta di fluido le perforazioni 14 stesse dalla parte opposta alla testa di saldatura 3.
In particolare, i profilati 28 sono fissati solidali alla estremità 4 del corpo 2, nella fattispecie ai lati esterni delle porzioni a mensola 9,10, mediante viti 29 e tra i profilati 28 e le estremità 21 delle perforazioni 14, ovvero le estremità dei corpi 17 verso le quali le camere 18 sono aperte, sono interposti degli anelli di tenuta 30 costituiti da o-ring.
Le tubazioni 23,24 sono collegate a tenuta di fluido ai collettori 22 dalla parte di rispettive prime estremità 31 assiali dei profilati 28 rivolte verso l’estremità o ala 8 del corpo 2, ad esempio mediante raccordi ad attacco rapido 32.
L’interruttore 27 ad azionamento manuale, che à ̈ indicato in pianta in figura 3 e mostrato in vista laterale in figura 2, à ̈ portato preferibilmente solidale dal corpo cavo 2, in particolare superiormente (cioà ̈ da banda opposta alla estremità 4) dalla ala o estremità 8, insieme ad un primo LED 33 e ad un secondo LED 34 di segnalazione, nonché ad un secondo interruttore 50 ad azionamento manuale; il corpo cavo 2 risulta poi collegato in modo flessibile e/o articolato alla scatola 25 di controllo attraverso le tubazioni 23,24 ed almeno un rispettivo cavo elettrico multipolare 35.
L’elettrovalvola 26 à ̈ alloggiata all’interno della scatola di controllo 25 insieme con un regolatore di pressione 36 dotato di manometro 37 e con almeno un elemento di controllo elettrico 38, indicato schematicamente con un blocco a tratteggio in figura 1.
Il regolatore di pressione 36 à ̈ atto ad alimentare fluido in pressione verso le tubazioni 23,24 ad una pressione controllata e mai superiore ad 8 bar, il fluido in pressione provenendo da una fonte 39 di tipo noto, ed à ̈ collegato idraulicamente in serie con l’elettrovalvola 26, interposto tra questa ed un primo attacco esterno 40, idraulico, della scatola di controllo 25, tramite il quale primo attacco esterno 40 il regolatore di pressione 36 à ̈ collegabile in uso con la fonte di fluido in pressione 39.
L’elettrovalvola 26 à ̈ collegata elettricamente e/o meccanicamente con l’elemento di controllo elettrico 38 in modo noto ed à ̈ collegata idraulicamente in serie, a valle del regolatore di pressione 36, con un secondo attacco esterno 41, idraulico, della scatola di controllo 25 collegato idraulicamente con le tubazioni 23 e 24. In particolare, dall’attacco esterno 41 si diparte un tubo flessibile 42 che termina con un raccordo a Y 43 collegato a sua volta con le tubazioni 23 e 24 (figura 4) e portato solidale dal corpo 2, esternamente o internamente allo stesso.
L’elemento di controllo elettrico 38 à ̈ a sua volta collegato elettricamente con un terzo attacco esterno o connettore elettrico multipolare 44 della scatola di controllo 25, il quale à ̈ collegato elettricamente con gli interruttori 27 e 50 tramite il cavo multipolare 35, che à ̈ flessibile.
Di conseguenza, la scatola 25 di controllo risulta collegata al corpo cavo 2 in modo flessibile attraverso il tubo 42, che si divide poi nelle tubazioni 23,24, e tramite il cavo elettrico 35.
Il dispositivo 1 à ̈ atto a cooperare inoltre con una centralina o CPU 45 di programmazione, in particolare per il controllo della testa di saldatura 3 e del ciclo di saldatura; questa e gli interruttori 27 e 50 sono collegati con una fonte di alimentazione elettrica 46 (figura 2,3) in modo ovvio per i tecnici del ramo e che pertanto non viene illustrato nel dettaglio per semplicità .
L’interruttore 27, quando viene azionato, à ̈ atto a comandare, , l’apertura della elettrovalvola 26 fino ad ottenere il bloccaggio dei puntali 16 in posizione estratta, quindi l’azionamento della testa di saldatura 3 viene comandato, secondo un ciclo programmato precedentemente mediante la centralina 45, quando viene azionato l’interruttore 50 (figure1 e 3); al completamento del ciclo programmato di saldatura, un nuovo azionamento del’interruttore 27 comanda la chiusura della elettrovalvola 26 con conseguente sblocco dei puntali 16 e loro ritorno in una posizione retratta nelle / verso le perforazioni 14.
Secondo la programmazione impartita dalla centralina 45 il primo LED 33 viene acceso quando i puntali 16 sono bloccati in posizione estratta, mentre il secondo LED 34 viene acceso quando, a seguito dell’azionamento dell’interruttore 50, la testa di saldatura 3 viene azionata e viene spento a fine ciclo saldatura. La centralina 45 (programmatore/generatore) à ̈ di notevoli dimensioni ed à ̈ collegata agli altri dispositivi di controllo descritti (interruttori 27 e 50) del dispositivo 1 per mezzo del cavo macchina, noto e non illustrato per semplicità , ma comunque costituente un elemento separato.
Secondo un ulteriore aspetto del trovato, la sede concava 11 atta a ricevere in uso un elemento tubolare 6 da saldare per volta à ̈ definita da una coppia di semigusci 47 alloggiati in modo amovibile tra le opposte porzioni a mensola 9,10 della prima estremità 4 del corpo cavo 2, in modo che si possa attrezzare il dispositivo 1 con semigusci 47 di raggio differente per adattarlo ad elementi 6 da saldare di dimensioni diverse. I semigusci 47 sono disposti in corrispondenza di mezzi di presa 10, che nell’esempio illustrato sono definiti da due coppie di dispositivi pneumatici 15, i quali sono disposti contrapposti e, in una direzione parallela all’asse A di rotazione della testa di saldatura 3, di lato alla testa di saldatura 3 stessa (sopra e sotto la testa 3 in figura 1).
Il dispositivo 1 comprende infine, preferibilmente, uno schermo mobile 48 (figura 3) conformato a forbice e portato dal corpo cavo 2 per creare una camera chiusa atta ad essere riempita di gas inerte per la protezione della saldatura, nella fattispecie portato dalla estremità o ala 4 disposto verso l’estremità o ala 8.
La testa 3 di saldatura à ̈ azionata in modo noto e che pertanto non viene descritto per semplicità , attraverso l’interruttore 50 e la fonte di energia elettrica 46, per mezzo di un comando motorizzato 49 (figura 2), noto.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo (1) per saldatura orbitale comprendente un corpo (2) internamente cavo, una testa (3) di saldatura orbitale portata dal corpo cavo ad una sua prima estremità (4), ed un dispositivo di ancoraggio e centratura (5) atto in uso ad ancorare il corpo a, ed a centrare la testa su, un elemento tubolare da saldare (6); in cui il dispositivo di ancoraggio e centratura comprende: una prima ed una seconda porzione (9,10) sagomata a mensola della prima estremità del corpo cavo, tra loro opposte, che sporgono a sbalzo dal corpo cavo trasversalmente ad un asse di rotazione (A) della testa di saldatura ed oltre l’asse di rotazione e che delimitano tra loro ed in corrispondenza della testa di saldatura una sede (11) concava atta a ricevere in uso un elemento tubolare da saldare disposto coassiale con la testa di saldatura; e mezzi di presa (10) portati in posizioni reciprocamente affacciate da corrispondenti tratti (13) della prima e seconda porzione a mensola, i quali tratti sporgono dalla parte opposta al corpo cavo oltre l’asse (A) di rotazione della testa di saldatura, in modo che i mezzi di presa sono atti a cooperare in uso con un elemento tubolare da saldare in posizioni diametralmente opposte alla detta sede concava; caratterizzato dal fatto che i mezzi di presa (10) comprendono: una pluralità di perforazioni (14) ricavate passanti attraverso la prima e seconda porzione a mensola, (9,10) trasversalmente all’asse di rotazione della testa di saldatura ed in corrispondenza dei detti tratti (13) delle porzioni a mensola che sporgono da banda opposta al corpo cavo, oltre l’asse di rotazione della testa di saldatura; e, per ciascuna perforazione passante, un dispositivo pneumatico (15) alloggiato nella perforazione e comprendente un puntale (16) selettivamente estraibile dalla, e retraibile nella, perforazione dalla parte del detto asse di rotazione (A) della testa di saldatura, il puntale essendo atto in uso a cooperare almeno parzialmente in battuta contro un elemento tubolare da saldare; in combinazione, il dispositivo di ancoraggio e centratura (5) comprendendo inoltre: almeno una coppia di collettori (22) portati dalla prima e seconda porzione (9,10) sagomate a mensola in modo da essere in comunicazione idraulica con l’interno di dette perforazioni passanti (14) per alimentare i dispositivi pneumatici (15), i quali sono alloggiati nelle perforazioni passanti a tenuta di fluido; rispettive tubazioni (23,24) di alimentazione di un fluido in pressione ai collettori (22), le quali sono almeno in parte portate solidali dal corpo cavo esternamente e/o internamente allo stesso; ed una scatola di controllo (25) separata dal corpo cavo e provvista di una elettrovalvola (26) comandata da un primo interruttore (27) ad azionamento manuale ed atta ad alimentare selettivamente fluido in pressione ai collettori (22), attraverso dette tubazioni, per produrre l’estrazione ed il bloccaggio in posizione estratta dei puntali (16).
- 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti collettori (22) sono definiti da profilati (28) internamente cavi che si estendono in lunghezza parallelamente all’asse (A) di rotazione della testa di saldatura e che sono fissati in modo amovibile lateralmente sull’esterno delle porzioni sagomate a mensola (9,10), da banda opposta alla testa di saldatura, in modo da coprire rispettive prime estremità (21) delle perforazioni passanti opposte alla testa di saldatura, per chiudere a tenuta di fluido le dette perforazioni passanti (14) dalla parte opposta alla testa di saldatura; le dette tubazioni (23,24) essendo collegate a tenuta di fluido ai collettori dalla parte di rispettive prime estremità assiali (31) dei profilati.
- 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che il corpo cavo (2) à ̈ sagomato ad L, la prima estremità (4) del corpo cavo essendo definita da una prima ala della L disposta parallela all’asse di rotazione (A) della testa di saldatura; le prime estremità assiali (31) dei profilati (28) definenti i collettori essendo rivolte verso una seconda ala (8) della L, opposta alla prima e disposta perpendicolare all’asse di rotazione (A) della testa di saldatura.
- 4. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il detto primo interruttore ad azionamento manuale (27) Ã ̈ portato solidale dal corpo cavo (2) insieme ad un primo (33) e ad un secondo (34) LED di segnalazione e ad un secondo interruttore a comanda manuale (50); detto corpo cavo essendo collegato in modo flessibile a detta scatola (25) di controllo attraverso le dette tubazioni (23,24) ed almeno un rispettivo cavo elettrico (35).
- 5. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta elettrovalvola (26) à ̈ alloggiata all’interno della scatola di controllo (25) insieme con un regolatore di pressione (36) e con almeno un elemento di controllo (38) elettrico; il regolatore di pressione (36) essendo collegato idraulicamente con la elettrovalvola (26), tra questa ed un primo attacco esterno (40) della scatola di controllo, tramite il quale primo attacco esterno il regolatore di pressione à ̈ collegabile in uso con una fonte di fluido in pressione (39); l’elettrovalvola (26) essendo collegata con l’elemento di controllo elettrico (38) e con un secondo attacco esterno (41) della scatola di controllo collegato idraulicamente con dette tubazioni (23,24); e l’elemento di controllo elettrico (38) essendo collegato con un terzo attacco esterno (44) della scatola di controllo.
- 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che il secondo (41) ed il terzo (44) attacco esterno della scatola di controllo (25) sono collegati con il corpo cavo (2) tramite un tubo flessibile (42) che termina con un raccordo a Y (43) collegato a sua volta con dette tubazioni (23,24) e, rispettivamente, un cavo elettrico (35) il quale à ̈ elettricamente collegato a detto primo interruttore ad azionamento manuale (27).
- 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto di essere collegabile con una centralina (45) e con una fonte di alimentazione elettrica (46) connessa con detto primo interruttore ad azionamento manuale (27), il quale à ̈ atto a comandare, quando viene azionato, prima l’apertura della elettrovalvola (26) fino ad ottenere il bloccaggio dei puntali (16) in posizione estratta e, quindi, l’azionamento di un primo LED (33) portato dal corpo cavo (2); un secondo interruttore (50) a comando manuale portato dal corpo cavo (2) e connesso con la fonte di alimentazione elettrica (46) essendo atto ad azionare la testa di saldatura (3) e, quindi, a comandare l’azionamento di un secondo Led (34), fino al completamento di un ciclo programmato di saldatura; il primo interruttore (27) à ̈ inoltre atto, a seguito di un suo secondo azionamento, a comandare la chiusura della elettrovalvola (26) con conseguente sblocco dei puntali (16) e loro ritorno in una posizione retratta nelle perforazioni.
- 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che il secondo interruttore (50) Ã ̈ atto, quando viene azionato, ad avviare il ciclo programmato di saldatura e ad accendere un secondo LED di segnalazione (34) il quale si spegne a fine ciclo saldatura.
- 9. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta sede concava (11) atta a ricevere in uso un elemento tubolare da saldare à ̈ definita da una coppia di semigusci (47) alloggiati in modo amovibile tra dette opposte porzioni a mensola (9,10) della prima estremità (4) del corpo cavo ed in corrispondenza di detti mezzi di presa (10), i quali sono definiti da due coppie di detti dispositivi pneumatici (15), i quali sono disposti contrapposti e, in una direzione parallela all’asse (A) di rotazione della testa di saldatura, di lato alla testa di saldatura (3).
- 10. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere uno schermo mobile (48) conformato a forbice e portato dal corpo cavo (2) atto a creare una camera chiusa intorno all’elemento tubolare (6) da saldare per creare, in prossimità di una giunzione da saldare, una zona di atmosfera inerte necessaria per la protezione del giunto saldato durante tutta la fase di saldatura.
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