ITTO970862A1 - Metodo per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spa ziatura frazionata e relativo sistema di implementazione. - Google Patents

Metodo per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spa ziatura frazionata e relativo sistema di implementazione. Download PDF

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Andrea Sandri
Carlo Luschi
Arnaldo Spalvieri
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Alsthom Cge Alcatel
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Description

Descrizione dell'invenzione industriale dal titolo:
"METODO PER LA STABILIZZAZIONE DEL FUNZIONAMENTO DI EQUALIZZATORI A SPAZIATURA FRAZIONATA E RELATIVO SISTEMA DI IMPLEMENTAZIONE"
RIASSUNTO
Un metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata presenti in ricevitori per segnali numerici, presentanti una pluralità coefficienti di equalizzazione, detti coefficienti di equalizzazione essendo aggiornabili minimizzando un’opportuna funzione di costo e stabilizzabili mediante un’opportuna modifica di detta funzione di costo, detta modifica di detta funzione di costo comportando l’impiego di una matrice di rumore virtuale. Secondo l'invenzione si ha che la funzione di costo (J) per l aggiornamento dei coefficienti (c) dell’equalizzatore a spaziatura frazionata (FSE) viene modificata aggiungendo un disturbo virtuale [v(t)] ciclostazionario.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata presenti in ricevitori per segnali numerici, presentanti una pluralità coefficienti di equalizzazione, detti coefficienti di equalizzazione essendo aggiornabili minimizzando un’opportuna funzione di costo e stabilizzabili mediante un’opportuna modifica di detta funzione di costo, detta modifica di detta funzione di costo comportando l’impiego di una matrice di rumore virtuale.
L’ equalizzazione adatti va è una tecnica comunemente impiegata per compensare l’effetto distorsivo del canale in un generico sistema di trasmissione. Una nota tecnica fa uso di equalizzatori sincroni, realizzati tramite a filtri FIR (Finite Impulse Response) con coefficienti variabili spaziati temporalmente di una quantità pari all’intervallo di segnale o al tempo di simbolo.
Un miglioramento delle prestazioni può essere ottenuto tramite l’impiego dei cosiddetti equalizzatori a spaziatura frazionata (FSE), che sono costituiti da un filtro FIR adattivo con coefficienti spaziati temporalmente di una quantità pari a una frazione dell’intervallo di segnale o al tempo di simbolo. Le prestazioni dell’equalizzatore a spaziatura frazionata, che abbiano un numero sufficiente di coefficienti, sono praticamente indipendenti dalla caratteristiche di fase del canale di trasmissione e dalla fase del sincronismo di simbolo ricostruita in ricezione. Più in generale l’equalizzatore a spaziatura frazionata è in grado di realizzare, in maniera adattiva, e in un solo dispositivo, le funzioni di filtraggio adattivo e equalizzazione, ad esempio, emulare il ricevitore lineare ottimo. Tuttavia l’equalizzatore a spaziatura frazionata presenta due inconvenienti principali: in primo luogo il fenomeno della deriva dei coefficienti e in secondo luogo la bassa rapidità di convergenza. Entrambi detti inconvenienti risultano dipendere dal fatto che un equalizzatore a spaziatura frazionata ha in generale più configurazioni dei coefficienti che corrispondono sostanzialmente allo stesso valore di errore quadratico medio, o più in generale, allo stesso valore della funzione di costo del segnale equalizzato. In altre parole, il costo non muta significativamente secondo certe direzioni intorno al punto corrispondente al punto di configurazione ottima dei coefficienti. E’ stato dimostrato attraverso esperimenti che un equalizzatore a spaziatura frazionata è affetto da un’instabilità a lungo termine a causa delle inevitabili polarizzazioni che occorrono nei circuiti di controllo. Tale comportamento conduce l’equalizzatore a operare con coefficienti a valori talmente alti da causare fenomeni di ‘overflow’ nei registri o saturazione dei coefficienti, con un conseguente deterioramento delle prestazioni.
Per massimizzare la prestazione di un equalizzatore a spaziatura frazionata è necessario perciò fare uso di opportune tecniche di stabilizzazione degli algoritmi di controllo, in grado di evitare il fenomeno di deriva dei coefficienti e di aumentare la rapidità di convergenza. A tal scopo, è stato proposto, ad esempio nel’articolo R.D. Gitlin, H.C. Meadors, S.B. Weinstein, “The Tap-Leakage Algorithm : An Algorithm for thè Stable Ope radon of a Digitally Implemented Fractionally Spaced Equalizer ", Bell Sys. Tech. J, voi. 61, no. 8, pp. 1817-1839, October 1982, di cambiare l’algoritmo di controllo dell’equalizzatore a spaziatura frazionata attraverso l’introduzione di una quantità predeterminata di rumore bianco fittizio. Detta tecnica, che prende il nome di litap-leakage”, costituisce un’efficiente misura contro la deriva dei coefficienti e migliora la rapidità di convergenza. Cionondimeno le prestazioni dell’equalizzatore a spaziatura frazionata vengono peggiorate, in quanto il rumore fittizio all’esterno della banda del segnale contribuisce alla stabilizzazione, ma il rumore fittizio all’interno della banda pregiudica il raggiungimento della configurazione ottima dei coefficienti.
Conseguentemente è stata proposta nell’articolo di T. Uyematsu e K. Sakaniwa, “A new Tap-Adjustnmit Algorithm for thè Fractionally Spaced Equalizer ", GLOBECOM ‘85, pp. 1420-1423, Decembèr 1985 , l'introduzione di un rumore fittizio con densità spettrale di potenza non bianca, ovvero non costante al variare della frequenza, e più specificamente densità spettrale di potenza sostanzialmente non nulla solo laddove la densità spettrale di potenza del segnale è nulla. Il principale limite di questa tecnica è quello di non consentire una completa stabilizzazione dell'equalizzatore adattativo, in quanto nella regione di ‘roll-ofF del segnale, cioè la regione di transizione dal massimo della densità di potenza spettrale allo zero, esistono ancora innumerevoli configurazioni dei coefficienti associate al medesimo valore di minimo errore quadratico.
Un possibile rimedio ai problemi delle precedenti tecniche è suggerito da G. Karam, P. Moreau, H. Sari, “Stabiìizing Fractionally Spaced Equalizers” , GLOBECOM ‘91, IEEE Global Telecommunication Conference 1991, pp. 1807-1811, dove alla tecnica proposta da Uyematsii e Sakanhva si aggiunge un vincolo sulla forma della funzione di trasferimento realizzata a regime dall'equalizzatore adattativo. Questo approccio impone che l'equalizzatore stesso calcoli il segnale alla sua uscita a frequenza almeno pari a (l+ct)/T, dove T è il tempo di simbolo e a l’ampiezza della regione di roll-off. Tale calcolo di fatto aumenta la complessità implementativa dell'equalizzatore, in quanto è normalmente sufficiente il calcolo del segnale all'uscita dell'equalizzatore a frequenza 1/T.
Un altro possibile rimedio. ai problemi dei metodi di Gitlin, Meadors, Weinstein e di Uyematsii e Sakanhva è l'utilizzo di un filtro sbiancante a monte dell’equalizzatore e l’aggiunta di rumore bianco (per una descrizione di tale tecnica si veda A.Spalvìeri, C. Laschi, R.Sala, F. Guglielmi, " Stabiìizing thè Fractionally Spaced Equalizer by Prewhitening", GLOBECOM '95, IEEE Global Telecommunication Conference, Singapore, Nov.1995, pp. 93-97). Tale tecnica ha gli svantaggi di richiedere l’aggiunta del filtro sbiancante e di richiedere una .maggiore precisione nelle algebre dell'equalizzatore.
La presente invenzione si propone di risolvere gli inconvenienti sopra citati e di indicare un metodo e/o un sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata di realizzazione migliorata e più efficiente rispetto alle soluzioni note.
In tale ambito, scopo principale della presente invenzione è quello di indicare un metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata che faccia uso di un equalizzatore adattivo a spaziatura frazionata stabilizzato e in grado allo stesso tempo di offrire buone prestazioni.
Un ulteriore scopo della presente invenzione è di indicare un metodo e/o un sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata che non necessiti di ulteriori filtri in ricezione per effettuare l’equalizzazione.
Per raggiungere tali scopi, formano oggetto della presente invenzione un metodo e/o un sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata, nonché un equalizzatore a spaziatura frazionata incorporanti le caratteristiche delle rivendicazioni allegate, che formano parte integrante della presente descrizione.
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi delia presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, fomiti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
- in figura 1 è riportato uno schema di principio di un modello di un metodo di trasmissione secondo l’arte nota;
- in figura 2 é riportato uno schema di principio del metodo e/o del sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo l’invenzione;
- in figura 3 è rappresentato un diagramma di particolari andamenti di funzioni utilizzate nel metodo per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo l’invenzione;
- in figura 4 è rappresentato uno schema di principio di un sistema di stabilizzazione di un equalizzatore a spaziatura frazionata secondo l’invenzione.
In figura 1 è riportato uno schema di principio di un modello del metodo di trasmissione secondo l’arte nota.
In esso troviamo un segnale d’ingresso composto da dei simboli 3⁄4, ai quali è associato un tempo di simbolo T, e che vengono perciò trasmessi con frequenza 1/T in un sistema di trasmissione TX, cui è associata una funzione di trasferimento G(f). Un sommatore SUM simboleggia il fenomeno fisico della trasmissione con la conseguente introduzione di un rumore additivo di canale n(t) per ottenere un segnale ricevuto r(t) all’ingresso di un equalizzatore a spaziatura frazionata FSE. Il segnale ricevuto r(t), prima dell’ingresso in detto equalizzatore a spaziatura frazionata FSE, viene campionato da un campionatore CP1, con un periodo T’, detto periodo T’ corrispondendo anche alla spaziatura temporale frazionaria dell’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE. A detto equalizzatore a spaziatura frazionata FSE è associata una funzione di trasferimento C(f)· In uscita dall’ equalizzatore a spaziatura frazionata FSE si ha un segnale di uscita u(t).
In figura 2 è rappresentato uno schema di principio di un modello del metodo, nonché del sistema, di trasmissione secondo l’invenzione. In detto modello del metodo e sistema di trasmissione è riportato in aggiunta al sistema di trasmissione TX di figura 1, un sistema virtuale di trasmissione VTX, al quale è associata una funzione di trasferimento F(f). Detto sistema di trasmissione VTX è aggiunto onde tenere in conto gli effetti del disturbo fittizi. Infatti, i simboli di un segnale interferente virtuale b* , anch’esso a frequenza 1/T, fanno il loro ingresso nel sistema virtuale di trasmissione VTX. Un campionatore CP2, anch’esso di periodo T\ e un blocco FSE’ con funzione di trasferimento C(f), rappresentano l’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE anche su detto ramo virtuale del modello, e determinano un segnale interferente virtuale v(t). Un blocco sommatore SUM2 somma il segnale di uscita u(t) e il segnale interferente virtuale v(t), determinando, attraverso un campionatore CP3 di periodo T, il segnale di uscita y(kT).
Per comprendere il funzionamento del metodo e del sistema secondo l’invenzione occorre innanzitutto precisare che, a differenza dell’arte nota, sarà mostrato come il segnale interferente virtuale v(t) non introduce un disturbo stazionario, bensì un disturbo non-stazionario, più precisamente un disturbo ciclostazionario di periodo T. Per disturbo ciclostazionario di periodo T si intende un disturbo la cui densità spettrale di potenza può essere diversa negli istanti (kT+T/i) con i intero che va da I a N.
Descriviamo perciò ora l’analisi matematica del modello implementante il metodo di trasmissione secondo l’invenzione.
La funzione di costo J che l’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE minimizza è definita come.
dove il simbolo E{.} indica l’operazione di valor medio.
L’intento è quello di definire una funzione F(f) che consenta la stabilizzazione dell’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE, senza spostare il punto di equilibrio dell’equalizzatore stesso rispetto al caso in cui F(f)=0, ovvero il caso in cui non vi sia l’introduzione di un segnale interferente virtuale b; di alcun genere. Raggiungendo tale intento, si ottiene una stabilizzazione dell’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE senza degrado nelle prestazioni.
La funzione di trasferimento ottima C0n(f) dell’equalizzatore à spaziatura frazionata FSE in assenza del segnale inteferente virtuale v(t) si dimostra essere uguale a (si veda ad es. il già citato articolo di S.U.H. Oureshi ):
dove N(f) è la è la densità spettrale di potenza del rumore additivo di canale Notiamo che se la funzione di trasferimento F(f) è tale da soddisfare la condizione
il segnale interferente virtuale v(t) all’uscita dell’ equalizzai ore a spaziatura frazionata FSE’ è nullo agli istanti di campionamento t=kT. Questo assicura che la funzione di costo J data dalla (1) non è alterata dalla introduzione del segnale interferente virtuale v(t) e pertanto si ottengono le stesse prestazioni che si avrebbero in assenza di interferenza virtuale.
La scelta per la funzione di trasferimento F(f) di.
ad esempio, consente di soddisfare la condizione (2a) e di ottenere una stabilizzazione dell’equalizzatore migliore o uguale a quella ottenibile con tecniche note.
Osserviamo esplicitamente che le equazioni (2) e (3) implicano una dipendenza di F(f) dalla funzione di trasferimento G(f) e dallo spettro del rumore additivo del canale N(f), che sono in generale non noti. Una scelta ragionevole, anche se non limitativa, è quella di fissare la funzione di trasferimento F(f) utilizzando nella (3) la Cot(f) che si avrebbe in assenza di distorsioni dovute alla propagazione (G(f) costante) e in presenza di rumore bianco (N(f) costante). Si verifica, per calcolo, che, in condizioni di propagazione e rumorosità tipiche dei canale radio, tale scelta comporta un degrado
di prestazioni trascurabile rispetto al caso ideale illustrato nella (3). Riportiamo nella Figura3 l’andamento della funzione di trasferimento F(f) secondo l’equazione (3) nel caso tipico in cui il filtro di trasmissione abbia un andamento del tipo Radice di Nyquist.
Dunque, riepilogando, si è realizzato un sistema trasmissivo virtuale VTX, associandogli la funzione di trasferimento F(f). Si è ricercata quindi una condizione (3) per la quale il segnale interferente virtuale v(t) determinato da tale funzione di trasferimento F(f) all’uscita dell’equalizzatore FSE, agli istanti di campionamento kT, fosse nullo, sicché il punto di equilibrio dell’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE e, conseguentemente le sue prestazioni, non fossero mutate rispetto ai valori ottimi. La definizione (1) della funzione di costo J, può essere riscritta -grazie all’indipendenza tra i simboli ak e i simboli bk- come
dove
può essere riguardato come uno scarto quadratico medio sul segnale in assenza di inteferente virtuale;
- la matrice Q è la matrice di disturbo virtuale e ha, imponendo la condizione (2a), per elemento di posto (ij):
- f(t) è la trasformata inversa di Fourier della funzione di trasferimento F(f),
- il simbolo † rappresenta l’operazione di complesso coniugato trasposto,
- il simbolo * rappresenta l’operazione di complesso coniugato,
- c è il vettore colonna dei coefficienti dell’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE,. la cui trasformata discreta di Fourier è la funzione di trasferimento C(f).
Osserviamo che il primo termine delia nuova funzione costo (4) è l’errore quadratico medio effettivamente presente all’uscita del ricevitore di figura 1 e determinato dal segnale di uscita u(t), mentre il secondo termine è l’errore quadratico medio dovuto all’interferente virtuale v(t) di tipo ciclostazionario.
Un possibile algoritmo per la minimizzazione della funzione costo (4) è il noto algoritmo del gradiente stocastico, che conduce alla seguente regola di aggiornamento dei coefficienti di equalizzazione c :
dove γ è lo step-size ’errore al decisore, corrispondente alla derivata di et, r*k-i il segnale ricevuto all’istante precedente. Il prodotto è detto aggiornamento MMSE.
Le equazioni (4) e (5) esprimono ciò che viene implementato nella pratica, ovvero una matrice Q di disturbo virtuale che esprime la sagomatura del disturbo virtuale v(t). Imponendo la condizione (2a) si ottiene la forma (4a), che esprime una matrice Q di disturbo virtuale relativa a un disturbo virtuale v(t) ciclostazionario, ovvero caratteristiche statistiche che possono essere diverse negli istanti dove T è il tempo di simbolo e i un intero che va da 1 a N.
In figura 4 è rappresentata un sistema per una possibile implementazione del metodo secondo l’invenzione. In figura 4 è visibile un equalizzatore a spaziatura frazionata FSE, munito di linee di ritardo LR, che introducono il ritardo T’, inferiore al tempo di simbolo T. Dalle prese P dell’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE vengono perciò prelevati segnali spaziati temporalmente del ritardo T che giungono ai blocchi moltiplicatori MX, dove vengono moltiplicati per i rispettivi coefficienti di equalizzazione che compongono il vettore c. Un sommatore SUM provvede a ricostruire il segnale equalizzato y (kT). E’ bene rimarcare che lo schema di figura2 e lo schema di figura 4 contengono due modellizzazioni differenti dello stesso metodo di stabilizzazione del funzionamento dell’equalizzatore a spaziatura frazionata FSE. Blocchi di aggiornamento BA forniscono ciascun coefficiente di equalizzazione iesimo . I blocchi di aggiornamento BA nell’equalizzatóre à spaziatura frazionata FSE sono in numero pari al numero dei coefficienti di equalizzazione cioè in numero pari al numero delle sue prese P.
Il blocco di aggiornamento BA riceve in ingresso gli elementi della matrice Q, i coefficienti di equalizzazione c, l’errore al decisore il segnale ricevuto
L’errore al decisore viene calcolato da un blocco qui non rappresentato sostanzialmente secondo l’equazione (4). La matrice Q e i coefficienti di equalizzazione c sono elaborati da un blocco elaboratore BEL, che esegue l’operazione secondo l’equazione (4), o più precisamente la sommatoria
secondo l’equazione (5). Ciò implica che, ad esempio, il blocco elaboratore BEL è in grado di selezionare gli elementi qy della matrice Q opportuni per il calcolo del relativo coefficiente di equalizzazione i-esimo Un secondo blocco elaboratore BEL2 riceve in ingresso l’errore al decisore il segnale ricevuto all’istante precedente. Le uscite dei blocchi sommatoli BEL e BEL2 sono sommate attraverso un sommatore SUM3, un moltiplicatore MXG che moltiplica per lo step-size y e un circuito accumulatore ACC, onde modificare il valore precedente, pér determinare i coefficiente di equalizzazione all’istante . Detti coefficienti di equalizzazione all’istante vengono poi inviati al moltiplicatore MX.
Pertanto attraverso il blocco BA vengono calcolati i coefficienti di equalizzazione all’istante k+1, in modo che il disturbo virtuale introdotto nella regola di aggiornamento secondo la (5) sia di tipo ciclostazionario, cioè la cui densità spettrale di potenza può essere diversa negli istanti (kT+T/i) con i intero che va da 1 a N;
Dalla descrizione effettuata risultano pertanto chiare le caratteristiche della presente invenzione, così come chiari risultano i suoi vantaggi.
Il metodo e/o il sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo l’irivenzione permette di ottenére vantaggiosamente un stabilizzazione dell’equalizzatore a spaziatura frazionata senza degradarne le prestazioni. Infatti, tramite un’opportuna progettazione della matrice di disturbo virtuale, tale che il disturbo virtuale sia di tipo ciclostazionario, si ottiene che, campionando il segnale a valle dell’equalizzatore agli istanti kT, la densità spettrale di potenza di detto rumore sia trascurabile o nulla nella porzione di banda di interesse. Ciò significa che il punto di equilibrio dell’equalizzatore a spaziatura frazionata non viene spostato, cosi come le prestazioni non vengono degradate. Cionondimeno, essendo comunque introdotto il disturbo virtuale nell’algoritmo di aggiornamento dei coefficienti, l’equalizzatore a spaziatura frazionata risulta stabilizzato.
E' chiaro che numerose varianti sono possibili per l'uomo del ramo al metodo e/o al sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata descritto come esempio, senza per questo uscire dai principi di novità insiti nell’idea inventiva, cosi come è chiaro che nella sua pratica attuazione le forme dei dettagli illustrati potranno essere diverse, e gli stessi potranno essere sostituiti con degli elementi tecnicamente equivalenti.
In particolare differenti potranno essere le forme assunte dalia matrice di disturbo virtuale in dipendenza di differenti scelte della funzione di trasferimento virtuale F(f), che tuttavia ottemperino alla condizione di nullità a valle dell’equalizzatore del rumore negli istanti di campionamento. Allo stesso modo differenti possono essere le scelte della funzione di trasferimento ottima dell’equalizzatore in assenza di interferente CoU. Sarà possibile inoltre l’uso di diversi algoritmi matematici per la valutazione dell’errore, ivi includendo il metodo del minimo errore quadratico medio (MMSE) oppure l’algoritmo di Godard oppure la famiglia degli algoritmi a modulo costante (CMA), come anche l’uso di algoritmi adattivi dei coefficienti di equalizzazione differenti dal metodo del gradiente stocastico, ma che richiedano la valutazione di un errore e di una correzione all’errore.

Claims (12)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata presenti in ricevitori per segnali numerici, presentanti una pluralità coefficienti di equalizzazione, detti coefficienti di equalizzazione essendo aggiornabili minimizzando un’opportuna funzione di costo e stabilizzabili mediante un’opportuna modifica di detta funzione di costo, detta modifica di detta funzione di costo comportando l’impiego di una matrice di rumore virtuale caratterizzato dal fatto che la funzione di costo (J) per l’aggiornamento dei coefficienti (c) dell’equalizzatore a spaziatura frazionata (FSE) viene modificata aggiungendo un disturbo virtuale [v(t)] ciclostazionario.
  2. 2. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che il disturbo virtuale [v(t)] introdotto è tale che campionandolo attraverso un mezzo campionatore (CP3) a valle dell’equalizzatore a spaziatura frazionata (FSE) con periodo pari al tempo di simbolo (T), il disturbo virtuale [v(t)] ciclostazionario è trascurabile o nullo quando l’equalizzatore a spaziatura frazionata (FSE) è a regime.
  3. 3. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 2 caratterizzato dal fatto che il disturbo virtuale [v(t)] ciclostazionario ha caratteristiche statistiche che possono essere diverse negli istanti (kT+T/i) dove T è il tempo di simbolo e i un intero che va da 1 a N.
  4. 4. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 3 caratterizzato dal fatto che una matrice (Q) di disturbo fittizio che sagoma la densità di potenza spettrale del disturbo virtuale [v(t)] ciclostazionario viene utilizzata per modificare la funzione di costo (J).
  5. 5. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 4 caratterizzato dal fatto che la matrice (Q) di rumore fittizio è calcolata facendo uso di una funzione di trasferimento virtuale (F(f)), detta funzione di trasferimento virtuale (F(f)) essendo determinata imponendo una determinata condizione (2a), cioè che il disturbo virtuale v(t) sia nullo o trascurabile quando l’equalizzatore a spaziatura frazionata (FSE) è a regime.
  6. 6. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 5 caratterizzato dal fatto che prevede di fornire a un blocco di aggiornamento dei coefficienti (BA) la matrice (Q) di rumore fittizio e il vettore dei coefficienti di equalizzazione (c), effettuare l’operazione matriciale attraverso un blocco elaboratore (BEL) e sommare il risultato attraverso un blocco sommatore (SUM3) con l’aggiomamento MMSE
  7. 7. Equalizzatore a spaziatura frazionata, utilizzato in ricevitori per segnali numerici, del tipo che presenta un determinato numero di prese, cui sono associati rispettivi coefficienti di equalizzazione, detti coefficienti di equalizzazione essendo aggiornabili minimizzando un’opportuna funzione di costo e stabilizzabili mediante un’opportuna modifica di detta funzione di costo, caratterizzato dal fatto che è provvisto di mezzi di aggiornamento (BA) per introdurre un disturbo virtuale [v(t)] ciclostazionario nella modifica della funzione di costo (J).
  8. 8. Equalizzatore a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che è provvisto di mezzi (BA) contengono un blocco di elaborazione (BEL) che effettua fra una matrice (Q) di rumore fittizio e il vettore dei coefficienti di equalizzazione (c), l’operazione matriciale dove matrice (Q) di rumore fittizio è tale da sagomare il disturbo virtuale [v(t)]_
  9. 9. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la funzione di costo (J) e valutata facendo uso del metodo del minimo errore quadratico medio.
  10. 10. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la funzione di costo (J) e valutata facendo uso del’algoritmo di Godard.
  11. 11. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la funzione di costo (J) e valutata facendo uso di un algoritmo appartenente alla famiglia degli algoritmi a modulo costante.
  12. 12. Metodo e/o sistema per la stabilizzazione del funzionamento di equalizzatori a spaziatura frazionata e/o equalizzatore a spaziatura frazionata secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi.
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