ITTO980044A1 - Perfezionamenti ad una barriera stradale semirigida a dissipazione del l'energia d'urto con correzione d'assetto. - Google Patents
Perfezionamenti ad una barriera stradale semirigida a dissipazione del l'energia d'urto con correzione d'assetto.Info
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Description
D E S C R I Z I O N E
del brevetto per invenzione industriale
La presente invenzione si riferisce a dei perfezionamenti ad una barriera stradale semirigida a dissipazione dell’energia d'urto con correzione d'assetto.
Sono note delle barriere stradali del tipo suddetto, in cui un corrente sagomato è accoppiato ad una pluralità di montanti tramite rispettivi gruppi di accoppiamento, ciascuno comprendete un distanziatore ed dissipatore dell'energia d'urto.
In una barriera nota, il distanziatore è collegato al montante mediante un coppia di asole a camma collaborante con una coppia di pioli. Le asole a camma sono tali da consentire un- collegamento sostanzialmente rigido durante una fase iniziale dell'urto di un veicolo, ed una correzione d'assetto attraverso una rotazione ed una traslazione tra il montante ed il distanziatore, durante una successiva fase dell'urto. Uno dei pioli è atto ad essere tranciato in un'altra fase dell'urto del veicolo, mentre il distanziatore è munito di un corpo mobile telescopicamente per sganciarsi dal montante nella fase terminale dell'urto.
Questa barriera costituisce un valido sistema per il contenimento dei veicoli che tendono a fuoriuscire dalla carreggiata stradale. Infatti, le energie di contenimento rilevate mediante prove sono risultate molto elevate, e le accelerazioni prodotte su veicoli leggeri nel corso dell'urto sono risultate abbastanza ridotte. Tuttavia, la barriera nota risulta relativamente pesante, in quanto almeno il distanziatore ed il dissipatore richiedono un notevole spessore delle lamiere di cui sono formati. Inoltre, il piolo predisposto per essere tranciato presenta un diametro calibrato, che fa aumentare il costo della barriera.
Inoltre, in questa barriera nota, ciascun montante è incernierato a perno ed asola con un elemento distanziale di un corrente parairuote. L'asola di tale collegamento ha una larghezza decrescente, per offrire una certa resistenza allo scorrimento del perno durante l'urto. Infine, l'elemento distanziale ed il pararuote hanno sezione a C e sono collegati fra loro mediante un bullone verticale.
Anche questo collegamento del montante con il pararuote presenta alcuni inconvenienti. Infatti, il pararuote a C risulta relativamente pesante e rigido, mentre l'asola di larghezza decrescente, risulta relativamente costosa, e nello scorrimento, tende a danneggiare il perno- Infine, in una barriera spartitraffico, in cui ciascun montante è munito di un distanziale doppio per due correnti opposti, il montante non riesce a distribuire sui montanti adiacenti, in maniera ottimale, parte dell'energia d'urto ricevuta dai correnti.
L'invenzione ha per oggetto una barriera stradale semirigida, che pur conservando l'alta capacità di contenimento dei veicoli, con il mantenimento della quota e della verticalità del corrente anche per spostamenti rilevanti, sfrutti la duttilità dei materiali, in modo da ottenere una maggiore dissipazione dell'energia d'urto, ed elimini gli inconvenienti sopra elencati per le barriere note. In particolare, un primo scopo dell'invenzione è quello di realizzare una barriera, in cui sia il distanziale che il dissipatore siano sufficientemente rigidi e di peso relativamente ridotto, pur mantenendo la massima efficienza.
Questo scopo viene raggiunto dalla barriera stradale semirigida a dissipazione dell'energia d'urto con correzione d’assetto secondo l'invenzione, la quale comprende una pluralità di montanti, ed almeno un corrente sagomato collegato a ciascuno di detti montanti attraverso un corrispondente gruppo di accoppiamento includente un dissipatore di energia disposto tra detto corrente e un distanziatore portato da detto montante, detto distanziatore essendo collegato a detto montante mediante un gruppo di guide a camma collaboranti con un gruppo di elementi di riscontro, detto gruppo di guide essendo tali da consentire un collegamento sostanzialmente rigido durante una fase iniziale dell'urto di un veicolo ed una correzione d'assetto di detto corrente durante una fase successiva di detto urto, ed è caratterizzata dal fatto che detto distanziatore è munito di almeno una nervatura di irrigidimento disposta tra dette guide.
Un altro scopo dell'invenzione è quello di realizzare una barriera, in cui il montante non manifesti sensibili fenomeni di stabilità locale nel corso dell’urto del veicolo. Inoltre, l'invenzione ha per scopo di escludere la tranciatura del piolo di collegamento per lo sgancio del corrente dal montante.
Questo altro scopo viene raggiunto dalla barriera stradale semirigida dell'invenzione, in cui le guide a camma sono formate,da asole sagomate di detto distanziale, detti elementi di riscontro essendo formati da pioli portati da detti montanti ed impegnati in un corpo accoppiato telescopicamente ad una porzione superiore di detto montante, detto corpo essendo atto a consentire uno sgancio di detto corrente da detto montante in una fase terminale di detto urto, detta barriera essendo caratterizzata dal fatto che detti pioli impegnano ciascuno una corrispondente feritoia di detto corpo, ciascuna di dette feritoie essendo delimitata da un setto atto ad essere tranciato dal corrispondente detto piolo in detta fase terminale.
Un ulteriore scopo dell'invenzione è quello di realizzare una barriera, in cui il pararuota risulti di fabbricazione economica e sia molto plastico in caso di urto di veicoli. Inoltre, scopo dell'invenzione è quello di eliminare il deterioramento del collegamento dell'elemento di distanziale con il montante.
Questo ulteriore scopo viene raggiunto dalla barriera stradale semirigida dell'invenzione, in cui detto ciascuno di detti montanti è inoltre collegato ad un elemento distanziale, su cui è fissato un corrente pararuote estendentesi parallelamente ed inferiormente a detto corrente sagomato, detta barriera essendo caratterizzata dal fatto che detto elemento distanziale è munito di una feritoia longitudinale di larghezza costante in impegno con una coppia di elementi fissati su detto montante in modo da disporre detta feritoia in posizione orizzontale e da scorrere rispetto ad essa a seguito di un urto di ruote di veicoli.
Infine, un ulteriore scopo dell'invenzione è quello di consentire a ciascun montante di scaricare parte dell'energia dell'urto sui montanti adiacenti.
Questo scopo viene raggiunto dalla barriera stradale semirigida dell'invenzione, in cui ciascun distanziatore presenta due bordi verticali contrapposti, detta barriera essendo caratterizzata dal fatto che un bordo del distanziatore di un primo di detti montanti ed il bordo contrapposto dei distanziatori dei montanti adiacenti sono collegati da un organo diagonale di rinforzo.
Per una migliore comprensione dell'invenzione vengono qui descritte due forme preferite di realizzazione, fatte a titolo esemplificativo con l'ausilio degli annessi disegni, in cui:
Figura 1 è una vista frontale di una prima forma preferita di realizzazione di una barriera stradale semirigida incorporante i perfezionamenti secondo l'invenzione;
Figura 2 è una vista dall'alto della barriera di Figura 1;
Figura 3 è una sezione secondo la linea III-III di Figura 1, in scala ingrandita;
Figure 3A e 3B sono due sezioni secondo le linee A-A e B-B di Figura 3, in scala ulteriormente ingrandita;
Figura 4 è una vista dall'alto di Figura 3, in scala un'altra scala ingrandita;
Figura 5 è una vista prospettica parziale della barriera di Figura 3;
Figura 6 è una vista prospettica esplosa di un dettaglio di Figura 5, in scala ingrandita;
Figura 7 è un dettaglio di Figura 1, in un'altra scala ingrandita;
Figura 8 è una variante del dettaglio di Figura 7; Figure 9, 10 e 11 illustrano lo sviluppo di tre componenti della barriera;
Figura 12 è una vista simile a quella di Figura 3, relativa ad un'altra forma di realizzazione dell'invenzione;
Figura 13 è una vista dall'alto di Figura 12, in scala ulteriormente ingrandita;
Figura 14 è una vista dall'alto di un tratto della barriera di Figura 12;
Figura 15 è una vista prospettica frontale di un dettaglio di Figura 14, in scala ingrandita.
Con riferimento alle Figure 1 e 2, con 1 è genericamente indicata una barriera stradale semirigida, comunemente nota col nome di "guard rail", del tipo atto ad essere installato lungo un bordo esterno di una carreggiata stradale 2. La barriera 1 comprende una pluralità di paletti o montanti 3, ed un corrente sagomato 5. Questo è esteso trasversalmente ai montanti 3, ed è collegato a ciascuno di essi attraverso un gruppo di accoppiamento 6. In particolare, il corrente 5 (Figure 3 e 4) è del tipo noto a tre onde, separate da due anse 4.
Ciascun montante 3 è costituito da un profilato metallico, avente una sezione a C con concavità rivolta verso uno dei due montanti 3 adiacenti. Tale profilato presenta due pareti laterali 7 ed una parete intermedia 8, la quale è ortogonale al corrente 5. Ciascuna parete 7 termina con una parete parziale 8', parallela alla parete 8. Ciascun montante 3 è fissato al terreno con una porzione inferiore 9, in modo da disporre il suo asse verticalmente. Ciascun montante 3 comprende una porzione terminale superiore 10, in cui viene montato il gruppo 6. La parete 8 della porzione 10 è munita di due feritoie assiali 11 e 12 (ved. anche Figura 5), separate da un setto 14. Il gruppo 6 comprende un distanziatore 13 portato dal montante 3 ed un dissipatore di energia 21 disposto tra il corrènte 5 e il distanziatore 13.
In particolare, il distanziatore 13 comprende due piastre 16 parallele, (ved. anche Figura 5) disposte sul montante 3, di cui una è a contatto con la parete 8, e l'altra con le pareti parziali 8'. Le due piastre 16 sono munite superiormente ed inferiormente di due alette 17 e 18 rivolte verso l'esterno. Il distanziatore 13 è collegato al montante 3 mediante un corrispondente gruppo di guide a camma associato al distanziatore 13, ed atte a collaborare con un gruppo di elementi di riscontro associato al montante 3. Le guide a camma sono costituite da due asole sagomate 27 e 28, mentre gli elementi di riscontro sono costituiti da due pioli o bulloni 29 e 30 scorrevoli nelle asole 27 e 28.
In particolare, ciascuna delle piastre 16 è munita delle due asole 27, 28, le quali sono distanziate verticalmente. I bulloni 29 e 30 si estendono ortogonalmente alle piastre 16, ed impegnano scorrevolmente anche le feritoie 11 e 12 della parete 8 del montante 3. Inoltre, i bulloni 29 e 30 impegnano scorrevolmente due asole 38 e 39 (Figura 6) allineate verticalmente e ricavate su una parete 40 di un corpo 41, il quale è accoppiato telescopicamente alla porzione superiore 10 del montante 3. Al fine di evitare impuntamenti dei bulloni 29 e 30, questi sono collegati da due piastre distanziatrici 41a (Figure 3, 3A, 5).
Il corpo 41 (Figura 6) ha una sezione ad U, comprendente due pareti 44 ai due lati della parete 40, ed è disposto con questa parete 40 in corrispondenza delle pareti parziali 8* del montante 3. Il corpo 41 è scorrevole all'interno della porzione 10, dove è mantenuto ad attrito ad opera di due bulloni 42 coassiali, stretti da rispettivi dadi. Ciascun bullone 42 impegna un foro ricavato nella corrispondente parete 7 del montante 3, ed una feritoia longitudinale 43, aperta inferiormente, la quale è ricavata nella corrispondente parete laterale 44 del corpo 41.
Le asole 27 e 28 (Figura 3) hanno una forma tale da consentire un collegamento sostanzialmente rigido durante una fase iniziale dell'urto di un veicolo contro il corrente 5 ed una correzione d'assetto del corrente 5, attraverso una rotazione ed una traslazione tra il montante 3 ed il distanziatore 13, durante una successiva fase di tale urto. In una fase terminale dell'urto, il corpo 41 si disimpegna dal montante 3, consentendo in tal modo lo sgancio del corrente 5 dal montante 3 stesso, sostanzialmente come descritto nella domanda di brevetto italiano TO94A000822, depositata a nome CENTRO ACCIAI S.P.A.
La barriera 1 comprende inoltre un tirante costituito da una fascia metallica 45 collegata, mediante una staffa ad U 46, fissata in corrispondenza del bordo posteriore delle due piastre 16 di ciascun distanziale 13. La barriera 1 comprende infine un ulteriore corrente pararuote 50, in seguito chiamato solo pararuote, il quale si estende parallelamente ed inferiormente al corrente sagomato 5. Il pararuote 50 è fissato un elemento distanziale 51 collegato al montante 3 stesso, come sarà meglio visto in seguito.
Secondo l'invenzione, il distanziatore 13 è formato da una lamiera 15, il cui sviluppo è illustrato in Figura 9, la quale presenta due porzioni laterali ed una porzione centrale di larghezza minore. La lamiera 15 è piegata ad U, formando con le porzioni laterali le due piastre 16, da cui vengono piegate le alette 17 e 18, e con la porzione centrale una parete intermedia 19, che forma il bordo anteriore del distanziale 13. Tra le due piastre 16 sono inoltre fissate, tramite bulloni, due manicotti 22 distanziali di contrasto, disposti in vicinanza della parete 19, ed un altro manicotto 22 disposto in corrispondenza della staffa 46.
Sulla lamiera 15 viene ricavata una nervatura di irrigidimento 20, il cui asse è indicato in Figura 9 con una linea tratteggiata. La nervatura 20 è estesa per tutta la lunghezza della piastra 16, ed è sporgente verso l'esterno delle piastre 16 e della parete 19. La nervatura 20 è inoltre disposta tra le asole 27 e 28, ad uguale distanza dall'estremità inferiore di ciascuna asola superiore 27 e dall'estremità superiore di ciascuna asola inferiore 28. La nervatura 20 consente di aumentare la rigidità delle piastre 16, in casi di un urto, quando i bulloni 29 e 30 (Figura 3) scorrono lungo le asole 17 e 18, assicurando la corretta correzione dell'assetto del corrente 5.
A sua volta, il dissipatore 21 è formato da un'altra lamiera 23, il cui sviluppo è illustrato in Figura 10, la quale è piegata ad U in modo da formare due pareti laterali 24, collegate da un parete intermedia 25, mediante spigoli arrotondanti. La lamiera 23 è munita di un'apertura orizzontale 26, estesa almeno per tutta la lunghezza della parete intermedia 25. Inoltre, la lamiera 23 è munita di una coppia di fori 31 per il collegamento tramite bulloni alle due anse 4 del corrente 5 (ved. anche Figure 3, 4 e 5). Infine, la lamiera 23 è munita di due coppie di corte asole 32 per il collegamento con il distanziatore 13, in corrispondenza dei due manicotti 22 adiacenti alla parete 19.
Il dissipatore 21 è inoltre munito di almeno una nervatura orizzontale 31 estesa per tutta la lunghezza della lamiera 23. In particolare, il dissipatore 21 è munito di due nervature orizzontali 33, i cui assi sono indicati in Figura 10 con due linee tratteggiate. Le nervature 33 sono sporgenti verso l'esterno del dissipatore 21 e sono disposte ciascuna tra l'apertura 26 e i due fori 31. A tale scopo, ciascuna ansa 4 è munita di una fila di asole 37 (Figura 5) disposte a distanza pari a quella prevista per i montanti 3.
L'apertura 26 è chiusa alle due estremità da due porzioni di chiusura 34 (Figura 10), ciascuna delle quali è munita di un'altra nervatura orizzontale 35 di rinforzo, i cui assi sono indicati in Figura 10 con due linee tratteggiate. Ciascuna nervatura 35 è disposta in posizione tale da alloggiare nel suo cavo la nervatura 20 della corrispondente piastra 16, per cui la rigidità del distanziatore 13 risulta ulteriormente aumentata. Una funzione dell'apertura 26 chiusa dalle porzioni 34 è quella di migliorare l’assetto verticale del dissipatore 21 in caso di urto. Inoltre le nervature 33 e 35 gli permettono di essere meno deformabile rispetto alle azioni di taglio tra distanziatore 13 e corrente 5.
Il corrente 5 è costituito da segmenti 5’, 5" (Figure 1 e 7) collegati fra loro mediante sovrapposizione di una porzione terminale 47 di due segmenti 5', 5" adiacenti. La porzione terminale 47 è munita di un’altra coppia di asole 37 disposte in corrispondenza delle anse 4, e di due file di sei fori 36 per altrettanti bulloni 48 di collegamento. I fori 36 disposti sui fianchi delle tre onde dei due segmenti 5', 5". Il centro delle due asole 37 è disposto ad una distanza dal bordo estremo della porzione 47, sostanzialmente uguale alla distanza reciproca D dei centri delle due asole 37.
Le due coppie di fori 36 centrali di ciascuna fila sono a distanza fra loro maggiore di quella delle altre coppi di fori 6. In particolare i due fori 36 centrali di ciascuna fila sono disposti in modo che i rispettivi centri si trovino ad una distanza dal bordo esterno di una delle due porzioni 47 collegate, sostanzialmente uguale alla profondità P dell'ansa 4 (Figura 3), ossia alla distanza tra il piano delle asole 37 ed il piano tangente all'apice delle onde del corrente 5.
Vantaggiosamente, in un corrente della larghezza standard di 508 mm, il cui sviluppo ha una larghezza di 736 mm, la distanza D dei centri delle asole 37 è di circa 194 mm, e la distanza del centro delle asole 37 dal bordo della porzione 47 può essere scelta di 190 mm. A sua volta, la profondità P dell'ansa 4 è di circa 81 mm, e la distanza del centro dei fori 36 centrali dal bordo della porzione 47 può essere scelta di 82 mm.
I centri delle altre quattro coppie di fori 36 possono essere disposti ad una distanza reciproca di 100 mm, e quindi il centro dei quattro fori 36 della fila esterna è disposto ad una distanza di 58 mm dal bordo della porzione 47. Pertanto, i centri dei quattro fori 36 della fila esterna si trovano su una linea verticale L disposta sostanzialmente ad uguale distanza tra una linea verticale passante per i centri delle asole 37 e la linea verticale passante per i centri degli altri due fori 36.
Secondo la variante di Figura 8, tutti i fori 36 di ciascuna fila sono disposti alla stessa distanza dal bordo esterno della porzione 47. Tale distanza per la fila esterna può essere scelta in modo da risultare sostanzialmente uguale alla profondità P dell'ansa 4. Vantaggiosamente tale distanza può essere scelta di 82 mm.
La disposizione delle asole 37 e dei fori 36, sopra descritta per le due varianti delle Figure 7 e 8, è stata determinata in base a calcoli e verifiche sperimentali, che hanno confermato l’ottimizzazione dell'efficienza del collegamento.
Secondo un altro aspetto dell'invenzione, la feritoia superiore 11 (Figure 3 e 6) della porzione 10 montante 3 è chiusa superiormente da un setto 49 avente una larghezza uguale al setto 14. Inoltre, le due feritoie 11 e 12 presentano sia lunghezza che larghezza uguali, ed i due bulloni 29 e 30 presentano uguale diametro, per cui viene semplificata la costruzione della barriera 1. I-noltre, i due bulloni 29 e 30 di uguale diametro rendono possibile lo scorrimento del corpo 41 nella porzione 10 del montante 3, in caso di urto di energia limitata, ad esempio dell'urto di un'autovettura.
Inoltre, ciascuna delle due piastre distanziatrici 41a (Figure 3 e 3A) è disposta all'interno della rispettiva piastra 16, per cui essa viene perfettamente guidate tra questa piastra 16 e la relativa parete 8, 8' del montante 3. Infine, ciascun montante 3 è munito di due fazzoletti o piastre 60 (Figure 3 e 3B) saldate all’interno delle pareti parziali 8', nella porzione 9 destinata ad essere annegata nel calcestruzzo nella messa in opera sul bordo della carreggiata 2.
Vantaggiosamente, le suddette piastre 60 possono essere disposte ad una distanza reciproca dell'ordine di 200 mm, con la piastra 60 superiore disposta ad una distanza compresa tra 50 e 150 mm dal bordo superiore della carreggiata 2. le piastre 60 hanno lo scopo di irrigidire il montante 3, permettendo di ridurre drasticamente i fenomeni di instabilità locale e di sfruttare meglio la sua sezione resistente.
I due bulloni 29 e 30 sono inoltre atti a tranciare simultaneamente i due setti 14 e 49, quando l’urto del veicolo contro il corrente supera un predeterminato livello di energia, ad esempio in caso di urto di un veicolo pesante. In tal modo si verifica la fuoriuscita del corpo 41 dalla porzione 10 del montante 3, e quindi lo sgancio del corrente 5, assieme al dissipatore 21 e al distanziale 13, dal montante 3.
Secondo un'altro aspetto dell'invenzione, il pararuote 50 (Figure 3 e 5) è formato da una barra piatta, la quale risulta di peso inferiore ad un profilato a C di pari resistenza, e presenta anche una maggiore plasticità in caso di urto di autovetture. Inoltre l'elemento distanziale 51 è formato da una terza lamiera 52, il cui sviluppo è rappresentato in Figura 11. La lamiera 52 comprende una porzione di larghezza ridotta, che viene piegata a 90° per formare un'aletta 53, su cui il pararuote 50 viene fissato mediante un bullone orizzontale 54. La parte restante della lamiera 52 è piegata ad U, e presenta una parete intermedia 55, munita di una feritoia longitudinale 56 di larghezza costante, e di lunghezza dell'ordine di metà della lunghezza della parete 55.
Nella feritoia 56 si impegna una coppia di bulloni 57, 57' passanti in due corte asole verticali 58 della parete 8 del montante 3 e fissati mediante corrispondenti dadi, per disporre gli assi dei bulloni 57, 57' in modo regolabile sostanzialmente su uno stesso piano orizzontale. Pertanto, i bulloni 57, 57' tengono in posizione orizzontale la feritoia 56 e quindi l'elemento distanziale 51.
Inoltre, il diametro del bullone 57, disposto più vicino al pararuota 50, ha un diametro minore del bullone 57', ed è predisposto per essere tranciato quando l'energia dell'urto contro il pararuota supera un predeterminato valore. In seguito all'urto della ruota di un'autovettura, l'elemento 51 può scorrere con la feritoia 56 si bulloni 57, 57', per cui il pararuota 50 rimane all'altezza di tali bulloni 57, 57'.
Invece, in seguito all'urto della ruota di un veicolo pesante, l'elemento 51 dapprima scorre con la feritoia 56 sui bulloni 57 e 57<1 >, ed infine trancia il bullone 57. L'elemento 51, grazie alla tranciatura del bullone 57, può allora subire una certa rotazione rispetto al montante 3, ed a causa del diametro della ruota del veicolo pesante viene trascinato verso il basso, ed impedendo che la ruota del veicolo pesante rimanga intrappolata tra il pararuota 50 e la carreggiata 2.
Secondo un altra forma di esecuzione dell'invenzione, la barriera 61 (Figura 12-14) è del tipo spartitraffico ed è munita di due correnti sagomati 5, disposti da parti opposte del montante 3, e di due corrispondenti pararuote 50. Il montante 3 è qui munito di un doppio distanziale 63, formato da due piastre parallele 66, ciascuna avente due alette piegate 17, 18 e due bordi verticali opposti 64. Le due piastre 66 sono collegate in corrispondenza di ciascuna coppia di bordi 64, mediante un profilato a C 65, tra le cui pareti laterali sono inseriti due manicotti 22. Il distanziale 63 è munito di due dissipatori opposti 21, uguali a quelli della barriera 1. Ciascun dissipatore 21 è collegato da una parte mediante due bulloni alle piastre 66 ed al profilato 65, e dall'altra mediante un terzo bullone al corrispondente corrente 5.
Ciascuna piastra 66 è munita di due asole a camma 67 e 68 in impegno con i bulloni 29 e 30, in modo analogo alle asole 27 e 28 di Figura 3. Tra le due asole 67 e 68 è disposta una nervatura 62 analoga alla nervatura 20. Le asole 67 e 68 presentano un'estremità superiore 69 e 70 in comune per due bracci delle asole 67 e 68, associati ai due correnti 5. I due bracci sono simmetrici rispetto ad una linea verticale comune e si estendono verso il basso.
Il corpo 41 è munito di una piastrina anti-incastro 71 rettangolare, la quale presenta un foro centrale, atto ad alloggiare il bullone superiore 29. In caso di urto contro un corrente 5, la piastrina anti-incastro 71 impedisce al perno 29 di impegnare il ramo dell’asola 67 associato al corrente 5 opposto a quello urtato.
I due pararuote 50 sono pure formati ciascuno da una barra piatta, la quale è collegata ad un corrispondente elemento distanziale 51, 51'. L'elemento distanziale 51' ha una sezione a C leggermente minore in modo da inserirsi nell'elemento distanziale 51. I due elementi distanziali 51, 51' vengono collegati simultaneamente al montante 3 tramite i due bulloni 57, 57', i quali presentano ugualmente avere diametro diverso. Il bullone 57 è atto ad essere tranciato, a seguito dell'urto di un veicolo pesante sia contro il pararuota 50 ad esso adiacente, sia contro il pararuota 50 opposto. In entrambi i casi, il pararuota 50 impegnato viene trascinato dalla ruota verso il basso.
Secondo un altro aspetto dell'invenzione, in corrispondenza dei bordi 64 dei distanziatori 63 è disposto un organo diagonale 72 di rinforzo (Figure 14 e 15). In particolare, ciascun organo diagonale 72 è formato da una barra piatta avente una feritoia 73 estesa per una lunghezza compresa tra un quarto ed un terzo della lunghezza totale della barra stessa. La feritoia 73 ha lo scopo di sfruttare la plasticità dell'organo diagonale 72 per tutta la sua lunghezza.
L'organo diagonale 72 è munito di due estremità 74 piegate ad angolo, atte ad essere alloggiate nell'apertura 26 di ciascun dissipatore 21. Le estremità 74 sono forate e vengono fissate mediante un bullone, tra la parete intermedia di uno dei profilato 65 di un montante 3, e la parete intermedia dell'altro profilato 65 del montante 3 adiacente. L'organo intermedio 72 consente di scaricare parte dell'energia d'urto di un montante 3 sui montanti 3 adiacenti.
Da quanto visto sopra risultano evidenti i vantaggi della barriera secondo l'invenzione rispetto alle barriere note. In particolare, le nervature 20, 62 e 33, 35, sul distanziale 13, 63 e sul dissipatore 21, irrobustiscono le piastre 16 e 66 ed il dissipatore 21 stesso, consentendo di ridurre il peso della barriera evitando ogni svergolamento durante la correzione di assetto a seguito di un urto. Inoltre, i due bulloni 29 e 30 di uguale diametro, facilitano la fabbricazione della barriera, e consentono la frattura simultanea dei due setti 14 e 49. A sua volta, la feritoia di 56 di larghezza costante ed i due bulloni 57, 57' di diametro diverso consentono un semplice scorrimento dell'elemento distanziale 51 sul montante 3 in caso di urto di un'autovettura, ed una rotazione in caso di urto di un veicolo pesante. Infine l'organo diagonale 72 consente di scaricare parte dell'energia d'urto di un montante 3 sui montanti 3 adiacenti.
Si intende che alla barriera descritta possono essere apportate varie modifiche e perfezionamenti senza uscire dall'ambito delle rivendicazioni. Ad esempio, nella barriera 1, la fascia 45 può essere sostituta da un orgeino diagonale, analogo all'organo 72, il quale può essere fissato sulla parete 19 del distanziale e sulla staffa 46. Inoltre, può essere variato il collegamento tra segmenti 5', 5" del corrente 5. Infine, il corrente 5 può avere una sezione con un diverso numero di onde.
Claims (31)
- R I V E N D I C A Z I O N I 1. Barriera stradale semirigida a dissipazione dell'energia d'urto con correzione d'assetto, comprendente una pluralità di montanti (3), ed almeno un corrente sagomato (5) collegato a ciascuno di detti montanti (3) attraverso un corrispondente gruppo di accoppiamento (6) includente un dissipatore di energia (21) disposto tra detto corrente (5) e un distanziatore (13, 63) portato da detto montante (3), detto distanziatore (13, 63) essendo collegato a detto montante (3) mediante un gruppo di guide a camma (27, 28; 67, 68) collaboranti con un gruppo di elementi di riscontro (29, 30), detto gruppo di guide (27, 28; 67, 68) essendo tali da consentire un collegamento sostanzialmente rigido durante una fase iniziale dell'urto di un veicolo ed una correzione d'assetto di detto corrente (5) durante una fase successiva di detto urto, caratterizzata dal fatto che detto distanziatore (13, 63) è munito 'di almeno una nervatura di irrigidimento (20, 62) disposta tra dette guide (27, 28; 67, 68).
- 2. Barriera secondo la rivendicazione 1, in cui detto gruppo di guide (27, 28; 67, 68) comprende almeno due asole a camma (27, 28; 67, 68) distanziate verticalmente, caratterizzata dal fatto che detta nervatura (20, 62) è disposta lungo una direzione orizzontale tra dette due asole a camma (27, 28; 67, 68).
- 3. Barriera secondo la rivendicazione 2, in cui ciascuna di dette due asole a camma (27, 28; 67, 68) presenta un'estremità superiore ed una estremità inferiore, caratterizzata dal fatto che detta nervatura (20, 62) è equidistante tra l'estremità superiore dell'asola a camma inferiore (28, 68) e l'estremità inferiore dell'asola a camma superiore (27, 67).
- 4 . Barriera secondo la rivendicazione 2 o 3, in cui detto distanziale (13) è formato da una lamiera (15) piegata da U ed abbracciante detto montante (3), detta lamiera (15) formando due piastre laterali (16) ed una parete intermedia (19), ciascuna di dette piastre (16) essendo munito di due asole a camma (27, 28), caratterizzata dal fatto che detta nervatura (20) è estesa per tutta la lunghezza di detta lamiera (15).
- 5. Barriera secondo la rivendicazione 4, in cui detto corrente (5) è del tipo a tre onde separate da due anse (4), caratterizzata dal fatto che detto dissipatore (21) è formato da un'altra lamiera (23) piegata ad U avente due pareti laterali (24) collegate a dette piastre (16), ed una parete intermedia (25) collegata a dette anse (4).
- 6. Barriera secondo le rivendicazioni 3 e 5, caratterizzata dal fatto che dette piastre (16, 66) sono tenute distanziate da almeno due organi distanziatori (46), dette pareti laterali (24) essendo collegate con dette piastre 16, 66) in corrispondenza di detti organi distanziatori (46).
- 7 . Barriera secondo la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detto dissipatore (21) è munito di almeno una nervatura orizzontale (33) estesa per tutta la lunghezza di detta altra lamiera (23).
- 8. Barriera secondo la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detta altra lamiera (23) è munita di un'apertura orizzontale (26) estesa almeno per tutta la lunghezza della rispettiva parete intermedia (25), detto dissipatore (21) essendo munito di due nervature orizzontali (33) disposte ciascuna tra detta apertura (26) ed un corrispondente foro (31) di collegamento con una di dette anse (4), dette nervature (33) essendo estese per tutta la lunghezza di detta altra lamiera (23).
- 9. Barriera secondo la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto'che dette pareti laterali (24) comprendono due porzioni di chiusura (34) delle estremità di detta apertura (26.), dette porzioni (34) essendo munite ciascuna di una nervatura di rinforzo (35).
- 10. Barriera secondo la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che ciascuna di dette nervature di rinforzo (35) di dette pareti laterali (25) è disposta in modo da alloggiare una porzione della nervatura (20, 62) di dette piastre (16, 66).
- 11. Barriera secondo una delle rivendicazioni da 6 a 10, in cui detto corrente (5) è costituito da segmenti (5', 5") collegati tra loro mediante sovrapposizione di una porzione terminale (47) di due segmenti (5', 5") adiacenti, detta porzione (47) essendo predisposta con una coppia di asole (37) in dette anse (4) per il collegamento a detto dissipatore (21), caratterizzato dal fatto che il centro delle asole (37) di detta porzione (47) è disposto ad una prima distanza dal bordo estremo di detta porzione (47) sostanzialmente uguale alla distanza reciproca (D) tra i centri delle asole (37) di detta porzione (47).
- 12. Barriera secondo la rivendicazione 11, in cui dette porzioni (47) sono munite di una coppia di file di fori (36), caratterizzata dal fatto che almeno parte di detti fori (36) di una di dette file presenta una seconda distanza dal bordo estremo di una di dette porzioni (47) sostanzialmente uguale alla profondità di dette anse(4).
- 13. Barriera -secondo la rivendicazione 12, in cui detti fori (36) sono disposti sui fianchi di dette onde, caratterizzata dal fatto che tutti i fori (36) di una di dette file sono disposti a detta seconda distanza dal bordo estremo di detta porzione (47).
- 14. Barriera secondo la rivendicazione 12, in cui detti fori (48) sono disposti in corrispondenza dei fianchi di dette onde, caratterizzata dal fatto che i fori (36) di una di dette file disposti sui fianchi dell'onda centrale di detto corrente (5', 5" sono disposti a detta seconda distanza (d) dal bordo estremo di detta porzione (47), gli altri fori (36) di detta fila essendo disposti su una linea verticale (L) sostanzialmente ad uguale distanza tra una linea verticale di detti fori (36) dell'onda centrale ed una linea verticale del centro di dette asole (37).
- 15. Barriera stradale semirigida a dissipazione dell’energia d'urto con correzione d'assetto, comprendente una pluralità di montanti (3), ed almeno un corrente sagomato (5) collegato a ciascuno di detti montanti (3) attraverso un corrispondente gruppo di accoppiamento (6) includente un dissipatore di energia (21) disposto tra detto corrente (5) ed un distanziatore (13, (63) portato da detto montante (3), detto distanziatore (13, 63) essendo collegato a detto montante (3) mediante un gruppo di guide a camma (27, 28; 67, 68) collaboranti con un gruppo di elementi di riscontro (29, 30), detto gruppo di guide (27, 28; 67, 68) essendo tali da consentire un collegamento sostanzialmente rigido durante una fase iniziale dell'urto di un veicolo ed una correzione d'assetto di detto corrente (5) durante una fase successiva di detto urto, dette guide a camma essendo formate da asole a camma (27, 28; 67, 68) di detto distanziale (13, 63), detti elementi di riscontro essendo formati da pioli (29, 30) portati da detti montanti (3) ed impegnati in un corpo (41) accoppiato telescopicamente ad una porzione superiore (10) di detto montante (3), detto corpo (41) essendo atto a consentire uno sgancio di detto corrente (5) da detto montante (3) in una fase terminale di detto urto, caratterizzata dal fatto che detti pioli (29, 30) impegnano ciascuno una corrispondente feritoia (11, 12) di detto corpo (41), ciascuna di dette feritoie (11, 12) essendo delimitata da un setto (49, 14) atto ad essere tranciato dal corrispondente piolo (29, 30) in detta fase terminale.
- 16. Barriera secondo la rivendicazione 15, caratterizzata dal fatto che detti pioli (29, 30) hanno uguale diametro, uno di detti setti (49, 14) essendo disposto tra dette due feritoie (11, 12).
- 17. Barriera secondo la rivendicazione 15 o 16, in cui ciascuno di detti montanti (3) è munito di un doppio distanziale (63) collegato tramite due dissipatori (21) con due correnti sagomati (5) opposti, dette asole a camma (67, 68) per detti due correnti (5) essendo munite di due bracci simmetrici rispetto ad una linea verticale, caratterizzata dal fatto che almeno uno di detti pioli (29, 30) è portato da una piastrina (71) atta ad impedire che uno di detti pioli (29, 30) si incastri erroneamente in uno di detti bracci.
- 18. Barriera secondo la rivendicazione 17, caratterizzata dal fatto che detti pioli (29, 30) sono collegati da una coppia di piastre (41a), ciascuna disposte tra una piastra (16) del distanziatore (13, 63) ed una parete (8, 8') di detto montante (3).
- 19. Barriera secondo una delle rivendicazioni da 15 a 18, in cui ciascuno di detti montanti (3) è formato da un profilato metallico avente una sezione a C, avente una parete intermedia (8) disposta tra due pareti laterali (7), ciascuna terminate con una parete parziale (8') parallela a detta parete intermedia (8), detto montante comprendendo una porzione (9) atta ad essere annegata nella posa sulla carreggiata, caratterizzata dal fatto che detta porzione (9) è irrigidita da almeno un fazzoletto metallico (60) saldato su dette pareti parziali (8').
- 20. Barriera secondo la rivendicazione 19, caratterizzata dal fatto che detta porzione (9) è irrigidita da una coppia di detti fazzoletti (60) saldati all'interno di dette pareti parziali (8’) ad una predeterminata distanza reciproca ed a predeterminate profondità.
- 21. Barriera stradale semirigida a dissipazione dell’energia d'urto con correzione d'assetto, comprendente una pluralità di montanti (3), ed almeno un corrente sagomato (5) atto a ricevere l'urto di un veicolo, detto corrente sagomato (5) essendo collegato a ciascuno di detti montanti (3) attraverso un corrispondente gruppo di accoppiamento (6), ciascuno di detti montanti (3) essendo inoltre collegato ad un elemento distanziale (51, 51'), su cui è fissato un corrispondente un corrente pararuote (50) estendentesi parallelamente ed inferiormente a detto corrente sagomato (5), caratterizzata dal fatto che detto elemento distanziale (51, 51') è munito di una feritoia longitudinale (56) di larghezza costante in impegno con una coppia di bulloni (57, 57') fissati su detto montante (3) in modo da scorrere lungo detta feritoia (56) a seguito di un urto di ruote di veicoli.
- 22. Barriera secondo la rivendicazione 21, caratterizzata dal fatto che detti bulloni (57, 57') sono inseriti ciascuno in un’asola verticale (58) di detto montante (3), ciascun bullone (57, 57') essendo fissati da un dado in detta feritoia (56) ed in una di dette asole verticali (58) in modo da disporre detta feritoia (56) in posizione orizzontale.
- 23. Barriera secondo la rivendicazione 22, caratterizzata dal fatto che detti bulloni (57, 57') presentano diametri diversi l'uno dall'altro, in modo da consentire uno scorrimento in detta feritoia (56) nel caso di urto di una ruota di un'autovettura, e da tranciare il bullone (57) di diametro minore, consentendo anche una certa rotazione di detto pararuote (50) verso il basso nel caso di urto di una ruota di un veicolo pesante.
- 24. Barriera secondo una delle rivendicazioni da 21 a 23, caratterizzata dal fatto che detto corrente pararuote è formato da una barra piatta (50), detto elemento distanziale (51, 51') essendo formato da un lamiera (52) avente un'aletta piegata (53) per il fissaggio di detta barra piatta (50), detta lamiera (52) essendo munita di una porzione piegata a C e presentante una parete intermedia (55) portante detta feritoia (56).
- 25. Barriera stradale semirigida a dissipazione dell'energia d'urto con correzione d'assetto, comprendente una pluralità di montanti (3), ed almeno un corrente sagomato (5) collegato a ciascuno di detti montanti (3 ) attraverso un corrispondente gruppo di accoppiamento (6) includente un dissipatore di energia (21) disposto tra detto corrente. (5) ed un distanziatore (13, 63) portato da detto montante (3), ciascun distanziatore (13, 63) presentando due bordi verticali contrapposti (19, 46; 64, 64), caratterizzata dal fatto che un bordo (19, 64) del distanziatore (13, 63) di un primo di detti montanti (3) ed il bordo contrapposto (46, 64) dei distanziatori (63) dei montanti (3) adiacenti sono collegati da un organo diagonale (78) di rinforzo.
- 26. Barriera secondo la rivendicazione 25, caratterizzata dal fatto che ciascun distanziatore (13, 63) presenta un solo bordo (64) collegato con detto organo diagonale (72), per cui questo assume una forma a zigzag.
- 27. Barriera secondo la rivendicazione 26, caratterizzata dal fatto che detto organo diagonale è formato da segmenti ciascuno formato da una barra piatta (72) munita di due estremità (74) piegate ad angolo per il fissaggio su detto bordo (19, 46; 64, 64).
- 28. Barriera secondo la rivendicazione 27, caratterizzata dal fatto che detta barra piatta (72) è munita di una feritoia (73) estesa per una lunghezza compresa tra un quarto ed un terzo della lunghezza di detta barra piatta (72), allo scopo di sfruttare la plasticità di detto organo diagonale (72) per tutta la sua lunghezza.
- 29. Barriera secondo le rivendicazioni 13 e 28, caratterizzata dal fatto che detto dissipatore (21) è formato da una lamiera piegata ad U (23) avente due pareti laterali (24) collegate a detto distanziatore (13, 63) ed una parete intermedia (25) collegata a detto corrente (5), detta lamiera (23) essendo munita di un'apertura orizzontale (26) estesa almeno per tutta la lunghezza di detta parete intermedia (25), almeno una di dette estremità piegate (74) di detta barra piatta (72) essendo alloggiata in detta apertura (26).
- 30. Barriera secondo la rivendicazione 29, in cui ciascun montante (4) è munito di un doppio distanziale (63) collegato tramite due dissipatori uguali (21) con due correnti sagomati (5) opposti, caratterizzata dal fatto che dette estremità piegate (74) di una di dette barre piatte (72) sono alloggiate nelle aperture (26) dei dissipatori (21) di due montanti (3) adiacenti.
- 31. Barriera stradale semirigida a dissipazione dell'energia d’urto con correzione d'assetto, sostanzialmente come descritto con riferimento agli annessi disegni .
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