ITTO950202A1 - Dispositivo di frenatura del filo - Google Patents

Dispositivo di frenatura del filo Download PDF

Info

Publication number
ITTO950202A1
ITTO950202A1 IT95TO000202A ITTO950202A ITTO950202A1 IT TO950202 A1 ITTO950202 A1 IT TO950202A1 IT 95TO000202 A IT95TO000202 A IT 95TO000202A IT TO950202 A ITTO950202 A IT TO950202A IT TO950202 A1 ITTO950202 A1 IT TO950202A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
braking
support device
braking elements
brake according
wire
Prior art date
Application number
IT95TO000202A
Other languages
English (en)
Inventor
Attila Horvath
Eberhard Leins
Hermann Schmodde
Original Assignee
Memminger Iro Gmbh
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Memminger Iro Gmbh filed Critical Memminger Iro Gmbh
Publication of ITTO950202A0 publication Critical patent/ITTO950202A0/it
Publication of ITTO950202A1 publication Critical patent/ITTO950202A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1278992B1 publication Critical patent/IT1278992B1/it

Links

Classifications

    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B65CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
    • B65HHANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL, e.g. SHEETS, WEBS, CABLES
    • B65H59/00Adjusting or controlling tension in filamentary material, e.g. for preventing snarling; Applications of tension indicators
    • B65H59/10Adjusting or controlling tension in filamentary material, e.g. for preventing snarling; Applications of tension indicators by devices acting on running material and not associated with supply or take-up devices
    • B65H59/20Co-operating surfaces mounted for relative movement
    • B65H59/26Co-operating surfaces mounted for relative movement and arranged to deflect material from straight path
    • B65H59/28Co-operating surfaces mounted for relative movement and arranged to deflect material from straight path the surfaces being urged towards each other
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B65CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
    • B65HHANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL, e.g. SHEETS, WEBS, CABLES
    • B65H59/00Adjusting or controlling tension in filamentary material, e.g. for preventing snarling; Applications of tension indicators
    • B65H59/10Adjusting or controlling tension in filamentary material, e.g. for preventing snarling; Applications of tension indicators by devices acting on running material and not associated with supply or take-up devices
    • B65H59/20Co-operating surfaces mounted for relative movement
    • B65H59/22Co-operating surfaces mounted for relative movement and arranged to apply pressure to material
    • B65H59/225Tension discs
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B65CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
    • B65HHANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL, e.g. SHEETS, WEBS, CABLES
    • B65H2555/00Actuating means
    • B65H2555/10Actuating means linear
    • B65H2555/13Actuating means linear magnetic, e.g. induction motors
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B65CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
    • B65HHANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL, e.g. SHEETS, WEBS, CABLES
    • B65H2701/00Handled material; Storage means
    • B65H2701/30Handled filamentary material
    • B65H2701/31Textiles threads or artificial strands of filaments

Landscapes

  • Braking Arrangements (AREA)
  • Tension Adjustment In Filamentary Materials (AREA)
  • Spinning Or Twisting Of Yarns (AREA)
  • Devices For Conveying Motion By Means Of Endless Flexible Members (AREA)

Abstract

Un freno tendifilo presenta due piattelli frenanti, montati con gioco assiale in un dispositivo di sopporto e ritenuti accostati tra di loro attraverso mezzi elasticamente cedevoli, per esempio magneti permanenti. I piattelli frenanti sono montati girevoli nel dispositivo di sopporto. Attraverso un generatore di vibrazione, quale un elettromagnete mezzi meccanici od altri mezzi, il dispositivo di sopporto è posto in una vibrazione meccanica che ha luogo in sostanza assialmente rispetto ai piattelli frenanti, cioè parallelamente all'asse di rotazione definito dalla rotazione dei piattelli frenanti. I piattelli frenanti non sono affatto o solo poco messi in vibrazione dal dispositivo di sopporto e dal generatore di vibrazione. Attraverso la vibrazione del dispositivo di sopporto è vinto l'attrito statico tra i piattelli frenanti ed il dispositivo di sopporto, come pure è evitato un insudiciamento delle superfici di contatto tra i piattelli frenanti ed il dispositivo di sopporto.

Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriele del titolo: "Dispositivo di frenatura del filo"
DESCRIZIONE
In campo pratico, i freni tendifilo sono largamen te diffusi sotto forme di così detti freni e dischi oppure e piattelli. In questi, i dischi o piattelli formanti gli elementi frenanti sono montati girevoli generalmente su un perno di guida, il quale sul lato di estremità è ritenuto in posizione fissa. All'altra sua estremità, questo perno di guida reca une filettatura, sulle quale è avvitato un dado di posizionemento che forma lo spallamento di une molla di com -pressione che preme i due dischi frenanti elastica -mente l'uno contro l'altro. Il filo passante tra 1 dischi frenanti viene frenato mediante attrito contro i dischi o piattelli caricati l'uno contro l'altro, cosicché al tratto di filo svolgentesi viene impressa una tensione alquanto definita.
Già dopo un funzionamento non troppo lungo, lubrificanti (paraffine, olio per bobine, ecc.) aderenti alla superficie del filo in svolgimento possono causare depositi sui dischi frenanti. Quando particelle di sporcizie o cimature si incorporano in questi depositi, si produce una massa pastosa adesiva che penetra in mi aura crescente tra i dischi o piattelli frenanti. Attra verso questi depositi sempre più crescenti nel corso del tempo di esercizio, i dischi o piattelli frenanti vengono tenuti localmente distanziati tra di loro, cosicché riescono a svolgere sempre meno la loro funzione frenante sul filo passante tra di loro. Così risulta anche un effetto di frenatura irregolare, il che im plica indesiderate oscillazioni dì tensione del filo. Accento e ciò, i dischi o piattelli frenanti vengono ostacolati nella loro mobilità, ed il filo passante tra gli stessi inizia ad intagliare le superfici frenanti dei dischi o piattelli. Questo pericolo è particolarmen te molto accentuato nel caso di fili sintetici. Ma su -perfici frenanti danneggiate portano a pregiudicare il filo passante tra le stesse.
Queste difficoltà impongono la condizione che il fre no tendifilo deve essere periodicamente ripulito o addi rittura del tutto sostituito.
A fronte di questa problematica, secondo il documento DE 3029 509 Al sono stati provvisti freni tendifilo operanti con dischi frenanti e presentanti elettromagne ti alimentati con corrente alternate. Questi elettromagneti sono dispósti in modo che il disco od ì dischi frenanti vibrano.
In base al documento DE 3029 509, relativamente alla regolazione della corrente alternata per la variazione della forza frenante, possono sorgere delle diffi colta, ed inoltre sono disponibili solo limiti di regolazione relativamente ristretti per le forza frenante.
Dalla pratica è noto un freno tendifi o, in cui due piattelli frenanti, presentanti un'apertura centrale, sono montati girevoli su di un perno di ceramica disposto verticalmente. Il perno di ceramica è collegato, ad una estremità, rigidamente con un elettromagnete, il quale è eccitato mediante corrente pulsante. Il piattel lo frenante distale dall'elettromagnete consiste di acciaio ferromagnetico ed è montato spostabile in direzio ne assiale sul perno di ceramica. Questo piattello viene attirato in modo pulsante dell'elettromagnete, cosic chè il filo passante tra i piattelli frenanti viene fre nato.
Il piattello frenante situato accanto all'elettromagnete poggia contro un arresto. Il piattello superiore compie una lieve vibrazione, essendo sottoposto a forze pulsanti, la quale vibrazione costituisce un inconve -niente in considerazione della costanze della forza fre nante esercitata sul filo passante tra i piattelli.
Un ulteriore freno tendifilo è noto dal documento US-43 13 578. Questo presente due dischi frenanti mon tati su un asse comune e dei quali uno è magnetico e l'altro antimagnetico. Coassialmente all'asse portento i dischi frenanti, in corrispondenza del disco enti magnetico, è previsto un elettromagnete, il quale è in grado di attirare il disco magnetico esterno contro il disco antimagnetico. Tra l'elettromagnete ed il disco frenante entimegnetico, è disposto un disco di materie plastica, cioè PTFE ('teflon'), destinato ad impedire l'attrito e l'usura tra le parti menzionate. L'elettro
magnete viene eccitato attraverso un circuito di cornac do, il quale, a seconda della tensione del filo deside rata, genera una corrente più o meno grande, passante attraverso l'elettromagnete. Per evitare effetti di ri manenza, particolarmente alla diminuzione della forza magnetica generata dall'elettromagnete, la tensione applicata all'elettromagnete viene fatta pulsare con polarità negativa. Così, la forza magnetica dovrebbe diminuire nella misura desiderata, quando si riduce 1' eccitazione dell'elettromagnete.
L'alimentazione dell'elettromagnete con impulsi di corrente serve solamente per la smagnetizzazione e,con ciò, per evitare effetti di rimanenza. Come nell'esempio che precede, la forza magnetica esercitata dall'elettromagnete agisce solamente sui dischi frenanti, co sicché durante la riduzione della forza magnetica, attraverso la tensione pulsante è provìcata nuovamente una vibrazione assiale,negativa a danno della costanza di tensione del filo, dei dischi frenanti.
Infine, dal documento DE-4106 663 C1 come pure dal documento EP-0 499219 Al rivendicante la priorità del precedente documento è noto un freno tendifilo, in cui due dischi frenanti presententi un'apertura centrale so no ritenuti in un dispositivo di sopporto e sono chiusi in serraggio cedevole tra di loro. In una serie di forme di attuazione, i dischi frenanti sono montati girevo li con gioco radiale nel dispositivo di sopporto. Ponen do il dispositivo di sopporto in vibrazione radiale, si produce, attraverso il gioco presente tra i dischi frenanti ed il dispositivo di sopporto, una coppia torcente che aziona i dischi frenanti. In una ulteriore serie di esempi di attuazione, le vibrazione radiale prodotta da un generatore di vibrazione è esercitata direttamente sui dischi frenanti. In tutte due le forme di costru zione, il dispositivo di sopporto come pure i dischi frenanti vibrano in direzione radiale, cosicché oltre all'effetto conduttore menzionato si attua pure un ef -fetto di pulizie dei dischi frenanti.
E' compito dell'invenzione di creare un freno tendifilo, il quale si distingue per un buon effetto autopulitore ed inoltre assicuri una frenatura del filo uniforme per lunghi periodi di esercizio.
Questo compito è assolto attraverso un freno tendi filo con le caratteristiche della rivendicazione 1.
Attraverso il generatore di vibrazioni, dapprima è posto in vibrazione solamente il dispositivo di soppor to. Gli elementi frenanti, cioè nel caso concreto dischi o piattelli frenanti, sono ritenuti girevoli ed as sialmente spostabili nel dispositivo di sopporto. La vibrazione assiele del dispositivo di sopporto perciò non si propaga affatto o solo debolmente agli elementi frenanti. Gli elementi frenanti presentano infatti una certa inerzia di massa, per effetto della quale al confronto con il dispositivo di sopporto vibrano con un’am piezza esigua. Così si viene a produrre un movimento re lativo tra il dispositivo di sopporto e gli elementi frenanti. Attraverso questo movimento relativo, sempre presente durante il funzionamento del freno tendifilo, l’attrito di aderenza altrimenti presente tra gli elementi frenanti ed il dispositivo di sopporto viene superato. Ma la forza che preme gli elementi frenanti l' uno contro l’altro non subisce variazioni attraverso queste vibrazione. Poiché la vibrazione viene immessa solamente nel dispositivo di sopporto, mentre gli eie— menti frenanti sono ritenuti assialmente spostebil nel dispositivo di sopporto, è possibile di applicare anche ampiezze di vibrazione maggiori, senza che cosi la forza agente tra gli elementi frenanti venga modula ta sensibilmente. il filo perciò viene teso assai uniformemente .
Oltre a ciò, in pratice è risultato che anche con un movimento vibratorio essenzialmente assiale del dis positivo di sopporto è possibile provocare o promuovere una rotazione degli elementi frenanti.
Attraverso la vibrazione del dispositivo di sopporto, la deposizione di paraffine, di olio per bobine, di particelle di sporcizia, cimature di filo, come pure di una massa pastosa adesiva formantesi da questi elementi sul dispositivo di sopporto e evitate in modo affidabile. Oltre a ciò, anche gli elementi frenanti vengono ripuliti non solo nelle zone, in cui si contat tano, ma anche nelle superfici, tra le quali il filo scorre. A ciò contribuisce particolarmente anche la li berta di rotazione degli elementi frenanti, in cui il movimento rotativo è promosso dalla vibrazione del dis positivo di sopporto. Così non solo si evita un insudi d emento degli elementi frenanti, ma anche un'incisione del filo negli elementi frenanti altrimenti assai dannoso.
I vantaggi sopra menzionati risultano particolarmen te evidenti, quando gli elementi frenanti a riguardo delle forze sono disaccoppiati dal dispositivo di sopporto in direzione assiale* Ciò avviene, quando tra gli elementi frenanti ed il dispositivo di sopporto non agiscono elementi di trasmissione di forza, quali per esempio molle o simili. In questo caso, gli elementi frenanti sono montati con gioco assiale considerevole nel dispositivo di sopporto. l'effetto pulitore tra il dispositivo di sopporto e gli elementi frenanti viene prodotto senza che gli elementi frenanti debbano vibrare sensibilmente. Ciò vale particolarmente quando l'inerzia di massa degli elementi frenanti e la frequenza di vibrazione del dispositivo di sopporto sono dimen -sionate relativamente tra di loro in modo che gli elementi frenanti essenzialmente non vibrano affatto oppu re vibrano con un'ampiezza dettamente minore rispetto al dispositivo di sopporto.
Una tensione del filo particolarmente uniforme nella parte di filo in svolgimento può essere ottenuta con un dimensionamento, in cui gli elementi frenanti si trovano tra di loro essenzialmente allo stato di ri poso. Così la forza frenante esercitata sul filo non è sottoposta ad oscillazioni temporanee.
L'elemento frenante può avere la forma di disco oppure di piattello e, per principio, può anche essere eseguito in forma continua, cioè senza apertura centrale. Il filo viene chiuso in serraggio tra le super fici, con le quell gli elementi frenanti poggiano 1' uno contro l'altro, ed al suo passaggio viene frenato. E tuttavìa vantaggioso, quando l'elemento frenante presenta un'apertura centrale, circondata da una su -perfid e anulare avente funzione di superficie di spai lamento, con la quale l'elemento frenante poggia con -tro l'altro elemento frenante. Allora, il filo è chiuso in serraggio tra le superfici anulari che ruotano con una velocità periferica essenzialmente uniforme. In particolare però, le aperture creano spazio per un elemento di guida allungato attraversante queste aperture ed intorno al quale il filo può essere guidato. Cosi, la corsa del filo è in larga misura stabilita lo esimente, per cui nel freno tendifilo sono create pure condizioni definite per l'effetto frenante esercitato sul filo.
In una forma di attuazione, gli elementi frenanti possono essere ritenuti su almeno un elemento dì guida allungato, previsto nel dispositivo di sopporto. Questo trapassa gli elementi frenanti in corrispondenza delle loro apertura centrale e così assolve una dupli ce funzione. Da un lato, l'elemento di guida sopporta gli elementi frenanti e dell'altro lato può servire come guidafilo. In questa forma di attuazione l'attri to di adesione agente tra gli elementi frenanti e l'e lomento di guida e che deve essere superato è già in partenza relativamente scarso, cosicché già una legge re vibrazione è sufficiente per vincere questo attrito.
In un'altra forma di attuazione, l'elemento di gui da può presentare un diametro essenzialmente minore del diametro dell'apertura centrale, in cui l'elemento di guida è disposto attaversante l'apertura centrale fuori centro. In questo caso, l'elemento di guida serve solamente come guidafilo. A causa del considerevole gioco radiale che si stabilisce, per il sopporto o ritegno girevole propriamente detto degli elementi fre -nauti sono richiesti ulteriori mezzi. Questi possono essere, per esempio, due perni di sopporto disposti di stanziati e paralleli tra di loro, con i quali gli eie menti frenanti si trovano in appoggio con la loro ri -spettiva superficie periferica esterne. I perni di sop porto sostengono gli elementi frenanti adiacenti l'uno all'altro in corrispondenza delle loro superfici periferiche esterne, mentre gli elementi frenanti poggiano in modo relativamente lasco sui perni di sopporto. Essi possono eseguire sia un movimento di rovesciamento, sia essere rialzati dai perni di sopporto. Oltre a ciò, possono scorrere lungo i perni di sopporto, cosicché è dato anche un gioco assiale. Durante il funzionamento, gli elementi frenanti ruotano e scorrono con le loro superfici periferiche esterne sui perni di sopporto. Per vincere l'attrito di adesione che altrimenti si me nifesta in queste zone, il dispositivo di sopporto vibra e così pure vibrano i due perni di sopporto in direzione assiale, cioè nella direzione della loro esten alone longitudinale.
E' vantaggioso quando gli elementi frenanti sono provvisti di uno strato antiusura sulla loro superfi -eie periferica esterna. Questo strato impedisce un con sumo delle superfici periferiche esterne degli elementi frenanti.
In base al loro gioco assiale, gli elementi frenanti sono guidati e posizionati in direzione assiale esclusivamente dal filo da frenare.
Per principio, come mezzi di carico sono possibili sia elementi a molla, sia magneti permanenti previsti sugli elementi frenanti. Se si provvedere, per esempio, un magnete permanente su ciascun elemento frenante, il quale magnete è polarizzato assialmente in una direzio ne tale, per cui gli elementi frenanti si attirano reciprocamente, quando con le loro superfici di appoggio sono rivolti l'uno verso l'altro, allora gli elementi frenanti sono precaricati elasticamente l'uno verso l' altro senza che sussista un collegamento dinamico con il dispositivo di sopporto. In questa forma di attuazione, gli elementi frenanti sono ottimamente disaccop piati, a riguardo della vibrazione, dal dispositivo di sopporto, cosicché possono restare essenzialmente silo stato di riposo, mentre vibra il dispositivo di soppor to.
Nel caso di bisogno, al centraggio degli elementi frenanti possono contribuire magneti previsti sul dispositivo di sopporto sui due lati degli elementi fre -nauti poggienti l'uno contro l'altro. Ciò è particolar mente semplice, se gli elementi frenanti contengono già magneti per essere sollecitati l'uno verso l'altro. Se almeno uno di questi magneti è spostabile assialmen te in direzione dell'esse di simmetria degli elementi frenanti, gli elementi frenanti così centrati possono essere regolati nella loro forza frenante.
In un'altra forma di attuazione, gli elementi frenan ti possono essere centrati anche attraverso mezzi a mol la sul dispositivo di sopporto. I mezzi a molla, nel ca so più semplice molle ad elica, sono relativamente economici e procurano, con lunghezza e morbidezze appropria te, un buon disaccoppiamento degli elementi frenanti dal dispositivo di sopporto a riguardo della vibrazione.
Per generare la vibrazione sono immaginabili numerosi tipi di generatori di vibrazione. E' tuttavia vantag -gioso di utilizzare un elettromagnete con un indotto di materiale per magneti non permanenti oppure per magneti permanenti. Nel caso di un indotto di materiale per magneti permanenti, la frequenza di vibrazione cor risponde alle frequenza di eccitazione dell'elettromagnete. Un indotto di materiale per magneti non perma -nentì vibra con la doppia frequenza e, possibilmente, con ampiezza leggermente inferiore.
L'indotto e così il dispositivo dì sopporto collega to con esso possono essere sospesi elasticamente. La sospensione elastica sssìcura una posizione dì riposo ed evita l'urto dell'indotto contro l'elettromagnete. Oltre a ciò, è possibile di collocare, attraverso il dimensionamento appropriato della molla, la frequenze di risonanza meccanica del sistema vibrante, formato dalla cedevolezza della molla e d 11a massa del dispositivo di sopporto, in prossimità della frequenza di ec citazione. Così la vibrazione assume una elevata ampiez za, cosicché sono sufficienti già esigue energie di ec citazione. L'elettromagnete può essere dimensionato cor rispondentemente piccolo.
Se il dispositivo di sopporto viene sospeso ad una molla a lamina tramite una leva in modo che possa eseguire un movimento oscillante, allora la vibrazione del dispositivo di sopporto riceve sie una componente assiale relativamente grande, sis una componente radia le, però corrispondentemente minore. In questo caso, le due componenti del movimento del dispositivo di sop porto contribuiscono all'effetto di pulizia e di azionamento del freno tendifilo.
Esempi di attuazione dell'oggetto dell'invenzione sono illustrato nell'annesso disegno, in cui:
La fig. 1 mostre un dispositivo fornitore di filo con un freno tendifilo secondo l'invenzione in una vista laterale;
la fig. 2 mostra il dispositivo fornitore di filo se condo la fig. 1 con una illustrazione in vista dall'alto ed in scala ingrandita, spaccata in corrispondenza del freno tendifilo e del resto parziale;
la fig. 3 illustra un'altra forma di attuazione del freno tendifilo in vista dall'alto;
le fig. 4-A e 4B mostrano un'altra forma di attuazione del freno tendifilo in un'illustrazione in vista rispet tivamente dall'alto e laterale parziale ed in parte in sezione;
le fig. 5e e 5B mostrano un'altra forma di attuazione del freno tendifilo in un'illustrazione in vista rispet tivamente dall'alto e laterale parziale ed in parte in sezione;
le fig. 6A e 6B mostrano una ulteriore forme di et tuazione del freno tendifilo in une illustrazione in vista laterale e dall'alto parziale, in parte in se zione;
la fig. 7 mostra un freno tendifilo con un perno di guide centrale e con centraggio magnetico degli elemen ti frenanti in une illustrazione in vista dall'alto parziale ed in parte spaccata, e
la fig. 8 mostra un freno tendifilo con un perno di guida centrale e con elementi a molla per il sopporto centrale degli elementi frenanti in una illustrazione parziale ed in parte in sezione.
Il dispositivo fornitore di filo illustrato nella fig. 1 è noto nella sua struttura di principio. Esso presenta un ritegno 1, il quale per mezzo di una vite di serraggio 2 può essere fissato ad un anello portante accennato in 3, per esempio di una macchina circolare per maglieria, ed in cui un albero passante 4 è montato girevole. Questo presenta, con il ritegno 1 montato in posizione di funzionamento, un orientamento verticale. L'albero 4 è collegato solidalmente in rotazione,in cor rispondenza di una sua estremità, con un tamburo per fi lo disposto al disotto del ritegno 1 e realizzato sotto forma di una gabbia ad aste 5, mentre sulla sua estremi tà superiore porta una puleggia 7 accoppiabile in rotazione tramite un giunto 6 e tramite le quale il tamburo 5 per filo può essere posto in rotazione a partire da una cinghia dentata continua non ulteriormente illu -atra te.
Sul lato frontale del ritegno 1, opposto alla vite di serraggio 2, è disposto un freno tendifilo 8, il quale presenta due piattelli frenanti
a forma di disco ed in esecuzione essenzialmente uguale, tra i quali passa un filo 10. Il percorso del filo si estende da una bobina di filo non ulteriormente illustrata attraverso un occhiello guidafilo 11 fissato al ritegno 1, un organo ferma-nodi 12 ed il freno tendifilo 8 fino ad un occhiello di entrata 14 del filo fissato tramite una elemento a squadre 13 ed a partire dal quale il filo 10 arriva sul tamburo 5, su cui forma un avvolgimento di accumulo 15 ed a partire dal qua le prosegue attraverso un occhiello di uscita 16, previsto sul ritegno 1, fino alla stazione di consumo del filo.
Il freno tendifilo 8 presenta, come si vede pertico larmente dalla fig. 2, un dispositivo di sopporto 20 che ritiene e sopporta i piattelli frenanti 9· Il dispositivo di sopporto 20 a sua volta è collegato rigide mente con un perno 21, il quale è montato spostabile assialmente con leggero gioco in una bussole 22 ritenu ta in posizione fissa sul dispositivo fornitore di filo. Il dispositivo di sopporto 20 presente una pie -atre dì base 23 posta in collegamento diretto con il perno 21 ed a partire dalle quale si estendono, parai lelenente al perno 21, ma in senso opposto a questo, due perni di sopporto 24 ed una spina 26 di rinvio del filo. I perni di sopporto 24 presentano un diametro considerevolmente minore rispetto ai piattelli frenan ti 9 e sono disposti sulla piastra di base 23 ad una distanza recìproca, la quale è minore del diametro dei piattelli frenanti 9. La piastra di base 23 è collegata in modo fisso con i perni di sopporto 24, il perno 21 e la spina 26 di rinvio del filo, cosicché il dispo sitivo di sopporto 20 forma complessivamente un corpo unito.
I piattelli frenanti 9 presentano ciascuno un’apertura centrale 2? che è attraversata dalla spina 26 di rinvio del filo. I piattelli frenanti 9 perciò di forma enulare sono arcuati ad arco di cerchio con le loro superfici di appoggio rivolte l’una verso l'altra e con le loro superfici periferiche esterne provviste di un rivestimento riducente l’usura poggiano contro i perni 24. Sui loro lati opposti l'uno all'altro, i piattelli frenanti 9 presentano depressioni concave anulari, nelle quali sono montati magneti permanenti 29 parimenti di forma anulare. Questi sono disposti con centricamente ai piattelli frenanti e sono polarizza ti assialmente, la polarizzazione essendo scelta in modo che i piattelli frenanti 9 si attirano reciprocamente.
I piattelli frenanti 9 sono ritenuti sul dispositi vo di sopporto mediante una staffa 28 in modo che non si possono perdere, e la staffa è ritenuta in posizio ne fissa sul ritegno 1 a distanza e parallelamente ri spetto alla piastra di base 23. Tra la staffa 28 e la piastra di base 23 vi è spazio sufficiente per i piat telli frenanti 9 ritenuti con gioco assiale.
II dispositivo di sopporto 20 montato tramite il perno 21 assialmente spostabile nella bussola 22 poggia con la sua piastra di base 23 tramite una molla e licoidale 31 contro la bussola 22. Sul lato opposto del perno 21 è prevista una ulteriore molla elicoidale 32, la quale ad una estremità poggia parimenti con tro la bussola 22 ed all'altra estremità contro un in dotto 33 montato sulla estremità del perno 21.
L'indotto 33 è formato da un corpo cilindrico piat to a forma di disco e, nella posizione di riposo, si trova alquanto distante de un'espansione polare di un elettromagnete 35* Questo è tenuto in ubicazione fisse relativamente al dispositivo fornitore di filo e relativamente alla bussola 22. L'indotto 33 è un corpo di materiale per magneti non permanenti, il quale con l’espansione polare 34 delimita un traferro. All* eccitazione dell'elettromagnete 35, l'indotto 33 vie ne attirato indipendentemente dalla polarità dell' eccitazione.
Il freno tendifilo fino a qui descritto funziona su un dispositivo fornitore di filo che altrimenti la vora in modo convenzionale come segue:
Il filo che scorre sul percorso descritto si trova tra i piattelli frenanti 9 che sono attirati tra di loro dei magneti permanenti 29. Mentre il filo in una prima direzione secante arriva tra i piattelli 9 in di rezione verso la spina 26 di rinvio del filo, da que -sta è rinviato in modo che, in una seconda direzione secante, esce dai piattelli frenanti 9 in direzione verso l'occhiello di arrivo 14 del filo. Il filo stret to tra i piattelli frenanti 9 presenta, nel punto di ar rivo e nel punto di uscita, sia una componente di movi mento radiale, sia una componente di movimento in dire zione periferica.
Durante il funzionamento, l'elettromagnete 35 è permanentemente alimentato con una tensione pulsante, per esempio una tensione alternata. Così, l'indotto 33 viene periodicamente attirato, per cui l'intero dispositivo di sopporto 20 oscilla nella direzione longitudinale dei perni di sopporto 24 con un'ampiezze di circe 0,1 - 0,3 mm. Le frequenze di queste vibrezione è dimension8te in modo che i piattelli frenanti 9 non vibrs no in misura sensibile, ma restano essenzialmente in riposo in direzione assiale a causa della loro inerzie di messa. Ciò è ottenuto con una frequenze compre se tre 100 Hz ed 1 kHz, di solito e 500 Hz· Poiché i piattelli frenanti e questo riguardo si trovano essen zialmente in riposo, mentre il dispositivo di sopporto 20 vibre in direzione assiale, si ettue un continuo movimento relativo tra il dispositivo di sopporto 20 ed i piattelli frenanti 9, il quale annulla l'attrito statico tra le superfici esterne periferiche del singo lo piattello 9 ed i perni di sopporto 24, Così, i piat telli frenanti 9 possono eseguire, già a causa della componente di movimento orientata in direzione periferica del filo in arrivo ed in uscita, un movimento rotativo, il quele he per effetto che il filo passante pulisce i piattelli frenanti 9, cioè li libere da depositi. Attraverso la vibrazione si rimuovono anche de positi che si trovano sulla superficie periferica del singolo piattello frenante 9. Oltre a ciò, è risultato che attraverso le vibrazione del dispositivo di soppor to 20 può prodursi una coppia torcente che promuove la rotazione dei piattelli 9 in direzione del filo passan te.
I pisttelli 9 frenanti il filo vengono regolati dallo stesso filo passante 10 nella loro posizione assiale relativamente el dispositivo di sopporto 20. Non vi sono mezzi che potrebbero trasmettere le vibrazioni dal dispositivo di sopporto 20 ai piattelli frenanti 9· Così, il movimento relativo tra i piattelli frenanti 9 ed il dispositivo di sopporto 20 corrisponde praticameli te all'ampiezza di movimento del dispositivo di sopporto 20. Per l'eccitazione perciò è sufficiente un'ampiez za di vibrazione esigua, al massimo di 1 mm. Così, l'elettromagnete 35 può essere realizzato di piccole dimen sioni.
Un ulteriore miglioramento operativo è ottenuto quan do il sistema molle-massa formato dalle molle elicoidali 31, 32 e dal dispositivo di sopporto 20 presenta una risonanza corrispondente all*incirca alla frequenza di eccitazione imposta attraverso l'elettromagnete 35 e 1' indotto 35. L'ampiezza della vibrazione ottenibile allo re risulta massima già con bassa potenza di eccitazione.
Una forma alquanto modificata dell'immissione di una vibrazione nel dispositivo di sopporto 20 è illustrata nella fig. 3· Il dispositivo di sopporto 20, altrimenti realizzato come quello descritto relativamente alla fig.
2, è ritenuto su un braccio 4-0, il quale si estende ad angolo retto rispetto ai perni 24 in allontanamento dal la piastra di base 23· Questo braccio a sua volta è sospeso elesticemente ad uns molla a lamine 41 fissate ed esso eli'altre sue estremità. Il braccio 40 è piegato e doppio gomito, cosicché la molla e lamina 41 nelle posizione di riposo del dispositivo di sop porto 20 è situete eli’incirce nel pisno che è defi nito del filo possente tre i piattelli frenanti 9· Nel punto di collegamento tra il braccio 40 e la molle e lamine 41, si trova un tratto 42 avente fun zione di indotto 33 che è disposto ed une certe distanze dsll'elettromegnete 35 già descritto in combinazione con la fig. 2. Tra l'espansione polare 34 dell'elettromagnete 35 ad il tratto 42 è formato un traferro, il quale ali'oscillazione del braccio 40 aumenta o diminuisce.
Anche in questa ferma di attuazione del freno tendifilo 8, durante il funzionamento è provocete mediante l'elettromagnete 35 una vibrazione del dis positivo di sopporto 20. Tuttavia, questa non ha per effetto una pure oscillazione essiele, me alla vibra zione sul braccio 40 oscilla intorno ad un asse di o scillazione definito dalla molla a lamina 41. Questo movimento presenta sia una componente assiale, sia u DB componente radiale. Accento agli effetti già descritti, provocati attraverso la vibrazione essiele, in queste forme di attuazione si aggiunge il fatto che mediente le componente rediele delle vibrazione può prodursi une coppie più forte, azionante di piat telli frenanti 9.
Delle fig. 5A e 5B risulte une forme di attuazione del freno tendifilo 8, le quale è modificete rela tivemente elle disposizione dei perni di sopporto 24 a.delle spine 26 di rinvio del filo e le quale, indi pendentemente de ciò, pvò essere poste in tutti due i modo in vibrazione assiale. Nel freno tendifilo 8 visibile nelle fig. 4A e 4B, è previsto solamente un perno di sopporto 24, il quale poggia contro la singola superficie periferica esterne dei piattelli fre nenti 9. Un secondo punto di appoggio per i piattelli frenanti 9 è formato delle spine 26 di rinvio del filo, le quale in questo ceso si trova in contatto con il bordo dell'aperture 27 del singolo piattello frenante 9·
Il vanteggio di queste forme di attuazione risiede, restando per il resto invariato il funzionamento come descritto nella versione già discusse, nel fatto che enche la spine 26 di rinvio del filo e le a -perture 27 provviste di rivestimento antiusure sono tenute efficacemente pulite. A causa della vibrazione prodotte dall'elettromagnete e del movimento rote tivo dei piattelli 9, depositi di paraffina, olio e cimature sono evitati ovvero asportati.
In una ulteriore forma di attuazione, illustrata nelle fig. 6A e 6B, il perno di sopporto 24 ed anche la spina di<' >rinvio 26 del filo si trovano all'interno delle eperture 27· Tuttavia, soltanto il perno di sopporto 24 si trova in contatto con la parete inter na dell'apertura 27· Altrimenti, i piattelli frenanti sono sospesi in modo largamente lìbero e vengono regolati nelle loro posizione dal filo 10. Anche qui i piattelli frenanti 9 sono provvisti di un rivestimento antiusure nella zona dell'apertura 27·
In una ulteriore forma di attuazione del freno tendifilo 8, di cui un dettaglio è illustrato nella fig. 7, i piattelli frenanti 9 sono montati girevoli ed assialmente spostabili su un perno di guide 43 fa cente parte del dispositivo di sopporto vibrante 20. Il perno di guida 43 e le aperture 27 sono dimensionati nel loro rispettivo diametro in modo che i piat telli frenanti 9 sono montati sul perno di guida 43 con gioco non eccessivo. Il perno di guida 43 assume, in queste forma di attuazione del freno tendifilo 8, sia la funzione di sopporto per i piattelli frenanti 9, sie la funzione della spina 26 di rinvio del filo.
Per promuovere il centraggio dei piattelli frenanti 9 sul perno di guida 43, questo è provvisto, alle due estremità, di magneti 44, i quali h-nno la forma di barra, di disco o di anello e sono polarizzati essisi mente. Il magnete 44 disposto sull'estremità libera del perno di guida 43 è provvisto di un dado zigrinato che è montato su una filettatura di estremità del perno di guida 43.
I mganeti 44 sono polarizzati in modo che respingo no il piattello frenante 9 situato davanti ad essi. Questa forza di repulsione spinge aggiuntivemente i piattelli 9 l'uno contro l'altro. Oltre a ciò, cosi 0 piattelli 9 assumono una posizione all'incirca centrale tra i magneti 44. Avvitando più o meno il dedo zigrinato sul perno di guida 43, è possibile variare questa forza di compressione.
Del resto, pure questo freno tendifilo 8 funziona essenzialmente come quelli già descritti in precedenza. Anche con questo, mediante una vibrazione assiale del dispositivo di sopporto 20, in questo caso il per no di guida 43, si provoca un movimento relativo tra 1 piattelli frenanti 9, situati essenzialmente in riposo e ruotanti solo lentamente, ed il perno di guida 43, cosicché l'attrito statico viene superato e deposi zioni si evitano. La vibrazione dei piattelli frenanti stessi può essere tenute leggera se la frequenza propria che è determinata dalla cedevolezza dei cempi ma gnetici agenti tre i magneti permanenti 29 ad i magne ti 44 e dalla massa dei piattelli frenanti 9, è minore della frequenza di eccitazione.
Una versione del freno tendifilo 8, in cui i magne ti permanenti 29 ed i magneti 44 sono sostituiti da molle elicoidali 45, 46, è illustrata nella fig. 8. La molla elicoidale 45 poggia, ad una estremità, contro il dado zigrinato ed, all'altra estremità, contro un piattello frenante 9· Sul lato opposto si trove la molla elicoidale 46 che è posta tra l'altro piattello frenante 9 ed il dispositivo di sopporto 20. Le due molle 45, 46 sono montate concentricamente al perno di guida 45 e così comprimono ed allo stesso tempo cen -treno i piattelli 9· Se le molle 45, 46 sono proporzio nelmente morbide in modo che il istema oscillante mol le - massa presenta una frequenza di risonanza netta -mente inferiore alla frequenza di eccitazione, allora anche in questa versione i piattelli 9 restano essen -zialmente in uno stato di riposo, mentre ruotano solo lentamente. Peitanto, i vantaggi evidenziati sopra,pro vocati dalla vibrazione assiale del dispositivo di sop porto 20, si ottengono anche con questa forma di attua zione.

Claims (2)

  1. RIVENDICAZIONI 1- Freno tendifilo (8) - con un primo elemento frenante (9) ed un secondo eleznento frenante (9) montato girevole, la cui superfi eie posta in contatto con un filo (10) da frenare è simmetrica di rotazione, in cui gli elementi frenanti (9) sono disposti coassialmente tra di loro, - con un dispositivo di sopporto (20), tramite il qua le gli elementi frenanti (9) sono tenuti coassialmente tra di loro e sono monteti girevoli intorno al loro asse di simmetria comune e sono liberamente sposta bili assialmente, - con un mezzo di carica (29), mediante il quale gli elementi frenanti (9) sono premuti in modo cedevole l' uno contro l'altro, e - con un generatore di vibrazione (33*35), mediante il quale il dispositivo di sopporto (20) può essere posto in vibrazione, in cui il movimento vibratorio generato del dispositivo di sopporto (20) agisce essenzialmente in direzione dell'asse di simmetria degli elementi fre nenti (9) ritenuti dal dispositivo di sopprto (2C).
  2. 2. Freno tendifilo secondo le rivendicazione 1, caratterizzato dal fetto che il primo elemento frenante (9) ed il secondo elemento frenante (9) sono montati girevoli sul dispositivo di sopporto (20). 3· Freno tendifilo secondo ls rivendicazione 1, ce— retterizzeto del fatto che gli,elementi frenanti (9) in direzione essiele sono disaccoppiati, a riguardo del le forze, dal dispositivo di sopporto (20). 4. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che l’inerzia di massa degli elementi frenanti (9) e le frequenza di vibrazione del dispositivo di sopporto (20) sono dimensionate tra di loro in modo che gli elementi frenanti (9) esse zialmen te non vibrano od al massimo vibrano con un'ampiezza nettamente inferiore rispetto al dispositivo di sopporto (20). 5. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che gli elementi frenanti (9) si trovano, relativamente tra di loro, allo stato di riposo. 6. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, caratteruzzato dal fatto che gli elementi frenanti (9) so no realizzati in forma di dischi o piattelli. 7· Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che l'elemento frenante (9) pre senta un'apertura centrale (27), la quale è circondata da una superficie anulere, con la quale l'elemento fre nante (9) poggia contro l'eltro elemento frenante (9)· 8. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, caretterizzato del fatto che gli elementi frenanti (9) sono ritenuti su almeno un elemento di guide allungato (24) previsto sul dispositivo di sopporto (20). 9· Freno tendifilo secondo le rivendicazioni 1 e 7, caratterizzato dal fatto che l'elemento di guida (24) trapassa 1'apertura centrale (27)» 1Q. Freno tendifilo secondo le rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che l'elemento di guida (26) presenta un diametro, il quale è essenzialmente minore del diametro dell'apertura (27), e l'elemento di guida (26) attraversa l'apertura centrale (27) fuori centro. 11. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che l'elemento di guida (43) attraversa le aperture (27) degli elementi frenanti (9) essenzialmente al centro e nel suo diametro è dimensionato in modo che gli elementi frenanti (9) sono montati sull'elemento di guida (43). 12. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il dispositivo di sopporto (20) presenta due perni di sopporto (24) disposti a distanza parallelamente tra di loro, con i quali gli elementi frenanti (9) si trovano in contatto tramite la loro superficie periferica esterne. 13· Freno tendifilo secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che gli elementi frenanti (9) sono provvisti, sulla loro superficie periferica ester na , di un rivestimento atto a ridurre l'usura. 14·. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, ca ratterizzato dal fatto che gli elementi frenanti (9) a riguardo della loro posizione assiale sul dispositivo di sopporto (20) sono guidati e posizionati esclusivamente dal filo (10) da frenare. 15. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, ca ratterizzato dal fatto che i mezzi di carica (29) sono magneti permanenti (29) cooperanti e previsti sugli elementi frenanti (9). 16. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, ca ratterizzato dal fatto che i magneti permanenti (29) sono polarizzati assialmente. 17. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, ca ratterizzato dal fatto che per la variazione delle for ze frenanti degli elementi frenanti (9)» sul dispositi vo di sopporto f20) sono previsti magneti (4-4) sui due lati degli elementi frenenti (9) poggienti l'uno contro l'altro. 18. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, ca ratterizzato dal fatto che i magneti (44) sono polariz zati assialmente. 19. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 1, ca ratterizzato del fatto che almeno uno dei magneti (44) è spostabile assialmente in direzione dell'asse di simmetria degli elementi frenanti (9). 20. Preno tendifilo secondo le rivendicazione 1, caratterizzato dal fstto che gli elementi frenanti (9) sono cariceti l'uno contro l'altro attraverso mezzi e molla (45,46) sul dispositivo di sopport(20). 21. Preno tendifilo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il generatore di vibrazione (33,35) è un elettromagnete (35) con un indotto di materiale per magneti non permanenti oppure per magneti permanenti. 22. Preno tendifilo secondo le rivendicazione 21, caratterizzato dal fatto che l'indotto (33) è montato elasticamente tramite mezzi a molle (31,32,41) e por ta il dispositivo di sopporto (20). 23· Preno tendifilo secondo 18 rivendicazione 22, caratterizzato dal fatto che l'indotto (33) è collegato con il dispositivo di sopporto (20) attraverso un perno (21) guidato scorrevole in una bussola (22) e trova appoggio mediante molle ad elica (31,32). 24. Freno tendifilo secondo la rivendicazione 22, caratterizzato dal fatto che l'indotto (33) de un lato è sopportato da una molla a lamina (41) e dell'altro lato porta il dispositivo di sopporto (20), il quale vibra con movimenti oscillanti, cosicché la vibrazione presenta sia una componente assiale dominante, sia una componente radiale nettamente più debole.
IT95TO000202A 1994-03-18 1995-03-17 Dispositivo di frenatura del filo IT1278992B1 (it)

Applications Claiming Priority (1)

Application Number Priority Date Filing Date Title
DE4409450A DE4409450C2 (de) 1994-03-18 1994-03-18 Fadenbremseinrichtung

Publications (3)

Publication Number Publication Date
ITTO950202A0 ITTO950202A0 (it) 1995-03-17
ITTO950202A1 true ITTO950202A1 (it) 1996-09-17
IT1278992B1 IT1278992B1 (it) 1997-12-02

Family

ID=6513265

Family Applications (1)

Application Number Title Priority Date Filing Date
IT95TO000202A IT1278992B1 (it) 1994-03-18 1995-03-17 Dispositivo di frenatura del filo

Country Status (12)

Country Link
US (1) US5560557A (it)
JP (1) JP2721316B2 (it)
KR (1) KR100218561B1 (it)
CN (1) CN1076707C (it)
CZ (1) CZ284672B6 (it)
DE (1) DE4409450C2 (it)
GB (1) GB2287254B (it)
IT (1) IT1278992B1 (it)
PE (1) PE2095A1 (it)
RU (1) RU2093450C1 (it)
TR (1) TR28545A (it)
UA (1) UA22440C2 (it)

Families Citing this family (17)

* Cited by examiner, † Cited by third party
Publication number Priority date Publication date Assignee Title
DE19531579C1 (de) * 1995-08-28 1997-01-23 Barth Tex Instr & Software Gmb Fadenbremse
DE19538138A1 (de) * 1995-10-13 1997-07-03 Beck Textilmaschinen Fadenbremse
DE19720795A1 (de) * 1997-05-16 1998-11-19 Sipra Patent Beteiligung Fadenbremse und damit ausgerüstete Textilmaschine und Fadenliefervorrichtung
DE19743573A1 (de) * 1997-10-02 1999-04-15 Memminger Iro Gmbh Fadenbremse
EP0961393A1 (de) * 1998-05-28 1999-12-01 Sulzer Rüti Ag Linearmotor für eine Textilmaschine sowie Vorrichtung mit einem Linearmotor und Webmaschine mit dieser Vorrichtung
DE19919122A1 (de) * 1999-04-27 2000-11-02 Iro Patent Ag Baar Aktuator und Fadenbremse mit einem Aktuator
US6439488B1 (en) * 2000-11-27 2002-08-27 Bobby Hunter Tensioning device for circular knitting machine
RU2211467C2 (ru) * 2001-01-12 2003-08-27 ОАО "Ростовский оптико-механический завод" Оптико-электронный наблюдательный прибор
DE10150504A1 (de) * 2001-10-12 2003-04-17 Iropa Ag Fadenbremse
DE10214325A1 (de) * 2002-03-28 2003-10-16 Zf Lemfoerder Metallwaren Ag Verfahren zum Betreiben eines Hydrolagers und hierfür ausgebildetes Lager
DE10361773A1 (de) * 2003-12-31 2005-07-28 Iro Ab Fadenbremse
KR20070094899A (ko) * 2004-12-23 2007-09-27 메밍게르-이에르오 게엠베하 조정가능한 인장력을 가진 얀 텐션 장치
US7325766B1 (en) * 2005-06-24 2008-02-05 Schunck Robert J Automatic bobbin winder system
KR200447258Y1 (ko) * 2007-11-09 2010-01-12 (주)세아메탈 와이어용 보빈
CN102691163A (zh) * 2012-06-08 2012-09-26 慈溪太阳洲纺织科技有限公司 针织输纱装置
DE102012104976B4 (de) * 2012-06-08 2015-11-05 Memminger-Iro Gmbh Fadenliefergerät
CN108931839B (zh) * 2018-09-03 2020-03-03 杭州金龙光电缆有限公司 一种光纤配线架

Family Cites Families (5)

* Cited by examiner, † Cited by third party
Publication number Priority date Publication date Assignee Title
US4313578A (en) * 1978-07-27 1982-02-02 Appalachian Electronic Instruments, Inc. Yarn tension control apparatus
DE3029509A1 (de) * 1980-08-04 1982-03-25 Gütermann & Co, 7809 Gutach Fadenbremse
US4532760A (en) * 1984-02-21 1985-08-06 Milliken Research Corporation D. C. Yarn tension control
DE4104663C1 (it) * 1991-02-15 1992-08-13 Memminger-Iro Gmbh, 7290 Freudenstadt, De
DE4301507C2 (de) * 1993-01-21 1995-01-26 Memminger Iro Gmbh Fadenbremse

Also Published As

Publication number Publication date
KR950031848A (ko) 1995-12-20
ITTO950202A0 (it) 1995-03-17
UA22440C2 (uk) 1999-02-26
JPH07267497A (ja) 1995-10-17
JP2721316B2 (ja) 1998-03-04
IT1278992B1 (it) 1997-12-02
KR100218561B1 (ko) 1999-10-01
CN1076707C (zh) 2001-12-26
GB2287254B (en) 1996-02-21
US5560557A (en) 1996-10-01
CN1116608A (zh) 1996-02-14
RU2093450C1 (ru) 1997-10-20
RU95103731A (ru) 1996-11-27
GB9505444D0 (en) 1995-05-03
DE4409450C2 (de) 1996-12-05
DE4409450A1 (de) 1995-09-21
CZ62995A3 (en) 1995-10-18
UA22440A (uk) 1998-03-03
PE2095A1 (es) 1995-02-28
CZ284672B6 (cs) 1999-01-13
GB2287254A (en) 1995-09-13
TR28545A (tr) 1996-09-30

Similar Documents

Publication Publication Date Title
ITTO950202A1 (it) Dispositivo di frenatura del filo
KR970009384B1 (ko) 쓰레드 브레이크
CN103608587B (zh) 流体运送装置
US3053474A (en) Tension control device
UA54609C2 (uk) Фрикційний ниткоподавач для подавання щонайменше однієї нитки
JP4323826B2 (ja) 電磁振動式フィーダおよび組合せ計量装置
CN1189372C (zh) 盘式制动器
US3158256A (en) Feeder and spring with inherent damping
CN116208883A (zh) 一种骨传导发声装置及可穿戴设备
JP2730208B2 (ja) 直線型振動フィーダ
JPS5818283B2 (ja) シンドウコンベア
US1831037A (en) Signaling device
US1658349A (en) Loud-speaking receiver
JPH08196053A (ja) 振動アクチュエータ
US1106655A (en) Telephone call-bell or ringer.
JPS61150911A (ja) パ−ツフイ−ダ装置
US4290565A (en) Yarn tension device
US625923A (en) Magneto-bell striker
JPH02204209A (ja) 直線振動フィーダ
US1118925A (en) Harmonic ringer.
US1279909A (en) Brake for sequence-switches.
JPH06321334A (ja) 振動式パーツフィーダ
JPS5815420Y2 (ja) 回転式糸張力調整装置
US1578659A (en) Electromagnetic device
JPH05230725A (ja) ダブルツイスト装置

Legal Events

Date Code Title Description
0001 Granted